IL TURISMO NEL NORD OVEST DELLA SARDEGNA VOLA A GIUGNO: STRANIERI E GRANDI EVENTI TRAINANO IL COMPARTO

Il turismo nel Nord-Ovest della Sardegna archivia un mese di giugno da incorniciare, mettendo a segno una crescita diffusa e consolidando il proprio appeal sui mercati internazionali. L’analisi dei dati territoriali traccia una mappa dei flussi estremamente positiva, partendo dal dato macroscopico dell’intera provincia. Con un campione statistico che rappresenta quasi un terzo degli hotel esistenti nell’area nord-occidentale dell’isola (pari a 48.450 camere e 108.090 letti monitorati), l’occupazione media delle stanze ha raggiunto l’81,34%, in netto incremento rispetto al 77,01% registrato nello stesso mese del 2025. A fare la parte del leone è la componente oltreconfine: oltre sette presenze su dieci sono generate da visitatori internazionali, che blindano una quota di mercato pari al 72,84%.

In questo scenario, Alghero si conferma la vera locomotiva del territorio. La Riviera del Corallo ha fatto registrare un tasso di occupazione delle camere sbalorditivo, toccando l’85,03% rispetto al 78,03% dello scorso anno. Un balzo in avanti ottimizzato anche da una gestione più efficiente delle volumetrie interne: i dati evidenziano infatti un deciso aumento dell’occupazione dei singoli posti letto, segno di una drastica contrazione delle camere doppie uso singola o delle triple non saturate. Ad Alghero la presenza straniera diventa una variabile numerica ben più che rilevante, sfiorando la vetta del 79,05%. Ottimi segnali giungono anche dall’area del Golfo dell’Asinara, dove l’occupazione si attesta al 75,84%, in lieve crescita sul 75,14% del 2025. Sebbene in questo comparto i sei stranieri su dieci risentano della ponderazione degli hotel della città di Sassari, isolando le sole strutture costiere del Golfo la densità di turisti internazionali supera persino i record algheresi.

Dietro questa performance non c’è solo l’immutato fascino delle coste sarde, ma una precisa capacità di intercettare la domanda globale. “I dati raccolti certificano la straordinaria salute del nostro comparto nel Nord-Ovest”, dichiara con soddisfazione Stefano Visconti, presidente di Federalberghi Confcommercio Nord Ovest. “L’incremento dei tassi di occupazione cammina di pari passo con la crescita robusta degli arrivi sul nostro scalo aeroportuale e con l’impatto straordinario di manifestazioni di respiro globale. Gli operatori hanno dimostrato una flessibilità e una maturità uniche nel cogliere queste opportunità, traducendole in un servizio alberghiero di assoluta qualità. A dimostrarlo chiaramente è il parallelo miglioramento delle recensioni che i clienti attribuiscono oggi alle nostre strutture”.

Se la qualità dell’ambiente marino e balneare si conferma il brand più forte e il motore principale capace di muovere le masse di visitatori, la stagione non è tuttavia esente da ombre esterne alla gestione privata, che rischiano di frenare i trend di crescita. “Il mercato estero è la nostra vera forza, ma è un patrimonio che va difeso anche fuori dagli hotel”, conclude il presidente Visconti. “Qualche disservizio registrato nella parte finale del mese, dovuto ai blackout elettrici che hanno interessato Alghero e altre località della Sardegna, ci ricorda che l’efficienza delle infrastrutture pubbliche deve viaggiare alla stessa velocità della nostra offerta ospitale. Non possiamo permettere che carenze strutturali della rete penalizzino l’esperienza dei viaggiatori proprio nei momenti di massima pressione”.




No alla cultura del rifiuto verso il turismo: ad Alghero si alimenta un clima pericoloso e irresponsabile

Guardo con forte preoccupazione ai volantini comparsi ad Alghero che annunciano un corteo accompagnato dallo slogan “Tourists Get Out”, un messaggio già di per sé grave, ma reso ancora più inquietante dai contenuti che lo accompagnano.

Nel manifesto si mette infatti sullo stesso piano il turismo di massa, la gentrificazione, la mafia e addirittura il cosiddetto “turismo sionista”, in una miscela ideologica tanto confusa quanto pericolosa che finisce per attribuire al turismo una responsabilità indistinta per fenomeni sociali, economici e perfino criminali tra loro profondamente diversi.

Da Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna ritengo questa impostazione profondamente sbagliata.

Si può discutere, ed è giusto farlo, di come governare i flussi turistici, di sostenibilità urbana, di accesso alla casa, di tutela delle comunità residenti e di modelli di sviluppo più equilibrati. Ma qui non siamo davanti a una riflessione seria sul futuro del turismo.

Qui siamo davanti a una narrazione ideologica che individua nel turismo il capro espiatorio di ogni problema contemporaneo, arrivando persino ad accostarlo a fenomeni gravissimi come la criminalità organizzata o a questioni geopolitiche internazionali, in un cortocircuito culturale che ha un unico effetto: alimentare ostilità verso chi visita i nostri territori e verso chi dal turismo trae lavoro, reddito e opportunità.

È un messaggio irresponsabile soprattutto in una regione come la Sardegna, dove il turismo rappresenta uno dei principali motori economici e garantisce occupazione diretta e indiretta a migliaia di famiglie.

Ancora più grave è constatare come in questi anni si sia progressivamente diffuso, anche in alcuni ambienti politici e amministrativi, un atteggiamento di crescente ostilità verso il turismo, verso l’accoglienza, verso chi investe nel settore ricettivo e verso un comparto che invece andrebbe governato con intelligenza e non demonizzato per convenienza ideologica.

La Sardegna ha bisogno di regole, programmazione e qualità dell’offerta. Non di campagne di odio contro i turisti.

E allora la domanda finale credo debba essere rivolta soprattutto a quegli amministratori pubblici che condividono, legittimano o alimentano questo clima culturale: se davvero considerate il turismo un problema al punto da accostarlo alla mafia, alla speculazione e persino a conflitti ideologici internazionali, siete pronti a dire con altrettanta chiarezza ai cittadini sardi — a chi lavora negli hotel, nei ristoranti, nei trasporti, nelle case vacanza, nel commercio e nei servizi — quale alternativa economica concreta proponete per sostituire uno dei pochi settori che oggi garantisce benessere e futuro alla nostra isola?

Marco Di Gangi

Responsabile Regionale Dipartimento Turismo Sardegna
Fratelli d’Italia




Turismo a Olbia, dal 17 al 20 giugno la prima Borsa internazionale dedicata ai Siti Unesco

Cagliari, 16 giugno 2026 – Valorizzare e promuovere su mercati nazionale e internazionali la fruizione del ricco patrimonio archeologico della Sardegna, impreziosito dai siti UNESCO e diffuso sul territorio regionale. Con questo obiettivo l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e con l’agenzia M&C Marketing Consulting, organizza la 1° Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO, in programma ad Olbia, dal 17 al 20 giugno. Ad aprire l’evento, il convegno dedicato al “Patrimonio Mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, nei giorni successivi sono in programma workshop, b2b con Tour Operator internazionali e fam trip sul territorio.

Il patrimonio UNESCO della Sardegna comprende beni culturali materiali, come il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini e 18 Domus de Janas, entrate nella World Heritage List nel 2025; ma anche beni immateriali, quali: il Canto a Tenore e la Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora.

A inaugurare la Borsa sarà il convegno dal titolo “Il patrimonio mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, in programma nel pomeriggio di domani, mercoledì 17 giugno nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Olbia, articolato in due tavole rotonde, la prima dedicata ai modelli di successo in Italia di valorizzazione a fini turistici dei siti Unesco e la seconda invece dedicata specificamente agli attrattori culturali della Sardegna quali potenziali prodotti turistici, che saranno precedute dagli interventi introduttivi del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, del Presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti, del deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramanna, degli assessori regionali del turismo, Franco Cuccureddu, e della cultura, Ilaria Portas e, in videocollegamento della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e della DG del Ministero della cultura, Mariassunta Peci. A moderare l’incontro sarà Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.

Fortemente voluto dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, il meeting porrà al centro del dibattito la valorizzazione dei beni sardi patrimonio dell’Umanità come volano di sviluppo per il turismo, in particolare per lo slow tourism, in grado di proporre esperienze autentiche e sostenibili nell’intero territorio regionale e durante tutto l’arco dell’anno, capace di far scoprire un’altra Sardegna, fatta di paesaggi costieri e dell’interno e itinerari che li attraversano, con borghi e comunità che li animano, esperienze condivise tra i viaggiatori e chi li ospita, benessere di corpo e anima.

L’appuntamento, dunque, sarà anche un momento di presentazione delle strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento UNESCO, nonché di confronto tra Istituzioni, associazioni e operatori del settore con lo scopo di offrire agli operatori culturali e turistici locali informazioni e strumenti per progettare soluzioni di turismo sostenibile ed accessibile, anche con riferimento a buone pratiche già collaudate.

“La Sardegna – afferma l’assessore Cuccureddu – ha antiche tradizioni, una cultura fortemente identitaria che va divulgata e conosciuta in tutta la sua ricchezza; il turismo che vogliamo promuovere sul territorio punta proprio a valorizzare tale patrimonio UNESCO, così come i cammini, le aree interne, i borghi. In una parola, la nostra identità.” “La BISPM – prosegue l’assessore – è una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento del posizionamento della destinazione Sardegna al centro del turismo culturale europeo e di distribuzione dei flussi in entrata nel corso di tutto l’anno e su tutto il territorio regionale; un percorso iniziato subito dopo l’iscrizione delle preistoriche Domus de Janas nella World Heritage List UNESCO, con la presenza al World Tourism Event, il Salone internazionale dei Beni Patrimonio Mondiale, a Roma nel 2025 e ci vedrà ancora presenti all’edizione 2026 ad Assisi, in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 24 e 25 settembre prossimi. La Borsa rappresenta – aggiunge l’assessore- una significativa opportunità di scambio, riflessione e stimolo dei nostri operatori rispetto alle potenzialità del brand UNESCO, nella consapevolezza della delicatezza dei beni culturali e quindi della necessità della loro tutela e valorizzazione. Il nostro obiettivo – conclude Cuccureddu – è attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità, capace di integrare arte, spiritualità, archeologia e paesaggio. Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità, e i nostri siti UNESCO sono il cuore pulsante di questa visione.” Il clou del programma della BISPM è il workshop b2b, previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri. Questi ultimi avranno, l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.




Olbia-New York, Arzachena rilancia: il volo diretto accende turismo, investimenti e cultura

Il nuovo collegamento tra Olbia e New York viene letto come un passaggio decisivo per la Gallura e per la Costa Smeralda.
Per il sindaco Roberto Ragnedda non è soltanto una novità nei trasporti, ma un segnale forte di crescita internazionale, capace di aprire nuove opportunità per il territorio.


Un collegamento che rafforza il profilo internazionale

Ad Arzachena il volo diretto per New York viene accolto come una conferma del peso sempre più forte della Costa Smeralda sul piano internazionale. Per Roberto Ragnedda, i dati presentati durante l’evento raccontano con chiarezza l’interesse crescente del mercato americano verso questo tratto di Sardegna, considerato ormai un punto di riferimento riconoscibile in tutto il mondo.

“Questo volo Olbia-New York conferma la forza attrattiva della Costa Smeralda”.

Il sindaco descrive la fase attuale come una stagione particolarmente favorevole per Arzachena e per tutta la Gallura, tra promozione internazionale, investitori in arrivo e voglia di crescita. In questa prospettiva, la nuova tratta aerea rappresenta un tassello in più nel percorso di apertura verso altri continenti.

“È un momento d’oro per Arzachena e per la Gallura”.
“È un momento epocale che rafforza il nostro territorio”.


La spinta non si ferma al turismo balneare

Nel ragionamento del primo cittadino, la novità non riguarda soltanto l’arrivo di nuovi visitatori. Il collegamento con gli Stati Uniti viene visto anche come una leva per attrarre investimenti e creare nuove prospettive economiche, con effetti che potrebbero andare oltre la sola stagione estiva.

“Sarà l’occasione non soltanto per promuovere oltremodo la nostra destinazione, ma anche per attingere nuovi investitori”.

Ragnedda lega questo scenario a una crescita che deve produrre ricadute durature, soprattutto per i più giovani. L’idea è quella di consolidare un territorio sempre più competitivo, senza perdere il legame con la propria identità.

“Dobbiamo far sì che ci sia sempre una grande possibilità di crescita per le nostre future generazioni”.


Il museo della Costa Smeralda come nuovo tassello

Tra i progetti che il sindaco collega a questa fase di sviluppo c’è anche quello di un museo capace di raccontare la storia, l’architettura e l’anima della Costa Smeralda. L’acquisizione recente di un immobile ritenuto strategico viene considerata un passaggio concreto in questa direzione.

“Abbiamo acquisito un bene strategico”.
“Non si tratta soltanto di un valore economico, ma di un valore intrinseco alla nostra comunità”.

L’obiettivo, spiega Ragnedda, è arricchire l’offerta per chi arriva in Gallura, affiancando al mare una proposta culturale più ampia. Non solo spiagge, dunque, ma anche architettura, artigianato, prodotti tipici, enogastronomia e memoria del territorio.

“La missione è far sì che i nostri visitatori possano apprezzare il nostro mare e le nostre spiagge, ma vedere anche qualcosa in più”.


Immobiliare, domanda alta e mercato che cambia

Il sindaco osserva poi come il mercato immobiliare della zona stia attraversando una trasformazione profonda. I valori continuano a crescere, soprattutto nel segmento alto, mentre molte operazioni riguardano riqualificazioni e rilanci di strutture nate decenni fa e oggi non più adeguate alle richieste di una clientela internazionale.

“Il mercato immobiliare oggi si è completamente trasformato”.
“I numeri dicono che i valori stanno crescendo moltissimo per quelle che sono le realtà altospendenti”.

In questo scenario, anche l’entroterra sta conquistando spazio. Non solo perché alcune aree costiere risultano più sature, ma anche perché sempre più investitori cercano privacy, natura e autenticità, elementi che le zone interne possono offrire con forza crescente.

“Molti investitori ritrovano nel nostro entroterra una grande opportunità”.
“Garantisce una privacy unica che in altre parti del nostro territorio magari non hai”.


La scommessa sull’entroterra e sulla stagione lunga

Per Ragnedda, il territorio va osservato nel suo insieme, senza fermarsi alla sola immagine della fascia costiera. La sfida, secondo il sindaco, è distribuire meglio i flussi, valorizzare siti archeologici e produzioni identitarie, e costruire una proposta capace di prolungare la stagione turistica.

“Bisogna cercare di vedere il territorio a tutto tondo”.
“La fascia costiera è il nostro biglietto da visita, però bisogna stare attenti a un’evoluzione che ci sta integrando a livello territoriale”.

È in questo passaggio che il volo per New York assume, nelle parole del sindaco, un significato che va oltre la semplice connessione aerea: diventa uno strumento per allargare lo sguardo e rafforzare anche le aree meno legate al turismo balneare tradizionale.


“Dal mare al Limbara”, una visione che torna attuale

Nel finale, Ragnedda richiama la visione originaria che ha accompagnato la nascita della Costa Smeralda, quella di uno sviluppo capace di superare i confini della costa e coinvolgere il territorio in modo più esteso. È una lettura che lega il presente a un’idea più ampia di crescita, diffusione delle opportunità e valorizzazione delle eccellenze locali.

“Dal mare all’imbaro era una delle massime”.
“La lungimiranza stava proprio nel fatto che la Costa Smeralda non doveva essere un enclave chiuso”.

Per il sindaco, il nuovo collegamento internazionale, i progetti culturali e l’interesse economico verso la zona sembrano oggi ricomporre un disegno più ampio. Un passaggio che viene vissuto come storico e che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà trasformarsi in una crescita concreta e diffusa.

“Si chiude un cerchio, si concretizzano diversi sogni”.
“Siamo veramente molto soddisfatti e orgogliosi di essere testimoni di questo momento storico”.




Olbia lancia il Patto: la Gallura punta su un turismo che dura tutto l’anno

Olbia lancia il Patto: la Gallura punta su un turismo che dura tutto l’anno

Sommario
A Olbia prende forma un’alleanza tra istituzioni, aeroporto e imprese per allungare la stagione turistica e rafforzare l’economia del territorio.
L’obiettivo è chiaro: trasformare la Gallura in una destinazione attrattiva non solo d’estate, ma in ogni mese dell’anno.

Un’intesa per cambiare passo

Con la firma del protocollo “Il Patto – Orizzonte Gallura / Gallura All Seasons”, Olbia prova a imprimere una svolta concreta al modello turistico del nord-est dell’isola. Il Comune di Olbia, la Camera di Commercio di Sassari, GEASAR S.p.A. e Confcommercio Nord Sardegna hanno scelto di fare squadra per costruire una strategia condivisa che renda il territorio più forte anche fuori dall’alta stagione.

L’idea è superare una visione legata quasi esclusivamente all’estate e puntare su una Gallura capace di creare movimento, lavoro e opportunità durante tutto l’arco dell’anno.

Il fondo per sostenere la svolta

Il perno operativo dell’accordo è il Fondo per la destagionalizzazione turistica, che sarà avviato già dall’autunno di quest’anno e diventerà pienamente operativo dalla stagione 2027. Non un contenitore formale, ma uno strumento pensato per finanziare azioni precise.

Tra queste ci sono la promozione sui mercati esteri, sviluppata insieme ai vettori aerei e agli operatori del comparto, l’organizzazione di eventi di richiamo nei mesi autunnali e invernali e una mobilità più integrata, capace di mettere in relazione la costa con l’interno. Il fondo sarà alimentato dai partner dell’intesa: il Comune di Olbia con una quota della tassa di soggiorno, la Camera di Commercio con risorse già stanziate e GEASAR con un contributo equivalente.

Nizzi: più stabilità per città e lavoro

Per il sindaco Settimo Nizzi, il progetto ha un valore che va oltre il turismo. «La guida del Comitato è un impegno a garantire stabilità economica alle imprese e continuità lavorativa ai cittadini, superando la precarietà del lavoro stagionale per fare di Olbia una città viva e pulsante in ogni mese del calendario».

Il senso politico dell’accordo, nelle parole del sindaco, è tutto qui: dare maggiore continuità al tessuto economico locale e ridurre la dipendenza da pochi mesi di forte afflusso.

Visconti: la stagionalità può diventare un vantaggio

Sulla stessa linea il presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti, che individua nel monitoraggio dei risultati e nel sostegno alle imprese due passaggi decisivi per la riuscita del piano. Per Visconti, il fondo rappresenta l’investimento necessario per trasformare un limite storico in una leva di competitività, parlando ai mercati esteri con un’offerta più ampia e convincente anche nei mesi invernali.

Oggianu: una risposta attesa dalle imprese

Dal fronte delle attività economiche arriva l’apprezzamento di Edoardo Oggianu, vicepresidente vicario di Confcommercio Nord Sardegna. «Questa è la risposta che le imprese attendevano: un modello di collaborazione tra pubblico e privato che finalmente tutela chi sceglie di scommettere sul territorio restando aperto tutto l’anno».

Per Oggianu, la sfida passa dalla costruzione di prodotti turistici fruibili in ogni stagione, capaci di dare prospettiva a chi investe. «Quello che nasce oggi in Gallura è un modello virtuoso, una “buona pratica” che dimostra come, unendo le forze, si possa riscrivere il destino di un territorio, rendendolo un esempio di eccellenza».

Il ruolo decisivo dei collegamenti aerei

Tra i punti centrali del progetto c’è anche il tema della connettività. L’amministratore delegato di GEASAR, Silvio Pippobello, lega la riuscita del percorso alla capacità di rendere la destinazione interessante ben oltre l’estate. «Siamo estremamente lieti di contribuire a questa importante iniziativa dove, per la prima volta, pubblico e privato si uniscono attorno a un progetto concreto e condiviso per la destagionalizzazione della nostra destinazione».

Pippobello ricorda che GEASAR investe già ogni anno risorse proprie per sostenere i collegamenti nella bassa e media stagione, ma evidenzia anche un punto essenziale: le compagnie aeree operano dove c’è domanda, e la domanda cresce solo se il territorio offre motivi reali per essere scelto in ogni periodo. «Il Patto è quindi lo strumento essenziale affinché si possa intraprendere insieme un percorso di graduale destagionalizzazione dei flussi turistici».

Una sfida che vale più di una stagione

L’accordo firmato a Olbia mette dunque in campo una linea precisa: programmare, investire e coordinare risorse per dare alla Gallura una presenza più stabile sui mercati turistici. La partita non si gioca solo sui numeri delle presenze, ma sulla capacità di rafforzare imprese, occupazione e servizi.

Se il percorso manterrà le promesse, Olbia potrà diventare un punto di riferimento per un nuovo modo di pensare il turismo in Sardegna: meno legato ai picchi estivi, più solido e più continuo.




Turismo, primo confronto tra il ministro Mazzi e le Regioni: trasporti, strutture e flussi al centro del dialogo

Il primo incontro in videoconferenza tra il nuovo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, e gli assessori regionali ha segnato l’avvio di un confronto sulle priorità del settore. Tra i temi emersi, particolare attenzione è stata riservata ai collegamenti aerei, al rinnovamento delle strutture ricettive e a una gestione più equilibrata dei flussi turistici.

Nel corso della riunione, gli assessori hanno portato all’attenzione del ministro alcune questioni considerate urgenti per il comparto. Il confronto è servito soprattutto a delineare un percorso di collaborazione tra governo e territori, in un momento ritenuto delicato ma anche ricco di opportunità per il turismo italiano.

Uno dei punti più sensibili riguarda il trasporto aereo. È stata evidenziata la necessità di garantire una tutela concreta per il settore turistico in caso di eventuali limitazioni nella disponibilità di carburante per gli aerei. Il tema tocca da vicino sia i voli charter sia quelli di linea, oltre all’aviazione generale, con una preoccupazione particolare per gli aeroporti delle isole, dove l’approvvigionamento di jet fuel viene considerato strategico.

Sul tavolo anche il capitolo delle strutture ricettive. È stata sottolineata l’esigenza di un piano coordinato di incentivi, costruito insieme tra livello nazionale e regionale, per sostenere l’ammodernamento di alberghi e strutture extra-alberghiere. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’offerta e rendere più competitivo il patrimonio ricettivo italiano, intervenendo sia sulla modernizzazione degli immobili sia sulla qualificazione dei servizi.

Un altro passaggio importante ha riguardato la lotta al sommerso e la necessità di proseguire sulle politiche di destagionalizzazione e delocalizzazione. L’intento è evitare che i flussi turistici si concentrino eccessivamente negli stessi luoghi e negli stessi periodi dell’anno, favorendo invece una distribuzione più sostenibile e più equilibrata delle presenze.

Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato il momento favorevole vissuto dalla Sardegna. L’isola viene indicata come una delle realtà più dinamiche del panorama turistico nazionale, grazie a una crescita significativa delle presenze negli ultimi due anni e a una serie di riconoscimenti internazionali che ne hanno rafforzato l’immagine all’estero.

Tra i motivi di soddisfazione vengono richiamati i traguardi raggiunti sul piano della visibilità e dell’attrattività, con premi e citazioni di rilievo internazionale, oltre alla prospettiva di grandi eventi capaci di consolidare ulteriormente il posizionamento della Sardegna tra le destinazioni più apprezzate.

Se devi caricare altri testi sullo stesso argomento, mandameli pure e aspetto il tuo via prima di lavorare su un’eventuale versione definitiva.




Patrimonio che parla: il nuovo turismo culturale tra scoperta, emozioni e tutela delle Domus de Janas

Venerdì 28 novembre 2025 – ore 17:00
Sassari, Sala della Fondazione di Sardegna – Via Carlo Alberto 7

Il CeSim – Centro Studi Identità e Memoria della Sardegna presenta il libro “Nuovo Turismo Culturale. Il marketing delle emozioni” di Elena Croci, edito da FrancoAngeli, nell’ambito del percorso di approfondimento avviato dopo la recente iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO del sito seriale “La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna – Le Domus de Janas”, composto da 18 monumenti disseminati in tutta l’isola.

L’iniziativa intende mettere in dialogo il tema del turismo culturale sostenibile con il nuovo scenario che si apre per la Sardegna dopo il riconoscimento UNESCO, proponendo una riflessione sul rapporto tra identità, territorio ed esperienza turistica.

Il libro
Nel volume, Elena Croci analizza l’evoluzione del viaggiatore contemporaneo, sempre più consapevole, empatico e attento alla sostenibilità, e propone il passaggio da un turismo “orizzontale”, del solo vedere, a un turismo “verticale”, fatto di conoscenza, emozione e partecipazione attiva.
Il testo intreccia marketing culturale, neuroscienze, storytelling e cultura pop, mostrando come le emozioni siano il vero motore delle scelte turistiche e come possano diventare strumenti di valorizzazione dei territori.

Il collegamento con la Sardegna e le Domus de Janas
La prospettiva proposta dall’autrice è particolarmente rilevante per la Sardegna, oggi impegnata nella costruzione di un modello di fruizione culturale che sappia valorizzare le Domus de Janas in modo autentico, sostenibile e identitario.
Questi luoghi millenari – tra i simboli più forti della preistoria mediterranea – incarnano perfettamente il concetto di turismo “verticale”: non semplici mete da visitare, ma spazi in cui comprendere, sentire e connettersi con la propria storia e con la comunità.
Relatori dell’evento
Marco Di Gangi – CeSim/APS
Introduzione, contesto del progetto UNESCO e presentazione del libro
Elena Croci – Autrice
Esposizione dei contenuti, esempi pratici e riflessioni sul turismo emozionale
Prof.ssa Giuseppa Tanda – Presidente CeSim/APS
Collegamento con l’iscrizione UNESCO e valorizzazione culturale delle Domus de Janas

Obiettivo dell’incontro
Il dibattito, oltre a fare il punto sul sito recentemente iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco si propone di rispondere a domande cruciali:
chi è il nuovo turista culturale?
perché oggi si viaggia per emozionarsi e non solo per vedere?
come costruire un’offerta capace di valorizzare in modo sostenibile i territori e il patrimonio?
L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto per amministratori, operatori culturali, professionisti del turismo e cittadini, interessati al futuro della Sardegna e del suo patrimonio.




Golf dimenticato, turismo sprecato: Alghero attende ancora risposte

3 Sett. 2025 – redazione on line

Da otto anni l’ASD Alghero Park Country Club aspetta un segnale dall’amministrazione comunale, ma il silenzio continua. Nel frattempo, la città rinuncia a un’opportunità unica di crescita sportiva ed economica, mentre migliaia di cittadini restano esclusi da una disciplina praticata in tutto il mondo.

Un’associazione ignorata dalle istituzioni

Mentre le società sportive cittadine si preparano alla stagione 2025/2026, il golf ad Alghero resta senza futuro. L’associazione dilettantistica Alghero Park Country Club, nata con l’obiettivo di rendere il golf accessibile a tutti, denuncia la totale assenza di risposte da parte delle amministrazioni comunali, comprese quelle dell’attuale giunta guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto.

Un silenzio che, secondo il presidente Gian Luca Musilli, non solo è ingiustificabile sul piano istituzionale, ma rischia di arrecare un danno profondo alla città e alla sua immagine.

Le promesse mancate della politica

Da anni la politica locale ripete parole d’ordine come “sviluppo dello sport”, “turismo di qualità” e “destagionalizzazione”. Nella pratica, però, non è stato fatto nulla per sostenere l’unica realtà golfistica del territorio. Così, migliaia di algheresi – giovani e adulti – non hanno la possibilità di avvicinarsi a questo sport, mentre la città rinuncia alle importanti ricadute turistiche ed economiche legate a questa disciplina.

Il potenziale del golf per la Riviera del Corallo

Il golf è riconosciuto come un motore di sviluppo per un turismo di fascia alta, soprattutto in bassa stagione, quando i visitatori provenienti dal Nord Europa cercano destinazioni accoglienti e con strutture adeguate. L’area di Maria Pia era stata individuata come luogo ideale per un impianto sportivo pubblico, ma il progetto è rimasto fermo, lasciando spazio a incertezze e logiche poco trasparenti.

Perdite milionarie e posti di lavoro sfumati

Secondo le stime, la mancata realizzazione del “Congressional Park Stadium” a Maria Pia ha già provocato oltre 100 milioni di euro di mancati introiti e la perdita di circa 160 posti di lavoro stabili. Un bilancio pesantissimo per una città che conta 42.000 abitanti e che punta a vivere di turismo.

L’appello finale

Il presidente Musilli lancia un nuovo appello diretto al sindaco Raimondo Cacciotto e all’assessore Enrico Daga, che hanno assunto le deleghe a sport e patrimonio pubblico. “È il momento – sottolinea – di trasformare le parole in fatti concreti. La città e l’associazione meritano risposte ormai non più rinviabili”.

📊 I numeri del golf dimenticato ad Alghero

8 anni di attesa senza risposte istituzionali

100 milioni di euro di perdite economiche stimate

160 posti di lavoro mancati

42.000 abitanti privati di un campo pubblico per il golf

Turismo potenziale soprattutto tra ottobre e giugno




COMUNICATO STAMPA: Arzachena al summit “Destinazioni e comunità per un turismo più sostenibile” – Amalfi 3 e 4 aprile 2025




Tassa d’imbarco in Sardegna: un freno per il turismo o una risorsa per la Regione?

di Fausto Farinelli – Alghero 1 Marzo 2025

Un confronto internazionale: la Sardegna è penalizzata?

Come evidenziato da Sandro Usai, studioso del fenomeno trasportistico sardo (Sandro Usai Blog), la tassa d’imbarco in Italia è aumentata notevolmente dal 2004, passando da 1 euro a 6,50 euro per passeggero nella maggior parte degli scali. In alcuni aeroporti, come Venezia (9 euro) e Napoli (8,50 euro), l’importo è ancora più elevato.

Se confrontata con il resto d’Europa, l’Italia risulta il secondo paese con la tassazione aeroportuale più alta, con un carico fiscale di 22,82 euro per passeggero, dietro solo al Regno Unito, dove può arrivare a 40 euro. Paesi come la Spagna applicano solo 2,57 euro, mentre la Lettonia addirittura 0,01 euro.

“L’eliminazione della tassa potrebbe rappresentare un volano per il turismo, ma servono politiche di compensazione per evitare squilibri nei bilanci pubblici”, spiega Usai nel suo studio sulle ripercussioni economiche della tassa (fonte).

L’impatto della tassa sugli aeroporti sardi: numeri e previsioni

Secondo Sandro Usai (fonte), il gettito della tassa d’imbarco in Sardegna è di circa 34 milioni di euro

    Dove finiscono i soldi della tassa d’imbarco?

    Nonostante venga chiamata addizionale comunale, solo una frazione minima dei 6,50 euro pagati per ogni passeggero viene effettivamente destinata ai Comuni aeroportuali. In realtà, la maggior parte del gettito finisce nelle casse dello Stato per scopi completamente estranei al settore del trasporto aereo.

    Secondo lo studio condotto da Andrea Giuricin, 5 euro su 6,50 vengono destinati all’INPS e al “Fondo Trasporto Volo”, ovvero a:

    • 1,5 euro per il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo, che garantisce il sostegno al sistema aeroportuale;
    • 3,5 euro alla Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS), che finanzia alcune specifiche gestioni pensionistiche non direttamente legate al trasporto aereo.

    Dunque, la tassa d’imbarco non serve principalmente a finanziare gli aeroporti o le infrastrutture, ma a coprire spese previdenziali e assistenziali dello Stato.

    Solo 1,5 euro rimane in ambito aeroportuale, suddiviso tra:

    • Il servizio antincendio negli aeroporti;
    • L’ENAV per i costi di sicurezza degli impianti;
    • Una frazione minima destinata ai Comuni aeroportuali.

    In pratica, i Comuni ricevono una quota irrilevante, salvo alcune eccezioni (Roma, Venezia e Napoli), dove le amministrazioni hanno concordato piani di rientro dal debito con il governo nazionale.

    “Per i Comuni, l’introito della tassa è irrisorio, ma viene usato per coprire altre spese dello Stato”, evidenzia Giuricin.

    Questa ripartizione fa emergere un paradosso: si tratta di una tassa che incide direttamente sul costo dei biglietti e sulla competitività del trasporto aereo, senza però finanziare il settore in modo significativo.

    Ma cosa succederebbe se la tassa fosse eliminata?

    Secondo Usai, gli aeroporti sardi potrebbero non essere pronti a gestire un aumento improvviso del traffico aereo senza adeguati investimenti:

    “Gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero sono dimensionati per il traffico attuale. Se la tassa venisse abolita e si verificasse un boom di passeggeri, le infrastrutture attuali non sarebbero in grado di sostenere la crescita senza investimenti significativi” (fonte).

    Senza interventi di ampliamento e modernizzazione, la Sardegna rischierebbe di trovarsi con aeroporti sovraffollati e servizi inefficienti.

    La posizione della politica sarda: un dibattito ancora aperto

    La questione della tassa d’imbarco ha acceso un acceso confronto tra le forze politiche sarde. Paolo Truzzu (FdI) ha attaccato la Giunta Todde, accusandola di immobilismo:

    “Mentre la Giunta continua a perdere tempo, altre regioni come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo hanno già eliminato la tassa. Non c’è più alcuna giustificazione per mantenere questo balzello che ostacola il diritto alla mobilità dei sardi”.

    Anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Tedde, ha sollecitato un intervento immediato, suggerendo di utilizzare i 30 milioni di euro destinati alla privatizzazione degli aeroporti per eliminare la tassa:

    “Abbiamo già un modello di riferimento: in altre regioni italiane, abolire la tassa ha favorito l’aumento delle rotte e del traffico aereo. Perché la Sardegna dovrebbe restare indietro?”.

    L’assessora ai Trasporti Barbara Manca, invece, ha frenato, sottolineando la necessità di valutare l’impatto economico dell’abolizione della tassa:

    “Non possiamo prendere decisioni affrettate. La Regione deve valutare l’impatto economico complessivo e garantire un approccio equilibrato”.

    La posizione di Ryanair: “Senza la tassa, più voli, più passeggeri e più lavoro”

    Ryanair, il principale operatore aereo in Sardegna, è tra i più accesi sostenitori dell’abolizione della tassa. Il direttore commerciale Jason McGuinness ha dichiarato che, senza questa imposta, la compagnia potrebbe aumentare significativamente le sue operazioni nell’isola.

    Secondo Ryanair, se la tassa venisse eliminata:

    • 40 nuovi aeromobili verrebbero basati in Italia,
    • 250 nuove rotte sarebbero attivate,
    • 20 milioni di passeggeri in più verrebbero trasportati ogni anno,
    • 1.500 nuovi posti di lavoro verrebbero creati tra personale aeroportuale e indotto.

    “Se la Sardegna vuole essere più competitiva e attrarre più turisti durante tutto l’anno, eliminare questa tassa è il primo passo necessario”, ha dichiarato McGuinness.

    Tuttavia, l’assenza della presidente Alessandra Todde all’incontro con Ryanair, sostituita dall’assessora ai Trasporti Barbara Manca e dall’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, ha suscitato perplessità. Perché la presidente non ha partecipato a un incontro con la compagnia aerea più importante per l’Isola?

    L’analisi di Andrea Giuricin: i benefici dell’abolizione della tassa

    Sempre l’economista Andrea Giuricin, esperto di trasporti e docente alla Università Milano-Bicocca, ha analizzato il possibile impatto dell’abolizione della tassa. Secondo il suo studio, senza questa imposta, entro il 2030 si potrebbero registrare 9 milioni di passeggeri in più, con i seguenti effetti:

    • 4,2 miliardi di euro di crescita del PIL,
    • Oltre 65.000 nuovi posti di lavoro,
    • Un gettito fiscale aggiuntivo di oltre 1 miliardo di euro, compensando il mancato introito della tassa.

    “L’abolizione della tassa d’imbarco potrebbe portare benefici superiori ai costi. Se il traffico passeggeri cresce, lo Stato potrebbe recuperare il gettito fiscale attraverso un aumento delle entrate IVA e delle tasse sui consumi generati dall’incremento turistico”, ha spiegato Giuricin.

    In alcune regioni italiane, come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo, dove la tassa è stata eliminata, il traffico aereo è aumentato e il settore turistico ha beneficiato di una maggiore affluenza di visitatori.

    Eliminazione della tassa d’imbarco: impatto e beneficiari

    Alcune regioni italiane, come Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Calabria, hanno eliminato l’addizionale comunale sui diritti di imbarco. Questa decisione è stata accolta con favore dalle compagnie aeree, in particolare da Ryanair, che ha annunciato investimenti e nuove rotte in queste regioni.  

    L’eliminazione della tassa d’imbarco ha avuto un impatto positivo sul numero di passeggeri e sulla connettività delle regioni interessate. Le compagnie aeree low cost, come Ryanair, hanno beneficiato maggiormente di questa misura, potendo offrire tariffe più competitive e attirare un maggior numero di passeggeri.  

    In Sicilia, l’abolizione della tassa d’imbarco è stata proposta da Ryanair, ma l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò ha espresso dubbi sulla sua fattibilità, a causa dell’impatto finanziario che avrebbe sulle casse della Regione.  

    Assaeroporti ha chiesto una revisione del quadro normativo sulla tassa d’imbarco, evidenziando che l’imposta incide fino a 9 euro sul costo del biglietto e che gran parte del gettito viene destinato a finalità estranee al settore del trasporto aereo.  

    L’associazione “Aeroporti 2030” ha chiesto uno stop agli aumenti della tassa sui biglietti aerei, evidenziando che l’addizionale aumenta il prezzo di ogni biglietto fino a 9 euro nel nostro Paese.  

    Uno studio dell’ACI (Airports Council International) ha dimostrato che le tasse aeroportuali possono avere un impatto economico negativo significativo, superando le entrate generate. Le tasse sui biglietti aerei sopprimono la domanda di trasporto aereo, con conseguente riduzione del traffico, dei posti di lavoro e del PIL.  

    La tassa d’imbarco in Europa

    La tassa d’imbarco è presente anche in altri paesi europei, ma con modalità e importi diversi.

    Belgio:

    In Belgio, è stata introdotta una “tassa d’imbarco” il 1° aprile 2022. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione finale dall’aeroporto di Bruxelles (BRU/EBBR):  

    • 10 euro per voli con destinazione a meno di 500 km da Bruxelles,
    • 2 euro per voli con destinazione a più di 500 km da Bruxelles e situata all’interno dello Spazio economico europeo (SEE), Regno Unito o Svizzera, e
    • 4 euro per voli con destinazione al di fuori del SEE, Regno Unito o Svizzera.  

    Il governo belga ha proposto di aumentare le tasse sui voli a lungo raggio all’interno e all’esterno dell’UE a 5 euro a passeggero. Questa proposta è stata criticata da Ryanair, che ha sottolineato come altri paesi europei, come la Svezia, l’Ungheria e alcune regioni italiane, stiano abolendo le tasse sull’aviazione per mantenere la competitività e stimolare la crescita del traffico.  

    Per essere considerati residenti fiscali in Belgio, gli individui devono aver stabilito il loro “domicilio” o la “sede principale dei loro beni” in Belgio. Per le coppie sposate o conviventi legalmente, il domicilio fiscale è il luogo in cui è stabilita la famiglia. Gli individui che lasciano il Belgio devono notificare le autorità municipali, saldare la loro situazione fiscale e presentare una dichiarazione dei redditi “speciale” entro tre mesi dalla partenza.  

    L’aliquota dell’imposta sul reddito delle società in Belgio è del 25%. Le piccole e medie imprese (PMI) sono soggette a un’aliquota del 20% sul primo reddito di 100.000 euro, a condizione che soddisfino determinati criteri. Esiste una deduzione per dividendi ricevuti (DRD) del 100% per i dividendi ricevuti da una società belga da una società nazionale o estera. Le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni materiali e immateriali sono soggette a imposta con l’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società del 25%.  

    Germania:

    In Germania, la tassa d’imbarco è chiamata “tassa sull’aviazione” (Luftverkehrsteuer) ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto tedesco. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione da Francoforte sul Meno, il più grande aeroporto commerciale tedesco:  

    • 7,50 euro per destinazioni negli Stati membri dell’UE, nei paesi candidati all’UE, nei paesi dell’EFTA e nei paesi terzi entro la stessa distanza,
    • 23,43 euro per destinazioni nei paesi non coperti dalla prima categoria di distanza, fino a una distanza di 6.000 km, e
    • 42,18 euro per destinazioni a una distanza di oltre 6.000 km.  

    Nel 2023, sono stati dichiarati 1,5 miliardi di euro di tasse sull’aviazione per circa 74,9 milioni di passeggeri aerei. La tassa non si applica, ad esempio, ai passeggeri di età inferiore ai due anni, ai voli per scopi militari, di pubblica autorità o medici e ai voli degli equipaggi che si occupano della sicurezza dei passeggeri aerei.  

    Il governo tedesco ha recentemente aumentato la tassa sui passeggeri aerei, con aumenti che vanno da 12,48 a 15,53 euro per i voli a corto raggio, da 32,25 a 39,34 euro per i voli a medio raggio e da 56,91 a 70,83 euro per i voli a lungo raggio. Questa decisione è stata criticata dall’International Air Transport Association (IATA) e dall’associazione tedesca degli acquirenti di viaggi VDR, che hanno avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe danneggiare la competitività della Germania e ostacolare la ripresa del settore aereo dopo la pandemia.  

    La tassa di uscita tedesca si applica agli individui che detengono più dell’1% di una società (Kapitalgesellschaft) o che sono lavoratori autonomi. A partire dal 2025, la tassa di uscita si applicherà anche alle partecipazioni private in fondi, compresi gli ETF, con un valore di acquisto pari o superiore a 500.000 euro.  

    Regno Unito:

    Nel Regno Unito, la tassa d’imbarco è chiamata “Air Passenger Duty” (APD) ed è applicata a tutti i passeggeri in partenza da un aeroporto del Regno Unito o dell’Isola di Man. L’importo varia a seconda della distanza del volo e della classe di viaggio.  

    Esistono quattro fasce di APD, basate sulla distanza tra Londra e la capitale del paese di destinazione:  

    • Fascia A (0-2.000 miglia): £13 per la classe economica, £26 per tutte le altre classi.
    • Fascia B (2.001-4.000 miglia): £82 per la classe economica, £180 per tutte le altre classi.
    • Fascia C (4.001-6.000 miglia): £94 per la classe economica, £208 per tutte le altre classi.
    • Fascia D (oltre 6.000 miglia): £110 per la classe economica, £220 per tutte le altre classi.

    Alcuni passeggeri possono essere esenti dal pagamento dell’APD, come i bambini sotto i 16 anni e le persone che viaggiano per motivi medici.  

    Dal 1° aprile 2023, sono state introdotte quattro fasce di destinazione: una fascia “nazionale” per le destinazioni in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, e le fasce internazionali A, B e C per tutte le altre destinazioni.  

    Il governo britannico ha annunciato un aumento dell’APD a partire dal 1° aprile 2026. Le nuove tariffe saranno:  

    • Nazionale: tariffa ridotta di £8, tariffa standard di £16 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia A: tariffa ridotta di £15, tariffa standard di £32 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia B: tariffa ridotta di £102, tariffa standard di £244 e tariffa più elevata di £1.097.
    • Fascia C: tariffa ridotta di £106, tariffa standard di £253 e tariffa più elevata di £1.141.

    Il Regno Unito ha introdotto nuove tariffe premium APD per i passeggeri sui voli che utilizzano aeromobili di 20.001 tonnellate o più con meno di 19 posti a sedere. I voli di questa categoria pagano l’APD al doppio della tariffa APD standard per la classe business/prima classe.  

    Francia:

    In Francia, la tassa d’imbarco è chiamata “Tarif de l’aviation civile de la Taxe sur le transport aérien de passagers” ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto situato sul territorio francese. La tariffa per il trasporto merci o posta è di 1,50 euro per tonnellata, mentre la tariffa per i voli passeggeri dipende dalla destinazione finale del passeggero:  

    • 5,05 euro per i voli verso lo Spazio economico europeo (SEE), il Regno Unito e la Svizzera, e
    • 9,09 euro per tutte le altre destinazioni.

    Le tariffe sono riviste ogni anno per tenere conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo.  

    Dal 1° marzo 2025, i voli charter in partenza dagli aeroporti francesi sono soggetti a un forte aumento delle tasse sui passeggeri, che vanno da 210 a 2.100 euro a passeggero. Questa decisione è stata criticata dall’European Business Aviation Association (EBAA), che ha avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe minacciare gli operatori con sede in Francia.  

    Gli individui che lasciano la Francia sono soggetti a tassazione su tutto ciò che hanno guadagnato in Francia prima della loro partenza, nonché su eventuali guadagni francesi tassabili in Francia ai sensi dei trattati fiscali internazionali che hanno guadagnato dopo la loro partenza. Se possiedono immobili in Francia, sono soggetti all’imposta sugli immobili e alla tassa di soggiorno.  

    La Francia applica anche una “tassa di uscita” o “contributo eccezionale sul valore di determinati beni” ai privati e alle società facoltosi che trasferiscono la loro residenza fiscale fuori dalla Francia. La tassa è calcolata sulle plusvalenze non realizzate delle attività finanziarie, ovvero la differenza tra il loro valore di mercato alla data di partenza e il loro prezzo di acquisto, che è quindi soggetta a un’aliquota fissa del 30%.  

    quale futuro per la tassa d’imbarco in Sardegna?

    L’abolizione della tassa potrebbe rendere la Sardegna più competitiva nel settore aereo, con biglietti meno costosi e un aumento del traffico turistico. Tuttavia, senza un piano di investimenti infrastrutturali, gli aeroporti dell’isola rischierebbero di diventare inadeguati alla nuova domanda.

    Inoltre, il dialogo con Ryanair, la compagnia con il maggior numero di voli in Sardegna, non è stato gestito in modo strategico: l’assenza della presidente Todde all’incontro con McGuinness ha lasciato molti interrogativi sulle reali intenzioni della Regione.

    La domanda ora è: la Sardegna vuole cogliere questa opportunità e rilanciare il suo sistema aereo o continuerà a restare vincolata a una tassa che potrebbe rallentare il suo sviluppo?