Premio Letterario Vermentino X edizione: dieci anni di trame, terre e filari in questa occasione insieme all’attrice e scrittrice Clizia Fornasier

Il Premio nazionale letterario Vermentino – nato dall’intuizione della Camera di Commercio di Sassari e sostenuto nel suo percorso dai Comuni di Olbia e Castelnuovo Magra – giunge nel 2026 al prestigioso traguardo della sua decima edizione. L’appuntamento si consolida come uno dei più originali e felici sodalizi della scena culturale italiana, capace di far dialogare l’arte della parola con la civiltà della vite e del vino. Sin dal suo esordio nel 2017, la manifestazione offre una ribalta d’eccezione a quelle opere che sanno farsi custodi del paesaggio rurale, traducendo in narrazione i silenzi, i sacrifici e le storie fiorite tra i grappoli e i filari.

Il cammino di questo decennio testimonia una fecondità straordinaria: sono oltre duecento gli scrittori che hanno offerto le proprie pagine al giudizio del Premio, trentaquattro le menzioni d’onore tradizionalmente tributate e nove i vincitori assoluti, tra cui spiccano sei autrici e tre autori. Un percorso di crescita costante che ha saputo intercettare l’interesse e la complicità delle Case editrici italiane, quelle maggiori come anche piccoli editori indipendenti.

L’albo d’oro del Premio custodisce le firme di: da Alessia Coppola (2019) a Gesuino Némus (2020), da Fabrizio Borgio (2021) alla voce pop di Felicia Kingsley (2022), fino alle prove narrative di Luca Ammirati (2023), Roberta Schira (2024) e Cristina Caboni (2025).

A dimostrazione di una vitalità mai doma, l’orizzonte del Premio si è ampliato nel tempo: nel 2023 è nato il Premio Territorio, volto a celebrare i legami profondi con le identità locali, seguito nel 2025 dalla Menzione Narrativa Straniera, un tributo alle opere tradotte che elevano il vino a potente simbolo narrativo.

L’edizione del decennale registra un’adesione straordinaria, accogliendo ventiquattro case editrici e trenta opere in concorso. Il Premio, che si fregia dell’alto patrocinio di Unioncamere e dell’Associazione Librai Italiani, celebrerà il suo atto conclusivo nella suggestiva cornice della cerimonia finale a Olbia, sabato 10 ottobre 2026. Sarà l’epilogo di un viaggio suggestivo in cui la letteratura si fa specchio del territorio e della cultura enologica, unendo idealmente l’Italia sotto il segno di un vitigno identitario.

La voce dei protagonisti

Stefano Visconti (Presidente CCIAA Sassari): «Dieci anni fa abbiamo scommesso su un’intuizione ambiziosa: unire l’economia del vino alla forza delle parole. Oggi il Premio Vermentino è una realtà nazionale consolidata, capace di valorizzare il lavoro dei nostri produttori e la ricchezza culturale di un intero territorio in crescita.» 

Clizia Fornasier (Conduttrice dell’edizione 2026): «Passare da finalista lo scorso anno alla conduzione di questa decima edizione è un’emozione immensa. Il Vermentino non è solo un vino, è un generatore di storie. Porterò sul palco la mia passione per la scrittura, celebrando l’energia e la sensibilità di queste splendide pagine.» 

Sabrina Serra (Comune di Olbia): «Il Premio Vermentino è anche un potente strumento di formazione e crescita culturale per i nostri giovani. Investire sulla cultura del territorio significa educare le nuove generazioni a riconoscere il valore delle proprie radici e a trasformarle in opportunità future di sviluppo.»    

Tiziana Pompei (Unioncamere): «Sosteniamo con convinzione questo premio perché rappresenta un modello virtuoso di valorizzazione del Made in Italy. Unire la filiera vitivinicola alla cultura significa dare forza alle nostre imprese e promuovere l’identità dei territori italiani su scala nazionale.» 

Marco Piro (Consorzio Tutela Vermentino Gallura DOCG): «Il nostro vino è un ambasciatore di cultura e questa decima edizione ne consacra il legame con la grande letteratura. Dietro ogni bottiglia ci sono storie di uomini e paesaggi; vederle trasformate in romanzi è il modo più alto per celebrare la nostra eccellenza gallurese.» 

Paolo Ambrosini (Presidente Nazionale ALI): «L’accordo punta a far conoscere il Premio e le opere in gara direttamente nelle librerie. Portare questi libri sugli scaffali significa farne scoprire il valore ai lettori, trasformando ogni libraio in un custode di storie che celebrano la cultura enologica e l’identità del territorio.»  

Le Case Editrici dell’Edizione 2026

Il valore e il respiro nazionale del Premio letterario Vermentino sono confermati dalla straordinaria adesione del mondo editoriale. Una ricca costellazione di firme e marchi prestigiosi scende in campo quest’anno per contendersi il podio della manifestazione: Piemme, HarperCollins Italia, Ex Cogita, Tracce per la Meta, Reverdito, Einaudi, Pathos, Epoké, Il Golosario e Golosaria, Kellermann, Giraldi Editore, Love Edizioni, Compagnia Editoriale Aliberti, Fratelli Frilli, Tempo Sospeso, Ibiskos Ulivieri, Fazi, Rizzoli, Pan di Lettere, Ensemble, Ampelos, Arkadia, Archivi del Sud, Laura Capone Editore.

Cambio della guardia alla conduzione del Premio Letterario Vermentino

Dopo alcuni anni di brillante conduzione affidata all’ironia e all’eleganza di Neri Marcorè, che ha saputo valorizzare magistralmente il legame tra cultura e territorio, quest’anno il prestigioso Premio nazionale eno-letterario Vermentino cambia guida. La conduzione della nuova edizione sarà infatti affidata a Clizia Fornasier. L’attrice e scrittrice – già legatissima alla manifestazione, di cui è stata applaudita finalista lo scorso anno – è pronta a salire sul palco in una nuova veste, portando all’evento la sua freschezza, la sua sensibilità narrativa e una nuovissima energia.

La Giuria del “Vermentino”

Il verdetto del Premio nazionale eno-letterario Vermentino è quest’anno affidato a una Giuria d’eccellenza, composta da autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del territorio e del settore vitivinicolo e culturale. A valutare le opere in gara saranno il presidente della Giuria Stefano Visconti (CCIAA di Sassari), Sabrina Serra (Comune di Olbia), Katia Cecchinelli (Comune di Castelnuovo Magra) Giorgio Demuru (delegato Consorzio Tutela Vermentino Gallura DOCG), il giornalista Marco Ledda, Annamaria Giannetto Pini (delegata Consorzio Tutela Vini DOP e IGP Colli di Luni), Marco Rezzano (Enoteca Regionale Ligure). Una squadra di altissimo profilo, unita per celebrare il legame indissolubile tra la grande letteratura e la cultura del vino.




Cinema, il “terre di confine film festival” riparte da Orani

Domenica 17 dicembre al Museo Nivola l’anteprima della XVI edizione

ORANI. Il “terre di confine filmfestival” riparte con un’anteprima in tre tappe di una XVI edizione che prenderà il via domenica 17 dicembre alle 16.30 al Museo Costantino Nivola di Orani, in via Gonare 2, per una serata dedicata all’antimilitarismo ma soprattutto a un nuovo modo di fare e concepire la comunicazione.

A introdurre il festival cinematografico saranno il direttore del Museo Nivola, Luca Cheri, con Antonio Lombardo dell’archivio biblioteca ‘Primo Maggio’ di Orani. Un museo di grande bellezza, innovativo e multidisciplinare, e uno dei fondatori di un Archivio e Biblioteca dedicato alla storia del Novecento.

Si parte subito con la presentazione di un libro dello scrittore e blogger bolognese Valerio Minnella, “Se vi va bene, bene, sennò segxxx, dall’antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là” (Edizioni Alegre 2023), un oggetto narrativo assemblato a sei mani insieme a WuMing1 e Filomena Sottile.

Antimilitarista e promotore della Lega degli Obiettori di Coscienza, poi cofondatore di Radio Alice e di Orfeo TV, Valerio Minnella racconta cinquant’anni di attivismo, dal terremoto del Belice alla Trieste di Basaglia, fino alla drammatica e straordinaria Bologna degli anni Settanta.
L’intento di Radio Alice – nelle parole del fondatore – è stato quello di rovesciare il paradigma comunicativo di ogni altra radio al mondo, cioè di non fare una radio che parla a molti, ma di attirare i molti a parlare in radio.

Lo scrittore Valerio Minnella

Per ottenere questo sono state fatte tre scelte che Minnella sintetizza così: la prima, parlare il linguaggio della strada, affinché nessuno si senta inadeguato pur non essendo un fine dicitore; la seconda, abolire il palinsesto, affinché nessuno debba chiedere il permesso per trasmettere; e la terza, collegare il telefono in maniera strutturale al mixer, affinché per trasmettere in radio non si debba nemmeno venire in studio.

Alle 17.30 ci sarà una pausa per il firmacopie, l’aperitivo e il buffet al Museo. Quindi, dalle 18 alle 20, sarà presentata la visione del film “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa (Italia, 2004, 108’), sceneggiato dal collettivo WuMing e dallo stesso Chiesa. Nel cast sono presenti Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Tommaso Ramenghi e Marco Luisi.

Il film è ambientato nella Bologna degli anni settanta, durante il periodo segnato dall’austerità economica, dall’inflazione al 21 per cento, dal terrorismo e dalle stragi, in cui le vicende di due ragazzi di periferia, di due improvvisati rapinatori e di un carabiniere alle prese con un insolito modo di fare comunicazione, s’intrecciano a quelle che animarono il movimento del Settantasette. Il tutto sulle onde di Radio Alice, emittente bolognese che “dà voce a chi non ce l’ha”.

L’evento è promosso da ‘terre di confine filmfestival’, che nella XVI edizione tratta il tema “Vertigine delle liste. Musei, biblioteche, collezioni, blob!”, in collaborazione con la Fondazione Costantino Nivola. Il progetto ha il supporto della Regione Sardegna e del Comune di Asuni.

Creato ad Asuni nel 2005, il festival è organizzato da Su Disterru onlus – l’associazione dei “sardi di fuori”, cioè quelli che vivono lontani dall’isola, e dei “sardi di dentro”, che si propone di riannodare i legami tra le due componenti, creando reti e circoli virtuosi.

Il prossimo appuntamento dell’anteprima sarà il 22 dicembre alle 18 alle Messaggerie Sarde di Sassari, con Giovanni Campus e Nello Rubattu che introdurranno la proiezione del corto vincitore di Visioni Sarde 2023, “Quello che è mio” di Gianni Cesaraccio. Il regista incontrerà il pubblico. Subito dopo Valerio Minnella presenterà ancora una volta il suo libro. Il terzo appuntamento sarà il 29 dicembre ad Asuni.




“TERRE CHE RIGENERANO”: PRESENTATO IL BRAND E IL PIANO MARKETING DELLA DESTINAZIONE TURISTICA COROS ANGLONA

Si chiama “Terre che rigenerano” e non è solo un brand, ma il significato della vacanza che l’Anglona e il Coros vogliono offrire ai visitatori. A Ploaghe, nell’ex convento dei Cappuccini, il GAL ha presentato il piano marketing e il brand che identificano la Destinazione Turistica del Territorio. Il GAL con il progetto An.Co.R.A punta a creare un’offerta turistica integrata che risponda alle esigenze del visitatore, oggi sempre più esigente e bisognoso di rigenerarsi lontano dallo stress del lavoro e delle grandi città. Ad introdurre i lavori il Presidente del Gal Gianfranco Satta che ha ribadito che finalmente “si fa sul serio” . Il territorio si dota per la prima volta di uno strumento di programmazione turistica dal quale partire, come ha spiegato il direttore del Gal Simone Campus con un approfondito intervento.
Il coordinatore del Progetto Andrea Sini ha illustrato il Piano che indica come strutturare una rete che permetta di mettere a sistema i servizi, con degli obiettivi ben precisi che rispondano alle esigenze della domanda. Le imprese, grazie al GAL, oggi hanno un Piano di marketing per rispondere essenzialmente a due esigenze: dare un orientamento coordinato alle azioni di marketing e costruire l’integrazione dell’offerta. Il dottor Sini, numeri alla mano, ha spiegato come i flussi turistici dell’area siano in crescita come anche l’offerta di posti letto extralberghieri, ed è buona la presenza e qualità di servizi al turismo. Proprio dall’ascolto delle imprese, e dagli approfondimenti dei workshop di aprile e maggio 2022, è emerso il punto di incontro tra domanda e offerta: ossia l’esperienza, vivere il territorio, l’immersione e la contemplazione della natura che sta alla base dell’approccio slow tourism.

Ecco allora la proposta strategica con la sua mission: Anglona Coros Destinazione di esperienze slow tourism, dando una identità d’area con il brand “Terre che rigenerano”, alla quale si agganciano i prodotti turistici che si andranno a creare con circa 50 imprese che hanno manifestato interesse a partecipare. I prodotti ruoteranno attorno ad “esperienze slow tourism”, esperienze lente che intrecciano l’enogastronomia, la cultura e i suoi attrattori, l’ambiente-natura e attività outdoor. Gli obiettivi strategici, ai quali si vuole arrivare sono essenzialmente quattro: aumentare competitività delle imprese della filiera turistica allargata, lavorare sullo sviluppo sostenibile e destagionalizzato della destinazione, agevolare la sinergia con altri settori economici e aumentare le opportunità per lo sviluppo economico e demografico dell’area GAL.
Percorso condiviso anche dalla Camera di commercio, presente in aula con il direttore Pietro Esposito, che ha battezzato la strategia di An.Co.R.A. condividendone da un lato l’approccio e dall’altro riflettendo su alcuni spunti ed evidenziando le difficoltà del comparto nel contesto socio economico che stiamo vivendo anche in relazione alla vertenza continuità territoriale e collegamenti aerei, ribadendo il supporto della Camera di Commercio che si è sempre messa a disposizione delle imprese del territorio, con diversi strumenti e progettualità.

“La sfida più importante – ha spiegato il presidente Gianfranco Satta – è passare al periodo 2024-2025 con la promo-commercializzazione attiva dei pacchetti turistici con un marketing che ne accompagna il lancio e lo sviluppo. Questo percorso è stato partecipato e condiviso da tantissimi operatori che credono non solo nella loro attività ma anche nelle potenzialità del territorio che deve poter sviluppare la filiera turistica, arricchire la multicanalità dei servizi e allungare una stagione offrendo l’alternativa al mare con un tuffo vero e proprio nell’identità, nella natura e negli attrattori storico- architettonico-religiosi. Oggi possiamo dire ufficialmente che è nata una rete d’impresa forte e motivata, che sarà protagonista dello sviluppo turistico del nord Sardegna.”




“Terre di confine”, emozioni a Ittiri tra cinema e poesia

ITTIRI. Un’anteprima all’insegna della promozione delle scuole di cinema e dei giovani emergenti, con un omaggio agli studenti di cinematografia di Bologna e quindi all’integrazione tra le diverse forme d’arte grazie a una straordinaria performance poetica dell’attore Roberto Demontis.

Il 30 dicembre la XV edizione del “terre di confine film festival” ha regalato emozioni al Teatro comunale di Ittiri tenendo fede allo spirito della manifestazione dedicata al confronto-incontro tra realtà cinematografiche apparentemente lontane.

A introdurre la serata è stato Daniele Monachella, direttore artistico di MAB Teatro e della stagione culturale ittirese, che ha salutato il pubblico assieme al giornalista Salvatore Taras e a Sandro Sarai, presidente dell’associazione Su Disterru che organizza il festival dal 2004.

Le proiezioni hanno preso il via con un video saluto realizzato appositamente per il pubblico sardo dagli studenti della 1F del Liceo Laura Bassi di Bologna. I giovani artisti del Corso Doc hanno presentato “Kebab”, un simpatico cortometraggio sperimentale diretto da Salvatore Rauseo e Giacomo Gherardi con il supporto della docente Anna Conti e del tutor Simone Fratini della Cineteca di Bologna. Il lavoro spazia giocosamente tra i diversi generi cinematografici che vanno dall’azione al romantico senza prendersi troppo sul serio.

Dal Liceo di Bologna è arrivato anche un cortometraggio dal profilo più strettamente documentaristico, “#hoquasivinto”, un’opera collettiva della IIIG che approfondisce il tema attualissimo della ludopatia attraverso interviste a vittime del gioco d’azzardo, a un educatore, a un assessore al Welfare, a un produttore di slot machine e a un docente di matematica esperto di azzardo-patia, che introducono lo spettatore in un mondo complesso in cui proibizionismo e liberalismo non sono l’unica risposta. Il documentario è realizzato con la supervisione della tutor Giulia Peragine di DER e della docente Eugenia Bernardi nell’ambito dell’iniziativa ‘Cinema per la scuola’ del MIUR e MIBAC.

Vera star della serata a Ittiri è stato l’attore Roberto Demontis, che si è cimentato in due avvincenti performance poetiche interpretando “Canto notturno di un tassista errante alla luna” da lui composta e “Moda a Santu Nenaldu” di Remundu Piras in lingua sarda logudorese.

Le due interpretazioni, applauditissime, hanno intercalato quel piccolo capolavoro che è “La favola del dente avvelenato” di Cristiano Mattei, giovane e talentuoso regista sassarese. Intervistati da Salvatore Taras, Mattei e Demontis hanno presentato il corto raccontando aneddoti sulla nascita dell’opera e sullo svolgimento delle riprese nei diversi set, tutti sassaresi, per poi approfondire le criticità e le opportunità offerte dal fare cinema in Sardegna. Il lavoro di Mattei, prodotto per l’Accademia Sironi di Sassari, è stato molto apprezzato dagli spettatori, che hanno sollecitato affinché venga proiettato in altre sale del territorio.

I lavori presentati hanno evidenziato il tema che caratterizzerà la XV edizione del filmfestival, che quest’anno sarà dedicato alle “dipendenze”. Il “terre di confine” è organizzato dall’associazione Su Disterru Onlus con il sostegno dei comuni di Asuni e Solarussa, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.




Filmfestival a Ittiri, al Teatro comunale l’anteprima del “terre di confine”

ITTIRI. Il “terre di confine filmfestival” ritorna il 30 dicembre con una speciale anteprima della XV edizione dedicata al mondo del cortometraggio, tra gli appuntamenti della stagione culturale ittirese firmata MAB Teatro. Venerdì sera, alle 19, nella sala del Teatro Comunale di Ittiri, il festival cinematografico accoglierà il regista sassarese Cristiano Mattei e il suo lavoro “La favola del dente avvelenato”, in compagnia dell’attore protagonista Roberto Demontis. L’ingresso è libero e gratuito.

Il film, realizzato per l’Accademia Sironi di Sassari, affronta con toni grotteschi e surreali alcune insidie del benessere e della corsa verso l’ascesa sociale, in un sistema che produce una guerra tra poveri veicolando l’odio in direzione delle classi inferiori, identificate come responsabili della propria condizione.

Nella trama dell’opera, una curiosa famiglia del sottoproletariato trascorre una vita fatta di umiliazioni e di stenti in un passato imprecisato, interpretabile anche come un presente delirante. Il narratore della vicenda, Piorreo, primogenito dall’animo sensibile e fragile, proprio sulla scena del tentato suicidio riuscirà a ribaltare il suo destino grazie all’intervento provvidenziale di una fata.

A introdurre la serata sarà il responsabile di Mab Teatro, Daniele Monachella, direttore artistico della stagione culturale di Ittiri che, assieme al giornalista Salvatore Taras, dialogherà con i protagonisti e con il pubblico. È previsto inoltre l’intervento di Sandro Sarai, presidente dell’associazione “Su Disterru Onlus” che dal 2005 organizza il “terre di confine”, filmfestival dedicato al confronto-incontro tra realtà cinematografiche apparentemente lontane.

Ad anticipare la presentazione de “La favola del dente avvelenato” sarà la proiezione dei corti “Kebab” (in prima visione assoluta)  e “#hoquasivinto” realizzati dagli studenti del Liceo Laura Bassi di Bologna, in cui è attivo dal 2015 l’indirizzo documentaristico-cinematografico “CORSO DOC” fondato dal docente Roberto Guglielmi.

 “Kebab” è un excursus semiserio sui generi del cinema: la regia è di Salvatore Rauseo e Giacomo Gherardi della IF, con il supporto della docente Anna Conti e del tutor Simone Fratini della Cineteca di Bologna. I giovani registi e il gruppo dei collaboratori racconteranno questo lavoro al pubblico di Ittiri attraverso una clip appositamente dedicata.

“#hoquasivinto” invece è un’opera collettiva della classe IIIG sul tema della ludopatia, realizzata con il tutoraggio di Giulia Peragine di DER e della docente Eugenia Bernardi nell’ambito dell’iniziativa ‘Cinema per la scuola’ del MIUR e MIBAC.

Il terre di confine film festival è sostenuto dai Comuni di Asuni e Solarussa, dall’assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna.




“Terre di confine”: il bilancio della XII edizione di un film festival che abbatte le frontiere

ASUNI. Che sia stata una grande XII edizione non ci sono dubbi. Ma il “terre di confine”, oltre a essere un intrigante festival cinematografico, è stato anche un’importante occasione di confronto e riflessione sul cinema e la società, uno spunto di riflessione collettiva nella quale sono entrati in contatto il pubblico e gli autori.

Al di là delle visioni di opere difficilmente reperibili altrove, e degli incontri con registi come Orlando Lübbert, José Maria Gonzales, Pancho Hervé e tanti altri, la manifestazione è stata capace di creare emozioni e di traghettare il pubblico all’interno di una vicenda politica e storica tanto drammatica, quella della dittatura in Cile. Tracciando al contempo un ponte immateriale verso questo Paese sudamericano, incuriosendo e aprendo alla voglia di conoscerne il territorio e i suoi abitanti, e visitare le sterminate lande che vanno dalla Patagonia alla citta di Santiago.

Ed è proprio questo l’intento della manifestazione organizzata dall’associazione Su Disterru: incontrarsi, dialogare e discutere attraverso il cinema, ma soprattutto, abbattere i confini e avvicinare le culture. Culture che spesso si rivelano di una insospettabile ricchezza.

In questa seconda volta di Marco Antonio Pani alla direzione artistica, affiancato nella conduzione da Enrico Pitzianti, molto apprezzati sono stati anche i corti e i lungometraggi degli autori sardi, tra i quali quelli di Francesca Lixi, Bonifacio Angius, Paolo Carboni e Sergio Naitza.  Una carta vincente è stata senz’altro l’apertura alla declinazione del tema di quest’anno, La libertà, nelle sue infinite sfaccettature tra poesia, pittura, videoart, musica e incontri con gli studenti.

Di forte impatto è stata la performance di Claudia Crabuzza e Francesca Ventriglia dedicata a Violetta Parra, il concerto di musica andina del “Grupo Nazca”, la presenza del poeta Antonio Arévalo con il suo libro “Le terre di nessuno” e Aldo Brigaglia in “Intillimanìa”. Quindi le installazioni artistiche a cura di Bianca Laura Petretto e le esposizioni di Alejandro Robles e Lea Gramsdorff e le letture di Isabella Orchis.

Significativo è stato inoltre il gemellaggio del “terre di confine” con il Festival de cine de Santa Fe de Antioquia, in Colombia, suggellato dalla presenza del direttore artistico Alejandro Alzate Giraldo.

Altro importante tassello è stato l’incontro e la collaborazione con l’associazione Cilenos de Sardigna, che ha permesso di conoscere un’importante pagina poco conosciuta della nostra storia, quella di ben cinquecento sardi che, cileni di nascita, furono adottati da famiglie sarde in tenera età, soprattutto durante i vent’anni della dittatura di Pinochet, e oggi fanno parte integrante del tessuto sociale dell’isola.

Notevole supporto è stato dato dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Cineteca Sarda, dalla Filmcommission, dalle diverse amministrazioni comunali e dal consorzio “Sa perda ‘e Iddocca”, in collaborazione con Lo Teatrì di Alghero, l’Accademia delle Belle arti Mario Sironi, il Cityplex Moderno di Sassari e il MEA di Asuni. E un’altra carta vincente forse è stata proprio la scelta itinerante della manifestazione, in un tour che ha abbracciato le comunità di Cagliari, Alghero, Sassari, Solarussa e Asuni.




Asuni, al “terre di confine” arriva Antonio Arévalo: tra i protagonisti del film di Nanni Moretti

Lo scrittore cileno domani sarà nel piccolo centro della Marmilla per la presentazione del docu-film “Santiago, Italia” sul golpe del ’73. Tra gli altri protagonisti sudamericani il regista Francisco Hervé che presenterà il suo documentario “La ciudad perdida”. Gran finale con la musica andina del “Grupo Nazka”.

ASUNI. Domani ad Asuni per il “terre di confine filmfestival” arriva lo scrittore cileno Antonio Arèvalo, uno dei più attivi sostenitori e promotori della creatività latinoamericana in Europa, uno dei protagonisti del docu-film “Santiago, Italia” di Nanni Moretti, che sarà proiettato al MEA alle 18.50. Un film che racconta il golpe in Cile del ‘73 ma è rivolto all’Italia di oggi.

Arèvalo è un poeta, critico e curatore d’arte contemporanea nato a Santiago del Cile nel 1958. In tanti anni si è fatto anticipatore di istanze espressive molto vitali e identitarie, fin dalla grande mostra dedicata all’Arte Latinoamericana in Italia, per la I edizione del FotoGrafia Festival di Roma. Dal 2003 al 2009 ha collaborato con l’Istituto Italo-Latinoamericano di Roma, organizzando allo stesso tempo esposizioni, festival e eventi culturali internazionali per importanti istituzioni, fondazioni, musei e gallerie d’arte.

Fautore e creatore del primo Padiglione del Cile alla Biennale di Venezia, è stato curatore e commissario della 49ª edizione della Biennale  nel 2001, presentando l’artista Juan Downey, premiato con la Menzione d’Onore dalla Giuria Internazionale. Curatore della III edizione della Biennale Adriatica Arti Nuove, è tornato al ruolo di curatore del padiglione del Cile alla 53° Biennale di Venezia, con l’artista  Iván Navarro.

Al Museo dell’Emigrazione di Asuni, alle 20.30 presenterà, assieme al direttore della rivista Aìnas, Roberto Cossu, il suo libro “Le terre di nessuno”, una raccolta poetica di versi scritti tra il 1980 e il 2016.

Ad inaugurare la giornata del “terre di confine”, sabato al MEA alle 11.30, sarà però “No – I giorni dell’arcobaleno”, un film di Pablo Larraín. Tra gli altri appuntamenti, alle 16 si terrà l’incontro con Mario Piredda e il suo “Nina”. Alle 16.30 nuovo incontro con Nicola Contini e il suo documentario “Asi stanala Siena/Buongiorno Restelica” e, alle 17 Francisco Hervé in persona presenterà il suo documentario “La ciudad perdida”, per poi intrattenersi a dialogare con il pubblico.

Quindi alle 18.50 la proiezione di “Santiago, Italia” con la presenza di Antonio Arévalo e, alle 20.30 la presentazione del suo libro “Le terre di nessuno”. Gran finale di serata alle 21.30 al Bar Secci per l’incontro con l’associazione Chilenos de Sardigna e la festa-concerto che vedrà protagonista il complesso di musica andina “Grupo Nazka”.

Il programma di domenica 17 marzo. Alle 11, al MEA si terrà un Omaggio a Ermanno Olmi con proiezione del film “Il villaggio di cartone”. Alle 12.45 un altro momento molto atteso al Central Bar, l’aperitivo cinematografico “Finzione e documentario: un addio ai confini”, incontro con José María González e Francisco Hervé.

Alle 15.00 il segmento Cinema per i più piccoli – “Libertà e avventura”, propone al MEA la proiezione di “Un caballo llamado Elefante” di Andrés Weissbluth.

Alle 16.30 altro appuntamento con il cinema sardo: Sergio Naitza e Luca Melis (produttore e dop) presentano “Dalla Quercia alla palma” documentario di Sergio Naitza sui 40 anni di Padre padrone.

Alle 19,30 nell’interessante “Incontro con la Cineteca Sarda” i direttori dei tre centri regionali della Società Umanitaria, Paolo Serra, Alessandra Sento e Antonello Zanda parleranno di cinema e conservazione: gli archivi, il cinema di famiglia, il riutilizzo e la divulgazione.

Il festival si conclude alle 20.30 con il film di montaggio musicale “Ìsura da filmà” di Marco Antonio Pani, documentario costruito a partire da immagini inedite degli anni 40 e 50 di Fiorenzo Serra con le musiche originali di Paolo Fresu, prodotto e presentato dalla Cineteca Sarda.

Per maggiori informazioni visitare www.tdcf.it.




“Terre di confine filmfestival” ad Asuni: una festa del cinema tra Sardegna e Sudamerica

Dal 15 al 17 marzo tre giornate di appuntamenti con ospiti internazionali, proiezioni, mostre d’arte e concerti per la tappa conclusiva della kermesse. Arrivano in paese i registi Francisco Hervé, José María González e Alejandro Alzate Giraldo. Cerimonia di gemellaggio con il colombiano “Festival de Cine de Santa Fe de Antioquia”. Venerdì concerto di Claudia Crabuzza e sabato del “Grupo Nazka” con musica andina. Tutto il programma della tre giorni.

ASUNI. Dopo aver toccato i centri di Cagliari, Solarussa, Alghero e Sassari, la XII edizione del “terre di confine filmfestival” si prepara per la sua tappa conclusiva ad Asuni, dove dal 15 al 17 marzo amplierà lo sguardo sulla cinematografia latina e in particolare sul documentario cileno. Sarà una vera festa del cinema che coinvolgerà, oltre agli spazi del MEA-Museo dell’Emigrazione e del Centro di documentazione (Casa Porcu Cau), anche diverse attività del paese per accogliere mostre, spettacoli e concerti.

Arriveranno personalità del mondo del cinema come i registi Francisco Hervé e José María González, quindi Alejandro Alzate Giraldo, direttore artistico del “Festival de Cine de Santa Fe de Antioquia” per un vero  gemellaggio tra il “terre di confine” e la rassegna colombiana.

Il regista basco José Maria Gonzales

Tra le opere cilene da non perdere saranno proposte quelle di Sebastian Lelio, Pablo Larraín e Maite Alverdi. Protagonisti della finestra sul cinema Sardo saranno invece Paolo Carboni, Carmina Conte, Mario Piredda, Nicola Contini, Luca Melis e Sergio Naitza. Per il cinema italiano, un omaggio al compianto maestro Ermanno Olmi con la proiezione di “Il villaggio di cartone” e poi “Santiago, Italia” di Nanni Moretti, con la presenza di Antonio Arévalo, che presenta il suo libro “Terre di nessuno”.

Venerdì saranno inaugurate ben due mostre d’arte dell’architetto cileno Alejandro Robles e dell’artista italo-tedesca Lea Gramsdorff con la collaborazione di Simone Dulcis, mentre la cantante Claudia Crabuzza con Francesca Ventriglia proporrà un recital-concerto su Violeta Parra. Importantissimo il coinvolgimento dell’associazione “Chilenos de Sardigna”, per una festa-concerto che sabato accoglierà il complesso di musica andina “Grupo Nazka” con buffet degustazione.

Il programma dettagliato.

Venerdì 15 marzo si parte alle 10 all’Istituto comprensivo con il Laboratorio “Liberi tutti!” a cura di OSVIC. Alle 11.30 alla Casa Porcu Cau sarà inaugurata la mostra dell’artista cileno Alejandro Robles dal titolo “Sentieri da Minotauri”, a cura di Bianca Petretto, per concludere la mattinata con la presentazione della rivista internazionale di arte e cultura “Aínas”.

Alle 16 al MEA la serata prende il via con il cortometraggio “La Libertà”, spot del tdcf, per proseguire con la presentazione del programma da parte del direttore artistico Marco Antonio Pani, affiancato da Enrico Pitzianti e dai collaboratori del festival e degli ospiti José María González e Francisco Hervé.

Alle 16.20 si terrà la cerimonia di gemellaggio con il “Festival de Cine de Santa Fe de Antioquia”, alla presenza di Alejandro Alzate Giraldo.

Alle 16.40 per gli “Incontri col cinema sardo” Paolo Carboni e Carmina Conte presentano il loro documentario “Le spose del Grand Hornu”, mentre alle 17.40 sarà proposto Los Niños di Maite Alverdi.

Alle 19.10 lo spettacolo-concerto “Difesa di Violeta Parra” vedrà protagoniste Claudia Crabuzza e Francesca Ventriglia, mentre alle 20.30 sarà inaugurata la mostra di pittura “EXODUS.4” dell’attrice e pittrice Lea Gramsdorff, per proseguire con degustazione di prodotti locali. La serata si conclude alle 21.30 con la proiezione del film premio oscar “Una mujer fantàstica” di Sebastian Lelio.

La locandina dello spettacolo con Francesca Ventriglia e Claudia Crabuzza

Sabato 16 Marzo appuntamento alle 11.30 per la proiezione di “No – I giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larraín al MEA dove alle 16 si terrà l’incontro incontro con Mario Piredda e il suo “Nina”.

Alle 16.30 l’incontro sarà con Nicola Contini e il suo documentario “Asi stanala Siena/Buongiorno Restelica”, e alle 17 Francisco Hervé in persona presenterà il suo documentario “La ciudad perdida”, per poi intrattenersi a dialogare con il pubblico.

Alle 18.50 la presentazione e proiezione del film documentario “Santiago, Italia” di Nanni Moretti, con la presenza di Antonio Arévalo, curatore d’arte contemporanea, poeta, già addetto culturale del Cile in Italia. Alle 20.30 Antonio Arévalo presenta il suo libro “Terre di nessuno” assieme al direttore della rivista Aìnas, Roberto Cossu. Alle 21.30 gran finale al Bar Secci per l’incontro con l’associazione Chilenos de Sardigna e la festa-concerto che vedrà protagonista il complesso di musica andina “Grupo Nazka”.

Il gruppo “Nazka” di musica andina

Domenica 17 marzo alle 11, al MEA si terrà un Omaggio a Ermanno Olmi con proiezione del film “Il villaggio di cartone”. Alle 12.45 un altro momento molto atteso al Central Bar, l’aperitivo cinematografico “Finzione e documentario: un addio ai confini”, incontro con José María González e Francisco Hervé.

Alle 15.00 il segmento Cinema per i più piccoli – “Libertà e avventura”, propone al MEA la proiezione di “Un caballo llamado Elefante” di Andrés Weissbluth.

Alle 16.30 altro appuntamento con il cinema sardo: Sergio Naitza e Luca Melis (produttore e dop) presentano “Dalla Quercia alla palma” documentario di Sergio Naitza sui 40 anni di Padre padrone.

Gavino Ledda in “Dalla Quercia alla palma”

Alle 19,30 nell’interessante “Incontro con la Cineteca Sarda” i direttori dei tre centri regionali della Società Umanitaria, Paolo Serra, Alessandra Sento e Antonello Zanda parleranno di cinema e conservazione: gli archivi, il cinema di famiglia, il riutilizzo e la divulgazione.

Il festival si conclude alle 20 con il film di montaggio musicale “Ìsura da filmà” di Marco Antonio Pani, documentario costruito a partire da immagini inedite degli anni 40 e 50 di Fiorenzo Serra con le musiche originali di Paolo Fresu, prodotto e presentato dalla Cineteca Sarda.

Per maggiori informazioni visitare www.tdcf.it.

“Santiago, Italia” di Nanni Moretti




Parte con successo il “terre di confine film festival”. Domenica la giornata conclusiva della tappa di Solarussa:

Applausi per “Taxi para tres” di Orlando Lübbert e “L’uomo con la lanterna” di Francesca Lixi. Stasera arriva l’attore Alessandro Gazale. Domani Paolo Zucca presenterà in anteprima assoluta il trailer del film “L’uomo che comprò la luna” di prossima uscita in sala

 

SOLARUSSA. I due registi Orlando Lübbert e José María González sono stati i protagonisti internazionali della prima giornata del “terre di confine filmfestival”, che ha preso il via ieri (8 marzo) in Casa Sanna di fronte a un pubblico numeroso, sotto la direzione artistica di Marco Antonio Pani coadiuvato da Enrico Pitzianti. Grande attenzione è stata riservata al drammatico “Taxi para tres” di Lübbert, che oggi replicherà alle 18.30 con “Cirqo”, la storia di due uomini in fuga dalla polizia segreta di Pinochet che trovano riparo in un circo itinerante, nel quale si trasformano per caso in clown di successo.

Lübbert è nato in Cile nel 1945 e, a causa della dittatura, dal 1973 ha vissuto un lungo esilio prima in Messico e poi in Germania, dove ha insegnato alla Freie Universität Berlin e ha girato numerosi documentari. Nel 1995 è ritornato nella sua terra dove ora, oltre all’attività di regista, ha l’incarico di docente di cinema all’Istituto di Comunicazione e Immagine (ICEI) dell’Università del Cile.

A inaugurare la serata sono stati Mario Tendas, sindaco di Solarussa, e Sandro Sarai, presidente dell’associazione “Su Disterru” che organizza l’evento. Molto applauditi sono stati il film “L’uomo con la lanterna” dell’autrice sarda Francesca Lixi, e l’installazione artistica “Il bosco delle trasparenze” che ha accolto le poesie di Giovanni Bernuzzi, accompagnate dall’intensa recitazione dell’attrice Isella Orchis. All’iniziativa è collegato “Words resound” di Bianca Laura Petretto, opera di videoarte sul ritmo e la musicalità delle parole. Stasera c’è grande attesa anche per la proiezione alle 21 di “Ovunque proteggimi” di Bonifacio Angius, con la presenza dell’attore protagonista Alessandro Gazale.

Il programma di domani.

Domani (domenica 10 marzo) sarà la giornata conclusiva di questa prima tappa di Solarussa, che prenderà il via alle 11 in Casa Sanna, con l’incontro “Percorsi formativi col cinema nelle scuole dell’obbligo” organizzato e moderato da Andrea Mura (videomaker e formatore). Interverranno Matteo Incollu, Alessandra Patti, Alessandra Piras, Ottavia Pietropoli, José María González, Orlando Lübbert, Alessandra Sento della Società Umanitaria, Cineteca Sarda, Sergio Scavio e Mariangela Bruno, responsabile Film literacy della Fondazione Sardegna Film Commission. A introdurre i lavori sarà Enrico Pitzianti. I relatori proietteranno degli estratti video di laboratori svolti nelle scuole.

In chiusura proiezione dei corti “Alla ricerca di madre natura” della classe 5^D – Scuola Primaria dell’I.C. “Gramsci-Rodari”, vincitore Cinemambiente di Torino 2018; quindi “About the sea” esito della residenza artistica per ragazzi “Cosa ci porta il mare” progetto del Muma/Museo del Mare, Marco Antonio Pani e Michela Anedda; “Coins” di Matteo Incollu e “La notte di Cesare” di Sergio Scavio.

Alle 15.30 per i più piccoli sarà proposto “Selkirk, el verdadero Robinson Crusoe” di Walter Tournier. Alle 16.50 per la Finestra sul cinema sardo “Cine Yagoua” progetto cine solidale di Andrea Mura e Chiara Andrich, saranno proiettati i documentari “Une dimanche au Village” di Zamandje Roger, Haranga Laurent, Soupoursou Dieudonne e “Fati” di Hamaita Soumai Celestine.

Alle 17.30 Marco Antonio Pani presenta José María González e il suo “Darío en toma”. Alle 19 appuntamento con Paolo Zucca che presenterà una clip in esclusiva anteprima assoluta, il trailer del suo film “L’uomo che comprò la luna” di prossima uscita in sala. Alle 19,15 l’appuntamento è con “Intillimania, Cile-Sardegna andata e ritorno”, incontro con Aldo Brigaglia. La serata si conclude in bellezza con la proiezione di “Machuca” di Andrés Wood, uno dei film più famosi della storia del cinema cileno. Maggiori informazioni sul sito www.tdcf.it.

 




Parte da Solarussa il “terre di confine film festival”: da venerdì tre giorni di appuntamenti e proiezioni

Ospiti dal Cile i registi Orlando Lübbert e José María González. Tra i protagonisti sardi Francesca Lixi e l’attore Alessandro Gazale

SOLARUSSA. Dall’8 al 10 marzo la comunità di Solarussa farà da apripista al magico circuito del “terre di confine filmfestival”, una XII edizione quest’anno dedicata al tema della Libertà in un gemellaggio cinematografico con il Cile. Saranno tre giornate intense di appuntamenti. La kermesse organizzata dall’associazione Su Disterru prenderà il via venerdì alle 17.30 nei locali della Casa Sanna, con la proiezione del cortometraggio “La Libertà”, il video-spot realizzato durante i laboratori di cinematografia che hanno coinvolto gli abitanti di Solarussa e Asuni. A introdurre il programma sarà il direttore artistico Marco Antonio Pani affiancato dal regista Enrico Pitzianti, i quali presenteranno al pubblico i primi due ospiti internazionali, il regista cileno Orlando Lübbert e il basco José María González, che nel corso del festival illustreranno diverse loro opere.

Ma la manifestazione non trascura il mondo della scuola. Già in mattinata Paola Gaidano coinvolgerà gli studenti dell’Istituto comprensivo attraverso i laboratori “Liberi tutti!” a cura di Osvic. In serata sono previste numerose proiezioni: alle 18 il cortometraggio “Historia de un oso” di Gabriel Osorio, premio Oscar per l’animazione, alle 18.20 l’atteso “L’uomo con la lanterna” dell’autrice sarda Francesca Lixi  e, alle 20, il corto documentario “Obreras saliendo de una fàbrica” di Jose Luis Torres Leiva.

Alle 20.30 sarà inaugurata l’installazione artistica “Il bosco delle trasparenze” che accoglie le poesie di Giovanni Bernuzzi, accompagnata dalle letture guida dell’attrice Isella Orchis. All’iniziativa è collegato “Words resound” di Bianca Laura Petretto, opera di videoarte sul ritmo e la musicalità delle parole. Seguirà una degustazione di prodotti locali e, alle 21.30, sarà il momento del film “Taxi para tres” del regista Orlando Lübbert, che si intratterrà a dialogare con il pubblico.

Sabato 9 marzo il calendario prende il via alle 11 in Casa Sanna con un omaggio al compianto maestro Ermanno Olmi, di cui sarà proiettato il film “Il posto”. Si prosegue alle 16 con il documentario “Nostalgia de la luz” di Patricio Guzmán e, per la “Finestra sul corto sardo” si terranno due interessanti incontri. Il primo alle 17.30 con Francesco Pirisi e il suo “Warlords” e il secondo alle 17.45 con Massimo Loi e il suo “Je ne veux pas mourir”, realizzato assieme a Gianluca Mangiasciutti.

Alle 18.15 sarà proposta la visione di CIRQO , ancora di Orlando Lübbert. Gran finale alle 21 con “Ovunque proteggimi”, l’ultimo film di Bonifacio Angius che sta tanto successo  sta riscuotendo  a livello nazionale e internazionale. Accompagnerà la proiezione l’incontro con l’attore Alessandro Gazale, protagonista maschile dell’opera.

Domenica 10 marzo sarà la giornata conclusiva della tappa di Solarussa. Alle 11 in Casa Sanna, Enrico Pitzianti introdurrà l’incontro “Percorsi formativi col cinema nelle scuole dell’obbligo” organizzato e moderato da Andrea Mura (videomaker e formatore). Interverranno Matteo Incollu, Alessandra Patti, Alessandra Piras, Ottavia Pietropoli, José María González, Orlando Lübbert, Alessandra Sento della Società Umanitaria, Cineteca Sarda, Sergio Scavio e Mariangela Bruno, responsabile Film literacy della Fondazione Sardegna Film Commission. I relatori proietteranno degli estratti video di laboratori svolti nelle scuole.

In chiusura proiezione dei corti “Alla ricerca di madre natura” della classe 5^D – Scuola Primaria dell’I.C. “Gramsci-Rodari”, vincitore Cinemambiente di Torino 2018; quindi “About the sea” esito della residenza artistica per ragazzi “Cosa ci porta il mare” progetto del Muma/Museo del Mare, Marco Antonio Pani e Michela Anedda; “Coins” di Matteo Incollu e “La notte di Cesare” di Sergio Scavio.

Alle 15.30 per i più piccoli sarà proposto “Selkirk, el verdadero Robinson Crusoe” di Walter Tournier. Alle 16.50 per la Finestra sul cinema sardo “Cine Yagoua” progetto cine solidale di Andrea Mura e Chiara Andrich, saranno proiettati i documentari “Une dimanche au Village” di Zamandje Roger, Haranga Laurent, Soupoursou Dieudonne e “Fati” di Hamaita Soumai Celestine.

Alle 17.30 Marco Antonio Pani presenta José María González e il suo “Darío en toma”. Alle 19 appuntamento con Paolo Zucca che presenterà al pubblico un trailer del suo film “L’uomo che comprò la luna” di prossima uscita in sala. Alle 19,15 l’appuntamento è con “Intillimania, Cile-Sardegna andata e ritorno”, incontro con Aldo Brigaglia introdotto da Nello Rubattu. La serata si conclude in bellezza con la proiezione di “Machuca” di Andrés Wood, uno dei film più famosi della storia del cinema cileno.

Il festival prosegue l’11 marzo ad Alghero e Sassari per concludersi il prossimo weekend ad Asuni. Per maggiori informazioni consultare il sito www.tdcf.it.

Orlando Lubbert

José Maria Gonzales