Taglio del nastro per il Porto Cervo Wine & Food Festival

Martina Colombari inaugura l’edizione 2024

L’Hotel Cala di Volpe ha ospitato la masterclass sul Vermentino

con il Martini cocktail show e la Blind tasting challenge

Grande affluenza per gli eventi “Fuori Fiera” nel cuore di Porto Cervo

tra drink d’autore, musica con dj set e tanto divertimento

PORTO CERVO. Il Porto Cervo Wine & Food Festival inaugura in grande stile la stagione turistica 2024 della Costa Smeralda. Un evento che si è imposto negli anni tra quelli più significativi di una destinazione d’eccellenza e che ha festeggiato la sua tredicesima edizione con il taglio del nastro di Martina Colombari, la madrina della rassegna dedicata al mondo del vino e del cibo, organizzata da Marriott International, che gestisce per conto di Smeralda Holding l’Hotel Cala di Volpe, il Cervo Hotel, il Pevero Golf Club e una ricca collezione di bar e ristoranti.

Il Cervo Conference Center ha ospitato la cerimonia di inaugurazione del Pcwff 2024 alla presenza di Franco Mulas, Area manager Costa Smeralda; Mario Ferraro, Ceo di Smeralda Holding; Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding e Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena.

FRANCO MULAS. “Grazie ai produttori enogastronomici che permettono alla manifestazione di crescere anno dopo anno, diventando un evento di livello nazionale, grazie a Smeralda Holding che supporta tutte le nostre manifestazioni, sia dal punto di vista finanziario che sociale.
La nostra crescita non deve essere disallineata dallo sviluppo del territorio che  abbiamo il dovere di fare crescere insieme a noi – ha spiegato Franco Mulas, Area manager Costa Smeralda -. Il movimento enogastronomico sardo rappresenta solo un minimo segmento del Pil isolano, i nostri vitigni sempre più autoctoni, che ben si adattano al cambiamento climatico, e le nostre produzioni agroalimentari di grande qualità, sono il mix  perfetto per incontrare la forte domanda dei vari mercati di nicchia , che ricercano unicità e genuinità. La Sardegna è un eccellente rappresentate del “made in Italy”, il cui obiettivo deve essere quello di agganciare e poi superare i cugini francesi, che esportano meno vino rispetto all’Italia  ma il cui ricavato è molto più alto”.

MARIO FERRARO. “Il Porto Cervo Wine & Food Festival è nato da un’intuizione di Franco Mulas, poi è cresciuto ed ha superato le frontiere isolane diventando un evento nazionale importante, con espositori sardi e nazionali di primissimo ordine, imponendosi come un’attrazione turistica che segna l’inizio della stagione a Porto Cervo e che ha dato un impulso ad anticipare l’apertura degli alberghi in Costa Smeralda, accrescendo di contenuti il nostro calendario estivo degli eventi – ha sottolinato Mario Ferraro, Ceo di Smeralda Holding -. Negli ultimi anni la destinazione Costa Smeralda è cresciuta tantissimo, dopo il Covid in maniera molto più marcata rispetto al resto dell’Italia e delle altre destinazioni concorrenti nel Mediterraneo, frutto di un lavoro di sviluppo, arricchimento e differenziazione dell’offerta turistica, che ha fatto sì che oggi la destinazione si rivolga a un target molto più ampio rispetto al passato e la stagione si sia allungata. Dieci anni fa nel mese di giugno la destinazione era mezzo vuota e la stagione si consumava tra i mesi di luglio ed agosto, oggi i nostri alberghi aprono ad aprile e chiudono a fine ottobre, abbiamo quasi raddoppiato la durata della stagione e questo evento è uno dei driver di questo successo”.

FRANCO CARRARO. “Il grazie va a chi vive in Costa Smeralda, la cosa più importante è che i turisti che vengono qui sono ammirati dal paesaggio e dagli alberghi, ma sono toccati anche dalla qualità del servizio che viene prestato da coloro che stanno in questo territorio e che lo hanno saputo preservare” ha detto Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding.

ROBERTO RAGNEDDA. “La tredicesima edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival celebra una rassegna nata come sfida che è cresciuta perché si è creduto nel territorio e nei nostri produttori, per questo oggi è tra le iniziative nazionali più interessanti – ha confermato Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena -. Si tratta di un’occasione anche per vendere il nostro territorio, per far apprezzare quello che sappiamo fare e quello che di bello abbiamo oltre il sole e il mare, una terra che dobbiamo valorizzare, proteggere ed esaltare anche con queste iniziative. Da tempo cerchiamo di portare avanti la sfida di allungare la stagione e far vivere un’emozione unica ai nostri ospiti, connessa a quello che abbiamo di bello: l’enogastronomia, i percorsi naturalistici, i siti archeologici. Oggi con sacrifici stiamo ottenendo risultati che ci inorgogliscono, anche grazie a quel gioco di squadra di cui spesso si parla. Sono emozionato, in questi 13 anni i nostri produttori sono riusciti a competere con le altre regioni italiane e il successo testimonia una storia di passione e lavoro, facendo vivere un sogno ai nostri ospiti. Per me come sindaco è un grande orgoglio”.

EVENTI “FUORI FIERA”. Da oggi fino a domenica, al termine delle degustazioni al Cervo Conference Center,  il festival si sposta nel cuore del villaggio di Porto Cervo. L’iconica “Piazzetta” si trasforma nel palcoscenico perfetto per gli eventi “Fuori fiera”, una collana di appuntamenti glamour aperti al pubblico ed organizzati in collaborazione con partner d’eccezione: Martini firmerà i primi due eventi, in programma per giovedì 9 e venerdì 10 maggio, con Roby Marton Gin che sarà protagonista degli eventi di sabato 11 e domenica 12 maggio. Cocktail d’autore, dj set e vibrazioni a disposizione del pubblico: l’ingresso è gratuito, drink a 10 euro.

COCKTAIL SHOW, MASTERCLASS E BLIND TASTING CHALLENGE. Questa mattina l’Hotel Cala di Volpe ha poi accolto l’esclusiva masterclass firmata da Francesco Saverio Russo, marchigiano di nascita, wine blogger ed enogastronauta, tra i più noti e stimati esponenti della comunicazione multimediale del vino in Italia e titolare del seguitissimo blog “Wine Blog Roll”. A seguire, la spettacolare Martini cocktail show condotta da Adriano Ronco, brand ambassador di Martini e Nicola Romiti, bar manager “Doping Bar” di Milano. La chiusura con l’esclusiva Blind tasting Challenge: una degustazione alla cieca di 6 vini selezionati dal divulgatore enoico e degustatore professionista Francesco Saverio Russo. Al centro della masterclass il Vermentino, partendo dal Sulcis per arrivare al nord Sardegna. Un vitigno che rappresenta l’identità del territorio, che Russo ha saputo raccontare e degustare con sapienza. Vermentino come vitigno mediterraneo capace anche di adattarsi meglio di altri ai mutamenti climatici e che rappresenta l’evoluzione della viticoltura per i prossimi 50 anni. Quattri vini di aziende di Santadi, Serdiana, Bonnanaro e Palau hanno rappresentato il valore dell’identità.

LE DEGUSTAZIONI. Le giornate di domani, sabato 11 e domenica 12 maggio, saranno aperte anche al pubblico. Al Cervo Conference Center saranno presenti circa 60 espositori di vino & spirits e circa 20 del food: l’edizione 2024 potrà contare su aziende storiche di fortissimo richiamo e new entry di prestigio. Quest’anno saranno, quindi, oltre 80 gli espositori presenti tra wine e food. Il tema portante della rassegna sarà: “il commercio internazionale e le esportazioni”.

L’edizione del PCWFF di quest’anno avrà una grande novità: saranno presenti operatori del settore nautico, con l’obiettivo di far incontrare gli espositori con gli operatori della nautica coinvolti nella catena di approvvigionamento Wine & Food, così da massimizzare le opportunità anche in un settore, come quello della nautica, che ha registrato una considerevole crescita negli ultimi anni.

La Costa Smeralda, infatti, rappresenta una tra le più importanti destinazioni per super e mega yacht e la nuova edizione del PCWFF intercetta, dunque, un grande movimento economico che porta l’eccellenza dell’enologia e gastronomia del territorio a bordo di luoghi esclusivi e di grande valore sul mercato.

Rispetto alla passata edizione è cresciuta anche la presenza delle aziende di “spirits”, un dato indicativo della tendenza di una parte del mercato che coinvolge un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo.

IL CALENDARIO. Il Porto Cervo Wine & Food Festival andrà in scena da giovedì 9 a domenica 12 maggio, secondo il seguente calendario:

sabato 11 maggio:

  • dalle 15 alle 18 Degustazioni Wine & Food al Cervo Conference Center. Aperte al Pubblico.
  • dalle 18,30 alle 22,30 80 voglia di… Roby Marton Gin al Nuna al Sole. L’evento fuori fiera firmato Roby Marton Gyn, aperto al pubblico.

domenica 12 maggio:

  • dalle 15 alle 18 Degustazioni Wine & Food al Cervo Conference Center. Aperte al Pubblico.
  • dalle 18,30 alle 22,30 Soul Side… Roby Marton B-Side al Nuna al Sole.L’evento fuori fiera firmato Roby Marton Gyn, aperto al pubblico.



Cagliari, taglio del nastro con successo per “La Passeggiata nel Gusto”

La manifestazione prosegue stasera (20 maggio) al Bastione di Saint Remy dedicando la serata ai cibi sardi a denominazione

CAGLIARI. Grande successo a Cagliari per la prima serata de “La Passeggiata del Gusto” che si è svolta venerdì (19 maggio) al Bastione di Saint Remy. Un’importante vetrina dei prodotti sardi a denominazione Dop e Igp che, nonostante il maltempo, ha potuto svolgersi regolarmente nei prestigiosi spazi della Passeggiata Coperta.

Dopo il taglio del nastro da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura, Valeria Satta, e del sindaco della città metropolitana di Cagliari, Paolo Truzzu, al fianco del commissario straordinario dell’Agenzia Laore Sardegna, Gerolamo Solina, la serata introduttiva è stata dedicata alla presentazione e degustazione dei vini dei consorzi di tutela di Sardegna.

La manifestazione è organizzata dall’Agenzia regionale per lo sviluppo in Agricoltura Laore Sardegna, con il patrocinio del Comune di Cagliari e in collaborazione con i Consorzi di tutela della Sardegna.

«Ci troviamo qui a presentare un evento importantissimo sia per i consorzi del vino che del cibo – ha affermato l’assessore Satta – sono veramente fiera di rappresentare, in questo contesto, la Regione Sardegna e dare inizio a questa manifestazione in cui sono presenti le maggiori rappresentatività dei nostri vini e del nostro cibo, che è unico sia in Italia che nel mondo. Veniamo dal Vinitaly dove il padiglione più seguito in assoluto è stato quello della regione Sardegna. Ne siamo fieri e ringraziamo la terra dove siamo nati e dove viviamo».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Truzzu: «Quando Laore ci ha proposto di realizzare questa manifestazione, in questo luogo significativo e inebriante, ho subito accettato perché è un luogo di pregio, a cui tanti cagliaritani sono affezionati, e penso che sia il luogo ideale per poter presentare le eccellenze del nostro territorio. Un luogo di eccellenza della città con le eccellenze della Sardegna».

«Questo sito – ha spiegato il commissario straordinario Laore Sardegna Gerolamo Solina – si chiama Passeggiata coperta e non è un caso che la manifestazione si chiami “Passeggiata nel gusto”, perché è un trasfondere verso la cittadinanza, verso gli altri, le eccellenze del mondo agropastorale della Sardegna, del mondo produttivo di una regione che ci permette di essere apprezzati in tutto il mondo. Grazie ai consorzi che hanno deciso di partecipare con grande passione per la realizzazione di queste due giornate che saranno certamente da ricordare».

Importanti consensi da parte del pubblico e degli operatori sono stati indirizzati verso le masterclass introdotte da Tommaso Sussarello e condotte Gilberto Arru, che attraverso due batterie di degustazione hanno offerto una rappresentazione ideale dei vini di Sardegna.

È stato presentato un significativo excursus sulla storia della viticoltura e dell’enologia nell’isola, ponendo l’accento, in particolare, sulla diminuzione delle produzioni negli ultimi anni (dagli 80mila ettari ai circa 30mila attuali), ma con un aumento significativo della qualità. «I marchi a denominazione sono molto importanti – hanno specificato Arru e Sussarello – perché regolamentano le produzioni che ovviamente, quando sono coinvolti organismi come i consorzi, possono essere meglio valorizzate».

Lungo il percorso di otto “isole” allestito all’interno della passeggiata, con la guida degli esperti dell’AIS, Antonello Raimondi e Roberto Pisano, il pubblico ha potuto degustare i vini a denominazione dei produttori e delle cantine aderenti al Consorzio di Tutela Vini di Cagliari DOC, Consorzio di Tutela Vino Carignano del Sulcis DOC, Consorzio di Tutela Vini di Sardegna DOC, Consorzio di Tutela Malvasia di Bosa, Consorzio per la tutela e la valorizzazione della Vernaccia di Oristano DOC, Consorzio di Tutela del Cannonau di Sardegna DOC, Consorzio di Tutela Vini di Romangia, Consorzio di Tutela Vermentino di Gallura DOCG.

L’evento prosegue oggi (sabato 20 maggio), a partire dalle 17 con un nuovo appuntamento dedicato alle eccellenze agroalimentari e gastronomiche a denominazione. Negli spazi della “Passeggiata Coperta” si svolgeranno laboratori tenuti dai tecnici di Laore Sardegna e dei Consorzi di tutela rivolti a operatori specializzati.

L’apertura al pubblico è in programma ancora una volta alle 19, quando gli esperti dei Consorzi di tutela accoglieranno i visitatori nella “Passeggiata Coperta” per far conoscere e degustare i più rinomati prodotti a marchio di qualità.

Saranno presenti le prelibatezze delle aziende aderenti al Consorzio per la tutela Agnello di Sardegna IGP, Consorzio per la tutela dei Culurgionis d’Ogliastra IGP, Consorzio di tutela del Carciofo spinoso DOP Sardegna, Consorzio per la tutela del formaggio Fiore Sardo DOP, Consorzio di Tutela del Pecorino Sardo DOP, Consorzio per la tutela del Formaggio Pecorino Romano DOP e Consorzio per la tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP.

Dalle 19 alle 20.30, le sessioni dei cooking show della chef Marina Ravarotto si svolgeranno all’interno della Passeggiata Coperta. Per partecipare alle degustazioni accedere al link https://bit.ly/3I9rsqX che apparirà inquadrando il QRcode presente nella locandina o scaricando l’applicazione Wine App per un turismo enogastronomico sostenibile.




Taglio del nastro per il Porto Cervo Wine & Food Festival edizione 2023

Taglio del nastro per il Porto Cervo Wine & Food Festival

                       Elisa Maino madrina della 12esima edizione

Franco Carraro, presidente Smeralda Holding: “Ringrazio

gli amministratori che hanno saputo gestire e conservare questo territorio

nel migliore dei modi”

Franco Mulas, Area manager Costa Smeralda: “Se siamo qui dobbiamo                               ringraziare tutti i produttori che credono in questo progetto”

Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena: “Il Festival è un punto di riferimento per l’inizio della stagione e rappresenta un ottimo progetto di marketing territoriale che promuove le nostre unicità”

PORTO CERVO. Con il taglio del nastro della madrina Elisa Maino, giovane scrittrice e influencer di 20 anni, che conta circa 9 milioni di follower tra Instagram e Tiktok, è stata inaugurata questo pomeriggio la 12esima edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival. Alla cerimonia hanno preso parte Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding; Franco Mulas, Area manager Costa Smeralda e Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena. 

“Dobbiamo ringraziare gli amministratori del territorio di Arzachena, presenti e passati, per il modo in cui sono riusciti, con grande merito, a salvaguardare la qualità e bellezza di questo paesaggio – ha sottolineato Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding, nel suo intervento -. La stessa qualità che troviamo nelle persone che lavorano da noi, gran parte delle quali sono sardi che hanno imparato il mestiere nella scuola alberghiera di Arzachena”. 

Il Festival è organizzato dall’Area Costa Smeralda, gestita da Marriott International, per conto di Smeralda Holding, che annovera oltre 20 ristoranti e bar, quattro hotel di lusso (Hotel Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), un Conference center e un Golf club, di proprietà di Qatar Investment Authority.

“Dopo tre anni di pausa forzata a causa del Covid è davvero un onore e piacere ritrovarsi qui al Porto Cervo Wine & Food Festival – ha sottolineato Franco Mulas, Area manager Costa Smeralda -. Devo ricordare che si tratta di una manifestazione gestita da privati e se siamo qui dobbiamo ringraziare i produttori, i quali credono nel progetto. Noi riteniamo, in qualità di compagnia internazionale, sia come Qatar Investment Authority, sia come Smeralda Holding, sia come Marriott, che sia un nostro preciso dovere supportare questo incontro tra diversi processi, operativi e produttivi. Siamo convinti che un territorio non possa crescere se le imprese e le persone che ne fanno parte non cooperano per crescere insieme. Vorrei ringraziare le persone che lavorano insieme a noi, sono loro il vero segreto del successo della Costa Smeralda”. 

“Il Porto Cervo Wine & Food Festival rappresenta un punto di riferimento per l’inizio della stagione turistica. Voglio congratularmi con Franco Mulas per averla ideata e per aver dato risalto a un elemento cardine della nostra identità territoriale: il vino – ha spiegato Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena -. L’evento è un ottimo strumento di marketing territoriale che serve per promuovere la nostra unicità”. 

IL FESTIVAL. La dodicesima edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival, inaugurata questo pomeriggio con il taglio del nastro al Conference Center di Porto Cervo, presenta fino a domenica 14 maggio un’offerta esclusiva per la presenza di produttori di primo piano del panorama enologico: 60 aziende, nazionali e internazionali e 20 espositori del food parteciperanno all’evento. Degustazioni, talk show sulle tendenze del mondo del vino ma anche, secondo tradizione, molto glamour. 

Ci sarà una coppia di stelle per un evento unico. Il Porto Cervo Wine & Food Festival 2023, infatti, presenta un programma di livello assoluto, a cominciare dalla cena di gala di domani, sabato 13 maggio che si svolgerà all’Hotel Cala di Volpe, nella quale si esibiranno, uno dopo l’altro, due artisti: Simona Molinari, una delle migliori interpreti della musica pop-jazz italiana, tra le cantautrici più raffinate ed evolute musicalmente degli ultimi venti anni. Ci sarà poi Nesli, rapper marchigiano autore di diversi brani di successo.

LE DEGUSTAZIONI. Si svolgeranno all’interno del Conference Center di Porto Cervo, fino a domenica al 14 maggio, alla presenza dei migliori produttori wine e food. Al Conference Center saranno presenti i “magnifici 80”, ossia i 60 espositori di vino e i 20 del food: l’edizione 2023 potrà contare su aziende storiche di fortissimo richiamo e new entry di prestigio. Inoltre, è stata consolidata la presenza dei marchi sardi: dei 60 espositori di vino e spirits, circa il 50% sono sardi.

EVENTI “FUORI FIERA”. Una delle grandi novità della dodicesima edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival è rappresentata dagli eventi “Fuori fiera”, una collana di appuntamenti glamour aperti al pubblico che si svolgeranno in due ristoranti dell’Area Costa Smeralda, il Pomodoro e il Quattro Passi al Pescatore. Cocktail d’autore, dj e buone vibrazioni a disposizione del pubblico: l’ingresso è gratuito, drink a 10 euro. 

IL TALK. Questa mattina a La Pergola in Giardino, nella piazzetta di Porto Cervo, si è svolto il primo dei talk show previsti nel programma, su un tema molto dibattuto nel mondo del vino: “Cambiamenti climatici: evoluzione enogastronomica – il cibo e il vino del futuro. Come si stanno adeguando i viticoltori, i produttori al cambiamento climatico in atto?”.

Il dibattito è stato coordinato da Alessandro Torcoli, direttore della rivista “Civiltà del bere”. “L’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, istituito dalle Nazioni Unite, ndr) ha pubblicato il report 2023: si tratta della più esaustiva ed aggiornata rassegna della conoscenza scientifica sui cambiamenti climatici – ha spiegato Torcoli -. L’aumento di temperatura globale previsto per i prossimi anni sarà di 1,5 gradi e per limitarne gli effetti bisognerebbe tagliare le emissioni del 60% entro il 2030. Un obiettivo utopico, perché l’umanità non è pronta. Siamo davanti a cambiamenti che prevedono eventi climatici sempre più estremi e frequenti, come grande siccità alternata a piogge improvvise”. 

Ha partecipato al talk anche Andrea Pala, miglior giovane enologo d’Italia nel 2021, che ha fatto il punto sugli accorgimenti enologici per realizzare vini in linea con le esigenze di mercato. “I consumatori chiedono vini con gradazioni alcoliche sempre più basse, mentre i cambiamenti climatici in atto favoriscono la produzione di vini con una gradazione alcolica sempre più alta – ha spiegato Pala -. Per risolvere questo problema è necessario trovare un punto di incontro tra il lavoro nei campi e quello nella cantina”. 

Luca Mercenaro, docente di Viticoltura dell’Università degli Studi di Sassari, ha parlato sia delle tecniche colturali che aiutano a calmierare gli effetti del cambiamento climatico in atto, sia della valorizzazione del patrimonio ampelografico isolano.  “In Sardegna esistono circa 250 varietà di uve differenti, si tratta di un patrimonio da valorizzare e in effetti i cambiamenti climatici stanno riportando in auge alcuni di questi vitigni – ha detto Mercenaro -. In passato i nostri padri hanno abbandonato la coltivazione di tanti vitigni autoctoni che maturavano male perché soffrivano troppo il freddo. Di conseguenza con l’innalzamento delle temperature stiamo ridando valore a quei vitigni che rischiavano di essere dimenticati”. 

Sono poi intervenuti Davide Sordi, area manager del Nord Ovest Italia e Sardegna dei Vivai Cooperativi Rauscedo, che ha descritto i nuovi cloni, portinnesti e incroci messi a punto nell’ottica di affrontare al meglio il “climate change”; poi Lavinia Furlani e Fabio Piccoli, presidente e direttore della testata specializzata Wine Meridian, hanno completato un intervento ponte con la giornata di domani, nel cui talk si parlerà dei nuovi strumenti a sostegno delle relazioni create grazie all’enoturismo.

Il 14 maggio alle 10,30, a La Pergola in Giardino, nella piazzetta di Porto Cervo, ci sarà poi un workshop tenuto dal professor Marcello Acciaro, sessuologo clinico, insieme al cardiologo Giuseppe Sabino, che sveleranno i segreti del vino legati alla salute e all’eros. Il talk show di domani, invece, che sarà sempre alle 10,30, a La Pergola in Giardino, nella piazzetta di Porto Cervo, si intitola “E-commerce: nuove tecnologie a sostegno della vendita – I nuovi mezzi di comunicazione e la vendita del vino: un rapporto giovane da comprendere e sviluppare”.




Nuoro: la Giunta comunale approva un deciso taglio delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, a sostegno delle attività locali

La Giunta comunale di Nuoro ha approvato all’unanimità una misura che favorisce ulteriormente le attività locali, attraverso un notevole abbassamento delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico. Questo provvedimento è diretto agli esercenti nuoresi in vista della prossima stagione primaverile ed estiva, con una riduzione del 70% rispetto all’anno precedente, portando la tariffa giornaliera a soli 0,13 centesimi al metro quadro.

L’amministrazione comunale accetterà il pagamento sia in un’unica soluzione che tramite un piano di rateizzazione, a discrezione delle attività interessate. Rachele Piras, assessora al Bilancio, ha evidenziato come questa iniziativa sia in linea con l’obiettivo di incentivare le imprese che contribuiscono a migliorare la vita in città, valorizzandone le bellezze. Grazia Mele, assessora alle Attività produttive, ha aggiunto che si tratta di un’azione concreta a sostegno delle attività locali che lavorano per trasformare Nuoro in un’accogliente area di ritrovo cittadino, soprattutto in vista della stagione imminente.

In confronto ad altri comuni importanti della Sardegna, come Cagliari, Sassari e Oristano, la decisione di Nuoro di ridurre significativamente le tariffe per l’occupazione del suolo pubblico mostra un impegno proattivo nell’appoggiare e stimolare le attività locali. Mentre anche in altre città si stanno attuando politiche di sostegno alle imprese, l’approccio di Nuoro si distingue per l’entità della riduzione delle tariffe, il che potrebbe incoraggiare un maggior numero di esercenti a sfruttare questa opportunità e contribuire alla vitalità della città durante la stagione turistica.




BIRRA-Al via il taglio delle accise

BIRRA – Dal 1 luglio, il taglio delle accise (-40%) per rilanciare
qualità e produzione artigianale. 30 le realtà brassicole che in
Sardegna sfrutteranno il provvedimento che consente di risparmiare
sulle tasse. Mameli (Confartigianato Sardegna): “Provvedimento
importante ma nell’Isola manca un’azione coordinata di promozione e
sviluppo che tuteli il vero prodotto artigiano”.

Sono 30 i birrifici artigiani della Sardegna che il prossimo 1°
luglio, stappando una spumeggiante “bionda”, potranno festeggiare la
riduzione del 40% delle accise su ogni ettolitro prodotto.

La novità, riservata ai piccoli birrifici con produzione non superiore
ai 10mila ettolitri, è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2019.
Lo stesso provvedimento prevede anche che la birra venga tassata al
momento della immissione al consumo ovvero nel momento dell’uscita del
prodotto dal magazzino per essere venduto. Novità fondamentale,
questa, perché prima, al contrario, il prodotto veniva tassato
direttamente nella fase di produzione del mosto, “a monte” della fase
di fermentazione dalla quale sarebbe poi scaturita la birra, con un
evidente anticipo della tassazione a molti “giorni” rispetto al
momento della vera produzione e, soprattutto, tassando anche quella
parte di prodotto che, alla fine del ciclo produttivo, veniva
scartato.

“Questo risultato consentirà ai birrifici artigianali – commenta
Stefano Mameli, Segretario Regionale di Confartigianato Imprese
Sardegna – di poter aumentare la loro capacità produttiva e la loro
competitività nei confronti dei principali competitors europei che già
usufruiscono nei loro Paesi di un regime agevolato della tassazione”.
“Il legislatore, grazie anche all’attività della nostra Associazione –
continua Mameli – ha recepito la necessità di prevedere specifici
interventi normativi per abbattere alcuni ostacoli, sia di natura
fiscale che burocratica”. “Ricordiamo che la Regione Sardegna, nella
Manovra Finanziaria di 2 anni fa  – sottolinea il Segretario –
certificò l’importanza delle imprese birrarie della Sardegna,
approvando un emendamento che stanziò 100mila euro per gli
investimenti nei mircobirrifici quasi a “ristorare” della quota in
accise a carico delle piccole aziende brassicole. Ancora, tuttavia,
siamo in attesa di un bando regionale ad hoc”.

Secondo alcuni calcoli effettuati, i birrifici potranno tagliare circa
20 centesimi di euro per ogni litro di birra prodotto, con un
risparmio medio che va dai 10 a 15 mila euro, un gruzzoletto che le
microrealtà potranno utilizzare per l’acquisto di macchinari oppure in
ricerca, formazione e comunicazione.

IPA, blanche, stout, trappista ma anche IGA (Italian Grape Ale). Per
ogni pasto, palato, umore ed esigenza c’è una birra diversa e, per
appagare la propria sete, i sardi si sono messi all’opera. A dispetto
del peso delle accise e della concorrenza dei grandi produttori
internazionali, l’universo della birra anche nella nostra regione
negli ultimi cinque anni si è espanso a velocità crescente e, con
esso, il numero delle aziende produttrici e degli addetti. I dati del
settore in Sardegna, rielaborati dell’Ufficio Studi di Confartigianato
Sardegna, su fonte UnionCamere-Infocamere del 2017, parlano di 30
imprese di cui 6 giovanili e 2 femminili, con una crescita del settore
del 130% (+17 realtà), passato dalle 13 attività del 2012 alle attuali
30.

A livello territoriale, 12 sono in provincia di Cagliari (erano 6 nel
2012), 7 a Nuoro (2 nel 2012), 7 a Sassari (4 nel 2012)  e4 a Oristano
(1 realtà nel 2012).

Come certificano questi dati, il settore in Sardegna cresce di giorno
in giorno. Un mondo, quello dei piccoli birrifici, che arricchisce il
territorio sardo, dove qualità e artigianato sono le coordinate
fondamentali in cui s’inseriscono metodo di lavorazione, materie prime
impiegate nonché professionalità, passione ed eccezionale competenza
dei maestri birrai artigiani, pluripremiati in giro per l’Europa.
Quindi, un vero e proprio fenomeno culturale e un settore in
espansione, ricco di opportunità e buone prospettive, che
Confartigianato Imprese Sardegna ritiene sia il volano di una crescita
di filiera, evoluta e dinamica, con impatti e ricadute benefiche
trasversali che vanno dal mondo dei coltivatori sino all’indotto del
turismo enogastronomico ed esperienziale.

Per Confartigianato Imprese Sardegna, sarà possibile vincere la sfida
del mercato se l’intero sistema locale (birrifici, altri produttori
dell’alimentare, ristoratori, commercianti ma anche consumatori),
riusciranno insieme  a valorizzare le birre artigianali abbinandole
alla grande varietà e qualità dei prodotti alimentari sardi e alla
Sardegna in generale, anche con un intervento regionale che dia
ulteriore slancio al comparto.

“Crediamo ci sia fortemente bisogno di un provvedimento che, lavorando
in un’ottica di promozione coordinata e di incentivi allo sviluppo,
tuteli e valorizzi i birrifici artigianali esistenti – continua
Stefano Mameli, Segretario Regionale di Confartigianato Imprese
Sardegna – il fatto che si utilizzi il termine “artigianale” dovrebbe
portare il ragionamento sulla normativa che regolamenta il settore
artigiano”. “Oggi – conclude – l’impresa birraria soffre la
concorrenza delle produzioni industriali che, con ingenti investimenti
di marketing provano a dare un “tocco” di artigianalità a prodotti che
artigianali non sono”.

Secondo Confartigianato Sardegna, quindi “occorre presidiare il
comparto attraverso diverse azioni. Ad esempio inserendo le birre fra
i prodotti da promuovere all’interno dei programmi regionali per
l’internazionalizzazione. Oppure incentivando la partecipazione delle
imprese brassicole sarde alle iniziative di settore, come il Beer&Food
Attraction di Rimini o coordinando e rendendo più efficace il
cartellone regionale degli eventi legati al mondo della birra,
investendo anche nella visibilità delle birre artigianali sarde”.