Alghero, “Porto Conte in Rosa”: una giornata dedicata alla donna e al tumore alla mammella

La Baia di Conte si tinge di rosa  in occasione della giornata dedicata alla riabilitazione delle donne operate al seno. L’iniziativa frutto di una collaborazione tra il Parco di Porto Conte e la ASD I Sentieri dell’Isola ricade all’interno del fitto calendario delle giornate di Emozioni di Primavera

Alghero-Tramariglio . Una lunga giornata, articolata tra momenti seminariali, attività all’aperto, dimostrazioni di canoe a mare, buon cibo e musica. Il 25 maggio, a partire dalle 9.30, l’evento “Porto conte in Rosa” attende i visitatori negli spazi della Casa Gioiosa di Tramariglio. Il tema principale dell’appuntamento è “la donna e il tumore alla mammella”.

Il carcinoma della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia. I principali fattori di rischio sono rappresentati da età, fattori riproduttivi, fattori ormonali, fattori dietetici e metabolici, stile di vita, pregressa radioterapia a livello toracico, precedenti displasie o neoplasie mammarie, familiarità ed ereditarietà. Oggi grazie allo screening e alla più forte consapevolezza delle donne, la maggior parte dei tumori maligni mammari è diagnosticata in fase iniziale quando il trattamento chirurgico può essere più spesso conservativo e la terapia adottata più efficace, permettendo di ottenere sopravvivenze a 5 anni molto elevate.

Alle 15,30, nella sala conferenze di Casa Gioiosasarà presentato “Il Progetto Dragon Rosa”, che intende sostenere la donna operata al seno attraverso un programma multidisciplinare di recupero psicofisico che parte dall’attività in palestra sino a quella attraverso canoa in mare. L’incontro, coordinato dal medico sportivo Alberto Masala, vede la presenza dei volontari dell’associazione, dei collaboratori sportivi e delle associazioni canoistiche coinvolte, ma in particolare di Rita Nonnis, chirurga senologa all’AOU di Sassari, che illustrerà una istantanea sulla diffusione della patologia oggi nel territorio.

La lunga giornata vede in calendario una serie di attività gratuite per tutti gli associati. Pertanto chi già non lo fosse potrà richiedere la tessera alla registrazione già in apertura o nel corso della giornata. Il programma prevede la partecipazione alle attività all’aperto e le dimostrazioni di canoa a cura di Azen Kayak Porto Torres e Kayak Avventura Alghero. Dalle 13,30, nella corte interna di Casa Gioiosa sarà offerto agli associati un pranzo con interessanti specialità, allietato dalla musica del maestro Simone Sassu. Si prosegue alle 15,30 in sala convegni con la presentazione del progetto e poi ancora attività a mare. Sarà la musica a concludere la giornata alle 19,00 con l’anteprima del “Festival delle Bellezze 2024”. Concerto al tramonto alla baia di Tramariglio con lInsieme Vocale Nova Euphonia e la Corale Studentesca Città di Sassari diretti dal maestro Vincenzo Cossu.




LA ROBOTICA NELLE TERAPIE DEL TUMORE PROSTATICO

L’innovazione robotica nelle terapie prostatiche ha migliorato non solo la precisione chirurgica, ma anche la qualità della vita dei pazienti nel post intervento. Lo ha riferito Massimo Madonia, primario del reparto urologia all’Aou di Sassari nel corso di aggiornamento per medici, che si è svolto questa mattina all’Hotel Grazia Deledda, a Sassari.

Il benessere del paziente è stato l’argomento che ha fatto da filo conduttore in tutte le relazioni illustrate per il secondo Ecm del 2023, organizzato dall’Ordine dei medici e degli odontoiatri della Provincia di Sassari. Madonia, responsabile scientifico della giornata di aggiornamento ha anche riferito che con la robotica, nel post operatorio, si ha una netta diminuzione della disfunzione erettile e dell’incontinenza.

Ad aprire i lavori il presidente dell’Ordine provinciale di Sassari, Nicola Addis, che ha ricordato l’importanza dei crediti formativi, anche da un punto d vista legale, in questa occasione sono 5 quelli che sono stati accreditati ai partecipanti.

A moderare l’incontro “Le nuove frontiere della terapia nel tumore prostatico” Renato Mancuso, presidente dell’Ordine dei medici di Enna, Pasquale Veneziano, presidente dell’Ordine di Reggio Calabria, e l’urologa dell’Aou, Giusy Romano.

Di grande impatto la relazione di Antonio Savigni sulla comunicazione della diagnosi al paziente. La cura nella scelta delle parole, l’empatia del medico nei confronti del malato e dei suoi familiari che deve tenere conto di numerosi fattori, ricordando sempre che ogni persona è unica. A Questo proposito il moderatore Pasquale Veneziano ha evidenziato quanto sia importante l’ascolto del paziente e ha proposto quale materia di studio, per i nuovi medici, la Scienza della comunicazione.

Nel corso della mattinata Sonia Marra ha illustrato le fasi del percorso nei casi sospetti di patologia prostatica, Andrea Carlino ha parlato delle soluzioni terapeutiche non radicali, mentre Manlio Panarello ha riferito sui vari stadi dei livelli di rischio oncologico. Giusy Romano ha raccomandato la massima collaborazione tra il medico di base e lo specialista urologo. Infine Sara Cesaraccio ha fornito preziose indicazioni sulla riabilitazione sessuale dopo la prostatectomia.

I lavori si sono chiusi con il test di verifica dei medici iscritti.

*L’ECM è un sistema di formazione continua che dal 2002 consente ai professionisti sanitari di aggiornarsi per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze organizzative e operative del servizio sanitario e del proprio sviluppo professionale.




La gravidanza dopo il tumore e le cure: il coraggio di mamma Roberta e la nascita di Margherita Professor Andrea Figus: «Una bella storia che aiuta ad avere fiducia nel futuro»

Cagliari 16 gennaio 2021. Prima il tumore al seno, la chemioterapia, la disperazione e il rischio di non farcela. Poi la guarigione, la ricostruzione e infine la nascita di una splendida bambina. È una storia a lieto fine quella di Giorgia Sanna, 35 anni, del marito Mauro Frau, 36, e della piccola Margherita.

Lei, Giorgia, è una paziente del professor Andrea Figus, direttore della Chirurgia Plastica e Microchirurgia del Policlinico Duilio Casula. «A Febbraio del 2017 – racconta la donna – mi sono accorta di avere un nodulo al seno, è iniziato tutto da lì». 

Nell’aprile di quell’anno viene operata la prima volta con una quadrantectomia, seguita da radioterapia. «In quei giorni – spiega – decido di sottopormi a un test genetico dove viene evidenziata una mutazione del gene BRCA 1, che aumenta il rischio dell’80% di sviluppare tumore mammario durante tutto l’arco della vita. Per questo motivo, dopo averci pensato su, opto per una mastectomia profilattica bilaterale, trovando però difficoltà per l’intervento di ricostruzione, in quanto qua a Cagliari mi veniva proposta solamente la ricostruzione con le protesi». 

È in quel momento che le strade di Giorgia e del Professor Figus si incrociano. «L’ho conosciuto – dice ancora la donna – e con lui ho avuto la possibilità di poter fare un altro tipo di intervento che mi avrebbe permesso in un unico tempo di ridurre i rischi dovuti all’inserimento della protesi in una mammella irradiata». L’operazione eseguita dal professore si basa sulla ricostruzione attraverso i tessuti dello stesso paziente, senza l’utilizzo di protesi. 

L’anno scorso, spiega professor Figus, «una volta completato il ciclo di radioterapia, Giorgia è stata sottoposta a un intervento durato 8 ore: le sono state asportate le ghiandole mammarie e contestualmente è stato prelevato il tessuto dall’interno delle cosce (PAP flap bilaterale) per poi ricostruire entrambi i seni, con un risultato positivo sia dal punto di vista clinico sia estetico».  

È stata una dura prova per la giovane coppia: hanno condiviso paure, incertezze, dolori ma insieme sono riusciti a superarla.

Il 30 ottobre del 2020 la nascita di Margherita. Papà Mauro racconta: «Si prospettava l’eventualità dell’ovariectomia, uno degli interventi da mettere in atto per la profilassi e per evitare l’insorgenza di nuovi tumori. Purtroppo la mutazione espone a una probabilità maggiore di un’insorgenza di tumori a carico dell’ovaio. Avevamo una finestra di tempo molto ristretta e fortunatamente lei è arrivata, non si è fatta attendere». 

Il professor Figus è felice: «È una bella storia che aiuta le persone ad avere fiducia nel futuro e nella medicina. Anche in una situazione di grande difficoltà come questa, pur dovendosi sottoporre a cure e terapie impegnative è bello guardare al domani».
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Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari




Tumore al seno, “Pap flap” nuova frontiera della ricostruzione con il Policlinico capofila Figus: la micro chirurgia dell’Aou di Cagliari tra le migliori strutture nazionali

Cagliari 12 giugno 2019. Tumore al seno, la nuova frontiera della ricostruzione si chiama “Pap flap” e “Diep flap”, cioè con il prelievo di lembi dalle cosce e dall’addome. Una tecnica innovativa in cui è leader la struttura complessa di Chirurgia Plastica e Microchirurgia del Policlinico Duilio Casula, diretta dal professor Andrea Figus, in questi giorni a Bologna invitato al Congresso Mondiale di Microchirurgia proprio per presentare i risultati ottenuti con questa tipologia di intervento.

«Ad aprile ci hanno invitato in Danimarca presso la Società Danese di Microchirurgia – spiega professor Figus – a maggio nel prestigioso teatro della Oxford University in Inghilterra: c’è grande interesse per i successi ottenuti nella ricostruzione mammaria microchirugica in particolare con il lembo “pap”, tecnica innovativa nella quale la AOU di Cagliari è capofila in Italia e tra i centri più conosciuti in Europa».

Attiva ufficialmente da febbraio, la Struttura Complessa di Chirurgia Plastica e Microchirurgia si sta affermando in Sardegna e rappresenta ormai una realtà nel panorama nazionale ed internazionale della chirurgia ricostruttiva.

«Il servizio di Chirurgia Plastica Ricostruttiva del Policlinico – dice ancora professor Figus – offre in maniera costante e routinaria, la possibilità di avvalersi delle più moderne tecniche microchirurgiche ampliando le possibilità ricostruttive per le pazienti affette da tumore mammario e di altri distretti come quello testa-collo e degli arti  attraverso la collaborazione con le altre discipline chirurgiche, anche degli altri ospedali cagliaritani»

Negli ultimi due anni sono stati eseguiti più di 140 interventi complessi con lembi microchirurgici, un numero altamente significativo per un centro appena costituito, che lo mette al livello dei principali centri di microchirurgia in Italia.

«In particolare – prosegue professor Figus – la ricostruzione mammaria effettuata con il prelievo di lembi di tessuto (grasso e pelle) dall’interno delle cosce (PAP) o dall’addome (DIEP) delle pazienti e trasferiti nella regione mammaria per ricostruire il seno, rappresenta una delle possibilità ricostruttive per la quale la Chirurgia Plastica della Aou di Cagliari è diventata un punto di riferimento nazionale attraendo pazienti dalla Penisola. Alla AOU di Cagliari le pazienti con diagnosi di tumore al seno possono essere trattate, all’interno di un percorso terapeutico, da un team multidisciplinare ricevendo una ricostruzione ritagliata su misura in base a caratteristiche personali, storia clinica e necessità. La ricostruzione mammaria è possibile sia contemporaneamente alla rimozione del tumore (ricostruzione immediata), sia nel caso non sia stata eseguita precedentemente (ricostruzione differita) o nei casi di fallimento o insoddisfazione dopo ricostruzioni con dispositivi protesici (ricostruzione secondaria)».

Un servizio conclude il direttore della Chirurgia plastica del Policlinico che «è oggi in grado di migliorare la qualità di vita delle pazienti con tumore mammario, rispondendo ad un’esigenza di buona sanità che consente alle donne della nostra regione di evitare viaggi impegnativi alla ricerca di trattamenti ricostruttivi costosi al di fuori dei confini regionali».




AOU SASSARI – Tumore al seno, da sabato al via sedute aggiuntive in sala operatoria

Tumore al seno, da sabato al via sedute aggiuntive in sala operatoria
Programmati già interventi per 13 donne. Da Ats personale in comando per la Radioterapia dell’Aou. Precisazioni della coordinatrice Smac sulle visite che vengono prenotate dalla struttura
Sassari 30 gennaio 2019 – “Una seduta aggiuntiva di sala operatoria per interventi in day surgery da effettuare il sabato, così da ridurre le liste d’attesa delle donne che aspettano l’intervento per patologia oncologica mammaria”. E’ questa la risposta immediata che la direzione aziendale dell’Aou di Sassari ha messo in campo per venire incontro alle esigenze delle donne colpite da tumore al seno, esigenze che questa mattina sono state messe in evidenza durante una conferenza stampa organizzata dal movimento Donne libere in lotta per il diritto alla salute. “Una operatività che – fa sapere il direttore sanitario dell’Aou di Sassari, Nicolò Orrù – partirà già da questo sabato, dove sono state programmati interventi per 13 donne”.
Un’altra novità arriva sul fronte della Radioterapia. “Grazie a un accordo con l’Ats – prosegue Nicolò Orrù – avremo subito in comando una unità di personale che si rischiava di perdere. Questo consentirà la prosecuzione delle attività in maniera regolare. L’Ats ha riconosciuto la criticità nella quale ci saremmo trovati se quella unità, vincitrice di concorso appunto in Ats, avesse dovuto lasciare scoperta la posizione nella nostra azienda”.
In relazione alle visite attinenti alla patologia mammaria, arriva una precisazione dalla coordinatrice della Smac, il percorso diagnostico terapeutico per il tumore alla mammella. “Per tutte le pazienti che chiamano la Smac – afferma Leordina Corongiu – prenotiamo mammografie ed ecografie in urgenza e follow up per 5 anni. A queste si aggiungono, sempre in follow up 5 anni per la patologia mammaria, gli esami richiesti dalla equipe multidisciplinare della Smac, tra questi le visite fisiatriche, la Moc, l’ecocardiogramma, l’elettrocardiogramma, esami radiologici al torace, alla colonna, visite ginecologiche per le pazienti  in trattamento con particolari farmaci e visite dietologiche. Programmiamo tutti gli esami strumentali per le pazienti che devono eseguire la stadiazione del tumore, prima dell’intervento chirurgico o della chemioterapia”.
In conclusione, la coordinatrice ricorda che dalla Smac non possono essere prenotate visite che non siano attinenti alla patologia mammaria.



Giornata Mondiale per la lotta al Tumore al Pancreas

Anche quest’anno le città italiane si illuminano di viola per accendere i riflettori su un “killer silenzioso” ancora troppo poco conosciuto: si stima che nel 2030 il tumore al pancreas sarà la seconda causa di morte per neoplasia al mondo

La città di Alghero aderisce illuminando di viola il bastione del Forte della Maddalena

Nella serata di Giovedì 15 novembre, Giornata Mondiale per la lotta al Tumore al Pancreas, diverse città italiane vedranno illuminati di viola palazzi, monumenti, edifici, piazze e luoghi simbolici e rappresentativi al fine creare consapevolezza sulle neoplasie pancreatiche e richiedere alle istituzioni di impegnarsi a promuovere informazioni e campagne di prevenzione.

La Città di Alghero aderisce all’iniziativa illuminando di viola il bastione del Forte della Maddalena, nei pressi dello Scalo Tarantiello.

Promossa dall’Associazione Nastro Viola Onlus, con la collaborazione delle associazioni Fondazione Nadia Valsecchi Onlus, Associazione Oltre la Ricerca e Associazione My Everest Onlus, la campagna “Facciamo luce sul tumore al pancreas” riscuote ogni anno un successo sempre crescente: grazie al tam tam di pazienti e familiari e all’impegno di istituzioni pubbliche e private l’anno scorso sono stati ben 80 i comuni che hanno aderito all’iniziativa che nel mondo coinvolge luoghi suggestivi come le Cascate del Niagara o l’Opera House di Sidney.

La campagna di sensibilizzazione nasce con l’obiettivo di portare l’attenzione pubblica su una patologia che in Italia, ogni anno, colpisce oltre 13mila persone. L’idea è quella che, con gesti anche semplici, si possa modificare la storia naturale di questo “killer silenzioso” che ancora, a cinque anni dalla diagnosi, ha una mortalità stimata del 90% e che, nonostante questo, riceve soltanto il 2% dei fondi europei destinati alla ricerca.

La diagnosi precoce del tumore al pancreas è resa difficile poiché i sintomi maggiormente riconducibili a questa malattia appaiono solo in stato avanzato. I campanelli di allarme maggiormente frequenti sono costituiti da ricorrenti disturbi dell’apparato digerente, improvviso calo di peso, persistenti dolori addominali che si irradiano alla schiena, urine scure, feci di colore chiaro, nausea, vomito, comparsa improvvisa di diabete, prurito ed ittero (colorazione giallastra della cute e della parte bianca dell’occhio).

Tutto il mese di novembre è dedicato al tumore al pancreas. Tra le singole iniziative promosse dalle Associazioni, si segnala l’incontro nazionale – organizzato dalle Associazioni Nastro Viola Onlus, Fondazione Nadia Valsecchi Onlus  e Olte la Ricerca – che quest’anno si terrà a Verona il 16 novembre nella sala convegni del Palazzo della Gran Guardia di Piazza. Si tratta di un’intera giornata aperta a chiunque fosse interessato per fare il punto sulla ricerca, sulle terapie, sulle cure e sugli aspetti legati alla prevenzione, alla diagnosi e all’alimentazione che ruotano attorno questo tumore.

Per maggiori informazioni sulla Associazione Nastro Viola Onlus:

www.nastroviola.org

Per informazioni sulla Giornata Mondiale contro il Tumore al Pancreas:

www.wpcditalia.org