Un laboratorio teatrale per raccontare la fibrosi cistica

Iniziativa della Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna ODV in collaborazione con la compagnia “La Botte e il Cilindro” e l’associazione “Materia Grigia”. Gli incontri si svolgeranno al Teatro Astra di Sassari

Raccontare le proprie esperienze ma anche far conoscere meglio una patologia che condiziona il vivere quotidiano di pazienti e familiari. La fibrosi cistica è una malattia genetica, cronica e degenerativa con prognosi severa, che colpisce il pancreas, il fegato, i polmoni e le ghiandole sudoripare. Riguarda un bambino ogni 2.500 nati vivi, mentre la condizione di portatore sano interessa un individuo su 25 nella popolazione generale. Implica cure farmacologiche e trattamenti fisioterapici quotidiani, nonché frequenti ospedalizzazioni. Un laboratorio di animazione teatrale con uno spettacolo finale vero e proprio sul palcoscenico può essere allora uno strumento cruciale per esprimere le emozioni di pazienti, familiari e operatori, ma anche accrescere una sensibilizzazione sul tema tra la popolazione, che spesso non ha la consapevolezza di quanto sia complicato gestire anche solo le cure. Sabato 15 aprile l’assemblea dei soci della Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna ODV, riuniti nel Teatro Astra in corso Cossiga a Sassari, ha approvato il bilancio sociale e i programmi del 2023. Nel corso della mattina è stato presentato anche il laboratorio di animazione teatrale che verrà promosso, in collaborazione con la compagnia sassarese La Botte e il Cilindro e l’associazione Materia Grigia, negli spazi sempre dell’Astra. Il laboratorio nasce nell’ambito di “Leghiamo Insieme Fatti Concreti: saturiamoci di Vita, positivaMente! La riabilitazione respiratoria, il supporto psicologico e la tutela sociale del paziente affetto da Fibrosi Cistica”, progetto della LIFC Sardegna, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, che ha garantito per diversi anni il servizio di fisioterapia, disostruzione bronchiale e riabilitazione respiratoria, nonché il supporto psicologico e psicoterapeutico a favore dei pazienti del Centro di Supporto per la cura della Fibrosi Cistica in seno alla Struttura semplice dipartimentale di Pediatria del presidio ospedaliero di Alghero.
L’iniziativa del laboratorio teatrale, della durata di otto mesi fino al gennaio del 2024, è rivolta a pazienti, familiari e operatori, con l’obiettivo di favorire, tramite un canale artistico, l’espressione dei vissuti attraverso il divertimento e il piacere e la sperimentazione di nuove possibilità comunicative e relazionali. Per le iscrizioni si può contattare la Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna ([email protected]).
«La fibrosi cistica è una grave malattia che condiziona pesantemente la qualità e le scelte di vita di chi ne è affetto e dei suoi caregivers – spiega la presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna ODV, Deborah Bombagi –. In questi dieci anni alla guida della Lifc Sardegna, ho accolto e custodito nel cuore i diversi punti di vista dei soggetti coinvolti direttamente e indirettamente dalla patologia e ho imparato a rispettare i loro tempi e le aspettative. L’idea del laboratorio teatrale è nata per offrire uno spazio di condivisione creativa e ludica delle esperienze e del sentito delle persone coinvolte, dei familiari e degli operatori sanitari che se ne occupano: un’occasione anche di coesione tra visioni e priorità differenti riguardo a concetti quali benessere, qualità di cure e di vita».
«L’esperienza di un laboratorio di animazione teatrale è interessantissima. Perché consente di impadronirsi delle chiavi di lettura dello spettacolo e del linguaggio del teatro, che risulta fortemente liberatorio e permette di giocare con i meccanismi della comunicazione, senza inibizioni», aggiunge Pier Paolo Conconi, direttore artistico della compagnia La Botte e il Cilindro.
«Abbiamo realizzato tantissime iniziative culturali concernenti la letteratura, il teatro e la musica. Questa iniziativa di cui siamo partner è a nostro parere molto importante perché oltre agli elementi culturali presenta un valore sociale particolarmente significativo, che può rappresentare un momento di crescita non solo per i partecipanti ma anche per i componenti della nostra associazione», evidenzia Antonello Lullia, presidente dell’associazione culturale Materia Grigia.
«Il progetto è una valida occasione per portare tutti i protagonisti coinvolti nel mondo fibrosi cistica al di fuori dell’ambiente ospedaliero – afferma Luigi Cambosu, pediatra fibrocistologo, responsabile f.f. della Struttura di Pediatria del presidio ospedaliero di Alghero e del Centro di Supporto per la cura della Fibrosi Cistica in essa incardinato –. Un momento di confronto che può essere “cura”, perché la cura non riguarda solo l’aspetto medico intraospedaliero, seppur, per quanto possibile, anche in ospedale si cerchi di non far prevalere solo l’aspetto terapeutico. Prendersi cura significa avere un’attenzione e una dedizione costante a tutti gli aspetti che giovano al benessere psicofisico. Prendersi cura significa educare, far conoscere, imparare a conoscere sé stessi e gli altri per agevolare un percorso consapevole: aspetto direi fondamentale a maggior ragione nella fibrosi cistica».

Il laboratorio di animazione teatrale. Si svolgerà al di fuori del contesto ospedaliero e sarà incentrato su giochi che indirettamente e gradualmente predispongono i partecipanti agli automatismi di base del linguaggio teatrale. Il carattere ludico permetterà di imparare a stare in scena attraverso il divertimento e il piacere. Inoltre, uno psicologo volontario supporterà il lavoro del regista teatrale per facilitare la focalizzazione delle tematiche che accompagnano il paziente nel proprio ciclo di vita e per contribuire alla costruzione dell’esito scenico finale. Con lo spettacolo si punta ad aumentare nella popolazione le conoscenze sulla patologia e a sensibilizzare sulle difficoltà di gestione della malattia e sugli impatti che essa produce nella quotidianità di pazienti e familiari.
Sono previste due fasi. La prima sarà dedicata al gioco e verranno approfonditi aspetti legati alle camminate, al gesto e alla mimica per la scoperta delle potenzialità del nostro corpo, al ritmo e alla fantasia, all’ascolto e alla produzione di suoni e di musica, e alla voce. Ma anche alla nascita di un personaggio, alle situazioni e alle caratterizzazioni. La seconda fase invece si concentrerà sulla storia/testo, ovvero sulla creazione dei quadri con “entrate” e “uscite” dei personaggi, sulla scelta del contesto e delle “situazioni”, sull’invenzione dei personaggi stessi e sul montaggio dei quadri della storia/testo. Tutto questo accompagnerà i partecipanti al laboratorio alla rappresentazione finale.

Partner istituzionali e privati. ATS Sardegna ASL di Sassari; Azienda Ospedaliera Brotzu; Lega italiana Fibrosi Cistica Onlus; Camera di Commercio di Sassari; Ordine degli Psicologi della Sardegna; Ordine degli Assistenti Sociali; Assessorato Regionale della Sanità; Centro Balletto Classico; Ass. Culturale La Botte e il Cilindro; Ass. Culturale Materia Grigia; Trabalzini Ledo & C. snc; Autoeasy srl; Enoteca Pietro Melis; Expresso Caffè srl; Scandellari srl; Centro Salute srl; Eventi Lirù di Lidia Russu; Floris Sergio snc; Verdecchi srls.

“Leghiamo Insieme Fatti Concreti: saturiamoci di Vita, positivaMente! La riabilitazione respiratoria, il supporto psicologico e la tutela sociale del paziente affetto da Fibrosi Cistica”. Il progetto ha garantito, nel Centro di Supporto per la cura della Fibrosi Cistica di Alghero, il servizio di fisioterapia, disostruzione bronchiale e riabilitazione respiratoria a favore dei pazienti per tre annualità e il servizio di supporto psicologico e psicoterapeutico per pazienti e caregiver per due annualità, mediante contratti di collaborazione con due fisioterapiste e una psicologa con costi a carico della Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna. Nella terza annualità del progetto l’Associazione ha selezionato e assunto anche un’assistente sociale, di cui ha curato la formazione specifica, che ha svolto attività di segretariato sociale a favore di pazienti e familiari in collaborazione con la Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus. Attualmente continua a essere garantito il servizio di supporto psicologico attraverso un contratto di collaborazione con una professionista che opera al di fuori della struttura ospedaliera.

Cos’è la fibrosi cistica. È una malattia genetica, cronica e degenerativa con prognosi severa, che colpisce il pancreas, il fegato, i polmoni e le ghiandole sudoripare. È la più diffusa tra le malattie rare e si trasmette in modo autosomico recessivo. Questo significa che affinché la fibrosi cistica si manifesti è necessario che entrambi i genitori siano portatori del gene mutato di una proteina chiamata CFTR. Le complicazioni tipiche della patologia riguardano la digestione dei grassi e delle proteine, l’assorbimento delle vitamine liposolubili e conducono a una progressiva perdita della funzione polmonare fino ad impedire una delle cose più semplici e importanti: il respiro. La sua frequenza è di un caso ogni 2.500 nati vivi, mentre la condizione di eterozigosi (portatore sono) interessa un individuo su 25 nella popolazione generale.
Non esiste a oggi una cura risolutiva. Tuttavia, programmi quotidiani integrati di trattamento (somministrazione di enzimi pancreatici, vitamine liposolubili e sali minerali, antibioticoterapia mirata nei confronti di germi isolati nelle secrezioni bronchiali, fisioterapia respiratoria), diretti a contrastarne l’evoluzione, hanno migliorato notevolmente l’aspettativa di vita dei pazienti. Laddove le condizioni cliniche lo consentano, anche la pratica sportiva gioca un ruolo fondamentale nel migliorare la qualità della vita dei pazienti. Nella malattia polmonare avanzata, il trapianto bilaterale di polmoni è l’unica terapia salvavita.

La Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna ODV. Nasce nel 1991 sotto il nome di “Associazione Regionale Sarda per la lotta contro la Fibrosi Cistica”, secondo i dettami della L. 548/1993. Nel febbraio 2014 diventa un’associazione di rilevanza sociale, morale e di volontariato denominata “Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna Onlus”, articolazione regionale della “Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus”. Dal febbraio 2023 è iscritta alla sezione Organizzazioni di Volontariato del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, assumendo la denominazione di “Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna ODV”.




DALLA BARBAGIA AL PIEMONTE E TRENTINO: LA NUOVA TOURNÈE TEATRALE DELLA PRIMA COMPAGNIA A LINGUAGGIO INCLUSIVO D’ITALIA

I Barbariciridicoli, la prima compagnia in Italia ad usare il plurale inclusivo nelle opere che porta in scena, propone al pubblico trentino e piemontese la sua ultima opera “Riuscirà Tottoni Braghetta ad avere un erede dalla signorina Vera Passera?”, il 26 novembre a Bolzano e il 27 a Bollengo, a pochi chilometri da Ivrea. La nuova tournèe della Compagnia che ha sede a Ottana, nasce grazie alla collaborazione con i circoli dei sardi in tutta Italia, e in particolare queste due tappe sono state rese possibili grazie al Circolo Culturale ricreativo sardo “Grazia Deledda” di Bolzano e al Circolo Culturale Sardo Sa Rundine di Bollengo. Appuntamento che ha ricevuto il patrocinio anche della Fasi, la Federazione delle Associazioni sarde in Italia.
L’opera che per la prima volta varca il Tirreno, si inserisce nel filone del bilinguismo, essendo in sardo e italiano. “Si tratta della nostra nuova commedia, il cui debutto è stato a luglio scorso – spiega il regista Tino Belloni – e che è frutto della consolidata palestra drammaturgica a cui lavoriamo quasi sempre in modo collettivo, a partire dalle improvvisazioni degli attori su temi, situazioni e personaggi attinti alla realtà e all’immaginario della Sardegna contemporanea. Si affronterà il tema della transizione di genere, trattato qui in modo scanzonato e umoristico, ma naturalmente rispettoso. Protagonista assoluto è una “maschera” come Tottoni Braghetta interpretato da Mattea Cherubini, (già personaggio nella commedia Sa Tzuccada de su fumu!), figura bonaria di pastore ignorante e antiquato, con una accentuata inclinazione al maschilismo e una dotazione genitale evidentemente sproporzionata. Costui conoscerà in chat la signorina Vera Passera, caratterizzata con altrettanta ironia (e con un simmetrico rovesciamento di ruoli) da un attore maschio, Sebastiano Mastino. La passione infiamma ma la Signorina Passera sarà fonte per il malcapitato Tottoni di un inaspettato colpo di scena rispetto agli obiettivi amorosi da lui perseguiti, colpo di scena che aprirà a un finale dagli esiti imprevedibili, gestito da una improbabile e surreale Giudicessa, magistralmente interpretata da Letizia Marras”.
Appuntamento quindi a Bolzano al Teatro della Chiesa del SS Rosario alle 17 mentre a Bollengo, dove si festeggiano i 30 anni del Circolo, sarà al Salone Municipale alle 16.
La tournèe gode del contributo della Regione Sarda e della Fondazione di Sardegna.

Ufficio Stampa




Tournée teatrale a Mendrisio (Svizzera) e Parabiago (Milano) per i Barbariciridicoli: sul palco il percorso intimo di Carla Baffi e le comari in vardetta

MENDRISIO 12 NOVEMBRE 2021 – ORE 20
TEATRO CENTRO SOCIALE OSC – VIA AGOSTINO MASPOLI – QUARTIERE DI CASVEGNO

PARABIAGO 14 NOVEMBRE 2021 – ORE 16.30
BIBLIOTECA CIVICA VIA BRISA N.1

Mendrisio e Parabiago sono le due tappe della prima uscita extraisolana della Compagnia teatrale dei Barbariciridicoli per il 2021. Il 12 e il 14 novembre prossimo la compagnia riallaccerà materialmente il grande legame con la comunità di sardi nel mondo grazie a una tournée teatrale organizzata con la collaborazione della Fasi, e l’ospitalità del circolo culturale sardo Sa Berritta di Lugano per la tappa di Mendrisio, e Su Nuraghe per quella di Parabiago.

Protagonista assoluta di questa due giorni di ripartenza post covid sarà Carla Baffi e il suo spettacolo autobiografico di “teatro della testimonianza”, presentato al pubblico ad agosto scorso a Ottana, poi a Orani, e a Cagliari. Ora la sua esperienza, il suo percorso personale e di vita arriva nella comunità svizzera e in quella del nord Italia, per raccontare un percorso di emancipazione verso un obiettivo di libertà.

A Mendrisio il 12 novembre, sarà possibile assistere allo spettacolo di “Carla o dell’essere se stessi”, al teatro del Centro Sociale in via Agostino Maspoli, nel quartiere di Casvegno alle 20, mentre a Parabiago il programma è un po’ più articolato perché in cartellone sono previsti due spettacoli: alle ore 16,30 nella Biblioteca Civica in via Brisa 1, apriranno il sipario le protagoniste di “Comare Vardetta & Co”, che vedrà all’opera la figura tipica e identitaria della Comare sarda, donna anziana e spesso vedova, spiccatamente curiosa, spesso impicciona e assai chiacchierona, che saprà coinvolgere attivamente il pubblico in una performance interattiva.

L’allegro e coinvolgente siparietto introdurrà il secondo spettacolo in cartellone, che, al contrario, metterà fine al chiassoso trambusto creato dalle comari, per regalare allo spettatore un percorso di vita intenso, a tratti molto emozionante, quello autobiografico di Carla Baffi che fino a quattro anni fa era il poliziotto Enzo Giagoni, una figlia di 30 anni, 4 donne importanti nella sua vita e un matrimonio durato 24 anni. Alle spalle un evento tragico e doloroso che lo vide tra i protagonisti dell’alluvione causata dal Ciclone Cleopatra nel 2013, a cui drammaticamente sopravvisse, ma che gli strappò dalle mani la figlioletta Morgana, di soli 2 anni, insieme alla sua nuova compagna Patrizia, inghiottite maledettamente in un fiume di acqua e fango.

“Carla racconterà agli amici di Parabiago e Mendrisio il suo percorso personale, intimo – spiega Tino Belloni – percorso che la sta portando a essere ciò che si sentiva da sempre e che per convenzioni sociali e timore, ha sempre nascosto: una donna imprigionata in un corpo che non era suo, costretta continuamente a negare e uccidere se stessa, per non dispiacere agli altri, per la paura del loro rifiuto e del loro abbandono”.

Nella tappa di Mendrisio dopo lo spettacolo ci sarà il dibattito “La realtà oltre” con la partecipazione dell’Associazione Imbarco Immediato.

Entrambi gli spettacoli godono della collaborazione della Regione Sardegna della Fondazione di Sardegna e dei Circoli culturali sardi che organizzano la manifestazione.

Ufficio Stampa




“Maria Antonietta, processo di una Regina” all’Auditorium provinciale di Sassari

SASSARI. Una figura storica in bilico fra regalità e umanità, colpita e denigrata come molte donne ancora oggi lo sono, e issata sugli altari per poi farla precipitare nel fondo del patibolo. A “Maria Antonietta, processo di una Regina” è dedicato lo spettacolo teatrale che sabato 16 ottobre, alle 21, la compagnia “La luna del pomeriggio” diretta dal regista sassarese Simone Gelsomino proporrà sul palcoscenico dell’Auditorium provinciale di Sassari, in via Monte Grappa 2.

L’evento è inserito nel calendario della prima edizione del “Festival Multidisciplinare Interagendo” organizzato dall’Associazione Culturale Music & Movie sotto la direzione artistica di Roberto Manca. Un festival che va a trarre, da ogni spettacolo previsto in cartellone, spunti di riflessione su svariate e importanti tematiche.

Nei panni di Maria Antonietta si esibirà l’attrice Francesca Gabucci e, con lei, faranno parte della corte francese Egle Bandiera, Francesca Cabizza, Antonella Putzulu, Lorenzo Aresti, Vindice Boi, Carla Fancello, Lisa Marzeddu, Matteo Marongiu, Fabio Masala, Marta Pedoni, Matteo Marongiu, Stefano Dionisi e Antonio Medas.

“Con la messa in scena dello spettacolo dedicato all’ultima regina della Francia dell’ancien régime – ha affermato Simone Gelsomino – inizia un percorso che ci poterà al 2022, ripercorrendo la storia della rivoluzione francese e la cultura di quegli anni che è stata motore di un orrore umano di dimensioni enormi”.

Per gli organizzatori, la storia della povera Maria Antonia d’Asburgo-Lorena, moglie di Luigi XVI, ha ancora oggi molto da insegnare. Ricordata soprattutto per la celebre esternazione “Se il popolo ha fame dategli le brioches”, una frase forse mai pronunciata, dopo la caduta della monarchia visse un periodo di tremenda prigionia, durante il quale dimostrò di essere una madre e una moglie esemplare.

Dopo il processo sommario in cui si cercò in tutti i modi di infangarne la dignità, Maria Antonietta venne giudicata colpevole di alto tradimento dal tribunale rivoluzionario e quindi ghigliottinata in Place de la Révolution il 16 ottobre 1793. Nonostante tutto, seppe salire sul patibolo con dignità. Per info e prevendita del biglietto contattare il 3401846468.




L’opera teatrale Figli di una canzone ritorna sul palco di Casa Serena

L’opera teatrale Figli di una canzone

ritorna sul palco di Casa Serena

Una commedia musicale per raccontare il vissuto delle persone anziane, tra risate, commozione e nuovi amori. “Figli di una canzone”, l’ultimo spettacolo scritto e diretto da Adele Loriga, ritorna sul palco di Casa Serena mercoledì 13 novembre alle 16.30.

L’opera, andata in scena a maggio anche al teatro civico dove ha registrato il tutto esaurito, racconta di un gruppo di anziani e anziane che si incontra durante una festa di paese, nell’entroterra sardo. L’occasione per ricordare il passato e vivere nuove esperienze insieme. Protagonisti saranno gli ospiti della residenza che ancora una volta si cimenteranno con il teatro e la musica. I testi recitati saranno intervallati da canzoni rigorosamente sarde. L’idea della scrittrice Adele Loriga è quella di celebrare la cultura dell’Isola in ogni sua forma. Saranno interpretate canzoni di Enzo Mugoni, che sarà anche l’ospite d’eccezione della serata.

L’iniziativa, gratuita e aperta a quanti desiderino assistere, è organizzata dal Comune di Sassari in collaborazione con la Coopas, la cooperativa che gestisce la residenza di via Pasubio.

Sul palco saliranno Mariella Chessa, Giulia Cossu, Mario Ledda, Caterina Lubinu, Giovanni Maiorani, Grazia Mariano, Pina Marras, Damiano Montana, Francesca Paddeu, Alessandra Rozzo, Maddalena Ruggiu, Mario Russu, Nietta Sanna, Maria Simula, Peppino Usai, Natalia Zavanaio, il coro di Casa Serena diretto da Roberta Usai, con la partecipazione straordinaria di Enzo Mugoni e altri artisti che collaborano con la residenza durante tutto l’anno.