Tragedia sulla Statale 291: Tre Vittime in un Incidente Mortale

Un terribile scontro tra veicoli ha spezzato la vita di tre sassaresi, lasciando una comunità in lutto.

Sassari, 17 Marzo 2024 – Una tragedia si è consumata ieri sera sulla statale 291 nei pressi di Sassari, coinvolgendo la comunità locale in un lutto profondo. Tre persone hanno perso la vita in un drammatico incidente stradale che ha visto coinvolta anche una famiglia del Sud Sardegna, fortunatamente sopravvissuta.

Intorno alle 19, una Fiat Seicento con a bordo i giovani fidanzati sassaresi, Chiara Urgias, di appena 16 anni, e Christian Foddai, 19, si è scontrata frontalmente con un Suv Mercedes guidato da Antonio Luigi Murineddu, 41 anni, meccanico di barche, marito e padre. L’impatto ha avuto luogo nel tratto stradale che collega la borgata di Tottubella all’immissione sulla Quattro corsie, una zona normalmente trafficata di ritorno dalla costa.

Secondo le prime ricostruzioni, una manovra azzardata di sorpasso potrebbe essere stata la causa scatenante dello scontro. La Seicento, viaggiando verso Alghero, si è trovata improvvisamente di fronte al Suv bianco, innescando una collisione violenta che ha lasciato poche speranze ai suoi occupanti. L’alta velocità e la forza dell’impatto hanno reso irriconoscibile la piccola utilitaria, con il motore spinto all’interno dell’abitacolo.

Un terzo veicolo, una Fiat 500 X, si è successivamente scontrato con la Mercedes, provocando ulteriori danni. I tre occupanti, una coppia con una figlia di 10 anni, sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata, dove però le loro condizioni sono state giudicate non gravi.

Il racconto di uno dei testimoni oculari aggiunge dettagli cruciali sull’accaduto: «C’era una lunghissima fila di auto che marciava in direzione Sassari e a un certo punto due macchine hanno sorpassato tutti a una velocità impressionante. Abbiamo fatto in tempo a vedere la prima, un’auto scura, riuscire a rientrare in tempo nella corsia di marcia. La seconda, una Mercedes bianca, è rimasta invece nella corsia di sorpasso e ha preso in pieno la 600 che arrivava in direzione Alghero». Questa testimonianza sottolinea la pericolosità della manovra effettuata e il contesto in cui si è verificato l’incidente, caratterizzato da una visibilità ridotta a causa della conformazione della strada.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Alghero e Sassari, insieme al personale dell’Anas, del 118 e i vigili del fuoco, che hanno lavorato intensamente per liberare i corpi dalle lamiere. Questo tragico evento non solo ha strappato alla vita tre persone, ma ha anche scosso l’intera comunità di Sassari, lasciando un segno indelebile nel cuore di famiglie e amici delle vittime.

L’incidente solleva nuovamente interrogativi sulla sicurezza stradale e sull’importanza di guidare con prudenza, specialmente in tratti noti per essere trafficati e pericolosi. La speranza è che questa dolorosa perdita possa servire da monito per prevenire future tragedie sulle strade.




Assoluzione dell’Autista nell’Incidente Mortale di Ittiri: Un Caso di Tragedia e Giustizia

Sassari, 9 Gennaio 2024 – Nel tragico incidente avvenuto il 24 novembre 2017 a Ittiri, in cui perse la vita Antonio Meloni, un giovane studente di 14 anni, l’autista del pullman è stato assolto. Andreuccio Uggias, 50 anni, non è stato ritenuto responsabile della morte del ragazzo. La sentenza, pronunciata dalla giudice Silvia Masala, è stata basata sulle indagini che hanno escluso la colpevolezza dell’autista.

Dinamiche dell’Incidente: L’incidente si verificò alle prime ore del mattino, mentre Antonio aspettava il pullman per andare a scuola. Secondo le indagini, Antonio sarebbe caduto improvvisamente, perdendo l’equilibrio e battendo il capo sul manto stradale. Il bus dell’Arst, guidato da Uggias, avrebbe poi “pizzicato” leggermente l’arto inferiore sinistro di Antonio, già a terra.

Processo Giudiziario: Inizialmente, Uggias era stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. Tuttavia, le indagini tecniche hanno rivelato che la causa della morte di Antonio fu la caduta, non l’urto col bus. Queste conclusioni sono state supportate sia dall’autopsia che dall’analisi degli indumenti indossati dalla vittima il giorno dell’incidente, confermando l’assenza di fratture o segni di schiacciamento.




Tragedia a Bastonate in Sardegna: Uccide il Padre dopo Assunzione di LSD

Arzachena, 29 Dicembre 2023 – Un tragico evento ha scosso la comunità di Arzachena in Sardegna. Michele Fresi, un giovane di 27 anni, ha ucciso suo padre Giovanni, un orafo di 58 anni molto conosciuto nella zona di Costa Smeralda. L’incidente è avvenuto nella notte del 28 dicembre, al culmine di una serata caotica trascorsa tra i locali del centro storico.

Fatti Sconvolgenti e Confessione Shock

Fresi ha ammesso di aver assunto LSD e un’altra sostanza stupefacente, apparentemente per contrastare effetti devastanti che stava sperimentando. Tuttavia, il giovane ha confessato di non ricordare l’omicidio di suo padre. Durante l’udienza di convalida dell’arresto, il pubblico ministero ha ottenuto la custodia cautelare in carcere. Fresi, rappresentato dall’avvocato Pier Franco Tirotto, non ha risposto alle domande del giudice, ma ha rivelato di aver pensato di essere inseguito e in pericolo.

Antefatti e Prospettive Legali

L’avvocato Tirotto ha sottolineato che Fresi ha un passato familiare e psichico problematico, senza precedenti di violenza. Nel febbraio del 2023, Fresi aveva già avuto un episodio di comportamento irrazionale durante i festeggiamenti del Carnevale a Tempio. Il legale anticipa che gli esami tossicologici confermeranno l’assunzione di sostanze da parte di Fresi, e valuterà la richiesta di una perizia per infermità mentale​​.

Riepilogo:

  • Luogo dell’Evento: Arzachena, Sardegna
  • Vittima: Giovanni Fresi, 58 anni, orafo
  • Aggressore: Michele Fresi, 27 anni
  • Sostanze Assunte: LSD e un’altra sostanza non specificata
  • Stato Legale: Custodia cautelare in carcere, udienza di convalida dell’arresto avvenuta



Tragedia a Oristano: Madre uccide figlia di 13 anni e tenta il suicidio

Un tragico evento ha sconvolto la provincia di Oristano nel primo pomeriggio di oggi. Una madre, Monica Vinci, ha ucciso la sua unica figlia, Chiara Carta, appena tredicenne, con numerose coltellate. Successivamente, la stessa donna ha cercato di porre fine alla sua vita, lanciandosi dalla finestra della loro abitazione. Il padre della ragazzina, al ritorno a casa, ha trovato il corpo privo di vita della figlia nel bagno, mentre la moglie giaceva ferita gravemente a terra dopo la caduta dall’alto. I soccorsi sono giunti prontamente sul posto, ma non sono riusciti a salvare la vita della giovane Chiara. Al momento, non è ancora chiaro cosa abbia scatenato tale gesto insensato e inimmaginabile nella madre, che aveva da qualche anno divorziato dal marito, agente della Polizia locale. Le condizioni di Monica Vinci sono gravi, e ora si trova ricoverata all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. La notizia ha immediatamente attirato l’attenzione delle autorità, che si sono recate sul luogo del delitto, tra cui gli uomini della Polizia di Stato e il magistrato di turno.




Tragedia a Chiaramonti, un morto.

“Tragedia questa mattina a Chiaramonti, in Provincia di Sassari, dove un uomo di 45 anni del posto è deceduto a causa di un malore. Nonostante i soccorsi siano intervenuti immediatamente, non è stato possibile salvare la vita dell’uomo. I carabinieri sono stati presenti sul luogo dell’accaduto.”




Al Festival Lussu sgomento per le immagini sulla tragedia curda

Kamkari: “Arrestato a 16 anni per un libro di Gramsci”. Il regista iraniano ha presentato il documentario “Kurdbûn. Essere curdo” e il suo ultimo libro “Ritorno in Iran” assieme a Elisabetta Balduzzi e Alessandro Macis. Stasera cerimonia di premiazione e riconoscimento alla carriera a Paco Ignacio Taibo II

Un frame del documentario di Kamkari

CAGLIARI. Il massacro sistematico di un popolo avviene nell’indifferenza generale, sotto i colpi dei carri armati e dei mortai, e gli spari dei cecchini che non risparmiano nessuno. Sono immagini strazianti, un pugno nello stomaco lungo novanta minuti, quelle del documentario “Kurdbûn. Essere curdo”, che il regista curdo-iraniano Fariborz Kamkari ha presentato ieri (30 settembre) nella serata d’apertura del Festival Premio Emilio Lussu – VIII edizione, per scalfire il muro di silenzio intorno alla tragedia del suo popolo. Uno sterminio di massa, in questo caso, scatenato dal regime turco sulla città di Cizre per aver votato in massa alle elezioni il partito “sbagliato”.

Kamkari ha raccontato questa storia di resistenza quotidiana del suo popolo, presentando anche il suo ultimo libro “Ritorno in Iran” (La nave di Teseo, 2022) assieme a Elisabetta Balduzzi e dialogando con il direttore artistico Alessandro Macis. Una storia di resistenza che anche per lui è iniziata giovanissimo, quando fu arrestato in Iran a sedici anni solo per aver posseduto un libro di Antonio Gramsci. Una volta liberato fu fatto fuggire in Italia dai genitori, e oggi per lui, presentare questi lavori di denuncia nella terra d’origine di Gramsci, in un festival dedicato a un altro grande antifascista come Emilio Lussu, ha dichiarato: “È motivo di grande orgoglio e soddisfazione”.

Fariborz Kamkari

Tutto questo, ha proseguito, avviene nella censura più totale dei media locali e purtroppo nell’indifferenza delle nazioni occidentali, un’indifferenza che ha il sapore quasi della complicità, a causa di un delicatissimo scacchiere geopolitico che mette il popolo curdo in fondo agli interessi di tutti.

A conclusione di serata è stata presentata una riedizione del libro “Diplomazia clandestina” di Emilio Lussu (The dot company, 2021), riedito con la prefazione di Valdo Spini, che del grande combattente e intellettuale sardo ha messo in evidenza la personalità e le doti di integrità morale, patriottismo verso l’Italia, antifascismo e autonomismo sardo. Il fulcro del libro, presentato insieme a Gianni Massa e Gianfranco Fancello, con il coordinamento di Gian Giacomo Ortu e le letture di Elisabetta Balduzzi, sta nel progetto di Lussu di far insorgere la Sardegna durante la seconda guerra mondiale, naturalmente basandosi sulla sua rete di conoscenze dei combattenti della Brigata Sassari nella prima guerra mondiale.

Presentazione di Diplomazia Clandestina

Stasera alle 17, nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, si terrà la cerimonia di premiazione alla presenza dei vincitori Paolo Colagrande, Mauro Tetti, Adriano Prosperi e Marco Galli. Quindi alle 19, premio alla carriera a Paco Ignacio Taibo II.

Il festival è organizzato dall’Associazione culturale L’Alambicco in collaborazione con La Macchina Cinema, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari, il partenariato dei comuni di Armungia, Elmas, Modica e Seravezza e di numerosi Enti, Atenei, Centri studi per la letteratura e Associazioni culturali. L’ingresso è libero e gratuito.