Bagagli in sospeso nell’atelier di via Carlo Alberto, per non dimenticare. Il ruolo di Alghero e degli algheresi nel periodo delle persecuzioni agli ebrei

Alghero, 5 febbraio 2022 – Nell’Atelier della Fondazione Alghero, in via Carlo Alberto, da oggi è possibile visitare l’interessante mostra allestita nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata della Memoria. Inaugurata stamattina dal Sindaco Mario Conoci, con il Presidente della Fondazione Alghero Andrea Delogu, gli Assessori Alessandro Cocco e Giovanna Caria, la mostra curata da Massimiliano Fois e dal Gabinetto Storico della Cultura riannoda i fili della memoria partendo dal ritrovamento ad Alghero di una cassa contenente indumenti appartenuti ad una famiglia ebrea in transito in città, presumibilmente prima di imbarcarsi per sfuggire alle persecuzioni. “Bagagli in sospeso – Ausstehendes Gepäck. Ebrei in transito dall’Idroscalo di Porto Conte” riporta all’attenzione una delle tante storie dimenticate ambientate ad Alghero dove si sono svolti episodi significativi di quel periodo storico.
L’idroscalo di Porto Conte e l’aeroporto militare, due luoghi in cui il ventennio fascista ha lasciato segni ancora non del tutto conosciuti, sui quali questa mostra e le storie ad essa legate fanno luce, sono al centro della rievocazione storica che l’esposizione testimonia grazie al lavoro di ricerca di Massimiliano Fois. La cassa di viaggio degli anni trenta esposta al centro della scena custodisce più di un motivo di interesse per riscoprire aspetti storici della città di Alghero e dei personaggi che hanno avuto ruoli determinanti nella solidarietà umana che ha caratterizzato la tragicità di quell’epoca.
La mostra promossa dal Comune di Alghero e dalla Fondazione Alghero è visitabile in via Carlo Alberto 86 il venerdì dalle 16,30 alle 19,30; il sabato dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 19,30




Giornata della Memoria: Bagagli in sospeso ad Alghero

Bagagli in sospeso – Ausstehendes Gepäck Ebrei in transito dall’Idroscalo di Porto Conte

Mostra a cura di Massimiliano Fois e del Gabinetto storico delle curiosità

Inaugura sabato 5 febbraio alle 11:00, nello spazio espositivo dell’atelier di via Carlo Alberto 86, Bagagli in sospeso – Ausstehendes Gepäck. Ebrei in transito dall’Idroscalo di Porto Conte, una mostra a cura di Massimiliano Fois promossa dal Comune di Alghero e dalla Fondazione Alghero in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria.

L’esposizione, già ospitata a dicembre da Valentina Piredda-Sardinia nella Galleria CULT di Alghero, aveva riscosso grande attenzione e desiderio di approfondimento da parte del pubblico e aveva avuto l’onore di suscitare l’interesse della Senatrice Liliana Segre.

Bagagli in sospeso ripercorre infatti una storia ancora sconosciuta ai più e testimonia una solidarietà umana che anche in Sardegna, ad Alghero, ha sfidato il tempo e i regimi regalando un po’ di luce al periodo buio del ventennio fascista.

Si parte dal ritrovamento di una cassa da viaggio degli anni Trenta del Novecento contenente alcuni indumenti appartenuti presumibilmente a una famiglia ebrea, tra cui un cappottino sui cui bottoni è stata ricamata la Stella di David.

Questo bagaglio ha riposato per anni in una cantina del centro storico di Alghero, poi nella stalla di un cavallo in campagna. Della famiglia a cui è appartenuto non si conosce niente: è riuscita comunque a scappare, di fretta e senza poter recuperare la cassa?

Questa scoperta si intreccia con i racconti del personale che faceva capo all’Idroscalo di Porto Conte e avvalora la tesi secondo cui, alla fine degli anni Trenta, alcuni voli avrebbero dato la possibilità a famiglie di origine ebrea di fuggire dalle persecuzioni naziste.

Si trattava perlopiù di gruppi di persone provenienti da Budapest e Vienna con transito a Roma che, dopo un’indispensabile tappa sarda nell’Idroscalo di Porto Conte, raggiungevano Barcellona per poi approdare in Sud America dal Portogallo con i Clipper transoceanici della Pan American.

Il recupero della cassa ha motivato lo studioso Massimiliano Fois e l’artista e curatrice Valentina Piredda-Sardinia ad approfondire le ricerche sui bagagli riconducibili a famiglie ebree in transito, bagagli “in sospeso”, appunto, poiché destinati a essere recuperati durante una tappa della fuga dalle persecuzioni naziste e che potrebbero ancora giacere dimenticati nel territorio di Alghero.

La mostra sarà visitabile il venerdì dalle 16:30 alle 19:30 e il sabato dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30, oppure su prenotazione contattando il numero +39 329 56 58 813 o inviando una email all’indirizzo [email protected].

L’esposizione si sviluppa nell’ambito del progetto AUSTRIAMENTIS 2021, realizzato in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura di Roma/Ministero Austriaco Degli Affari Esteri; il Parco Naturale Regionale di Porto Conte; il M.A.S.E. Museo Antoine de Saint- Exupéry Alghero; la Società Operaia Mutuo Soccorso Alghero; il Museo Casa Manno Alghero; l’Ass. Fondo VP-Sardinia; l’Ass. Salpare/Roma, il Comune di Alghero e la Fondazione Alghero.




Porto Torres: sia sospeso il provvedimento di chiusura della Sede della Soprintendenza

Al seguito della notizia sulla chiusura della Sede Operativa della Soprintendenza ABAP di Porto Torres, il capogruppo dei Riformatori Sardi in consiglio regionale Aldo Salaris ha presentato, al Presidente Solinas e all’Assessore competente, una mozione nella quale si chiede un intervento presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’allarme era stato lanciato lo scorso gennaio da Franco Satta e Rossana Carbone, coordinatori cittadini dei Riformatori di Porto Torres, i quali avevano espresso perplessità e forte preoccupazione per il futuro del preziosissimo patrimonio archeologico: «In assenza di un presidio per la sorveglianza e la prevenzione dei resti archeologici della Colonia Romana di Turris Libisonis, ci chiediamo come potrà essere garantita la tutela di una situazione complessa determinata dalla presenza di una città pluristratificata». Oggi, spiegano Satta e Carbone, «la mozione presentata dai nostri rappresentanti regionali è finalizzata a sospendere il provvedimento e attivare un tavolo tecnico con le istituzioni e le parti sociali per ricercare soluzioni alternative alla chiusura della sede operativa».

Satta e Carbone precisano che non si tratta di una posizione “per partito preso”, ma il frutto di una precisa valutazione pertinente alla situazione attuale, alle potenzialità inespresse dal territorio e alle prospettive future di sviluppo dove la Soprintendenza riveste una fondamentale importanza rapportata all’enorme e prezioso patrimonio archeologico presente nell’area urbana e periurbana di Porto Torres. «Il percorso avviato oltre quarant’anni fa tra la comunità di Porto Torres e la Soprintendenza – raccontano – ha condotto a grandi, ed in qualche caso insperati, risultati che hanno aperto la strada a nuove prospettive. Infatti, nel progetto dei Riformatori c’è la sottoscrizione di un accordo fra il Comune, la Soprintendenza e il Polo Museale della Sardegna per la gestione, la valorizzazione, la tutela e la conservazione dei Beni Culturali di Porto Torres».

I Riformatori puntano, in particolare, ad un progetto innovativo che riguarda l’istituzione di un “Parco Archeologico Urbano” che possa integrare la zona del faro, l’area archeologica di Palazzo Re Barbaro e delle Terme Maetzke, l’area del Rio Mannu con il Ponte Romano, ed infine la zona di Marinella con la necropoli Occidentale di Turris Libisonis. Oltre a questo, anche la creazione di un polo di attrazione culturale e turistica che comprende anche il complesso della Basilica di San Gavino e le aree musealizzate sotto Piazza Atrio Metropoli e sotto la gradonata che collega il porto con le due stazioni marittime, non può che favorire un volano virtuoso di eccellenza con sicure ricadute positive sull’occupazione e sull’economia della Città. «Riteniamo di fondamentale importanza – concludono i Riformatori – consentire al Comune di Porto Torres di gestire, insieme alle istituzioni preposte, il suo patrimonio archeologico e accedere così ai finanziamenti nazionali, regionali e comunitari dedicati a progetti di gestione e di sviluppo dei Beni Culturali».