Autismo, uno studio sulle abilità sociali (social skills)

I risultati preliminari saranno presentati venerdì 11 ottobre

nell’Aula Magna dell’Università di Sassari

Autismo, uno studio sulle abilità sociali (social skills) 

sviluppato tra Sassari e Roma

I risultati preliminari saranno presentati venerdì 11 ottobre

nell’Aula Magna dell’Università di Sassari

7 ottobre 2024

SASSARI. Da un importante lavoro di ricerca sviluppato tra la Neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e l’Istituto Rete per il sociale Ets di Roma nasce uno “Studio sul potenziamento delle abilità sociali (social skills) nel disturbo dello spettro autistico”, i cui esiti saranno presentati venerdì 11 ottobre alle ore 10.00, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Sassari.

Il progetto, promosso dal Rotary Club Sassari Nord con il contributo economico della Fondazione di Sardegna, coinvolge anche l’Università di Sassari e la Cooperativa Giuliaparla di Roma. Ospite d’eccezione sarà Stefano Vicari, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Il disturbo dello spettro autistico (ASD) è una patologia del neurosviluppo molto diffusa, caratterizzata da comportamenti ripetitivi e difficoltà persistenti nella comunicazione e nell’interazione sociale. La prevalenza in fase di crescita sottolinea l’importanza di interventi precoci e personalizzati. Lo studio si focalizza sul Social Skills SSG (training di abilità sociali), un intervento volto a migliorare le abilità sociali in contesti relazionali e strumentali, con l’obiettivo di ridurre la severità dei sintomi dell’ASD. L’intervento si svolge in ambiente naturale coinvolgendo famiglia e scuola, e prevede attività strutturate come sport e orticoltura, oltre alla formazione continua degli operatori e degli insegnanti.

A porgere i saluti istituzionali saranno il Magnifico Rettore Gavino Mariotti, il Sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, la direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari, Lucia Anna Mameli, il presidente della Fondazione di Sardegna, Giacomo Spissu, il presidente del Rotary Club Sassari Nord, Giuseppe Satta e la past president Alessandra Cuccu, promotrice dell’iniziativa. Modera l’incontro il giornalista Salvatore Taras.

Aprirà i lavori Stefano Sotgiu, direttore dell’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari; della genesi delle “Social Skills” parlerà Stefano Vicari, direttore dell’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù (OPBG) di Roma; presenteranno il progetto e i risultati preliminari Alessandra Carta, responsabile scientifica del progetto e neuropsichiatra infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari, e Arianna Madrau, dirigente medica dell’Uonpia dell’Asl di Sassari.

Tra i medici e gli specialisti interverranno inoltre Salvatorica Manca, responsabile della Struttura complessa di Neuropsichiatria infantile (Uonpia) dell’Asl di Sassari, Lucia Porcu, Simona Levanto e Paolo De Stefani, Flavia Pulina, Marialuisa Maiorano e Marco Pistidda. Il rapporto ospedale-territorio e il trattamento abilitativo Social Skills in contesto scuola sarà illustrato da Angela Nuvoli. Delle attività svolte dagli operatori degli Orti di San Pietro parleranno Letizia Cascioni ed Elisabetta Mura.

Per partecipare al convegno occorre iscriversi contattando il seguente indirizzo e-mail: [email protected]




Bovinicoltura, giornata di studio nel dipartimento di Agraria

dell’Università di Sassari

Evento patrocinato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura

26 giugno 2024

SASSARI. Si terrà venerdì 28 giugno dalle 9.30 alle 13.00, nell’aula magna Barbieri del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari (viale Italia 39a), un convegno di studi su “Bovinicoltura e valorizzazione delle risorse ambientali della Sardegna. L’evento si aprirà con i saluti del Magnifico Rettore, Gavino Mariotti.

In Sardegna il settore bovino costituisce la seconda attività zootecnica per l’economia agricola regionale, con due indirizzi, uno da carne e uno da latte. Secondo la Banca Dati Nazionale aggiornata al 2023, nel nostro territorio sono presenti poco più di 9000 aziende in cui si allevano circa 286.000 capi. L’indirizzo per la produzione della carne è quello più importante, sia per numero di aziende bovine (circa l’80%), che per capi allevati (circa il 70%) e diffusione territoriale. Esso, com’è noto, è caratterizzato dalla linea vacca-vitello e dalla fase di ingrassamento.

La prima è una forma di allevamento che promuove e sostiene la produzione di vitelli da destinare all’ingrassamento. La seconda completa il ciclo portando il vitellone, a seconda dei casi, ad un peso alla macellazione di 450-500 kg (vitellone leggero) o 600-650 kg (vitellone pesante).

La filiera del bovino da carne è concentrata per lo più nei comuni del centro e del nord dell’Isola, caratterizzati da ambienti per lo più collinari, dove sono allevate tre razze rustiche locali (Sarda, Sardo-Bruna e Sardo-Modicana) e razze estere specializzate (Limousine e Charolaise) utilizzate come linee paterne e incrociate con vacche delle razze locali al fine di ottenere dei meticci con caratteristiche intermedie tra i tipi genetici parenterali. Per lo stesso motivo, quasi la metà dei capi presenti in Sardegna è rappresentata da meticci, che sono distribuiti in maniera uniforme sull’intero territorio regionale. Al contrario, le razze in purezza quali Charolaise e Limousine sono concentrate per lo più nel nord Sardegna, la Sardo-Bruna e la Sarda nel centro, mentre la Sardo-Modicana nella regione del Montiferru.

La giornata di studi organizzata dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari ha lo scopo di fare il punto sulle filiere della carne bovina in Sardegna e sulla capacità che hanno mostrato diversi progetti di ricerca di trasferire l’innovazione al mondo degli allevatori e dell’industria della trasformazione delle carni e dell’economia rigenerativa a vallo del processo. In questo quadro saranno presentati i progetti di ricerca Bovaria, ProBovis, Boes, Meat Culture e Versoa, condotti dai ricercatori di Agraria rispettivamente con le aziende Forma, Milia, Cooperativa Produttori Arborea e BSGreen. Il convegno è organizzato con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, il cui presidente prof. Giorgio Cantelli Forti porterà il saluto e trarrà le conclusioni, e dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali, con i saluti del presidente prof. Nicola Macciotta.

Sono previsti infine i crediti formativi sia per i professionisti agronomi, che per gli studenti del dottorato e delle lauree in Agraria.




OTTO MILIONI AI COMUNI PER IL PRIMO STUDIO SULLO STATO DELLE SCUOLE. IL PRESIDENTE SOLINAS: “REGIONE AL FIANCO DEI COMUNI NELL’EDILIZIA SCOLASTICA. PRENDE AVVIO UNA MISURA QUALIFICANTE E NECESSARIA PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI NOSTRI RAGAZZI”

Cagliari, 6 dicembre 2023 – Otto milioni in arrivo ai Comuni per la realizzazione del primo studio sullo stato di fatto degli edifici scolastici, un importante passo verso il miglioramento della conoscenza rispetto alle condizioni delle Scuole e il primo passo per mettere in campo quei correttivi necessari a garantire la sicurezza.  È il contenuto della comunicazione inviata in questi giorni dall’Assessore degli Enti locali, Aldo Salaris, a tutti i Comuni della Sardegna, con cui la Regione dà concretamente avvio alla misura. L’obiettivo, così come previsto dalla Finanziaria 23-25 che ha stanziato le risorse, è appunto di migliorare il livello di dettaglio delle informazioni sulle scuole, evidenziare eventuali interventi di messa in sicurezza, efficientamento energetico e acquisizione di certificazioni obbligatorie. Gli studi restituiranno quindi una sorta di documento d’identità delle strutture. 

“Con questo importante stanziamento la Regione ha risposto a una sfida di civiltà: rendere sicuri gli edifici scolastici e dare nuovo impulso alle attività didattiche, consentendo agli studenti e a tutti gli operatori scolastici di vivere la scuola in condizioni di salute e sicurezza – spiega il Presidente della Regione Christian Solinas – La Giunta regionale per la prima volta è intervenuta per prevenire, e poi aggredire, quel deficit di dati che caratterizza i nostri edifici scolastici”. Lo stanziamento delle risorse, ha proseguito il Presidente Solinas, “contribuirà, anche in coerenza con il piano straordinario di edilizia scolastica Iscol@, a rendere le scuole luoghi sicuri, accoglienti e piacevoli per i ragazzi migliorando la qualità degli spazi scolastici e la loro funzionalità nel rispetto alle esigenze didattiche”.

Così come avvenuto anche nel 2021, quando era stata autorizzata a favore delle amministrazioni pubbliche, la spesa di 3.000.000 per l’istituzione del fondo di rotazione per l’anticipazione delle spese di progettazione e per le relative indagini propedeutiche alla realizzazione di interventi di edilizia scolastica, anche quest’anno la Regione ha mostrato la massima attenzione verso i Comuni, gravati da difficoltà crescenti nel reperire le risorse necessarie per la progettazione degli interventi di edilizia scolastica.

“Non possiamo esporre gli studenti a rischi di alcun tipo: le scuole devono essere luoghi sicuri perché è lì che trascorrono una gran parte di ore i nostri figli”, evidenzia l’Assessore degli Enti locali, Aldo Salaris prima di ripercorrere i passi che hanno portato alla lettera inviata in questi giorni ai Comuni. “Avevamo davanti un’esigenza impellente, quella di garantire la sicurezza degli edifici scolastici senza però avere quelle informazioni utili a mettere in campo correttivi e pianificare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria  – precisa l’Assessore Salaris – I comuni della Sardegna, a causa della cronica esigua disponibilità di risorse finanziarie proprie hanno mostrato, in maniera sempre maggiore soprattutto negli ultimi anni, grandi difficoltà a reperire le risorse necessarie per la progettazione degli interventi di edilizia scolastica e l’esecuzione delle relative indagini propedeutiche. Questo fatto e la non conoscenza dello stato di fatto degli edifici scolastici – prosegue l’Assessore – rappresenta una delle principali cause di ritardo nella progettazione e quindi nell’attuazione di interventi di ristrutturazione, manutenzione o nuova costruzione, impedendo perfino il rispetto delle tempistiche di attuazione dei finanziamenti assegnati da parte dello Stato o dell’Unione Europea. È stato davanti a questa necessità che la Giunta ha cercato e trovato il modo per intervenire”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

I beneficiari della misura sono tutti i Comuni nel cui territorio ricade una scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado o una dell’infanzia, senza distinzione alcuna (sono ovviamente i scusi dal finanziamento i Comuni che non hanno al loro interno una struttura scolastica).

Nel dettaglio, lo stanziamento delle (trasferimenti correnti agli Enti e Amministrazioni Locali) è destinato alla esecuzione di tutte quelle attività e indagini propedeutiche alla predisposizione del DPI (Documento preliminare alla Progettazione). In particolare potranno essere destinate all’inventario funzionale degli arredi; rilievo architettonico, rilievo impianti, elementi e presidi antincendio, rilievo impianti idrico-sanitari, rilievo impianti elettrici ordinari, rilievo impianti elettrici speciali (videosorveglianza, domotica, ecc.), rilievo impianti alimentati da fonti rinnovabili, rilievo impianti di condizionamento/riscaldamento/VMC, rilievo impianti di sollevamento, indagini strutturali (statiche e sismiche), indagini geologiche, indagini geotecniche, indagini idrologiche, indagini idrogeologiche, indagini idrauliche, indagini urbanistiche, indagini rischio radon, pratiche catastali e accatastamenti, diagnosi energetica, attestato di prestazione energetica.

I Comuni devono attuare le attività entro il 31 dicembre 2024 e devono procedere alla rendicontazione delle spese entro il 31 marzo 2025 (la verifica tecnica sulla coerenza delle attività svolte da beneficiari verrà effettuata e attestata dall’Unità di Progetto Iscol@ a cui sono demandate tutte le attività di assistenza tecnica a favore dei beneficiari). (ez)

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Ufficio Stampa Regione Sardegna




Ad Armungia rivive lo studio di Emilio Lussu

Il 5 agosto una speciale anteprima della IX edizione del Festival firmato L’Alambicco inaugurerà, all’interno dello spazio polifunzionale, l’apertura al pubblico dello studio originale restaurato, presentato attraverso una conferenza e un recital sui tragici fatti accaduti in piazza Martiri a Cagliari nel 1926

ARMUNGIA. Lo studio di Emilio Lussu ritorna a vivere in una sala dello spazio polifunzionale di Armungia, con i mobili originali restaurati e tutti gli oggetti d’uso quotidiano. L’inaugurazione si terrà sabato 5 agosto nel paese natale del grande intellettuale, politico e combattente sardo, durante una speciale anteprima della IX edizione del Festival Premio Emilio Lussu che, alle 18, nella sala congressi, proporrà una conferenza di presentazione con gli interventi di Alberto Cabboi, direttore del sistema museale Armungese, Giovanna Granata, docente all’Università di Cagliari e responsabile della biblioteca Lussu (Unica) e Giuseppe Caboni, presidente dell’istituto Emilio e Joyce Lussu.

Alle 18.30 sarà portato in scena il recital “La lunga notte del 31 ottobre 1926”, con testi a cura di Alessandro Macis e la voce recitante degli attori Tino Petilli e Raffaele Chessa accompagnati al piano da Silvia Belfiore e al sassofono e ai flauti da Andrea Morelli.

Seguirà l’apertura al pubblico dello studio di Emilio Lussu, che preserva e ricompone gli oggetti presenti nell’appartamento di piazza Martiri, a Cagliari. Il restauro dei mobili è stato realizzato grazie al contributo concesso al comune di Armungia dalla Fondazione di Sardegna, partendo dalla proposta progettuale elaborata dal direttore del museo “Emilio e Joyce Lussu”, Alberto Cabboi.

L’evento è inserito tra le anteprime della IX edizione del Festival organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del comune di Armungia, del comune di Cagliari e in collaborazione con la cooperativa Agorà Sardegna.

IL RECITAL. L’attentato subito da Mussolini nel 1926 a Bologna diventa il pretesto per scatenare una dura repressione nei confronti di chi si oppone al Regime. Tra questi c’è anche Emilio Lussu, che nel suo appartamento di Cagliari subisce l’aggressione dei fascisti. Le camicie nere cercano di sfondare il portone, con l’intento di linciarlo. Un giovane squadrista si arrampica cercando di penetrare nell’abitazione attraverso un balcone.  Lussu è costretto a difendersi. Spara e uccide il giovane fascista. È legittima difesa. Ma Lussu, pur essendo un deputato protetto dall’immunità parlamentare, viene condannato al confino.




Borse di studio Panathlon Club Alghero

Il Panathlon Club di Alghero sotto l’esperta guida del presidente Dr.Ninni Sias, dopo due anni di stop a causa della pandemia per Covid, finalmente ritornerà ad assegnare le sue prestigiose borse di studio agli alunni meritevoli che hanno saputo distinguersi nello studio e contemporaneamente nelle discipline sportive.

Le borse di studio come da tradizione ventennale saranno divise in due categorie: una è quella che accomuna studenti della scuola media inferiore denominata “Borse di Studio Panathlon”,  l’altra, rivolta ai giovani delle scuole medie superiori è denominata “Borse di Studio Panathlon-Luca e Franco Manchia”, in memoria del giovane Luca Manchia scomparso nel 1996 in un tragico incidente stradale e finanziata fin d’ allora dai genitori e Panathleti Franco e Rosanna, per ricordane le alte qualità di studente e di sportivo. 

Oggi la borsa di studio è intitolata anche al compianto Franco, anch’esso scomparso da alcuni anni.

Le borse di studio verranno consegnate durante la cerimonia che si terra Venerdì 25 novembre alle ore 17:00 presso la Sala “Marinaro” nell’Istituto Professionale Industria e Artigianato ad Alghero alla presenza degli studenti concorrenti, rappresentanti della scuola e dell’amministrazione comunale.

Nel corso della serata saranno inoltre consegnati dei riconoscimenti ad alunni delle scuole elementari offerti dall’azienda florvivaistica Di Marco.

Le borse di Studio del Panathlon sono una parte importante della nostra attività di promozione sportiva giovanile e scolastica, in cui il Club si adopera concretamente perché sia garantita la possibilità di una sana educazione sportiva senza distinzione di razza, sesso, età, ispirata all’etica del fair play, quale elemento aggregante tra culture e popoli.






‘ROM E GAGE’’,
IL 2 GIUGNO GIORNATA DI STUDIO E CONFRONTO
ORGANIZZATA DA ASCE

COMUNICATO STAMPA

Selargius, 30 maggio 2022 – Prima ‘Giornata per la cultura Rom’, giovedì 2 giugno a Selargius: la organizza l’Asce, l’associazione sarda contro l’emarginazione, nei locali del centro culturale (Strada Statale 387 del Gerrei, km 8).
A partire dalle 10 – e per tutta la mattinata – si terrà un convegno-dibattito, aperto dalla relazione dello storico e sociologo Luca Bravi, tra i maggiori esperti nazionali della storia dei Rom e dei Sinti in Europa.
È prevista la partecipazione di rappresentanti delle famiglie del cagliaritano e collegamenti con i principali insediamenti sul territorio regionale.
“E’ l’occasione per fare il punto sulla situazione dei Rom in Sardegna, sulla loro vita quotidiana, sulla promozione e protezione dei loro diritti di minoranza etnica, da decenni stanziale nella nostra Isola”, spiega Stefano Colaneri, referente e organizzatore della Giornata.
Dopo una pausa per il pranzo sociale, i lavori proseguiranno nel pomeriggio – dalle 15 – con la costituzione del Gruppo Rom: “si tratta, di fatto, della prosecuzione di un lavoro che Asce ha iniziato da decenni – sottolinea Colaneri -, occupandosi dei diritti e delle politiche di integrazione delle famiglie Rom, con un approccio diverso da quello meramente assistenzialistico e spesso più efficace di quello istituzionale”.

Sarà possibile seguire i lavori della giornata dal seguente link:
https://meet.jit.si/ASSEMBLEA.generale.ASCE

La scheda
Luca Bravi è un ricercatore e docente a contratto nel Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni relative alla storia dei rom e dei sinti in Europa, relatore alla Camera dei deputati in occasione del primo riconoscimento a livello nazionale della persecuzione dei rom e dei sinti in Italia durante il fascismo.




Borsa di studio nazionale 2022, presentazione delle domande al Comune di Alghero

Gli studenti interessati possono presentare la domanda al Comune di Alghero inviandola per mail a [email protected] entro il giorno 09 MAGGIO 2022. La domanda deve essere presentata esclusivamente per mail, al suddetto indirizzo, sia con posta ordinaria che con posta certificata. L’istanza può essere inviata dal genitore, dal rappresentante legale dello studente o dallo stesso studente se maggiorenne. Nella domanda deve essere indicata obbligatoriamente, nell’oggetto della mail, la seguente dicitura : BORSA DI STUDIO NAZIONALE 2022, con codice fiscale del richiedente (es: BORSA DI STUDIO NAZIONALE 2022 Codice Fiscale XXXXXX45X07X192X)




Liberalizzazione del commercio: la sfida della re-regulation
Presentato uno studio realizzato da Uniss e Confesercenti
25 marzo 2022

SASSARI. Liberalizzazione del commercio non significa de-regulation ma re-regulation: una sfida complessa da affrontare per le Regioni e gli Enti Locali che hanno importanti prerogative di intervento. Con una programmazione adeguata e coordinata, un approccio di sistema e multilivello (politico-istituzionale e tecnico-scientifico), è possibile restituire vigore e significato al comparto commerciale della Sardegna.
Gli aspetti giuridici della materia sono stati analizzati in uno studio dell’Università di Sassari, promosso da Confesercenti Sardegna e presentato venerdì 25 marzo nell’aula magna dell’Ateneo dal Rettore Gavino Mariotti, dal Presidente di Confesercenti regionale della Sardegna Roberto Bolognese e da Domenico D’Orsogna, Professore ordinario di Diritto amministrativo Uniss.
Il documento d’inquadramento giuridico scaturito da questa collaborazione chiarisce in primo luogo che “liberalizzazione”, in senso giuridico – come precisa lo stesso legislatore – non significa rimozione di qualsiasi vincolo e di ogni limite, ma soltanto dei vincoli e limiti “non ragionevoli ovvero non adeguati ovvero non proporzionati rispetto alle finalità pubbliche” e non fondati su “motivi imperativi di interesse generale” come l’ordine pubblico, la sicurezza, la tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente (incluso l’ambiente urbano) e del patrimonio culturale.

Dal “Decreto Bersani” a oggi
Si tratta di una serie di precisazioni importanti per il comparto commerciale sardo che
si trova in una situazione di grave difficoltà, ampiamente conosciuta già prima dell’erompere dell’emergenza sanitaria da covid-19.
Ad oltre venti anni dal decreto legislativo n.114/1998 (il cosiddetto decreto Bersani), quindici anni dalla direttiva Bolkestein (2006/123/CE) e dopo più di due anni di pandemia, è forte l’esigenza di una riflessione aggiornata sul tema.
Il decreto Bersani, infatti, insieme all’introduzione del principio della liberalizzazione delle attività commerciali, aveva previsto anche una notevole attività attuativa delle Regioni e degli Enti Locali, che è rimasta invece per lo più sulla carta, perché ha prevalso nei fatti la logica del laissez faire e l’errata convinzione che “libertà d’impresa” significhi assenza di regole e che “liberalizzazione” sia sinonimo di “deregulation”.

Gli effetti di tale impostazione sono evidenti: fenomeni di degrado (edilizio, ambientale, economico, sociale); di desertificazione del tessuto commerciale delle città (aumento del commercio ambulante e della grande distribuzione), di folklorizzazione, volgarizzazione, necrotizzazione e musealizzazione dei centri storici, di diminuzione dell’attrattività turistica, di inefficienza dei servizi pubblici locali, di inadeguatezza dei “carichi” urbanistici. Fenomeni accentuati dalle dinamiche indotte dalla globalizzazione: incremento dei flussi migratori e della circolazione (anche illecita) di merci, servizi e capitali, incremento del mercato delle locazioni a breve termine e dell’ospitalità diffusa. La pandemia ha inoltre già rimescolato molte certezze che apparivano consolidate, con il cambiamento indotto nelle abitudini e negli stili di vita e di consumo, che per un verso vanno rafforzando le multinazionali della distribuzione on line (una minaccia maggiore del centro commerciale, la forma di concentrazione su cui si era concentrata fino a ieri la maggiore attenzione), e per altro consolidano nuove modalità di turismo: culturale, cosiddetto “esperienziale”, lento.

Liberalizzazione del commercio non è quindi sinonimo di deregulation, ma di re-regulation. Ciò impegna in primo luogo i pubblici poteri chiamati a intervenire in modo
corretto e adeguato.


Abstract dal documento di inquadramento giuridico in tema di “urbanistica commerciale” e liberalizzazione delle attività economiche negli spazi urbani a cura di Domenico D’Orsogna, Ordinario di diritto amministrativo dell’Università degli studi di Sassari

Che la libertà di iniziativa economica debba trovare un ragionevole contemperamento con altri principi e valori di rango costituzionale risulta oggi espressamente sancito in Costituzione. Come è noto l’8 febbraio 2022 è stata definitivamente approvata la proposta di riforma costituzionale A.C. 3156-B recante: “Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente”, che è intervenuta sul secondo comma dell’articolo 41 Cost., aggiungendo due ulteriori vincoli alla libertà di iniziativa economica privata, che non può svolgersi in contrasto – oltre che con l’utilità sociale, la sicurezza, la libertà e la dignità umana – con la salute e l’ambiente. La novella costituzionale ha inoltre riformato il terzo comma dell’articolo 9, prevedendo che l’attività economica pubblica e privata “possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.
Sul tema del contemperamento tra tutela della concorrenza e tutela dei valori della salute, dell’ambiente e dei beni culturali è disponibile una cospicua giurisprudenza, sia costituzionale sia amministrativa. La giurisprudenza amministrativa, in particolare, anche a fronte di una normativa europea favorevole alla liberalizzazione delle attività economiche, continua a riconoscere agli Enti locali un’ampia discrezionalità nel porre vincoli alle attività commerciali.
In tale panorama generale si segnalano da un lato alcune recenti iniziative assunte a livello locale o con leggi regionali a tutela delle città d’arte, nelle quali è più urgente il problema della conservazione dell’identità dei centri storici, anche ponendo limiti alla libertà di commercio; dall’altro alcune proposte di legge all’esame del Parlamento, nonché i vari strumenti di intervento contemplati nel PNRR, nel quale “la rigenerazione urbana sostenibile è un filo rosso che lo attraversa orizzontalmente, interessandone i principali capitoli”. Il Pnrr destina ingenti risorse per la promozione del turismo lento e della digitalizzazione del settore, al miglioramento dell’attrattività dei borghi (cd. Piano Borghi) e alla valorizzazione dell’identità di siti storici, alla tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. Sono già in fase di attuazione, inoltre, i 159 progetti di rigenerazione urbana del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare del Ministero delle Infrastrutture.
Prendere sul serio la sfida della re-regulation e tornare ad un minimo di programmazione non significa quindi ostacolare il cammino del progresso ma ricollocarsi in un’area di maggiore responsabilità. Il tema richiede un impegno di ampio respiro, da condurre in modo corale e coordinato, con approccio integrato e sistemico, multi-scalare e multilivello, sia sul piano politico-istituzionale sia sul piano tecnico scientifico.




Aristeo e SAT bandiscono quattro borse di studio per giovani ricercatori italiani residenti in Sardegna

SASSARI. Quattro borse di studio destinate a giovani ricercatori italiani residenti in Sardegna, legate all’ambito delle discipline storico-artistiche, al campo dell’archeologia, dell’archeo-astronomia e della divulgazione scientifica. La prima borsa, messa a disposizione dal Circolo Culturale Aristeo, darà la possibilità di svolgere attività di ricerca e catalogazione nel campo della grafica e della storia del costume in Sardegna, applicate alla figura del noto caricaturista sassarese Paolo Galleri (1919-2002), del quale il Circolo culturale detiene un fondo cospicuo.

Aristeo mette a bando una seconda borsa per attività di ricerca nel settore dell’indagine archeologica e archeo-astronomica, inquadrata strettamente all’ambito del progetto “La misura del tempo”, in atto dal 2011. Sempre al progetto “La misura del tempo” è rivolta una terza borsa messa in campo dalla Società Astronomica Turritana, mirata più specificamente agli aspetti astronomici. La SAT propone infine un’ulteriore borsa di studio legata alle attività de “La Scienza in piazza”, il più importante appuntamento di divulgazione scientifica del nord Sardegna che coinvolge università, scuole e associazioni.

Per ognuna delle quattro borse è previsto un importo lordo di 1500 euro, e tre mesi di attività. Requisiti di ammissione sono la cittadinanza italiana, essere residenti in Sardegna per tutto il periodo del progetto, non aver riportato condanne penali, essere laureati e non aver superato i trent’anni di età.

Le domande di ammissione dovranno pervenire esclusivamente in via telematica entro il 10 novembre 2021, mediante la compilazione del modulo da inviare in allegato rispettivamente agli indirizzi [email protected]  e [email protected].

All’interno della documentazione, il candidato dovrà inserire lo specifico progetto di ricerca, di massimo due cartelle, legato alle tematiche in oggetto. Il bando completo, il modulo e i dettagli di compilazione della domanda sono disponibili sul sito internet www.aristeo.org e su www.satsardegna.org, nelle cui pagine in breve tempo saranno disponibili gli esiti delle selezioni.




Arrivati in Italia 37 rifugiati vincitori di borse di studio
dei corridoi universitari

Sono atterrati questa mattina all’aeroporto di Fiumicino 37 su 45 rifugiati destinatari di borse di studio che proseguiranno il loro percorso accademico in 23 atenei italiani nel quadro del progetto UNICORE – University Corridors for Refugees

Roma, 16 settembre 2021

Trentasette dei 45 rifugiati vincitori di borse di studio sono arrivati questa mattina all’aeroporto di Fiumicino nell’ambito del progetto sui corridoi universitari UNICORE – University Corridors for Refugees. Gli altri otto studenti arriveranno nei prossimi giorni.

Il progetto, iniziato nel 2019, ha finora visto la partecipazione di 28 università che hanno messo a disposizione negli ultimi tre anni oltre 70 borse di studio. La selezione degli studenti, svolta dai singoli atenei, si è basata sul merito accademico e la motivazione. I vincitori sono rifugiati provenienti da Eritrea, Somalia, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo.

L’Università di Sassari, che partecipa al progetto per il secondo anno consecutivo, ospiterà una studentessa e uno studente eritrei per frequentare i corsi di laurea magistrale in Scienze chimiche. L’anno scorso l’Ateneo ha accolto tre studenti eritrei iscritti nei corsi di laurea magistrale in Economia, Wildlife Management Conservation and Control e Pianificazione e politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio.

La rete partner del progetto, tra cui il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Caritas Italiana, Diaconia Valdese, il Centro Astalli, Gandhi Charity, e il partenariato locale, assicurano agli studenti un sostegno adeguato per portare a termine gli studi e integrarsi nella vita accademica e sociale. A Sassari, come lo scorso anno, il partenariato è costituito dall’Università, dal Comune di Sassari, dalla Caritas Diocesana, dall’ ERSU, dal Rotary Sassari, e dalla Fondazione Accademia Casa di popoli, culture e religioni.

Gli studenti inizieranno oggi il periodo di quarantena reso obbligatorio dall’emergenza Covid-19, dopo il quale potranno avviare il loro percorso universitario presso gli atenei su tutto il territorio italiano.

“La crescita di questo programma dalla sua fase pilota con sei studenti ai 45 di oggi rappresenta un risultato molto importante”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “I rifugiati hanno bisogno non solo di ricostruire la propria vita in sicurezza e dignità, ma anche di poter esprimere al meglio le loro capacità e competenze per progettare un futuro prosperoso per se stessi e per le comunità che li accolgono”.

L’iscrizione dei rifugiati all’istruzione superiore a livello globale è del 5%, rispetto a una media del 38% – un dato drammatico che testimonia ancora una volta la necessità di lavorare per rimuovere le barriere di accesso all’istruzione.

Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso d’iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi, anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure come i corridoi universitari.

Le università partecipanti al progetto UNICORE nel 2021 sono:
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Università degli Studi di Bergamo
Università degli Studi di Brescia
Università degli Studi di Cagliari
Università della Campania Luigi Vanvitelli
Università degli Studi “G. Dannunzio” Chieti – Pescara
Università degli Studi di Firenze
European University Institute
Università del Salento, Lecce
Università degli studi di Messina
Università Statale di Milano
Università degli Studi di Milano – Bicocca
Università Commerciale Luigi Bocconi
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Università degli studi di Palermo
Università degli studi di Padova
Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli
Università degli studi di Roma La Sapienza
Università degli Studi di Sassari
Università per Stranieri di Siena
Università Iuav di Venezia
Università degli studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro
Università degli studi di Verona
Università della Tuscia di Viterbo