Sabato con “Scuola di stop motion” e “Invelle” cala il sipario sul XIX Sardinia Film Festival

Il 9 novembre al Cityplex di Sassari Monica e Valeria Tronci presentano gli elaborati del laboratorio di animazione che ha coinvolto il Canopoleno

La serata si conclude con la proiezione di “Invelle” di Simone Massi

SASSARI. Sabato 9 novembre il Cityplex Moderno di Sassari accoglie la serata conclusiva del XIX Sardinia Film Festival: un doppio appuntamento che a partire dalle 19 porta il pubblico “A scuola di stop motion” in compagnia di Monica e Valeria Tronci, e quindi, alle 19.30, alla visione del lungometraggio “Invelle” (Italia 2024, 90 minuti) di Simone Massi. L’ingresso è libero e gratuito.

A scuola di stop motion” è l’attesa presentazione degli elaborati del laboratorio sull’utilizzo della plastilina nella produzione di animazioni, che nelle scorse settimane ha coinvolto alunne, alunni e docenti delle classi 3^A e 3^ B della primaria del Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari. Il tutto sotto l’attenta guida delle sorelle Tronci.

Valeria è videomaker ed esperta di riprese e montaggio, progetta corsi di educazione all’immagine fotografica e video e grafica per bambini e ragazzi. Monica è un’artista della plastilina, scrittrice e illustratrice che progetta e tiene corsi e laboratori di modellazione e Stopmotion. Ha pubblicato i Plastilibri e un romanzo storico sulla Storia sarda dedicati ai ragazzi.

Grande attesa anche per la proiezione di “Invelle”, una produzione tutta italiana in cui tre bambini di diverse epoche del Novecento attraversano le guerre mondiali e gli anni di piombo. “Invelle” in dialetto marchigiano significa “in nessun posto”, e in questo caso è il racconto di un non luogo popolato di ricordi, di persone anonime che hanno attraversato gli orrori della guerra senza premi né medaglie, e senza finire sui libri di storia.

A raccontare i quarantamila fotogrammi disegnati a mano uno per uno ci sono le voci di Marco Baliani, Ascanio Celestini, Mimmo Cuticchio, Luigi Lo Cascio, Neri Marcoré, Giovanna Marini, Achille Massi, Gemma Massi, Toni Servillo e Filippo Timi.

Simone Massi è un animatore, regista e illustratore, David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio e di quattro Nastri d’argento nel 2014, 2015 e nel 2023 per due cortometraggi differenti. Dopo un passato da operaio si è diplomato in Cinema di Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino e ha svolto uno stage nello Studio Bozzetto. Oggi è considerato uno dei principali autori di cortometraggi di animazione italiani e uno degli ultimi pionieri dell’animazione “a passo uno”, con all’attivo oltre Novecento premi vinti in oltre cento paesi del mondo nei principali festival nazionali e stranieri. È ritenuto uno dei più grandi animatori a livello internazionale.

Il Sardinia Film Festival è organizzato dal Cineclub Sassari con il patrocinio Regione Sardegna e del Comune di Sassari, il contributo dell’Assessorato regionale alla Cultura, e in collaborazione con il Convitto nazionale Canopoleno, il Citiplex Moderno, la Ficc, la Afic, la Fondazione Sardegna film Commission e la New Animation in Sardegna.




Sassari, tra amore e guerra cala il sipario di “Primavera a Teatro”

Si è conclusa con successo nella sala di via Venezia la tredicesima edizione della rassegna organizzata dalla compagnia Estemporada

SASSARI. Passi a due e rapporti di coppia, ritmi percussivi e conflitti hanno segnato l’ultimo appuntamento della XIII rassegna di danza “Primavera a Teatro” organizzata dalla compagnia Danza Estemporada. La kermesse ha celebrato la serata finale con tre coreografie contrassegnate dal dinamismo fisico e sonoro, dalla rappresentazione coreutica dell’interiorità e da una riflessione sincopata sul tempo. Un trio di performance applaudite a lungo dal pubblico, accorso numeroso nella sala di via Venezia, divenuta ormai un luogo di ritrovo per i cultori della danza moderna e contemporanea.

Ad aprire la serata è stato lo spettacolo “Con-fusione”, prodotto da Arb Dance Company e creato da Irma Cardano, in cui i danzatori Monica Cristiano e Luigi D’Aiello hanno rappresentano l’iter di una relazione sentimentale, passando dall’acme amoroso a un progressivo disfacimento del rapporto, esemplificato in modo plastico dal maltrattamento riservato a un abito da sposa. «Volevamo sottolineare – ha affermato Cristiano – tutte le complicanze di una storia d’amore». I riflessi sull’attualità sono evidenti e vengono letti con chiarezza dagli spettatori. «Il mio ruolo – ha confermato D’Aiello – è quello di un innamorato morboso che, pur di possedere la propria donna, distrugge il rapporto». La fusione porta quindi alla con-fusione del titolo, la passione al suo controcanto negativo, sottolineato dal passo a due iniziale, dalle note solari, a quello conclusivo di tenore cupo e minaccioso.

Un altro conflitto agita il secondo “short piece”, stavolta ispirato alla tradizione giapponese con “Zatò e Ychì” dell’Asmed Balletto di Sardegna per la coreografia di Senio GB Dattena. I due performer Flavia Dune e Lucas Monteiro Delfino sono esecutori di una partitura fisica e sonora mentre si scindono e contrappongono come nel mito di riferimento del samurai che divise la sua anima in maschile e femminile. «Insceniamo tre combattimenti – ha spiegato il brasiliano Delfino – armati da corazze di cui ci spogliamo man mano fino ad affrontarci in un ultimo corpo a corpo». Tutto questo mentre risuonano i costumi, composti da percussioni e piccoli campanelli, con l’effetto di una grancassa emotiva che lascia via via lo spazio al respiro e all’affanno come segnale di vita. «Nel pezzo – ha specificato Dune, artista di nazionalità albanese – ho messo tutta la grinta che deriva anche dal contesto culturale da cui provengo, dove viviamo la necessità di difenderci e anche di contrattaccare».

È “Conto alla rovescia” a chiudere la rassegna, primo studio di un lavoro di prossima realizzazione a cura di Livia Lepri e di Danza Estemporada. Tre danzatrici compongono segni e movimenti nello spazio a tradurre un discorso scandito dai passaggi dell’esistenza e dal battito cardiaco. «Si tratta di una visione della nostra vita – ha raccontato la coreografa Lepri – come avvolta in un rewind, in cui si narra del tempo che è trascorso dalla nascita fino a oggi e dove si cerca di capire il senso delle scelte fatte. E mi sembrava una bella opportunità presentare questo inizio di lavoro al termine della rassegna».  Livia Lepri, che è anche direttrice artistica della manifestazione, traccia poi un bilancio di “Primavera a Teatro XIII”: «Siamo molto contenti perché abbiamo avuto una grande affluenza di pubblico e perché siamo riusciti a dare una visione ampia di ciò che è la danza italiana in questo momento. La formula delle “short performance” ha permesso di dare visibilità alle compagnie e di far comunicare loro la propria poetica». Un altro punto di forza della kermesse è stato l’Aperitivo con l’artista: «Perché ha veramente avvicinato il pubblico agli autori, un mio grande desiderio che finalmente ha trovato concretezza».

 La rassegna “Primavera a Teatro” è organizzata dalla compagnia Danza Estemporada con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna.




ALGHERO: SI CHUDE IL SIPARIO DI QUESTO INSOLITO CAP D’ANY PENSANDO ALLA PROSSIMA EDIZIONE

Termina con un abbraccio il Cap d’Any a l’Alguer, che con la nuova edizione in streaming ha voluto dedicare agli algheresi due settimane di appuntamenti imperdibili. Rimandata a causa del mal tempo e delle disposizioni anticovid,  l’installazione T- abbraccio a cura dell’Associazione Akròasis , in collaborazione con l’Ufficio delle Politiche familiari,  con la scenografia di Fabio Loi e il coordinamento di Giochedù di Eleonora Cattogno, è stata finalmente realizzata e il video che racchiude i momenti più salienti del progetto, verrà divulgato sui canali social di @algheroturismo e @algherofamily e @loteatrì  il 10 gennaio alle 17 00.  Il video, che verrà mandato in onda anche sull’emittente Catalan tv con gli stessi orari,  ha visto protagonisti i bambini della città catalana impegnati nella decorazione di magliette con l’impronta di un abbraccio, un gesto quotidiano di cui ci siamo privati con l’arrivo della pandemia. Dunque un Capodanno diverso dal solito, che ha tentato di accorciare le distanze imposte dall’emergenza e che ha proposto un calendario coinvolgente, ricco di spettacoli e artisti d’eccellenza, senza dimenticare il grande lavoro degli arredi urbani che ha colorato la città fuori e dentro le mura. Una sperimentazione che ha comunque segnato l’era del digitale e che nonostante il filtro degli smartphone, ha toccato il cuore delle persone. Ottimo riscontro sui social: post su facebook, instagram post e stories, che hanno generato in totale più di 800 mila visualizzazioni (circa 815.00), e con cui hanno interagito più di 33 mila persone (utenti unici che hanno in qualche modo interagito con i post. Alghero non si è fatta trovare impreparata e nonostante un taglio importante dei finanziamenti, è riuscita a confermare la sua leadership nel panorama delle proposte isolane. Dunque un plauso a tutti gli artisti della rassegna di Festivalguer,  che con “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”, hanno conquistato la platea del web; occhi puntati sulle esperienze sensoriali di “Cross” e sulle “Favole al Citofono” di Mamatita, il momento più vicino ai bambini con Ignazio Chessa, che insieme alla Casa di Babbo Natale è riuscito a mantenere viva, la favola del Natale. E poi, grandi interpretazioni a teatro con la rassegna “Teatro d’Asporto” del Teatro d’inverno, che ha chiuso il calendario di appuntamenti con una pièce ironica sul coronavirus, tentando di sorridere scardinando la paura. Grande apprezzamento anche per l’approfondimento culturale di Laborintus, con l’opera “Sardi a Itri” e “Trobar Amor”, canzoni d’amore dei troubadours antichi e moderni e la rubrica dedicata ai 25 anni del Cap d’Any sui canali social di @algheroturismo che ha ricordato i momenti più belli e le immagini più cliccate dei festeggiamenti del nuovo anno. Il Sindaco Mario Conoci: “Un’edizione del Cap d’Any a distanza, ma ugualmente ricco di attrattiva. L’emergenza ci ha costretto a festeggiare con un tono diverso, ma Alghero ha saputo mantenere alta la qualità dell’offerta anche in questa occasione.  Non ci siamo fermati, abbiamo raddoppiato gli sforzi  e abbattuto le distanze, portando nelle case gli eventi, con uno sguardo al futuro per farci trovare pronti a riprendere il ruolo da protagonista  che Alghero detiene nella programmazione degli manifestazioni culturali e di spettacolo”.  Dello stesso avviso il Presidente della Fondazione Alghero Andrea Delogu: “Siamo fieri della risposta degli algheresi e insieme siamo riusciti a trascorrere queste festività con lo spirito giusto, in una città resiliente, arricchita di proiezioni e arredi urbani che hanno reso meno triste la quotidianità segnata dalle restrizioni. Ringrazio in particolar modo tutte le associazioni protagoniste del grande contenitore del Cap d’Any, che hanno gestito nel modo migliore tutti gli appuntamenti in programma. A loro va attribuito il successo di questa edizione”. Molto soddisfatto anche l’assessore al turismo Marco Di Gangi: ”I 25 anni del Cap d’Any sono stati segnati dalla singolarità degli eventi, ma è stata sicuramente un’edizione positiva e di buon auspicio, con un calendario su misura. Alghero vuole riprendere il percorso interrotto partendo da questa edizione che ci lascia molti spunti sui quali lavorare. Siamo pronti a ripartire con il coinvolgimento delle nostre splendide realtà associative che rappresentano un valore unico sul puntare.”