OLBIA, TRUFFA ROMANTICA ON LINE. SCOPERTI GLI AUTORI.

Ancora un caso di truffa romantica – romance scams – scoperto dai militari del Reparto Territoriale di Olbia, Stazione di Olbia Centro, che hanno identificato e denunciato gli autori della truffa realizzata attraverso l’uso di note piattaforme social.

I fatti si riferiscono allo scorso anno e, analogamente all’episodio dell’ottobre del 2020, è stata usata una figura di un militare, in questa circostanza un Comandante dell’Esercito statunitense in forza in Iraq.

L’esito di un’articolata attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, ha portato a deferire in stato di libertà due giovani cittadine nigeriane residenti nel milanese, perché responsabili di truffa pluriaggravata, con sostituzione di persona, in danno di una donna 50enne olbiese, coniugata e con figli, che circa un anno fa aveva sporto denuncia.

Dopo essere stata agganciata sui social Instagram e Hangout da un sedicente Comandante dell’Esercito U.S.A in missione in Iraq (Richard Miller), la donna, oramai infatuata e impietosita, veniva abilmente persuasa a inviare, a più riprese, ingenti somme di denaro necessari al soldato per ottenere delle ferie dal Comando, per assistere in patria i 2 figli minori, orfani di madre, ma anche per ricevere un’elargizione militare.

Il flirt virtuale andava avanti per circa 3 mesi, nel corso dei quali la malcapitata, anche contraendo finanziamenti personali, effettuava bonifici Iban e ricariche su carte di credito per oltre 30.000 euro, anche perché persuasa –  a mezzo di comunicazioni e certificazioni militari false – di essere in contatto direttamente col Comando Militare U.S.A. ed in particolare di essere stata indicata come beneficiaria dal “Comandante Miller” di una parte di un’ingente premio ricevuto per il servizio di pace in Iraq (1,5 milioni di dollari).

Le indagini dei carabinieri di Olbia Centro, svolte incrociando dati dei pagamenti, telefonici, social e anagrafici, hanno portato al rintracciare nel milanese due giovani donne nigeriane che, sottoposte a perquisizione con la collaborazione dei carabinieri del luogo, sono state trovate in possesso di alcune carte di credito dove era confluita una parte del denaro; le carte di credito, oramai svuotate, sono state sequestrate; altri pagamenti risultano effettuati su conti esteri (Germania e Spagna).

Allo stato attuale sono in corso ulteriori indagini per localizzare eventuali complici e verificare analogie con eventuali altre truffe patite con lo stesso modus operandi.




GUARDIA DI FINANZA CAGLIARI. SCOPERTI 3 EVASORI TOTALI CHE NON HANNO DICHIARATO OLTRE 338.000 EURO.

l’attività della Guardia di Finanza, in questo particolare periodo storico caratterizzato da un’emergenza sanitaria che sta riverberando i suoi effetti negativi tanto in ambito sanitario quanto sul tessuto economico della società, ha come baricentro di operatività l’individuazione delle fattispecie illecite più gravi e pericolose che minano seriamente l’integrità e l’equilibrio dei mercati e del sistema tributario.

Continua quindi l’opera delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari nell’ottica di individuare ed anemizzare le più importanti forme di evasione fiscale, un fenomeno che produce effetti negativi per l’economia e danneggia le risorse economiche dello Stato.

Un ruolo, quello dei Finanzieri, che, in questo specifico momento, si pone maggiormente al fianco dei cittadini, nell’intento di contribuire attivamente alla ripresa del Paese attraverso l’individuazione delle risorse sottratte indebitamente al Fisco, aggravando ulteriormente il carico fiscale per i cittadini onesti.

In quest’ottica, negli ultimi giorni, i Finanzieri della 2° Compagnia di Cagliari hanno concluso tre interventi fiscali nel capoluogo e nel suo immediato hinterland (Quartu S. Elena e Selargius)nei confronti di altrettante realtà commerciali, operanti nel campo della meccanica e del trasporto merci: i controlli hanno portato alla constatazione di oltre 338.000 euro di ricavi non dichiarati al Fisco.

I soggetti verificati, frutto di una selezione conseguente a una indicizzazione secondo precisi canoni di pericolosità fiscale, sono stati selezionati ad esito del collaudato sistema di incrocio delle risultanze della quotidiana attività di controllo del territorio con i dati e le informazioni agli atti dei Reparti e le evidenze emerse dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo. Un’attività meticolosa ed articolata, con la finalità di intercettare le forme di evasione fiscale più pericolose e maggiormente lesive degli interessi collettivi, intercettate e quantificate anche grazie a particolari strumenti operativi, tra i quali lo spesometro, un applicativo all’interno del quale confluiscono le fatture emesse dai vari operatori economici nei confronti dei rispettivi clienti.

Caratteristica comune a tutte le circostanze oggetto d’ispezione, è stata la qualifica di evasore totale dei verificati, i quali, per diverse annualità, non hanno presentato al Fisco le dovute dichiarazioni dei redditi’, anomalia resa ancora più particolare dal fatto che gli stessi risultavano pienamente attivi nel proprio campo professionale di competenza con la realizzazione di specifici volumi di affari ed il sostenimento di costi di esercizio.




SCOPERTI 30 SOGGETTI CHE PERCEPIVANO INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA O L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE.

SCOPERTI 30 SOGGETTI CHE PERCEPIVANO INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA O L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE.

Le Fiamme Gialle di Cagliari hanno acceso i riflettori sulla platea di cittadini che percepiscono forme di assistenza economica quali il reddito di cittadinanza e l’indennità di disoccupazione, particolari forme di sovvenzione statale riservate a quella fascia di popolazione che versa in condizioni reddituali disagiate o che ha da poco perso il lavoro.

Con più preciso riferimento al reddito di cittadinanza, misura di recente istituzione ed intesa quale strumento di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza ed all’esclusione sociale, lo stesso spetta in presenza di concomitanti circostanze, autocertificate dal richiedente e volte a dimostrare non solo la propria condizione di difficoltà, ma anche quella dei componenti il nucleo familiare.

In questo contesto si inserisce il controllo operato dalla Guardia di Finanza, chiamata a verificare che le risorse messe a disposizione dallo Stato vadano a beneficio di chi ne ha realmente bisogno.

La base di partenza per i controlli in materia di reddito di cittadinanza è stato lo sviluppo delle diverse informazioni acquisite quotidianamente a seguito sia dell’attività di controllo del territorio che delle risultanze delle diverse attività di servizio: un matching che porta ad indicizzare i diversi soggetti attenzionati secondo diversificati criteri di pericolosità fiscale.

La metodologia operativa adottata nei controlli effettuati nel campo dell’erogazione di questa pubblica provvidenza si sostanzia nel confronto tra le autodichiarazioni prodotte dai richiedenti con le informazioni emergenti dall’analisi degli stati di famiglia, in cui trova indicazione la reale composizione del nucleo familiare.

Gli esiti dei controlli hanno condotto alla rilevazione di 14 circostanze in cui il reddito di cittadinanza era stato ottenuto in maniera irregolare, senza quindi disporre dei requisiti necessari.

Diverse, ed in certi casi particolari, le diverse tipologie riscontrate: in due casi, due soggetti– già segnalati quali evasori totali a seguito di verifiche fiscali eseguite nel 2017 – avevano omesso di indicare nelle proprie autocertificazioni, riferibili, da norma, proprio a quell’anno, i compensi in realtà percepiti.

Erano così riusciti ad ottenere un reddito di cittadinanza pari, fino alla data del controllo, rispettivamente a 4.203 euro nel primo caso e 5.913 euro nel secondo.

In un’altra circostanza, un soggetto ha omesso di indicare, nella dichiarazione compilata ai fini dell’istruttoria, che nel proprio nucleo familiare figuravano anche i due anziani genitori, percettori di pensioni di anzianità per oltre 70.000 euro annui complessivi.

In questo caso, il contributo illecitamente percepito è stato di 1.662 euro.

Un ulteriore particolare contesto riscontrato ha riguardato due soggetti, i quali, con diverse finalità, hanno modificato la composizione dei propri nuclei familiari: un soggetto, per non superare la soglia di concessione del redito di cittadinanza, non ha indicato nella propriadichiarazione la figlia ed il nipote, entrambi percettori di reddito; viceversa, ha consentito il prestito dei suoi congiunti ad un altro richiedente, il quale inserendoli nella propria dichiarazione, ha ottenuto un maggiore coefficiente di calcolo del beneficio.

Gli importi complessivamente percepiti in modo illecito, in questa circostanza, ammontano a 3.486 euro.

Altri due soggetti hanno beneficiato del reddito di cittadinanza seppur in assenza di uno dei requisiti previsti: la residenza, negli ultimi due anni precedenti la richiesta del sussidio, nel territorio italiano. Le Fiamme Gialle, accertando la loro iscrizione all’A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) nel biennio di interesse, hanno quantificato in complessivi 5.621 euro l’importo indebitamente percepito.

E ancora, uno dei casi di specie più classici: durante un controllo effettuato presso un’impresa edile, rilevata la posizione “in nero” di uno degli operai ivi impiegati, i successivi approfondimenti hanno evidenziato che il soggetto percepiva – congiuntamente ai compensi per il proprio lavoro – il reddito di cittadinanza, per un ammontare complessivo, fino alla data del controllo, di 2.354 euro.

Ma anche un lavoratore “regolare”, impiegato con formale contratto presso un esercizio commerciale, è risultato percettore – senza averne diritto – di un reddito di cittadinanza, complessivamente ammontante a 3.961 euro.

Un altro individuo, nonostante fosse intestatario di un’immobile, risultava percepire, indebitamente, un reddito di cittadinanza, quantificato, alla data dell’intervento dei Finanzieri, in 3.669,66 euro.

La non indicazione di componenti il nucleo familiare percettori di un reddito, risulta essere la circostanza più diffusamente riscontrata dai Finanzieri: altri 6 casi della specie hanno evidenziato tale condotta.

Sei soggetti hanno infatti omesso di indicare un appartenente al nucleo familiare: chi il figlio, chi il padre, una omissione dichiarativa volta a non superare il limite per accedere al beneficio.

Gli importi indebitamente percepiti variavano da 483 a 3.500 euro, per un ammontare complessivo di 12.444 euro.

In tutte queste circostanze sopra rappresentate, per i soggetti indebiti percettori del reddito di cittadinanza è scattata, da un lato, la denuncia alla locale Autorità Giudiziaria e, dall’altro, la segnalazione all’INPS ai fini del recupero delle somme ingiustamente percepite.

Ci sono state poi altre situazioni verificate dai Finanzieri in cui le condotte illecite riscontrate non hanno condotto alla denuncia alla Magistratura ma solo alla revoca o sospensione del beneficio.

E’ il caso di un soggetto, destinatario di una verifica fiscale nel 2017 e censito quale evasore totale per ricavi non dichiarati pari a 80.000 euro, il quale, facente parte di un nucleo familiare di un percettore di reddito di cittadinanza, in ragione di questa variazione reddituale, ha fatto si che si decretasse la decadenza dai presupposti affinché fosse concesso il sussidio, pari a 8.800 euro.

Il godimento del beneficio è altresì decaduto anche per altri 2 soggetti, i quali percepivano il reddito di cittadinanza, nonostante un membro del loro nucleo familiare fosse regolarmente assunto e che, in ragione di ciò, non sussistessero i requisiti per accedere alla forma di ostentamento: nel complesso, sono stati indebitamente percepiti 9.731 euro.

Analoga circostanza per un altro cittadino che, percettore di reddito di cittadinanza, ha visto disconoscersi il beneficio fino ad allora fruito, pari a 5.106 euro in quanto un membro del proprio nucleo familiare era stato segnalato quale venditore abusivo e quindi producente un reddito tale da superare comunque i limiti richiesti.

O ancora, il caso di due soggetti i quali, in ragione del loro stato detentivo cominciato, in un caso, a giugno e, nell’altro, a ottobre del corrente anno, hanno visto la sospensione del beneficio loro erogato e l’obbligo a restituire quanto ricevuto a far data dal loro ingresso in carcere.

I controlli delle Fiamme Gialle hanno però preso in considerazione anche altri contesti interessati dall’erogazione di risorse pubbliche a sostegno di soggetti che versano in condizioni di difficoltà economica: le indennità di disoccupazione.

Nell’ambito delle attribuzioni istituzionali del Corpo, come noto, particolare importanza riveste il controllo sulla corretta osservanza del novero legislativo a corredo del mondo del lavoro, comparto che, da un lato, interessa gli aspetti economici dei rapporti giuslavoristici(con i controlli, ad esempio, sulle corrette imputazioni del costo del personale o sul versamento dei contributi) e, dall’altro, riveste una particolare importanza, anche sociale, in quanto impatta sulle giuste condizioni di lavoro del personale occupato, il quale con una corretta assunzione, è tutelato anche sotto il profilo assicurativo in caso di infortunio.

Nel corso del corrente anno, a seguito di numerosi interventi che, ad oggi, hanno consentito di individuare 102 lavoratori in nero, i controlli, in un’ottica di trasversalità operativa, hanno approfondito le posizioni irregolari individuate, al fine di verificare se i soggetti trovati a lavorare senza contrattualizzazione percepissero, oltre allo stipendio da lavoro, anche talune sovvenzioni derivanti da ammortizzatori sociali, quali, ad esempio, il sussidio di disoccupazione.

In 8 casi, gli approfondimenti operati dai Finanzieri hanno consentito di accertare che i lavoratori in nero percepivano, da un lato, l’indennità di disoccupazione e, dall’altro, il compenso per il lavoro prestato seppur senza un regolare contratto.

Baristi, cuochi, camerieri, lavapiatti, operai: queste le figure professionali relative ai detti soggetti che, parallelamente alla fruizione di un beneficio economico susseguente alla perdita del lavoro, prestavano la loro attività lavorativa in nero, percependo uno stipendio.

Per ciascuno di loro è stata inoltrata apposita segnalazione all’INPS, soggetto erogatore del beneficio, per la sospensione e la revoca della provvidenza pubblica.

Il contrasto a chi percepisce indebitamente forme di pubblica provvidenza richiede un’azione di servizio interdisciplinare, volta a valorizzare le capacità operative delle varie componenti d’intervento della Guardia di Finanza, non soltanto nell’ambito del comparto della tutela delle uscite, ma anche in quello della tutela delle entrate e nel contesto dell’azione di controllo economico del territorio.

Lo scopo è tutelare la fiducia che i cittadini onesti devono poter nutrire nella corretta destinazione delle ingenti risorse che il Paese, non senza sacrifici, destina agli aiuti economici e ai servizi sociali riservati a chi si trovi in una reale condizione economica e sociale di svantaggio.

I controlli in materia proseguono parallelamente a quelli concernenti il lavoro irregolare, in quanto, in tale ultimo caso, la verifica della corretta posizione fiscale e contributiva si associa, contestualmente, al riscontro della eventuale percezione di provvidenze pubbliche del tipo su descritte.

A tal riguardo, nel corrente anno, sono stati accertati 392 casi di soggetti impiegati in nero o in modo irregolare.

Comando Provinciale Cagliari

09126 Cagliari, Viale Diaz 174

Telefono 07034802820

Fax  07034802279

 




GUARDIA DI FINANZA: SCOPERTI 9 CASI DI INDEBITA PERCEZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA PER OLTRE 10 MILA EURO.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari, nel corso degli ultimi mesi, ha ulteriormente intensificato su tutto il territorio di competenza i controlli sulle cosiddette “prestazioni sociali agevolate” – ovvero sui sussidi concessi a cittadini in condizione economica e sociale svantaggiata – con particolare attenzione al reddito di cittadinanza.

Il lavoro delle Fiamme Gialle si è concretizzato in 16 controlli sulla nuova misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà scoprendo 9 persone che percepivano il sussidio senza averne diritto.

Nella maggior parte dei casi i soggetti sono stati trovati a lavorare “in nero”: è il caso di un operaio edile e di un addetto ad una discoteca ad Alghero, di un barista e una cameriera a Sassari ed in un paese dell’hinterland e di un aiuto pizzaiolo e un lavapiatti in Gallura.

In un’occasione un ragazzo era stato regolarmente assunto in un bar di Alghero ma non aveva comunicato all’INPS di aver trovato un impiego, mentre due donne a Tempio Pausania avevano “dimenticato” di informare l’Istituto di Previdenza Sociale che 3 componenti dei propri nuclei familiari avevano iniziato un’attività lavorativa.

Le posizioni irregolari sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria ed alla Direzione Provinciale INPS di Sassari competente per la revoca del beneficio e per il recupero delle somme indebitamente percepite, quantificate in oltre 10 mila euro.

Le variazioni reddituali e patrimoniali, infatti, vanno comunicate all’INPS nelle tempistiche previste dalla legge pena l’immediata revoca del sussidio con conseguente restituzione degli importi percepiti indebitamente e la denuncia all’Autorità Giudiziaria nel caso di omissione o false dichiarazioni, punite con la reclusione da uno a tre anni.

Anche i redditi provenienti da attività irregolari, come nel caso del lavoro “in nero”, una volta accertati causano la decadenza del beneficio.
I finanzieri, in tutti i casi, hanno concentrato l’attenzione sulla veridicità dei dati delle autocertificazioni presentate, vale a dire sulle informazioni che non emergono dalle verifiche automatiche delle istanze ma che possono essere scoperte solo attraverso il sistematico incrocio dei dati acquisiti nell’ambito di tutte le attività istituzionali con le banche dati in uso al Corpo.

L’azione della Guardia di Finanza continuerà costantemente in tutta la provincia a tutela del corretto impiego delle risorse pubbliche ed a garanzia di tutti i cittadini e in particolare delle fasce più bisognose.




GUARDIA DI FINANZA: SCOPERTI 19 LAVORATORI IN NERO A LA MADDALENA E DENUNCIATE 7 PERSONE PER INDEBITA PERCEZIONE DELL’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE.

Nell’ambito dei servizi disposti dal Comando Provinciale di Sassari a contrasto del lavoro nero e irregolare, i militari della Tenenza di Palau hanno scoperto una società cooperativa di La Maddalena che esercitava l’attività di somministrazione del lavoro in assenza di requisiti e priva delle previste autorizzazioni, avendo impiegato 19 lavoratori senza alcuna copertura previdenziale ed in assenza delle previste comunicazioni della data di inizio del rapporto lavorativo.

La cooperativa, senza che fosse un’agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero, avrebbe assunto in nero un’impiegata, con mansioni di segretaria presso la stessa cooperativa e fornito, ad un’associazione di volontariato che si occupa di soccorso territoriale in convenzione con l’ASL 2 di Olbia, 18 lavoratori tra autisti di ambulanza e soccorritori.

Alla luce delle risultanze emerse nel corso del controllo, alla cooperativa e all’associazione di volontariato sono state contestate violazioni con relative sanzioni, per ogni esercizio non autorizzato dell’attività di somministrazione di lavoro, per complessivi 33 mila euro mentre nei confronti della sola cooperativa sono state elevate sanzioni per oltre 115 mila euro per aver occupato i lavoratori senza nessuna formale assunzione e per aver omesso il versamento dei contributi previdenziali.

 

Le Fiamme Gialle hanno infine denunciato a piede libero, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, 7 delle 19 persone occupate “in nero”, per false dichiarazioni inerenti il proprio stato di “disoccupato” e per aver indebitamente percepito la relativa indennità.

L’attività svolta testimonia l’impegno della Guardia di Finanza a tutela dei lavoratori e delle aziende oneste che quotidianamente operano nel rispetto delle regole facendo i conti con la concorrenza sleale.




Iglesias,SCOPERTI NOVE LAVORATORI IN NERO in un ristorante

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Iglesias, nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro nero ed irregolare, hanno concluso un controllo nei confronti di un’attività commerciale di Iglesias operante nel settore della ristorazione.

L’attività ispettiva è scaturita dall’intensificazione dei controlli finalizzati alla verifica del pieno rispetto della normativa a tutela dei lavoratori e della leale concorrenza tra operatori economici.

All’atto dell’accesso i militari hanno controllato e intervistato le sedici persone intente a svolgere le loro attività lavorative e successivamente hanno proceduto ad un confronto con la documentazione obbligatoria.

 

A conclusione degli approfondimenti necessari, al titolare dell’esercizio è stato contestato l’impiego di 9 lavoratori (il 56% della forza lavoro impiegata) sprovvisti della regolare copertura contributiva e assicurativa e, pertanto, è stato destinatario di sanzioni amministrative comprese tra i 1.800 e i 10.800 Euro per ciascun lavoratore.

Inoltre l’esercizio commerciale controllato è stata segnalato al competente Ispettorato Territoriale del Lavoro per l’applicazione della sanzione della sospensione dell’attività imprenditoriale, in quanto il personale in nero individuato è risultato essere in misura superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti.

Il contrasto al lavoro nero o irregolare rientra tra le funzioni di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, mira ad assicurare le entrate sotto il profilo fiscale, assistenziale e previdenziale, a tutelare da un lato il lavoratore contrastando ogni forma di sfruttamento garantendogli ogni forma di assistenza in caso di infortunio dall’altro gli imprenditori ed i commercianti onesti che rispettano tutti gli adempimenti previsti dalle normative in materia fiscale e di lavoro.

Nello specifico settore, dall’inizio dell’anno, sono 45 i lavoratori in nero scoperti dalla Guardia di Finanza e 2 quelli irregolari.




controlli in materia di spesa pubblica. scoperti 2 soggetti che hanno INDEBITAMENTE BENEFICIATO DI prestazioni sociali a sostegno del reddito.

Nell’ambito dell’azione a tutela della spesa pubblica, le Fiamme Gialle di Cagliari hanno individuato 2 soggetti che hanno indebitamente usufruito di sovvenzioni statali a sostegno del reddito nel settore scolastico ed in quello sanitario.

In un primo caso, riguardante un cittadino di un comune dell’oristanese all’epoca dei fatti residente a Cagliari, l’azione dei Finanzieri è stata orientata al riscontro circa la sussistenza dei requisiti per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate per il diritto allo studio universitario in materia di borse di studio e posti alloggio, inerenti l’anno accademico 2014/2015, verificando la corrispondenza tra quanto dichiarato con autocertificazione riguardo la consistenza reddituale e quanto censito dalle banche dati in uso al Corpo.

Le attività ispettive hanno permesso di accertare che il soggetto attenzionato versava in una situazione economica per la quale non erano previste le concessioni delle prestazioni sociali usufruite, rientrando in una posizione reddituale ben al di sopra dei limiti previsti.

I Finanzieri hanno conseguentemente segnalato il soggetto controllato all’Ente erogatore della provvidenza pubblica per gli adempimenti di competenza nonché per il recupero di  728 €.

Un cittadino residente nel comune di Selargius è stato  invece sanzionato amministrativamente, fino al massimo del triplo del beneficio conseguito,   per aver usufruito indebitamente dell’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per 207 € in quanto aveva dichiarato una consistenza reddituale inferiore rispetto a quella accertata.

Lo stesso e’ stato segnalato all’ASL di competenza per il recupero dell’indebito percepito.

Le predette operazioni si inquadrano in un più ampio quadro di intensificazione delle attività di polizia economica – finanziaria disposte dal Comando Provinciale di Cagliari a




controlli in materia di spesa pubblica. scoperti 2 soggetti che hanno INDEBITAMENTE BENEFICIATO DI prestazioni sociali a sostegno del reddito.

Nell’ambito dell’azione a tutela della spesa pubblica, le Fiamme Gialle della Tenenza di Muravera hanno individuato 2 soggetti residenti nel Comune di Villasimius che hanno indebitamente usufruito di sovvenzioni statali a sostegno del reddito nel settore scolastico/universitario (c.d. “Borse di Studio”).

In entrambi i casi l’azione dei Finanzieri è stata orientata al riscontro della sussistenza dei requisiti per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate in materia di contributi allo studio erogati dall’Ente Universitario, verificando la corrispondenza tra quanto dichiarato con autocertificazione concernente la consistenza reddituale/patrimoniale e quanto censito dalle banche dati in uso al Corpo.

Le attività ispettive hanno permesso di accertare che i soggetti attenzionati versavano in una situazione economica per la quale non erano previste le concessioni delle prestazioni sociali usufruite, poiché rientravano in una posizione reddituale ben al di sopra dei limiti previsti.

Nel primo caso i Finanzieri hanno irrogato al beneficiario di una borsa di studio di  € 1.648, una sanzione amministrativa fino ad un massimo di € 9.944 mentre, nel secondo caso, il beneficiario di un contributo dell’importo di € 3.297 e’ stato sanzionato amministrativamente fino ad un massimo di € 14.891.

Entrambi i percettori delle sovvenzioni sono stati  segnalati all’E.R.S.U., Ente erogatore della provvidenza pubblica, per gli adempimenti di competenza correlati al recupero dei contributi percepiti indebitamente.

Nel medesimo contesto è stato altresì denunciato all’Autorità Giudiziaria il sottoscrittore della Dichiarazione Sostitutiva Unica utilizzata per l’ottenimento dei benefici di uno dei due studenti, poiché dai riscontri d’ufficio effettuati ne è emersa la sostanziale falsità, avendo omesso l’interessato di dichiarare diverse componenti patrimoniali e reddituali di rilevante

comando provinciale di Cagliari




controlli in materia di spesa pubblica. scoperti 2 soggetti che hanno INDEBITAMENTE BENEFICIATO DI prestazioni sociali a sostegno del reddito.

Nell’ambito dell’azione a tutela della spesa pubblica, le Fiamme Gialle di Sanluri e di Iglesias hanno individuato 2 soggetti che hanno entrambi usufruito di sovvenzioni statali a sostegno del reddito nel settore scolastico universitario.

L’azione dei Finanzieri è stata orientata alla verifica della sussistenza dei requisiti per poter usufruire delle prestazioni sociali agevolate in materia di borse di studio universitarie erogate dall’E.R.S.U. per l’anno accademico 2016/2017, controllando la corrispondenza tra quanto dichiarato con autocertificazione riguardo la consistenza reddituale e quanto censito dalle banche dati in uso al Corpo.

Le attività ispettive hanno permesso di accertare che i soggetti attenzionati  versavano in una situazione economica per cui non erano previste le concessioni delle prestazioni sociali usufruite, rientrando in una posizione reddituale ben al di sopra dei limiti previsti.

A Villacidro, un cittadino residente che aveva indebitamente beneficiato di una borsa di studio di 1.900 € e’ stato segnalato, per il recupero delle somme percepite, all’Ente Universitario erogatore della provvidenza pubblica.

Analoga attività è stata svolta nei confronti di un soggetto residente a San Giovanni Suergiu cui i militari hanno accertato di aver beneficiato, senza averne diritto, di una borsa di studio di quasi 1.150 €..

Ad entrambi i soggetti controllati sono state inoltre irrogate sanzioni amministrative fino ad un massimo di 5.000 €.

Le predette operazioni si inquadrano in un più ampio quadro di intensificazione delle attività di polizia economica – finanziaria disposte dal Comando Provinciale di Cagliari a tutela degli interessi della collettività che è condizione indispensabile per il raggiungimento




scopertI quasi 200.000 € di canoni di locazione occultati al Fisco.

Nell’ambito dell’azione a tutela delle entrate a contrasto dell’evasione fiscale, le Fiamme Gialle di Sarroch hanno concluso un controllo fiscale nei confronti di una società edile del cagliaritano che ha concesso in locazione un suo ramo d’azienda ad altra società operante nel settore turistico.

l’input per l’attività di controllo scaturisce nell’ambito di una preliminare attività di ricerca ed analisi delle diverse realtà economiche del territorio che risultano aver concesso in locazione immobili o settori della propria attività, al fine di riscontrare se i compensi percepiti in ragione dei canoni di affitto richiesti, abbiano trovato successivamente corrispondenza nelle previste dichiarazioni.

All’atto del controllo, i Finanzieri hanno provveduto ad esaminare la documentazione rinvenuta e a confrontarla con le risultanze censite negli archivi informatici centralizzati.

La verifica ha permesso di appurare che i ricavi percepiti dalla cessione temporanea di ramo d’azienda, seppur certificati da idonea documentazione contabile, non venivano inseriti nella prevista dichiarazione dei redditi, la quale peraltro non era trasmessa ai competenti Uffici Finanziari.

L’azienda controllata, per gli anni 2016 e 2017 ha omesso quindi di dichiarare al Fisco ricavi per 199.583 €, configurandosi conseguentemente quale evasore totale.

Per le irregolarità riscontrate, l’impresa è stata inoltre segnalata all’Agenzia delle Entrate di Cagliari al fine di sottoporre a sequestro cautelativo i beni aziendali, a titolo di garanzia dei debiti verso l’Erario.

Il tema della verifica del corretto inserimento nella dichiarazione dei redditi dei canoni di locazione percepiti, siano essi derivanti dall’affitto di immobili per fini abitativi o commerciali o dalla cessione temporanea di rami di azienda, è un argomento che rappresenta un valore aggiunto dell’operatività del Comando Provinciale di Cagliari nella quotidiana attività di contrasto all’evasione fiscale.

Difatti, le specifiche peculiarità locali, analizzate sulla scorta di una dettagliata analisi di contesto che circoscrive le specifiche dinamiche economiche locali, spingono l’attività del Corpo a monitorare lo specifico settore con puntuale attenzione, attraverso il monitoraggio delle numerose realtà locative, ricognite sia attraverso la quotidiana attività di controllo economico della provincia che l’esame delle diverse inserzioni pubblicate soprattutto on line.

Tale ultimo risultato di servizio si pone, quindi, nel solco della proficua attività portata avanti durante l’intera scorsa annualità, la quale ha consentito il recupero di canoni di locazione non dichiarati al Fisco – e quindi guadagnati completamente in nero – per complessivi 2.058.800 €.