AOU SASSARI – Per i piccoli prematuri un dono fatto col cuore

Per i piccoli prematuri un dono fatto col cuore

Gli alunni della IV B della primaria Santa Maria di Sorso hanno donato alla Neonatologia e Tin dell’Aou di Sassari una poltrona per le mamme che devono allattare i loro bimbi.

Sassari 14 febbraio 2020 – Con una poesia hanno salutato i piccoli “guerrieri” della Neonatologia e Tin. Con le loro semplici parole hanno voluto raccontare la bellezza del mondo, deli cielo e della natura. Hanno invitato i piccoli neonati a lottare, a essere forti, perché «alla fine ne varrà la pena e non solo per l’incanto del nostro pianeta, soprattutto per la bellezza dell’amore dei vostri genitori».

Il reparto di Neonatologia e Tin dell’Aou di Sassari per una mattina, oggi, si è colorato a festa, grazie alla presenza dei bambini della IV B della scuola primaria di Santa Maria di Sorso.

Accompagnati dalle loro maestre e da alcune mamme, i 24 alunni hanno portato in dono al reparto una nuova comoda poltrona che servirà alle mamme dei piccoli ricoverati nei momenti dedicati all’allattamento.

La poltrona è il frutto della raccolta fatta dalla scuola in occasione del mercatino di Natale.

Con i fondi raccolti dalla “vendita” dei tanti oggetti realizzati anche dai genitori degli alunni, gli stessi ragazzi hanno deciso cosa donare alla Neonatologia di Sassari.

Emblematica, poi, la scelta della giornata per la consegna: il 14 febbraio, ricorrenza di San Valentino, a dimostrare come la donazione da parte dei bambini della scuola di Sorso sia una scelta fatta con il cuore.

Ad accogliere alunni e loro accompagnatori c’erano il direttore della struttura, Giorgio Olzai, la coordinatrice Maria Zicchi e il personale infermieristico che ha voluto regalare ai ragazzi alcuni libri.

Nei giorni scorsi, infine, i Fedale Classe ’83 di Nule, in ricordo di un piccolo prematuro che non è riuscito a vincere la sua battaglia, hanno donato al reparto alcuni cuscini in gel antidecubito, per la corretta postura del cranio in culla.




MUAY THAI SASSARI – La Muay thai di Michela Demontis al Fightclub championship – 15 FEBBRAIO 2020

La Muay thai di Michela Demontis al Fight club championship

Sabato 15 febbraio la sesta edizione della manifestazione di arti marziali al Tarantini training center di via Venezia.

SASSARI 13 febbraio 2020 – Adrenalina, fisicità, tecnica, strategia e tanto spettacolo saranno i sicuri ingredienti della sesta edizione del Fight club championship che, sabato 15 febbraio dalle 20,30, si preannuncia tra i più interessanti e partecipati. Al Tarantini Training center di via Venezia, a rendere il tutto avvincente saranno i 24 atleti che si alterneranno in incontri di Kick boxing, Mma e Muay thai. Sono previsti due incontri professionisti.

E sarà proprio l’arte dei re thailandesi a tenere a battesimo il ritorno di Michela Demontis. La giovane atleta sassarese, dopo l’esperienza più che positiva nelle arti marziali miste (Mma) nelle quali si è distinta con una serie di vittorie, ritorna alle origini e indosserà di nuovo i guantoni da “nak su”. Sul ring, contro la beniamina del team Tarantini, ci sarà Erika Conversano, giovane promessa della Itthipol team di Viterbo. Il match tra le due “guerriere” sarà il main event della serata.

Lo spettacolo inizierà alle 16,30 con le esibizioni di 70 bambini. Il gala serale, invece, inizierà alle 20,30. A rompere il ghiaccio saranno 12 incontri dilettantistici mentre la chiusura sarà riservata a due incontri professionisti.

A salire sul ring gli atleti di 20 società provenienti da tutta la Sardegna, oltre che dal Lazio.

Il team padrone di casa, il Tarantini fight club, oltre a Michela Demontis, schiererà Federico Casu che nella Muay thai incontrerà Mario Becciu (Onda d’Urto di Ossi). Sempre nell’arte dei re, per i padroni di casa entrerà nella gabbia Matteo Dore che incrocerà le tibie con Manuel Sechi (Accademia Moros di Sassari). Sarà ancora Muay thai con Federica Meloni che combatterà contro Chiara Bulla (Chang Peuk di Cagliari). Jessica Meloni chiuderà la serie con un combattimento di K1 che la vedrà opposta a Martina Rindi (Kimura Academy di Sassari).

Nella Muay thai saranno impegnati Antonio Piana (Taipan Gym di Muros) contro Damiano Vacca (Top team Sardegna di Sinnai), Bronislav Savchuk (Ferrari Gym di Cagliari) contro Riccardo Puddi (Team Caino Athlon Cagliari), Mauro Loriga (Accademia Moros di Sassari) contro Emanuele Salis (Taipan Gym di Muros)

Nella Mma si affronteranno Andre Pani (Nur Mma di Porto Torres) e Gilberto Sizia (Alias Gym di Iglesias), Manuel Maccioni (Luta Livre Italia) e Marco Zonca (Alias Gym), quindi l’incontro tra professionisti che vedrà contrapposti Daniele Luzzu (Bad Boys) e Andrea Mascia (Alias Gym).

Le altre società coinvolte: Chang Peuk Gym di Elmas, Koros kombat club di Ossi, Asd Onda d’Urto di Trinità, Golden rule academy di Oristano, Teogene Piras di Dolianova e SK-1 Muay thai di Olbia.




Giorno del Ricordo, a Sassari il Consiglio comunale riunito in seduta solenne

Giorno del Ricordo, il Comune lo celebra con la seduta solenne del Consiglio al Teatro Civico

Sul palco la sedia rossa simbolo del percorso di “Non solo un Giorno” che ricorda tutte le donne vittime di ogni genere di violenza

« Ragazzi, non giudicate dalla facciata. A me è successo. Bimba di pochi anni, esule, sono stata giudicata perché diversa. Qualunque sia il vostro credo politico, tenete sempre presente il rispetto per l’essere umano, chiunque esso sia » . Marisa Brugna, esule istriana, ha concluso così la sua commovente testimonianza. Questa mattina, sul palco del Teatro Civico, voce ferma, ma rotta in alcuni momenti dall’emozione, ha raccontato la storia di una bambina di 6 anni, costretta ad abbandonare la sua casa, a fuggire, senza capire neanche il perché, e a crescere in un campo profughi. Insieme al racconto di Sebastiano Serra, che ha perso il padre carabiniere nelle foibe, mentre svolgeva il suo lavoro per il Paese, sono stati tra i momenti più toccanti della celebrazione del Giorno del Ricordo, che si è tenuta questa mattina al Teatro Civico con il Consiglio comunale riunito per l’occasione in seduta solenne. Una mattinata di riflessione, di ricordo, con la grande opportunità di poter ascoltare dalla voce di chi certi fatti li ha vissuti cosa è stato l’esodo dalle terre istriane, fiumane e dalmate nel secondo dopoguerra e la più complessa vicenda del confine orientale. Ancora una volta, l’Amministrazione comunale ha voluto che ci fosse un incontro tra generazioni, un passaggio di consegne della memoria storica di ciò che è stato, perché non si ripeta. All’iniziativa sono state infatti invitate le scuole superiori della città, che, oltre alle testimonianze, hanno potuto seguire una lezione della dottoressa di ricerca in Storia Moderna e contemporanea dell’Università di Cagliari, Margherita Sulas, che ha permesso di capire i fatti accaduti tra il 1943 e il 1945, e successivamente, nel nord-est dell’Italia.

Dal 2004, con la legge 92, è stato istituito il Giorno del Ricordo. Il presidente del Consiglio Maurilio Murru ha voluto riportare il testo della norma e sottolineare che quella di oggi è stata « un’opera di civiltà, rendiamo il giusto riconoscimento alle vittime del massacro delle foibe e dell’esodo guiliano-dalmata» e ha aggiunto « Oggi è più che mai opportuno il coinvolgimento delle scuole e degli studenti, affinché la storia sia finalmente conosciuta e non più dimenticata . Le scuole sono quindi anche oggi un indispensabile punto di partenza » . Anche l’intervento del vescovo Gian Franco Saba si è rivolto ai giovani presenti e ai loro docenti perché «la scuola sia una scuola che lavora contro l’indifferenza, che faccia memoria e tramuti tutto ciò in azioni concrete». Il sindaco Gian Vittorio Campus ha ricordato che fu un presidente della Repubblica sassarese, Francesco Cossiga, il primo, dopo oltre 40 anni dai tragici fatti, a recarsi alla foiba di Basovizza e a inchinarsi per chiedere perdono alle vittime per l’oblio che per troppi anni aveva nascosto quella strage e quell’esilio. «Negazionismo, disinformazione, indifferenza sono i frutti di una faziosità che ancora oggi non consentono di rendere giustizia alle vittime di quella enorme tragedia» ha concluso il primo cittadino.

Durante la seduta sono intervenuti anche un consigliere di maggioranza, Manuel Alivesi, e uno di minoranza, Giuseppe Mascia.

Il Comune di Sassari ha voluto organizzare l’evento, coinvolgendo ancora una volta le giovani generazioni, per sensibilizzare gli studenti e le studentesse su questo dramma nazionale.

Anche questa mattina, al centro del palco, era presente la sedia rossa, che accompagna le iniziative dell’Amministrazione dal 25 novembre, e rappresenta sia tutte le vittime di femminicidio sia tutte le donne che, nei secoli, hanno subito ogni tipo di sopruso. Un segno, dal forte valore simbolico, con cui il Comune dà continuità all’iniziativa “Non solo un Giorno”, per sottolineare l’impegno costante nel combattere il la violenza sulle donne, in questo caso nell’occasione delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, così come è stato nel Giorno della Memoria.




sabato 15 febbraio, la Cisl Fp di Sassari parteciperà alla manifestazione organizzata dal gruppo Algherese nato su Facebook contro la chiusura dell’Ospedale Marino di Alghero

Con una nota del Direttore del presidio unico di area omogenea, il 30 settembre dello scorso anno sono stati sospesi i ricoveri dei pazienti “di competenza traumatologia ed ortopedica”, a causa di una situazione di insicurezza per i pazienti e per gli stessi operatori sanitari che operano nello stabilimento.
Per cui il dispositivo ha dato indicazioni affinché i pazienti fossero trasferiti verso i presidi ospedalieri del SS.Annunziata di Sassari e l’ospedale di Ozieri.
A distanza di cinque mesi nulla si è fatto, l’attività chirurgica del Marino continua a restare sospesa, con l’inevitabile conseguenza che le corsie ospedaliere di ortopedia e traumatologia di Sassari ed Ozieri, già oberate di lavoro, sono chiamate a fronteggiare i volumi di attività del territorio Algherese e non solo.
Accade pertanto che i posti letto non bastano più, anche perché su Sassari si deve far fronte alle numerose barelle parcheggiate nelle medicine in attesa di posto letto, che si trasformano poi in “appoggi” proprio nelle unità operative di ortopedia, fenomeno che sta determinando pesanti disagi sulla programmazione delle liste operatorie.
Medici, Infermieri ed Oss chiamati a fare i saliti mortali nelle stanze di degenza tra pazienti in attesa di intervento e altri con problematiche totalmente diverse e che mal si conciliano in contesti chirurgici, con tutti i rischi che ne conseguono in termini di igiene, sicurezza e salute tra pazienti ed operatori.
Auspichiamo pertanto che davanti a questa situazione di emergenza l’Assessore regionale alla sanità, i Direttori di ATS ed AOU, la politica locale e regionale tutta, compiano ogni possibile sforzo affinché l’ospedale Marino di Alghero possa riprendere quanto prima l’attività ospedaliera, così da decongestionare altri presidi ospedalieri giunti ormai al collasso.
Antonio Monni
(Segretario Territoriale)



Servizi di sportello dei Distretti di Sassari e Alghero, attive due linee telefoniche per ricevere informazioni e assistenza

SASSARI, 11 FEBBRAIO 2020 – Servizi di sportello dei Distretti di Sassari e Alghero, attive due linee telefoniche per ricevere informazioni e assistenza

Gli utenti del Distretto di Sassari e del Distretto di Alghero possono contattare telefonicamente i servizi distrettuali di sportello di via Tempio e di via degli Orti. In vista di una rimodulazione nell’erogazione dei servizi verso il pubblico, la Direzione Aziendale ha ampliato il servizio telefonico per consentire ai cittadini di ottenere informazioni e assistenza sulle attività erogate.

Il numero di telefono per contattare il servizio di sportello del Distretto di Sassari in via Tempio n. 5 è 079/2062469 ed è attivo:

  • il lunedì e il martedì dalle 12:30 alle 13:30;
  • il mercoledì, nella giornata di chiusura degli uffici al pubblico, dalle 8:30 alle 13:30;
  • il giovedì e il venerdì dalle 12:30 alle 13:30.

Per parlare con il servizio di sportello del Distretto di Alghero in via degli Orti, invece, si possono contattare i numeri di telefono 079/9951618 e 079/9951605 nei seguenti orari:

  • dal lunedì al giovedì dalle 12:30 alle 13:30;
  • il venerdì, nella giornata di chiusura degli uffici al pubblico, dalle 8:30 alle 13:30.

In questi giorni, inoltre, la ASSL Sassari ha provveduto a riparare il totem elimina code di via Tempio a Sassari che, nelle scorse settimane, era stata vandalizzato da un utente. Grazie alla distribuzione automatica dei numeri, gli operatori del servizio di sportello sono ora in grado di erogare una media di cento prestazioni al giorno.

Infine, per razionalizzare le attese e ridurre le file, la Direzione Aziendale ricorda agli utenti che è possibile effettuare la scelta e revoca del medico sia dal proprio computer, in seguito all’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (maggiori informazioni sul sito www.sardegnasalute.it), sia rivolgendosi alle farmacie che aderiscono all’iniziativa.




SPRAR Sassari_Comunicato stampa Gruppo Umana Solidarietà

NESSUNO SPRAR NELLA CITTA’ DI SASSARI: UNA SCELTA POLITICA!

In data 06 Febbraio 2020 si è svolta la 5^ Commissione consiliare permanente presso il Palazzo Ducale di Sassari, per trattare il seguente argomento all’ordine del giorno: Audizione dell’assessore ai servizi sociali Sassu relativamente allo stato dei fondi e la gestione dello Sprar.

La commissione si è svolta alla presenza dei consiglieri di maggioranza e di minoranza e del pubblico.
Va purtroppo constatato come l’Assessore Sassu procede nel dare una restituzione della gestione dello Sprar partendo dal follow up di monitoraggio che, periodicamente, un funzionario del servizio centrale del ministero degli interni provvede a redigere a fine ispezione e invia come feedback all’ente gestore ed all’ente appaltatore.

Lo stesso Assessore, pur richiamandosi al buon senso e reclamando una sua imparzialità, nel suo intervento sottolinea esclusivamente i blandi aspetti negativi provvedendo a criticare l’ente gestore accusandolo di essere stato inadempiente nella manutenzione ordinaria delle strutture (che per dover di cronaca l’ente gestore ha comunque provveduto a ripristinare con celerità) e procede estremizzando le criticità creando un parallelismo tra umidità delle case o mobili non in perfetto stato con la qualità di accoglienza e presa in carico effettiva quasi ad inficiarne la natura stessa dell’operato dell’Associazione Gus. L’ Assessore ha continuato nel suo “imparziale” intervento a chiamare in causa l’Associazione per non aver ottemperato, nonostante un formale richiamo, alla mancanza dell’operatore all’integrazione all’interno dell’equipe di progetto (figura alla quale si è successivamente ottemperato dopo opportuna selezione della figura più adatta fra i tanti curricula ricevuti) senza contestualizzare la situazione dei beneficiari, tutti avviati al lavoro o tramite contratti o tirocini o corsi formativi, e non

tenendo comunque presente che un follow up è uno stato aggiornato dell’andamento del progetto che ad ogni modo certifica e ne giustifica allo stesso tempo la natura del progetto stesso salvo la successiva risoluzione delle complessità evidenziate.

Lo stesso Assessore nel dare le cifre degli inserimenti dei beneficiari nel progetto Sprar legge dati numerici degli inserimenti non analizzandoli in maniera seria e legando la presenza di un numero minore di beneficiari rispetto alla capienza massima a colpe dell’associazione e non già alla diminuzione (in tutta Italia). L’assessore dimentica o fa finta di dimenticare che inizialmente il progetto ha avuto una capienza ridotta (sui n. 31 posti finanziati) perché il 21 settembre 2017 una struttura dal Gus presa in locazione per l’accoglienza è stata oggetto di un attentato incendiario che l’ha resa inagibile (si trattava di una villa asseverata per l’accoglienza di n.10 persone). Si è quindi reso necessario reperire nuove strutture (con la mole di lavoro che ciò implica) per tornare ad una capienza di n.31 beneficiari. Gli ultimi nulla-osta del Ministero sono arrivati a gennaio 2018. E’ risulta altresi priva di veridicità l’affermazione che il progetto non è mai stato “pieno”: da agosto 2018 a ottobre 2018 il progetto ha ospitato n.31 beneficiari (ad ottobre infatti entra in vigore il c.d. “decreto sicurezza” che togliendo garanzie ai richiedenti asilo limita il numero degli aventi diritto ad una seconda accoglienza riducendo quindi il numero su base nazionale dei potenziali ospiti degli Sprar). Poi se a tutto ciò finora detto si aggiungono le affermazioni di considerare automatica la presenza di n. 62 beneficiari all’anno (considerando i 6 mesi di accoglienza e la capienza “a regime” di n.31 beneficiari) è palese da parte della nuova Amministrazione una totale non conoscenza delle regole e del funzionamento dei progetti ex-sprar: è operativamente utile, nel raggiungimento dei risultati che il progetto si propone, infatti che le prese in carico vengano prorogate laddove sono in corso percorsi che non possono essere interrotti (formazione, formazione-lavoro, cure sanitarie ecc.) per cui nella quasi totalità dei casi i sei mesi diventano 12 mesi. Come è del tutto ovvio, a chi conosce la materia, che gli inserimenti dipendono

dalle assegnazioni operate da Servizio centrale dietro segnalazione delle Prefetture, e non già dai progetti in essere. Vige il principio (stupisce che un assessore alle politiche sociali lo ignori) del servizio “vuoto per pieno”.

Una comunicazione, quella dell’Assessore, utile solo a trasferire dati di comodo e poco rispettosi della realtà del progetto ai consiglieri ed alla comunità presente in aula. Nel suo intervento/comizio critica il percorso di accoglienza evidenziando come alcuni beneficiari abbiano seguito alcuni corsi (a suo dire superflui) rispetto ad altri non valorizzando invece la differenziazione della proposta di un progetto che prova appunto a rispondere alla persona ed alle sue esigenze e desiderata.

Il GUS vuole evidenziare come non sono state prese in considerazione nella sua argomentazione temi molto importanti quali, ad esempio, i facilitati percorsi di autonomia individuale che portano i beneficiari a decidere di uscire anticipatamente dal progetto per seguire un proprio percorso di vita. All’Assessore, ovviamente, non è venuto in mente nel suo intervento di soffermarsi su quello che ha comportato IL DECRETO SALVNI SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA in termini di reale accesso all’accoglienza Sprar. Non sono stati menzionati i differenti tempi di maturazione delle persone accolte e l’aspetto giuridico che li riguarda che fa si che alcuni dei beneficiari possano avere differenti gradi di accesso ai servizi ed alla scuola.

Constatiamo, purtroppo, come non siano state sottolineate le reali condizioni dell’accoglienza (buone), lo stesso grado avanzato della natura dei progetti, come la parola stessa sottolinea, evidenziandone lo sviluppo temporale, graduale e progressivo delle dinamiche che riguardano lo stesso. Dispiace constatare come in aula un altro consigliere abbia evidenziato maliziosamente la natura finanziaria del progetto forse alludendo velatamente a qualche strano movimento monetario, affermazione per fortuna ripresa da una degli altri consiglieri presenti la quale ha ribadito come i progetti Sprar siano rendicontati al centesimo.

Come Associazione ONG e quindi ente senza scopo di lucro(e non come azienda sottolineato da qualcuno dei presenti ina aula) dispiace come il fenomeno accoglienza sia stato trattato senza evidenziarne i processi di realtà e la complessità che la stessa comporta, come non ci si sia soffermati sugli aspetti positivi dello stesso andamento del progetto, aspetto ripreso solo da una consigliera di minoranza in maniera oggettiva la quale è andata a sottolineare alcuni dati favorevoli allo Sprar ed alla gestione e conseguente reale opera di inclusione dello stesso: come i 20 tirocini attivati ed i 60 corsi effettuati, o le soluzioni lavorative ed abitative trovate nel territorio, fattori positivi che sono evidenziati per circa l’ottanta per cento dallo stesso report di monitoraggio dell’ispettrice del Servizio Centrale del Ministero degli Interni (l’inclusione degli stessi beneficiari e la gestione del servizio sono evidenziate positivamente).

Probabilmente un progetto così importante meritava un’analisi più ampia, scendendo in profondità nel fenomeno stesso e analizzando la composizione e la natura storica dell’accoglienza nella città di Sassari, rileggendo il fenomeno Cas (centro di accoglienza straordinaria) e la mappatura del territorio.

Nessuno del pubblico è potuto intervenire nonostante una esplicita richiesta del gruppo consiliare di minoranza rigettato immediatamente dalla maggioranza che ha negato ai cittadini presenti di poter intervenire e di poter esplicitare con argomentazioni valide e oggettive la complessità del sistema accoglienza contribuendo magari ad aiutare a capire il fenomeno a chi per scelta di tifoseria si gira dall’altra parte . Come Associazione ci sentiamo di dire che la soluzione alla non continuazione dello Sprar non può essere la partecipazione al Fondo Fami per il progetto LGNet Emercency Assistance con il contributo dell’Ersu o di altri enti senza capire che non sono questi i progetti di intervento a 360 gradi sulla persona (infatti lo Sprar interviene con modalità pedagogiche sul beneficiario affiancandolo ed agganciandolo a più servizi proiettando la persona verso la sua autonomia emancipativa). La mancanza dello Sprar avrà una ricaduta economica sul welfare cittadino,

infatti rinunciando allo Sprar si farà a meno di un finanziamento di euro 1.357.800, che appunto rendicontati al centesimo andrebbero ridistribuiti per i servizi nel territorio e potevano fungere da trampolino di lancio per beneficiari che partono da una posizione sociale di forte svantaggio.

Purtroppo per l’ennesima volte si è assistito ad interventi di pura propaganda che nulla possono apportare di positivo al territorio di Sassari. L’associazione Gus si augura nell’interesse della comunità sassarese, in particolare, che il fenomeno venga sempre più emancipato da proclami politici ed osservato con la giusta lente di ingrandimento e trattato in profondità con l’ausilio di tecnici del settore, lontano dalle negative strumentalizzazioni politiche da qualsiasi parte esse provengano. La questione sociale non ha colore politico ma solo linee di intervento, una di queste appunto lo Sprar modello complesso ma virtuoso dell’accoglienza.

La Direzione del GUS Giuseppe Suriano




Pre Gara Sassari Torres – Pistoiese CF

Dopo due settimane di riposo, l’ F.C Sassari Torres Femminile torna in campo per la seconda giornata di ritorno di Serie C Nazionale. Domenica alle 18:30 sfideranno la Pistoiese Calcio Femminile allo stadio “Peppino Sau” di Usini.
Le toscane occupano la quinta posizione in classifica con 19 punti e 6 vittorie su 12 giornate disputate. Arrivano a Sassari dopo aver conquistato 6 punti nelle ultime due giornate di campionato e cercheranno di continuare la loro striscia positiva nel tostissimo campo di Usini, ancora imbattuto.
Per le ragazze di mister Mario Desole, prime in classifica a pari punti con il Pontedera, c’è solo un risultato utile: la vittoria, per continuare la lotta colpo su colpo e rimanere al vertice per arrivare pronte allo scontro diretto di fine Marzo.

Gli altri impegni della 2° giornata di Serie C

Imolese F&M – San Miniato
Jesina CF – Grifone Gialloverde
Pontedera – Arezzo CF
Riccione – Bologna
Spezia CF – Res Women

L’intervista a Veronica Sotgiu, centrocampista rossoblù.

“Questa partita arriva dopo due settimane di sosta. La sosta è sempre un’incognita, può essere positiva ma a volte anche deleteria. Sappiamo benissimo che per tante ragioni la Pistoiese arriverà a Sassari agguerrita per strappare in casa nostra qualche punto. Abbiamo però preparato la partita nel migliore dei modi, loro sono molto aggressivi e con alcune giocatrici molto veloci, nostro unico obiettivo ovviamente è la vittoria, obiettivo che ci poniamo in tutte le sfide da qui fino alla fine del campionato”




AOU SASSARI – Epilessia, a Sassari la giornata internazionale

Epilessia, a Sassari la giornata internazionale

Lunedì 10 febbraio “open day” al Centro per la diagnosi e cura in età evolutiva e negli ambulatori di Clinica Neurologica.

SASSARI 7 febbraio 2020 – Ritorna a Sassari la Giornata internazionale dell’epilessia che il 10 febbraio vedrà le strutture dell’Aou di Sassari impegnate in un “open day”, dalla parte dei pazienti e dei loro familiari. A disposizione ci sarà personale medico, tecnico, infermieristico in spazi dedicati ad accogliere bambini, giovani e adulti che ritengano utile una consulenza specialistica. Protagonisti della giornata saranno il Centro per l’epilessia dell’età evolutiva della Neuropsichiatria infantile e gli ambulatori per l’epilessia della Clinica Neurologica.

Il Centro per diagnosi e la cura dell’epilessia nell’età evolutiva, al secondo piano della stecca bianca di viale San Pietro (padiglione 2 – scala E), accoglierà gli utenti dalle 8 alle 20 e per l’occasione saranno effettuate visite ed elettroencefalogrammi programmati. Verrà prevista, inoltre, una postazione per fornire gratuitamente informazioni sulla malattia epilettica. Il Centro per la diagnosi e cura dell’epilessia in età evolutiva, con responsabile la dottoressa Susanna Casellato, è accreditato dalla Lega italiana per la lotta contro l’epilessia (Lice) ed è situato nell’unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile diretta dal professor Stefano Sotgiu.

L’unità operativa complessa di Clinica Neurologica, diretta dal professor Gian Pietro Sechi, ha quattro ambulatori settimanali per pazienti adulti con diagnosi di epilessia, o ancora in fase di accertamento diagnostico. Gli ambulatori il 10 febbraio saranno a disposizione per una consulenza specialistica. Anche i laboratori di elettroencefalografia rimarranno attivi per tutta la mattinata e verranno svolti accertamenti elettroencefalografici. L’accesso sarà senza necessità di impegnativa o di prenotazione, direttamente al servizio di accettazione dell’unità operativa complessa di Clinica Neurologica, al primo piano di viale San Pietro 10. Le visite verranno effettuate a partire dalle ore 9, in ordine di arrivo e con priorità di accesso per i pazienti di nuova diagnosi, fino alle ore 14.

Durante la giornata internazionale dell’epilessia pazienti e familiari potranno ricevere quindi anche consulenze gratuite, con informazioni utili alla comprensione della patologia, al superamento delle problematiche sociali e alla relativa gestione terapeutica.

L’epilessia è una malattia neurologica che si esprime in diverse forme, per la maggior parte compatibili con una vita assolutamente normale. In Sardegna sono circa 12mila i soggetti affetti da epilessia e di questi oltre il 50 per cento sono pazienti in età evolutiva. L’incidenza della patologia nei paesi industrializzati è di 1 su 100, senza preferenza di sesso, e in Italia circa 500mila persone presentano un’epilessia in forma attiva.

Il sintomo principale delle varie forme di epilessia è la crisi epilettica, un disturbo improvviso e transitorio che dipende da un’alterazione della funzionalità delle cellule nervose che risultano, per varie ragioni, ipereccitabili.

Le crisi epilettiche possono manifestarsi con sintomi diversi e variamente associati tra loro: sintomi motori, vegetativi, coinvolgimento della coscienza. La diagnosi di epilessia è convenzionalmente posta dopo almeno due crisi spontanee.

L’elettroencefalogramma rappresenta lo strumento indispensabile nel procedimento diagnostico della malattia. La registrazione video-Eeg con registrazione delle crisi epilettiche rappresenta l’indagine attualmente migliore per il corretto inquadramento del tipo di crisi e per la diagnosi differenziale con manifestazioni parossistiche non epilettiche.

Predisposizione genetica, sofferenza nel periodo pre e perinatale, malformazioni della corteccia cerebrale, infezioni, traumi, tumori, ictus, costituiscono le cause più frequenti nella comparsa di una epilessia.

È necessario porre una diagnosi precisa perché si possa scegliere la cura più adeguata e, pertanto, è consigliabile che l’utente si rivolga a centri e laboratori specialistici.




Sassari aderisce al progetto LGNet Emergency Assistance per i titolari di protezione internazionale

Sassari aderisce al progetto LGNet Emergency Assistance per i titolari di protezione internazionale

Offrire sostegno materiale, abitativo, sociale, economico e sanitario a chi gode di protezione internazionale, con interventi mirati che consentano la conquista dell’autonomia individuale e l’integrazione. È la scelta compiuta dal Comune di Sassari con l’adesione al progetto LGNet Emergency Assistance (Local Government Network for Rapid Response and Fast Track Inclusion Srvices in Disadvantaged Urban Areas – Rete dei Comuni per una rapida risposta e servizi per l’inclusione d’emergenza in aree urbane svantaggiate), finanziato dal fondo Asilo, Migrazione, Integrazione (il Fami, strumento finanziario istituito nel 2014 dall’Unione europea per promuovere una gestione integrata dei flussi migratori).

Come si legge nella scheda del progetto pubblicata nel sito del ministero dell’Interno, in Italia il “Post-integrazione” rappresenta spesso una emergenza: in moltissimi casi si hanno migranti regolari fuoriusciti dai percorsi di accoglienza, per scelta o per decorrenza dei termini. Persone che non hanno ancora raggiunto un sufficiente livello di integrazione e vivono in situazioni, anche abitative, difficili. A questi, soprattutto titolari di protezione internazionale, è destinato LGNet. Si punta all’avvio di percorsi di effettiva integrazione orientati a una progressiva autonomia delle persone e che allo stesso tempo prevengano fratture sociali. Co-beneficiari del progetto sono 20 Comuni in tutta Italia, individuati sulla base di criteri oggettivi.

Sassari già dal 2017 è beneficiaria di un finanziamento ministeriale per un altro progetto di integrazione: lo Sprar (Sistema per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione a favore di richiedenti asilo e rifugiati). Questo però nell’ultimo periodo ha visto una netta riduzione dei beneficiari e di alcuni elementi qualitativi dei percorsi previsti. Inoltre il Servizio Centrale del Ministero ha evidenziato alcune criticità nello sviluppo del progetto. Per questo l’attuale Amministrazione comunale ha deciso di puntare tutto su LGNet, progetto per il quale già dalla precedente Giunta era stata presentata richiesta di adesione.

Per un importo di 1.357.800 euro, in un triennio, lo Sprar avrebbe dovuto coinvolgere 31 beneficiari ogni 6 mesi in percorsi durante i quali dovevano essere assicurati dal soggetto attuatore (il Gruppo Umana Solidarietà Poletti, Gus), oltre al vitto e all’alloggio, attività per l’inclusione sociale, come l’insegnamento dell’italiano, la formazione professionale, la tutela psico-socio-sanitaria e l’inserimento lavorativo.

A oggi sono stati coinvolti in tutto, dall’agosto 2017, 75 uomini singoli. L’accoglienza diffusa ha visto i beneficiari, inseriti in 6 appartamenti in affitto che si trovano in vari punti della città, partecipare a 20 tirocini, 60 corsi di formazione, undici affiancamenti per ottenere la licenza media, 40 inserimenti lavorativi sia in Sardegna sia fuori e un’iscrizione all’Università di Sassari.

Con l’entrata in vigore del “Decreto sicurezza”, nel 2018, l’accesso allo Sprar è riservato soltanto a chi gode di protezione internazionale e non anche a chi ha ottenuto quella umanitaria. Questo ha comportato anche a Sassari una riduzione dei beneficiari segnalati dalla Prefettura e dal Servizio Centrale del Ministero e così, a fronte dei 31 posti disponibili, soltanto poco meno di 15 persone sono effettivamente inserite nel percorso. Il Gus ha dunque contenuto i costi fissi legati al mantenimento del progetto attuale. Questo ha comportato una contrazione della qualità progettuale, che ha suscitato la reazione del Servizio Centrale del Ministero che, durante i monitoraggi previsti, ha richiamato il Gus perché assicurasse il mantenimento degli standard minimi qualitativi richiesti dal ministero dell’Interno all’avvio del progetto.

Con il nuovo progetto LGNet Emergency Assistance il Comune di Sassari potrà offrire sostegno materiale, abitativo, sociale, economico e sanitario agli stessi titolari di protezione internazionale, con interventi più mirati rispetto a quelli previsti dallo Sprar. Contestualmente l’Amministrazione rafforzerà la collaborazione con la rete Sprar del territorio, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse.




Sassari: Situazione critica in via De Martini, segnalazione di Fratelli D’Italia

Per l’ennesima volta la via De Martini, sale agli onori della cronaca per la sua pericolosità, e soprattutto per la scarsa attenzione che fino ad oggi gli è stata riservata dalle diverse amministrazioni, in questi ultimi anni. Una strada stretta, buia, piena di buche, pericolose soprattutto per moto e biciclette e senza marciapiedi, come segnalato dai tanti cittadini che abitano nella zona tra Villa Gorizia, Marchetto e San Giorgio.

Tante sono state le segnalazioni dei residenti mai prese in considerazione, tanti incidenti e rischi quotidiani per chi abita, lavora e frequenta questa importantissima arteria cittadina nella quale transitano autobus, scuolabus, camion, i quali impediscono molto spesso, specialmente all’altezza del ponticello dove passa il Rio Gabaru, il transito di due mezzi nello stesso momento.

Situazione critica, anche per quanto riguarda le fermate dell’autobus, situate vicino a dossi, cunette o addirittura in prossimità di alcune curve, con i cartelli di fermata, spesso coperti dalla vegetazione, senza lo spazio per l’ attesa in piena sicurezza da parte degli utenti.

Come Fratelli d’Italia Sassari, Circolo Audax, chiediamo con urgenza alla Giunta comunale, all’Assessorato e alla commissione competente, di effettuare un sopralluogo, così da verificare lo stato della strada e programmare interventi urgenti per la sua messa in sicurezza.

Sassari, 04 febbraio 2020                                                Coordinamento Fratelli d’Italia

​​​​​​​​​Sassari Audax