Alghero: lettera del Sindaco alla direttore del presidio ospedaliero con la richiesta di consenire le visite ai pazienti ricoverati

Visite vietate ai pazienti in ospedale, richiesta del Sindaco Mario Conoci  alla Assl di Sassari.

Sono certo che sia possibile individuare una soluzione che, compatibilmente con il rispetto delle norme di contrasto alla diffusione del virus, consenta anche in questa situazione, di non trascurare le implicazioni umane ed affettive che hanno la stessa rilevanza di quelli sanitari e che, senza dubbio, contribuiscono in maniera determinante al benessere dei pazienti e dei loro familiari e conoscenti

“Pervengono con sempre maggiore frequenza accorati appelli da parte dei cittadini relativamente al divieto di far visita ai pazienti ricoverati presso l’Ospedale di Alghero, introdotto a seguito della grave recente emergenza sanitaria. Si tratta spesso di familiari di ricoverati in condizioni di medio lungo degenza che da mesi non ricevono le visite ed il conforto dei propri cari. Altri rischiano di non ricevere l’ultimo saluto, come, purtroppo, già accaduto in questo periodo. Non meno importanti sono le conseguenze di carattere psicologico sui pazienti che pur non avendo trascorso un lungo periodo di ricovero, sono privati della possibilità di ricevere le viste dei parenti”. Il Sindaco si rivolge al al Dott. Antonio Francesco Cossu Direttore Presidio Ospedaliero Unico di Area Omogenea e al Dott. Flavio Sensi Direttore di Area della Assl di Sassari. “Fermo restando che le stringenti misure introdotte sono motivate dalle particolari criticità relative alla propagazione del Covid – precisa – specie nelle struttura sanitarie e di ricovero, Vi chiedo di verificare la possibilità di consentire ai parenti, assicurando in ogni caso il rispetto delle misure di sicurezza, le visite contingentate ai pazienti ricoverati presso l’Ospedale di Alghero.   Sono certo che sia possibile individuare una soluzione che, compatibilmente con il rispetto delle norme di contrasto alla diffusione del virus, consenta anche in questa situazione, di non trascurare le implicazioni umane ed affettive che hanno la stessa rilevanza di quelli sanitari e che, senza dubbio, contribuiscono in maniera determinante al benessere dei pazienti e dei loro familiari e conoscenti”.




Palazzo Bruciato – a Porta Terra incontro con il Sindaco Mario Conoci

Rogo del 2017, proprietari delle case oggi a Porta Terra dal Sindaco Mario Conoci e dal Vicesindaco Giovanna Caria
Massima attenzione sulla vicenda del palazzo bruciato, non abbassare il livello di interesse da parte di tutti
Alghero, 6 luglio 2020 – Vicinanza piena dell’Amministrazione alle famiglie proprietarie degli appartamenti del palazzo bruciato di via Vittorio Emanuele. Oggi il Sindaco Mario Conoci, come concordato nell’incontro pubblico di qualche settimana fa, ha ricevuto a Porta Terra una rappresentanza dei condomini, insieme al Vicesindaco Giovanna Caria, al Segretario Generale Pierino Arru, e agli avvocati  dell’Avvocatura Comunale. La vicenda viene seguita con attenzione, in prosecuzione di un intento manifestato congiuntamente con l’Amministratore della Provincia di Sassari Pietrino Fois e dal Presidente del Consiglio regionale Michele Pais. Dal luglio 2017, quando il rogo devastò il palazzo all’ingresso della città, è cominciata una lunga vicenda giudiziaria che ancora non è giunta al termine, costringendo i proprietari degli immobili ad una situazione di precarietà che merita adesso di trovare risposte. “L’Amministrazione ascolta e tiene alta l’attenzione sulla vicenda, che ha chiaramente aspetti legali nei quali non possiamo intervenire-  ha detto oggi il Sindaco alla delegazione dei  circa 50 proprietari – e per quanto ci compete faremo ogni cosa che possa favorire l’arrivo più celere alla conclusione di questa vicenda”. Il Sindaco ed i condomini hanno concordato sul fatto che sarebbe più dannoso coprire la vista dell’immobile, quasi a voler  occultare e dimenticare il problema, mentre invece è necessario che non si abbassi il livello di interesse da parte di tutti affinché si giunga ad una conclusione nei tempi più rapidi, accelerando procedimenti civile e panale in corso, perizie e bonifiche. Sul tavolo dell’Amministrazione il punto di vista,  riassunto dai proprietari degli appartamenti,  dei complessi  aspetti delle varie procedure espletate e in atto. “L’Amministrazione ha indicato concretamente la strada per iniziative appropriate in merito ai tributi comunali sui quali è possibile intervenire ed ha assunto l’impegno di valutare tutte le proposte illustrate nell’incontro. Ma è chiaro che l’obiettivo principale è arrivare alla soluzione definitiva che tutti attendono ed, in particolare,  il rientro in possesso delle abitazioni e dell’immobile nel suo complesso”.  L’auspicio è che a breve possa essere individuato il percorso che condurrà alla soluzione del problema. L’Amministrazione comunale ha garantito il massimo dell’attenzione.



Lavori edili e turismo. Ordinanza del sindaco Nizzi per tutelare entrambi i comparti.

24 giugno 2020 – La vocazione prettamente turistica di Olbia, in particolare del centro storico e del borgo di Porto Rotondo, rende necessario andare incontro alle esigenze degli ospiti e dei cittadini in ferie, garantendo loro un soggiorno caratterizzato dalla massima tranquillità possibile. La presenza di cantieri edili mal si concilia con un luogo votato alla quiete e al relax.

«Il lockdown dovuto alla pandemia ha imposto uno stop a tutti i comparti dell’economia ed in particolare a quello edile. È nostra intenzione favorire la piena ripresa delle attività, senza per questo dimenticare la forte vocazione turistica del territorio. – afferma il sindaco Settimo Nizzi – Per questo abbiamo previsto uno stop ai lavori edili privati nel centro storico cittadino e a Porto Rotondo nel periodo 1-20 agosto. Ricordiamo che nel 2019 le imprese edili si sono fermate per due mesi interi, luglio e agosto. Quest’anno il lasso di tempo sarebbe troppo ampio e riteniamo che la soluzione trovata riesca a conciliare le diverse necessità».

Oltre alla sospensione dei lavori in tutti i cantieri di edilizia privata, le aziende interessate dovranno lasciare libere da materiali da costruzione marciapiedi e strade eventualmente occupate per le attività, anche se autorizzate, e restituirle all’uso pubblico. Sono esclusi da tali obblighi le attività attinenti la cura del verde ed i cantieri edili relativi alle opere pubbliche, per il carattere di pubblica utilità che la loro realizzazione riveste.

Ordinanza n. 65




Il sindaco Campus incontra il direttore del carcere Pujia

Il sindaco Campus incontra il direttore del carcere Pujia

Stamattina, 19 giugno, nella sede istituzionale di Palazzo Ducale, il sindaco Gian Vittorio Campus ha incontrato il direttore della Casa circondariale di Sassari Graziano Pujia, alla presenza di Antonello Unida, garante dei diritti delle persone private della libertà personale. È stata l’occasione per un confronto dal quale è emersa la volontà comune di rafforzare i rapporti tra la comunità e i detenuti del carcere, per farli sentire parte della collettività, attraverso iniziative che portino la città dentro la struttura e i reclusi all’esterno, con progetti di rieducazione e reinserimento.

Il direttore era stato nominato poco prima dell’emanazione delle norme di contrasto al diffondersi del coronavirus. Questo dunque è il primo incontro tra le due istituzioni che hanno già previsto di rivedersi a breve per continuare a rafforzare la collaborazione e avviare quanto prima progetti e iniziative comuni.




Il Sindaco di Trieste ospite di ICEBERG ON AIR

Roberto Dipiazza è stato ospite del live-podcast ” iceberg on air”.

Un’intervento a tutto tondo dove racconta la storia di Trieste, di come ha approcciato

l’emergenza sanitaria e programmato nel frattempo la ripresa economica della città.

Si è parlato anche di politica e aspetti sociali legati al pot covid-19

ASCOLTA LA PUNTATA

https://icebergonair.it/?p=2661




Ziberna, sindaco di Gorizia” come ho aiutato concretamente i miei concittadini”

Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia racconta nel suo intervento su ” iceberg on air” come ha affrontato l’emergenza coronavirus,

oltre a mettere in risalto le caratteristiche della “Berlino d’Italia”.

Un’interessante intervista ascoltabile qui




L’HOSPICE DI PLOAGHE PER I PAZIENTI COVID? IL SINDACO SOTGIU ESPRIME LE SUE PERPLESSITA’

L’inizio della fase 2 ha coinciso, nel comune di Ploaghe, con il riavvio di diversi progetti e la riapertura di numerosi cantieri. Uno dei progetti che sta più a cuore all’amministrazione comunale non è, tuttavia, un cantiere di propria competenza ma un progetto attivato dall’Ats e riguarda la struttura sanitaria San Giovanni Battista. Negli anni passati infatti, a partire dal passaggio della ex Ipab all’allora Asl di Sassari è stato attivato un programma condiviso di interventi per valorizzare la struttura e che avrebbe avuto fra i progetti più importanti la realizzazione di un Hospice nell’edificio denominato “Gli Ulivi”. La struttura, un luogo di accoglienza e ricovero per malati che li assiste sino al termine naturale della vita, è la prima di questo tipo nel sassarese e potrebbe diventare un riferimento importante per tutto il nord ovest della Sardegna. Nei mesi scorsi l’Ats ha finanziato il progetto di “Realizzazione di un centro residenziale per cure palliative (Hospice)” con un importo complessivo di 323.500 euro di cui 221.290,00 euro di lavori e 2.500,00 euro di oneri per la sicurezza. L’appalto è stato aggiudicato, nel mese di dicembre, alla ditta a D.S. Medica Tecnologie Srl con sede in Noale (VE). Un ottima notizia accolta con grande soddisfazione nel territorio. A preoccupare però il sindaco di Ploaghe Carlo Sotgiu, è un’altra vicenda che, se confermata, potrebbe frenare l’iter di realizzazione del programma. “Abbiamo saputo informalmente dai quotidiani – spiega il sindaco- che la Regione avrebbe deciso di realizzare nel SGB un reparto per gli ex pazienti positivi al covid e dimessi dalle case di cura e strutture sanitarie e che devono ancora stare in isolamento. Una decisione che, se confermata, è stata presa senza consultare l’amministrazione comunale ma, soprattutto, le indiscrezioni che circolano parlano della realizzazione di questo progetto proprio nei locali de “Gli Ulivi”, cioè i locali in cui sarebbero dovuti partire, nelle prossime settimane, i lavori per la realizzazione dell’Hospice. Purtroppo non esistono ulteriori dettagli dell’operazione in quanto la delibera della giunta regionale, la 24/20 del 8 maggio, non è ancora stata pubblicata. Inoltre risulta che diversi altri comuni del territorio avrebbero gradito ospitare nelle loro strutture i pazienti ex covid ma sembrerebbe che la scelta sia ricaduta proprio su Ploaghe come comparso sulla stampa. La nostra grande preoccupazione– conclude Carlo Sotgiu- è che questa circostanza possa rallentare il progetto di realizzazione del centro di cure palliative o addirittura bloccarlo. Sarebbe davvero una grave perdita per tutto il territorio anche perché si dovrebbe bloccare un appalto già in essere”.




Aeroporti – il Governo dimentica Alghero – la protesta del Sindaco Mario Conoci

Alghero, 18 maggio 2020 – “Rivedere la decisione ed ascoltare la richiesta dell’intero nord-ovest della Sardegna, disponendo la riapertura anche dell’aeroporto di Alghero”. L’inspiegabile esclusione di Alghero dalle strutture aeroportuali sarde che potranno riaprire, secondo il decreto emanato nella giornata di ieri dal Governo, è il motivo per il quale il Sindaco di Alghero Mario Conci ha rivolto la protesta nei confronti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e del Ministro della Sanità Roberto Speranza. “Non prevedere Alghero tra le strutture aeroportuali che possano garantire “l’operatività dei servizi”, come invece è stato disposto per Cagliari ed Olbia, è una decisione che discrimina fortemente i residenti ed il territorio del nord-ovest della Sardegna, la cui vita sociale ed economia dipendono in modo determinate dai trasporti, fondamentali per la programmazione delle attività turistiche e per una vera ripresa dalla nostra comunità”, ha scritto oggi il primo cittadino nella sua lettera inviata per conoscenza anche al Presidente della Regione Christian Solinas e all’Assessore regionale dei trasporti Giorgio Todde. “L’economia del nostro territorio è stata letteralmente “messa in ginocchio” dalle, seppur giuste, misure restrittive conseguenti alla grave emergenza sanitaria nazionale che ci ha colpito, ma dalla quale abbiamo tutti il diritto di uscire con uguali misure di apertura. Non si comprende quali siano le motivazioni e le ragioni di una simile scelta che esclude dai trasporti aerei una parte importante del territorio sardo”. Il provvedimento emanato ieri dal Governo non contiene elementi motivazionali tali da giustificare tale decisione. Il sindaco di Alghero ricorda al riguardo, quindi, “che l’aeroporto di Alghero serve un vasto territorio sul quale insistono importanti città. Le distanze tra i tre aeroporti sardi, inoltre, sono tali da non poter neppur minimamente pensare che la chiusura di Alghero possa essere compensata dall’apertura di Olbia senza che ciò arrechi ulteriori danni rispetto a quelli già incolpevolmente patiti dal nord-ovest della Sardegna. Peraltro – aggiunge – la Regione Sardegna con nota del 12 maggio scorso, richiamata nel Vostro decreto, ha chiesto la riapertura dei servizi di aviazione generale nei tre aeroporti sardi di Cagliari, Olbia ed Alghero, senza esclusione o distinzione alcuna fra gli scali isolani. Richiesta ignorata limitatamente ad Alghero per la quale, invece, non è prevista la riapertura. Ritengo che la RAS abbia a disposizione informazioni, dati ed una conoscenza del territorio regionale che possano autorevolmente giustificare la riapertura anche dell’aeroporto di Alghero. Conoscenze che pare non siano state tenute in considerazione. Per queste ragioni – conclude Mario Conoci – voglio pensare ad una “svista” nella redazione del decreto che ha escluso dalla riapertura l’aeroporto di Alghero. Voglio pensare ad una dimenticanza in quanto anche sforzandomi e facendo appello a tutta la mia comprensione e quella della paziente comunità che rappresento, rispetto alle difficili decisioni che il Governo ha dovuto assumere, non riesco a scorgere le motivazioni di fatto a fondamento di ciò che appare come una esclusione assolutamente discriminatoria. Vi chiedo, pertanto, Onorevoli Ministri, di voler rivedere la Vostra decisione ed ascoltare la richiesta dell’intero nord-ovest della Sardegna, disponendo la riapertura anche dell’aeroporto di Alghero”.



Pare, ma naturalmente speriamo di no, che l’attenzione del Governo verso l’aeroporto di Alghero sia pari a quella riservata alla 4 corsie.  Per questo non siamo per nulla sereni e a ciò si aggiunge che le locali forze politiche di opposizione, ma al Governo a Roma, continuano ad assumere atteggiamenti ossequiosi ad ogni decisione dannosa del Governo loro amico ai danni di Alghero e del territorio.  Il risveglio dei consiglieri di centrosinistra che ora si dicono “preoccupati per il futuro dell’aeroporto di Alghero” è sintomatico di una mancanza assoluta di cognizione di ciò che accade o che facciano finta di nulla.  Chi ha assistito, e favorito, il crollo del nostro aeroporto fin dal 2015 non può permettersi tali affermazioni, non possono prendersi gioco dell’intelligenza degli algheresi.  Prendano esempio dai rappresentanti politici a Roma del territorio di Olbia, che hanno lavorato uniti e con impegno per far inserire il proprio aeroporto nel decreto del Governo per la riapertura dello scalo gallurese. I rappresentanti del nostro territorio, invece, hanno sonnecchiato, non hanno mostrato quella forza necessaria per far assumere la decisione che la città e il territorio si attendevano e oggi addirittura difendono le scelte del Governo a danno del territorio che li ha espressi e che sono chiamati a rappresentare.  La smettano, i consiglieri di minoranza, di fare esercizi da tastiera. Provino a sostenere a Roma, concretamente, nei confronti del Pd e dei Cinquestelle, l’assoluta necessità di una rivisitazione delle decisione assunta dal Governo. C’è una sequenza di atti che non lascia dubbi né spazio ad interpretazioni e sono atti a firma dei Ministeri delle Infrastrutture e della Salute. Sono atti che precedono quelli della Regione, che non ha potuto che prendere atto e recepire una disposizione del Governo nazionale. Chiediamo alle forze di opposizione di minoranza di provare a superare l’imbarazzo e ad unirsi al Comune di Alghero, alla Provincia di Sassari, ai Sindaci della Rete Metropolitana in questa azione di rivendicazione dei diritti di tutti i cittadini del Nord Ovest. È molto meglio adoperarsi per una soluzione di un problema che sollevare una polemica politica che non porta a nulla. Poco c’entra la Regione in un Decreto firmato da ben due Ministri della Repubblica che, pensiamo, siano chiamati ad assumere atti che non discriminino un territorio senza alcun motivo. Ribadiamo che l’aeroporto di Alghero ha tutti i requisiti per riprendere la sua normale attività al pari degli altri aeroporti sardi. 

Nina Ansini

Monica Pulina, 

Roberto Trova

Alberto Bamonti

Christian Mulas

Nunzio Camerada

Maurizio Pirisi 




collaborazione con imprese – le dichiarazioni del Sindaco Mario Conoci

Alghero, 12 maggio 2020 – L’Amministrazione conferma la più ampia e piena disponibilità a collaborare con il settore della ricettività e della ristorazione e pubblici esercizi.  Disponibilità e condivisione sono i criteri con i quali si intende accompagnare questa fase così difficile del comprato economico, una fase che vede Sindaco, Giunta e ogni settore dell’Amministrazione impegnati a creare tutte le condizioni e a percorrere tutte strade affinché le imprese vengano messe in grado di operare, nella considerazione che il solo impegno ed intervento del Comune non potrà essere sufficiente. Le interlocuzioni sono in corso con tutte le categorie, dai pubblici esercizi alle attività del settore della bellezza, a quelle de comparto turistico e del commercio. “Non intendiamo lasciare nulla di intentato – spiega il Sindaco Mario Conoci – e stiamo lavorando con tutti gli assessori per questo,  comprendendo tutta l’apprensione che incombe sui nostri imprenditori. Le proposte avanzate dal comparto, per una buona parte, sono condivisibili, come già detto nel corso dei nostri incontri. Le risposte alle richieste avanzate, lungi dall’essere di semplice soluzione, necessitano di approfondimenti e analisi che non possono essere svolti in poche ore. Siamo consapevoli di trovarci a dover affrontare una crisi epocale rispetto alla quale sono necessari interventi da parte dello Stato, interventi che avrebbero consentito alle imprese di riprendere l’attività, utilizzando tutti gli strumenti economici, fiscali e creditizi a disposizione. Viene confermato quindi l’impegno dell’Amministrazione a valutare ogni proposta che aiuti il comparto, nel contemperamento di tutti gli interessi in campo, e che richiederà un analisi dettagliata caso per caso e rispetto alla quale l’Amministrazione chiede sin da ora una collaborazione propositiva e positiva. Non trascuriamo nessuna delle varie organizzazioni presenti in città con le quali continueremo ad aver un dialogo aperto e ricolto alla soluzione di problemi”.




Festa della Liberazione, portone aperto con le restrizioni legate all’emergenza sanitaria

Nessuno è stato tenuto fuori da Palazzo Ducale e a nessuno è stato vietato di entrare. Questa la precisazione dell’Amministrazione comunale dopo le polemiche sorte poche ore dopo la cerimonia che si è tenuta nel cortile del Municipio per celebrare il 75esimo anniversario della Liberazione, a cui hanno partecipato il sindaco Gian Vittorio Campus, il presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru e le rappresentanze di tutti i gruppi dell’Assemblea civica: Manuel Alivesi, Mariolino Andria, Mariano Brianda, Francesco Ginesu, Giuseppe Masala, Giuseppe Palopoli, Lello Panu e Laura Useri.
Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale aveva inviato un invito a tutte le associazioni combattentistiche e d’Arma, compresa l’Anpi, in cui si chiedeva di individuare e indicare i rappresentanti che avrebbero partecipato alla cerimonia del 25 aprile. Purtroppo nessuna risposta è arrivata, nonostante alcuni solleciti telefonici. Indicare i nominativi avrebbe consentito anche di prevedere delle autorizzazioni specifiche per uscire e arrivare fino a Palazzo Ducale, viste le limitazioni di spostamento legate alla grave emergenza sanitaria. Successivamente, in assenza di risposta e a causa le successive specifiche a livello nazionale che chiedevano cerimonie ancora più ristrette rispetto a quanto previsto fino a pochi giorni prima, che hanno impedito anche la partecipazione della signora prefetto e dell’amministratore straordinario della Provincia, il Gabinetto del Sindaco ha inviato un’ulteriore comunicazione alle associazioni, spiegando che il presidente del Consiglio comunale e i capi gruppo avrebbero partecipato a nome di tutta la cittadinanza. Comunicazione seguita anche da contatti telefonici.
Stamattina davanti a Palazzo Ducale si è presentato un esponente dell’Anpi. Il portone era aperto durante tutta la breve e toccante cerimonia. Nei limiti di quanto previsto dalle norme che vietano assembramenti, l’ingresso era libero. Nessun’altra associazione combattentistica e d’Arma (reduci, combattenti, etc) si è presentata, coerentemente con la scelta di non indicare un rappresentante per la partecipazione.
«Dispiace – commenta il sindaco Gian Vittorio Campus – che non si sia voluta cogliere l’occasione di dimostrare quel senso di unità sottolineato anche dal Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella, che ha scelto di celebrare da solo, senza alcun seguito, all’altare della Patria, la festa della Liberazione. Purtroppo anche in un giorno come quello del 25 aprile, che avrebbe dovuto suggerire uno sforzo perché si costruisse uno spirito comune, si è voluto creare polemica politica».
25-04-2020
La Redazione