SORU INCONTRA ENTI FORMATIVI: SCUOLA E FORMAZIONE CONTINUA LE CHIAVI PER SCONFIGGERE POVERTÀ.

Cagliari, 8 febbraio 2024. «Per far uscire la Sardegna dalla povertà abbiamo bisogno di un maggiore livello di istruzione e di fornire maggiori competenze e una formazione continua a giovani, lavoratori e disoccupati. Le agenzie formative possono svolgere un grande lavoro in tal senso». L’ha detto il candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru, che stamattina ha incontrato a Cagliari i rappresentanti del Co.re.form, Coordinamento rete degli enti di formazione della Sardegna.

«In questi anni potreste averne sentito di tutti i colori – ha esordito Soru, che ha dialogato coi presenti e risposto alle loro domande -, è giusto fare chiarezza una volta per tutte. Nel 2004 siamo intervenuti per porre rimedio al proliferare ingiustificato dei corsi sull’obbligo formativo. Era nata con una iniziativa statale per la scolarizzazione di alunni svantaggiati e una spesa complessiva di due milioni di euro ed era arrivata a impegnare risorse regionali per un totale di 150 milioni, per giunta monopolizzata da alcuni enti capitanati da sindacati o organizzazioni religiose. Quindi la Regione era dovuta intervenire per bloccare questa spesa fuori controllo e permettere inoltre l’ingresso di nuovi soggetti privati tramite risorse a bando. Prima invece, col il criterio della spesa storica, non c’era concorrenza. I soldi andavano sempre agli stessi per corsi che non servivano a niente ed era una distorsione del sistema formativo che abbiamo interrotto.»

«Nei vostri interventi – ha detto poi il candidato – è stato detto più volte che la Regione è sempre in ritardo, che i bandi per i corsi formativi vengono fatti di anno in anno, con tutta la precarietà per il processo formativo e per i lavoratori. È un problema che ho riscontrato anche nei bandi per la cultura o il cinema, non si programma su un orizzonte di almeno tre anni ma si ripete ogni anno lo stesso bando. È necessario invece dare sicurezza a chi lavora e liberare gli uffici regionali dal dover continuare a scrivere sempre lo stesso bando.»

«Vedo il sistema della formazione come molto importante e complementare a quello scolastico.
Vogliamo – ha continuato Soru – una collaborazione tra questi due mondi, perché vanno considerati insieme con l’obiettivo di non perdere neppure un ragazzo. Il nostro programma mette al centro, come opere pubbliche più importanti, istruzione e formazione. Vogliamo una scuola aperta, che sia anche un luogo di socializzazione, dove alle conoscenze di base si possano affiancare quelle utili nel mondo di oggi come le competenze digitali o le lingue straniere e anche l’acquisizione di abilità pratiche come la falegnameria o la meccanica. In questa “scuola lunga” c’è lavoro per tanta gente, oltre agli insegnanti di ruolo e le agenzie formative avrebbero un ruolo.»

«Identica importanza  – ha aggiunto – il sistema formativo può ricoprire nella cosiddetta alternanza scuola-lavoro. In Sardegna non si sono tantissime aziende e si fa fatica ad avviare questi percorsi. Forse allora è più giusto collaborare con gli enti di formazione per le attività di orientamento, per l’acquisizione di competenze trasversali, spendibili poi nelle aziende, invece che per portare avanti percorsi formativi extrascolastici più fragili. La stessa cosa si piò fare negli ITS, dove non serve solo portare i ragazzi al diploma ma aiutarli ad avere un percorso anche dopo.»

Passando a parlare dei servizi per il lavoro, Soru ha ricordato come «quasi tutte le agenzie formative sono anche agenzie per il lavoro, cioè soggetti accreditati che affiancheranno i centri per l’impiego per favorire l’occupabilità e l’aggiornamento delle competenze. In questo momento però le agenzie hanno un ruolo subordinato rispetto ai centri dell’impiego. L’auspicio è che la Regione doti agenzie per il lavoro e formative di strumenti per affiancare più efficacemente i centri per l’impiego.»

«Per noi – ha concluso Renato Soru – l’opera pubblica da fare è eliminare la povertà. E ci riusciamo se c’è un livello di istruzione maggiore e migliori competenze. Ci sono tanti disoccupati, ma anche un gran numero di inoccupabili e c’è il rischio che nel futuro aumenteranno perché il lavoro sta cambiando profondamente grazie alle tecnologie. Vogliamo allora che, grazie alla scuola e grazie al sistema formativo che lo accompagna , sia possibile avere percorsi di formazione continua che favoriscano sempre l’occupabilità e non la competenza per un singolo lavoro che può diventare superato.»

AGENDA ELETTORALE 9 FEBBRAIO 2024
Ecco gli appuntamenti elettorali del candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru per domani, venerdì 9 febbraio 2024:
– ora 9.00, Confapi incontra i candidati presidente, sede Confapi, via Caprera 9, Cagliari;
– ore 11.00, Coldiretti incontra i candidati presidente, Centro congressi Fiera di Cagliari, Cagliari;
– ore 14.00, visita all’azienda Podda Vetri, Villacidro;
– ore 15.00, incontro coi lavoratori della società cooperativa agricola OP, localita S’Acqua Cotta, SS 196 – km 19, Villacidro;
– ore 16.30, incontro con i lavoratori della Fonderia Portovesme srl, loc. Piscina Linu, San Gavino;
– ore 18.00, incontro con candidati e cittadini “La Sardegna di oggi e del futuro”, Biblioteca comunale, via Umberto I n.6, Villanovaforru.




Istruzione, Soru a Siniscola: «Scuola dev’essere la più importante infrastruttura della Sardegna»

«L’istruzione è la massima forma di giustizia sociale e la più importante infrastruttura su cui la Sardegna deve investire per assicurarsi un futuro, anche grazie a un piano straordinario per la scuola». Con queste parole, Renato Soru ha chiuso ieri sera a Siniscola l’incontro dedicato a “Dispersione scolastica e politiche attive del lavoro”. Nella sala della Fondazione Farris Tedde, con l’organizzazione del Partito della Rifondazione comunista, il candidato presidente della Coalizione sarda ha partecipato a un dibattito che ha visto intervenire insegnanti, sindacalisti, esponenti politici locali e il segretario regionale del PRC Enrico Lai. Tutti hanno ribadito le condizioni disastrose del sistema dell’istruzione e formazione nell’isola e richiamato l’attenzione sulle azioni che la Regione può intraprendere per combattere la dispersione scolastica e mettere in moto iniziative di inclusione sociale e rafforzamento delle competenze utili per l’ingresso nel mondo del lavoro.

«Negli anni ‘60 e ‘70 – ha detto Soru – pensavamo che la petrolchimica e la grande industria avrebbero permesso alla Sardegna di uscire dal sottosviluppo. Oggi invece, anche con l’opportunità data dai 10 miliardi di euro di risorse europee da spendere entro il 2027, la nostra intelligenza deve diventare la nostra grande industria intangibile. Nasce nelle nostre case e nelle nostre famiglie come in tutto il resto d’Italia e del mondo, ma dobbiamo avere la pazienza di accudirla e alimentarla fin dai primi anni di vita dei nostri ragazzi per metterla a frutto e costruire un futuro migliore».

«La scuola è la prima infrastruttura che dobbiamo fare, più importante di qualsiasi opera pubblica», ha spiegato il candidato presidente, che poi ha passato in rassegna le proposte in merito della Coalizione sarda: «Ci vogliono – ha detto – una nuova legge regionale sulla scuola e un piano straordinario per l’istruzione, che prenda per mano i bambini della prima elementare, impedisca che non si perdano, fornisca le competenze necessarie nel mondo di oggi e li accompagni fino alla laurea».

L’istruzione, secondo Renato Soru, «è la massima forma di giustizia sociale, un patrimonio da garantire a tutti soprattutto a chi parte da condizioni più difficili: dobbiamo aiutare le famiglie, i genitori e fare in modo che anche i ragazzini usciti dalla scuola possano fiorire, anche andandoli a recuperare uno per uno. Perché contrastare la dispersione scolastica è la prima e fondamentale politica attiva per il lavoro: se non interveniamo sulla dispersione, stiamo creando nuovi problemi per il futuro».

«Dal 2000, con la riforma del titolo V– ha continuato Renato Soru -, la Sardegna ha la competenza concorrente con lo Stato in tema di scuola ma l’ha utilizzata poco o nulla. Abbiamo visto come lo Stato si sta ritirando da tutto e pensa con cinismo solo a tagli, come per il nuovo piano di dimensionamento scolastico di cui si discute in questi mesi. Ecco – ha aggiunto –, va discussa una norma di attuazione che chiarisca questa competenza concorrente regionale nella scuola: in modo che anche su cose come il dimensionamento scolastico possiamo dire la nostra e nel caso intervenire, anche con risorse. Perché non ha senso che un dirigente gestisca 12 plessi scolastici: così la scuola è solo un meccanismo che non è attento ai bisogni dei bambini».

Poi, «vogliamo una scuola che sia sempre aperta: a tempo pieno e aperta fino a tardi per sottrarre i ragazzi dai bar in tutti dai bar ed essere, soprattutto nei paesi, un luogo aperto, un presidio culturale e sociale per i giovani e anche per i meno giovani, dove si possano fare laboratori e seguire attività. E sono d’accordo con quanto è stato detto stasera: le scuole devono essere belle, perché la bellezza educa e così i ragazzi potranno imparare a vivere diversamente la scuola e ci torneranno volentieri».

Infine, ha concluso il candidato presidente, «è fondamentale che la lingua, la cultura e l’arte sarda vengano insegnate nelle scuole: i ragazzi devono conoscere i luoghi dove crescono e devono avere quel pezzo di cultura che a noi, nei nostri percorsi scolastici, è mancata».




A Pozzomaggiore con “L’esperto a scuola”: un ebook in lingua sarda per Sa Die de sa Sardigna

POZZOMAGGIORE. Un ebook in lingua sarda per illustrare in modo agevole ai ragazzi cosa sia “Sa Die de sa Sardigna” e quale significato possa avere ancora oggi per le giovani generazioni. È questo il primo risultato di un laboratorio linguistico e storico coordinato dall’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari, dal titolo “L’esperto a scuola”, che ha coinvolto quattordici studenti della II A della scuola secondaria di primo grado del plesso di Pozzomaggiore (Istituto comprensivo Pinna Parpaglia), in cui convergono anche studenti e studentesse di Mara, Padria e Cossoine.

Il progetto, accolto con entusiasmo dal dirigente Francesco Livesu, che ha mostrato particolare interesse all’introduzione del sardo nel PTOF, è stato realizzato all’interno delle attività di Sportello linguistico con la preziosa collaborazione di Lucia Sechi, operatrice culturale dell’Is.Be, al fianco della docente curricolare di Lettere Carla Minzoni.

Insieme hanno guidato i ragazzi nell’analisi del periodo storico di riferimento e parallelamente hanno spinto i giovani studiosi ad approfondire le basi linguistiche del sardo, coordinando tutta una serie di attività finalizzate alla conoscenza delle norme ortografiche corrette e dei fondamentali elementi di grammatica. Il volume è fruibile in formato elettronico sul sito della scuola, ed è stato illustrato, realizzato e animato interamente dagli studenti, i quali hanno partecipato con entusiasmo e impegno.

«Abbiamo pensato al laboratorio nella scuola perché crediamo che i bambini siano un importante veicolo della nostra lingua, poiché curiosi e disposti all’apprendimento e allo stesso tempo entusiasti di poter approfondire anche in famiglia quanto hanno appreso – ha affermato Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Bellieni -. Siamo molto soddisfatti per quanto portato avanti in questi anni da Lucia Sechi che in questo territorio è diventata un riferimento dal punto di vista culturale per le amministrazioni e la scuola, vista la bontà delle iniziative proposte, la qualità dei risultati ottenuti e l’attualità dei materiali prodotti».

Ora, attraverso le ore di attività messe a disposizione dello Sportello linguistico sovracomunale di Pozzomaggiore (progetto Limba bia anno 2022), i ragazzi proseguiranno il percorso che porterà alla presentazione di una rappresentazione teatrale nella prima settimana di giugno. La narrazione sarà imbastita del padriese Mario Ulargiu, da anni molto attivo nella stesura di copioni teatrali.

Anche questo secondo step sarà finalizzato all’approfondimento dei moti antifeudali e, oltre a infondere consapevolezza storica nei partecipanti in un territorio che fu particolarmente interessato dalla rivoluzione sarda di fine Settecento, sta permettendo loro di rafforzare le capacità espressive e linguistiche del sardo.




Domani al Quarter primo appuntamento della scuola progetto città aperto a tutti

Prima lezione-laboratorio per la scuola “Progetto Città” domani, giovedì 9 febbraio, alle 18, nella sala conferenze del Quarter.  Si parte proprio dalla lettura della città per avere un quadro sintetico e completo del contesto in cui si opera. Ci saranno il Sindaco Mario Conoci e l’ex Sindaco Mario Bruno, ma saranno Beatrice Podda, Caterina Flumene e Francesca Deiala a confrontarsi con gli iscritti alla scuola e con i partecipanti, coordinati dalla giornalista Erika Pirina. La lezione-laboratorio di domani è aperta a tutti e ci si potrà iscrivere anche durante i lavori. Si avvia così un anno di laboratori, stage, visite guidate nelle principali imprese del territorio e nelle istituzioni, nelle realtà di volontariato e della cultura, con elaborazione d’idee e progetti e con l’accompagnamento personalizzato da parte di esperti e testimonial. Cominciano ad arrivare numerose adesioni. Per iscriversi basta compilare un modulo online scaricabile dal sito www.maestrale.org oppure ci si può recare alla libreria Cyrano di Via Vittorio Emanuele e compilare l’adesione cartacea. C’è tempo fino a domani sera. La quota è simbolica: 20 euro annue, 10 euro per gli studenti. Una quota aggiuntiva potrebbe essere chiesta per il viaggio didattico a Bruxelles al Parlamento Europeo. La scuola è organizzata dall’associazione Maestrale. Partner principale, come sempre, la Fondazione di Sardegna. Hanno assicurato la partnership anche Comune di Alghero,  Provincia di Sassari, Fondazione Alghero, Focus Europe, Banco di Sardegna, ANCE, Nobento, Teen Hub, Oleificio San Giuliano, Azienda Agrituristica Sa Mandra. Partner tecnici Theorema di Roma, con l’apporto qualificato di Aspal. Visite guidate previste anche nelle aziende Sella&Mosca, Cantina Santa Maria La Palma, Antonio Marras, nelle sedi del Comune, della Fondazione Alghero, della Camera di Commercio di Sassari, del Parco di Porto Conte, nelle realtà di volontariato Caritas e Laboratorio delle Strategie.




Concluso il progetto Scuola Attiva

Martedì negli uffici del Settore Politiche, servizi e coesione sociale si è tenuto l’incontro finale del progetto Scuola Attiva, partito nel territorio sassarese lo scorso anno scolastico e che, rivolto a tre target differenti, si è sviluppato in quattro azioni: formazione, educazione, attivazione e creazione di un team.
Il percorso, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, ideato e sviluppato dalla Onlus ReTe per il Sociale in collaborazione con il Settore Servizi sociali è volto a sostenere bambini e ragazzi con problemi cognitivi ed emotivi proponendo attività sociali di inclusione e di integrazione. il Settore Servizi sociali ha curato e facilitato le relazioni e gli scambi tra la Onlus e le scuole coinvolte e ha incoraggiato la creazione di un team all’interno di ogni scuola per il monitoraggio delle situazioni degne di segnalazione e approfondimento. Alla formazione online hanno partecipato inoltre alcuni operatori dei Servizi sociali ed educatrici del Servizio di Assistenza Scolastica Specialistica nell’Ambito Plus di Sassari.
La parte della formazione era rivolta a insegnanti ed educatori per gestire i problemi di comportamento, emotivi, depressione, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ritardi e disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Per un totale di 54 ore di formazione erogate da marzo a dicembre 2022. Alla formazione hanno partecipato circa 175 (da 7 istituti comprensivi di Sassari, Porto Torres e Sorso).
La fase chiamata dell’Attivazione ha coinvolto un centinaio di studenti attraverso incontri in classe, per osservare le situazioni più critiche fornendo contestualmente agli insegnanti strategie per fronteggiarle. A questo si aggiunge il corso per la gestione degli effetti della pandemia nelle classi medie. Le attività in classe si sono svolte a novembre.
Con i genitori ci sono stati incontri educativi online per focalizzare la loro attenzione sui comportamenti positivi dei bambini, in modo da incentivarne la frequenza e limitare il verificarsi di comportamenti indesiderati. Gli incontri online si sono svolti dopo le visite nelle scuole a novembre e dicembre e hanno coinvolto circa 200 genitori.
Inoltre è stato creato un team interno a ogni scuola per individuare e affrontare le difficoltà di apprendimento, comportamentali ed emotive degli studenti. Questa attività ha chiuso il progetto a novembre in seguito alla visita nelle scuole del team dei professionisti di ReTe. Grazie al contributo della Fondazione Sardegna si è potuto donare a 4 Istituti Scolastici strumenti compensativi come tablet e software specifici.




Fondazione Sardegna, Comunicato stampa – Bando Scuola 2022




Dieci progetti d’impresa per la scuola dell’associazione Maestrale

Grande successo per la scuola dell’Associazione Maestrale, dedicata alla sostenibilità e alla creazione d’impresa, giunta alle sue battute conclusive. Si terrà mercoledì 14 dicembre dalle 15 alle 19, nella Sala Sari del Liceo Classico, in via Carlo Alberto, l’evento finale dal titolo: “la forza delle idee”. La presentazione dei progetti d’impresa da parte dei partecipanti alla scuola, dopo un percorso di lezioni frontali, laboratori, stage, visite guidate e accompagnamento finale con tutor ed esperti, è molto attesa. Sono dieci i progetti che verranno illustrati dai proponenti: Caterina Flumene, Francesca Deiala, Beatrice Podda, Vanna Murgia, Patrizia Pinna, Annamaria Dettori, Giuseppe Esposito, Sara Ledda, Maria Giada Cabbua, Elena Muresu, Daniela Messina, Lorenzo Rubiu e Alessandro Auzzas. Spaziano dal sociale al turismo, dal mondo dell’educazione all’economia circolare, dalla rigenerazione urbana all’arte, dalla pianificazione all’ospitalità diffusa. Progetti sostenibili, innovativi e in linea con le domande del contesto territoriale. 80 iscritti ad una scuola che ha visto una costante partecipazione, quattordici lezioni frontali, quattro laboratori, sei visite guidate e stage a Bruxelles nel Parlamento Europeo. I partner dell’Associazione Maestrale sono tutti di prim’ordine, a partire dalla Fondazione di Sardegna che ha finanziato l’iniziativa, Comune di Alghero, Provincia di Sassari, Fondazione Alghero, Focus Europe, Banco di Sardegna, ANCE, Nobento e Oleificio San Giuliano. Queste due ultime aziende hanno contribuito anche con visite-stage e lezioni, insieme alle imprese Sella&Mosca e all’Azienda Agrituristica Sa Mandra. Molto importanti e graditi anche gli apporti dei partner tecnici come Theorema di Roma e di Aspal, l’agenzia sarda per le politiche attive del lavoro. I momenti di elaborazione e il contatto con i comparti produttivi sono stati la scelta vincente. Il viaggio formativo a Bruxelles ha creato il gruppo coeso e lo spirito di squadra. Dopo la “maratona” conclusiva di mercoledì, i progetti verranno presentati alle scuole superiori in un incontro da fissare entro gennaio, per dare così anche avvio ad una nuova scuola per il 2023, dal titolo “Progetto Città 4.0” dedicata non solo all’impresa, ma estesa ai progetti per il sociale, la cultura, il volontariato e la cittadinanza attiva, in cui saranno rafforzati i laboratori e le visite nelle aziende, nelle istituzioni, nelle realtà associative più importanti. Visita alle istituzioni europee compresa.




“A scuola per mare con il CEAS Porto Conte”, al vie l’evento nazionale

Ritorna l’appuntamento nazionale con il Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Il Parco di Porto Conte protagonista della manifestazione con una serie di iniziative: “A scuola per mare con il CEAS Porto Conte” è la prima di queste

Per il sesto anno consecutivo si rinnova l’appuntamento nazionale con il Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Un ricco calendario di attività di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità, per favorire l’azione verso i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030. Anche la Sardegna supporta questa iniziativa con il Festival Sardegna2030, valorizzando in un unico calendario le molteplici iniziative in programma. Il Parco di Porto Conte prenderà parte al Festival con una serie di proposte: “A scuola per mare con il CEAS Porto Conte” è la prima di queste, in programma dal 4 al 6 Ottobre 2022. L’evento si inserisce nel più ampio progetto “A Scuola per Mare“, promosso dall’Associazione I Tetragonauti e cofinanziato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il Contrasto alla Povertà Educativa Minorile.
Un progetto che coinvolge un gruppo di giovani dai 14 ai 18 anni in situazione di fragilità, partiti a fine agosto da San Vincenzo su una bellissima barca a vela di 22 metri per una traversata autunnale che solcherà i mari del Tirreno fino a metà novembre: una comunità di naviganti che trascorrerà circa 80 giorni in mare fermandosi nei porti, dove ad attenderli ci sono Associazioni e Enti del territorio che offrono esperienze formative e professionalizzanti. Il 4 ottobre approderanno nel territorio protetto del Parco di Porto Conte e dell’AMP Capo Caccia – Isola Piana per vivere – accompagnati dagli educatori del CEAS PortoConte – esperienze dirette di scoperta della ricchezza, delle potenzialità e della fragilità delle aree protette, acquisire conoscenze e competenze necessarie per promuovere stili di vita sostenibili e la valorizzazione della diversità ambientale e culturali




Alghero, scuola media 3: Etwinnig per il futuro

Il futuro si insegna anche a scuola, si insegna con l’esempio e la condivisione e il nostro istituto, il Comprensivo n. 3 di Alghero, Scuola Secondaria di I grado, attraverso un altro dei progetti etwinning, che si unisce a quelli già attivati nei precedenti anni scolastici, si fa garante della crescita consapevole per le generazioni future. Crea in loro speranza, li proietta verso nuove realtà, contribuendo alla formazione in un’ottica di comunicazione, collaborazione e sviluppo tutto in chiave europea, esattamente come nello spirito delle scuole Etwinning come la nostra. Essere una Scuola eTwinning offre, indubbiamente, grandi vantaggi: pratica digitale, pratica di eSafety, approcci innovativi e creativi alla pedagogia, promozione dello sviluppo professionale continuo dello staff, impulso delle pratiche di apprendimento collaborativo con staff e studenti.

ETwinning è infatti un progetto della Commissione europea, il cui obiettivo è incoraggiare le scuole UE a creare progetti didattici a distanza. Attraverso questa piattaforma noi insegnanti possiamo organizzare attività su diversi argomenti e competenze chiave, collaborando con più colleghi e i loro studenti. Una piattaforma sicura, visibile solo ai docenti partecipanti ad un progetto, presentata in ventitré lingue europee, ma che ha nella lingua inglese il suo strumento di comunicazione fra le parti. Servendosi di strumenti quali e-mail, videoconferenze, blog, wiki e chat, eTwinning contribuisce a formare e consolidare le competenze digitali in quanto il lavoro in piattaforma comporta l’uso costante delle nuove tecnologie.

“Check- in to the future”, “My smart city” e “Second Spring of Recycling” sono tessere di un grande progetto che potremmo definire a raggiera e che vede il suo epilogo in “Fair new future”. Muovendo infatti da una dimensione locale, questo lavoro introduce i nostri ragazzi e le nostre ragazze in un lavoro di cooperazione, supportato da una partnership attiva ed efficace in un percorso motivante e creativo, fortemente legato alle nuove modalità di insegnamento/apprendimento.

A piccoli passi si percorrono grandi distanze, si può giungere a cogliere una visione cosmopolita, tasselli unici di un macrocosmo costituito da sensibilità differenti, desideri e aspettative diversi perché proprio e solo nella e dalla diversità nasce il confronto e ci si costruisce quali cittadini responsabili, rispondendo, al contempo, anche ai dettami dell’agenda 2030.

“Check- in to the future”, ad esempio è stato pensato per orientare in modo consapevole i nostri ragazzi alla professione di domani attraverso un percorso di analisi dei futuri sbocchi occupazionali che, ponendo al centro dell’indagine le loro capacità, i loro interessi, le loro attitudini e predisposizioni, tenga conto delle possibilità reali e spendibili nel mercato del lavoro anche in tema di tutela dell’ambiente.

Ecco, quindi, che i progetti “My smart city” e “Second Spring of Recycling” si integrano con il lavoro precedente, dedicandosi al tema della sostenibilità ambientale, del rispetto del patrimonio locale sia esso naturalistico che urbanistico, analizzando e valutando gli aspetti positivi e negativi della città di residenza sino ad ipotizzarne azioni di miglioramento.

“Fair new future” rappresenta dunque il momento di consolidamento e sintesi delle diverse attività prodotte, perché un futuro sostenibile in un mondo che soddisfa le esigenze delle nuove generazioni, può essere raggiunto solo se si assicura la tutela dei diritti di ognuno.

Questi tempi non sembrano aver risparmiato niente ai nostri ragazzi: dopo la pandemia da Covid-19 non ancora debellata, la guerra con le sue barbarie, la sete arrogante di potere e la mancanza di interlocuzione sono entrate, prepotentemente, nelle loro vite. Il progetto che, al tempo della sua pianificazione, non lasciava presagire, almeno per l’Europa niente di tutto questo, oggi viene percepito e recepito con altra sensibilità e giudizio; permette infatti di interiorizzare tematiche importanti, apprendere, valutare, crescere. L’esempio si impara con l’esempio ed è in questa logica che si è lavorato allo studio delle parole e delle azioni di personaggi quali M.L. King, N. Mandela, Madre Teresa, E. Roosevelt, R. Parks, Ghandi, M. Makeba, Malala. Su queste figure i nostri ragazzi si sono confrontati, durante incontri online e consegna di lavori, con i loro coetanei non solo italiani ma anche bulgari, greci e portoghesi per catturarne l’essenza, l’importanza del dialogo che non soccombe alla forza, ribadire il ruolo del diritto sulla rozzezza e miseria della mente e del cuore, la forza dell’essere umano di credere in un futuro migliore, di lavorare per un futuro nuovo. Appunto Fair new future.




Sassari, “CasaCostruendo” nella scuola di San Donato: protagonista l’energia di un fantastico gruppo multietnico

SASSARI. Dopo la bella esperienza portata avanti lo scorso anno con un gruppo di alunne e alunni dell’Istituto comprensivo di Li Punti, il progetto “CasaCostruendo” promosso dall’associazione Pro@positiva APS è arrivato nelle scuole di San Donato, dove fino al 22 maggio coinvolgerà un vivace gruppo multietnico in un innovativo progetto extrascolastico.

«Grazie all’entusiasmo e alla disponibilità della dirigente Patrizia Mercuri – ha affermato Roberto Manca, ideatore e coordinatore dell’iniziativa – fino al 22 maggio ogni domenica ragazze e ragazzi si incontreranno nella palestra del plesso della Primaria, dove per circa otto ore si accosteranno al canto, a mindfulness, educazione civica, teatro, danza, arte/immagine e lingua dei segni».

I loro nomi sono Francesco, Amy, Federico, Astou, Oumy, Rebecca, Thomas e Matteo. Sono ragazze e ragazzi della Secondaria di Primo grado dotati di un forte senso ritmico nel corpo e nell’anima, con tanta energia e una grande voglia di vivere emozioni nuove.

«Il valore intrinseco delle attività proposte sta tutto nel processo di co-costruzione del progetto di vita di ragazze e ragazzi attraverso una guida professionale all’orientamento, alla conoscenza del sé e alla valorizzazione dei propri talenti – ha affermato la dirigente Patrizia Mercuri –. Sono temi cari alla nostra scuola che con fatica tenta, con l’aiuto delle associazioni esterne, di sfruttare le grandi potenzialità di un quartiere esposto immeritatamente ad un alto grado di ghettizzazione».

Il progetto è realizzato grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, e gode della partecipazione delle insegnanti Rita Casiddu (Canto), Pina Ballore (Mindfulness), Letizia Tedde (Educazione Civica), Paola Dessì (Teatro), Lory Warner (Danza), Barbara Sanna (Arte/Immagine) e Simonetta Fara (Lingua dei Segni), oltre alla presenza costante e di coordinamento di Roberta Marongiu. Dal 29 maggio il progetto proseguirà il suo percorso andando a vivere una nuova esperienza con un gruppo dell’Istituto comprensivo di Sennori.