TRASPORTI, ASSESSORA MANCA: “SUBITO UNA SOLUZIONE PER LA SANTA TERESA – BONIFACIO E UNA STRATEGIA COMUNE TRA SARDEGNA E CORSICA”

Cagliari, 28/05/2025 

“Sardegna e Corsica sono interessate da legami economici, culturali e sociali che necessitano di soluzioni concrete e definitive agli annosi problemi dei collegamenti”. Lo dichiara l’assessora dei Trasporti Barbara Manca in occasione dell’incontro avvenuto ieri a Bonifacio con il presidente dell’Ufficio Trasporti della Corsica Jean Felix Acquaviva. La riunione è stata convocata facendo seguito a una serie di interlocuzioni, culminate a febbraio scorso con gli incontri del Trattato del Quirinale tenutosi a Nizza in cui si è parlato anche dei trasporti fra le due Isole.

I due responsabili regionali dei trasporti hanno convenuto l’esigenza di risolvere insieme l’attuale emergenza registrata nella tratta marittima tra Santa Teresa di Gallura e Bonifacio, ma anche di cooperare al fine di trovare soluzioni di lungo periodo che consentano ai cittadini sardi e corsi di avere certezza dello spostamento. Tra le prime azioni concordate c’è la redazione di una lettera comune da indirizzare ai governi italiano e francese per rappresentare tutte le criticità della situazione attuale.

“Parallelamente e in modo complementare alla tratta Santa Teresa e Bonifacio, che comunque è il collegamento naturale tra la Corsica e la Sardegna, bisogna ragionare anche su altre rotte che siano in grado di dare la certezza dello spostamento quando le condizioni meteo in quel piccolo tratto sono particolarmente avverse – ha aggiunto Manca -. È un’esigenza che riguarda non solo la movimentazione delle persone, ma anche delle merci”.

“È ora di passare finalmente dalle parole ai fatti – ha affermato con chiarezza Jean Felix Acquaviva -. Spero che questo sia il primo di una lunga serie di incontri finalizzati a mettere mano alle urgenze e poi alla ricerca di soluzioni definitive”.

Durante l’incontro si è parlato anche di trasporto aereo, una carenza storica nei collegamenti tra le due isole mediterranee. L’assessora Barbara Manca ha portato sul tavolo la recente pubblicazione del bando nuove rotte, in cui è stata inserita, non a caso, tra le 67 rotte finanziabili anche quella tra gli aeroporti di Cagliari e Ajaccio. “Si tratta di un’occasione importante per agevolare le popolazioni dei due territori negli spostamenti” ha osservato l’esponente della Giunta Todde. Acquaviva ha ricordato lo studio elaborato dalla Regione corsa negli anni scorsi per un aereo navetta che metta in collegamento Sardegna, Corsica e Toscana.

All’incontro erano presenti anche il vice sindaco di Santa Teresa di Gallura Antonio Mura e il sindaco di Bonifacio Jean-Charles Orsucci. Entrambi hanno chiesto ai rappresentanti delle due Regioni un impegno forte per la risoluzione immediata del collegamento tra i due vicini porti. Orsucci ha manifestato anche l’eventualità di studiare un collegamento di nuova generazione mediante la valutazione della fattibilità futura di un tunnel sottomarino così come è avvenuto in alcune isole del nord Europa.




BONUS110, FILCA ‘INCENTIVO HA RISOLLEVATO SETTORE .CORREGGERE SUBITO CRITICITA’,SBLOCCANDO CREDITI E SALVANDO IMPRESE

COMUNICATO STAMPA

Cagliari, 23 marzo 2023 – “Il settore delle costruzioni in Sardegna ha avuto degli indubbi benefici dal Superbonus 110, come confermano i dati sul numero di occupati e sugli investimenti, pur tra evidenti criticità legate alla sua applicazione”. Lo afferma il segretario regionale della Filca Cisl, Marco Ambu, che lancia l’iniziativa organizzata dal sindacato, per domani, venerdì 24, a Roma, su “Il futuro dell’edilizia: rigenerazione, superbonus, qualità del lavoro”. “Siamo consapevoli dei limiti che il Superbonus presenta – sottolinea il segretario sardo –, così come concordiamo sulla necessità di correttivi, in particolare per quanto riguarda il ruolo delle banche e la gestione dei crediti. Non vorremmo, però, che si buttasse via il bambino con l’acqua sporca. In Sardegna il Bonus ha indubbiamente risollevato il settore”.
I DATI.
Secondo i dati della Casse Edili, nel 2022 gli addetti nel settore delle costruzioni sono stati 32mila: “Un risultato storico – rimarca il segretario Filca -, che non si raggiungeva da anni nell’Isola”. Il problema urgente da affrontare, per il sindacato è quello dei crediti incagliati, “dietro i quali ci sono lavori eseguiti, cantieri aperti, migliaia di lavoratori a rischio per la crisi di liquidità che blocca le imprese edili. L’attuale incertezza sul futuro del Super Bonus e la mancata soluzione per i crediti bloccati sta creando un inevitabile sconquasso per l’intera economia isolana”.
IL FUTURO DELL’EDILIZIA.
Di tutti questi aspetti si parlerà domani, a Roma, nel corso dell’iniziativa organizzata dalla Cisl e dalla Filca, I lavori saranno aperti dal segretario generale della Filca-Cisl, Enzo Pelle. Seguiranno gli interventi di Marco Osnato (presidente Commissione Finanza della Camera dei Deputati), Claudio Giovine (direttore divisione economica e sociale Cna), Fabrizio Esposito (segretario generale Sicet, sindacato inquilini della Cisl) e Bruno Panieri (direttore politiche economiche Confartigianato). Le conclusioni sono affidate a Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl. I lavori saranno moderati dal vicedirettore del Tg5, Giuseppe De Filippi.




Bruno: subito azioni forti per garantire i voli, il territorio agisca unito.

Bene la convocazione congiunta dei sindaci in Provincia da parte dell’amministratore straordinario Pietro Fois, bene il consiglio camerale aperto alla classe dirigente del territorio, lunedì in Camera di Commercio.

Servono decisioni immediate per rimediare al pasticcio della continuità territoriale su Alghero.

Non si può sempre mettere una toppa.

Servono azioni forti, interventi legislativi, risorse adeguate, approcci costanti, autorevoli, risolutivi nel rapporto tra Regione, Governo e Commissione Europea. Ciò è mancato in questi anni: troppa improvvisazione e debolezza.

Servono unità e determinazione per una offerta più completa per questo territorio.

Più infrastrutture e trasporti interni (se pensiamo alla strada Sassari Alghero ancora bloccata, nonostante le promesse, o ai collegamenti in tramtreno esistenti su Cagliari e non previsti nel nord Sardegna, alle condizioni della arteria stradale 131, ai tempi infiniti della Sassari-Olbia).

Servono soprattutto una più qualificata offerta alberghiera, con servizi adeguati, e un territorio capace di programmazione e alleanze, un aeroporto vivo e un nord Sardegna vivace, non solo nei pochi mesi d’estate, ma tutto l’anno. Ora la classe dirigente del territorio è chiamata a decidere e ad agire unita.




“Mario Bruno: aeroporto a rischio, subito consigli comunali congiunti per reagire uniti”

Si convochi immediatamente un consiglio straordinario congiunto dei consigli comunali della rete metropolitana, uniti ai primi cittadini dei comuni del sassarese, del nuorese, dell’oristanese attorno a Bosa, con i rappresentanti istituzionali del territorio.

È un disastro annunciato, figlio di una gestione regionale della continuità territoriale fallimentare e dilettantesca.

Deserto il bando su Alghero anche con compensazione degli oneri di servizio: non può essere una casualità. Serve un tavolo urgente con tutti i soggetti pubblici e privati per garantire il futuro dello scalo algherese, con la presenza di Enac, Sogeaal e Regione, Comuni, Camera di Commercio, associazioni di categoria e sindacati. Chi vuole chiudere l’aeroporto di Alghero e perché?

Mentre la regione continua a coniugare i tempi delle soluzioni vere ad un futuro che mai sembra arrivare, Alghero con l’intero nord-ovest dell’isola rischia di restare fuori dalla continuità territoriale che è e resta un diritto di ogni sardo.

La continuità territoriale non e’ una concessione legata alle logiche di mercato, alle esagerate e assurde percentuali di riempimento, alle sole convenienze dei vettori. Dobbiamo ribellarci. Non possiamo restare ostaggio delle logiche del solo profitto: la mobilità e’ un diritto sacrosanto per tutti, anche per il nord-ovest e centro dell’Isola. Alghero si sta rassegnando a svolgere sempre più un ruolo di aeroporto stagionale e se perfino l’assessore regionale afferma che vogliano chiuderlo, non possiamo attendere oltre. Dobbiamo agire subito, con determinazione e uniti.
Dobbiamo lavorare per un aeroporto vivo tutto l’anno e per un territorio vivace, capace di programmazione e alleanze, da Alghero a Nuoro, dalla Barbagia a Bosa, da Castelsardo a Sassari, per un’offerta in grado di portare turismo e mobilità tutto l’anno.




Opposizione Alghero: subito al lavoro pr il prossimo appalto di igiene urbana della città.

MANCANO ORMAI DUE ANNI AL TERMINE DELL’ATTUALE APPALTO DI IGIENE URBANA. SI PREPARI PER TEMPO IL PROSSIMO, AVVIANDO FINALMENTE LA RIFLESSIONE IN COMMISSIONE E IL DIBATTITO PUBBLICO*                                                                                                                                                                                                                                                                                 Qualsiasi proposta fatta al di fuori di uno scenario complessivo da definire in previsione del nuovo capitolato di igiene urbana lascia il tempo che trova. Eliminare gli ecobox è facile da annunciare, ma rischia di diventare una boutade dell’assessore Montis se non si tiene conto che la scelta comporta un’organizzazione complessiva differente di raccolta dei rifiuti delle utenze non domestiche in termini di modalità, frequenze di ritiro e oneri connessi. Dobbiamo mantenere, e magari incrementare, un’elevata percentuale di raccolta differenziata, un miglioramento del servizio, dell’igiene e del decoro pubblico, affinché non venga disperso l’importante lavoro fatto negli anni passati. Lavoro che ha rappresentato il presupposto imprescindibile per arrivare giorno dopo giorno ad incrementare le percentuali di racconta differenziata per arrivare a quelle attuali, partendo appena cinque anni fa da un misero 30 %: quel lavoro è patrimonio della città ed è stato costruito con precise scelte politiche e un percorso di partecipazione e condivisione.Per questo abbiamo più volte invitato l’Assessore Montis ad avviare una riflessione in commissione sul tema, aperta al contributo dei cittadini, ai comitati di quartiere, alle Associazioni di categoria e a tutti i comparti interessati dal servizio, così come è stato fatto anni fa in previsione della definizione dell’attuale capitolato. I tempi sono maturi, non ci si culli sul fatto che mancano due anni alla scadenza dell’attuale appalto. È necessario farsi trovare pronti e preparare per tempo la nuova gara. E se gli aspetti tecnici sono in capo agli uffici, sulla definizione dello scenario è importante la riflessione politica e il dibattito pubblico che, a partire dalle condizioni attuali, dagli aspetti positivi piuttosto che dai limiti riscontrati, consenta di definire le misure più idonee e la congruità economica più appropriata per rendere più funzionale ed efficiente il servizio e più accogliente e pulita la nostra città.Pertanto invitiamo l’Assessore Montis a passare dalle parole ai fatti, coinvolgendo il Consiglio comunale e prendendo le distanze dall’inconcludente stile conociano, affinché anche la sua ultima esternazione non sia solo una battuta ad effetto.

Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi




Subito gli anestesisti per la terapia intensiva di Alghero

L’ATS utilizzi almeno i concorsi che pare voglia indire la AOU di Sassari per anestesisti, nel prossimo mese di novembre, al fine di aprire finalmente la terapia intensiva di Alghero.

Ci si attivi intanto per una convenzione tra ASSL di Sassari e Università per attingere eventualmente da quelle graduatorie. Infatti, se non si vogliono scoprire altri reparti vitali ed essenziali dei nostri ospedali, come le sale operatorie, servono almeno altri cinque anestesisti dedicati per poter aprire la terapia intensiva di Alghero, con una dotazione minima di almeno sette specialisti in anestesia e possibilmente con esperienza in rianimazione.

I tempi purtroppo si allungano ancora. L’apertura del reparto per il 30 settembre scorso è rimasta una delle tante bufale del rappresentante in Regione del territorio, Michele Pais. Ci si arrampica sugli specchi, anzi sugli arredi. Non bastano le attrezzature, non bastano i ventilatori da soli. Servono risorse umane, cioè infermieri e soprattutto anestesisti da assumere a tempo indeterminato e non a gettone. La pazienza è finita, si smetta con gli annunci inutili e si passi ai fatti.

Quelli seri, quelli veri, quelli che servono al nostro territorio.

F.to

Mario Bruno
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Valdo Di Nolfo
Mimmo Pirisi
Ornella Piras
Raimondo Cacciotto




Mario Bruno: ottimista per la 4 corsie. Subito in Consiglio dei Ministri.

Sono ottimista sulla 4 corsie. L’orientamento espresso dalla riunione di oggi al Ministero delle Infrastrutture, che segue l’informativa CIPE di ieri, è univoco: istruttoria in tempi rapidi della presidenza del Consiglio dei Ministri per ribaltare il parere della commissione tecnica VIA. È chiaro che la Sassari-Alghero è una strada interamente finanziata, progettata negli anni 80 e quasi interamente realizzata, con parere VIA già approvato nel 2003, molto prima dell’entrata in vigore del PPR. Bisogna fare in fretta, anche prima della trattazione nel merito al TAR del prossimo settembre: il Presidente Conte, sono certo, terrà conto degli interessi generali del territorio. Ringrazio la segreteria tecnica del MIT diretta da Mauro Antonelli e il senatore Francesco Laforgia per il percorso fin qui condiviso e per la riunione al vertice oggi promossa, ma ora occorre accelerare e ribaltare il parere VIA per permettere all’Anas di procedere con la progettazione esecutiva, per poi giungere all’appalto entro il 2021. Sono contento per la unità del territorio anche oggi manifestata e per gli impegni assunti.




Alghero: Horeca in coma, risposte subito o è la fine

Più di un mese fa abbiamo accolto con grande soddisfazione l’apertura dell’Amministrazione, nella persona del sindaco, di voler collaborare col Comitato Horeca e rendere il settore dell’accoglienza partecipe del percorso utile ad assistere le nostre imprese nelle più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi.
Come più volte ribadito, si tratta di un settore fondamentale dell’economia algherese che necessita di provvedimenti urgenti che, se non varati rapidamente, rischiano di compromettere per sempre il futuro di migliaia di lavoratori.
Detto questo, però, ci duole sottolinearlo, ad oggi, nessun provvedimento di quelli suggeriti, è ancora giunto al suo traguardo.
Comprendiamo le difficoltà di chi amministra in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, comprendiamo anche la “solitudine” in cui i sindaci sono costretti ad operare,  soprattutto quando è palese l’assenza delle figure utili a raggiungere tali obiettivi in taluni comparti, però, visto proprio il momento che vede la maggior parte delle attività vicine al definitivo collasso, ci saremmo attesi una drastica virata, un cambio di passo, per  farci trovare pronti alla riapertura.
Apprezziamo la disponibilità del Sindaco Conoci e la sua volontà di fare proprie le nostre istanze, ma la variabile tempo ci impone di richiamare l’attenzione sul grave ritardo.
È ora che Alghero riparta, e riparta bene. Non c’è più tempo da perdere.
Perché gli imprenditori che rappresentiamo possano affrontare con ragionevole speranza  la fatica della ripartenza è necessario che sappiano su quali superfici per la somministrazione possano contare, sulla fiducia che gli organismi deputati al controllo abbiano visioni comuni, sul fatto che la Regione Sardegna liberi risorse utili per l’abbattimento del costo del lavoro.
Insomma, chiediamo che si dia corso alle numerose richieste messe nero su bianco dal nostro comitato.
Siamo consapevoli che senza il luccichio delle nostre imprese, che dà risposte a tante famiglie coi vari stipendi, Alghero non può essere la stessa. Del resto è necessario, è fondamentale, ricreare un clima di positività e socialità che, da tre mesi e oltre (visti l’aggiunta del periodo invernale precedente), manca totalmente.
Il settore Horeca vive nel segno delle emozioni, dello svago, della convivialità, siamo noi deputati a far ripartire la città, ma dobbiamo essere messi nelle giuste condizioni per farlo. Se l’apertura è per il 18, come si può pensare di farlo senza poter programmare investimenti, assunzioni, azioni di intrattenimento, modello di business?
Gli elefantiaci tempi della burocrazia e le sue lungaggini non possono condizionare un tessuto sociale ed economico  allo stremo.
Serve il massimo sostegno perché le risposte alle richieste del comparto (che rialleghiamo a questa mail) siano finalmente evase: c’è il serio rischio che il coma in cui si trova il settore, diventi irreversibile.  E’ urgente attuare un pronto soccorso, altrimenti sarà quasi impossibile evitare il nostro funerale e col nostro quello di tanti lavoratori.

CINQUE PUNTI SOTTOPOSTI ALL’AMMINISTRAZIONE: 
1) Ampliamento degli spazi esterni alle attività consentendo la possibilità di allestire tavoli e dehor, in particolare per le imprese con ridottissimi spazi interni, in finestre temporali determinate, ove necessario, secondo un piano particolareggiato che sia in grado di garantire il medesimo numero di coperti all’esterno autorizzati nel pre-Covid con, in aggiunta, superfici utili per ristorare il numero di coperti sacrificati nelle aree interne a causa del distanziamento sociale;

2) richiesta al sindaco di attivare una conferenza di servizi per l’ attivazione di procedure armonizzate, chiare, certe, ed univoche, per certificare la salute dei titolari, dei dipendenti e dei clienti, garantendo la salubrità dei luoghi di lavoro, attraverso un unico protocollo sottoscritto da tutti i corpi di vigilanza sanitaria dello stato;

3) rapida modifica del piano commerciale per mitigare la direttiva Bolkenstain (legge Bersani) al fine di congelare nuove aperture e soprattutto scongiurare operazioni di acquisto predatorie a “buon mercato”; Attuazione di iniziative (con associazioni e operatori locali) di animazione urbana.

4) Attivazione di uno sportello per le imprese attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria (es: Confcommercio)  rappresentative del settore per assistere le centinaia di partite Iva a cui serve offrire una bussola per attraversare la selva di provvedimenti scaturiti dai vari livelli istituzionali;

5) Rappresentare presso l’Anci regionale,  la proposta di fiscalizzazione degli oneri sociali con accollo di una parte del costo del lavoro da parte della Regione, allo scopo di evitare l’esplosione della spesa per il welfare e il conseguente mantenimento dei livelli occupativi;




Cuccu, M5S: “SUBITO UN’EQUIPE D’EMERGENZA ONCOLOGICA PER GESTIRE URGENZE/EMERGENZE SOPRAGGIUNTE”

Cagliari, 27 novembre 2019 – “E’ inaccettabile l’inarrestabile, e nemmeno tanto lenta, agonia dell’A.O. Brotzu, sempre piu’ svuotata nelle sue eccellenze, nel piu’ totale e strumentale silenzio”.

Carla Cuccu, segretaria della commissione sanita’ interviene, ancora una volta, sulle gravi problematiche degli Ospedali San Michele ed Oncologico di Cagliari, centri di riferimento per tutto il territorio sardo ed eccellenze nazionali, con una nuova interrogazione rivolta al Governatore Solinas ed all’assessore Nieddu.

“Non e’ piu’ tollerabile che la carenza di personale sanitario sia causa di mancate prestazioni sanitarie salva vita”, denuncia la Cuccu. “I malati oncologici, sono quell’emergenze (quotidiane e calendarizzate per protocolli) a cui non possono sospendersi gli interventi terapeutici per il sopraggiungere di nuova emergenza.

Non si puo’ essere testimoni silenti di scelte preferenziali nel gestire una patologia rispetto ad un’altra, parimenti grave”.

La consigliera regionale M5S Carla Cuccu, affonda il coltello nella piaga e ritiene improcrastinabile approvare il Progetto Trapianti 2019, scaduto dal 30 aprile 2019, per uscire dalla paralisi dell’attività di donazione, prelievo e trapianto di organi e tessuti.

Chiede quale sia la situazione delle lista d’attesa dei pazienti oncologici di tutta l’azienda Brotzu e ritiene necessario costituire un’equipe medica in campo oncologico per la gestione delle emergenze/urgenze sopraggiunte per non dover piu’ rinviare gli interventi “ordinari” calendarizzati, come accaduto il 24 novembre scorso, quando sono stati rinviati tre interventi su pazienti affetti da tumore per poter eseguire un prelievo e trapianto di reni.