Trattamento delle lesioni del plesso brachiale | 29 giugno h10 Mater Olbia Hospital

Neurochirurgia, al Mater Olbia Hospital un incontro dedicato alle lesioni del plesso brachiale

Ospite dell’incontro la dott.ssa Elisabetta Basso, dirigete medico della Neurochirurgia della ULSS 5 di Rovigo, centro di riferimento nazionale per il trattamento di queste lesioni.

Olbia, 16 giugno 2026. La chirurgia del sistema nervoso periferico rappresenta uno degli ambiti più specialistici e complessi della neurochirurgia moderna e riveste un’importanza fondamentale per la qualità della vita dei pazienti, consentendo il recupero di funzioni motorie e sensoriali compromesse da traumi, compressioni nervose o patologie tumorali.

Le lesioni del plesso brachiale interessano l’insieme dei nervi che controllano sensibilità e movimento dell’arto superiore. Sono generalmente causate da traumi ad alta energia, come incidenti motociclistici o infortuni sul lavoro, e possono determinare la perdita totale o parziale della funzionalità del braccio e della mano, con conseguenze estremamente invalidanti sul piano personale, lavorativo e sociale.

La chirurgia ricostruttiva di queste lesioni richiede competenze altamente specialistiche e percorsi terapeutici complessi che vengono eseguiti soltanto in pochi centri dedicati. Proprio per facilitare l’accesso alle migliori competenze in ambito nazionale, la Neurochirurgia del Mater Olbia Hospital, diretta dalla Prof.ssa Liverana Lauretti, ha avviato una collaborazione clinico-scientifica con l’Ospedale di Rovigo, finalizzata alla gestione condivisa dei casi più complessi.

Per approfondire le più recenti strategie terapeutiche il Mater Olbia Hospital ha organizzato un incontro scientifico il prossimo lunedì 29 giugno alle ore 10.00, presso la Sala Conferenze dell’ospedale.

L’incontro è gratuito e rivolto a medici, professionisti sanitari e operatori interessati ad approfondire le più moderne tecniche di diagnosi, trattamento e recupero funzionale delle lesioni del sistema nervoso periferico.

I posti sono limitati ed è pertanto necessario confermare a partecipazione scrivendo a [email protected]




Cronaca di una Trasformazione: Alghero Inaugura l’Impianto per il Trattamento della Posidonia

L’inaugurazione dell’impianto per il trattamento della Posidonia ad Alghero non rappresenta soltanto un traguardo tecnico, ma segna un cambio di paradigma nella gestione del capitale naturale sardo. Per decenni, la biomassa spiaggiata è stata trattata come un’emergenza da occultare, un “rifiuto” che pesava sulle casse comunali e sul decoro urbano. Oggi, quel paradigma viene ufficialmente scardinato: l’evento odierno sancisce il passaggio da una logica di smaltimento a una di asset management industriale.

Come sottolineato dalla Direzione del CIPS (Consorzio Industriale Provinciale di Sassari), l’impianto non è un semplice sito di stoccaggio, ma un nuovo asset patrimoniale inserito nel solco dell’economia circolare. La Posidonia passa da criticità irrisolta a “materia prima seconda”, una risorsa capace di generare valore economico e ambientale. Questo traguardo è il risultato di una visione strategica che ha saputo trasformare un limite geografico in un vantaggio competitivo, stabilendo un modello di gestione dei sedimenti che punta direttamente al de-risking ambientale del litorale.

2. L’Architettura del Progetto: Fondi PNRR e Continuità Amministrativa

La realizzazione di questa infrastruttura è l’esito di un complesso “labirinto amministrativo” superato grazie a una rara ed efficace continuità politica. Non si tratta di un’opera estemporanea, ma di un progetto che affonda le radici in una programmazione decennale, capace di resistere ai cambi di legislatura.

Il percorso realizzativo si fonda su tre pilastri fondamentali:

  • Il Precedente Storico (2017): Il seme del progetto risale al 2017, con l’esperimento della vagliatura a secco presso il molo di sottoflutto. Quella “proof of concept”, che permise la creazione di una nuova spiaggia, dimostrò tecnicamente che il recupero era possibile, ponendo fine all’era dei costosi e inefficienti trasporti verso i siti di Quartu Sant’Elena.
  • L’Effetto PNRR: L’accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato il catalizzatore finanziario. La complessità dell’iter di aggiudicazione ha richiesto una progettazione di alto profilo tecnico da parte del CIPS, dimostrando la capacità del territorio di intercettare e mettere a terra investimenti strutturali.
  • Sinergia Istituzionale: L’Assessore Selva ha giustamente lodato la “continuità amministrativa”. Il passaggio di testimone tra la vecchia e la nuova giunta non ha subito rallentamenti ideologici, privilegiando l’interesse collettivo e la risoluzione definitiva del problema.

3. Impatto Ambientale e Decoro Urbano: Il Bilancio Sedimentario e il Recupero dell’Oro Bianco

Il cuore tecnologico dell’impianto risiede nella sua capacità di separare la Posidonia dalla sabbia, restituendo a quest’ultima il suo ruolo naturale di difesa della costa. Il recupero dell’”oro bianco” è essenziale per contrastare l’erosione e preservare l’attrattività internazionale di Alghero.

Situazione Precedente Benefici Futuri e Obiettivi Strategici
Logistica insostenibile: Trasferimento coatto dei materiali a Quartu Sant’Elena con elevati costi energetici e ambientali. Filiera a KM 0: Trattamento localizzato presso il CIPS, riduzione drastica delle emissioni e abbattimento dei costi di trasporto.
Degrado Urbano: Accumuli storici e maleodoranti nei siti critici di Fertilia, Cugutto e San Giovanni. Ripristino del Decoro: Liberazione definitiva dei siti di stoccaggio e restituzione degli spazi alla cittadinanza.
Erosione Costiera: Perdita sistematica di metri cubi di sabbia “intrappolata” nella biomassa e rimossa dalle spiagge. Equilibrio Sedimentario: Recupero meccanico della sabbia e sua reimmissione sui litorali per il ripascimento naturale.
Immagine Critica: Percezione di una città soffocata dai propri scarti naturali. “Città Ritrovata”: Rilancio del brand Alghero come destinazione turistica ecosostenibile e d’avanguardia.

4. Prospettive Future: Verso una Filiera Industriale della Posidonia

L’avvio odierno non è un punto di arrivo, ma l’inaugurazione di una nuova stagione industriale. Il CIPS si prepara a gestire l’impianto con una logica di scalabilità operativa, guardando oltre la semplice pulizia degli arenili.

  • Evoluzione Occupazionale: La fase di start-up prevede l’impiego di 3-5 operai specializzati. Tuttavia, l’assetto è progettato per essere implementato e “tarato” nei prossimi mesi, con una crescita della forza lavoro proporzionale all’entrata a regime del sistema.
  • Messa a Riserva e Continuità: Nei prossimi mesi sarà completata la struttura di “messa a riserva”. Questo passaggio tecnico è cruciale: permetterà di stoccare la materia prima per trattarla durante tutto l’anno, trasformando un’attività stagionale in un processo industriale continuo.
  • Oltre il Trattamento: L’Assessore ha accennato ad “altri mondi”. Il riferimento è alla creazione di una filiera corta dove la Posidonia trattata diventi input per nuove applicazioni (bio-edilizia, agricoltura, packaging), stimolando la nascita di start-up e impianti satellitari.

5. Alghero come “Caso Particolare” e Modello Nazionale

Alghero si conferma oggi un laboratorio di innovazione territoriale. Tuttavia, la gestione di volumi così imponenti di Posidonia rende la città un “caso particolare”, come definito dal Sindaco. Per questo motivo, il successo di questo impianto non può prescindere da un sostegno strutturale e costante da parte della Regione Sardegna e del Ministero dell’Ambiente.

L’inaugurazione odierna restituisce l’immagine di una “città ritrovata”, capace di guardare al futuro con pragmatismo industriale senza rinunciare alla tutela del proprio patrimonio biologico. È un modello virtuoso di come la tecnica, quando supportata da una politica lungimirante, possa trasformare un onere in un volano di sviluppo.




Trattamento dell’infarto miocardico acuto, l’Emodinamica di Olbia operativa 24 ore su 24

Una nuova riorganizzazione consente da circa un mese di coprire anche il turno notturno della domenica 

Olbia, 27 gennaio 2024 – La luce nell’Unità Operativa di Emodinamica dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia resta sempre accesa: da circa un mese il reparto garantisce l’assistenza h24, sette giorni su sette, ai pazienti che devono essere trattati per infarto miocardico acuto a S-T sopraslivellato, grazie alla copertura anche del turno domenicale notturno, l’unico che non era garantito.

«Attraverso una riorganizzazione interna, con la fondamentale collaborazione del Servizio delle Professioni Sanitarie, si è creata l’opportunità di mantenere sempre aperto il reparto. Siamo riusciti a coprire anche il turno della domenica notte – sottolinea il Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia, Giuseppe Sabino – e ciò ci permette, dallo scorso mese di dicembre, di fornire un’assistenza senza interruzioni. Nel giro di un anno siamo passati, quindi, da aperture solo su dodici ore ad aperture in tutto l’arco della giornata. In questo modo i pazienti in Gallura possono contare su un’assistenza integrale per una patologia tempo-dipendente come l’infarto miocardico acuto».

L’infarto miocardico con sopraslivvelamento del tratto ST, cosiddetto STEMI, è un’occlusione coronarica causata da un trombo che conduce all’arresto totale del flusso sanguigno nella zona irrorata dall’arteria interessata. «Maggiore è la durata dell’evento ischemico e più grave sarà l’infarto. Per questo è importante intervenire nel tempo più breve possibile per ristabilire il corretto circolo sanguigno. L’apertura h24, sette giorni su sette, è finalizzata proprio a garantire una pronta risposta ai bisogni di salute dei pazienti. Inoltre ci consentirà di fornire i servizi di Emodinamica anche ai pazienti dei territori in capo ad altre Aziende Sanitarie Locali che dovessero avere necessità del nostro supporto», conclude il dottor Sabino.




RADIOLOGIA INTERVENTISTICA: INNOVATIVO TRATTAMENTO NEUROVASCOLARE AL MATER OLBIAPer la prima volta in Sardegna una tecnologia all’avanguardia per aneurismi cerebrali

Olbia, 7 dicembre 2022 Una giovane paziente è stata sottoposta con pieno successo a un trattamento endovascolare mininvasivo per un aneurisma cerebrale. Si tratta di un intervento che pone il Mater Olbia all’avanguardia nel trattamento della patologia neurovascolare offrendo al paziente la possibilità di prevenire emorragie cerebrali, in molti casi fatali.
“Siamo riusciti a ottenere un risultato straordinario con procedure mininvasive endovascolari che ormai costituiscono circa l’80% dei trattamenti” spiega il dottor Rinaldi responsabile dell’unità complessa di radiologia.
Il dottor Matteo Cappucci, responsabile dell’unità operativa di radiologia interventistica ha eseguito l’intervento con l’aiuto dei dottori Davide Coppolino e Claudio Cau con il supporto dell’equipe tecnico-infermieristica.
“L’aneurisma è stato trattato con una tecnica innovativa, grazie all’utilizzo di una tecnologia di ultimissima generazione (un stent a diversione di flusso con tecnologia X) che agisce sul trattamento dell’aneurisma favorendo la ricostruzione dell’arteria malata e riducendo il rischio di complicanze” commenta il dottor Cappucci.
Questa tecnologia, utilizzata per la prima volta in Sardegna, è applicabile a moltissimi pazienti con questo tipo di patologia. E’ prevedibile che, in un prossimo futuro, questo tipo di dispositivi consentirà di ridurre la necessità di farmaci antiaggreganti per via sistemica, quali l’acido acetil salicilico, che presenta problematiche di somministrazione in caso di favismo, patologia diffusa in Sardegna.
L’approccio alla patologia neurovascolare nasce da un rapporto di piena sinergia e collaborazione con l’equipe di neurochirurgia diretta dal professor Giovanni Sabatino: l’approccio multidisciplinare è indispensabile per offrire al paziente la migliore opzione terapeutica.
Il dottor Cappucci e l’équipe della radiologia interventistica si occupano inoltre di molteplici patologie vascolari, tumorali e degenerative dei diversi distretti corporei con tecniche mininvasive di ultima generazione.

Reparto di radiologia https://materolbia.com/specialita/radiologia/
Specialista Dott. Matteo Cappucci https://materolbia.com/medici/matteo-cappucci/




RIMBORSO DEL TEST GENOMICO, AIUTO CONCRETO PER IL TRATTAMENTO DEI TUMORI AL SENO. CARLA CUCCU, M5S: “LE CONSIGLIERE REGIONALI SARDE FANNO QUADRATO E CHIEDONO ALL’ASSESORE ALLA SANITA’ NIEDDU LA RIMBORSABILITA’ PER IL TEST GENOMICO PER IL TUMORE AL SENO”

L’uso del test genomico nelle pazienti con tumore alla mammella in stadio precoce e senza interessamento linfonodale – considerato valido e attendibile già da tempo – consente di individuare tutte le donne che potrebbero evitare la chemioterapia e i suoi numerosi effetti collaterali (circa il 50% delle pazienti, come dimostrato da recenti studi).
Le consigliere regionali Carla Cuccu, segretaria della commissione Sanità e Politiche Sociali e prima firmataria, Elena Fancello, Maria Laura Orru’, Annalisa Mele, Sara Canu, Laura Caddeo e la Vice Presidente della Regione Sardegna ed Assessora del Lavoro, Alessandra Zedda, hanno depositato assieme la mozione sul “Rimborso del Test Genomico” chiedendo al Presidente della Regione, Christian Solinas, ed all’Assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, di mettere a disposizione gli strumenti necessari a garantire la rimborsabilità del test genomico, valido ausilio nel processo decisionale per il trattamento dei tumori al seno.
Questa operazione si inserisce pienamente nel Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, approvato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 30 maggio, fortemente voluto col fine ultimo di garantire ad ogni persona, sia uomo che donna, la migliore cura, rafforzando ulteriormente il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”. Il Piano indica gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per una reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle aree d’intervento previste dalla legge, tra cui quello del percorso clinico di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
Prosegue, quindi, il lavoro intrapreso dalla consigliera pentastellata Cuccu, sostenuta questa volta trasversalmente anche dalle consigliere di altre forze politiche, per portare la Sardegna ad essere la regione virtuosa d’Italia dove le differenze vengono appiattite in favore di una perfetta parità di genere.
“Sono soddisfatta – aggiunge Carla Cuccu – della sensibilità e dell’unità che le colleghe hanno mostrato nel voler sottoscrivere questa mozione essenziale per le donne sarde. Stiamo dando prova che è possibile agire per il bene dei cittadini senza personalismi”.