CONTROLLI IN MATERIA DI RILASCIO DELLO SCONTRINO E DELLA RICEVUTA FISCALE

L’azione di controllo economico del territorio si attua e si sostanzia anche attraverso il monitoraggio della quotidiana e capillare osservanza, da parte dei numerosi operatori commerciali obbligati a tale adempimento, all’emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale.

Uno strumento di certificazione del volume di affari di un’attività commerciale o professionale importante, un mezzo di documentazione dei propri guadagni, che, al pari delle certificazioni effettuate tramite la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, scandisce la regolarità tributaria di ogni commerciante.

Tale tipologia ispettiva si concretizza, nella circoscrizione di servizio della Fiamme Gialle di Cagliari, attraverso un dispositivo di presidio del territorio che vede l’impiego giornaliero di diverse pattuglie impiegate nello specifico settore, le quali, in un’ottica, da un lato di eterogeneità sia geografica che di tipologia commerciale dei soggetti controllati e, dall’altro, di indirizzo dei controlli nei confronti di coloro i quali, a seguito di specifiche analisi di rischio, risultino connotati da maggiori indici di pericolosità fiscale, effettuano un’attività che, pur nella sua apparente semplicità, evidenzia grandezze e considerazioni non sottovalutabili.

I dati riferiti fino al 31maggio u.s. evidenziano il riscontro di 263 irregolarità, pari ad una percentuale del 16,34% tale grandezza può anche essere vista nell’ottica che, sulla platea dei controlli effettuati, una operazione commerciale ogni 6 è stata effettuata senza il rilascio della prescritta documentazione fiscale.

Per chi non rilascia scontrino o ricevuta fiscale è prevista una sanzione amministrativa pari al 100% dell’I.V.A. non documentata e comunque non inferiore a 500€.

Accanto a questo tipo di sanzione, in determinate circostanze, chi non emette documento fiscale può essere destinatario anche di una sanzione accessoria: infatti, quando vengono contestate, nell’arco di un quinquennio, quattro distinte mancate emissioni compiute in giorni diversi, la Guardia di Finanza segnala il trasgressore all’Agenzia delle Entrate per la successiva irrogazione di un provvedimento di sospensione dell’attività per un periodo compreso tra i tre giorni ed un mese: il provvedimento, immediatamente esecutivo, viene eseguito dalle stesse Fiamme Gialle.

Proprio in questi ultimi giorni, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari, hanno dato esecuzione a 5 provvedimenti di chiusura nei confronti di altrettanti esercenti nei cui confronti è stata accertata la quarta mancata emissione in un lustro: in 3 circostanze – un’attività di commercio di oggettistica a Dolianova, un parrucchiere di Cagliari e una rivendita di frutta e verdura sempre del capoluogo, è stata disposta la chiusura per un periodo di tempo di tre giorni.

Nel caso invece di un’attività di noleggio di attrezzature per la spiaggia di Costa Rei e dicommercio al dettaglio con sede a Uta, l’Agenzia delle Entrate, alla luce del fatto che i contribuenti controllati non fossero nuovi ad essere destinatari di analoghi provvedimenti di sospensione dell’attività per reiterate mancate emissioni del documento fiscale, ha inteso applicare un provvedimento della durata, rispettivamente, di 21 e 16 giorni.

Nel complesso, dall’inizio dell’anno, i Finanzieri del Comando Provinciale di Cagliari hanno riscontrato la quarta mancata emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale in 8 circostanze, e a seguito di istruttoria da parte dell’Agenzia delle Entrate anche su occorrenze del passato anno, hanno dato esecuzione a 18 provvedimenti di chiusura.

L’azione di controllo nello specifico riscontro degli adempimenti indicati si inserisce in un coordinato sistema ispettivo che vede le Fiamme Gialle operare nel contrasto ai fenomeni di evasione, elusione e frode fiscale anche attraverso verifiche e controlli tributari ad ampio spettro di esame della posizione dei contribuenti.

Ciò anche per il tramite di specifiche indagini di natura penale-fiscale, il tutto con il fine ultimo anche di tutela della concorrenza leale tra tutti gli operatori economici.




SCONTRINO ELETTRONICO–Da luglio, forse, obbligo per attività artigiane e commerciali

SCONTRINO ELETTRONICO – Da luglio, forse, obbligo per attività
artigiane e commerciali. Sul decreto ancora tante incertezze e
Confartigianato chiede l’esonero per alcune categorie e il rinvio
delle sanzioni. Matzutzi (Presidente Confartigianato Sardegna): “Gran
parte del costo dei nuovi strumenti e delle linee web sulle spalle
delle imprese”. E rimane il problema connessione.

Dal prossimo primo luglio, anche in Sardegna tutte le attività
artigiane e commerciali, con volume d’affari superiore a 400mila euro,
potrebbero essere obbligate all’emissione dello scontrino elettronico.

Il condizionale è d’obbligo, soprattutto sulla data di inizio e sul
fatturato, considerato come sul decreto stiano ancora lavorando
Governo e Associazioni di Categoria, per ridurre al massimo l’impatto
che tale novità potrà avere sulle imprese.

“Non siamo contrari allo scontrino elettronico e ai pagamenti
informatici per combattere il nero – afferma Antonio Matzutzi,
Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – però i problemi
principali, soprattutto per chi opera in una sede fisica non fissa,
rimangono sia la gran parte del costo di un nuovo strumento, sia
l’indispensabile connessione alla rete”.

Proprio ieri, attraverso uno specifico emendamento, Confartigianato ha
chiesto anche ai Parlamentari sardi di intervenire per la non
applicazione di sanzioni in fase di avvio del nuovo obbligo. “Con
l’emendamento – viene spiegato ai Deputati e ai Senatori – viene
sancita l’inapplicabilità delle sanzioni nei casi in cui, per i primi
sei mesi di obbligatorietà della memorizzazione e trasmissione
telematica dei corrispettivi, l’operazione sia stata certificata con
scontrino o ricevuta fiscale. L’inapplicabilità delle sanzioni, al
pari di quanto è stato previsto per la fatturazione elettronica, ha lo
scopo di evitare, in sede di avvio del nuovo obbligo, l’applicazione
di pesanti sanzioni considerato che i contribuenti stanno applicando
modalità procedurali consolidate da oltre vent’anni”.

In ogni caso, nei giorni scorsi, Confartigianato ha consegnato alla
Consulta Tecnica del MEF, Ministero Economia e Finanze, le proprie
richieste di modifica del prossimo provvedimento, e le categorie di
attività da esonerare.

L’Associazione ha chiesto di esonerare dal futuro scontrino
elettronico una lunga serie di attività, come per esempio i
tabacchini, distributori di carburanti ma anche i ciabattini o i
riparatori di biciclette senza dipendenti, incluse nell’articolo 2 del
DPR 696 del 96. Tali attività, già adesso, non sono obbligate al
rilascio dello scontrino. Confartigianato, inoltre, ha richiesto che
l’esenzione riguardi anche i contribuenti che applicano il regime
forfetario, poiché questi, non addebitando l’IVA sulle cessioni o
prestazioni eseguite, presentano profili di rischio nulli sul versante
di tale imposta.

Altra categoria di soggetti e attività per i quali l’Organizzazione
Artigiana ha chiesto l’esonero dall’obbligo di memorizzazione e
trasmissione telematica dei corrispettivi, è rappresentata da chi
attualmente certifica i corrispettivi mediante ricevuta fiscale e
opera presso l’abitazione del cliente o in forma ambulante. Questo
perché l’obbligo del rilascio del documento “commerciale”
all’acquirente al momento dell’effettuazione dell’operazione,
imporrebbe all’imprenditore la necessità di dotarsi di idonei
strumenti tecnologici, con caratteristiche di praticità che potrebbero
incidere sulla relativa spesa rispetto ad un comune registratore
telematico a postazione fissa. La soluzione proposta
dall’Associazione, considerata la modalità con cui l’attività è
esercitata, è quella di esonerare tali soggetti dal nuovo obbligo e
mantenere l’attuale obbligo di certificazione.

“Rete e strumenti, sono fattori da tenere sempre in considerazione –
continua il Presidente di Confartigianato Sardegna – soprattutto per
alcuni settori i cui ricarichi sono talmente bassi che l’incidenza del
costo di strumenti particolarmente costosi e l’onere di un abbonamento
per telefonia mobile, significherebbe dover rinunciare al profitto”.

“Considerato come il Governo abbia già previsto un bonus per
l’acquisto dei registratori di cassa, sotto forma di credito d’imposta
– propone Matzutzi – noi crediamo che invece sarebbe giusto se lo
Stato prevedesse la completa gratuità di tali strumenti e delle
linee”. “Nei prossimi giorni – anticipa il Presidente – come
Associazione di Categoria faremo una profonda riflessione
relativamente a come affrontare il problema a livello nazionale”. “Nel
frattempo – auspica in conclusione il Presidente di Confartigianato
Sardegna – contatteremo i Parlamentari sardi chiedendo il loro
l’intervento in prima persona, per la risoluzione di questa
problematica che interessa tutti gli imprenditori”.

Confartigianato Sardegna ricorda come solo una fetta limitata dei
sardi possa beneficiare della banda ultra larga, un servizio ormai
essenziale. Un recente studio dell’Associazione di Categoria
sull’offerta di accesso ad Internet in banda ultra larga, ha rivelato
come la nostra Isola, a livello nazionale, con una copertura del 53,8%
della popolazione (dato composto da una quota del 28,5% relativa alla
velocità 30-100 Mbps e da una quota del 25,2% relativa alla velocità
100-1.000 Mbps), occupi appena il 15esimo posto. A livello provinciale
sardo, le più fortunate sono le famiglie di Cagliari, il cui
territorio è coperto al 72%. Seguono quelle di Sassari (copertura al
55,9%), del Medio Campidano (55%), Carbonia-Iglesias (49%), Olbia
Tempio (41,2%), Nuoro (38,6%), Oristano (32,3%). Chiude, ultima
nell’Isola e a livello nazionale, l’Ogliastra con solo il 13,2% dei
nuclei familiari coperti.

Alcune categorie esonerate dal rilascio dello scontrino:

L’elenco è molto lungo e parte dai tabaccai e da chi vende altri beni
commercializzati esclusivamente dai Monopoli. Ci sono anche i
produttori agricoli, i giornalai, e anche i notai, almeno per le
prestazioni per le quali sono previsti onorari, diritti o altri
compensi in misura fissa, nonché i protesti di cambiali e di assegni
bancari. Scommesse e new slot, ma anche la custodia e amministrazione
di titoli ed altri servizi resi da aziende o istituti di credito da
società finanziarie o fiduciarie e dalle società di intermediazione
mobiliare. Fumisti e i più classici ciabattini, ombrellai e arrotini
in forma itinerante. Le sarte e ricamatrici senza collaboratori o
dipendenti, calzolai e tutti coloro che vendono cartoline e souvenirs,
palloncini, giochi per bambini, gelati, dolci e caldarroste, olive
“fusaie” non muniti di attrezzature motorizzate. La vendita di panini
e bevande agli stadi, alle stazioni, nei cinema e nei teatri.