“Tonino Guerra e la favola”: il 9 aprile un intenso convegno in diretta streaming

L’iniziativa è inserita nell’ambito delle iniziative per il Centenario della nascita del grande scrittore romagnolo

Eventi tra Parma, Seravezza e Cagliari: “Un segno che Guerra va letto e diffuso ovunque”

CAGLIARI. Dopo il convegno di Parma dedicato a “Tonino Guerra tra letteratura e cinema”, è il momento di un altro intenso incontro per indagare gli aspetti più significativi dell’opera e della poetica di questo grande autore del Novecento italiano.

Venerdì 9 aprile, a partire dalle 10 del mattino, in diretta streaming su piattaforma Streamyard  https://streamyard.com/fghi5ydxpu e sulla pagina facebook “Comitato Nazionale Tonino Guerra” si terrà “Tonino Guerra e la favola”, meeting imperdibile inserito negli eventi del Centenario della nascita dello scrittore romagnolo.

Il convegno, organizzato dal Comitato Nazionale in collaborazione con l’associazione L’Alambicco di Cagliari, il Comune di Seravezza (Lucca) e il Cisesg (Centro studi Sirio Giannini), si svolgerà online a causa dell’emergenza Covid, mentre era originariamente previsto in due momenti: nelle sale del prestigioso castello mediceo di Seravezza e quindi nella città di Cagliari.

«Abbiamo raccolto adesioni e dato spazio anche a giovani studiosi e ricercatori perché uno degli scopi del convegno è quello di creare un dialogo tra critici e studiosi di diverse generazioni, per uno scambio di letture e idee fondamentale per ridare una spinta al lavoro su Tonino Guerra – ha affermato lo scrittore Guido Conti, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del Centenario –. Il fatto di dislocare gli eventi tra Parma, Seravezza e Cagliari è un segno che Guerra è un autore italiano che va letto e diffuso ovunque, pur radicandone l’approccio critico al suo territorio».

Nelle parole del presidente, il Centenario è l’occasione per creare le basi non solo per eventi celebrativi, ma per una rilettura e approfondimento a tutto tondo dell’opera di Guerra, per aggiornarne criticamente gli studi. Un lavoro che sta iniziando a dare i suoi frutti.

Tra le produzioni del Comitato Nazionale è stato appena pubblicato il volume “Tonino Guerra scrittore per il cinema”, a cura di Alessandro Macis e Patrizia Masala, una raccolta di scritti di diciotto critici e operatori culturali italiani per raccontare ventuno capolavori sceneggiati da Guerra. Il volume, che sarà presentato sempre via streaming nelle prossime settimane, fa seguito al successo della rassegna cinematografica che si è svolta tra il Comune di Monserrato e il Comune di  Cagliari nell’estate del 2020.

PROGRAMMA. Alle 10 collegamento con Riccardo Tarabella, sindaco di Seravezza per i saluti istituzionali. Alle 10.10 il presidente Guido Conti presenta la relazione “Favola e favole in Tonino Guerra”. Alle 10.40 Gualtiero De Santi interviene con “Il lato orientale della fantasia”. Alle 11.10 Riccardo Bernini introdurrà la relazione “Mitopoiesi della nostalgia dal tragico alla sua affabulazione. Un percorso dalla penna di Tonino Guerra allo sguardo di Andreij Tarkovskij”.  Alle 11.40 l’intervento conclusivo “Tonino Guerra e la favola nel Novecento” di Daniela Marcheschi, anticiperà la discussione delle 12.20.

Nel pomeriggio, alle 15.30 Giuseppe Mattia presenta “L’aquilone nel deserto rosso. Intorno a una favola di Guerra nell’Archivio Michelangelo Antonioni (Ferrara)”. Alle 16 Roberto Chiesi tratterà de “L’aquilone. Una favola con Antonioni per un film mai realizzato”. Alle 16.30 Antonio Rosario Daniele interverrà sul tema “Realtà, favola e incanto: Tonino Guerra dallo specchio al pavone”. Alle 17 Alessandro Viti presenta “Tonino Guerra, Sirio Giannini, Enrico Pea: idee di favola a confronto”. Alle 17.30 Emanuela Petrosillo argomenterà la relazione “A Pechino fa la neve”. Infine alle 18 Marco Vanelli illustrerà lo studio sul “Tonino di cartone. Guerra e il cinema di animazione”.




“L’arte, la voce e il ballo”, domenica a Padria lo scrittore Tonino Oppes racconta i suoi libri

L’iniziativa dell’Istituto Camillo Bellieni all’ex Convento Francescano si aprirà alle 17 con la video-mostra d’arte “Kronos”. Quindi spazio alle presentazioni de “La voce del leccio” e “Il ballo con le janas”

PADRIA. Tre appuntamenti per una domenica all’insegna dell’arte e della letteratura, con la presentazione della video-mostra “Kronos” e l’incontro con lo scrittore Tonino Oppes e le sue due ultime fatiche letterarie. Il 7 aprile l’ex Convento Francescano di Padria, a partire dalle 17 ospita “L’arte, la voce e il ballo”, un’iniziativa organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari con il patrocinio del Comune di Padria.

A moderare la serata, dopo i saluti istituzionali del sindaco Alessandro Mura, sarà la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai. L’appuntamento prende il via con la presentazione, a cura di Roberto Puzzu, del video illustrativo della mostra “Kronos”, una collettiva che coinvolge gli artisti Gabriella Corso, Angelino Fiori, Emma Lazzaroli, Marco Ippolito, Giovanna Secchi e Roberto Puzzu. Le opere sono di varia natura, dalla pittura alla scultura.

Alle 18 si passa invece all’angolo della letteratura, con la presentazione dei libri “La voce del leccio” e il “Il ballo con le janas” di Tonino Oppes, scrittore e giornalista originario del Meilogu. A dialogare con l’autore saranno l’assessora alla Cultura, Angela Dettori e il direttore scientifico dell’Istituto Bellieni, Michele Pinna.

Nato a Pozzomaggiore nel 1950, Oppes è un giornalista professionista che ha lavorato in RAI per tanti anni. È autore di numerosi volumi dedicati ai temi dell’ambiente e libri per ragazzi, grazie ai quali ha vinto numerosi premi letterari.

I due volumi, pubblicati dalla casa editrice DumusdeJanas di Sestu, traggono linfa vitale dalla tradizione culturale nella quale l’autore è cresciuto. “La voce del leccio” edito nel 2018, mette a confronto tre generazioni in una Sardegna dei primi anni Sessanta. Contadini e pastori, stanchi di combattere contro siccità e incendi, scappano inseguendo il miraggio di un lavoro lontano. C’è chi, testardamente, resiste, ma nell’Interno dell’Isola compaiono i primi segnali dello spopolamento. Sullo sfondo tante piccole storie familiari e, soprattutto, squarci di umanità con spaccati di vita di paese. All’ombra del grande leccio si sfogliano fotografie in bianco e nero di una Sardegna che, per larghi tratti, ormai non esiste più.