I Sindaci di Alghero, Nuoro e Oristano: bassa presenza del virus diventa un limite per la riapertura

Ieri sera la Regione Sardegna ha reso noto l’indice Rt (misura della trasmissibilità del virus tra la popolazione) relativo ai singoli comuni dell’Isola.

L’indice di Nuoro, Oristano e Alghero (così come quello della maggior parte dei comuni sardi) è stato classificato N.C., ossia non calcolabile a causa della bassa presenza di contagi riscontrati. Se da un lato il numero di contagi registrati rappresenta un aspetto positivo, dall’altro l’impossibilità di calcolare l’indice si rivela un forte limite per l’azione dei sindaci, ai quali, con l’ordinanza regionale del 2 maggio, è stata demandata la possibilità di adottare le ordinanze sulla riapertura delle attività proprio in base alla conoscenza del dato, che si sarebbe dovuto attestare in un valore pari o inferiore allo 0,5.

In parole povere, l’assenza di questo parametro non ci permette di stabilire se nei nostri territori si possa aprire in sicurezza o meno, perché, di fatto, non conosciamo il livello di presenza del virus tra le nostre comunità.

Un altro aspetto di non secondaria importanza riguarda l’assenza di linee guida precise ed inequivocabili sulle misure igienico-sanitarie che si dovrebbero adottare e osservare all’interno delle attività a cui eventualmente dovesse essere consentita la riapertura. E ciò a tutela dei clienti, dei dipendenti e degli stessi datori di lavoro, i quali rischierebbero di incorrere in illeciti amministrativi e penali.

Noi sindaci siamo pronti a riaprire tutto il possibile, conosciamo il disagio economico e sociale che tantissimi nostri concittadini stanno vivendo in questo periodo di chiusura forzata. Le ordinanze sono già pronte e quando saremo messi in grado di emanarle, lo faremo con immediatezza.

Mario Conoci Sindaco di Alghero

Andrea Soddu Sindaco di Nuoro

Andrea Lutzu Sindaco di Oristano




SASSARI–C.STAMPA 07_05_2020 – Confartigianato Sassari appello ai Sindaci. Azioni coraggio per riscrivere il nuovo futuro delle imprese

CONFARTIGIANATO SASSARI SI APPELLA AI 66 SINDACI DELLA PROVINCIA.
MARIA AMELIA LAI (PRESIDENTE): “AZIONI CORAGGIO PER RISCRIVERE IL
NUOVO FUTURO DELLE IMPRESE”

Contrasto di qualsiasi forma di abusivismo e lavoro irregolare,
rilancio delle opere pubbliche e interventi in materia tributaria, per
supportare le attività produttive e alleviare le difficoltà legate
all’emergenza del coronavirus.

“Il comparto artigiano sta vivendo una situazione drammatica,
catapultato all’interno di una realtà stravolta da una grave emergenza
sanitaria; come in un effetto domino, le nostre imprese sono cadute,
una dopo l’altra, nella disperazione dell’incertezza di un futuro, in
un presente privo di incassi, ma oberato da impegni debitori necessari
al proseguo delle proprie attività, scontrandosi inoltre con una
sleale concorrenza da parte degli abusivi”.

E’ questa la drammatica sintesi del comparto elaborata da Maria Amelia
Lai, Presidente provinciale della Confartigianato di Sassari e
riassunta in una lettera già inviata ai 66 Sindaci dei comuni della
Provincia di Sassari.

La Confartigianato Imprese Sassari chiede che la tassazione locale
tenga conto della suddetta situazione economica del comparto
artigiano. Nello specifico, l’Associazione degli Artigiani si rivolge
ai Sindaci, affinchè valutino la possibilità di ridurre e prorogare i
termini di versamento della TARI e dell’IMU, rimodulando inoltre la
tariffa della TARI per le attività che hanno dovuto chiudere a causa
dell’emergenza.

Allo stesso modo, una rivisitazione in termini di riduzione e proroga
del versamento del canone annuale per l’installazione dei mezzi
pubblicitari, verificando l’annullamento o il rinvio del pagamento
delle rate della Tosap.

Alla luce delle misure di sostegno a copertura dei canoni di
locazione, parzialmente già introdotte attraverso l’articolo 65 del DL
18/2020 (“credito d’imposta per botteghe e negozi”), Confartigianato
Imprese Sassari chiede di prendere in considerazione la possibilità di
agevolare anche gli artigiani, proprietari di immobili di attività
produttive rientranti nelle categorie catastali C e D, non rientranti
nella stessa, promuovendo una riduzione dell’impatto del tributo IMU
relativamente alla quota a favore dell’Ente Locale.

Per quanto concerne l’abusivismo si richiede di attivare efficaci
misure di controllo e prevenzione per forme di lavoro irregolare e
sleale, fenomeno che, purtroppo, la crisi in atto ha acuito a
discapito di tanti onesti lavoratori.

“Chiediamo ai Sindaci un atto di coraggio per far rinascere le aziende
e tutta l’economia” rilancia Maria Amelia Lai – bisogna restituire
fiducia ai nostri imprenditori e cittadini, con scelte inedite e
coraggiose che pongano gli imprenditori a ripartire”.

“Senza sostegni e interventi adeguati si rischia che dopo lo stop
molte imprese non siano in grado di riaprire – continuano Maria Amelia
Lai e Antonio Alivesi, rispettivamente Presidente e Segretario
provinciale della Confartigianato di Sassari – siamo certamente
consapevoli degli sforzi che ogni amministrazione comunale sta facendo
per rispondere all’emergenza pandemica, contrastare la diffusione del
virus e sostenere la popolazione tutta” – sottolineano Lai e Alivesi –
la Confartigianato è per questo impegnata a sostenere le imprese e
attraverso loro tutte le famiglie, che dalle attività artigianali
ricavano sostentamento”.

“Nell’ottica di una pronta collaborazione con le Istituzioni, stile
che ha sempre contraddistinto l’Associazione a tutti i livelli –
concludono Presidente e Segretario – ci permettiamo di dare qualche
suggerimento al fine di far giungere, attraverso le scelte delle
Amministrazioni, un messaggio di rassicurazione alle imprese e di
un’unità di intenti che ci vede tutti proiettati a percorrere la
strada di una faticosa e progressiva ripresa del sistema produttivo”.

Una provincia, quella di Sassari che, negli anni, ha tentato di uscire
da una durissima crisi.

I dati, elaborati dall’Osservatorio per le PMI di Confartigianato
Imprese Sardegna, su fonte ISTAT-MISE-UNIONCAMERE, descrivono un
tessuto produttivo con 57.706 realtà di cui il 22,6%, ben 13.070
attività, sono artigiane. Quest’ultimo settore è stato duramente
colpito anche nell’ultimo anno, avendo perso altre 282 unità rispetto
al 2016 quando se ne registrarono 13.352.

Nell’intera provincia di Sassari, nel totale delle imprese, 30.924
sono attive nel settore Servizi, 9.076 nelle Costruzioni mentre 4.134
sono quelle Manifatturiere.

Nell’artigianato, le Costruzioni sono quelle più rappresentate con
5.164 realtà (il 39,5% di tutte le attività artigiane), in calo di 150
unità rispetto al 2016 quando se ne registrarono 5.314. Seguono i
Servizi con 5.126 (39,2% sul totale artigianato), anche questo in calo
(di 56 unità) rispetto alle 5.182 del 2016. In calo anche il
Manifatturiero: con 2.606 realtà, in rappresentanza del 19,9%
dell’artigianato, il settore ha registrato una decrescita di 70 unità,
contro le 2.676 registrate nel 2016. L’insieme delle attività del
territorio danno lavoro a 102.134 persone di cui ben 21.316 sono
addetti dell’artigianato, per una dimensione media d’impresa artigiana
di 2,3 (lavoratori per azienda). Il tutto insiste su una popolazione
residente di 493.788 persone, composta da 222.673 famiglie, con un
reddito imponibile totale di 5miliardi e 300milioni e un reddito pro
capite di 10.778 euro.

Sassari, 7 maggio 2020




COLDIRETTI SARDEGNA. I SINDACI I MIGLIORI ALLEATI DELL’ECONOMIA SARDA

Coldiretti Sardegna ha presentato a tutti i sindaci Sardi, attraverso una lettera inviata al presidente dell’Anci Emiliano Deiana, una idea progettuale per l’acquisto dei prodotti delle aziende agricole da destinare alle famiglie, unendo solidarietà e promozione del consumo di prodotti locali.

“In un momento così difficile – spiega il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –  riteniamo che dobbiamo dare tutti il meglio di noi e cercare di trasformare in opportunità questa pesante crisi, attivando iniziative di economia circolare, come per esempio la spesa amica 100% sarda per le famiglie in difficoltà”.

Con il passare dei giorni il peso della crisi si fa sempre più pesante. Il mondo agricolo non si è mai fermato perché la campagna e la natura continuano il proprio percorso sempre e nonostante tutto.

Questo oltre a ridare la giusta centralità e valore all’agricoltura nella società, ha e sta rappresentando un grande vantaggio per le aziende agricole in un momento in cui molte attività si sono dovute fermare.

Dall’altra però evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba “sta penalizzando pesantemente alcuni settori come agriturismo, florovivaismo, viticoltura ma anche suinicoltura e altre aziende, così come lo è stato qualche settimana fa per i carcioficoltori, per la chiusura delle strutture e dei loro tradizionali canali commerciali determinando lo spreco di cibo, rimasto nei campi oppure anche ulteriori spese e lavoro per lo stoccaggio  del prodotto e degli animali in azienda”.

Allo stesso tempo il dramma economico dovuto all’emergenza Coronavirus, sottolinea Coldiretti Sardegna,  si sta aggravando e sta allargando la fascia di cittadini in difficoltà che chiedono aiuto alle istituzioni ed in primis alle amministrazioni comunali.

Da qui la proposta di Coldiretti Sardegna rivolta ai sindaci per l’acquisto di prodotti direttamente dalle aziende agricole oggi più in difficoltà “che i primi cittadini essendo a contatto diretto conoscono bene”, per destinarlo ad azioni di solidarietà e sostegno a chi si ritrova senza un reddito.

“Una azione che potrebbe essere realizzata – secondo Battista Cualbu – utilizzando i fondi comunali, liberati e destinati dal cosiddetto decreto Cura Italia, artt. 109 e 112, per interventi anche di carattere economico e sociale, come l’acquisto di prodotti delle aziende agricole da destinare alle famiglie. Sulle modalità ci giungono in soccorso alcune buone prassi già attuate da Enti locali con la nostra collaborazione. Attraverso procedure di affidamento dell’attività ad imprese specializzate nell’acquisto, trasformazione e consegna dei prodotti, piuttosto che con dei veri e propri contributi assegnati ad associazioni di volontariato”.




Poste Italiane incontra 4 mila sindaci.

POSTE ITALIANE INCONTRA 4 MILA SINDACI. L’AD DEL FANTE:“SIAMO LA RETE PER COLLEGARE IL TERRITORIO ALLE ISTITUZIONI”

GIA’ REALIZZATI 14MILA INTERVENTI PER I PICCOLI COMUNI. PRESENTATO UN NUOVO PIANO DI OPERE

In occasione del secondo incontro “Sindaci d’Italia”, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di ministri e istituzioni, l’amministratore delegato ha illustrato la realizzazione delle iniziative 2018 e ha presentato i nuovi impegni per i piccoli Comuni: arrivano gli automezzi “green”, i POS in comodato gratuito, i nuovi servizi informativi, i programmi di educazione finanziaria e digitale, con l’obiettivo di rendere ancor più vicini, grazie a Poste, i territori al centro del Paese.

Roma, 28 ottobre 2019 – Poste Italiane ha riunito oggi a Roma i Sindaci dei piccoli Comuni d’Italia per annunciare l’introduzione di nuovi servizi dedicati alle realtà locali con meno di 5.000 abitanti e rinnovare, a distanza di un anno dal loro primo incontro, il dialogo diretto e permanente sulle esigenze specifiche del territorio.

Dimostrazione tangibile di come l’azienda sia la rete più capillare d’Italia per collegare il territorio alle istituzioni e ai servizi centrali del Paese.

All’incontro, svolto alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il Ministro dell’Innovazione Paola Pisano, il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano e il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, e promosso in collaborazione con ANCI e UNCEM, hanno partecipato oltre 4.000 Sindaci, ai quali il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire un messaggio di saluto.

“Poste Italiane ha detto l’AD Matteo Del Fante – ha realizzato gli impegni assunti nel 2018 con i piccoli Comuni grazie alla dedizione delle persone che lavorano in azienda e alla proficua collaborazione instaurata con il territorio e con le istituzioni locali. Siamo consapevoli dell’importanza strategica della presenza capillare di Poste e della nostra capacità di collegare i territori alle istituzioni e ai servizi erogati centralmente: la nostra azienda accorcia le distanze, agevola le relazioni, direi che è una sorta di intermediario tra le diverse aree del Paese. E’ giunto ora il momento di compiere una nuova tappa, arricchendo le iniziative realizzate e confidando nel fatto che i progressi conseguiticostituiscono una testimonianza della comune capacità di lavorare al servizio dell’Italia, favorendone lo sviluppo, la coesione sociale e territoriale”.  

Del Fante ha illustrato gli obiettivi del nuovo piano di Poste Italiane per i piccoli Comuni, che comprende tra l’altro: l’avvio di programmi di educazione finanziaria e digitale; POS gratuiti ai Comuni per i servizi di pagamento digitale; l’uso di mezzi “green” per il recapito della posta; l’installazione di locker nei Comuni privi di ufficio postale, per semplificare le operazioni di consegna dei pacchi e il pagamento dei bollettini; l’installazione di cassette postali smart a tecnologia digitale; l’attivazione di servizi di informazione per i cittadini; la realizzazione di nuovi eventi filatelici per meglio valorizzare le tradizioni e le realtà delterritorio.

All’indomani del primo incontro con i “Sindaci d’Italia”, risalente al 26 novembre 2018, Poste Italiane ha realizzato tutti gli obiettivi a suo tempo presentati. Oltre a mantenere la promessa di non chiudere alcun ufficio postale, infatti, nel corso dell’ultimo anno sono stati realizzati 900 incontri con amministratori locali, coordinati dal nuovo ufficio istituito a Romacon il compito di mantenere aperto e costante il dialogo tra Poste e le comunità sul territorio; sono stati installati 614 ATM Postamat; attivati servizi a domicilio e presso esercizi convenzionati nei Comuni privi di ufficio postale; collegati 5.688 spot WI-FI negliuffici postali di 5.051 Comuni; eliminate 574 barriere architettoniche in 549 Comuni; potenziati 219 uffici postali in 211 centri turistici; installate 3.751 nuove cassette postali e3.793 impianti di video sorveglianza; attivati 119 servizi di tesoreria; donati 13 immobili aiComuni per attività di interesse collettivo; realizzati 15 murales per migliorare il decoro urbano degli uffici postali periferici.

L’incontro di oggi segna una nuova tappa nel dialogo e nel confronto avviati l’anno scorso e avvicina ancora di più Poste Italiane al territorio e alle sue comunità, lungo un percorso fatto di impegni reali, investimenti, nuovi servizi e opportunità concrete, al servizio della crescita economica e sociale del Paese.