“Ajò vi semmu”, con l’Is.Be ritorna a Sassari lo sportello linguistico comunale
La sede di Piazza Santa Caterina resterà aperta dal lunedì al sabato, nella predisposizione del duplice indirizzo lessicale del sardo e del turritano
Sono coinvolti altri cinque comuni dell’area sardo-corsa:
Castelsardo, Porto Torres, Sorso, Stintino e Valledoria
A inaugurare le attività d’animazione sarà il laboratorio di poesia e teatro
Foto archivio Is.Be
SASSARI. Lo sportello linguistico comunale a Sassari è di nuovo una realtà, e ha trovato casa nel Centro Giovani di Piazza Santa Caterina, che resterà aperto al pubblico dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13. Il raggio d’azione dello sportello sarà però ampliato ad altre comunità dell’area linguistica sardo-corsa, per coinvolgere i comuni di Castelsardo, Porto Torres, Sorso, Stintino e Valledoria.
L’iniziativa, resa possibile grazie all’impegno intrapreso dall’Istituto Camillo Bellieni con l’Amministrazione comunale turritana, proporrà attività di promozione linguistica e culturale attraverso laboratori didattici, in collaborazione anche con le associazioni presenti nel territorio. Saranno inoltre messi a disposizione dei cittadini i documenti amministrativi pubblici tradotti dall‘italiano sia in sardo che nella variante “sardo-turritanaˮ. Lo sportello rimarrà aperto fino al 30 luglio prossimo per la prima annualità 2019-2020.
Gli operatori incaricati sono Francesca Sini, Anna Laura Pirisi, Adriana Cocco, Lucia Sechi, Daniela
Masia, Giovanni Muroni e Antonella Idini. Per quanto riguarda la funzione di mediazione e consulenza linguistica generale per amministratori e cittadini, a Sassari le attività saranno suddivise in trentacinque ore settimanali per un totale di 1520, mentre in ciascuno degli altri cinque comuni il lavoro è ripartito in quindici ore settimanali per un totale di 592. Nella seconda annualità ai comuni dell’hinterland si aggiungerà anche Sennori.
I docenti dei corsi di alfabetizzazione e didattica sono Michele Pinna, Daniela Masia e Mario Marras,
mentre i tutor Maria Antonietta Pinna, Giuseppina Ruggiu e Adriana Cocco. Per i Laboratori tematici i docenti sono invece Giovanni Fancello (cucina), Gabriele Farina e Gianluca Dessì (Musica) Antonello Bazzu, Mario Marras e Giovani Loriga (Teatro e Poesia) mentre gli operatori per l’attività di promozione culturale sono Lucia Sechi (Laboratori cucina), Anna Laura Pirisi (musica) e Francesca Sini (Teatro e poesia).
La norma ortografica utilizzata (anche durante le lezioni) sarà quella della LSC (Limba sarda comuna), anche per quanto concerne la grafia sardo-turritana. Per i progetti didattici e di formazione sarà applicato il
metodo CLIL.
A inaugurare le attività d’animazione sarà il laboratorio di poesia e teatro “Ajò vi semmu”, della durata di diciotto ore, destinato a chi abbia voglia di approfondire la comprensione dei meccanismi che presiedono alla scrittura poetica, attraverso lo studio e la sperimentazione: si va dalle tecniche del linguaggio fino agli aspetti più passionali. Per partecipare è richiesta competenza attiva e passiva della lingua sarda o sassarese. Per iscrizioni contattare l’indirizzo [email protected] entro il 4 gennaio.
Sassari dice Stop ai botti
Sassari dice Stop ai botti
Stop ai “botti”, agli articoli pirotecnici e ai petardi. A Sassari dal 12 dicembre ne è vietato per sempre l’uso, se non in casi eccezionali che prevedono una autorizzazione specifica da parte del Comune. Lo ha stabilito il sindaco Gian Vittorio Campus con una ordinanza finalizzata «alla tutela della quiete pubblica, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, la tutela degli animali, della sicurezza urbana in funzione del patrimonio pubblico e privato, e l’incolumità pubblica legata ai residui incombusti di eventuali articoli pirotecnici lasciati sul suolo pubblico».
Già in passato l’uso era stato drasticamente limitato, ma stavolta è totalmente vietato, in tutta Sassari e tutto l’anno. Nel documento si legge che è vietato «utilizzare articoli pirotecnici di qualsiasi categoria, specie e tipo in luoghi e spazi aperti o prospicienti strade, piazze, giardini e parchi pubblici in tutto il territorio comunale. In particolare si ricorda che tale divieto sarà in vigore anche durante le festività natalizie e di fine anno. Eventuali eventi e spettacoli che prevedono l’uso di articoli pirotecnici e fuochi d’artificio dovranno essere preventivamente autorizzati».
L’ordinanza è dettata dalla volontà e necessità di «tutelare la quiete delle persone, soprattutto di coloro che sono ricoverati in strutture ospedaliere o case di riposo e di tutti in quei luoghi in cui gli stessi si ritirano; il patrimonio pubblico e privato dove le distanze minime di uso non consento l’accensione in sicurezza degli articoli pirotecnici; il diritto alla serenità e alla quiete della collettività e gli animali che possono subire traumi dall’uso indiscriminato di articoli pirotecnici».
Sassari: Piogge del 25 e 26 novembre, previsti indennizzi per gli agricoltori
Piogge del 25 e 26 novembre, previsti indennizzi per gli agricoltori
Sul sito www.comune.sassari.it è pubblicato l’avviso e la modulistica per la richiesta da parte degli imprenditori agricoli di risarcimento per i danni subiti dal forte maltempo del 25 e 26 novembre.
L’Amministrazione comunale ha trasmesso all’Argea (agenzia per la Gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura della Regione Sardegna) la scheda di segnalazioni danni da calamità naturali, eventi eccezionali o avverse condizioni atmosferiche, a seguito del maltempo del 25 e 26 novembre, che ha coinvolto il territorio comunale, provocando danni alle colture.
Gli interessati potranno presentare domanda di risarcimento via pec a [email protected] . In alternativa potranno presentare domanda negli uffici del servizio Protezione civile in via Diego Murgia 2, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. È necessario allegare copia del documento di identità.
La Protezione civile inoltrerà le richieste alla sede territoriale regionale competente.
AOU SASSARI – Melanoma, dall’individuazione alla terapia
Melanoma, dall’individuazione alla terapia
Un corso organizzato dall’Aou di Sassari metterà al centro le sfide che oggi gli operatori della salute devono affrontare per dare ai pazienti il massimo dei benefici dalle terapie disponibili. Sarà anche l’occasione per presentare il Pdta dell’azienda di viale San Pietro per la presa in carico del paziente affetto da questa patologia
SASSARI 12 dicembre 2019 – In Sardegna stanno diventando sempre più frequenti i casi di malattia da melanoma. Sono circa duecento i nuovi casi registrati annualmente, distribuiti in maniera omogenea su uomini e donne e, nella maggioranza dei casi, si tratta di giovani. Il melanoma rappresenta la seconda neoplasia più diffusa tra gli uomini sotto i 50 anni e la terza tra le donne nella stessa fascia d’età. Multidisciplinarietà, terapia personalizzata, pazienti più consapevoli sono le tre grandi sfide che gli esperti e operatori della salute che si occupano di melanoma si trovano a fronteggiare oggi per offrire ai pazienti colpiti il massimo dei benefici dalle terapie disponibili.
Sarà questo il tema portante del corso “Il paziente con melanoma: individuazione, diagnosi e trattamento precoce di malattia” organizzato dall’Aou di Sassari e che, lunedì 16 dicembre a partire dalle ore 12, si svolgerà nell’aula magna del complesso biomedico di viale San Pietro.
Suddiviso in due sessioni, il corso consentirà di analizzare il modello di governance clinico organizzativa del percorso paziente e la logica di rete. È questo, infatti, il modello organizzativo che raffigura la capacità delle strutture sanitarie di collaborare in modo coordinato per offrire in tempi certi e ragionevoli un’assistenza sanitaria equa e di elevata qualità. Ma un ruolo importante è anche quello svolto dalle associazioni dei pazienti che nel corso in programma lunedì troverà ampio spazio, così come quella relativa alle linee guida predisposte dall’associazione italiana di Oncologia medica (Aiom).
L’inquadramento, la complessità e gli aspetti distintivi della patologia saranno analizzati con attenzione, perché «oggi la medicina – afferma Giuseppe Palmieri, responsabile dell’unità di genetica dei tumori del Cnr di Sassari – si trova davanti ad una vera e propria rivoluzione legata alla migliore classificazione dei diversi tipi di melanoma che possono differenziarsi per le caratteristiche biologiche e cliniche delle lesioni nonché per la risposta alle terapie».
Il corso metterà in luce il fatto che, parallelamente al continuo aggiornamento dell’offerta clinica, il sistema sanitario è chiamato a ripensare i propri modelli di presa in carico per garantire una completa offerta clinico-assistenziale. Un tema che riguarda anche la Sardegna. E Sassari ha messo in campo un approccio multidisciplinare nel percorso diagnostico e terapeutico del paziente con melanoma.
«Si tratta del percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (Pdta) per la presa in carico del paziente con melanoma o sospetto melanoma – afferma il professore Antonio Cossu, direttore della struttura di Anatomia patologica – che ha permesso la costituzione di un centro di riferimento nell’Aou di Sassari, finalizzato al miglioramento continuo dell’accoglienza e dell’assistenza, con riduzione dei tempi di diagnosi, stadiazione, trattamento e follow-up, basato sull’applicazione nel nostro territorio delle linee guida nazionali sul melanoma dell’associazione italiana di Oncologia medica (Aiom)».
A chiudere l’incontro sarà una tavola rotonda che affronterà le problematiche cliniche attuali e consentirà di fare un focus sulla diagnosi precoce del melanoma.
AOU SASSARI – L’Aou di Sassari dalla parte delle donne
L’Aou di Sassari dalla parte delle donne
La Fondazione Onda riconosce due Bollini Rosa all’azienda di viale San Pietro e una menzione speciale perl’impegno nella prevenzione, diagnosi e cura della “depressione in un’ottica di genere”.
SASSARI 11 dicembre 2019 – Due bollini rosa per essersi distinti nell’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie femminili. È il riconoscimento ricevuto oggi a Roma dall’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e conferito dalla Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, che lo ha assegnato anche ad altri 334 ospedali italiani. All’Aou di Sassari, inoltre, è andata anche una menzione speciale per essersi distinta nell’impegno sul tema della “depressione in un’ottica di genere”.
Questa mattina a Roma, a ritirare il premio era presente la professoressa Liliana Lorettu, direttore della Clinica psichiatrica dell’Aou, che ha ricevuto la targa con i bollini rosa dalle mani della presidente Onda Francesca Merzagora e del presidente del Comitato scientifico Onda e presidente Sinpf Claudio Mencacci.
«È per noi un orgoglio – afferma Liliana Lorettu –, si rinnova un evento che ci vede protagonisti da alcuni anni. Un riconoscimento che è espressione di un impegno e di un’attenzione verso la salute della donna».
Quest’anno ai due bollini, l’Aou di Sassari aggiunge anche una “menzione speciale” che Fondazione Onda ha assegnato a 10 ospedali con i Bollini Rosa che si distinguono per l’impegno nella prevenzione, diagnosi e cura della “depressione in un’ottica di genere”. Una patologia che riguarda 3 milioni di persone in Italia, tra cui più di 2 milioni di donne. Un’attenzione che l’Aou di Sassari ha mostrato con i programmi realizzati proprio dalla Clinica psichiatrica di San Camillo.
«I due bollini rosa confermano il nostro impegno per la cura e dell’assistenza delle patologie che riguardano da vicino le donne – aggiunge il direttore generale dell’Aou di Sassari che commenta da Sassari il riconoscimento attribuito oggi all’Aou – che ci spinge a migliorarci ulteriormente nonostante le criticità e il difficile scenario della sanità locale e nazionale».
La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da quasi 500 domande suddivise in 18 aree specialistiche, due in più rispetto alla precedente edizione per l’introduzione di dermatologia e urologia. Un’apposita commissione multidisciplinare ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura, considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.
Tre i criteri di valutazione con cui sono stati valutati gli ospedali candidati. Il primo è la presenza di specialità clinicheche trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati. Il secondo criterio è la presenza di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenzialiin grado di assicurare un approccio efficace ed efficiente in relazione alle esigenze e alle caratteristiche psico-fisiche della paziente mentre il terzo è relativo a ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna tra cui il supporto di volontari, la mediazione culturale e l’assistenza sociale.
Le aree specialistiche di interesse valutate nel programma Bollini Rosa e attive all’interno della Aou Sassarese sono: Cardiologia,Diabetologia, Dietologia e nutrizione, Endocrinologia e malattie del metabolismo, Geriatria, Ginecologia e Ostetricia, Medicina della Riproduzione, Neonatologia e patologia neonatale, Neurologia, Oncologia ginecologica, Oncologia medica, Pediatria, Psichiatria, Reumatologia, Senologia chirurgica, Violenza sulla donna.
SABATO 14 DICEMBRE A SASSARI Il Festa Rustica Ensemble e la magia di Bach per il gran finale del Festival Internazionale di musica antica “note senza tempo”
Il Festa Rustica Ensemble e la magia di Bach per il gran finale del Festival Internazionale di musica antica
“note senza tempo”
Sabato 14 dicembre h 20.30
Chiesa Madonna del Rosario – Sassari
COMUNICATO STAMPA
Sette grandi eventi tra settembre e dicembre in Sardegna, oltre ottanta musicisti provenienti da tutta Europa, una Masterclass unica nell’isola, quella della famosa clavicembalista rumena Cipriana Smarandescu, Il gemellaggio con il prestigioso Festivalul Baroc di Timisoara, ma soprattutto un obiettivo: promuovere la città di Sassari come capitale del Mediterraneo per la valorizzazione e la diffusione della musica antica. Una scommessa vinta dagli organizzatori del primo Festival Internazionale “note senza tempo” dedicato a questo genere musicale che rappresenta i pilastri su cui si fonda la musica contemporanea.
Inaugurato il 14 settembre scorso, l’evento ha raggiunto un successo di pubblico oltre ogni aspettativa: sono state, infatti, circa 1200 le presenze registrate durante i primi sei concerti nei tre mesi del Festival e già si preannuncia il tutto esaurito per il gran finale in programma a Sassari sabato 14 dicembre che si conclude sabato 14 dicembre alle 20.30 nella Chiesa della Madonna del Rosario, con il concerto “Un gustoso dolce per il sig. Bach” del prestigioso Festa Rustica Ensemble: protagonisti i M° Giorgio Matteoli e Luca Ambrosio che proporranno un programma che verterà su trascrizioni per flauto dolce di musiche di J.S. Bach. con fantasie corali e fughe.
Ad avere l’intuizione e la spinta propositiva per mettere in atto una vera e propria rete europea della musica antica, formata da grandi interpreti e appassionati giovani musicisti di valore, sono stati i Maestri Calogero Sportato e Daniele Cernuto, Presidente e Direttore Artistico dell’Associazione Culturale Musicale “Dolci Accenti”, che dal 2004 è attiva in campo internazionale per promuovere la divulgazione della musica classica.
I Sostenitori: a credere fortemente nel valore di questo progetto di respiro internazionale, che crea ponti di sicuro prestigio tra Sassari e le principali capitali europee della musica, è stata la Fondazione di Sardegna, concedendo un importante contributo che ha permesso, quindi, di trasformare un’idea di spessore in una realtà per Sassari e l’isola intera, così come il contributo della Camera di Commercio di Sassari presieduta da Gavino Sini, grazie al progetto “Salude e Trigu”, che ha spinto sempre di più ad un’apertura internazionale dell’evento. Un plauso va anche al Comune di Sassari, ed in particolare all’Assessore alla Cultura Rosanna Arru, che non si ferma e pensa già all’edizione del 2020. Questo progetto ha inoltre visto il prezioso supporto del Banco di Sardegna e di istituzioni di Alta Formazione Artistica per la musica nell’isola, quali i Conservatori di Sassari e Cagliari, oltre al Liceo Musicale e Coreutico “Azuni” di Sassari e l’Auser-Università Popolare di Sassari.
Al lavoro per la seconda edizione: è stato siglato un accordo con Confesercenti Sassari-Gallura, grazie al Presidente Giuseppe Boccia e alla disponibilità del direttore Giovanni Simula, per mettere in campo importanti novità che coinvolgeranno i negozianti di Sassari durante l’autunno del 2020. Non solo. Altro accordo teso a mettere in luce a livello internazionale anche le tipicità locali: insieme a Coldiretti Sardegna, grazie al Presidente Battista Cualbu, al Direttore Sardegna Luca Saba e al Direttore di Sassari Ermanno Mazzetti, si creerà anche un percorso enogastronomico per nel corso della nuova edizione del festival per far scoprire agli ospiti internazionali e non solo il valore e la qualità delle produzioni sarde.
Le Location: La musica antica è ancora più inebriante e magica quando espressa in luoghi di valore storico-architettonico. Nessun altra location poteva essere più azzeccato, quindi, di quelle scelte per gli otto appuntamenti del Festival Internazionale “note senza tempo”: grazie alla disponibilità e apertura dell’Arcidiocesi di Sassari e, quindi, del Convento dei Frati Minori di Santa Maria di Betlem, i concerti sono stati ospitati nella Chiesa e nel Chiostro di Santa Maria di Betlem, all’interno della suggestiva Chiesa della Madonna del Rosario e in quella di Sant’Antonio, nel cuore del centro storico della città di Sassari.
Lo Staff: il festival è il frutto del lavoro di squadra, durato un anno intero, di circa venti giovani musicisti under 25, che si sono cimentati in tutti i ruoli possibili per la perfetto riuscita dell’evento, dall’ideazione alla realizzazione. Un festival social, smart ed ecosostenibile: grazie al giovane staff, attento alla salvaguardia dell’ambiente, si è deciso di smaterializzare il programma di sala,, scaricabile sullo smartphone, quindi, attraverso un QR CODE dedicato.
Al via a Sassari la 13esima edizione del Weekend dei Gusti
TREDICESIMA EDIZIONE DEL WEEKEND DEI GUSTI
CON 42 PUNTI DI DEGUSTAZIONE NEL CENTRO STORICO
Il 14 dicembre torna la manifestazione enogastronomica a cura di Taribari
SASSARI. Quattro itinerari del gusto da piazza d’Italia a porta Sant’Antonio, da corso Trinità a via Torre Tonda. Il prossimo 14 dicembre saranno 42 i punti di degustazione proposti dal Weekend dei Gusti, il tradizionale appuntamento enogastronomico organizzato da Taribari e giunto alla tredicesima edizione. Gli esercenti del centro storico hanno aderito anche quest’anno in modo significativo alla kermesse culinaria che consente un’immersione tra i sapori del cibo tradizionale e di strada. L’evento è realizzato con il contributo dell’assessorato regionale al Turismo, della Camera di Commercio di Sassari, di Salude e Trigu e del Comune di Sassari. “Ogni anno veniamo trascinati dall’entusiasmo degli esercenti del centro storico – spiegano gli organizzatori – ed è soprattutto per loro che riproponiamo la manifestazione. Questa giornata è l’occasione per tornare tutti insieme dove batte il cuore antico di Sassari”.
L’appuntamento prenderà il via alle 18. Dopo aver acquistato il carnet di biglietti negli infopoint dell’emiciclo Garibaldi e di piazza Azuni, i partecipanti armati di tracolla e bicchiere potranno scegliere tra quattro diversi percorsi lungo i principali assi della città vecchia: nel menù del Weekend sono presenti, tra gli altri, tanti piatti della tradizione: la zuppa di lenticchie, il croccante sassarese, le fave a ribisari, il pane zichi con pecora bollita, la purpuzza con crostini, la polenta e la salsiccia fresca, il maiale stufato al cannonau, salsiccia e fagioli, polenta funghi e purpuzza, lo spezzatino con fagioli e patate. Le degustazioni saranno accompagnate da intrattenimenti musicali per le vie del centro storico.
“Nel calendario degli eventi natalizi, l’amministrazione comunale ha voluto inserire diverse iniziative enogastronomiche – commenta l’assessora comunale alla Cultura Rosanna Arru – e il Week End del Gusto rappresenta un appuntamento ormai irrinunciabile per la città. Per questo siamo lieti di contribuire, destinandole spazi e risorse, e supportare la manifestazione, che siamo certi anche quest’anno coinvolgerà tantissimi cittadini e visitatori”.
Il programma del Weekend prevede anche due giornate dedicate ai laboratori del gusto. Giovedì 12 dicembre in piazza Tola, si inizierà con “#Cocktaillovers!” a lezione con Andrea Lai, brand ambassador di Silvio Carta, che presenterà il corso che sta girando, con successo, l’Italia da Nord a Sud. Sarà l’occasione per conoscere i segreti per preparare un perfetto Gin&Tonic e un Americano senza precedenti. Il laboratorio del 13 dicembre sarà invece dedicato all’abbinamento tra le birre artigianali sarde i formaggi del territorio, in collaborazione con l’associazione Fermento Sardo.
Il 14 dicembre la prevendita dei carnet sarà disponibile dalle 17 alle 23 negli infopoint. I laboratori del gusto sono a numero chiuso (max 30 persone) e a pagamento. Per info e prenotazioni rivolgersi a Sassari in via Tempio 65, chiamare allo 079/278275 o scrivere ad [email protected].
AOU SASSARI – «Nuoveenergie per il pronto soccorso»
«Nuove energie per il pronto soccorso»
L’Aou assume undici medici a tempo indeterminato.
SASSARI 9 dicembre 2019 – La loro assunzione consentirà, dal punto di vista del personale, una maggiore stabilità alla struttura complessa di Medicina d’Urgenza-pronto soccorso-Obi dell’Aou di Sassari. Sono gli undici medici di medicina di accettazione e urgenza che, questa mattina, sono stati assunti a tempo indeterminato dall’azienda di viale San Pietro. In otto oggi hanno siglato il contratto di assunzione.
Si tratta di vincitori di concorso che, in parte, erano già in forza al pronto soccorso sassarese con un contratto a tempo determinato, mentre per altri è la prima assunzione nell’azienda sassarese.
Questa mattina, nell’aula “Michele Piras” del Santissima Annunziata, il direttore generale Nicolò Orrù, il direttore sanitario Bruno Contu e il direttore del pronto soccorso Mario Oppes hanno ricevuto i neo assunti che hanno un’età media di 35 anni.
«Siete una risorsa importante per l’Azienda e per l’ospedale – ha detto Nicolò Orrù – perché il vostro lavoro rappresenta, da subito, l’immagine dell’azienda. Il vostro ruolo è fondamentale per garantire maggiore appropriatezza nei ricoveri, per non creare sovraffollamento nei reparto. Di recente abbiamo introdotto la figura del bed manager che potrà dare un contributo in questo senso e i primi dati a nostra disposizione sono incoraggianti».
«C’è un progetto per ristrutturare il pronto soccorso – ha aggiunto Bruno Contu – che consentirà di dare una nuova organizzazione alla struttura, con la realizzazione di tre nuove aree più funzionali». Intanto, a dare un contributo per una migliore gestione dei pazienti è l’arrivo previsto di una trentina di nuovo barelle che serviranno il pronto soccorso e i vari reparti. «Si tratta di una dotazione di rilievo – ha detto ancora il direttore sanitario – che siamo riusciti ad acquistare in tempi rapidi e che a breve saranno messe a disposizione del reparto».
«Un ringraziamento va alla direzione per aver mantenuto gli impegni – ha chiuso Mario Oppes – e queste assunzioni sono una iniezione di energie nuove, indispensabili per far decollare il pronto soccorso che vuole rinnovarsi e innovarsi». La struttura di pronto soccorso e Obi diretta da Oppes adesso potrà contare, oltre al direttore, su un organico di 22 medici.
Divulgare la scienza, nella “guerra dei menhir” chi perde è la comunicazione scientifica
La terza edizione dell’evento organizzato da Aristeo e SAT ha accolto ben otto interventi di grande spessore. Passato ai raggi x il conflitto mediatico sugli allineamenti dei betili nel sito di Biru ’e concas a Sorgono
Il sito di Biru ‘e Concas a Sorgono
SASSARI. Chi ha vinto la “guerra dei menhir”? Forse nessuno tra i contendenti. Ma di sicuro, al momento a perdere sembra essere stato il fondamento del metodo scientifico. Almeno secondo quanto è emerso dalla relazione presentata da Aristeo e SAT durante terza edizione di “Divulgare la scienza”, che si è svolta nei giorni scorsi a Sassari nella Sala convegni della Fondazione di Sardegna.
La bomba mediatica esplosa nelle scorse settimane tra Sergio Frau e Maria Ausilia Fadda, accusata dal giornalista di aver riposizionato nel 1994 (in fila indiana) in maniera arbitraria i menhir sul sito di Biru ’e Concas, a Sorgono, è stata vagliata ai raggi x dall’archeologa Simonetta Castia di Aristeo e da Michele Forteleoni della Società Astronomica Turritana, attraverso un lavoro accurato svolto in sinergia.
È in realtà noto da tempo alle comunità di studiosi e appassionati che l’attuale posizionamento dei megaliti sia artefatto, come riportato anche in recenti pubblicazioni. Il problema è stato forse aggravato dal mancato chiarimento riguardo agli allineamenti, soprattutto dopo la massiccia pubblicizzazione del sito da parte dei media nazionali, in termini sensazionalistici.
L’archeologa Simonetta Castia di Aristeo
Riguardo a Frau, promotore dell’”operazione Obelix” di NurNeon (che parrebbe patrocinata e sostenuta economicamente dalla Regione Sardegna, prima in graduatoria nel bando Culture Lab), ha senz’altro infastidito il disprezzo verso il mondo dell’archeologia sarda, fatto sì di accademici e addetti ai lavori, ma anche, indubbiamente, di tantissimi giovani laureati specializzati in un settore che richiede conoscenze specifiche, metodo e la padronanza della materia; un intero mondo che viene sistematicamente snobbato e sminuito quando si tratta di promuovere, senza contradditorio, le proprie tesi, non suffragate da dati e prove scientifiche, se non generici richiami a foto d’epoca o a rilevamenti non georeferenziati, e comunque in possesso di pochi fortunati. Come e più ai tempi della affascinante teoria di Atlantide colpisce l’esigenza di circondarsi, in modo pure efficace, di esperti nazionali chiamati a legittimare ricostruzioni su materie loro oscure, come l’archeologia sarda, per il malcelato tentativo di ostentare l’incapacità dei sardi nell’analizzare e comunicare il proprio passato.
Michele Forteleoni della Società Astronomica Turritana
E se è vero che il fondamento della scienza è quello di riconoscere i propri errori per consentire alla conoscenza di progredire, la forte replica degli addetti ai lavori rischia di gettare ombre sul valore dell’archeoastronomia, disciplina ormai ampiamente riconosciuta nel panorama nazionale. Al netto delle stravaganze sensazionalistiche – è stato detto – da aborrire sempre e comunque, sia nell’ambito dell’archeologia (quando si parla di giganti in modo improprio, ad esempio) che delle sue discipline ausiliarie. Nella speranza che sulla scia di questa polemica non si creino altrettanto superficiali e poco opportune contrapposizioni tra mondi molto più affini di quanto alcuni continuino a pensare, dicono gli organizzatori.
Di un nuovo modello di cittadinanza scientifica ha parlato Alberto Cora, dell’Inaf di Torino, per il quale l’astronomia rappresenta un esempio storico notevole, a partire dalla nascita dei planetari. Da posizioni unidirezionali in cui lo scienziato era protagonista, si è passati a un coinvolgimento attivo del pubblico, con dei risvolti positivi anche per il cambiamento della società.
La visione del cielo ha restituito la consapevolezza dell’esistenza di pianeti simili alla Terra. Come ha spiegato Emilio Molinari, dell’Osservatorio astronomico di Cagliari Inaf, per individuare l’esistenza di questi corpi celesti sono utilizzati due metodi indiretti: la velocità radiale, dalla quale si ottiene la massa e il metodo del transito, che ci restituisce il volume. Occorre cocciutaggine e pazienza, ma negli ultimi anni sono stati scoperti 3073 pianeti.
Il pensiero dell’autore classico Lucrezio, incredibile anticipatore delle teorie atomiche è stato approfondito da Gian Nicola Cabizza (AIF), che ne ha mostrato l’influenza sulla cultura di Roma e sul pensiero di Tommaso Moro, Giordano Bruno e Shakespeare, e perfino sui risvolti artistici di Botticelli e Raffaello, nonostante il suo “De rerum natura” appena riscoperto, fosse stato subito messo al bando, avversato dalla chiesa in quanto seguace di Epicuro.
Con l’archivista Stefano Alberto Tedde si è andati oltre il “digital divide”, illustrando l’accesso alle tecnologie dell’informazione nell’esperienza di un gruppo di detenuti per il recupero dell’Archivio dell’ex colonia di Tramariglio. Un’esperienza positiva che ha permesso ai partecipanti di comprendere il vero valore dei documenti considerati fino ad allora poco più che scartoffie.
Simonetta Castia e Stefania Bagella hanno proposto, come ipotesi di lavoro, la creazione di un “Itinerario dei luoghi di Enrico Costa”, una sorta di museo diffuso per la città di Sassari, che sia preludio a un’esposizione museale vera e propria. In un perfetto abbinamento tra testi e immagini storiche, sono stati tratteggiati gli ipotetici luoghi della vita, della poetica e degli altri poliedrici aspetti culturali, alla riscoperta di Sassari, attraverso lo sguardo di questo straordinario intellettuale.
La divulgazione scientifica non poteva trascurare la tv. A parlarne è stata Simona Scioni, autrice delle trasmissioni “Focus di storia sarda” e “Dialoghi della memoria” sull’emittente regionale Sardegna Uno.
In un quadro di saturazione in cui l’iperconnessione ci spinge a interessarci solo di ciò che ci piace, tra le sfide principali elencate dalla giornalista vi sono l’utilizzo di un linguaggio in grado di sedurre, e in seconda istanza il recupero dell’intelligenza emotiva per suscitare curiosità.
Pier Andrea Serra dell’Università degli studi di Sassari ha introdotto alla visione di un nanomondo più piccolo dei batteri, fatto di nano-biosensori e nanotecnologie che sono già realtà. Dalle nanoparticelle che acchiappano il colesterolo ai nanorobot copiati dai virus, non si tratta più di fantascienza. Ma ci sono dei limiti. Non si può miniaturizzare all’infinito, almeno con la tecnologia attuale che utilizza raggi luminosi. Il limite estremo della miniaturizzazione sta nella lunghezza massima degli elettroni, oltre la quale le particelle diventano onde.
Stagione lirica Sassari – “Il trovatore” presentato al Conservatorio
Un Trovatore tra luce e buio presentato al Conservatorio
Comunale tutto esaurito per l’Anteprima giovani del pomeriggio
Un’opera raccontata, in cui manca quasi del tutto l’azione, che diventa un contenitore di personaggi in cui nessuno diventa mai veramente libero, in cui nessuno raggiunge mai la felicità. Il trovatore di Giuseppe Verdi, su libretto di Salvadore Cammarano, ultima opera della Stagione lirica 2019, andrà in scena venerdì 6 e domenica 8 dicembre al Teatro Comunale di Sassari, in un nuovo allestimento originale dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”. L’opera è stata presentata stamane nella sala Sassu del Conservatorio “Luigi Canepa”, davanti a oltre cento persone, dal regista Roberto Catalano e dal direttore d’orchestra Alberto Maniàci. Moltissimi gli studenti che hanno potuto assistere alla presentazione in cui il regista ha in parte svelato l’allestimento: un palco ricoperto di cenere nera, simbolo del passato bruciato nel trauma di Azucena che ha visto la madre morire sul rogo e assassina del proprio figlio; un disegno di una prospettiva rinascimentale come se davanti a un palazzo distrutto rimanesse costante la doppia immagine del bello che è stato e che non esiste più. Questa idea registica accompagna la musica immortale di Giuseppe Verdi che, come ha spiegato Alberto Maniàci, sottolinea il contenuto del libretto con tanti aspetti spesso nascosti richiamati da un accento, una tonalità, un particolare elemento ritmico. Regista e direttore hanno ricordato come questo Trovatore sia frutto di un lavoro di squadra, portato avanti insieme allo scenografo Emanuele Sinisi, alla light designer Fiammetta Baldiserri e alla costumista Ilaria Ariemme, che hanno ricostruito uno scenario difficilmente inquadrabile nel tempo e giocato continuamente sul contrasto tra luci ed ombre, tra nero e bianco. L’aspetto storico della vicenda trattata da Verdi e Cammarano è stato illustrato dalla musicologa Paola Cossu che ha inquadrato la storia, ricordando come l’opera di Verdi abbia attraversato molte trasformazioni e sia stata d’ispirazione per altre forme d’arte: si ha notizia di una sua messa in scena in Egitto già nel 1855 – due anni dopo la prima rappresentazione al Teatro Apollo di Roma – ed stata ripresa in varie forme da importanti intellettuali nel secondo Novecento: Luciano Berio e Italo Calvino con la Vera storia, Eugenio Montale, Luigi Pirandello e Giorgio de Chirico.
Il trovatore andrà in scena venerdì 6 dicembre alle 20,30 e domenica 8 alle 16,30 al Teatro Comunale. Il cast è formato da Dario Solari (Il Conte di Luna), Chiara Isotton (Leonora), Silvia Beltrami (Azucena), Antonio Corianò (Manrico), Francesco Leone (Ferrando), Maria Bagalà (Ines) ed Enrico Zara (Ruiz). Completano il cast Stefano Arnaudo (Un vecchio zingaro) e Claudio Deledda (Un messo). Alberto Maniàci dirige l’Orchestra e il Coro dell’Ente concerti preparato da Antonio Costa.
L’opera è andata in scena nel pomeriggio al Comunale, tutto esaurito, nella tradizionale Anteprima giovani dedicata agli studenti.