Il libro, a Padria la “Storia di una comunità” dal 1930 al 2025

Sabato 13 giugno dell’Ex Convento Francescano la presentazione del volume realizzato da Stefano Alberto Tedde grazie a una sinergia tra l’Amministrazione comunale, l’Unione dei comuni del Villanova e l’Istituto Bellieni

PADRIA – Dietro l’apparente freddezza dei documenti d’archivio e delle formule burocratiche delle delibere si nasconde il battito del cuore di un’intera comunità. Tra quelle pagine ingiallite dal tempo si scoprono decisioni, progetti, grandi speranze, ma anche le difficoltà quotidiane di un paese che cambia e si adatta alla storia.

Un affascinante viaggio nel tempo che trova spazio nel nuovo libro “PADRIA – Storia di una comunità attraverso le deliberazioni degli organi consiliari (1930-2025)”, scritto dall’archivista Stefano Alberto Tedde e pubblicato grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Padria, l’Unione dei Comuni del Villanova e l’Istituto Camillo Bellieni (Is.Be) di Sassari.

Il volume sarà presentato ufficialmente sabato 13 giugno, alle 17, nella sala conferenze dell’Ex Convento Francescano di Padria. A fare gli onori di casa saranno il sindaco Alessandro Mura e l’assessora alla Cultura, Pangela Dettori, seguiti dai saluti di Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Bellieni, da sempre impegnato nella tutela e nella divulgazione della storia e dell’identità locale.

Subito dopo si entrerà nel vivo del racconto con gli interventi di chi ha vissuto e curato il progetto da vicino. Prenderanno la parola Lucia Sechi, operatrice linguistica del territorio che ha coadiuvato la ricerca storica, e l’autore, Stefano Alberto Tedde, che guiderà il pubblico alla scoperta delle tappe della ricerca e degli aneddoti più curiosi emersi dalle carte comunali.

L’autore è riuscito a trasformare le carte ufficiali in un racconto vivo e accessibile a tutti, plasmando il volume come un vero e proprio specchio del Novecento. Dagli anni complessi della ricostruzione post-bellica al boom economico, passando per le dolorose stagioni dell’emigrazione fino all’arrivo delle prime moderne infrastrutture. A rendere l’opera oltremodo preziosa è uno straordinario patrimonio di fotografie d’epoca, capace di restituire uno spaccato autentico dei cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi decenni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e a chiunque intenda riscoprire un pezzo fondamentale di storia e identità del territorio.




Incontro con l’architetto Enzo Satta sulla storia e il futuro del paesaggio della Costa Smeralda

Nello Spazio Nexus, un viaggio nel linguaggio architettonico unico voluto dal Principe Karim Aga Khan

Arzachena, 20 maggio 2026. Il Comune di Arzachena, in collaborazione con MSD & Partners, ospita un appuntamento culturale dedicato alla genesi e all’evoluzione del modello architettonico che caratterizza la Costa Smeralda. Martedì 26 maggio, alle ore 17:00, nello Spazio Nexus in via San Pietro, l’architetto Enzo Satta, sarà protagonista di un incontro pubblico dal titolo: “Evoluzione dell’architettura nel contesto dello sviluppo urbanistico paesaggistico della Costa Smeralda”. L’iniziativa è promossa dall’assessore all’Ambiente e Pubblica Istruzione, Michele Occhioni.

L’evento, moderato da Mario Sotgiu, rappresenta un’occasione per approfondire lo stato dell’arte, le prospettive future e la storia di un comprensorio che ha ridefinito il concetto di lusso e integrazione paesaggistica a livello globale insieme a un testimone d’eccezione. 

“Questo appuntamento divulgativo vuole offrire ai cittadini l’opportunità di incontrare un professionista di altissimo profilo che ha vissuto da protagonista la trasformazione della nostra costa: dalla visione architettonica del Principe Karim Aga Khan IV, ai cambiamenti avvenuti con i passaggi di proprietà del patrimonio immobiliare fino all’evoluzione che vediamo oggi negli hotel e nelle ville in Costa Smeralda – dichiara l’assessore Michele Occhioni –.  Studiare le idee alla base della progettazione dei primi edifici e dello stesso villaggio di Porto Cervo, che dovevano armonizzarsi con il contesto naturale, significa acquisire la consapevolezza necessaria per governare le sfide urbanistiche di domani“. 

L’architetto Enzo Satta è tutt’ora componente del Comitato di Architettura del Consorzio Costa Smeralda. Negli anni ‘80 – ‘90 ricoprì il ruolo di coordinatore responsabile dell’Ufficio Planning del piano di sviluppo della Costa Smeralda.

“Per decenni, l’architetto Enzo Satta è stato attento custode del sogno della Costa Smeralda – racconta Mario Sotgiu, organizzatore dell’incontro -. Lavorando a stretto contatto con il Principee i più grandi maestri dell’architettura internazionale, Satta ha contribuito a forgiare un linguaggio estetico che fonde eleganza e natura. Il suo racconto permetterà di ripercorrere sessant’anni di storia, svelando come la visione dei fondatori sia diventata un modello di sviluppo unico al mondo”.

L’ingresso è libero. 




LE GIORNATE DEL CIBO – WORKSHOP GRATUITIAll’interno del progetto ”Stintino una storia da raccontare” si svolgeranno al MUT ”Le giornate del cibo”

A partire dal 21 novembre 2025, presso il museo della Tonnara, saranno ospitati dei workshop gratuiti legati ai prodotti agroalimentari tradizionali ai fini della registrazione agli elenchi PAT. Gli incontri curati dal Dott. Tommaso Sussarello si svolgeranno a partire dalle 18:30, ad eccezione dell’incontro del 28 che si svolgerà alle ore 11:30.

Il progetto si colloca all’interno della manifestazione ”Stintino una storia da raccontare”, patrocinata da Comune di Stintino e Fondazione di Sardegna.

Data l’importanza dei temi trattati al fine del potenziamento della destinazione e dell’offerta turistica STINTINO LOW SEASON si auspica la massima partecipazione dei ristoratori e degli operatori turistici del territorio.




Costa Smeralda: la storia segreta che passa da Orosei

Orosei, 15 Novembre 2025 –

A Orosei, in una sala gremita che “sa di casa”, si è svolta una serata destinata a cambiare la prospettiva sulla nascita della Costa Smeralda. Protagonista dell’incontro è stato Gesuino Cherchi, maestro del legno, accolto dalla sua comunità come l’epicentro di un racconto rimasto nell’ombra per oltre sessant’anni. Accanto a lui, lo storyteller e autore del libro ” Costa Smeralda®”Fausto Farinelli ha ricostruito il sorprendente percorso che lo ha portato proprio a Orosei, sulle tracce di un artigiano che nessuno aveva mai raccontato.

Una narrazione ribaltata

L’evento ha subito messo in luce un elemento centrale: la distanza fra la narrazione ufficiale e la realtà dei fatti. Lo ha ammesso apertamente anche l’architetto Antonello Loi, confessando di non aver mai immaginato un legame diretto tra Orosei e la Costa Smeralda. Per decenni si è creduto che l’estetica smeraldina fosse un’elaborazione originale degli architetti chiamati dal Principe Aga Khan. Ma la ricerca di Farinelli ha dimostrato l’esatto contrario.

Il ribaltamento parte da una testimonianza raccolta quasi per caso: durante una conversazione con Maria Giovanna Palimodde, patron del resort  “Su Gologone”, l’autore chiede se lo storico albergo barbaricino avesse tratto ispirazione dalla Costa Smeralda. La risposta è una rivelazione: **«No, è il contrario». Da quel momento prende forma un filo che conduce alla Fondazione Sulas di Nuoro, dove l’avvocato Francesca Manca custodisce l’eredità del professor Giovanni Antonio Sulas, figura chiave nella definizione dello stile del Consorzio.

Sfogliando documenti e fotografie d’epoca, Farinelli scopre che alcuni degli elementi iconici degli alberghi — la sedia “Mungivacca”, gli arredi del Cala di Volpe e dell’Hotel Cervo — non erano stati creati da designer internazionali, ma da un falegname di Orosei. «È vivo» rivela l’avvocato Manca. «Si chiama Gesuino Cherchi». È la scintilla che sposta il baricentro della ricostruzione storica.

Il maestro del legno che plasmò un mito

La storia di Gesuino Cherchi inizia nel 1963, dopo un ritorno amaro dalla Germania. È in quell’anno che il professor Sulas si presenta nella sua bottega con un progetto di sgabello portavaligie e una richiesta: dimostrare una levigatura perfetta. La prova è severa e quasi rituale: Sulas individua persino una micro-imperfezione “che con la verniciatura sarebbe saltata fuori”. Cherchi supera comunque il test e inizia una collaborazione storica con il professore.

La domanda di arredi era così imponente da svuotare le scorte di castagno dell’isola. Cherchi racconta di aver setacciato le segherie dell’intera Sardegna, per poi doversi rifornire in Campania e Abruzzo, inaugurando una rotta commerciale che portava il legno sull’isola tramite gli stessi tir che tornavano carichi di granito.

La visione del Principe

La serata restituisce anche il ritratto di un Principe Karim Aga Khan sorprendentemente sensibile all’identità sarda. La sua filosofia — “la casa in funzione del territorio, non il territorio in funzione della casa” — ha guidato ogni scelta: dalla tutela delle piante autoctone all’impossibilità di abbattere alberi e rocce, fino al rifiuto di spianare il terreno del futuro Pevero Golf Club. Per preservare l’ambiente, si avvalse perfino di tecnologie satellitari NASA, allora utilizzate solo dall’ENI e dal governo americano.

Una rara registrazione del 1962, proiettata durante la serata, riassume perfettamente la sua intenzione: «Vogliamo fare uno sviluppo che prende tutte le cose belle della storia della Sardegna e le mettiamo sulla Costa Smeralda».

L’importanza della memoria nelle scuole

Durante il suo intervento, Fausto Farinelli ha sottolineato con forza anche un altro aspetto fondamentale: la necessità che la storia della Costa Smeralda e della visione del Principe Aga Khan venga insegnata nelle scuole. Una storia – ha ricordato – che non appartiene solo all’élite internazionale, ma alla Sardegna più autentica, fatta di artigiani, architetti, lavoratori e comunità. Secondo l’autore, portare questo patrimonio narrativo ai ragazzi significa educarli al rispetto per l’ambiente, al valore dell’altrui persona e, soprattutto, alla capacità di riconoscere e amare la bellezza in tutte le sue forme: materiali, come un arredo scolpito a mano, e immateriali, come la cura, il senso del limite e la visione che hanno guidato la nascita della Costa Smeralda.

Un dibattito vivo

Accanto ai ricordi di Pietro Moro, fondatore del primo cantiere navale di Olbia, che descrive un giovane Aga Khan agile “come un cerbiatto” sulle rocce galluresi, emerge anche una lettura critica. L’ex sindaco Giovanni Saba propone una interpretazione politica, definendo la Costa Smeralda un progetto pensato per un’élite internazionale. La discussione si accende, ma è ancora Moro a riportare la complessità del personaggio: «Il Principe non ha mai guadagnato una lira, ci ha rimesso», racconta, citando episodi di coinvolgimento umano e rispetto per i lavoratori.

Un’eredità ritrovata

L’incontro a Orosei si conclude con un momento simbolico. Quando viene chiesto a Cherchi che effetto gli faccia vedere riconosciuto il suo nome dopo tanti anni di silenzio, il maestro risponde con una semplicità che commuove la sala: «Per tanti anni sembrava che Gesuino Cherchi era morto. Mi avete resuscitato».

È in questa frase che si condensa il senso più profondo della serata: non solo la presentazione di un libro, ma un atto di riappropriazione culturale. Una storia che finalmente torna nelle mani di chi l’ha davvero costruita.




Libri, Alessandro Carlini presenta a Cagliari la storia del partigiano Renato Del Din

Venerdì 30 maggio l’associazione L’Alambicco accoglie lo scrittore ferrarese con il suo nuovo volume (Utet 2024) tra le anteprime del Festival Premio Emilio Lussu

CAGLIARI.Il giornalista e scrittore Alessandro Carlini venerdì 30 maggio sarà a Cagliari, nella sala Villanova dell’hotel Regina Margherita (viale Regina Margherita 44), dove alle 18.30 presenterà il volume “Se il fuoco ci desidera. Breve storia di Renato Del Din, che l’8 settembre 1943 scelse la libertà” (Utet, 2024).

A dialogare con l’autore Alessandro Carlini sarà lo storico Roberto Ibba. L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è inserita tra le anteprime dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu, ed è organizzata dall’associazione culturale L’Alambicco.

Il libro. Partigiano, decorato con la medaglia d’oro al valor militare come la sorella Paola, Renato Del Din viene assegnato alla divisione Julia e ben presto si trova davanti alla scelta più importante della sua vita: seguire Mussolini tra le forze repubblichine o ribellarsi ai nazifascisti. Renato sceglie la libertà, diventando tra i primi animatori delle brigate Osoppo, cuore della Resistenza in Friuli. In sette mesi la sua formazione diviene una spina nel fianco per i nazifascisti, fino alla terribile notte in cui Renato in persona guida un attacco eroico a una caserma della milizia, trovando la morte. È il 25 aprile 1944, esattamente un anno prima della Liberazione, e Renato ha appena 21 anni.

L’autore. Alessandro Carlini (1976, Ferrara), giornalista e scrittore, lavora per l’Agenzia Ansa e collabora con il Corriere del Ticino. Si è occupato soprattutto di politica estera, cultura, spettacoli ed economia in diversi Paesi, fra cui Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti, Francia e Israele. Ha pubblicato il romanzo di ambientazione storica “Partigiano in camicia nera” (Chiarelettere, 2017), vincitore del Premio Città di Como Opera Prima e del Premio Carver, il noir “Gli sciacalli” (Newton Compton, 2021), proposto al Premio Strega da Paolo Ruffilli e fra i primi otto libri di narrativa nel torneo letterario di Robinson – La Repubblica, e il seguito ‘Il nome del male’ (2022), finalista al Garfagnano in Giallo. Nel 2023 ha pubblicato “Nome in codice: Renata” (Utet), la biografia romanzata di Paola Del Din, combattente della Resistenza e agente segreto, libro finalista del premio Fiuggi Storia, e nel 2024 “Se il fuoco ci desidera” (Utet), sul sottotenente degli alpini e partigiano Renato Del Din, libro tra i vincitori del premio Alpini Sempre e finalista del premio Emilio Lussu. Da quest’ultimo nel 2025 ha realizzato lo spettacolo teatrale ‘Il fuoco ci prenda’, curandone la regia e la drammaturgia. Ha scritto per alcune riviste, fra cui Passaporto Nansen, Il corsaro nero e Mondoperaio.




Libri, “Emilio Lussu, storia, memoria e narrazione”: giovedì a Cagliari la presentazione del volume

Il 20 marzo una nuova Anteprima dell’XI Festival Premio Emilio Lussu

approfondirà i contenuti del volume a cura di Alberto Cabboi e Gian Giacomo Ortu (FrancoAngeli 2024)

CAGLIARI. Giovedì 20 marzo alle 17.30, nella sala della Fondazione di Sardegna (via San Salvatore da Horta 2) a Cagliari, l’associazione culturale L’Alambicco presenta il volume “Emilio Lussu, storia, memoria e narrazione” (FrancoAngeli 2024) a cura di Alberto Cabboi e Gian Giacomo Ortu.

A dialogare con i curatori saranno Alessandro Macis, Giuseppe Caboni e Mariangela Sedda.

L’iniziativa è inserita tra le Anteprime dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu.

Il volume indaga gli scritti di Lussu nell’ottica di contenuto di memoria. Una memoria lucidamente oggettiva, riguardante eventi storici quasi sempre epocali, quali furono la Prima guerra mondiale, lo sviluppo del movimento autonomistico sardo, l’affermazione dei regimi fascisti e la lotta contro di essi, la Seconda guerra mondiale, la resistenza e l’Assemblea costituente che dava vita alla Repubblica italiana.

«Di questi eventi – spiegano i curatori – Lussu non è stato mai semplice comparsa o spettatore, ma sempre attore protagonista. Per questo la memoria oggettiva si salda in lui con la memoria soggettiva, e i suoi scritti sono insieme racconto storico e testimonianza di vita vissuta. Queste potenzialità di scrittore testimone furono subito comprese e apprezzate da Gaetano Salvemini, come mostra la sua corrispondenza con Lussu che in questo volume viene raccolta».

I curatori.

Alberto Cabboi è direttore del Museo storico “Emilio e Joyce Lussu” e lavora dal 2006 all’interno del progetto di gestione del Sistema Museale di Armungia. Per il Museo Lussu si occupa di percorsi di visita guidata, attività divulgative, didattica per le scuole, progettazione culturale, ricerca storica, esposizioni e mostre temporanee. Segue inoltre le collaborazioni del museo con altri istituti culturali. In ambito di ricerca si è concentrato negli anni sul legame tra Emilio Lussu e alcune figure importanti del Novecento italiano ed europeo.

Gian Giacomo Ortu, già professore ordinario di Storia moderna dell’Università di Cagliari, ha insegnato nelle facoltà di Scienze politiche e Architettura. Tra i numerosi studi di cui è autore trovano spazio “Villaggio e poteri signorili in Sardegna e Lo Stato moderno. Profili storici” (Laterza 1996 e 2001), “La Sardegna dei giudici e La Sardegna tra Arborea e Aragona” (Il Maestrale 2005 e 2017), “Il principe il filosofo l’architetto. Prospettive transdisciplinari sulle architetture europee in età moderna” (Cuec 2014). Ortu coordina inoltre la pubblicazione di tutte le opere dell’intellettuale armungese, ed è presidente del Comitato scientifico internazionale del Festival Premio Emilio Lussu.




POSTE ITALIANE: ORISTANO, LA STORIA DI ANTONIO, TRA LO SPORTELLO DELL’UFFICIO POSTALE E IL CANOTTAGGIO

Oristano, 22 agosto 2024 –  Il lavoro in uno degli 83 uffici postali della provincia di Oristano e la passione per il canottaggio. Sono questi gli elementi chiave della storia di Antonio Giuseppe Cesare Marras, per tutti Antonio, 63 anni, di Oristano, un diploma superiore da perito aziendale e corrispondente in lingue estere in tasca, in Poste Italiane dal 1984, applicato come operatore di sportello presso l’ufficio postale di Donigala Fenughedu. Da oltre 40 anni Antonio è un membro attivo del Circolo Nautico Oristano e dal 1982 svolge l’attività di allenatore, ruolo nel quale ha avuto modo di seguire la crescita sportiva della Medaglia D’argento a Parigi 2024 Stefano Oppo.

“Sono entrato in Azienza nel 1984 attraverso un concorso pubblico – racconta Antonio – per quelli che allora si chiamavano “uffici locali”. Ho lavorato in tanti piccoli paesi come operatore e monoperatore, visitando tante sedi in provincia. Ormai da diversi anni, lavoro stabilmente presso la sede di Donigala. Ho sempre pensato, attraverso il mio lavoro, di poter essere utile alla gente e nel corso degli anni, lavorando nel territorio, ho potuto constatare di persona quanto la nostra Azienda sia un punto di riferimento importante per i cittadini, specialmente nelle realtà più piccole e periferiche.” Quarant’anni in Poste Italiane e quarant’anni di canottaggio: il lavoro e la passione sono andati di pari passo nel corso della vita di Antonio, che tra lo sport e il suo ruolo in Azienda trova dei punti in comune. “In entrambi i contesti – racconta il dipendente di Poste – credo che il mio sia un ruolo sociale: allo sportello, nel rapporto con i clienti, cercando di capire quali sono le loro esigenze, con un occhio di riguardo alle persone anziane e più fragili; sul campo di allenamento e di gara con i ragazzi, che contribuisco a far crescere attraverso lo sport, insegnando loro l’umiltà e l’applicazione, senza scordare mai il divertimento, alla base di tutta la nostra attività.
Ovviamente, ambedue i ruoli richiedono una grande capacità di rapportarsi agli altri, oltre che buone doti comunicative, per poter essere svolti al meglio. Infine credo che la solidità di Poste Italiane, che mi ha dato la tranquillità economica e la possibilità di avere il tempo da dedicare al canottaggio, e la serietà del Circolo Nautico Oristano, siano stati due elementi importantissimi per me, ai quali sento di aggiungere il fondamentale contributo fornito della mia famiglia.”

Nello sport come nel lavoro, sacrifici e impegno non possono mancare, per ottenere i risultati. Come la Medaglia d’Argento alle recenti Olimpiadi di Parigi nel canottaggio conquistata dall’oristanese Stefano Oppo, di cui Antonio Marras è stato il primo allenatore. “Ho allenato Stefano dal 2003 al 2010, per 7 anni – racconta l’operatore di sportello – e devo confessare che all’inizio non mostrava le caratteristiche che sono poi emerse da adulto: da piccolo, infatti, era molto timido e un po’ scoordinato. Dai 13 anni in su è andato via via migliorando nelle sue prestazioni fino a diventare il miglior canottiere sardo della sua categoria, e facendo poi il grande salto con le selezioni per il colleggio remiero di Piediluco: da lì in poi è iniziata la sua magnifica carriera, culminata nei successi che tutti conosciamo. Personalmente, sia la medaglia di Bronzo conquistata a Tokio che quella d’Argento conquistata poche settimane fa, mi hanno rimpito d’orgoglio e soddisfazione. Al ritorno di Stefano da Tokio ho festeggiato con lui qui in Sardegna, ma a Parigi non potevo mancare: ero sul campo di gara e all’arrivo sono esploso di gioia! Non c’è stato spazio per tante parole, dopo la gara – ammette infine Antonio –  ambedue eravamo troppo emozionati per parlare!”




A Cagliari “L’ultima nevicata” di Pitzalis e Porceddu: storia horror a fumetti ambientata in Barbagia

Il 23 aprile al Polo Falzarego 35, tra le anteprime della X edizione del Festival Lussu, i due autori presentano l’opera pubblicata sulla rivista antologica trimestrale “Giallo” dalla casa editrice Leviathan Labs

CAGLIARI. Una storia horror a fumetti ambientata nelle montagne della Barbagia: è “La grande nevicata” di Giacomo Pitzalis e Luigi Porceddu, che martedì 23 aprile alle 18.30, nella sala del Polo Bibliotecario di via Falzarego 35 (piano terra) a Cagliari, sarà presentata dagli autori nell’ambito delle anteprime della X edizione del Festival Premio Emilio Lussu. A conversare con lo sceneggiatore e il disegnatore ci sarà Bepi Vigna, direttore del Centro Internazionale del Fumetto.

Inserita nella rivista antologica trimestrale Giallo 8 e Giallo 9 per la casa editrice Leviathan Labs, “L’amara nevicata” affronta il tema dell’amore senza lieto fine e lo contamina con tematiche particolarmente sentite nella nostra Isola, quali l’allontanamento e l’emigrazione. I disegni di Porceddu rendono nel migliore dei modi le atmosfere gotiche e horror pensate da Pitzalis per la sua storia.

Giacomo Pitzalis ha trentuno anni ed è originario di Guasila ma residente a Torino. Nel 2014 e nel 2015 ha frequentato il Corso di fumetto tenuto dal Centro internazionale di Cagliari diretto da Bepi Vigna. È del 2015 la partecipazione al contest Pilot con le prime tavole della sua personalissima storia, The Badness, che lo vede come sceneggiatore e ideatore. Nel 2020 è tra gli scrittori del libro illustrato “Cagliari 1970 – Tracce oltre la Leggenda” ed è stato tra i semifinalisti del Lucca Project Contest 2020.

Luigi Porceddu è autore di numerosevignette satiriche realizzate per alcune riviste e blog di politica internazionale ai tempi dell’università, nonché artefice della raccolta Pezzi di Mondo. Nel 2018-2019 come Pitzalis ha frequentato il Corso di Fumetto del Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari e, dopo quasi un decennio fuori dalla Sardegna, è ritornato nella sua Thiesi per raccontare la sua Isola dedicandosi al fumetto. Ha pubblicato con Cabu Abbas Edizioni nel 2019 una storia in sardo basata su una leggenda del suo paese natale, Thiesi, intitolata Su ‘Oe Cun Sos Corros de Atalzu. Nel 2021 è uscito per BeQ Entertainment il corto animato Lo Specchio Di Lorenzo, su cui ha lavorato come character designer. Lo stesso anno ha iniziato a disegnare per “Sardan – I 7 re” di cui ha disegnato la conclusione del numero 7 e i numeri 9 e 10.

Il Festival Premio Emilio Lussu è organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e del comune di Cagliari.




LA STORIA DI UNA PROMESSA

Gianpaolo Imbriani incontra la prima squadra della Torres

Il libro è dedicato al fratello Carmelo, ex calciatore di serie A scomparso a 37 anni a causa di un linfoma

Il progetto umanitario legato alla causa punta a realizzare 5 campi da calcio in cinque angoli del mondo (2 sono già in essere)

Questa è la storia di due fratelli che viaggiano per il mondo abbraccio. Storia lunga 600mila km per il mondo (10 giri attorno al globo, oltre 111 Stati toccati). Percorsi per lo più in autostop, preso su da persone cui raccontare questa storia. Storia scritta su un libro – “La storia di una promessa”, dedicato al fratello Carmelo Imbriani ex calciatore di Serie A deceduto nel 2013, il 15 febbraio, a soli 37 anni a causa di un linfoma – che trova sviluppo anche in una proiezione video. 

“Ho lasciato qualcosa come uomo, la mia vittoria più grande” è uno degli ultimi messaggi di Carmelo. Tutto comincia a Ceppaloni, provincia di Benevento, il 10 febbraio 1976. Le giovanili del Napoli, l’esordio in Serie A con il club biancoceleste a 18 anni nel 1994: Lippi lo manda in campo contro il Cagliari nei minuti finali. La prima da titolare nel maggio 1995, quando Boskov lo schiera a Brescia in tandem con Agostini, 2-1 e primo goal di Imbriani nella massima serie.

Oggi pomeriggio, prima dell’allenamento, a parlare alla squadra della Torres, staff tecnico compreso, è Gianpaolo Imbriani: “Vorrei portarvi in viaggio con me. Ma prima importante è che voi conosciate mio fratello Carmelo. Il calciatore. L’uomo. La gioia del suo correre il campo. Il saluto della sua gente al momento della sua scomparsa”. Gianpaolo in questi 11 anni ha fattore per 12 volte il giro del mondo: da quel dolorosissimo giorno non si è più fermato. Per qualche mese all’anno fa la stagione a San Teodoro, spende pochissimo fra ospitalità gentilmente offerta e autostop, ma se devo prendere un aereo lo paga così.

Sullo schermo della Club House Torres scorrono immagini del calciatore, le parole del fratello al Campidoglio, il messaggio di chi ama il calcio e ringrazia il calcio per quel che significa e per quel che ha dato. “Imbriani non mollare” non è più solo uno slogan, ma una speranza condivisa da chiunque combatte la sua battaglia per la vita oltre il campo e nella vita comune, scommettendo sulla ricerca e alimentando – appunto – la speranza. 

Non è mai solo Gianpaolo, che intanto organizza eventi di solidarietà e sensibilizzazione in ogni parte del mondo e incontra le squadre di tutta Italia. accompagnato sempre come detto dall’immagine di due fratelli che girano il mondo abbracciati e da un obiettivo: la realizzazione di cinque campi da calcio intitolati al fratello nei cinque continenti, i primi due (a Benevento e in Tanzania) già completati. Con i proventi del libro si punta al terzo, in Argentina. 

“Bello sarebbe che i miei nipoti, i due figli di Carmelo, possano un giorno vedere il loro papà un po’ ovunque nel mondo e crescere insieme a lui, attraverso le foto che scatto  in viaggio, quelle di mio fratello, le magliette con il suo volto o l’adesivo dedicato che la gente attacca ovunque”. Il progetto continua a vivere grazie ai campi di calcio intitolati a Carmelo Imbriani e al supporto raccolto fra globo e squadre. Ma continua a vivere anche il ricordo di Carmelo,nei suoi cari e nel mondo intero.




SETTIMANA SANTA DI ALGHERO, STORIA E TRADIZIONIA

lghero si prepara a vivere uno dei momenti più identitari e intimi della sua tradizione: 17 i cori che partecipano ai riti della Setmana Santa a l’Alguer 2024, 8 algheresi e 9 sardi, provenienti da diversi paesi. Tutto pronto per il ripetersi di un rito che ad Alghero si rinnova da oltre 500 anni. Le antiche vie della città, già illuminate dai caratteristici drappi rossi che rendono la città vecchia ancora più affascinante, ospiteranno le suggestive processioni e le numerose celebrazioni religiose. Dal 22 marzo al via i riti che accompagnano la Setmana Santa, evento in grado di coinvolgere nell’intimo i cittadini e affascinare sempre di più i visitatori ed i turisti che in occasione delle festività Pasquali scelgono di trascorrere e vivere le emozioni uniche che la Riviera del Corallo è in grado di trasmettere. Presentato oggi al Quarter il programma delle celebrazioni realizzato in collaborazione tra la Diocesi Alghero-Bosa, la Confraternita della Misericordia, l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Alghero, che vede la partecipazione di numerose associazioni del territorio regionale che da diversi anni ormai accompagnano le processioni insieme alla Banda Musicale A. Dalerci di Alghero. Presenti il sindaco Mario Conoci con l’assessore alla Cultura Alessandro Cocco, don Angelo Cocco della Diocesi Alghero-Bosa, don Giampiero Piras Governatore della Confraternita della Misericordia di Alghero e il dirigente dell’Istituto Istruzione Superiore A. Costantino, Mario Peretto, insieme a Maria Giovanna Fara in rappresentanza della Fondazione Alghero. Con loro gli alunni e insegnanti che firmano l’immagine dell’edizione 2024 della Setmana Santa con in testa “l’Amor et Passio Domini” di Adriana Caria, classe 5A. Il rito del Discendimento – il Desclavament – evento tra i più partecipati dell’intera settimana di processioni, sarà accompagnato dall’associazione musicale Pro Arte diretta dal M° Domenico Balzani e trasmesso in diretta dall’emittente Catalan Tv, sul maxischermo all’esterno della Cattedrale di Santa Maria e sul canale Youtube della Diocesi di Alghero-Bosa. L’atteso Incontro di Gesù Risorto con la Madonna (Bastioni C. Colombo, Angolo Via C. Alberto) nel giorno della Santa Pasqua, sarà impreziosito, come tradizione, dalla manifestazione di spari a salve curata dall’Associazione Gruppo Cacciatori Armeria Tanda. 

ITINERARIO PROCESSIONI SETTIMANA SANTA 2024

22 MARZO – Venerdì di Passione
Ore 20.00 – Processione dell’Addolorata 
Percorso: dalla Chiesa di San Francesco, via C. Alberto, Piazza Duomo, Via Santa Barbara, Via Cavour,  Via Don Deroma, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Via Simon, Via Roma, Via C. Alberto, Chiesa di San  Francesco, Rientro della Confraternita alla Chiesa della Misericordia. 

24 MARZO – Domenica delle Palme 
Ore 10.00 – Benedizione delle Palme presso la Chiesa di San Francesco. Processione verso la Cattedrale.  Percorso: via P. Umberto, Via G. Ferret, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale. 
Ore 10.30 – Cattedrale: Santa Messa celebrata dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino.  

26 MARZO – Martedì Santo 
Ore 20.00 – Processione dei Misteri 
Percorso: dalla Chiesa di San Francesco, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Omelia in Cattedrale, Piazza  Duomo,Via Santa Barbara, Via Cavour, Via Don Deroma, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Largo San  Francesco, Via Kennedy, Via XX Settembre, Via S. Agostino, Via V. Veneto, Via V. Emanuele, Via  Roma, Via C. Alberto, Chiesa di San Francesco, rientro presso la Chiesa della Misericordia. 

28 MARZO – Giovedì Santo 
Ore 10.00 Cattedrale: Santa Messa Crismale celebrata dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. 
Ore 17.30 Cattedrale: Messa in “Coena Domini” e rito della lavanda dei piedi celebrata dal Vescovo  Padre Mauro Maria Morfino. 
Ore 21.00 – Processione per la visita Eucaristica 
Percorso: Chiesa della Misericordia, Via Misericordia, Chiesa di San Michele, Via C. Alberto, Via G.  Ferret, Largo San Francesco, Via Kennedy, Via XX Settembre, Via Giovanni XXIII, Via Mons. Ciuchini,  Chiesa della Mercede, Via Mons. Ciuchini, Via Giovanni XXIII, Via XX Settembre, Via Kennedy, Largo  San Francesco, Via G. Ferret, Via C. Alberto, Chiesa di San Francesco, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale, Piazza Duomo, Via Santa Barbara, Via Cavour, Via Don Deroma, Via P. Umberto e rientro presso la Chiesa della Misericordia. 
Ore 22.00 Cattedrale: Adorazione Eucaristica presso l’Altare della Reposizione. 

29 MARZO – Venerdì Santo 
Ore 08.00 Cattedrale: Ufficio delle letture e Lodi mattutine

Ore 11.00 Processione della Via Crucis. 
Percorso: Chiesa della Misericordia, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Via Simon, Piazza Porta Terra, via Sassari, Scalo Tarantiello, Banchina Dogana, Porto Salve, Piazza Civica, Piazza Duomo, Cattedrale di Santa Maria. 
Ore 11.40 Cattedrale: Innalzamento del Cristo. Accompagna la funzione l’Associazione Musicale Lo Frontuni.
Ore 16.00 Cattedrale: Celebrazione Liturgica della Passione del Signore presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. Lettura della Passione, Adorazione della Croce, Comunione Eucaristica. 
Ore 20.00 Processione del Discendimento. 
Percorso: Chiesa della Misericordia, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale. 
Ore 20.30 Cattedrale: Predica del discendimento. Proiezione esterna della funzione in Piazza Duomo.

Ore 21.30 – Processione del Venerdì Santo 
Percorso: Cattedrale, Via Santa Barbara, Via Cavour, via Don Deroma, Via P. Umberto, Via G. Ferret,  Via Cavour, Bastioni C. Colombo, Via C. Alberto, Via G. Ferret, Largo San Francesco, Via Kennedy,  Piazza Sulis, Lungomare Dante, Via Gramsci, Via Pascoli, Via Sassari, Via Carducci, Piazza della Mercede, Via Nuoro, Via S. Agostino, Via V. Veneto, Via V. Emanuele, Via Roma, Via C. Alberto, Via  G. Ferret, Via P. Umberto, Chiesa della Misericordia. 

30 MARZO – Sabato Santo 
Ore 21.00 Cattedrale – Solenne Veglia Pasquale, Liturgia della Luce, Liturgia della Parola, Liturgia Battesimale ed Eucaristica presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. Il coro Polifonico Algherese cura i canti della celebrazione.

31 MARZO – Domenica di Pasqua
Ore 9.00 Processione della Madonna 
Percorso: Chiesa di San Francesco, Via C. Alberto, Bastioni C. Colombo (ang. Via C. Alberto), (Incontro) 
Ore 09.30 Processione di Gesù Risorto 
Percorso: Chiesa della Misericordia, Via Misericordia, Bastioni C. Colombo (ang. Via C. Alberto) (Incontro) 

Ore 09.45 – Incontro di Gesù Risorto con la Madonna (Bastioni C. Colombo, Angolo Via C. Alberto). Manifestazione di spari a salve a cura dell’Associazione Gruppo Cacciatori Armeria Tanda.

Ore 09.50 Processione 
Percorso: via C. Alberto, via G. Ferret, Largo San Francesco, via Kennedy, Via XX Settembre, Via La Marmora, Via V. Emanuele, Via Roma, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale. 
Ore 10.30 – Messa Solenne presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. 
Ore 12.00 – Rientro della processione presso la Chiesa della Misericordia. Percorso: Piazza Duomo, Via Santa Barbara, Via Don Deroma, Via P. Umberto, Chiesa della  Misericordia. 
Ore 12.00 Cattedrale: Santa Messa.

7 APRILE – Seconda Domenica di Pasqua
Ore 10.30 – Santuario N.S. di Valverde: Santa Messa presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. Canta l’Associazione Coro Polifonico Olmedese Incantos.

I fedeli sono invitati ad indossare l’abito scuro nelle processioni del giovedì e venerdì Santo.

EVENTI COLLATERALI

Lunedì 25 marzo 2024 | ore 20.30
Cattedrale di Santa Maria di Alghero: “Mysterium Crucis” – concerto a cura dell’Associazione Akademia Cantus et Fidis Coro Matilde Salvador – Alghero.
Una riflessione in musica e recitazione sulla Passione di Cristo, con letture che ripercorrono la Passione di Gesù intermezzati a musiche eseguite dal coro e orchestra