Idee e proposte per il riscatto e la rinascita delle zone interne: al via la sesta edizione del “Premio Nino Carrus”

Gli elaborati devono pervenire entro il 30 settembre

Previsti importanti riconoscimenti per i lavori più validi

BORORE. Una mobilitazione di idee e di proposte a sostegno della rinascita non solo dei piccoli paesi, ma dell’intera Sardegna nell’immediato periodo post Covid, chiamando a raccolta in particolar modo i giovani: prende il via la sesta edizione del Premio Nino Carrus, dedicata quest’anno a una tematica che non rappresenta più solo un argomento di carattere accademico, ma a detta degli organizzatori costituisce la vera “Questione sarda”.

L’Associazione intitolata all’uomo di cultura, docente universitario e politico di caratura nazionale che è stato il bororese Nino Carrus, intende contribuire ad alimentare il dibattito chiedendo a tutti gli interessati di indicare proposte e progetti che mirino al riscatto e alla rinascita dei paesi e delle comunità del centro dell’isola.

Il tutto attraverso elaborati o saggi capaci di dare un contributo alla crescita e allo sviluppo del territorio. Nello specifico la tematica sarà “Ripartire dopo la pandemia. Esperienze, idee e progetti per il riscatto e la rinascita delle comunità della Sardegna interna.”

La partecipazione è rivolta a tutti i cittadini sardi o comunque residenti nell’isola da almeno cinque anni, che non abbiano superato i quarantacinque anni di età, e anche ai non sardi nel caso di un lavoro di gruppo sottoscritto da un coautore nato o residente nel territorio regionale.

Sono in palio quattro importanti riconoscimenti. Il primo premio sarà assegnato al lavoro giudicato più completo, per una somma di 2500 euro in denaro. Il secondo premio sarà destinato invece all’elaborato più originale tra le proposte attuabili, per un ammontare di 1500 euro. È previsto inoltre un Premio speciale Tirrenia del valore di 1500 euro e un Premio Comune di Borore di mille euro. La giuria si riserva di assegnare altri eventuali riconoscimenti a proposte ritenute degne di menzione.

È possibile aderire presentando la domanda e il proprio lavoro secondo le modalità indicate nel bando entro il 30 settembre 2021. La documentazione è scaricabile dalla pagina del sito internet dedicato: http://www.ninocarrus.it/new/index.php/attivita/premio-nino-carrus-2021.html.

«La nostra Associazione da anni è impegnata con una particolare attenzione alle tematiche inerenti lo sviluppo locale, la sensibilizzazione sociale e la promozione territoriale – ha affermato il presidente Fausto Mura –, il premio Nino Carrus, con cadenza biennale, è unico in Sardegna per il suo taglio politico, sociale ed economico, mentre gli altri concorsi letterari sardi seguono finalità culturali. Ci auguriamo che possano scaturire proposte importanti in merito alle tematiche trattate».

La premiazione dei vincitori è in programma per il mese di dicembre 2021 nella sala consiliare “Nino Carrus” del Comune di Borore, alla presenza degli autori dei saggi, della Commissione di valutazione e degli amministratori del territorio. La graduatoria dei vincitori dell’edizione 2021, stabilita da un’apposita commissione giudicatrice, sarà pubblicata sul sito internet dell’Associazione e divulgata a mezzo stampa.




Tirrenia: ONLIT (Balotta), con proroga vince il meccanismo più costoso. Sardegna sempre più vittima di privatizzazioni sbagliate

L’Italia delle proroghe delle concessioni, dei contratti di servizio e delle continuità territoriali vince ancora. Il meccanismo più costoso, più inefficiente e meno trasparente di gestione dei servizi pubblici (dai traghetti al trasporto pubblico locale, passando per quello aereo) anche  questa volta resta in piedi grazie a un autogol del ministero dei Trasporti. Il blocco dei servizi di navigazione di Tirrenia/Cin per la Sardegna di qualche settimana fa ha centrato il suo obiettivo. Lo stop dei traghetti era arrivato in seguito al sequestro, da parte dei commissari ministeriali, dei conti correnti della compagnia, che ha un credito di 180 milioni con lo Stato ed è in amministrazione straordinaria. Venduta a Vincenzo Onorato nel 2015, quella di Tirrenia è stata l’ennesima privatizzazione disastrosa per lo stato, per i sardi e per il comparto turistico. La Sardegna sta pagando le conseguenze di privatizzazioni che sono state un mero salvataggio di ex carrozzoni pubblici. L’emergenza Covid-19 ha accelerato una soluzione d’emergenza che sembra provvisoria, ma c’è da scommettere durerà molto più a lungo. Intanto, per il 2020 la compagnia si porta a casa quasi 30 milioni di euro di contributi, ch nel 2021 diventeranno ben 42 milioni.
Dario Balotta
presidente ONLIT
(OSSERVATORIO NAZIONALE LIBERALIZZAZIONI INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)



Tirrenia: ONLIT (Balotta), Sardegna sempre più vittima di privatizzazioni sbagliate.

A  Covid-19 si aggiunge crisi trasporti marittimo ed aereo.
La Sardegna, già duramente colpita da Covid-19, rischia di essere affondata dalla crisi del turismo a causa dell’annullamento massiccio dei pacchetti vacanze. Ora subisce anche il blocco  dei servizi di navigazione di Tirrenia/Cin  per la Sardegna. Mentre solo in extremis si sono riaperte le prenotazioni dei voli per il continente, grazie all’ennesima proroga ad Alitalia dei servizi di continuità territoriale, lo stop  dei traghetti è arrivato in seguito al sequestro dei conti correnti della compagnia marittima acquistata da Vincenzo Onorato nel 2015. Le privatizzazioni di Tirrenia e di Alitalia sono state sbagliate, fatte male, in ritardo e a costi pubblici elevati per lo Stato. L’isola sta pagando, più di altre, le conseguenze di privatizzazioni che sono state un mero salvataggio di ex carrozzoni pubblici. Avvenute tramite l’ingresso di azionisti privati (Onorato e Ethiad) che, grazie a  sussidi pubblici indiretti come la convenzione Stato-Tirrenia e la svendita degli asset o diretti ad Alitalia-Ethiad, hanno reso impossibile il rilancio di servizi di trasporto moderni di collegamento della Sardegna . Al costo del salvataggio dell’occupazione si sono  aggiunti i sussidi pubblici per la gestione dei servizi e la conseguenza di un enorme potere negoziale nei confronti dello Stato,che sarà costretto a cedere al ricatto del blocco in corso in questa fase di emergenza.
2-04-2020
La Redazione