Sassari Latte Dolce calcio 2019 2020 – Quattro chiacchiere con Nino Pinna.
4-04-2020
La Redazione
Coronavirus, ancora controlli e denunce della Polizia locale.
Buoni spesa, ecco come richiederli.
Coronavirus, no a mascherine FFP2 e FFP3 per fare la spesa.
2-4-20 Coronavirus, attenzione all’uso corretto delle mascherine
SASSARI: ARRESTATO DOPO 9 ANNI DI LATITANZA. CATTURATO A CASTELVOLTURNO IN UN’OPERAZIONE CONGIUNTA DEI CARABINIERI DI SASSARI E NAPOLI.
È stato localizzato e catturato nella notte scorsa il cittadino nigeriano OSAYI Osahon, 42enne, ricercato dal 2012 dopo essere sfuggito alla cattura in una delle prime operazioni in territorio
nazionale finalizzate al contrasto della criminalità organizzata nigeriana operante nel settore del traffico di esseri umani. L’operazione “Terra Promessa 2”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, era scattata il 2 luglio 2012 nei confronti di 26 indagati, quasi tutti nigeriani; tuttavia in quella occasione OSAYI Osahon era riuscito a sottrarsi alla cattura e ad assicurarsi per tutti questi anni lo
stato di irreperibilità anche grazie all’uso di documenti d’identità contraffatti. Tutta l’inchiesta si è sostanzialmente sviluppata in due fasi, la prima delle quali si è conclusa con sentenza di condanna a pena detentiva per complessivi 108 anni di carcere mentre il secondo procedimento, quello che riguarda anche OSAYI Osahon, si trova ancora nella fase dibattimentale.
Dopo insistenti e complesse ricerche i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Sassari, direttamente
coordinati dal Dott. Paolo Deangelis, Procuratore Aggiunto presso la D.D.A.T. di Cagliari, sono riusciti a localizzare il latitante in un appartamento di Castelvolturno (CE), dove intorno alla mezzanotte i militari del Reparto Territoriale di Mondragone (CE) e in particolare quelli della Stazione Carabinieri di Castelvolturno e del R.O.S. Carabinieri di Napoli hanno fatto irruzione, identificato e arrestato il ricercato. Nei confronti di OSAYI Osahon pendeva dunque un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere contenente pesantissimi capi d’accusa, stante che era considerato al vertice di un’organizzazione criminale operante in territorio nazionale e all’estero dedita alla commissione di plurimi delitti in materia di traffico di esseri umani, riduzione e mantenimento in stato di schiavitù, tratta di persone e/o acquisto e vendita di esseri umani; nonché plurimi delitti in materia di induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed infine plurimi delitti di favoreggiamento ed organizzazione dell’immigrazione clandestina, ivi compresa l’organizzazione di matrimoni fittizi in più Stati. In particolare, nel settore dello sfruttamento della prostituzione, le indagini fecero
emergere che OSAYI Osahon gestiva una vastissima rete di prostitute non solo in Italia ma anche
nella Repubblica Ceca, in Svizzera e in Francia.
A seguito dell’arresto odierno OSAYI Osahon è stato associato alla Casa Circondariale di Santa
Maria Capua Vetere (CE) in attesa di interrogatorio del G.I.P.
2.04.2020
La Redazione
Contro il covid-19 – bisogna sfruttare le “nostre competenze”.
Il PM di Sassari ha perfettamente ragione quando dice che per combattere il virus è necessario “trattare tutti i pazienti come fossero positivi”. Come non essere d’accordo, tuttavia però la triste realtà è ben lontana da quella prospettata dalla procura, poiché a tutt’oggi siamo a contare le mascherine e quando mancano ci sono colleghi costretti a sanificarle per poterle riutilizzare. Per cui e al netto delle polemiche sull’approvvigionamento dei DPI, è necessario pensare all’ospedale e a tutte le sue articolazioni territoriali (pubbliche e private), come una fortezza, all’interno della quale chi è chiamato a combattere questo nemico invisibile, lo deve fare nella consapevolezza e soprattutto nella piena conoscenza delle procedure e strategie di protezione e sicurezza, ancorché nell’uniformità di comportamenti che rallentino ed impediscano il diffondersi dell’epidemia.
Di tutto questo purtroppo poco si parla, poiché quotidianamente, anche attraverso precise segnalazioni, quello che raccogliamo, oltre a rappresentare le difficoltà di un sistema che continua a fronteggiare l’epidemia con la penuria di dispositivi e di screening, mette in evidenza tutta una serie di difformità di comportamento degli operatori in ordine alle procedure, nonché sull’utilizzo corretto dei DPI. Su questi aspetti rileviamo modi di agire diversi tra il personale, unità operative e/o strutture. L’impressione che avvertiamo è che si continua ad affrontare la diffusione del virus in modalità “difensiva”, manca un vero coordinamento intraospedaliero, mancano regole certe, insomma si naviga a vista. Non basta nominare Commissari esperti dell’emergenza, serve coinvolgere ed utilizzare le esperienze, le “nostre competenze”, ossia di chi ogni giorno mette piede in ospedale. A queste professionalità dobbiamo rivolgerci. Per queste ragioni auspichiamo ed approfittiamo del momento per lanciare un appello al neo Commissario Straordinario della Aou, ma anche a tutte le Direzioni aziendali pubbliche e private che si prendono cura delle persone a vari livelli.
Ecco di questo e di tanto altro si deve parlare e ci si deve confrontare, ovvero come intendiamo governare un ospedale e/o qualsiasi struttura territoriale “ai tempi del coronavirus”.
A nostro modestissimo parere, fin dall’esordio del pesante attacco del virus di metà marzo, che ha colpito pesantemente Cardiologia e Dialisi del SS.Annunziata, per poi propagarsi nelle Case di Cura ed in quelle di Riposo per anziani, abbiamo proposto alla Direzione Aou che l’unità di crisi doveva essere implementata e coadiuvata da un gruppo di validi professionisti ospedalieri, cominciando ad esempio dai Coordinatori sanitari/tecnici capaci di governare e fronteggiare al meglio il diffondersi del contagio, così da scongiurare quanto invece è accaduto e sta continuando ad accadere in tutti i luoghi di cura ed assistenza. E’ necessario fare squadra, serve collegialità ed ascolto, chiarezza, c’è bisogno di sintesi e semplificazione di tutta quella marea di norme, circolari e disposizioni aziendali, tra l’altro e troppo spesso oggetto di aggiornamento e modifica delle stesse.
In tutto ciò poi, come organizzazione sindacale, abbiamo segnalato e sollecitato i vertici aziendali, affinché si apra una discussione sull’ipotesi di incentivazione contrattuale da destinare alla platea di lavoratrici e lavoratori chiamati a combattere in prima linea il coronavirus e che responsabilmente si spendono senza guardare l’ora di inizio e di fine turno, bene a questi dobbiamo rispondere con i fatti, andando oltre gli attestati di stima e solidarietà.
C’è inoltre un altro argomento sul quale è necessario fare chiarezza: i tamponi. Numerosi colleghi ma anche semplici cittadini si rivolgono a noi organizzazioni sindacali per avere notizie sulle modalità ed i tempi di effettuazione degli screening, soprattutto al termine della c.d. quarantena col “doppio tampone”. Pur comprendendo la mole di lavoro del laboratorio, nonché la difficoltà nel reperire reagenti, a nostro avviso sarebbe utile che almeno gli RLS (rappresentanti lavoratori per la sicurezza) abbiano un rapporto diretto con il Dipartimento di prevenzione, i Medici Competenti e soprattutto con l’Igiene pubblica, per confrontarsi sul governo del fenomeno in senso generale, nonché sulle procedure di effettuazione degli screening, i destinatari ed infine sui tempi delle refertazioni.
Consapevoli che quanto sopra non è l’unica soluzione, però siamo assolutamente convinti che senza un vero coinvolgimento degli addetti ai lavori, ossia “delle competenze ospedaliere”, la battaglia contro il coronavirus continuerà ad essere una battaglia persa e a farne le spese purtroppo sono coloro i quali stanno in prima linea battendosi anche e troppo spesso con armi spuntate.
Antonio Monni
(Segretario Territoriale)
2-04-2020
La Redazione
Provincia: Attività di prevenzione a Bancali e in oltre 120 mila mq di uffici comunali.
Lingua sarda e turritana: lezioni su Skype e Front office telematico per traduzioni e consulenze
L’iniziativa voluta dalla RAS consente e ufficializza la prosecuzione delle attività di traduzione e consulenza degli sportelli linguistici gestiti dell’Is.Be
Gli operatori sono disponibili al pubblico attraverso contatti email e telefonici per i comuni di Sassari (capofila), Castelsardo, Sorso, Stintino, Porto Torres e Valledoria
Stesse dinamiche per i territori con capofila Pozzomaggiore, Macomer e Orotelli
SASSARI. L’emergenza coronavirus non ferma lo “Sportello linguistico sovracomunale” e nemmeno i “Corsi di lingua sarda e sassarese” programmati dall’Istituto Camillo Bellieni. Lo sportello fa ricorso allo smart working per attivare in tutta sicurezza il servizio di consulenza e traduzione online, mentre i corsi potranno essere seguiti attraverso la piattaforma Skype, direttamente da casa, con possibilità di interazione con gli insegnanti durante le video lezioni.
Il progetto “Ajò vi semmu” curato dall’Is.Be, con il Comune di Sassari capofila, prosegue in tal modo le attività facendo ricorso al “Front office telematico”, nel rispetto delle disposizioni messe in campo in questi giorni dalla Regione Autonoma della Sardegna.
Già dal 12 marzo, tutto il personale si era predisposto al nuovo servizio in esecuzione al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo (ulteriori disposizioni attuative del DPCM del 23 febbraio). Pertanto erano già state attivate le modifiche alle modalità di lavoro, garantendone così la continuità e il perseguimento degli obiettivi.
Si è ritenuto infatti che gli adempimenti dello sportello linguistico rientrino tra quelli previsti dal del DPCM (articolo 1 – comma 7), in cui si raccomanda il massimo utilizzo dello smart working per le attività che possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza. Gli operatori sono quindi abilitati a lavorare da casa e saranno reperibili sia attraverso email che numero di telefono.
L’elenco dei contatti: Lucia Sechi per il Comune di Sassari all’indirizzo lucia.sechi [email protected] – 340 5212385; Anna Laura Pirisi per il Comune di Castelsardo all’indirizzo [email protected] e per il Comune di Stintino all’email [email protected] – 328/5814227; Daniela Masia per il Comune di Sorso all’indirizzo [email protected] e per il Comune di Valledoria all’indirizzo [email protected] – 3291020731; Adriana Cocco per il Comune di Porto Torres all’indirizzo [email protected] – 3492154180.
Con le stesse modalità, l’Istituto Bellieni garantisce la prosecuzione della attività di Sportello linguistico nei territori che hanno per Comune capofila Pozzomaggiore ([email protected] – 3405212385), Macomer ([email protected] – 3492154180) e Orotelli ([email protected] – 3332136730).
Per quanto riguarda la formazione, i corsi di lingua sarda e turritana prenderanno il via in modalità Skype dal 1 aprile come previsto a suo tempo dal calendario programmato, secondo le indicazioni fornite sulla pagina facebook “Ajò vi semmu”. Non sono annullati i corsi in programma per il mese di marzo, le cui lezioni saranno recuperate durante il periodo estivo.
Sassari: Coronavirus, il Progetto Aurora non si ferma
Coronavirus, il Progetto Aurora non si ferma
Il Covid-19 non ferma il Progetto antiviolenza Aurora, che prosegue la sua attività. Le donne vittime di violenza possono contattare lo 079210311, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, e il martedì dalle 15 alle 19 o scrivere una mail a [email protected]. È inoltre a disposizione il numero verde 800042248 dove lasciare un messaggio per essere ricontattate.
Resta aperto anche lo sportello in via dei Mille 61, con gli stessi orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, e il martedì dalle 15 alle 19. Un’équipe di professioniste, psicologhe e assistenti sociali, è a disposizione con le proprie competenze specialistiche per sostenere le donne nei percorsi di uscita dalla violenza. L’équipe offre uno spazio di ascolto privilegiato garantendo un sostegno psicologico e relazionale e attivando, quando necessario, un percorso di preparazione all’accoglienza in struttura.
Prosegue anche l’attività del servizio di consulenza per uomini autori di violenza e stalker. Lo sportello è attivo il martedì pomeriggio dalle 15 alle 18 in via D’Annunzio 9. per informazioni e appuntamenti è possibile chiamare il 348 5351853 o scrivere a [email protected] .






