Una “Casa della Cultura” in Confcommercio per lo sviluppo del territorio: Leonardo Marras alla guida

Il Nord Sardegna compie un passo decisivo verso la strutturazione del proprio comparto creativo con la nascita ufficiale di Impresa Cultura Nord Sardegna. Il nuovo coordinamento territoriale, presentato presso la sede di Confcommercio a Olbia, segna l’ingresso ufficiale del territorio nel network nazionale di settore, posizionando le province di Sassari e Olbia-Tempio in una rete d’eccellenza che include realtà come Milano, Bari e Parma.

Alla guida dell’organismo è stato nominato Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta e figura di riferimento nel panorama culturale isolano. Al suo fianco, una squadra di comprovata esperienza: i vice coordinatori Aldo Addis e Alessandro Carta, supportati dai componenti Antonietta Cossu, Sabrina Lisbona, Annalisa Luzzu, Luigi Folino, Claudio Desiati, Gianni Russo, Gabriele Addis e Piero Muresu.

L’ambizione del coordinamento è quella di fungere da vera e propria “Casa della Cultura”: un ecosistema aperto dove operatori, imprese, associazioni e fondazioni possano trovare non solo rappresentanza, ma un luogo di progettualità condivisa. L’obiettivo è trasformare il vasto patrimonio identitario del Nord Sardegna in una leva economica capace di generare occupazione e innovazione sociale.

«Accolgo questo incarico con un profondo senso di responsabilità verso il nostro tessuto imprenditoriale e creativo — ha dichiarato Leonardo Marras —. La cultura non deve essere percepita solo come un esercizio di memoria o di conservazione del passato, ma come uno strumento vivo di crescita e innovazione. Con questo progetto, Confcommercio Nord Sardegna vuole consolidare il ruolo della cultura quale vero motore dello sviluppo integrato, capace di saldare insieme le nostre radici e le nuove prospettive di mercato».

Marras ha poi sottolineato l’importanza del fare rete per superare le storiche fragilità del settore:«La nascita di questo Coordinamento è un atto di fiducia nel futuro. Vogliamo creare una “Casa” comune che favorisca sinergie concrete tra pubblico e privato, abbattendo le barriere che spesso isolano i talenti e le imprese del nostro territorio. Il nostro impegno sarà rivolto a rendere l’offerta culturale più accessibile e moderna, creando opportunità reali soprattutto per le giovani generazioni che vogliono fare impresa nel mondo della creatività. Solo attraverso un’azione corale potremo trasformare la cultura in un pilastro solido e sostenibile della nostra economia». L’ufficializzazione dell’organismo è avvenuta alla presenza dei vicepresidenti di Confcommercio Nord Sardegna, Edoardo Oggiano e Salvatore Brichetto, sancendo l’inizio di un percorso che mira a rendere il Nord Sardegna un laboratorio di buone pratiche per l’industria culturale regionale e nazionale.

ANALISI SETTORIALE: Consumi culturali in aumento, resta il gap nel Sud e nelle Isole

L’ultima rilevazione dell’Osservatorio sui consumi culturali (realizzata da Confcommercio) evidenzia un trend di spesa in netta risalita per le famiglie italiane, accompagnato però da profonde disparità geografiche.

L’andamento della spesa mensile:

· Dato Nazionale: La spesa media mensile per beni e servizi culturali è quasi raddoppiata in cinque anni, passando dai 50,9 euro del 2020 ai 99,8 euro attuali.

· Gap Territoriale: Mentre nel Centro e nel Nord Italia la spesa media supera i 113 euro, nel Sud e nelle Isole il valore crolla a 74,3 euro.

Percezione dell’offerta e potenziale economico: I cittadini del Meridione e delle Isole manifestano una forte insoddisfazione verso l’offerta locale: circa il 50% la considera povera di iniziative. Solo il 53% giudica l’offerta di qualità (a fronte di una media nazionale del 63%) e appena il 31% la ritiene innovativa.

Nonostante le criticità, emerge una forte consapevolezza del valore economico della cultura: il 77% degli intervistati residenti nel Sud e nelle Isole è convinto che la sinergia tra attività culturali ed economia locale sia un fattore positivo, un dato superiore di ben sei punti percentuali rispetto alla media nazionale (71%).




Villanova, “biodiversità volano per lo sviluppo economico”

 Il convegno al Ceas Monte Minerva ha messo in luce le potenzialità del patrimonio naturalistico del territorio, in una due giorni dedicata alle caratteristiche dei mieli e dei vini del nord-Sardegna

VILLANOVA MONTELEONE. Il convegno sulla “Biodiversità ambientale, alimentazione, tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico sardo” ha fornito un importante risultato: quello di far conoscere meglio le potenzialità e le ricchezze in termini di biodiversità ambientale e paesaggistica, senza trascurare le specie floristiche, faunistiche presenti nel territorio, e in secondo luogo ha permesso di ottenere degli spunti per una valorizzazione importante delle specificità.

La conferenza, che si è svolta nel weekend al Ceas di Monte Minerva, a Villanova Monteleone, accostata al programma di Chenamos in carrela 2025, è stata introdotta da Alida Manca del Ceas, con i saluti di Pietro Fois della Proloco e del sindaco Quirico Meloni, seguiti dai contributi significativi di Giovanni Piras, direttore di Agris, Emanuele Farris, docente di Botanica dell’Uniss, Antonello Brunu, Referente UOTT Multifunzionalità e Sviluppo rurale, Mauro Forteschi di Forestas e Antonio Farris, presidente Accademia sarda del lievito madre.

Gli interventi hanno permesso una chiave di lettura della biodiversità e delle sue declinazioni sotto diversi aspetti ma, soprattutto, di come possa rappresentare un volano, uno strumento per promuovere un ulteriore sviluppo economico che, è stato sottolineato, può essere uno strumento per contrarre lo spopolamento che affligge tutte le aree interne della Sardegna.

La Giornata del cibo di sabato, dedicata al miele, è stata impreziosita dagli interventi dell’esperto Gavino Carta, del sommelier dei mieli Emilio Fois, e dei rappresentanti dell’associazione apistica Su Moju.

Domenica, a introdurre la Giornata del vino è stato il concerto del Coro de Iddanoa Monteleone per dare spazio a un interessante dialogo fra Tommaso Sussarello, il vicepresidente nazionale dell’associazione Città del vino, Giovanni Antonio Sechi, lo chef Fabio Zago e il pubblico. La collaborazione con le aziende vitivinicole Sandro Panzali e Salvatore Chessa di Usini, ha permesse di servire e analizzare le caratteristiche di vermentino e cagnulari, un bianco e un rosso scelti per la contiguità territoriale tra le regioni storiche del Nurcara di Villanova e il Coros di Usini. Ma soprattutto per fare in modo che le buone pratiche sviluppate con decenni di lavoro, dai contadini del Coros, possano essere un modello da seguire per aiutare a crescere il territorio del Villanova.

Le due giornate sono state impreziosite da escursioni storico-archeologiche e laboratori creativi delle operatrici del Ceas Monte Minerva, da visite guidate al Giardino della biodiversità, al Roseto antico, alle domus de janas.

Il prossimo appuntamento sarà il 17 maggio alla Macelleria Villanova Carni per approfondire il tema “Trasformare le nostre carni”: in compagnia di Tommaso Sussarello, dello chef Fabio Zago e dell’imprenditore Antioco Marras si parlerà in particolare di come sfruttare tutta la filiera della carne dall’allevamento all’ingrasso, dalla macellazione e trasformazione per finire con la commercializzazione, lasciando nel territorio il valore aggiunto. Seguiranno le degustazioni.

“Chenamos in carrela” è organizzato dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, il Ministero della Cultura, Funded by the European Unione, e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.




AIRPORT DAY: AEROPORTI E IMPRENDITORI SARDI A CONFRONTO PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

Oggi il Business Centre dell’Aeroporto di Cagliari ha ospitato l’incontro – talk dal titolo Gli aeroporti sardi al centro delle strategie di sviluppo economico dell’Isola organizzato da SOGAER in collaborazione con GEASAR e SOGEAAL nell’ambito delle iniziative previste in campo nazionale per l’Airport Day di ASSAEROPORTI.

In contemporanea con la conferenza stampa organizzata da ASSAEROPORTI a Roma alla presenza, tra gli altri, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Presidente ENAC Pierluigi Di Palma e il Presidente ASSAEROPORTI Carlo Borgomeo, 17 scali italiani hanno raccontato il ruolo centrale del sistema aeroportuale per lo sviluppo economico, il progresso e la sostenibilità del Paese.

Gli aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia hanno aderito congiuntamente all’Airport Day per mettere in evidenza sia l’impatto socioeconomico delle attività aeroportuali per lo sviluppo sostenibile e il progresso della Sardegna, sia l’importanza delle reti aeroportuali come risposta alla crescente domanda di trasporto aereo in un contesto altamente competitivo e sfidante come quello dell’aviazione commerciale in campo nazionale e internazionale.

L’evento di Cagliari ha coinvolto questa mattina la presidente SOGAER e vicepresidente ASSAEROPORTI, Dott.ssa Monica Pilloni, l’amministratore delegato GEASAR e SOGEAAL, Ing. Silvio Pippobello, la Prof. Avv. Anna Masutti, professore ordinario di Diritto della Navigazione aerea all’Università di Bologna, ill presidente della Commissione Trasporti On. Salvatore Deidda, l’assessore RAS dei Trasporti Ing. Barbara Manca, l’assessore RAS del Turismo Dott. Franco Cuccureddu, il presidente della CCIAA Cagliari-Oristano e presidente di UNIONCAMERE Sardegna Ing. Maurizio de Pascale, il presidente della CCIAA Sassari Ing. Stefano Visconti e il presidente della CCIAA Nuoro Dott. Agostino Cicalò.

Monica Pilloni, presidente di SOGAER, società di gestione dell’Aeroporto di Cagliari, ha dichiarato: “Gli aeroporti contribuiscono fortemente allo sviluppo del territorio e all’integrazione della sua economia con il sistema economico nazionale e internazionale. Ciò è ancora più vero in Sardegna a causa dell’insularità: fare rete è indispensabile. Gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero sono qui insieme oggi perché condividono lo stesso obiettivo di crescita, così come condividono le modalità per perseguirlo: fare squadra fra aeroporti e fare squadra con il territorio e con chi è il motore della sua economia. Un sistema aeroportuale che valorizza le peculiarità e ottimizza l’utilizzo delle strutture rappresenta un vantaggio e un’occasione di consolidamento e sviluppo dell’intero comparto produttivo regionale”.

Silvio Pippobello, amministratore delegato di GEASAR e SOGEAAL, società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero, ha aggiunto: “Gli Aeroporti della Sardegna sono un asset strategico per il territorio, sia come motore di sviluppo economico, grazie al potenziamento della connettività per i residenti, sia come leva per la crescita dell’industria turistica, che si conferma tra quelle con le maggiori prospettive di espansione nei prossimi decenni. Di fronte a sfide sempre più complesse, il sistema aeroportuale deve bilanciare l’espansione del traffico e il rinnovamento delle infrastrutture con gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità ambientale fissati dal settore e dall’Agenda europea, valorizzando al contempo il proprio impatto occupazionale, sia diretto che indiretto. La collaborazione e l’attività sinergica tra gli aeroporti sardi rappresentano un elemento chiave per accelerare questo processo, rendendo più efficiente la gestione delle risorse, rafforzando la competitività del sistema e garantendo un maggiore incremento di valore per tutti i portatori di interesse”.

SOGAER, che gestisce l’Aeroporto di Cagliari dal 1992, si impegna quotidianamente per garantire servizi aeroportuali ai massimi livelli di qualità e sicurezza, progettare la crescita delle strutture e degli impianti aeroportuali e incentivare lo sviluppo delle attività economiche sia interne allo scalo che del territorio Il management aziendale è correntemente impegnato nell’ampliamento del network di voli e nella realizzazione di importanti opere infrastrutturali volte a migliorare il comfort e l’efficienza dello scalo.

L’Aeroporto di Cagliari-Elmas è la più importante aerostazione della Sardegna sia per volumi di traffico che per dimensioni. Nel 2024 il traffico passeggeri è stato pari a 5.153.435 unità, mentre quello aeromobili ha raggiunto quota 35.353 movimenti. Attualmente Cagliari è collegata con voli diretti di linea alle principali destinazioni europee e nazionali.

GEASAR S.p.A., società di gestione dell’Aeroporto di Olbia, costituita nel 1985 e operativa dal 1989, nel 2004, ha ottenuto la concessione che le conferisce la gestione totale dell’infrastruttura aeroportuale per i successivi quarant’anni. Geasar si occupa dei servizi di handling, dell’aviazione generale tramite Eccelsa Aviation S.r.l. e delle attività commerciali, gestite direttamente da Cortesa S.r.l. o in subconcessione. Tutte le attività sono svolte con l’obiettivo di distinguersi per la qualità dei propri servizi in termini di accoglienza, eleganza, cortesia e sicurezza confermando la centralità del Cliente e la ricerca continua della Sua soddisfazione.

Con una gestione mirata al miglioramento continuo, l’azienda punta a consolidare il proprio ruolo nel settore, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del territorio e al miglioramento della qualità dei servizi offerti.

In linea con questi valori, la Vision di Geasar è quella di diventare, nel contesto internazionale, un aeroporto di riferimento per Innovazione Tecnologica, Sostenibilità ambientale, Positività dell’Impatto Sociale e Customer Experience.

L’Aeroporto Olbia Costa Smeralda è la principale porta d’accesso della Sardegna per i passeggeri internazionali ed è il primo aeroporto dell’isola per numero di voli gestiti, con un totale di 42.313 movimenti. Nel 2024 ha registrato un traffico di 3.883.235 passeggeri, con un incremento del +18% rispetto al 2023.

Il trend di crescita registrato negli ultimi anni conferma il ruolo strategico dell’Aeroporto, evidenziando come un numero crescente di viaggiatori scelga di utilizzare questa infrastruttura grazie alla sua ampia rete di collegamenti nazionali e internazionali. 

SOGEAAL S.p.A., costituita nel 1994, ha assunto la gestione totale dell’Aeroporto di Alghero nel 2007, in virtù di una concessione di durata quarantennale stipulata con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC). In tale contesto, la Società ha firmato una convenzione per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, l’adeguamento, la gestione, la manutenzione e l’utilizzo delle infrastrutture e degli impianti aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali presenti all’interno dell’Aeroporto.

In qualità di gestore, SOGEAAL contribuisce attivamente allo sviluppo del territorio, garantendo la sicurezza dell’infrastruttura aeroportuale e rispettando gli standard ambientali. La Società adotta soluzioni orientate all’uso razionale delle risorse, promuovendo un ambiente di lavoro inclusivo e sostenibile.

Inoltre, SOGEAAL ritiene fondamentale integrare le tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG) all’interno della propria strategia di sviluppo, perseguendo scelte che generino valore sostenibile e durevole nel tempo, con l’obiettivo di produrre un impatto positivo sia per la comunità che per il territorio circostante.

Nel corso dell’esercizio 2024 l’Aeroporto di Alghero ha collegato il territorio del Nord Sardegna con 14 Nazioni europee, attraverso 31 differenti destinazioni sia domestiche che internazionali. Complessivamente, il traffico passeggeri ha raggiunto 1.611.625 unità, registrando 12.229 movimenti.




OGGETTO: STATI GENERALI PER LO SVILUPPO, PROVINCIA,RETE METROPOLITANA E TIPS CONVOCANO IN ASSEMBLEA I CONSIGLI COMUNALI DI TUTTA LA PROVINCIA

E’ tutto pronto per la convocazione degli Stati generali che avranno luogo lunedì 27 marzo alle 10 00, al Teatro comunale di Sassari. Provincia di Sassari, Rete metropolitana e Tips hanno convocato gli amministratori della provincia e aperto ai relativi consigli comunali dei comuni appartenenti, per ribadire la forte preoccupazione sulla situazione socio economica del territorio e discutere le strategie di rilancio del nord ovest della Sardegna. Strategie che sono state controfirmate nero su bianco nel dicembre del 2021 a Nule da tutti i sindaci e gli amministratori, che lunedì saranno presenti in fascia, per dare gambe ad una vera e propria mobilitazione atta a ribadire i contenuti del “Patto per lo sviluppo del nord ovest”. Un Patto che concretizza un percorso di sviluppo, che propone soluzioni, e le strategie di rilancio per favorire percorsi condivisi di sviluppo integrato locale, di promozione del lavoro e dell’occupazione. “I tempi sono maturi- ha ribadito l’amministratore della Provincia Pietro Fois- per dialogare con urgenza con la Regione e il governo nazionale. Il cambio di rotta dev’essere immediato: serve definire gli assetti di governo, ridistribuire risorse, dotare gli enti di disponibilità economico-organizzativa, e dare spazio e priorità agli enti locali, come la Provincia, che oggi fa i conti con bilanci risicati e non certo in grado di supportare lo sviluppo del paese. In assenza di una struttura operativa e dei finanziamenti previsti, si perderanno importanti opportunità, e la Sardegna non se lo può permettere”. I contenuti del Patto sono stati studiati nel dettaglio e condivisi dagli enti locali dell’intero territorio; qualora la situazione non si sblocchi, seguirà una manifestazione generale per lo sviluppo e il lavoro supportata da ulteriori assemblee. Alla manifestazione di lunedì 27 marzo, parteciperanno non solo gli amministratori della Provincia di Sassari, ma, come accaduto negli incontri precedenti, i sindaci dei comuni di Nuoro, Oristano, Bosa e Macomer.




Alghero e la Catalogna insieme per lo sviluppo economico, turistico e culturale

Alghero e Catalogna, collaborazione in crescita: sviluppi commerciali, turistici, economici e culturali”

Si rafforza la stretta collaborazione che unisce Alghero e la Catalogna con importanti sviluppi in ambito commerciale, turistico, economico e culturale. Ieri, a Roma, è stato rinnovato il “Memorandum” firmato nel giugno del 2022 a Porta Terra tra il Comune di Alghero e la Generalitat de Catalunya, nell’ambito di un incontro tra le autorità di entrambi i territori.

Alla riunione erano presenti il delegato della Generalitat Luca Bellizzi, il responsabile dell’ufficio di rappresentanza della Generalitat ad Alghero, Gustau Navarro, l’Assessore alla Cultura e Turismo Alessandro Cocco e Mario Conoci. Il quadro di collaborazione tra Alghero e Catalogna è vasto e tocca numerosi settori in un’ottica di valorizzazione territoriale.

Uno degli aspetti centrali dell’accordo riguarda la promozione della cultura e del Catalano di Alghero, con la storica certificazione dell’algherese per l’insegnamento curriculare, nel solco della legge regionale 22/2018. Ma l’intesa si estende anche alla collaborazione sui temi dello sport, della scuola, dell’università e dell’ambiente, con l’obiettivo di favorire il lavoro reciproco per facilitare i collegamenti tra le due sponde del Mediterraneo.

L’incontro di Roma ha permesso di fare il punto sullo stato di attuazione dell’Intesa e di definire il coinvolgimento sempre maggiore delle numerose associazioni culturali e d’impresa per facilitare le relazioni artistiche e commerciali tra i paesi Catalani e i territori Sardi. In quest’ottica, trova spazio il nuovo percorso intrapreso per rafforzare le relazioni fra le rispettive Camere di Commercio della Catalogna e della Sardegna, così da favorire collegamenti commerciali diretti e rapporti economici di settore, nel segno della cooperazione.

“Si rafforza la stretta collaborazione che unisce Alghero e la Catalogna con importanti sviluppi in ambito commerciale, turistico, economico e culturale. L’incontro di Roma salda un legame lontano che coinvolge la promozione dei due territori sotto i più diversi aspetti, rilanciando e sostenendo economia e sviluppo”, ha dichiarato Mario Conoci, presente all’incontro.

La storia della collaborazione tra il Comune di Alghero, in Sardegna, e la Generalitat de Catalunya, in Spagna, affonda le radici in un passato storico comune che ha influenzato profondamente l’identità culturale di entrambe le comunità.

La città di Alghero, situata sulla costa nord-occidentale della Sardegna, ha una storia molto particolare che la differenzia dal resto dell’isola. Infatti, Alghero è stata fondata nel 1102 dai genovesi, che l’hanno chiamata “Barceloneta” in onore della città catalana di Barcellona, con la quale intratteneva rapporti commerciali. Nel 1353, i catalani conquistarono la città e ne fecero un importante centro commerciale e culturale.

Questa influenza catalana si può notare ancora oggi in diversi aspetti della città, dalla lingua (il catalano viene ancora parlato da una parte della popolazione) all’architettura, con la presenza di numerosi edifici gotici e barocchi. Inoltre, la città è famosa per la Festa di San Giovanni, il santo patrono di Alghero, che viene celebrata il 24 giugno con una processione in cui i fedeli indossano costumi tipici catalani.

Questa forte influenza catalana ha portato negli anni a una collaborazione tra il Comune di Alghero e la Generalitat de Catalunya, che ha avuto inizio negli anni ’80. In particolare, è stata istituita una Commissione Bilaterale per la cooperazione culturale, economica e sociale tra i due territori. Poi nel 2009 i rapporti sono divenuti ufficiali con l’apertura della sede della Generalitat ad Alghero.

Tra le attività più importanti svolte in questo ambito, si possono citare la creazione del Centro Studi sulle Relazioni tra Alghero e la Catalogna, l’organizzazione di mostre d’arte, scambi di studenti e l’istituzione di un collegamento aereo tra Alghero e Barcellona.

La collaborazione tra il Comune di Alghero e la Generalitat de Catalunya è stata molto importante per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della città. In particolare, ha permesso di rafforzare l’identità culturale della città, promuovendo la conoscenza della propria storia e delle proprie radici.

Inoltre, la collaborazione ha permesso di aprire la città al turismo internazionale, in particolare quello catalano, contribuendo a uno sviluppo economico importante per la città e per la regione circostante.

Infine, la collaborazione tra il Comune di Alghero e la Generalitat de Catalunya rappresenta un esempio concreto di come la cooperazione tra territori con una storia comune possa portare a risultati concreti e positivi per entrambi.




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–01-02-23–MONTAGNA NEVE-Occasione di sviluppo e crescita imprese e territori

MONTAGNA-NEVE – La neve in Sardegna: non solo disagi e svago ma anche
economia, sviluppo e crescita di territori e imprese. Le proposte di
Confartigianato Sardegna per sostenere attività e aree interne ed
evitare spopolamento: defiscalizzazione e agevolazioni estese. Pireddu
e Mazzette (Delegati Confartigianato sviluppo zone montane):
“Valorizzarle significa salvaguardare territori e aumentare
opportunità”. 11 miliardi il valore aggiunto prodotto dalle realtà che
operano nei centri montani.
(FOTO ALLEGATA DI MATTEO TIDILI PER GENTILE CONCESSIONE)

Il manto bianco che nelle ultimi giorni ha ricoperto la Sardegna, e
che si spera possa restare ancora per parecchie settimane nelle zone
interne, non ha portato solo disagi alla viabilità e alle popolazioni
locali ma, grazie all’imponente afflusso di appassionati da ogni
angolo della regione, ha consentito di ravvivare quell’economia legata
alla montagna, e al turismo, troppo spesso sottovalutata e relegata ad
attività di serie B.

Attorno alle località montane o collinari di tutta l’Isola, infatti,
vi è un elevato numero di piccole imprese artigiane, con altrettante
figure professionali, che operano nei più svariati settori. Tantissime
sono, infatti, quelle che, oltre all’alloggio e alla ristorazione,
svolgono attività nei trasporti, nei servizi culturali e nello svago,
nell’attività di manutenzione dei mezzi e degli immobili, nella
vendita di abbigliamento e attrezzature, nella realizzazione e
commercializzazione dell’artigianato tradizionale locale e dei
prodotti dell’enogastronomia tradizionale senza contare il numeroso
indotto di supporto e, non per ultimo, l’importante gettito economico
che affluisce nelle sempre più asfittiche casse delle Amministrazioni
Comunali.

Sono ben 318 i comuni montani, e parzialmente montani, della Sardegna,
i cui abitanti superano le 835mila unità, che ospitano oltre 104mila
imprese, di cui quasi 26mila artigiane, con oltre 61mila addetti. Più
di 11mila aziende sono situate in territori parzialmente pianeggianti,
13mila in collina e solo 1.200 in montagna. Il valore aggiunto delle
produzioni supera gli 11miliardi, con un valore aggiunto per addetto
di 34mila euro.

Sono questi i dati sull’Isola elaborati dall’Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese Sardegna, attraverso il Rapporto “Imprese e
artigianato in comuni montani e aree interne della Sardegna”, che ha
analizzato la struttura e la dinamica delle imprese artigiane nei
comuni montani e nelle aree interne dell’isola, attraverso
l’elaborazione dei dati ISTAT.

“Nella visione comune l’economia legata alla neve, allo svago e agli
sport invernali è un “fatto marginale” mentre per tantissimi territori
quello che ruota attorno al manto bianco ha un significato molto
importante che si traduce in lavoro ed economia – commentano Giuseppe
Pireddu e Pietro Mazzette, Presidente e Segretario di Confartigianato
Nuoro-Ogliastra e delegati regionali per le zone montane – valorizzare
le zone montane significa salvaguardare e far crescere le opportunità
di lavoro in questi territori, agevolando la vita delle attività
economiche imprenditoriali e sostenendo la creazione di nuove
imprese”. “La montagna convive con svantaggi strutturali: lo
spopolamento, la carenza di infrastrutture materiali ed immateriali,
costi maggiori per vivere e fare impresa – continuano i due delelgati
– tuttavia rappresenta un territorio da considerare strategico, non
certo residuale, con il suo patrimonio di risorse al servizio dei
turisti come dimostrato da sempre”. “Le imprese artigiane di montagna
rivestono un ruolo chiave perché garantiscono la tenuta del tessuto
sociale oltre che economico – proseguono Presidente e Segretario – la
piccola impresa ha quindi un valore sociale che va riconosciuto e
tutelato. Queste imprese sono laboratori di innovazione e
sostenibilità ambientali, esempi di un modello di economia circolare
che è la chiave dello sviluppo del futuro. In questo senso, un
ulteriore calo del numero di imprese nelle zone montane, minerebbe un
equilibrio già fragile”. “Riteniamo che occorra non solo creare misure
per trattenere i giovani, ma rendere professionalmente attrattivi i
territori montani, così che la montagna divenga luogo privilegiato per
uomini e donne che scelgono di insediarsi per vivere, lavorare e
crescere i propri figli in un ambiente sano dove controllo sociale e
natura permettono uno sviluppo psicofisico migliore rispetto alla
città – sottolineano Pireddu e Mazzette – la contaminazione tra
popolazione locale e nuovi abitanti, infatti, potrebbe ridisegnare il
futuro della montagna che, in questo modo, sarebbe luogo privilegiato
per famiglie che diventerebbero fruitrici e creatrici di servizi in
un’economia dinamica pronta ad accogliere le sfide legate anzitutto al
turismo ecosostenibile. E le imprese artigiane, grazie alle
dimensioni, alla sostenibilità ambientale dei loro cicli produttivi,
all’attrattività delle maestranze e dei prodotti, sono attori
fondamentali in questo disegno”.

“Tutelare le piccole imprese e creare un ambiente più favorevole allo
sviluppo è l’occasione per ribadire che ad una necessità strutturale,
quella di contrastare la tendenza allo spopolamento di persone e di
imprese delle montagne, occorre rispondere con un intervento
sistemico, con nuove e più efficaci politiche a favore della montagna
– afferma Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – è necessario, per questo, favorire l’insediamento di
giovani attraverso la creazione di nuove imprese che operino in una
logica di economia circolare e il lavoro da remoto, Le zone interne
dell’Isola custodiscono la qualità manifatturiera made in Sardegna e,
se adeguatamente valorizzate, rappresentano un territorio strategico
per la competitività dell’artigianato e delle Pmi, è necessario, per
questo, utilizzare anche i Fondi del PNRR per interventi finalizzati a
sostenere le attività produttive e a colmare i gap infrastrutturali
che comprimono le potenzialità economiche dei territori montani”.

Su queste considerazioni, Confartigianato Sardegna propone un’azione
su due fronti: creare una fiscalità di vantaggio, con detrazioni di
imposta per i territori montani, prevedendo premialità con
abbattimento delle imposte dirette, a fronte dei maggiori costi e
oneri sostenuti quali riscaldamento, disagi della viabilità,
delocalizzazione degli Uffici amministrativi, per incentivare le
imprese a restare nei territori montani e attrarre nuove imprese ed
estendere le agevolazioni di cui gode il mondo agricolo anche alle
imprese artigiane

Secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato,
la piccola impresa e l’artigianato rappresentano il motore
dell’Italia, costituendo oltre il 94% della forza produttiva nel
nostro Paese. Giocano, quindi, un ruolo chiave, soprattutto nei comuni
montani e collinari, nei quali i piccoli imprenditori costituiscono un
freno allo spopolamento che affligge le realtà più distanti dalle
principali vie di comunicazione, garantendo servizi e, in molti casi,
anche occupazione.

“Il pericolo è che i piccoli comuni divengano mere città dormitorio,
se non, addirittura, destinati al declino – conclude la Presidente Lai
– vittime della lenta emorragia che porta le famiglie a trasferirsi in
pianura. Il legame con la terra d’origine merita di essere preservato;
il territorio ha tradizioni, cultura, storia e tipicità produttive che
devono essere tutelate e valorizzate”.

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT
Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




Delogu presidente della fondazione Alghero: assessorato allo sviluppo economico sia una cabina di regia per la ripartenza.

Durante il suo intervento nel programma ” alle nove” in onda su www.icebergonair.it il Presidente della Fondazione Alghero apre anche all’opposizione per governare questo periodo di ripartenza. Rimpasto e nuovo assessorato allo sviluppo economico. Questi e tanti altri temi discussi con il conduttore Fausto Farinelli.






Opposizione Alghero: Nota su dichiarazioni Sindaco in merito assessorato sviluppo economico

“Il sindaco blinda la Vaccaro. Dopo averla fortemente voluta alla guida del l’assessorato allo sviluppo economico, ancora una volta, incurante anche dei mal di pancia interni alla sua maggioranza e soprattutto del malumore diffuso tra gli operatori del settore sull’azione dell’assessora leghista, il Sindaco ritiene di dover confermare la Vaccaro, punto fermo nella sua strategia del non far nulla.Addirittura Conoci, sempre più incapace di nascondere il suo nervosismo, bolla come “stupidaggini primaverili” le ipotesi di sostituzione della impalpabile rappresentante della Lega, senza neppure rendersi conto che quelle che lui chiama “stupidaggini” rappresentano le ultime flebili speranze di tutti quei cittadini che necessitano di interagire con il settore dello sviluppo economico, che proprio per deliberata scelta del Sindaco è stato nei fatti da quasi 2 anni lasciato senza alcuna guida e referente.In conclusione va detto che, comunque, le dichiarazioni di Conoci rappresentano un atto di chiarezza anche per quelli tra i suoi fedelissimi che continuano a parlare di un avvicendamento allo sviluppo economico. Il Sindaco ha voluto la Vaccaro quando la Lega non aveva neppure un consigliere e oggi più di ieri la Giorgia leghista rappresenta un pezzo imprendiscibile della sua Amministrazione silente e immobile.”




Rilancio e sviluppo del Nord Sardegna, le proposte della Rete metropolitana alla Regione

La Rete metropolitana intende contribuire alla più ampia strategia che la Regione sta negoziando con il Governo nazionale nell’ambito del Recovery Fund. Per questo l’assemblea della Rete di venerdì scorso ha approvato all’unanimità un documento con le linee di indirizzo e già oggi ha inviato una lettera con i contenuti principali al presidente Christian Solinas e all’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, Giuseppe Fasolino. 

Nel testo, oggetto di un percorso partecipativo che coinvolge i principali attori istituzionali, economici e sociali del territorio, la Rete vuole evidenziare «le idee forza prioritarie per aprire nuove prospettive di rilancio e sviluppo sostenibile del territorio del Nord-Ovest dell’Isola e con esso di tutta la Sardegna». 

La Rete metropolitana del Nord Sardegna vuole puntare su due idee forza. La prima riguarda la trasformazione del sistema energetico territoriale, in un’ottica green, conseguente alla progressiva de-carbonizzazione e alla sostituzione delle attuali centrali con impianti di generazione basati su fonti rinnovabili e tra esse, quale scelta connessa alle caratteristiche peculiari delle coste del nostro territorio, l’energia prodotta dalle onde e da moto ondoso; e sull’utilizzo prevalente della energia pulita così prodotta per la produzione di idrogeno verde, quale “combustibile” per le esigenze produttive, civili e della futura mobilità sostenibile. La seconda invece è relativa alla riduzione del divario infrastrutturale, con particolare riferimento al potenziamento della rete ferroviaria regionale per la mobilità interna delle persone e delle merci.

«Grazie alle disponibilità finanziarie del Recovery Fund – si legge nella nota -, lo Stato è chiamato finalmente a superare le difficoltà e le ristrettezze che hanno sempre impedito di realizzare i necessari interventi infrastrutturali per la mobilità e la Sardegna potrebbe finalmente colmare il proprio divario».

«Servono collegamenti veloci, efficienti, sicuri e non inquinanti. Non vi possono essere dubbi sul fatto che sia indispensabile alleggerire le principali direttrici stradali dell’Isola dal sovraccarico di auto e mezzi pesanti – conclude la lettera inviata al presidente delle Regione e all’assessore Fasolino -. È necessaria una scelta strategica irrinunciabile e trasversale per qualsiasi nuovo disegno di sviluppo. Serve una rete ferroviaria moderna, quanto più possibile rettilinea ed a doppio binario, dotata dei normali standard nazionali ed europei ed in prospettiva, anche grazie proprio agli sviluppi tecnologici precedentemente descritti, percorsa da treni ad idrogeno verde. Solo così ogni nostro Comune, dal più grande al più piccolo, delle coste come dell’interno, potrà sfruttare, un sistema regionale di trasporto sicuro e non inquinante, e collegarsi, con efficienza ed efficacia, alle principali direttrici del traffico, ai principali centri urbani a più alto sviluppo economico ed a maggiore offerta culturale, ai nostri porti e agli aeroporti, e tramite loro, con il resto del continente e del mondo. Una dorsale ferroviaria ramificata e con questi standard, rappresenta certamente il più importante investimento strategico per il futuro, un supporto reale capace di creare le condizioni per una concreta rinascita e per riequilibrare un ritardo strutturale che ci opprime da sempre».




Da Alghero alla Silicon Valley per lo sviluppo di progetti sostenibili. Al via la II° edizione del progetto “MediterranEu – Giovani che cambiano l’Europa”

Comunicato Stampa Progetto MediterranEU
Da Alghero alla Silicon Valley per lo sviluppo di progetti sostenibili
Al via la II° edizione del progetto “MediterranEu – Giovani che cambiano l’Europa”

ALGHERO. Trenta ragazze e ragazzi tra i 16 e i 19 anni che si mettono in gioco per ripensare il territorio in chiave di sviluppo sostenibile. Insieme a loro, dieci giovani provenienti da paesi in conflitto del programma World House di Rondine Cittadella della Pace che costruiscono progetti “ad alto impatto di pace” e basso impatto ambientale da realizzare nei loro paesi di provenienza. I giovani saranno ancora una volta i protagonisti del progetto “MediterranEu”, che per il secondo anno di fila trasformerà Alghero nella capitale italiana dell’innovazione sociale. Dopo il successo della prima edizione, il progetto viene riproposto grazie al fondamentale contributo della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, il Comune di Alghero, Rondine Cittadella della Pace, la Fondazione Alghero e Rumundu.

«Il progetto mira a promuovere una nuova forma di imprenditoria legata a modelli di economia circolare – spiega il Sindaco di Alghero Mario Conoci – e punta a stimolare la nascita di imprese in Sardegna e nel mondo. Un progetto con ricadute positive sul territorio e prospettive non solo locali, in un momento storico difficile».

Per iscriversi al progetto c’è tempo al 20 novembre, il modulo per le candidature sarà online sul sito www.mediterraneu.it. Saranno selezionati così i trenta giovani sardi che seguiranno un percorso formativo di tre mesi. L’obiettivo sarà stimolare i partecipanti alla creazione di idee e progetti che possano favorire la nascita di imprese sostenibili così da ripensare un modello di sviluppo sostenibile per la Sardegna. Nel secondo step i migliori progetti parteciperanno alla “Social Innovation School” un percorso di incubazione sviluppato dalla Rumundu Academy, la prima scuola di innovazione sociale del Mediterraneo con docenti e consulenti di profilo internazionale, che aiuteranno i giovani a mappare e disegnare il loro modello di business. Qui, attraverso percorsi di formazione non convenzionale, affiancamento e metodologie di facilitazione, accelerazione e decelerazione, i giovanissimi partecipanti, implementeranno progetti utili per la società. La terza fase sarà quella conclusiva con un evento finale che premierà il progetto vincitore, il cui team avrà l’opportunità di fare un’esperienza in California in una delle capitali mondiali dell’innovazione per aggiungere ulteriori stimoli al lavoro fatto fino a quel momento. Parallelamente a questo percorso, dieci ragazzi provenienti da paesi in conflitto selezionati dalla World House di Rondine Cittadella della Pace e frequentanti il Master Executive in Global Governance – Intercultural Relations – Peace Process Management dell’Università degli Studi di Siena, affronteranno un percorso per favorire la nascita d’idee di impresa profit e no profit ad alto tasso di sostenibilità.

I partecipanti alla prima edizione conclusero l’esperienza formativa a San Francisco, come racconta il manager Stefano Cucca di Rumundu, ideatore del progetto: «L’anno scorso abbiamo consentito ai partecipanti di coronare un sogno. Con questa esperienza abbiamo un obiettivo chiaro: posizionare la Sardegna come capitale europea dell’innovazione sociale e dello sviluppo in chiave sostenibile».

La Fondazione Terzo Pilastro ha sostenuto con convinzione il progetto, come sottolinea il presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele: «Sono davvero lieto di sostenere, anche quest’anno, un progetto formativo così innovativo e strategico qual è MediterranEU, in cui l’impegno per incentivare l’imprenditoria giovanile – specie in un momento di crisi generalizzata qual è purtroppo quello attuale – si sposa con i principi virtuosi dell’economia circolare e dello sviluppo ecosostenibile. Formare, inoltre, dieci giovani provenienti da zone di conflitto, dando loro un’opportunità concreta di futuro, per di più su tematiche fondamentali quali la mediazione dei conflitti e la sostenibilità ambientale, secondo il principio a me caro – e strategico al giorno d’oggi – che consiste nel promuovere lo sviluppo all’interno dei Paesi che ne hanno reale necessità, è quanto di più utile una fondazione no-profit possa oggi contribuire a fare. Per questo mi sento di ribadire con forza che non soltanto il nostro Paese, ma anche l’Europa tutta e l’intera area del Mediterraneo, abbiano un grande bisogno di progetti come MediterranEU».

Anche per la Fondazione Alghero si tratta di un progetto cruciale: «La Fondazione Alghero – sottolinea il Presidente Andrea Delogu – contribuirà attivamente ed in maniera ancora più incisiva alla realizzazione nella assoluta convinzione che rappresenti uno sguardo al futuro ed un’importante occasione di crescita culturale per i giovani di Alghero».

Alghero, 20.10.2020
Ufficio Stampa Rumundu