Il consigliere che accusa Meloni di genocidio: ma in Aula manca una seduta su quattro

Valdo Di Nolfo, eletto nel marzo 2024 con la lista Uniti per Alessandra Todde, è entrato nel dibattito nazionale con una dichiarazione che ha fatto scalpore:

«La premier Giorgia Meloni è moralmente e politicamente responsabile del genocidio del popolo palestinese».

L’accusa, pronunciata in Aula, ha generato immediate reazioni:

Fratelli d’Italia lo ha accusato di “retorica da piazza violenta”.

La maggioranza ha difeso la libertà di parola, ma senza sposare i toni.

La stampa nazionale ha amplificato la vicenda, trasformandola in una polemica oltre i confini regionali.

Questa uscita è emblematica dello stile politico di Di Nolfo: diretto, ideologico, conflittuale, con un linguaggio che punta a polarizzare l’opinione pubblica.

🏛️ 2. Attività legislativa e portafoglio proposte

Il dossier degli atti consiliari mostra un consigliere attivo. Le iniziative principali si concentrano su tre assi:

2.1 Welfare e diritti civili

PL 125 – Assistenza sanitaria ai senzatetto (primo firmatario, agosto 2025, in esame).

Legge regionale sul fine vita “Liberi Subito” – approvata a settembre 2025. Di Nolfo è stato fra i principali sostenitori, con interventi pubblici molto netti a favore.

2.2 Modernizzazione e sicurezza

PL 117 – Innovazione digitale e diritti di cittadinanza (luglio 2025, in esame).

PL Nazionale n. 4 – Personale Protezione Civile e antincendio (luglio 2025, in esame).

*Proposta sul soccorso alpino e speleologico – cofirmatario.

2.3 Lavoro e istruzione

Legge Regionale 25/2024 – Diritto allo studio (ottobre 2024, approvata).

Legge Regionale 17/2024 – Modifiche in materia di lavoro (novembre 2024, approvata).

📌 Nota: gran parte delle proposte è condivisa con Sebastiano Cocco e Giuseppe Frau: un “triangolo legislativo” che ha prodotto diversi risultati concreti.

L’analisi dei dati di partecipazione (aprile–dicembre 2024) evidenzia una performance sotto la media.

👉 In sintesi: Di Nolfo è presente in Aula in 8 sedute su 10 e partecipa a circa 3 votazioni su 4, ma accumula un numero di assenze superiore alla media.

👤 4. Il profilo personale: curriculum e redditi
4.1 Curriculum non lineare

Il CV depositato non racconta un percorso lavorativo stabile. L’esperienza principale di Di Nolfo è nella politica locale (consigliere comunale ad Alghero dal 2020 al 2024) e nell’attivismo, più che in incarichi professionali consolidati.

4.2 Redditi modesti

La sua dichiarazione dei redditi 2024 (Bollettino Ufficiale Regione Sardegna, 24 ottobre 2024) evidenzia un reddito tra i più bassi del Consiglio regionale.

Redditi a confronto

Valdo Di Nolfo: reddito annuo modesto (fascia bassa del Consiglio).

Media consiglieri sardi: 70.000 – 90.000 € annui.

Gap: significativo, con uno scarto che rafforza l’immagine di un consigliere più legato alla militanza politica che a un percorso professionale autonomo.

⚖️ 5. Critiche e percezione pubblica
5.1 Il nodo Alghero

L’opposizione, in particolare Fratelli d’Italia, parla di “problema Alghero”:

accuse di disinteresse per le istanze locali,

riferimento alla perdita del Rally d’Italia,

critiche alla gestione della questione eolico offshore.

Il consigliere rivendica invece:

fondi sbloccati per impianti sportivi ad Alghero,

interventi su sanità e lavoro con ricadute sul territorio,

un impegno più “alto” e di principio, che non si esaurisce nel localismo.

🧭 6. Profilo ideologico e strategia comunicativa

L’analisi complessiva rivela una doppia strategia:

Pragmatismo su temi sanitari e sociali (Registro Tumori, diritto allo studio).

Retorica conflittuale su questioni internazionali (Palestina, uso del taser, Nato), con linguaggio diretto e polarizzante.

Non è un caso che il suo nome compaia spesso nei titoli di cronaca più per le polemiche che per i risultati legislativi.

📌 7. Conclusione

Il primo anno di mandato di Valdo Di Nolfo restituisce un consigliere:

attivo sul piano legislativo,

divisivo per stile comunicativo,

sotto la media nelle performance d’Aula,

con un profilo personale fragile (redditi bassi e curriculum non lineare).

La sua sfida politica sarà conciliare la visibilità mediatica con la credibilità istituzionale, dimostrando che le accuse roboanti in Aula possano tradursi in risultati concreti per la Sardegna e per la sua città, Alghero.




Comune di Tempio: Resoconto della seduta del Consiglio comunale del 1° ottobre 2021

Si è tenuto nella mattinata di venerdì 1° ottobre 2021, con inizio alle ore 9,00, il Consiglio comunale di Tempio Pausania in seduta ordinaria. Sette i punti dell’OdG trattati e discussi, tra cui l’approvazione del DUP 2022-2024 e del Bilancio per l’esercizio 2020, la nomina della nuova Commissione Carnevale e un aggiornamento sulla situazione della Sanità in Gallura.
In apertura di seduta ha chiesto la parola la consigliera Alessandra Amic la quale ha lamentato il mancato inserimento nell’OdG delle interrogazioni e interpellanze. Il Sindaco ha ricordato alla Consigliera che i regolamenti vigenti prevedono che quando il Consiglio è convocato, come in questo caso, in seduta ordinaria per discutere di materie di bilancio, non sono previste interrogazioni e interpellanze, cosa peraltro già chiarita in sede di conferenza dei capigruppo e dunque a conoscenza della Consigliera che, non soddisfatta della risposta, ha abbandonato l’aula consiliare.
I lavori del Consiglio hanno avuto inizio con l’intervento dell’Assessore al Bilancio Paolo Cossu che ha esposto il 1° e il 2° punto all’OdG, relativi al DUP – documento unico di programmazione 2022-2024 e all’approvazione del Bilancio consolidato relativo all’esercizio 2020. La consigliera Marina Tamponi è intervenuta lamentando la mancata possibilità di consultazione degli atti dalla bacheca telematica degli amministratori, ma il Sindaco ha ricordato che gli atti relativi ai primi 2 punti dell’OdG sono stati inviati via PEC a tutti i consiglieri sin dalla fine del mese di agosto, dunque gli stessi avrebbero avuto, volendo, tutto il tempo necessario per esaminare la documentazione e fornire il loro eventuale contributo al Consiglio. I due suddetti punti sono stati approvati con i voti favorevoli della maggioranza (12) e contrari delle minoranze (3).
Ha poi preso la parola l’Assessore al Turismo e Spettacolo Elizabeth Vargiu per esporre il 3° punto all’OdG: regolamento per l’organizzazione del Carnevale tempiese e nomina della Commissione valutatrice dei progetti allegorici. L’Assessore ha informato i convenuti che, qualora le condizioni sanitarie lo permetteranno, l’Amministrazione intende realizzare l’edizione 2022 del Carnevale tempiese e che, per tale ragione, si vuole predisporre quanto necessario per la buona riuscita della manifestazione. Ha ricordato che con D.C.C. del 28/07/2021 è stato approvato il nuovo regolamento per l’organizzazione del Carnevale tempiese e che l’art. 2, lett. D. n. 34 prevede la nomina di una nuova Commissione valutatrice dei progetti allegorici. Si è passati quindi alla votazione dei componenti consiliari della Commissione. Sono stati eletti Sergio Pala, Franco Marotto e Marco Careddu, per la maggioranza; Nicola Comerci e Alessandra Amic per le minoranze.
A conclusione della votazione l’Assessore all’Urbanistica Anna Paola Aisoni ha esposto i punti 4 e 6 dell’OdG, relativi all’approvazione definitiva della variante al piano di lottizzazione in via della Fonte, zona C1 (residenziale) a. San Pasquale e degli art.li 51-52-57-71-72 delle vigenti NTA del PPCS di Tempio (approvata con delib. C.C. n. 67/2000) e agli art.li 44-45-49-62-63 della Variante alle NTA del PPCS di Tempio (adottata con delib. C.C. n. 42/2019). Non essendo pervenute osservazioni alla prima approvazione, si è proceduto alla approvazione definitiva con 11 voti favorevoli e 3 contrari.
L’’Assessore ai Lavori pubblici Francesco Quargnenti ha, quindi, esposto il 5° punto all’OdG: la presa d’atto delle modifiche al Programma triennale delle opere pubbliche 2021-2023 e definitiva approvazione del suddetto Programma, dell’elenco annuale 2021 e del piano biennale servizi e forniture 2021-2023. L’Assessore ha informato che si rende necessario integrare il Piano triennale delle Opere pubbliche 2012 – 2023 e quello annuale 2021 a seguito di sopraggiunti finanziamenti regionali e ministeriali. Fondi ministeriali hanno consentito di finanziare interventi nelle scuole materne di via Belluno e Spinsateddu; grazie a un bando ministeriale aperto ai capoluoghi di provincia per finanziamenti fino a € 20.000.000,00 sono stati programmati interventi diversi, all’interno di un unico progetto di rigenerazione ex omni: l’ex proprietà Cannas, l’asilo e il campo Spinsateddu, l’area Fonti Rinaggiu, l’ex Gauss, il CAS – Centro di Aggregazione Sociale e un ulteriore bando ministeriale – già approvato in via provvisoria con la concessione di un finanziamento per € 350.000,00 – ha permesso l’inserimento nel Piano triennale dell’intervento di adeguamento ed efficientamento energetico della palestra del Vecchio caseggiato. Il punto 5 è stato approvato in via definitiva con 13 voti favorevoli e 3 astenuti.
Infine, il sindaco Addis ha introdotto il 7° e ultimo punto all’OdG – situazione Sanità: ospedale e medicina del territorio – relazionando il Consiglio sulla situazione generale della Sanità sarda sia a livello di presidi ospedalieri che di medicina del territorio. Il Sindaco ha evidenziato lo stato di crisi generalizzata, aggravata dalla crisi pandemica ancora in corso, rilevando come solo le realtà metropolitane, cioè il Distretto di Cagliari e in parte quello di Sassari, possano dirsi esenti dalle gravissime criticità che affliggono gli altri territori della Sardegna. Nel suo intervento il primo cittadino tempiese non ha risparmiato critiche alla gestione della Sanità da parte dell’Assessorato regionale competente e dell’ATS, insensibili alle istanze del territorio, dei Sindaci del Distretto sanitario e dei cittadini, singolarmente o in associazioni spontanee, che hanno a cuore le sorti della sanità gallurese e ha ricordato che le continue richieste, proteste e segnalazione inviate agli organi competenti sinora sono state pressoché inascoltate, così come disattesi sono stati finora gli impegni assunti dall’Assessore Nieddu e dal Commissario ATS di fronte al Prefetto di Sassari il 24 giugno u.s. in occasione dell’assemblea dei Sindaci della Provincia convocata dallo stesso Prefetto.
Il Sindaco, inoltre, ha informato il Consiglio che per il 18 ottobre p.v. è stata convocata dall’ANCI e dal CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) un’assemblea dei sindaci della Sardegna con unico punto all’OdG: il sistema sanitario regionale, al quale anch’egli parteciperà. Ha comunica, altresì, che qualche segnale positivo è giunto in questi ultime settimane, infatti: dal 1° settembre ha preso servizio il nuovo Direttore di Anestesia che ha già calendarizzato per il “Paolo Dettori” di Tempio 2 sedute operatorie settimanali; a giorni riprenderanno le donazioni di sangue nel centro trasfusionale gestite dall’AVIS e verranno assegnate, a breve, 120 ore di specialistica ambulatoriale.
Il Sindaco ha, infine, assicurato che l’allerta è sempre alta e che la situazione è monitorata continuamente con la collaborazione dell’Assessore Biancareddu impegnato in prima persona, in rappresentanza del territorio gallurese, a trovare possibili soluzioni alla crisi in cui versa il nosocomio tempiese e la medicina del territorio.
Numerosi i commenti a conclusione dell’intervento del Sindaco, in merito: all’inconsistenza della politica regionale in materia di sanità (Nicola Comerci); all’inadeguatezza del Mater Olbia nel contenere le deficienze della sanità pubblica e al presunto scollamento tra i cittadini e l’amministrazione comunale in materia di sanità (Nicola Tondini).
Infine, il capogruppo di minoranza Nicola Comerci ha suggerito la costituzione di una Commissione consiliare che si occupi in maniera permanente della vertenza sanitaria. Il Sindaco si è dichiarato possibilista e disponibile a valutare questa opportunità assieme ai gruppi consiliari e agli uffici.
In conclusione dei lavori, il capogruppo di maggioranza, nonché consigliere delegato alla sanità, Franco Marotto ha ricordato come la crisi sanitaria sarda abbia origini lontane, imputabili più che all’attuale amministrazione regionale alla centralizzazione dell’ATS voluta dalla precedente Giunta Pigliaru e al fatto che i vincitori di concorso potendo scegliere le sedi di Cagliari e Sassari, trascurano o rifiutano sedi periferiche come quella gallurese.




Giorno del Ricordo, il Comune lo celebra con la seduta solenne del Consiglio

Dal 2004, con la legge 92, è stato istituito il Giorno del Ricordo per conservare la memoria della tragedia delle vittime delle foibe. Anche quest’anno a Sassari il Consiglio comunale riunito in seduta solenne e trasmesso via streaming ha celebrato la ricorrenza, con numerosi ospiti di ogni età. Ancora una volta, l’Amministrazione comunale ha voluto che ci fosse un incontro tra generazioni, un passaggio di consegne della memoria storica di ciò che è stato, perché non si ripeta. All’iniziativa ha partecipato il liceo scientifico Spano, con interventi degli studenti e video, Marisa Brugna ed Egea Haffner, che hanno portato le loro testimonianze di esuli istriane. Ma non solo. Durante l’Assemblea civica si sono collegati anche Margherita Sulas, del comitato 10 febbraio, che ha permesso di capire i fatti accaduti tra il 1943 e il 1945, e successivamente, nel nord-est dell’Italia.

Una mattinata di riflessione, di ricordo, con la grande opportunità di poter ascoltare dalla voce di chi certi fatti li ha vissuti cosa è stato l’esodo dalle terre istriane, fiumane e dalmate nel secondo dopoguerra e la più complessa vicenda del confine orientale. Un’opportunità, per le giovani generazioni, e un’occasione per sensibilizzare gli studenti e le studentesse su questo dramma nazionale. «I racconti che ascolteremo anche oggi non sono un semplice esercizio determinato da una ricorrenza, ma sono e vogliono essere una lettura della vita che riconduce ai drammi e alle tragedie di migliaia di italiani» ha detto in apertura dei lavori il presidente del Consiglio Maurilio Murru. Dopo i saluti istituzionali del presidente Maurilio Murru, del sindaco Nanni Campus, che ha sottolineato come «oggi siamo qui a ricordare, perché se il ricordo è un diritto per quei martiri e per quegli esuli e per le loro sofferenze, il RICORDO è un dovere per noi tutti, perché sarà proprio il ricordo il cemento con cui sostenere e fortificare le basi della nostra civiltà.» e del prefetto Maria Luisa d’Alessandro che ha ringraziato il Comune perché così spesso crea «momenti di riflessione. Perché la riflessione storica sia sempre riflessione sul presente», sono intervenuti Marisa Brugna (esule istriana residente a Fertilia), Margherita Sulas, gli studenti e studentesse del liceo scientifico G. Spano che hanno anche trasmesso un video introduttivo sull’esodo. A seguire Marino Micich in qualità di direttore del museo-archivio storico di Fiume, la vicepresidente nazionale dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Donatella Shulzer, Egea Haffner che ha raccontato la sua esperienza di esule istriana, il direttore Ecomuseo Egea – una luce sulla memoria Fertilia Mauro Manca, e infine la video-testimonianza di Graziano Udovisi e gli interventi di Ottavio Sicconi (alunno di Norma Cossetto) e di Diana Cossetto (cugina di Norma Cossetto).




convocazione consiglio comunale – chiarimenti su seduta del 15 luglio

In relazione alla precedente seduta di  insediamento del 15 luglio scorso, il cui svolgimento è stato definito “sui generis” dai alcuni consiglieri comunali, va ribadita l’assoluta legittimità della stessa. Già in fase di discussione è stato confermato da parte del Segretario Dott. Pietro Nurra il pieno rigore formale  dell’iter. Ciò è derivato anche dalla piena linearità acquisita attraverso un parere preventivo chiesto all’attuale Segretario Generale della Provincia di Sassari, Dott. Pierino Arru, che conferma “che nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti le cessazioni dalla carica di Consigliere a seguito della nomina ad Assessore è automatica, con la conseguenza, altrettanto automatica, della sostituzione del Consigliere nominato Assessore con il Consigliere risultato primo dei non eletti nella medesima lista.  Inoltre, il Consigliere subentrante deve essere computato ai fini della determinazione del quorum strutturale, de quorum cioè necessario per la validità della seduta consiliare relativa alla convalida degli eletti”. 

Il Dott. Arru conferma quindi  l’assoluta legittimità della procedura seguita e delle delibere approvate nella seduta del 15 luglio.




nota aula seduta n.343

Enti locali, manca il numero legale: rinviato a mercoledì 13 gennaio l’esame della proposta di legge di modifica della legge n.2 del 2016

 

Cagliari, 9 gennaio 2019 – Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha aperto i lavori della 343^ seduta della Legislatura e dopo le formalità di rito ha concesso la parola al capogruppo di Art.1-Sdp, Daniele Cocco, per la prosecuzione della discussione generale sulla proposta di legge n. 405 in materia di riordino delle autonomie locali e che prevede la costituzione della provincia del Nordest (ex Gallura). L’esponente della maggioranza ha ricordato l’impegno assunto con gli amministratori galluresi per l’approvazione del provvedimento per il varo dell’ente intermedio ed ha invitato i colleghi a fare altrettanto richiamando il “valore della parola data e la dignità del Consiglio”.

Il capogruppo del Pds, Gianfranco Congiu, ha parlato di “dibattito surreale” ed ha rimarcato la correttezza e la completezza dell’iter della proposta di legge per l’istituzione della provincia del Nord Est. A giudizio dell’esponente della maggioranza le altre proposte contenute nei diversi emendamenti presentati “sviliscono le ragioni e le legittime aspirazioni dei territori” e meritano “approfondimenti e valutazioni adeguate”. Congiu ha anche riconosciuto l’esigenza di una profonda modifica se non anche dell’abrogazione della legge regionale n. 2 («va riscritta all’interno di un adeguato quadro politico») ed ha dichiarato contrarietà a qualunque iniziativa tesa a “stringere la tenaglia dei due poli maggiormente urbanizzati dell’isola sulla Sardegna centrale”.

La capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, ha definito un “pasticcio” il riordino degli enti locali fatto sia a livello nazionale che regionale dal centrosinistra e si è detta pronta ad ascoltare le differenti esigenze dei diversi territori della Sardegna. «Ma – ha precisato l’esponente della minoranza – va riconosciuta alla provincia Gallura – Monte Acuto – La Maddalena  un diversa attenzione, sia per il ruolo trainante del Nordest e sia perché la proposta di legge per l’istituzione della provincia ha concluso il suo iter ed è pronta per l’approvazione».

L’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, non ha nascosto la difficoltà nell’intervenire a nome di un organo collegiale, come è la Giunta regionale, su un argomento così controverso, all’interno di un quadro costituzionale mutato all’indomani del referendum del 2016. «La legge regionale n.2 per il riordino degli Enti Locali – è stata scritta e approvata pensando che le province sarebbero state abrogate ma la vittoria del no alla riforma costituzionale impone una ridefinizione dell’organizzazione delle autonomie locali». «Non servono nuovi carrozzoni – ha precisato il vice presidente della Regione – ma è evidente l’esigenza di dare vita a organismi intermedi, costituzionalmente riconosciuti, e in grado di assolvere i compiti propri delle strategie di programmazione territoriale».

L’assessore ha quindi espresso parere favorevole per la proposta di legge che prevede esplicitamente l’istituzione della provincia del Nordest («ha concluso il suo iter ed origina da un’ampia mobilitazione del territorio») e pur riconoscendo la legittimità delle proposte emendative presentate al testo varato dalla commissione ha invitato l’Aula ad una riflessione circa l’opportunità di ridisegnare gli assetti istituzionali senza adeguati approfondimenti. «La Giunta – ha concluso Paci – non esprimerà parere su tutti gli emendamenti presentati e lascerà al dibattito politico la scelta sulle correzioni più opportune ricordando che la soluzione del “dare tutto a tutti” non è quella ottimale». Il presidente del Consiglio ha quindi sospeso i lavori. (A.M.)

Alla ripresa dei lavori, dopo un interruzione di oltre un’ora, ha preso la parola l’on. Francesco Agus (Misto) per dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli. “L’idea che si possano fare leggi di questo tipo a colpi di emendamenti e in un clima come quello di oggi, è lontano da quello che ho sempre sostenuto. Si rifletta tutti – ha affermato – sulla possibilità di approvare il testo così come è stato licenziato dalla commissione e come è stato approvato dal Cal, oppure di portare gli emendamenti in commissione e consentire un’istruttoria seria”. L’on. Agus ha evidenziato poi le assenze tra i banchi della maggioranza e ha annunciato di non essere disponibile a giochi di maggioranza o di maggioranze trasversali.

Il consigliere Luca Pizzuto ( Art.1-SDP) ha evidenziato che non è un clima in cui discutere una legge come quella oggi all’esame dell’aula. La proposta dell’esponente della maggioranza è stata di riportare il testo in commissione per l’esame degli emendamenti e, entro mercoledì, riportarlo in aula, visto che è una legge per tutta la Sardegna. “Ci metto la faccia e sono una persona che mantiene la parola”.

E’ poi intervenuto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che ha affermato: “Riforme così importanti non si fanno al’ultimo momento”, pur comprendendo che la Gallura ha una aspirazione comprensibile e condivisibile. Il presidente ha poi ricordato che “normalmente quando un territorio fa un passo in una direzione apre la strada anche agli altri”, quindi se l’aula decidesse di votare oggi a favore della provincia del Nord Est non toglierebbe opportunità agli altri territori. Il presidente Pigliaru si è detto infine d’accordo con quanto detto dal presidente Agus, ci sono solo due possibilità: votarla così come portata oggi in aula o ritornare in commissione per l’esame degli emendamenti.

L’on. Giuseppe Fasolino (FI) ha affermato che: “Prima di essere consiglieri regionali e politici dobbiamo essere uomini e avere il coraggio delle nostre azione e non nascondendoci dietro una tenda”. Il consigliere ha espresso apprezzamento per l’atteggiamento tenuto in questa situazione dal presidente Pigliaru.

Per l’on. Fasolino c’è una sola strada: va votata la proposta di legge come esitata dalla commissione e dal Cal.

L’on. Marco Tedde (FI) ha affermato che “c’è una parte della maggioranza che vuole impedire a quest’aula di discutere del futuro di territori che aspettano risposte”. Per il consigliere “questa maggioranza sta dando il peggio di sé” e ha aggiunto“noi vogliamo andare avanti e votare questa legge. Noi chiediamo che non si faccia mancare il numero legale, votate, metteteci la faccia e fateci capire come la pensate”.

L’on. Giorgio Oppi (capogruppo Udc), in apertura si è lamentato del ritardo di due ore prima di riprendere l’esame del testo. “Questa legge è stata approvata dalla maggioranza, all’unanimità dal Cal e nessuno vieta che si ritirino gli emendamenti. Il problema è dobbiamo andare avanti oppure no? Bisogna essere corretti e dire quale linea si vuole seguire”. Oppi ha evidenziato che una parte della maggioranza ha lasciato l’aula e ha dato l’idea ai sindaci che non si volesse andare avanti con questa legge. “Io invito il presidente ad andare avanti così che tutti si prendano le proprie responsabilità”.

L’on. Daniele Cocco (capogruppo Art.1- SDP) si è detto d’accordo con quanto affermato dal presidente Pigliaru. “Sono del parere che il testo che è arrivato possa essere votato e invito tutti i colleghi di maggioranza e opposizione a ritirate gli emendamenti, a tornare in aula e proseguire i lavori”. E sull’ipotesi di tornare in commissione solo per integrare il testo ma con garanzie di esitare la proposta di legge. “Io ho assunto un impegno personale e del gruppo e mantengo l’impegno preso. Io rimango in aula”.

L’on. Antonio Solinas (PD) ha affermato di intervenire come consigliere regionale di tutta la Sardegna e ha affermato che si tratta di un riconoscimento dovuto alla Gallura, però si tratta di mettere mano a un settore che riguarda una modifica strutturale degli enti locali. Il consigliere ha ritenuto la proposta fatta dal collega Pizzuto di buon senso, in modo da dare il tempo alla commissione di esaminare gli emendamenti e riportare in aula il testo mercoledì prossimo.

L’on. Giovanni Satta (Psd’Az-La Base) ha criticato chi oggi ha abbandonato l’aula: “Dov’erano in questo anno e mezzo?” e ha aggiunto: “Penso sia fondamentale andare avanti senza se e senza ma”, dicendosi d’accordo con l’analisi fatta dal presidente Pigliaru.  “E’ una riforma per la Gallura, non contro il Sulcis, l’Ogliastra o il Medio Campidano”.

L’on. Pierfranco Zanchetta (capogruppo dei Cristiano popolari socialisti) ha affermato: “Rimango in aula non solo per salvaguardare gli interessi del territorio ma anche per non mortificare il mio ruolo di consigliere regionale”. E ha aggiunto che non ci si può sottrarre all’approvazione del provvedimento, quindi istituire la provincia del Nord Est, e che debbano essere ritirati tutti gli emendamenti.

Il consigliere del Pd, Giuseppe Meloni,  ha chiesto che venga portata in votazione la proposta di legge come è stata esitata dalla commissione. “Perché questi emendamenti sono arrivati solo adesso? Forse perché qualcuno si vuole pulire la coscienza?”. Per Meloni si tratta di una proposta di legge bipartisan che aveva l’appoggio sia della maggioranza sia dell’opposizione.

Il capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, ha annunciato il voto favorevole di Forza Italia al passaggio agli articoli. L’esponente dell’opposizione ha sottolineato che la proposta di legge ha seguito un iter completo, che non ci sono vizi di forma che ne precludano l’approvazione.

L’on. Annamaria Busia (Misto) ha affermato: “Ero presente quando è stato preso un impegno. Dobbiamo ricordarci che siamo uomini e donne, consiglieri e consigliere che rappresentano una intera regione. Non possiamo svilire il lavoro di questo Consiglio regionale”. E ha aggiunto: “Non comprendo questa bulimia emendativa che si è scatenata in questa e in altre occasioni” oltre allo “scatenarsi di territori gli uni contro gli altri”. Si tratta, ha proseguito, di “una legge che ha avuto un iter importante e non deve essere vittima di volontà che si manifestano all’ultimo momento. Sono favorevole a proseguire”.

Il presidente Ganau ha respinto la richiesta di rimandare il testo in commissione dell’on. Pizzuto perché deve essere richiesta da cinque consiglieri o da un capogruppo. Il presidente ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 31 voti favorevoli.

E’ intervenuto Franco Sabatini (Pd) e ha chiesto che gli emendamenti vengano vagliati con attenzione e ha chiesto che l’aula venga sospesa e che si riporti il testo in commissione. “Gli emendamenti pongono dei problemi così profondi e importanti che non è pensabile che non si provveda a un rinvio in commissione”, ha affermato.

La richiesta è stata ritenuta ammissibile perché supportata da altri quattro consiglieri. Prima di metterla in votazione è intervenuto l’on. Michele Cossa (Riformatori sardi) per chiedere spiegazioni sull’inammissibilità degli emendamenti sul titolo della legge. L’on. Agus è, nuovamente intervenuto, per esortare i colleghi a ritirare gli emendamenti, dichiarando di sentirsi vincolato al voto dato in commissione. “Credo che la maggioranza non possa venir meno alla sua responsabilità”.

Per l’on. Pizzuto “è scorretto dire che è una legge che riguarda un solo territorio, mentre si occupa del riassetto territoriale della Sardegna”. E ha aggiunto: “Se questa diventa una legge che riguarda un solo territorio allora non si offrono le opportunità a tutte le altre aree della Sardegna”. Per l’on. Pizzuto è normale ed è previsto che si possano presentare emendamenti, c’è bisogno però di una sintesi per portare a casa un risultato per tutti i territori. Il consigliere ha ribadito la richiesta che sia “una legge per tutti e non faccia torti a nessuno”.

L’on. Rossella Pinna (Pd) ha detto di essere “d’accordo a riportare l’esame degli emendamenti in commissione. Io ho presentato diversi emendamenti non per ostruzionismo e non per fare un torto alla Gallura”. L’esponente della maggioranza ha affermato di d’accordo che la Gallura abbia quello che merita, ossia di autodeterminare il proprio territorio, ma per l’on. Pinna il titolo della legge non è corretto: “Non è un ‘integrazione a un articolo della Legge 2, ma una parziale modifica. Ora affermare che si tratta di una integrazione è una sottigliezza che sottende la volontà di far passare una modifica complessiva che riguarda tutta la Sardegna come una integrazione a un articolo”.

Il presidente Ganau ha messo in votazione la richiesta di rimandare in commissione la proposta di legge per esaminare gli emendamenti che è stata respinta dall’Aula. (Eln)

Successivamente il presidente ha invitato il relatore e la Giunta ad esprimere il parere sugli emendamenti: Il relatore Giuseppe Meloni (Pd) ha espresso parere contrario su tutti gli emendamenti mentre, per la Giunta, il vice presidente Raffaele Paci ha annunciato la decisione di rimettersi all’Aula.

E’iniziato quindi il dibattito sull’art.1 e sugli emendamenti.

Il consigliere del Pd Franco Sabatini ha definito il titolo della legge «molto discutibile perché intervenire sulle Province significa intervenire sulla legge istitutiva, invece questa legge istituisce una sola Provincia senza tenere conto delle condizioni in cui versano le altre, per esempio il Sarrabus ha come capoluogo Carbonia pur essendo distante più di 200 chilometri, non ha nessuna relazione col Sulcis ed oltre alla difficoltà per i cittadini non c’è alcuna omogeneità: ecco perché occorre rivedere complessivamente l’organizzazione amministrativa della Regione anzichè lasciar fuori molti territori da ogni progetto di riforma».

Il consigliere di Art.1-Sdp Luca Pizzuto si è detto «favorevole alla Gallura ma se si approvasse la legge così com’è si consumerebbe una profonda ingiustizia contro tutti gli altri territori, per cui ribadisco l’invito tutti ad un maggiore senso di responsabilità anche perché a termini di regolamento il Consiglio può lavorare fino all’ultimo giorno utile per fare una legge utile a tutta la Sardegna».

Il consigliere del Pd Luigi Lotto ha espresso dispiacere per il nervosismo della minoranza, lo sono anche io, ha affermato, «e vorrei dire che poco fa sono uscito utilizzando uno strumento del regolamento, come è accaduto in questa e nelle precedenti legislature ed inoltre annuncio che se non approvo il provvedimento farò in modo che non vada avanti, perché sono convinto che si debbano ascoltare tutti i Sindaci della Sardegna e non solo quelli di un territorio». Ribadisco perciò, ha continuato, «il mio appello non per affossare la legge ma per prenderci qualche giorno di tempo per trovare una soluzione condivisa in modo da spiegare i cambiamenti intervenuti dopo il voto sul referendum costituzionale: la linea secondo la quale oggi si può fare una nuova Provincia e domani si vedrà in base ai rapporti di forza non la condivido».

La consigliera Rossella Pinna, anch’essa del Pd, ha sostenuto che «è sbagliato non far tornare la legge in commissione forse anche sulla spinta di voler andare nei territori a fare campagna elettorale». La Gallura è un territorio ricco con indicatori economici tutti positivi compreso l’aumento demografico, ha aggiunto, «io invece provengo da uno dei territori più poveri d’Italia e chi ha di più dovrebbe mostrare maggiore generosità, almeno la stessa mostrata dal Medio Campidano quando con i suoi consiglieri ha approvato il Mater Olbia». Oggi al contrario, ha concluso, «si vuole portare a casa un risultato senza dare ad altri nemmeno una possibilità e dispiace che questa linea sia stata appoggiata anche dal relatore, mio collega di gruppo che peraltro stimo».

Il consigliere di Art.1-Sdp Eugenio Lai ha definito «un errore il braccio di ferro in corso all’interno del Consiglio, perché la discussione non deve concludersi con la spartizione dei torti e delle ragioni dato che tutti hanno commesso errori; dal centro destra con un referendum senza soluzioni al centro sinistra con la legge di riforma delle autonomie, oggi totalmente superata perché ha detto che le Province devono esistere». Ora però, ha concluso, «bisogna dare spazio al buon senso dando ascolto a tutti i territori della Sardegna ed il relatore ha sbagliato a dichiararsi contrario a tutti gli emendamenti, anche per questo non bisogna smettere di lavorare ad una soluzione condivisa»

Il consigliere Francesco Agus (Campo progressista) ha contestato in apertura l’equazione secondo la quale «all’aumento degli Enti locali corrisponde un aumento dello sviluppo economico, abbiamo già vissuto quella stagione e ne paghiamo ancora gli errori, fermo restando che la maggioranza deve fare la maggioranza e consentire l’approvazione delle leggi mentre l’opposizione fra un altro mestiere». I colleghi Sabatini e Pinna, ha proseguito, «hanno fatto discorsi meritevoli di grande attenzione anche se non credo possano essere risolti con l’istituzione di una Provincia pur ammettendo che, a suo tempo, forse la presenza degli enti intermedi in certi territori aveva garantito quantomeno una quota di spesa pubblica, cosa che oggi è del tutto inimmaginabile». In conclusione, ha detto Agus, «ritengo che alcuni emendamenti siano da ritirare o riportare in commissione ma non si può continuare a lavorare con una opposizione che ha l’appoggio esterno della maggioranza, a questa operazione non sono disponibile».

Successivamente l’Aula ha respinto gli emendamenti n.61 e 60, con una “coda” di dibattito nel quale hanno preso la parola numerosi consiglieri: Sabatini (Pd), Pizzuto (Art.1-Sdp), Lotto, Collu e Pinna (Pd), Lai (Art.1-Sdp), Fasolino e Alessandra Zedda (FI). Gli esponenti della maggioranza hanno insistito negli appelli alla ricerca di una soluzione positiva ribadendo la necessità di allargare il discorso della riforma ad altri territori, mentre l’opposizione ha accusato la maggioranza di fare ostruzionismo a se stessa, dopo essere rimasta in silenzio nei 2 anni trascorsi dalla riforma delle autonomie.

Al termine dello scrutinio dell’emendamento n.59 è stata registrata la mancanza del numero legale e, di conseguenza, il presidente ha sospeso la seduta (per almeno 30 minuti, secondo il regolamento) convocando la conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha messo in votazione l’emendamento n.59 riscontrando nuovamente la mancanza del numero legale.

Il presidente ha quindi riconvocato il Consiglio per mercoledì prossimo 16 gennaio alle ore 11.00. (Af)




nota aula seduta n.339 pomeridiana

Nota Aula

Seduta n. 339 – Pomeridiana – del 20 dicembre 2018

 

 

Via libera alla Legge di semplificazione.

 

Cagliari, 20 dicembre 2018 – La seduta è stata aperta dal presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con gli articoli e gli emendamenti del Disegno di legge n.542/A-Legge di semplificazione 2018.

Il Consiglio ha approvato i primi 21 articoli del testo, alcuni dei quali sono stati modificati dopo il voto favorevole ad emendamenti collegati.

In particolare, il testo dell’Art. 2 è stato modificato dagli emendamenti n.27 (Lotto e più) e 28 (Tendas e più) sulla somministrazione di alimenti e bevande nell’accoglienza straordinaria presso le strutture agrituristriche.

Il testo dell’art. 6 è stato soppresso dopo l’approvazione dell’emendamento n.17 (Comandini e più).

Il testo dell’art.7 è stato modificato dall’emendamento n.13 (Giunta) sulle trasformazioni del bosco e gli elementi selvicolturali, dall’emendamento collegato n.36 (Cocco Daniele e più) sui requisiti per ricoprire l’incarico di commissario liquidatore dei consorzi Zir, e n.14 (Giunta) sulla nozione di bosco estesa alle aree coperte da cisto per più del 20%.

Il testo dell’art.18 è stato modificato dall’emendamento n.22 (Comandini e più) sulla disciplina delle dotazioni di parcheggi compresi nelle categorie funzionali urbanisticamente rilevanti.

L’art. 19 è stato modificato dall’emendamento n.5 (Giunta) che riguarda le conferenze di co-pianificazione Regione-Enti locale nell’iter dei Piani urbanistici comunali, e dagli emendamenti all’emendamento n.47 (Giunta) sul coordinamento degli atti amministrativi affidato alla Giunta, e n.41 (Giunta) sui termini di 90 giorni per il coordinamento degli atti. Inoltre è stato approvato l’emendamento n.6 (Giunta) sulle procedure ed i termini per l’approvazione dei Piani urbanistici comunali, collegato agli emendamenti all’emendamento n.43 (abrogazione del comma 6 dell’emendamento principale), n.42 (Giunta) sui termini per l’entrata in vigore, n.44 (definizione delle varianti non sostanziali). Approvato anche l’emendamento n.7 (Giunta) sulla semplificazione delle procedure per l’adeguamento dei Piani urbanistici comunali al Piano paesaggistico regionale.

L’art. 20 è stato modificato dall’emendamento n.8 (Giunta) sul ruolo delle Unione dei Comuni in materia urbanistica e paesaggistica, n.9 (Giunta) sulla composizione degli organi consultivi ed il ruolo del Comitato tecnico dell’urbanistica in materia di adeguamento dei Piani urbanistici al Piano paesaggistico regionale, n.10 (Giunta) sul controllo degli atti degli Enti locali in materia di pianificazione urbanistica e sui termini per l’adozione definitiva dei Piani, che passano da 90 a 30 giorni per effetto dell’approvazione di un emendamento orale del capogruppo del Pds Gianfranco Congiu.

Inoltre, in collegamento con l’emendamento n.10 sono stati approvati anche gli emendamenti n. 50 (pareri di coerenza), n.47 (coordinamento degli atti) e n.45 (conferenza di co-pianificazione).

L’art.21 è stato modificato da un emendamento orale dell’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu sul regolamento edilizio-tipo dei Comuni. (Af)

Approvato l’articolo 22 e anche il 23 con gli emendamenti 18, 19, 11 e 38. Invito al ritiro per 31, che è stato appunto ritirato.

Approvati gli articoli il 24 e il 25 e il 26 con gli emendamenti 12 e 40 sui nuovi contratti di immobili regionali ad uso non abitativo.

Via libera senza emendamenti anche agli articoli  27, 28, 29 e 29 bis, 30, 30 bis.

Sull’articolo 30 ter l’Aula si è pronunciata favorevolmente sino al comma 5 compreso e  ha detto sì anche all’emendamento 26 (Lotto e più) che disciplina le strutture ricettive extralberghiere.

Sull’emendamento 32 all’articolo 33 l’on. Meloni (pd) ha annunciato il ritiro ma ha spiegato: “Mi rendo conto che sia altamente probabile il rischio di impugnazione da parte del governo statale ma deve essere chiaro a tutti noi che c’è un problema per le concessioni nelle aree di retr demanio dei luoghi che non sono riconosciuti come litorale urbano. Insomma, bisogna dare pari dignità a tutti i concessionari anche d’inverno: in alternativa è difficile ipotizzare l’allungamento di stagione e chiedere agli imprenditori di investire”.

Anche l’on. Eugenio Lai (Art. 1) si è detto contrario all’impianto normativo: “Con questo emendamento non avremmo inciso sulla cubatura ma solo sulla possibilità di offrire servizi e garantire occupazione, soprattutto nell’area del litorale cagliaritano”.

L’on. Fasolino ha fatto proprio l’emendamento 32 appena ritirato dal collega Meloni e ha aggiunto: “Senza questa norma ogni anno il 31 ottobre decine di strutture dovranno essere smontate il primo ottobre e rimontare il primo aprile, con un inutile aggravio di costi. Facciamo uno sforzo una volta per tutte ed evitiamo in anticipo i problemi, invece di risolverli per rincorrerli. E’ chiaro che se non facciamo così un domani si presenta l’antipolitica e dice di aver trovato una soluzione che, invece, è già alla nostra portata oggi”.

Per l’assessore Erriu (Enti locali) “l’emendamento 32 avrebbe creato problemi di contrasto con il governo ma è chiaro che bisogna consentire attraverso le linee guida dei Pul di realizzare nei litorali manufatti sostenibili sotto il profilo ambientale e paesaggistico per garantire che le strutture possano lavorare anche d’inverno”.

Approvato l’articolo 33 e poi respinti gli emendamenti 37 (sulla trasformazione fino alla revisione delle linee guida delle concessioni demaniali semplici in complesse), il 48 e il 32.

Approvati gli articoli dal 34 al 42.

Sull’articolo 42 bis l’Aula ha dovuto pronunciarsi a causa un gran numero di emendamenti e il presidente Ganau ha disposto una sospensione per consentire al Consiglio regionale di valutare i singoli testi.

L’emendamento 2 riguardava il destino amministrativo del Comune di Seulo. L’on. Eugenio Lai (Art. 1) ha detto che “non è possibile più non ascoltare il grido d’aiuto del Comune di Seulo, che con referendum ha chiesto con chiarezza di voler aderire alla provincia di Nuoro. Si tratta di ascoltarli”. Per il presidente della commissione Autonomia, on. Agus, che ha sollecitato l’invito al ritiro, “è giusto ascoltare i cittadini di Seulo  ma non avendo noi una legge statutaria in vigore per normare il referendum ai sensi dello Statuto dobbiamo applicare il Testo unico degli enti locali e ai sensi di Tuel è necessario consultare la provincia di Cagliari e quella di Nuoro. Dunque, con le norme vigenti è necessario procedere con il doppio referendum o modificare le norme, come io ho stesso ho proposto . In alternativa è evidente la violazione della disposizione statutaria e dunque l’impugnazione”.

L’on. Zedda (FI) ha concordato con la posizione del presidente della commissione Autonomia e ha aggiunto: “Non possiamo con un emendamento dell’ultimo minuto cambiare questo regime ma da parte nostra siamo pronti a modificare in altra sede le norme per consentire agli abitanti di Seulo di far parte della provincia di Nuoro”.

L’on. Lai ha ritirato l’emendamento 2 e poi  il 15.

Approvati gli emendamenti 21, 23, 20 e 39.

Sull’emendamento 24, relativo all’istituzione della Fondazione circuito multidisciplinare per lo spettacolo dal vivo, l’on. Zedda (FI) ha chiesto “lumi sul senso di una norma del genere dentro una legge di semplificazione burocratica e amministrativa”.

L’on. Comandini (Pd) ha sollecitato l’approvazione, ricordando che “La Sardegna è l’unica regione ad esserne priva” e che  si tratta di un “passo necessario per le realtà dello spettacolo che operano in Sardegna”. La Fondazione sarà un ente senza scopo di lucro.

Via libera all’emendamento 34 (Agus) sulle progressioni professionali del personale del comparto di contrattazione regionale.

Approvato anche l’allegato A) e poi il voto finale sulla legge, che ha preceduto gli auguri all’Aula del presidente Ganau.

Il Consiglio regionale è convocato per l’otto gennaio alle 11. (C.C)




nota aula seduta n.339

Nota Aula

Seduta n. 339 – Antimeridiana – del 20 dicembre 2018

 

 

Legge di semplificazione, sospeso l’esame del testo. Commissioni al lavoro. Consiglio convocato per le 16.

 

Cagliari, 20 dicembre 2018 – La seduta è stata aperta dal presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, prima di passare all’ordine del giorno che prevede l’esame degli articoli e degli emendamenti al Disegno di Legge n.542/A-Legge di semplificazione 2018, diversi consiglieri regionali hanno preso la parola sull’ordine dei lavori.

Per Forza Italia Giuseppe Fasolino, dopo aver parlato di «una legge è sicuramente positiva perché modifica alcuni errori del passato» ha espresso forti riserve perché «se si approva senza modifiche si rischia di commettere errori ancora più gravi, riscrivendo di fatto la legge urbanistica ed i piani urbanistici dei Comuni, problemi che invece richiedono una analisi ben più approfondita».

Il consigliere del gruppo Misto Angelo Carta si è chiesto il perché del ritardo di 2 ore nell’inizio dei lavori, pur comprendendo tutte le esigenze. Il testo è molto complesso, ha osservato, «non ha avuto la dovuta attenzione, per cui chiedo o il rinvio in commissione o che sia consentito a tutti di poterla esaminare nel dettaglio perché tocca diverse materie anche con emendamenti di grande portata».

Per il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, ha ha sollevato il problema della vertenza Aias, «si tratta di essere corretti e leali in Consiglio, c’era l’impegno di pagare l’Aias entro ieri e ancora non è successo niente con atteggiamenti forse non in buona fede, per non dire altro; ieri inoltre c’è stato un incontro dal Prefetto che si è concluso con un documento siglato da Moirano, Arru e dallo stesso Prefetto che parla di una proroga di 3 mesi della convenzione con Aias fino al prossimo giungo in attesa di verifiche, salvo poi far uscire sulla stampa, da parte di alcuni consiglieri, notizie su presunte assunzioni presso la nuova società». Noi stiamo stati sempre corretti, ha concluso, «ma ora vogliamo sapere notizie certe, se si paga o non si paga».

Il presidente Ganau ha confermato l’incontro in Prefettura ed i suoi risultati, con particolare riferimento ad un pagamento a favore di Aias per 1.6 milioni più una anticipazione ad Ats da 1.4 milioni e su questa base si sta provvedendo. In merito ha poi dato la parola al presidente Pigliaru per riferire al Consiglio.

Il presidente Pigliaru, dopo aver ricordato che sulla vertenza Aias è stato fatto un grande lavoro con accordi chiari su ciò che si reputa giusto pagare, ha confermato che «la Regione, in tutte le sue articolazioni, terrà fede agli impegni assunti senza incertezze o volontà di prendere tempo».

Ancora sull’ordine dei lavori, il capogruppo di Fdi Paolo Truzzu ha sollecitato un maggiore rispetto per il lavoro di tutti, mentre invece si è seguito un metodo «irrispettoso perché non si capiscono i motivi del ritardo nei lavori dell’Aula, o meglio si capiscono perché legati ad emendamenti della Giunta che cercano di riscrivere e la legge urbanistica stravolgendo il testo della legge di semplificazione,; a questo punto, la legge va riportata in commissione».

Il consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi ha definito «inammissibile che l’opposizione non conosca in dettaglio un disegno di legge ed i suoi emendamenti, una serie di norme peraltro molto confuse che trattano materie delicatissime dall’urbanistica ad ambiente, impattando su norme approvata quest’anno o l’anno scorso». Tutto ciò è avvenuto, ha protestato, «in dispregio delle prerogative dei consiglieri e di tutta l’Aula, noi respingiamo una legge che si esaurisce in una manovra interna della maggioranza, formalmente stiamo parlando di una semplificazione che agisce sugli atti amministrativi ma invece abbiamo di fronte un testo pieno di trabocchetti, camarille e trappolette che incidono sulla vita dei cittadini, ed è per questo che, con buon senso, bisogna prendere atto che è necessario il rinvio in commissione».

A nome di Forza Italia il consigliere Oscar Cherchi, intervenendo sulla questione Aias, ha lamentato una carenza nella risposta del presidente Piagliaru, «perchè non basta perché noi paghiamo, corsa che del resto si sta ripetendo da troppo tempo, mentre i lavoratori attendono sotto il palazzo». I fatti dicono, ha aggiunto, «che il tribunale ha condannato la Regione a pagare e poi c’è stato l’accordo in Prefettura, ma noi vogliamo capire come fa l’Ats a pagare se le risorse devono esserle trasferite dalla Regione, e soprattutto quando si pagherà».

In replica, il presidente Pigliaru ha precisato che «il pagamento ha necessità di una delibera di Giunta secondo gli accordi sottoscritti, delibera che sarà fatta oggi nelle prossime ore per consentire di dare corso al trasferimento delle risorse».

Il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda, riprendendo le perplessità già espresse sulla legge di semplificazione, ha ricordato l’intervento del collega Usula nella seduta di ieri per poi aggiungere che, a suo avviso, «oggi sono accaduti altri due fatti importanti, censurabili sul metodo simile a quello della gatta frettolosa e nel merito con la solita con politica del gambero, col tentativo di incidere su norme appena approvate». La legge va rivista in commissione, ha sostenuto, «per dare modo ai gruppi di fare con coscienza tutti gli approfondimenti che richiede». Sull’Aias nessuno mette in dubbio la buona fede, ha concluso, «ma sentiamo le stesse cose da 10 giorni e nel verbale pubblico dell’incontro in Prefettura si parla addirittura di 15 giorni, mentre per noi la delibera si poteva e si doveva fare molto prima».

Il consigliere del gruppo Misto Mario Floris, tornando sulla legge di semplificazione, ha affermato di aver cercato di leggere il contenuto, sia pure in un contesto di disordine procedurale, senza però riuscire a comprenderlo. La realtà, ha detto, «è che le direttive della Giunta sullo sportello unico stanno creando un disastro, anche per questo è necessario un approfondimento rinviando la legge in commissione».

Il consigliere di Fdi Gianni Lampis ha messo l’accento «sull’inaccettabile atteggiamento della maggioranza nei confronti del Consiglio, con 25 emendamenti uno dei quali uno composto da 5 pagine, ad una legge che i consiglieri non hanno potuto leggere e studiare, a dimostrazione del fatto che la fretta prima delle elezioni fa commettere gravi errori». Lampis ha quindi rivolto un appello al presidente del Consiglio “come garante dei consiglieri”, richiamando la sua attenzione sul fatto che «gli emendamenti riscrivono le norme urbanistiche vigenti in Sardegna e la mancata approvazione della legge di settore non si può bypassare con un blitzcomunicato attraverso un messaggino». La legge deve tornare in commissione, ha concluso, «e devono essere convocati subito i capigruppo per un nuovo calendario dei lavori».

Il capogruppo di Art.1-Sdp Daniele Cocco, sull’Aias, ha dichiarato il suo stupore per le dichiarazione dell’opposizione, che finge di dimenticare « il grandissimo sacrificio della Giunta, posto che non mi risulta che sia la Regione a non pagare gli stipendi, casomai il problema va posto a chi davvero non li paga e l’opposizione bene farebbe a chiedere ai loro amici perché non si pagano gli stipendi».

Sulla legge di semplificazione, il consigliere del Pd Giuseppe Meloni ha definito l’atteggiamento dell’opposizione «strano e fuorviante l’opposizione, perché il disegno di legge è lo stesso licenziato in Giunta nell’agosto del 2018, più volte discusso in riunioni delle commissioni competenti alle quali hanno partecipato anche gli assessori di riferimento in specifiche audizioni». Il fatto che la prima commissione abbia rinviato all’Aula gli argomenti, ha precisato, «è stato deciso solo perché si tratta di materia di competenza di altre commissioni: io credo che questa sia una prassi corretta e, nonostante clima elettorale, sia necessario andare avanti perché il testo ha contenuti molto importanti per i sardi».

Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione la pregiudiziale sul rinvio della legge in commissione, che il Consiglio ha respinto con 24 voti.

Subito dopo l’opposizione ha occupa l’Aula e la seduta è stata sospesa.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha comunicato la convocazione immediata delle commissioni Autonomia ed Urbanistica, nella sede della commissione Bilancio.

I lavori del Consiglio riprenderanno alle 16.00. (Af)




nota aula completa seduta n.333

Legge di stabilità 2019-2021. Approvati gli articoli 5 “Disposizioni in materia di sostegno alle attività economiche, alle politiche del lavoro e al turismo” e 5 bis “Misure urgenti a sostegno dell’artigianato e del commercio”.

 

Cagliari, 12 dicembre 2018 – La seduta è stata aperta dal presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con la discussione dell’art.5 della Legge di Stabilità 2019 e degli emendamenti collegati

Aprendo la discussione generale, il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha affermato che dall’articolo emerge in modo prepotente la verità della finanziaria, cioè che la Giunta non ha capito le vere esigenze dei sardi ed ha una visione accademica della realtà sarda. Una visione tecnocratica lontana dalle persone, in altre parole, che non indica prospettive future, non ha attenzione per le imprese, non semplifica la burocrazia, non incide sugli sprechi e relega il turismo in un ruolo marginale mortificando una delle più autentiche vocazioni della Regione.

Il consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco ha osservato che quando si parla di politiche di sostegno alle attività economiche è necessario avere una visione di lungo periodo non appiattita sulla gestione delle emergenze tanto più che questa è l’ultima finanziaria della legislatura ed occorreva sfruttare l’opportunità di lasciare un segno positivo. Al contrario, ha aggiunto, l’economia regionale è stata lasciata nella sua sofferenza, dall’agricoltura al turismo, dai trasporti, dall’artigianato dove la Giunta non ha inciso nonostante il buon lavoro della commissione speciale, confermando complessivamente la volontà di trascurare il problema della crescita della Sardegna.

Sempre per Forza Italia il capogruppo Alessandra Zedda ha sostenuto che turismo vuol dire trasporti e pianificazione paesaggistica e sotto questo profilo l’esecutivo ha lasciato la Sardegna ferma al palo. Insufficienti, ha proseguito, anche le azioni sul lavoro nonostante i grandi investimenti sulla nuova Agenzia Aspal ed inoltre, sulla programmazione territoriale, l’incidenza delle azioni locali è stata molto bassa riducendo gli impatti positivi sul territori.

Al termine degli interventi il Consiglio ha approvato l’articolo 5 il cui contenuto è stato modificato dai seguenti emendamenti: 18 (Sabatini) – 1.5 milioni per la prevenzione della tracimazione dei corsi d’acqua limitrofi allo stagno di S.Gilla; 605 (Sabatini) – variazione delle coperture del provvedimento precedente; 33 (Sabatini) – 8 milioni nelle annualità 2019-2021 per i “cantieri verdi”; 548 (Giunta) – 5 milioni per l’integrazione del bando sui “progetti di filiera”; 38 (Pizzuto) – 80.000 a favore dell’Agenzia Agris per progetti agricoli di rotazione “cereale-leguminosa”; 46 (Forma) – 100.000 a favore dell’Agenzia Laore per la promozione delle produzioni lattiero-casearie ovine; 289 (Rubiu) 50.000 a favore del Comune di Iglesias per la rievocazione della Sortilla; 547 (Giunta) – 5 milioni per gli investimenti dei Comuni sul miglioramento della viabilità rurale; 588 (Congiu) – 3 milioni per l’inclusione dei Comuni non svantaggiati nei progetti ammissibili per il miglioramento della viabilità rurale; 1 (Moriconi) – 20.000 per il contratto di rete in agricoltura per le produzioni collegate alle intolleranze alimentari; 5 (Dessì) – 10.000 per la rete di imprese Visit Sulcis; 78 (Lotto) – inserimento dei lavoratori Aras in una apposita lista gestita da Aspal per l’affidamento di progetti in materia di selezione genetica degli ovini, aggiornamento banche dati zootecniche e formazione degli allevatori; 607 (Congiu) per l’inserimento di 36 lavoratori inizialmente esclusi nelle misure a favore degli ex lavoratori del polo di Ottana; 604 (Sabatini) – per l’inserimento dei lavoratori Aras nei piani di tutela della salute animale in collaborazione con Ats e Izs; 165 (Sabatini) – 100.000 per la realizzazione di un progetto sperimentale di una struttura zootecnica nel Comune di Luogosanto; 166 (Sabatini) – 100.000 per la realizzazione di un progetto di agricoltura sociale nel Comune di Tempio; 167 (Sabatini) – 200.000 all’Unione dei Comuni Alta Gallura per la riqualificazione del mattatoio sovra-comunale di Aggius e la realizzazione di un centro di controllo della filiera del bovino e dell’agro-alimentare; 562 (Deriu) – 500.000 complessive nelle annualità 2019-2020 per un programma sperimentale di indagine sui giovani Neet con particolare riferimento alle zone interne. (Af)

Il presidente Ganau ha messo in discussione e poi al voto l’articolo 5 bis e gli emendamenti, sui quali si sono pronunciati l’assessore Paci e la commissione Bilancio con il presidente Sabatini.

Approvati gli emendamenti 580, 163 (Cocco, 27 milioni di euro per le azioni di sostegno al settore artigiano sardo). Approvato poi l’emendamento di sintesi 587 a firma dell’on. Congiu (Pds), con 2 milioni di euro per sostenere il passaggio generazionale del mondo artigiano.

Su questo è intervenuto l’on. Deriu (Pd), presidente della commissione speciale che nei mesi scorsi ha audito le organizzazioni di categoria sul tema della crisi del commercio e dell’artigianato in Sardegna.  Deriu ha parlato di “vicinanza concreta al comparto” e ha ringraziato tutti i componenti della commissione speciale per il lavoro di indagine svolto. Si è associato anche il vice Gianni Lampis (Fdi).

Approvati anche gli emendamenti tecnici 594, 168 (piano Sulcis) e 520.

L’Aula è passato all’esame dell’articolo 6 e dei relativi emendamenti, con i pareri di rito.

L’on. Desini (Pds) ha chiesto preliminarmente al presidente del Consiglio di far intervenire l’assessore Arru per riferire all’Aula sulla situazione del Policlinico di Sassari. Anche l’on. Cherchi (Pds) è intervenuto per chiedere all’assessore alla Sanità lumi sull’attuazione della riforma sanitaria e «sugli atti adottati da direttori generali che fanno riferimento a una rete ospedaliera non votata dal Consiglio ma dalla Giunta. Lei non può esautorare il Consiglio dalle sue prerogative».

Il presidente Ganau ha detto che la richiesta di audizione dell’assessore Arru durante la manovra finanziaria non può essere considerata ammissibile ma la capogruppo di Forza Italia, on. Alessandra Zedda, ha reiterato la richiesta. E’ poi intervenuto l’assessore Arru (come sua prerogativa in qualunque momento ai sensi del Regolamento) e ha detto sul Policlinico di Sassari: «La Regione non c’entra nulla e va chiarito. Ma c’è in corso una procedura fallimentare per soddisfare i creditori: non riesco a capire cosa dovremmo fare noi se non mantenere il nostro budget. E’ una partita molto complessa in mano al giudice». (C.C)

Dopo l’intervento dell’assessore della Sanità ha preso la parola l’onorevole Desini (Pds) che ha attaccato con veemenza l’operato dell’assessore Luigi Arru, chiedendone a più riprese le dimissioni dall’incarico. «Non  vedo l’ora che arrivi febbraio – ha tuonato il consigliere della maggioranza – per liberare la sanità dall’assessore Arru che proprio in queste ore è smentito dalla Conte dei Conti sulla spesa sanitaria». Desini ha lamentato le lungaggini delle liste d’attesa, la spesa farmaceutica fuori controllo, la chiusura delle guardie mediche, il continuo ricorso alle agenzie interinali e il blocco del turnover». «Le consegno simbolicamente un asinello – ha concluso il consigliere Pds – perché lei lasci quest’Aula a caddu e s’ainu».

Francesco Agus (Misto-Cp) ha invitato, invece, glia assessori Arru e Paci a promuovere un emendamento orale per consentire la stabilizzazione dei biologi che hanno prestato servizio nelle Asl, alla luce della inapplicabilità del decreto 75/2017 e della dichiarata inammissibilità di un emendamento proposto in accorso con la Giunta.

Paolo Zedda (Art.1-Sdp) è intervenuto per prendere le distanze dalle parole utilizzate, nel corso del suo intervento, dal  consigliere Desini all’indirizzo dell’assessore Arru, seguito dal capogruppo del Pd, Pietro Cocco. L’esponente Dem ha criticato duramente il collega del Pds («ha oltrepassato il limite») ed ha invitato il presidente del Consiglio a censurare “certo tipo di interventi che sono inaccettabili”.

L’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, è intervenuto in qualità di vice presidente dell’esecutivo regionale per manifestare solidarietà all’assessore Arru mentre il capogruppo Pds, Gianfranco Congiu, ha invitato l’Aula e l’assessore Arru a concentrarsi sulla sostanza delle critiche che gli esponenti del Partito dei sardi muovono all’indirizzo del responsabile della sanità. «Vogliamo chiarezza e risposte – ha concluso il capogruppo di maggioranza – sugli atti che vengono posti in essere dal manager Ats,  in contrasto con il piano di riordino della rete ospedaliera e sulla vicenda del Policlinico di Sassari».

Il vice capogruppo Fi, Marco Tedde, ha parlato di “fallimento della maggioranza, non solo in riferimento alle questioni della sanità” ed ha ricordato le critiche rivolte al presidente della Giunta da parte dell’ex assessore dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, in ordine alle nomine dei dirigenti ed “alle selezioni vinte dal alcuni capi gabinetto”. Tedde ha concluso lamentando pesanti penalizzazione per il Nord ovest dell’Isola in materia di sanità “anche per gli effetti negativi di una riforma che si interpreta per gli amici e si applica per i nemici”.

Dopo una breve sospensione dei lavori l’Aula non ha approvato, con successive e distinte votazioni, gli emendamenti n. 361,  398, e 335 sul quale aveva preso la parola la capogruppo di Fi, Alessandra Zedda, che aveva ricordato la recente sentenza della Corte dei Conti che – a suo giudizio – certifica il fallimento della gestione della sanità sarda.

Il presidente ha quindi dichiarato tolta la seduta e riconvocato l’Aula alle 16.30. (A.M.)




Vertenza Vesuvius. Seduta congiunta Seconda e Quinta Commissione

Cagliari, 11 dicembre 2016 – Gli stabilimenti della Vesuvius, azienda produttrice di materiali refrattari chiusa nel 2016 potrebbero presto passare di mano. Una manifestazione di interesse per la fabbrica è stata presentata nelle scorse settimana dal gruppo emiliano Lumatec all’assessorato all’Industria.  Il prossimo 31 dicembre scadranno però gli ammortizzatori sociali per gli ex lavoratori di Vesuvius. Una scadenza che preoccupa i sindacati ricevuti in mattinata dalle commissioni “Lavoro” e Attività Produttive” del Consiglio regionale, riunite in seduta congiunta.

« Dal 1 Gennaio, senza una proroga degli ammortizzatori sociali, 100 famiglie si troveranno senza alcuna fonte di reddito – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Giampiero Manca, Efisio Ibba ed Elena Dejas – serve un intervento straordinario della Regione che vada a coprire il periodo dal 31 dicembre fino alla auspicata ripresa produttiva. L’interesse dell’azienda emiliana è concreto, si parla di 15 milioni di investimento e 200 nuovi posti di lavoro. Sarebbe una boccata d’ossigeno per il sito industriale di Macchiareddu, in crisi ormai da anni».

I sindacati, oltre alla richiesta di una proroga degli ammortizzatori sociali, hanno sollecitato tempi rapidi per la chiusura della trattativa con Lumatec: «In questi casi la velocità è molto importante – hanno detto Manca, Ibba e Dejas – la Regione deve fare di tutto perché questi imprenditori non scappino».

I presidenti delle Seconda e Quinta Commissione Piero Comandini e Luigi Lotto hanno assicurato il massimo impegno per arrivare a una soluzione positiva: «Stiamo verificando con gli uffici quale norma possa essere utilizzata per venire incontro alle richieste dei lavoratori – ha detto Comandini – gli ammortizzatori sociali finora utilizzati sono finanziati con risorse nazionali. Per intervenire si potrebbe ricorrere a fondi europei che, come noto, sono però sottoposti a rigidi vincoli. Nella stessa situazione di Vesuvius si trovano, inoltre, altre 4 o 5 aziende sarde. Per questo occorre trovare una soluzione complessiva, economicamente e giuridicamente sostenibile. Nei prossimi giorni saremo in grado di dare una risposta chiara, senza prendere in giro i lavoratori».