Cruciani: «Vannacci è abile, parla di sicurezza e può già valere oltre il 10 per cento»

All’Hotel delle Rose, nell’incontro moderato dai giornalisti Fulvio Giuliani e Gigio D’Ambrosio, il conduttore de La Zanzara analizza il consenso attorno al generale: «Si è inserito dove il centrodestra non ha mantenuto le promesse».

Giuseppe Cruciani smentisce di essere uno degli ideologi di Roberto Vannacci e chiarisce di non condividerne necessariamente tutte le posizioni. Gli riconosce però una capacità precisa: aver intercettato uno spazio politico rimasto scoperto nel centrodestra.

Il conduttore de La Zanzara ne ha parlato durante il quinto appuntamento di Autori in Costa 2026, ospitato all’Hotel delle Rose. L’occasione era la presentazione di Libertà, il libro costruito come un alfabeto di parole, idee e provocazioni. A moderare l’incontro, i giornalisti Fulvio Giuliani e Gigio D’Ambrosio.

Tra i temi affrontati, quasi inevitabilmente, anche quello del generale ed europarlamentare, diventato negli ultimi anni uno dei personaggi più divisivi della politica italiana.

Il punto di partenza è stato il riferimento al “patriarcato mediterraneo”, espressione utilizzata da Vannacci. Cruciani ha ammesso di non averne compreso fino in fondo il significato. «Non l’ho capito nemmeno io», ha detto, leggendo però quella formula come una provocazione politica: una risposta alle campagne contro il patriarcato e un richiamo ai valori della famiglia tradizionale.

Secondo Cruciani, tuttavia, non è questo il terreno principale sul quale Vannacci sta costruendo consenso. Il fenomeno sarebbe più ampio e nascerebbe dalla distanza fra quanto il centrodestra ha promesso ai suoi elettori e quanto è riuscito a realizzare una volta arrivato al governo.

«Il fenomeno Vannacci ha a che fare col fatto che il centrodestra, in alcuni casi, non ha fatto quello che aveva promesso di fare. Come tutti quelli che vanno al governo», ha osservato. «Lui è stato bravo a inserirsi e gioca sull’immigrazione e sulla sicurezza».

È qui, per Cruciani, che il generale riesce a parlare a una parte dell’elettorato: persone che chiedono meno mediazioni e risposte più visibili su ordine pubblico, controllo del territorio e immigrazione irregolare.

Nel suo ragionamento, le stazioni ferroviarie diventano il simbolo dello stato di salute delle città italiane. «Le stazioni sono la cartina di tornasole di come funzionano le cose», ha affermato. Non basta mostrare militari o mezzi dell’Esercito davanti agli ingressi: chi delinque, secondo lui, può semplicemente spostarsi qualche metro più in là.

La sicurezza dovrebbe invece essere costruita nelle strade attorno alle stazioni, con illuminazione, telecamere, presìdi e controlli costanti. «Devono diventare uno specchio», ha detto.

Una visione che, a suo giudizio, Vannacci è riuscito a tradurre in un linguaggio diretto. «Promette di fare delle cose. E siccome è un militare, dà l’idea di essere efficiente, o di poter essere efficiente».

Cruciani ha quindi respinto con decisione l’etichetta di possibile ideologo del generale, nata negli anni per la loro frequentazione pubblica e per alcune presentazioni dei libri di Vannacci. «Quando mi dicono che sono l’ideologo di qualcuno mi incazzo come una biscia», ha spiegato. «Non riesco neppure a essere l’ideologo di me stesso, in alcuni casi».

Resta il riconoscimento della capacità dialettica del generale. «È uno molto abile», ha detto Cruciani, ricordando di averlo intervistato recentemente. Ed è proprio questa capacità, secondo il conduttore, a creare un problema al centrodestra tradizionale: Vannacci avanza sullo stesso terreno degli altri partiti dell’area e ne intercetta una parte dell’elettorato.

Poi la previsione, formulata davanti al pubblico di Autori in Costa: «Secondo me prende già oltre il 10 per cento».

Non un sondaggio, ma una valutazione personale. Per Cruciani, Vannacci non è una semplice parentesi polemica: è il prodotto di un vuoto politico legato a immigrazione, sicurezza e richiesta di decisioni rapide. E finché quel vuoto resterà aperto, il generale continuerà a trovare spazio.




IL LAGO DI POGGIO DEI PINI TORNA ALLA COMUNITA’ DOPO GLI INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA IDROGEOLOGICA

Sicurezza idraulica per le popolazioni e per il territorio grazie a una aumentata capacità che permette di ospitare il passaggio di notevoli quantità d’acqua. La nuova diga di Poggio dei Pini, tanto attesa dalla comunità, è stata collaudata il 14 maggio scorso e inaugurata oggi 22 maggio dal Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale rappresentato da Efisio Perra, presidente del Consorzio, alla presenza dell’assessore all’agricoltura Francesco Agus, di Stefano Secci, dell’ufficio di gabinetto dell’assessorato ai Lavori Pubblici della Regione, di Andrea Mandras, direttore area tecnico ambientale del Consorzio, del sindaco di Capoterra Beniamino Garau, di Gianmarco Tavolacci, presidente della Cooperativa poggio dei Pini, del presidente di Anbi Sardegna Gavino Zirattu.

Un evento che si inserisce  all’interno della Settimana nazionale della Bonifica e della Irrigazione della Associazione Nazionale della Bonifica Italiana che quest’anno la celebra sotto lo slogan “L’acqua coltiva la pace”. “Un tema che si lega perfettamente con l’opera idraulica che abbiamo inaugurato oggi – commenta Efisio Perra, presidente del Consorzio di Bonifica -, perché la tranquillità della comunità viene in questo caso da un’opera importantissima per la gestione dell’acqua. Un’opera che è stata ripensata in funzione di un rischio idrogeologico di cui ora siamo molto più consapevoli”. 

Il piccolo bacino è un punto di riferimento per Poggio dei Pini, e la sua messa in sicurezza e la restituzione alla comunità non rappresentano solamente la conclusione di un mero adeguamento strutturale agli standard di sicurezza, ma una vera e propria risposta alla popolazione segnata dai tragici eventi del 2008.

“I lavori di messa in sicurezza sono stati pensati nel pieno rispetto di un contesto ambientale unico, e di equilibrio visivo – spiega ancora Perra -, per questo i ringraziamenti ai nostri uffici che hanno supervisionato il progetto, sono doverosi, perché la comunità potrà beneficiare di uno spazio nuovo e bello”. A caratterizzare  l’opera lo sfioratore superficiale a becco d’anatra dal lago principale con un sistema che permette il controllo dei sistemi di scarico. “Ma non solo – spiega Andrea Mandras -. E’ stato allargato anche il canale fugatore, ossia il canale che convoglia e allontana rapidamente grandi quantità di acqua. Importante anche la mitigazione ambientale delle sponde per prevenirne tra le altre cose l’erosione. È stata abbassata la piccola diga a valle, e realizzato un manufatto di interconnessione da cui sarà resa disponibile la risorsa. Infine è stata realizzata la casa di guardia dello sbarramento, dalla quale sarà possibile monitorare sempre lo stato della diga con i più avanzati strumenti tecnologici”.

Cronistoria. Dopo il tragici eventi conseguenza dell’alluvione del 2008, che ha interessato il sistema idraulico di Poggio dei Pini, con la tracimazione della diga in terra, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale su richiesta della Regione Sardegna si rese disponibile a subentrare alla Società Cooperativa Poggio dei Pini nella proprietà e gestione delle infrastrutture idrauliche, diventando proprietario e gestore degli sbarramenti. 

Nel 2013 ci fu l’individuazione del Consorzio da parte del Commissario Straordinario delegato per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico della Regione Sardegna come ente che avrebbe dovuto progettare ed eseguire l’intervento, finanziato con fondi dell’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Autonoma della Sardegna ed assegnati successivamente al CBSM. 

Del 2014 è il progetto preliminare delle opere e l’avvio della procedura di appalto integrato complesso conclusasi solo nel 2018, dopo un lungo iter amministrativo caratterizzato da numerosi ricorsi, con l’aggiudicazione definitiva della progettazione ed esecuzione da parte dell’impresa RTI “Conscoop Spa – Frida costruzioni srl”. Infine l’approvazione da parte degli uffici regionali del progetto esecutivo nei primi mesi del 2023 dà l’avvio ai lavori a distanza di quasi 15 anni dall’evento che li ha resi necessari.

La somma assegnata di oltre 5 milioni di euro di euro però, per via dell’aumento dei prezzi, non era più sufficiente a coprire i costi, così grazie allo stanziamento di ulteriori 2 milioni di euro da parte dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici si permette finalmente l’avvio dei lavori che vengono realizzati e conclusi in tempi brevi.




Alberghiero Sassari, sicurezza e didattica al centro dell’agenda

Sono in fase di progressione i lavori di consolidamento del “Corpo A” ed è a buon punto la costruzione delle nuove sale di laboratorio

SASSARI – Procede a passo spedito il piano di riqualificazione e messa in sicurezza dell’Istituto Alberghiero (IPSAR-IPSEOA) di Sassari, con l’obiettivo di riportare la struttura alla massima efficienza e corredata di nuovi ambienti di laboratorio più moderni e funzionali.

L’intervento permetterà alla scuola superiore di recuperare entro un anno circa la completa fruizione di tutti gli spazi. Fin dalla primavera del 2024, la sala principale del corpo A era stata isolata e messa in sicurezza in seguito al distacco di un elemento della struttura.

Ora al consolidamento del Corpo A sta lavorando l’impresa Sica SRL, mentre SERF Costruzioni sta operando sul Corpo B dell’edificio e sono a buon punto i lavori esterni per la realizzazione dei nuovi spazi laboratoriali (sale e plonge) a cura dell’impresa Giuseppe Delogu. La priorità è quella di consentire il normale andamento delle attività didattiche e permettere al cantiere di procedere a pieno regime.

Per mitigare l’impatto degli interventi sono state adottate soluzioni logistiche avanzate, isolando le aree interne con divisori OSB, in modo da garantire pulizia e separazione delle aree coinvolte. È stata inoltre richiesta l’installazione di pannelli fonoassorbenti nella zona uffici, al fine di assicurare un comfort acustico durante le operazioni cantieristiche più rumorose.

Alla riunione di avvio dei lavori hanno partecipato le figure chiave della Città Metropolitana di Sassari, tra cui l’ingegnera Michela Branca, responsabile del progetto, il geometra referente tecnico Filippo Soggia, e i professionisti dello Studio CVS, Mirko Sanna e Simone Chessa. Per l’istituto erano presenti la dirigente scolastica Antonietta Piras, il responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) Alessandro Gadau e i docenti Aldo Sini e Roberto Ruggiu, per una gestione sinergica che mette al primo posto le esigenze degli studenti e del personale, confermando l’IPSAR-IPSEOA di via Cedrino come un’eccellenza nel panorama formativo regionale.




La Maddalena: Controlli coordinati dei Carabinieri per la sicurezza e la tutela dell’ambiente







Controlli Carabinieri La Maddalena – SardegnaPress.it


5 Ottobre 2025
CRONACA

La Maddalena: Controlli coordinati dei Carabinieri per la sicurezza e la tutela dell’ambiente

Operazione interforze nell’arcipelago: 51 veicoli e 88 persone controllate, 4 contravvenzioni elevate

📍 LA MADDALENA (SS) | Comando Provinciale Carabinieri Sassari

Sabato 4 ottobre 2025, a La Maddalena, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia, con il supporto di aliquote dello Squadrone Cacciatori di Sardegna, della Motovedetta classe 800 “Monteleone”, unitamente a personale del Centro Anticrimine Natura (C.A.N.) della Stazione Forestale di Caprera, hanno svolto un articolato servizio coordinato di prevenzione generale volto a garantire la sicurezza pubblica e la tutela ambientale dell’arcipelago.

Veicoli controllati
51

Persone verificate
88

Contravvenzioni
4

Nel corso dell’attività, alcuni assetti speciali dell’Arma hanno garantito la vigilanza e la sicurezza durante le fasi di imbarco e sbarco dei traghetti, ancora interessate dalla presenza di numerosi turisti, mentre il personale del Centro anticrimine natura ha svolto mirati controlli per prevenire la sottrazione e l’esportazione illecita di materiale litoideo, sabbioso e biogenico, tutelato dalla normativa ambientale e dal regolamento del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

🛡️ Dispositivo di sicurezza:
L’operazione ha visto impegnate diverse unità specializzate dell’Arma dei Carabinieri, tra cui lo Squadrone Cacciatori di Sardegna e la Motovedetta “Monteleone”, per garantire un controllo capillare sia via terra che via mare.

Sono stati inoltre predisposti numerosi posti di controllo nel centro abitato, con la verifica di 51 veicoli e 88 persone e l’elevazione di 4 contravvenzioni al Codice della Strada per mancata copertura assicurativa.

Parallelamente, le verifiche via mare hanno riguardato la sicurezza e la regolarità dei documenti di quattro imbarcazioni da diporto, con l’impiego della motovedetta “Monteleone”.

“L’attività rientra in un più ampio dispositivo di prevenzione e controllo del territorio che vede costantemente impegnati i Carabinieri nel garantire sicurezza, tutela ambientale e rispetto della legalità”

L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di prevenzione e controllo del territorio che vede costantemente impegnati i Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia e le articolazioni speciali dell’Arma nel garantire sicurezza, tutela ambientale e rispetto della legalità in un contesto di straordinario valore naturalistico come quello dell’arcipelago maddalenino.

🌊 Tutela ambientale:
Un’attenzione particolare è stata rivolta alla prevenzione dell’esportazione illecita di sabbia e materiale biogenico, fenomeno che rappresenta una seria minaccia per l’ecosistema del Parco Nazionale dell’Arcipelago.






Sicurezza edile a Sassari, CANTIERE per 50 imprese

Presentato da Formedil e Inail un nuovo modello di prevenzione degli infortuni

Marco Foddai: «Necessario un cambiamento culturale»

Alfredo Nicifero: «Nel settore edile gli infortuni più gravi»

SASSARI. Un nuovo modello di sicurezza e di prevenzione degli infortuni articolato in due fasi: la prima informativa, dedicata a incontri di sensibilizzazione e formazione; la seconda operativa, con attività nei cantieri edili selezionati per accompagnare cinquanta imprese del territorio verso un modello virtuoso, caratterizzato da ambienti salubri, buone prassi e responsabilità diffusa.

Entra nella fase operativa il progetto “CANTIERE”, presentato oggi (23 luglio) a Sassari di fronte a un folto pubblico dai rappresentanti di Formedil – Ente Unico per la Formazione e Sicurezza del Nord Sardegna e INAIL Direzione regionale Sardegna, che collabora e ha cofinanziato l’iniziativa. Sono coinvolti Ance Nord Sardegna, le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, gli organi di vigilanza e prevenzione quali SPreSAL Asl di Sassari e Gallura e Ispettorato territoriale del Lavoro di Sassari, quindi la Cassa Edile del Centro Nord Sardegna e i principali attori territoriali.

Presentazione del progetto

Acronimo di “Consapevolezza e Azioni per un Network sui Temi Infortunistici e sui Rischi in Edilizia”, “CANTIERE” mira a sviluppare un modello condiviso di prevenzione nei cantieri edili partendo dal territorio e coinvolgendo imprese, tecnici, lavoratori e istituzioni. Ad aprire i lavori della conferenza è stato il vicepresidente del Formedil Nord Sardegna, Marco Foddai, seguito dagli interventi del direttore regionale INAIL, Alfredo Nicifero e del rappresentante della Prefettura di Sassari, Marcello Oggianu.

Foddai ha sottolineato la «necessità di un cambiamento culturale che riporti la sicurezza al centro dell’organizzazione dei cantieri, non come vincolo ma come risorsa strategica per la sostenibilità del lavoro».

«Il settore edile – nelle parole di Nicifero – è quello in cui ancora si registrano gli infortuni più gravi e un gran numero di malattie professionali con importanti conseguenze invalidanti. Sono i presupposti che ci hanno portato a sederci a questo tavolo per sviluppare il progetto».

A illustrare i dettagli è stato Fiorenzo Piu, direttore del Formedil Nord Sardegna, che ne ha evidenziato gli obiettivi, le fasi e gli strumenti che accompagneranno le imprese attraverso analisi non ispettive, assistenza tecnica, misurazioni strumentali e formazione pratica.

Il confronto con le parti sociali

Nella sezione dedicata agli stakeholder, i rappresentanti delle principali organizzazioni del settore hanno condiviso riflessioni e proposte. Francesco Planetta (ANCE) ha evidenziato come le imprese abbiano bisogno di strumenti concreti per coniugare sicurezza ed efficienza. Angelo Spampinato (FENEAL-UIL) ha ricordato che la prevenzione è un diritto dei lavoratori, sancito anche contrattualmente, e una responsabilità collettiva, mentre Erika Collu (FILLEA-CGIL) ha lanciato l’allarme su stress lavoro-correlato e mancanza di coordinamento tra i soggetti coinvolti nei cantieri.

Approfondimenti normativi e tecnici

Nella seconda parte della mattinata, lo spazio agli approfondimenti ha presso avvio con Francesca Ferrocci (ANCE), che ha presentato le novità dell’Accordo Stato-Regioni sulla formazione, puntando sull’aggiornamento continuo e sulla qualità didattica. Simona Cubeddu e Marco Spiga (ITL Sassari) hanno illustrato i meccanismi della ‘patente a crediti’ per le imprese, mentre Graziella Giorgianni (SPreSAL) ha riportato i dati più recenti sugli infortuni e le principali carenze riscontrate nelle ispezioni: ponteggi non sicuri, dispositivi collettivi non utilizzati, formazione assente o poco efficace.

Conclusioni

In chiusura, il vicepresidente del Formedil Nord Sardegna, Marco Foddai, ha sintetizzato gli spunti emersi e ringraziato i numerosi partecipanti, ribadendo che ora si entrerà nella fase operativa: lavoro nei cantieri, raccolta dati, consulenze tecniche e momenti di restituzione. Le imprese interessate possono ancora aderire e contribuire a definire uno standard territoriale di eccellenza sulla sicurezza nei cantieri.
Costruire insieme il modello di Cantiere Virtuoso

Nel pomeriggio, la tavola rotonda ha coinvolto rappresentanti di tutti gli enti del partenariato: INAIL, FORMEDIL, ANCE, sindacati, ITL, SPreSAL e Cassa Edile. Il confronto ha permesso di iniziare a definire i criteri per riconoscere un ‘Cantiere Virtuoso’, fondato su parametri misurabili, comportamenti corretti, organizzazione preventiva e condivisione degli obiettivi tra tutti gli attori. Sono state proposte anche linee guida per l’autovalutazione e ipotesi su futuri strumenti premiali per le imprese più virtuose.

L’iniziativa è promossa dal “FORMEDIL Ente Unico per la Formazione e la Sicurezza del Nord Sardegna” con la collaborazione e il cofinanziamento dell’“INAIL – direzione regionale Sardegna”.

Per informazioni: [email protected] – 079 261043




Sicurezza edile, a Sassari nasce il progetto CANTIERE

Mercoledì 23 luglio Formedil e INAIL presentano un nuovo modello di prevenzione degli infortuni che coinvolgerà in via sperimentale 50 imprese del Nord Sardegna

L’iniziativa coinvolge Ance Nord Sardegna, le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e i principali attori territoriali

SASSARI. Esperti del comparto edile, imprenditori, organizzazioni sindacali e istituzioni a confronto per definire un nuovo modello di sicurezza nei cantieri e prevenire gli infortuni. Mercoledì 23 luglio dalle 9.45, nella sede Formedil Nord Sardegna (Strada 34 di Predda Niedda) a Sassari, sarà presentato il progetto “CANTIERE”, un nome evocativo che fa sintesi di “Consapevolezza e azioni per un network sui temi infortunistici e sui rischi in edilizia”. L’iniziativa è finanziata da “INAIL – direzione regionale Sardegna” e promossa da “FORMEDIL Ente Unico per la Formazione e la Sicurezza del Nord Sardegna”.

PROGETTO. CANTIERE è unprogetto sperimentale, innovativo e gratuito per cinquanta imprese del Nord Sardegna, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della sicurezza nei cantieri, supportando le ditte selezionate senza oneri e in modo personalizzato. Monitoraggio e affiancamento direttamente in cantiere permetteranno alle imprese di ottenere assistenza tecnica; analisi delle condizioni operative, non ispettive, ma orientate al miglioramento continuo; misurazioni strumentali su rumore e vibrazioni, spesso sottovalutati ma responsabili di gravi patologie professionali; formazione e sensibilizzazione pratica coinvolgendo direttamente tecnici e lavoratori; costruzione del modello del “Cantiere Virtuoso”, da promuovere come standard territoriale.

Alfredo Nicifero dell’Inail. In alto Silvio Alciator di Formedil

PROGRAMMA. La giornata sarà articolata in una sessione plenaria al mattino e una tavola rotonda di approfondimento tecnico nel pomeriggio. Alle 10 è prevista l’apertura dei lavori con i saluti istituzionali del presidente di Formedil Nord Sardegna, Silvio Alciator, del direttore regionale Inail, Alfredo Nicifero, e del vicario del prefetto di Sassari, Marcello Oggianu.

Saranno quindi illustrati gli obiettivi, le azioni e i risultati attesi dal progetto e, subito dopo, sono attesi gli interventi degli stakeholder di Ance, Feneal, Filca, Fillea. Saranno approfonditi alcuni elementi tematici fondamentali sulla formazione edile (accordo Stato-regioni); sulla patente a crediti (a cura dell’Ispettorato del lavoro); e sulle criticità riscontrate nei cantieri dallo SPreSAL. I lavori riprenderanno alle 14.30 con una tavola rotonda sulla definizione dei criteri del “Cantiere Virtuoso”.

PARTENARIATO. L’iniziativa mette insieme da unarete ampia e trasversale di portatori di interesse che garantiscono competenze complementari, dialogo sociale e massima operatività sul campo. Oltre a Formedil e INAIL sono coinvolti Ance Centro Nord Sardegna in rappresentanza del tessuto imprenditoriale; le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil; gli organi di vigilanza e prevenzione quali SPreSAL Asl di Sassari e Gallura e Ispettorato territoriale del Lavoro di Sassari; quindi la Cassa Edile del Centro Nord Sardegna.

COME PARTECIPARE. L’evento è aperto al pubblico previa iscrizione gratuita, con rilascio di attestato di partecipazione e materiale informativo. Le imprese, i tecnici e i professionisti possono prenotarsi inviando un’email a [email protected] oppure contattando l’ufficio sicurezza al numero 079 261043.




Sicurezza digitale negli aeroporti sardi: accordo tra Polizia di Stato e società di gestione

Firmato un protocollo strategico tra le forze dell’ordine e i gestori degli scali di Alghero e Olbia per rafforzare la difesa informatica delle infrastrutture aeroportuali. Una nuova alleanza per affrontare le minacce digitali in crescita.

Convenzione Prevenzione Crimini Informatici Geasar e Sogeaal

Alghero, 30/06/2025
Foto L.Canu / So.Ge.A.Al. Spa

Un passo decisivo per la protezione digitale degli scali sardi

“Quella di oggi è una giornata molto importante per noi,” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di GEASAR e SOGEAAL, ing. Silvio Pippobello, aprendo l’incontro. “La cybersicurezza è una sfida che coinvolge tutti, ma negli aeroporti assume un valore ancora più delicato. Abbiamo accolto con grande convinzione questo accordo con la Polizia di Stato, certi che ci darà accesso a competenze fondamentali, consigli operativi e supporto formativo per il nostro personale. La nostra struttura è già seguita da esperti del settore, ma la collaborazione diretta con chi si occupa quotidianamente di contrastare i crimini informatici rappresenta un enorme valore aggiunto.”

Collaborazione istituzionale per la sicurezza cibernetica

Nella mattinata del 30 giugno, l’aeroporto di Alghero ha ospitato la firma del protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e le società che gestiscono gli scali del nord Sardegna. L’accordo, siglato da GEASAR S.p.A. e SOGEAAL S.p.A., punta a rafforzare la protezione dei sistemi digitali delle infrastrutture aeroportuali attraverso una sinergia tra pubblico e privato.

Un’intesa per affrontare minacce sempre più complesse

Alla cerimonia hanno preso parte il Questore di Sassari, dott. Filiberto Mastrapasqua, il Dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Sardegna, dott. Francesco Greco, e il rappresentante delle due società aeroportuali. Il protocollo prevede la condivisione di analisi, segnalazioni tempestive di emergenze informatiche e la collaborazione per identificare l’origine di eventuali attacchi. L’obiettivo è garantire continuità operativa e tutela dei dati, in un contesto sempre più esposto a minacce digitali.


📦 Cos’è la cybersicurezza e perché ci riguarda tutti

La cybersicurezza è l’insieme di tutte le misure che servono a proteggere computer, reti, sistemi informatici e dati da attacchi o accessi non autorizzati. In pratica, è come avere una porta blindata e un antifurto per il mondo digitale.

Perché è così importante?
Oggi, quasi tutto passa da internet: comunicazioni, lavoro, trasporti, sanità, perfino gli aeroporti. Se un sistema viene attaccato, può smettere di funzionare, mettere in pericolo le persone o farci perdere dati sensibili. Un attacco può bloccare un volo, rubare informazioni private o causare gravi danni economici.

In un mondo sempre più connesso, proteggere la rete è come proteggere la nostra casa e la nostra vita quotidiana.


L’allarme del Dirigente Greco: “Gli attacchi crescono, serve formazione”

Il dott. Francesco Greco ha evidenziato l’urgenza dell’accordo, sottolineando che si tratta di un passo necessario, anche se atteso da tempo. “Oggi gli attacchi informatici sono sempre più frequenti e sofisticati, spesso orchestrati da gruppi ostili con finalità economiche o di sabotaggio. Gli aeroporti, come tante altre strutture strategiche, sono bersagli sensibili,” ha spiegato.

Tra le minacce più insidiose c’è il ransomware: un tipo di virus che blocca i sistemi, rendendo inaccessibili dati e funzioni, per poi chiedere un riscatto. “Non solo tecnologia, però. Nel 50% dei casi, la porta d’ingresso degli attacchi sono gli errori umani. Ecco perché la formazione del personale è un’arma fondamentale nella prevenzione.”

Il Questore Mastrapasqua: “La sicurezza pubblica passa anche dal digitale”

Il Questore di Sassari ha ribadito quanto la sicurezza informatica sia ormai parte integrante del concetto di sicurezza pubblica. “Non ci occupiamo più solo di comportamenti umani, ma anche di tutto ciò che accade nel web,” ha affermato. “Il digitale può essere un’opportunità enorme, ma anche una minaccia se usato per fini illeciti.”

Mastrapasqua ha poi richiamato l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: “Gli aeroporti non custodiscono solo persone e voli, ma anche dati estremamente sensibili. Informazioni personali, abitudini di viaggio, dati bancari. È un patrimonio che fa rabbrividire solo a pensarci. Se queste informazioni finiscono in mani sbagliate, il danno può essere devastante.”

Ha quindi ribadito l’importanza della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private: “Solo attraverso lo scambio continuo di informazioni possiamo prevenire, reagire e tutelare davvero la sicurezza di tutti.”

Un modello da replicare per altri settori strategici

Il protocollo firmato ad Alghero rappresenta non solo una misura concreta di difesa, ma anche un esempio virtuoso di cooperazione istituzionale. “È un modello che vogliamo estendere anche ad altri settori essenziali,” ha concluso Greco. L’ing. Pippobello ha confermato la massima disponibilità da parte delle società di gestione aeroportuale a continuare su questa strada, investendo in sicurezza e innovazione.