La natura della Sardegna contro il Parkinson Un progetto dell’Università di Sassari per una migliore qualità della vita.

Tra le tante proprietà benefiche che la natura della Sardegna offre, pochi potrebbero pensare che la nostra regione possa essere una vera “palestra a cielo aperto” per intervenire beneficamente nella lotta al morbo di Parkinson.
Il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari intende dimostrare proprio questo, con il progetto “Sardegna palestra a cielo aperto: interventi motori adattati in ambiente naturale in persone con malattia di Parkinson”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna.
Parte di un filone di ricerca che ha lo scopo di promuovere gli stili di vita attivi attraverso la valorizzazione delle risorse territoriali (sia in soggetti sani che con patologie), il progetto sarà presentato il 3 febbraio presso l’aula A del complesso biomedico dell’Università in viale San Pietro.
Interverranno il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Professor Gavino Mariotti, che porterà i saluti dell’Ateneo, il Sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus e i rappresentanti degli Enti a vario livello co-promotori, i cui interventi di saluto saranno seguiti dalle relazioni dei ricercatori protagonisti della ricerca.
Lo studio, condotto su pazienti di entrambi i sessi e con diagnosi di malattia di Parkinson, avrà la durata di un anno e si articolerà nella programmazione di tutte le fasi valutative, nell’attuazione del programma multisport in ambiente naturale, che comprende trekking, surf, kayak e vela, con la successiva divulgazione e pubblicazione dei risultati del progetto, originato dalla consapevolezza di come l’attività motoria adattata possa essere un potente alleato nel migliorare l’equilibrio, la mobilità funzionale e le capacità di esercizio nei pazienti con questa patologia.
Il gruppo di studio è coordinato dalla Professoressa Lucia Cugusi, docente del corso di laurea in Scienze motorie, Sportive e Benessere dell’Uomo dell’Università di Sassari e vedrà la collaborazione ddei docenti e ricercatori della sezione di Anatomia e Istologia dell’Ateneo sassarese con il Professor Pasquale Bandiera, della Fisiologia Umana con la Professoressa Franca Deriu e della Bioingegneria con il professor Ugo Della Croce.
Alla ricerca parteciperanno, in qualità di partner, l’U.O.C. di Neurologia dell’AOU di Sassari, direta dal Professor Paolo Solla, l’Ambulatorio dei Disordini del movimento della ASL di Sassari, coordinato dal dottor Kai Paulus, le Associazioni Parkinson di Sassari e Alghero, il CUS Sassari, Adventure Guide, Bonga Surf School, Yacht Club Alghero, 3Motion e Azen Kayak, che con la loro esperienza e competenza porteranno i partecipanti a vivere un’esperienza unica.

Sassari, 02 febbraio 2023

Ufficio stampa dell’Università di Sassari
p.zza Università 21, 07100 Sassari




Intelligenza artificiale, Google premia l’Università di Cagliari – Comunicato UniCa 20220120

Da Google un riconoscimento internazionale
di grande prestigio per il Diee dell’ateneo di Cagliari

Premio di 50mila euro al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica per gli importanti risultati delle ricerche guidate da Battista Biggio sul tema della sicurezza e dell’affidabilità in ambito dell’intelligenza artificiale. L’award 2022 “Google Security and Privacy Research”, destinato a supportare gli studi del PraLab, è stato comunicato da Elie Bursztein, numero uno della sezione Security, Anti-abuse and Privacy del colosso informatico mondiale

SICUREZZA WEB. Il premio “Google 2022 Security and Privacy Research Award” è stato assegnato alla nostra università durante un workshop virtuale, a novembre scorso, dal team di ricerca Google che si occupa di sicurezza, antiabuso e privacy. La destinazione del finanziamento – sponsorizzato dal gruppo Security, Anti-abuse and Privacy di Google – è di supportare le attività di ricerca in tema di AI sicuro che il professor Battista Biggio conduce all’interno del PraLab con una decina di collaboratori. L’obiettivo è ora di esplorare alcune possibilità di collaborazione proprio con i ricercatori di Google.

LETTERA GOOGLE. “Il premio – si legge nella comunicazione di congratulazioni ufficiali dell’azienda USA, firmata dal responsabile della ricerca sulla sicurezza e l’antiabuso, Elie Bursztein – consiste in una donazione in denaro di 50.000 dollari che vorremmo offrire attraverso la vostra istituzione, come riconoscimento per la vostra ricerca sull’apprendimento automatico ‘adversarial machine learning’. Il nostro intento con il premio è quello di sostenere ulteriormente gli studi in questa direzione”.

MACHINE LEARNING E INTELLIGENZA ARTIFICIALE. I meriti del professor Biggio erano già noti alla comunità scientifica, avendo collezionato diversi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio “ICML 2022 Test of Time Award”, assegnatogli a Baltimora (Usa) nell’estate 2022, durante l’International Conference on Machine Learning, per l’articolo “Poisoning Attacks Against Support Vector Machines”, che vanta oltre mille citazioni scientifiche e risulta con il maggiore impact factor di questo campo di studi negli ultimi dieci anni. È inoltre dello scorso ottobre la notizia dell’avvio di un altro grande progetto di ricerca internazionale – con 26 partner mondiali e finanziato con 10 milioni di euro da Unione Europea, Gran Bretagna e Svizzera – di cui l’equipe di ricercatori e ricercatrici del PraLab di UniCa guidata da Battista Biggio coordina le attività “inerenti la progettazione di sistemi di intelligenza artificiali sicuri e affidabili, insieme ai team dell’Eth di Zurigo, del Cispa Helmholtz Center for Information Security e dell’Università di Oxford, per applicazioni relative ai veicoli a guida autonoma e alla rilevazione delle minacce e virus informatici”.

Contatti e approfondimenti:

 HYPERLINK “http://www.unica.it/unica/page/it/da_google_un_riconoscimento_internazionale_di_grande_prestigio_per_il_diee_di_unica” www.unica.it/unica/page/it/da_google_un_riconoscimento_internazionale_di_grande_prestigio_per_il_diee_di_unica 

Cagliari, 20 gennaio 2023 (IC)




“Riflessioni sul fine vita” all’Università di Sassari

SASSARI. Sono vive più che mai le discussioni sulla morte come “scelta di vita”, al cospetto dei progressi scientifici che consentono di prolungare artificialmente l’esistenza e, con essa, talvolta la sofferenza dei malati, in alcuni casi anche contro la loro stessa volontà. Il tema, spinoso e attualissimo, sarà approfondito venerdì 16 dicembre, alle 16, nell’Aula Magna dell’Università di Sassari, attraverso il convegno dedicato alle “Riflessioni sul fine vita, aspetti etici e giuridici”, che vedrà confrontarsi accademici, esperti di diritto e bioetica.

L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Università di Sassari e con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna. In Italia –  spiegano gli organizzatori – il tormentato percorso verso una legislazione a tema ha raggiunto la sua prima meta con l’approvazione di una legge del dicembre 2017 sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento.

Appare cruciale l’interrogativo che da sempre divide i sostenitori di una visione etico-cattolica dai propugnatori di una visione laica: corrisponde davvero a tutelare la dignità dell’essere umano, il prolungarne l’esistenza solo dal punto di vista biologico e per mezzo di terapie di alimentazione e idratazione artificiali?

Tra i numerosi aspetti che caratterizzano la questione, uno degli elementi trattati riguarderà lo stato di incapacità della persona di esprimere la propria scelta. Sono due le direzioni possibili: da un lato si può dare prevalenza al principio di precauzione, secondo cui la vita dovrebbe essere sempre e comunque mantenuta, anche artificialmente, con il rischio di cancellare la cifra morale della persona e ridurne il riconoscimento ad una dimensione meramente biologica.

Una seconda via potrebbe essere invece orientata a recuperare la dignità e le potenzialità morali del malato tentando, dove possibile e con tutte le cautele del caso, di ricostruire la volontà della persona divenuta incapace.

A introdurre l’incontro sarà l’avvocato Attilio Pinna, responsabile area giuridica dell’Is.Be, che passerà la parola al Magnifico rettore Gavino Mariotti per i saluti istituzionali. Interverranno quindi Anna Alberti, docente di Istituzioni di Diritto pubblico Uniss; l’avvocato Giovanni Colli, presidente della Camera Penale di Nuoro; Massimo Foglia, docente di Diritto Privato dell’Università di Bergamo; Mario Oppes, docente di Bioetica all’Istituto Superiore di Scienze religiose di Sassari. La conferenza sarà moderata da Giovanni Maria Uda, docente di Diritto Privato all’Università di Sassari.




Paola Ruiu, un modello di vita sempre attuale

SASSARI. Paola Ruiu, una “forma di vita” più che mai attuale. Dalla giornata di studio svoltasi venerdì 6 maggio nell’Aula Magna dell’Ateneo turritano emerge la modernità della figura di una intellettuale, donna di scuola, scrittrice sassarese, protagonista di passaggi cruciali della seconda metà del ‘900. L’iniziativa ha voluto sottolineare il valore di un umanissimo lascito culturale capace, come ha detto la sorella Yerina, di “aprire altre strade segnate dalla ‘fatica’ del concetto e dalla sapienza del cuore”.

Nel rappresentare il saluto del sindaco di Sassari, Laura Useri, assessora alla Cultura, Politiche educative e Pari opportunità, ha espresso l’auspicio che nascano altre Paole Ruiu, donne capaci di percorrere il cammino dei diritti.

A raccogliere il testimone ideale della sua opera due dirigenti scolastici intervenuti a inizio delle attività moderate da Vittoria Casu, già direttrice dell’Ufficio di servizio sociale dei minorenni di Sassari del Ministero della Giustizia. Patrizia Mercuri, alla guida dell’Istituto di San Donato, ha accostato la figura di Paola Ruiu a quella di Maria Montessori, per essersi affermate, sia pure in momenti storici diversi, nello svolgimento di ruoli tradizionalmente riservati agli uomini. L’onere di apripista trova conferma nelle parole del Dirigente del liceo Margherita di Castelvì, Gianfranco Strinna, che ha sottolineato la grande attenzione di Paola Ruiu per gli ultimi in un periodo, gli anni ’80-90, in cui la normativa sull’inclusione degli studenti disabili muoveva appena i primi passi.

Pasquale Lubinu, sindaco di Ossi, ha rimarcato le singolari competenze di una donna che ha diretto Il Circolo Scolastico per oltre dieci anni e che ha saputo tessere relazioni positive con i soggetti istituzionali del territorio, testimoniando il senso di autentica appartenenza alla comunità.

A ripercorrere l’impegno militante di Paola Ruiu nel lungo e contrastato cammino dei diritti è stata la costituzionalista Carla Bassu, che ha evidenziato la sua forza nell’opporsi alla visione stereotipata e subalterna della donna nel secondo dopoguerra. Ha sottolineato il valore dell’impegno concreto di una giovanissima donna aderente all’UdS-Unione donne della Sardegna, che ha portato avanti nei primi anni cinquanta, insieme ad altre compagne di diversa appartenenza politica, l’inchiesta sulla miseria; un lavoro compiuto a stretto contatto con le persone che vivevano in condizioni di degrado, soprattutto donne e bambini.

Paola Pinna, già segretaria della Cgil Scuola, ha riannodato il filo rosso che collega queste esperienze al ruolo svolto da Paola Ruiu in qualità di prima Segretaria della CGIL Provinciale di Sassari nel 1971. Ne ha rievocato la cifra distintiva dell’impegno sindacale: l’autorevolezza orientata al rispetto per le istituzioni, accompagnato dalla ricerca della mediazione vissuta nel confronto di esperienze e saperi; Il tratto di una donna decisa con gli adulti ma “dolcissima coi bambini” al cui mondo faceva sempre riferimento.

Nel ricordare i saperi e le competenze esercitate negli spazi professionali e della formazione dalla compianta insegnante, il presidente della Casa Museo Gramsci di Ghilarza, Giorgio Macciotta, ha parlato dei meriti acquisiti grazie all’appartenenza a due “scuole”: quella del PCI e quella di Antonio Pigliaru nel gruppo multifunzionale di Ichnusa, dove lei apprese a tessere relazioni sociali e a combattere le battaglie del tempo, come quella per il Piano di rinascita negli anni ’60.

L’apprendistato con Pigliaru ritorna nel ricordo di Salvatore Tola, studioso della cultura sarda, che ha ripercorso l’esperienza del Centro Maestri di Ichnusa per ripensare l’impegno della maestra Paola Ruiu attenta alle urgenze culturali e sociali delle comunità, con particolare riguardo all’educazione degli adulti. Un’esperienza portata avanti insieme ad un gruppo attivo di insegnanti, sotto lo sguardo sapiente e lungimirante del filosofo Antonio Pigliaru, che ne incoraggiò la prosecuzione autonoma anche dopo la cessazione dell’attività della rivista, avvenuta nell’estate del 1965.

Il tratto di una donna capace di leggere le criticità del suo tempo si riconosce nella qualità antropologica della tesi di laurea riguardante “le trasformazioni culturali prodotte dal lavoro industriale tra i lavoratori del petrolchimico”. Una ricerca sul campo, analizzata dallo storico Sandro Ruju, che ha evidenziato il grande valore documentario delle interviste fatte a uomini e donne provenienti dall’agricoltura e dall’emigrazione, fotografia di un tempo spartiacque tra due mondi.

Nella sessione pomeridiana, la tavola rotonda moderata dall’accademico Alberto Merler ha posto in luce la singolarità di una cultura didattica capace di intrecciare diritti e immaginazione.

Della produzione poetica e di testi per il teatro di Paola Ruiu hanno dato un assaggio l’attore della compagnia “La botte e il cilindro” Giommaria Manunta e l’attrice Ica Sanna con la lettura della favola “La calamita attira matti” tratta dal libro “I bambini dei vicoli di Sassari”.

La presentazione di alcune scene dello spettacolo teatrale tratto dal libro “I bambini e il cappellaio” ha offerto l’opportunità di apprezzare un messaggio di denuncia di scelte economiche irresponsabili. Lo spettacolo ha preso le mosse da un laboratorio teatrale delle scuole elementari di Ossi ed è arrivato secondo nella Rassegna Nazionale del Teatro per l’infanzia di Serra San Quirico nelle Marche nel 1999.

La presentazione della favola “Mille nastri sull’Oceano”, tratto dal Dvd “Nastri di parole per girotondi di pace”, è il punto di approdo di un progetto sull’educazione ai diritti umani patrocinato dalla Sezione Italiana di Amnesty International, destinato alle bambine e ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Gian Mario Manca e Fabio Di Pietro ne hanno tratteggiato l’iter muovendo dai testi del libro di Paola Ruiu, “Fiabe e filastrocche sui diritti dei bambini”, mettendo in luce il coinvolgimento di bambine e bambini provenienti dalla scuola primaria, di giovani attivisti amnestiani e di studenti del Liceo Azuni di Sassari 

La testimonianza coinvolgente delle maestre di Oschiri, Franca Deligios e Maria Pina Sini ha confermato il valore della rivoluzione pedagogica della “signora Paola” messa in atto con l’avvento del tempo pieno e dell’inclusione dei diversamente abili: un’opera che ha cambiato il tessuto sociale della comunità.

A conclusione della giornata di studio il canto del “Deus ti salve Maria”, nella versione di Fabrizio De Andrè, ha consegnato ai presenti l’emozione per l’infaticabile impegno di una Maestra che ha reso onore ai talenti e al coraggio delle donne e che, come ha detto la figlia Grazia Maddalon, ha reso possibile “l’invenzione di discorsi intessuti di poesia”.

Il convegno ha ricevuto il patrocinio dell’Università di Sassari, del Comune di Sassari, del Consiglio regionale della Sardegna, della Provincia di Sassari, dei Comuni di Ossi e Oschiri. Hanno collaborato la Cgil Sassari, l’Istituto Magistrale Margherita di Castelvì, Amnesty International, UDI-Unione Donne in Italia e IC Statale San Donato.




Paola Ruiu, venerdì a Sassari il ricordo di una vita tra appartenenze e diritti

SASSARI. Una giornata di studio per ripensare la biografia di una donna che incrocia momenti significativi della seconda metà del Novecento. Venerdì 6 maggio dalle 9 del mattino, l’Aula Magna dell’Università di Sassari ospiterà il convegno dal titolo “Paola Ruiu, una vita tra appartenenza e diritti”. Interverranno personalità e rappresentanti della società civile, del mondo della scuola, della politica e della cultura.

L’appuntamento, suddiviso in due sessioni, sarà introdotto dai saluti delle massime istituzioni cittadine e regionali rappresentate dal rettore Gavino Mariotti, dal sindaco di Sassari Nanni Campus, dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, e dall’amministratore straordinario della Provincia di Sassari, Pietrino Fois.
Seguirà l’omaggio dei sindaci Roberto Carta e Pasquale Lubinu, rispettivamente primi cittadini di Oschiri e di Ossi, paesi nei quali Paola Ruiu è stata direttrice didattica per anni. Quindi l’intervento dei dirigenti scolastici Patrizia Mercuri e Gianfranco Strinna, che ne hanno conosciuto e apprezzato l’umanissima professionalità.

A introdurre e moderare le attività sarà Vittoria Casu, già direttrice dell’Ufficio di servizio sociale dei minorenni di Sassari del Ministero della Giustizia. Gli interventi della mattina metteranno in luce aspetti di una lunga strada segnata dalla passione per la conoscenza, intesa come convivialità di saperi, orientata dalla fiducia nella forza del dialogo. Il percorso di una infaticabile donna di scuola che nel 2001 e nel 2002 è stata insignita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di due diplomi con medaglia d’oro per la sua “carriera superlativa” e come “Benemerita della Scuola, della cultura e dell’arte”.
Del suo coinvolgente impegno di sindacalista parlerà Paola Pinna, già Segretaria della CGIL Scuola.
Giorgio Macciotta, presidente della ‘Casa Museo Gramsci’, traccerà il valore dell’appartenenza tra politica e cultura.
Salvatore Tola, studioso di cultura sarda, si soffermerà sulla “stagione” del Centro Maestri di Ichnusa; lo storico Sandro Ruju, presenterà gli aspetti salienti di una interessante inchiesta condotta la Paola Ruiu a metà degli anni ’70 riguardante le trasformazioni culturali indotte dal lavoro industriale tra gli operai del petrolchimico e tra gli emigrati sardi. Infine la costituzionalista Carla Bassu evidenzierà la vocazione etico-politica di una donna degli anni ’50 nel lungo e contrastato percorso dell’emancipazione femminile.
La seconda sessione prenderà il via alle 15 con la tavola rotonda dedicata all’“Intreccio di diritti tra parole e immaginazione” moderata dall’accademico Alberto Merler, in cui si parlerà della valenza culturale di una didattica aperta al mondo della vita.
Una forma di vita ma anche un esercizio di pensiero, quello di Paola Ruiu (classe 1932, scomparsa nel 2020) libero dal peso delle convenzioni e del pregiudizio, improntato alla buona vita e al servizio della comunità.

Il convegno ha ricevuto il patrocinio dell’Università di Sassari, del Comune di Sassari, del Consiglio regionale della Sardegna, della Provincia di Sassari, dei Comuni di Ossi e Oschiri. Hanno collaborato la Cgil Sassari, l’Istituto Magistrale Margherita di Castelvì, Amnesty International, UDI-Unione Donne in Italia e IC Statale San Donato. L’ingresso è libero ma regolato dalle disposizioni legislative anti Covid. Per informazioni rivolgersi alla segreteria organizzativa Ruiu/Maddalon 3331624170 – 3388069345.




Il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, sostiene l’istituzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Nord Sardegna. Lo scrive in una lettera al sindaco Settimo Nizzi.

01/04/2022 – Anche il mondo accademico sostiene l’istituzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Nord Sardegna. Il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, ha scritto una lettera di sostegno al sindaco Settimo Nizzi, manifestandogli le più alte considerazioni per la rivendicazione portata avanti dal primo cittadino olbiese: «Sappi, che oltre le numerose manifestazioni di sostegno a te pervenute, da parte di amministrazioni pubbliche e private, anche l’Università degli Studi di Sassari, sostiene convintamente il progetto e le argomentazioni». Mariotti auspica che «il Governo tenga conto della improrogabile esigenza di istituire la nuova Autorità portuale del nord Sardegna nel sistema dei trasporti. La riforma ha un ruolo strategico, attribuendo una valenza socio-economica dei territori del Nord, i quali certamente, costituiscono la porta della Sardegna, nonché, sotto il profilo geo-politico, rappresentano una posizione baricentrica, essendo al centro del Mediterraneo».
«L’istituzione della nuova Autorità portuale rappresenta un forte elemento di coesione territoriale ed un’unica opportunità di rilancio» conclude il Rettore.




Nanonavette intelligenti per la terapia anti Covid-19
Ricerca dell’Università di Sassari con UCLA e Nanomater s.r.l
22 febbraio 2022

SASSARI. “Pallottole magiche” in grado di uccidere agenti patogeni risparmiando le cellule e i tessuti dell’ospite. Così diceva Paul Ehrlich, il padre della chemioterapia, circa 100 anni fa. Questo concetto è stato oggi raccolto come sfida nella lotta contro il virus responsabile dell’attuale pandemia. In questo scenario, un team di ricercatori sardi, appartenenti all’Università di Sassari, all’azienda Nanomater S.r.l., e all’Università della California (UCLA, Los Angeles), ha pensato di incrementare l’efficacia di agenti antivirali da utilizzare nella terapia anti COVID-19, veicolandoli tramite “nanonavette” intelligenti, in grado di riconoscere selettivamente le cellule infettate o che potrebbero infettarsi con il virus SARS-CoV-2.

Virus e nanonavetta: stesso meccanismo di “attracco” sulle cellule
Il team ha iniziato a lavorare sul progetto all’inizio della pandemia, quando si erano acquisite informazioni sul meccanismo attraverso il quale il virus infetta le cellule – in particolare quelle dell’epitelio alveolare del polmone – partendo dall’idea di sfruttare lo stesso processo come potenziale terapeutico.
I risultati dello studio dal titolo “Development of Targeted Nanoparticles Loaded With Antiviral Druds For SARS-CoV-2 Inhibition”, coordinato dal chimico farmaceutico Mario Sechi (Università di Sassari), in collaborazione con la nanotecnologa Vanna Sanna (Nanomater S.r.l.) e il biologo Sandro Satta (UCLA), sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista di chimica farmaceutica European Journal of Medicinal Chemistry. Anche il Prof. Tzung Hsiai (UCLA) è coautore dell’articolo.
La ricerca ha portato alla realizzazione di nanoparticelle di dimensioni simili a quelle del virus, caricate con il farmaco antivirale Remdesivir, utilizzato come modello, e di recente approvato per il trattamento della malattia COVID-19; queste nanoparticelle sono state ingegnerizzate in superficie con piccoli “gancetti” capaci di riconoscere e di interagire con delle strutture specifiche (denominate “ACE2”), presenti sulla superficie delle cellule del tessuto polmonare: esse costituiscono il sito di riconoscimento per il SARS-CoV-2 per l’ingresso e quindi l’infezione nelle cellule. La presenza di questi “ganci molecolari”, nel favorire l’interazione (o “attracco”) tra il nanovettore e le cellule principalmente localizzate nell’apparato respiratorio, consente la veicolazione selettiva del farmaco verso tali bersagli.

La via inalatoria valida alternativa alla somministrazione endovenosa
La novità introdotta dal team sardo è che la nanonavetta così realizzata può consentire all’agente antivirale caricato al suo interno di raggiungere con più selettività le cellule già infettate (o che potrebbero essere infettate), e quindi essere utilizzato in dosi contenute, garantirne una efficiente distribuzione e limitarne eventuali effetti indesiderati per l’organismo. Inoltre, tale tecnologia offre la possibilità di somministrare farmaci per il trattamento di COVID-19 per via inalatoria, ampliandone così le potenzialità e le applicazioni terapeutiche come nel caso del Remdesivir, correntemente somministrato per via endovenosa. Questo approccio può essere sfruttato non solo per il Remdesivir ma anche per qualunque altro agente potenzialmente utile per la terapia del COVID-19.

Risultati incoraggianti in laboratorio
I risultati degli esperimenti condotti in laboratorio sulle cellule infettate hanno mostrato un significativo incremento dell’attività antivirale del farmaco veicolato attraverso la nanonavetta e confermato la sua competizione con il virus nell’ingresso nella cellula. Sono in corso delle interlocuzioni con aziende interessate a sviluppare questa tecnologia. Questi risultati hanno portato nuovi stimoli ed entusiasmo nel proseguire gli studi volti a migliorare la struttura dei nanosistemi intelligenti e ad approfondirne l’efficacia nella prospettiva di ulteriori sviluppi.
Sardegna-USA: una collaborazione che funziona
La collaborazione tra il gruppo di ricerca sardo e quello statunitense, anche su altre tematiche, ha inoltre consentito di generare una solida piattaforma sperimentale per altri progetti nel settore dello sviluppo di nuovi farmaci innovativi e della loro veicolazione con nanosistemi ad alto contenuto tecnologico. Un ringraziamento da parte dei ricercatori è rivolto a tutti gli amici che nelle diverse fasi del lavoro hanno interagito con lo studio, in particolare la dott.ssa Maria Orecchioni, responsabile del laboratorio di Risonanza Magnetica Nucleare (Uniss) per il suo prezioso contributo. “C’è grande soddisfazione per i risultati ottenuti e per l’attenzione ricevuta dallo European Journal of Medicinal Chemistry, una delle riviste a impatto più alto per lo specifico settore scientifico – commenta il professor Mario Sechi – Tuttavia, devo purtroppo constatare l’assenza di contributi economici dedicati, nonostante le richieste di supporto o di partecipazione a bandi inoltrate a diverse Istituzioni. Penso che si potrebbe fare di più in questa fase delicata della situazione sanitaria”.

Link all’articolo:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S022352342200023X




Tavolo tecnico con il Ministro dell’Università Maria Cristina Messa all’Università di Sassari

3 dicembre 2021

SASSARI. E’ stato breve ma ricco di contenuti il tavolo tecnico che ha avuto luogo stamattina all’Università degli Studi di Sassari tra il Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, i rappresentanti dei due Atenei regionali e il territorio.

Il Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti – affiancato dal Prorettore vicario dell’Università di Cagliari Gianni Fenu, in sostituzione del Rettore Francesco Mola – ha presentato uno schema di progetto PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) nel quale l’Ateneo turritano si propone come capofila a livello nazionale. I partner del progetto sono Regione Sardegna, Banco di Sardegna, Fondazione di Sardegna, CRS4, CNR, Abinsula, Qatar Foundation, ATS, AOU di Sassari, Accademia di Belle Arti, Coldiretti, Sistema camerale, Università di Trieste, Università Federico II di Napoli, oltre ad altri partner, pubblici e privati (Price Waterhouse e Coopers, Istituto Turistico Immobiliare, As do Mar), “allo scopo di riunire le diverse anime del territorio in un unico intento”, ha dichiarato Mariotti. I temi su cui si punterà, in un unico progetto, sono riconducibili a quattro macro aree: agro-veterinario e alimentare; sanità; sistema bancario; sistema dell’industria turistica, che svilupperanno attività al fine di rispondere alle esigenze del territorio. L’obiettivo è quello di valorizzare tutte le risorse che la Sardegna può mettere in campo in questi settori per lo sviluppo sociale ed economico della nostra Isola”, ha aggiunto il Rettore.

Il Ministro Maria Cristina Messa ha ricordato che il PNRR destina al Sud il 40% dei fondi da distribuire sulla base della progettualità. Per l’Università e la formazione ci sono 11 miliardi di cui 9 per la Ricerca che saranno messi a bando. Pertanto, “è necessario presentare progetti che guardino al futuro e che diano risorse per lo sviluppo per i prossimi 5 anni. I progetti dovranno garantire innovazione e l’innovazione non si fa senza ricerca. C’è totale disponibilità da parte del Ministero a supportare le vostre iniziative, ma la cosa importante è fare rete in Sardegna e anche nell’ambito del territorio nazionale, perché la conoscenza non ha confini”, ha dichiarato Maria Cristina Messa. “L’obiettivo finale è dare ai giovani gli strumenti per la formazione e per l’inserimento nel mondo del lavoro. C’è attenzione da parte del Governo per le esigenze della Regione Sardegna. Chiediamo progettualità con l’indispensabile coinvolgimento delle imprese”.

In chiusura il Ministro ha ascoltato gli interventi degli attori economici del territorio ed è emersa la volontà da parte di tutti a contribuire al progetto, ciascuno per le proprie competenze.


Valentina Guido

Addetta stampa Università di Sassari




Elezioni presidenziali e crisi istituzionali
Seminario l’11 ottobre all’Università di Sassari
8 ottobre 2021

SASSARI. Nell’imminenza di un importante appuntamento istituzionale come l’elezione del Presidente della repubblica italiana, il Dipartimento di Scienze Umanistiche e sociali dell’Università di Sassari organizza per l’11 ottobre 2021, alle ore 11.00 nell’aula magna dell’Ateneo, in piazza Università, il seminario “L’elezione più importante? La scelta del Presidente della repubblica nelle crisi istituzionali”.
Il seminario prevede una prima sessione mattutina che avrà per argomento “Elezioni presidenziali e crisi istituzionali nell’Italia repubblicana”, presieduta da Giulio Enea Vigevani dell’Università di Milano Bicocca con i saluti del rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, in apertura. Seguiranno gli interventi di Elena Bindi (Università di Siena) e Claudio Martinelli (Università di Milano Bicocca) che introdurranno al dibattito e alla riflessione conclusiva di Francesca Rosa dell’Università di Foggia.
Nel pomeriggio dalle 15.30 ci sarà una seconda sessione (“L’elezione del presidente nel maremoto della XVIII legislatura”) presieduta da Carla Bassu dell’Università di Sassari con gli interventi introduttivi di Francesco Clementi (Università di Perugia) e Federico Furlan (Milano Bicocca) e il successivo dibattito con la riflessione conclusiva di Tommaso Edoardo Frosini dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa.
L’evento potrà essere seguito in diretta su YouTube sul canale dell’Università “Unisstube”.




L’Università di Sassari all’Arab Water Forum di Dubai

L’Università di Sassari all’Arab Water Forum di Dubai

Cooperazione e riciclo delle acque: nuove prospettive

contro la scarsità delle risorse idriche per le comunità

che si affacciano sul Mediterraneo

30 settembre 2021

DUBAI. Nei giorni scorsi si è tenuto a Dubai il quinto Arab Water Forum, l’appuntamento più importante di discussione e aggiornamento sulla gestione delle risorse idriche delle comunità arabe. Sulla scorta dello slogan “Arab Water Security for Peace and Sustainable Development”, gli oltre 800 partecipanti al Forum hanno affrontato temi come la sicurezza idrica, la cooperazione transfrontaliera e l’uso della risorsa acqua per lo sviluppo sostenibile.

Il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NRD-UNISS; en.uniss.it/nrd) dell’Università di Sassari, in collaborazione con l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari e l’International Water Management Institute, ha organizzato il tavolo tematico “Water Security in the Mediterranean Region: Sustainable water reuse Strategies in Agriculture”, sul rafforzamento della governance dell’acqua attraverso azioni innovative e soluzioni tecnologiche per l’uso sostenibile di acque non convenzionali. 

In un contesto di scarsa disponibilità di risorse idriche, le acque non-convenzionali – quali, ad esempio, le acque reflue trattate, desalinizzate e di drenaggio – rappresentano un’alternativa valida per diminuire la pressione sulle acque superficiali e sotterranee, soprattutto per quanto riguarda il settore agricolo, che da solo comporta un consumo idrico di circa il 70% del totale. 

Negli anni si è assistito all’utilizzo di diverse strategie sostenibili di riutilizzo in agricoltura delle acque reflue,  ma diversi fattori ne hanno limitato un più ampio utilizzo, soprattutto nei paesi della sponda sud del Mediterraneo (per esempio, la bassa efficienza degli impianti di depurazione). 

Il progetto di cooperazione internazionale “MENAWARA – Non-conventional water reuse in agriculture in Mediterranean countries”, finanziato dal programma europeo ENI CBC MED, coordinato da NRD-UNISS, con partner provenienti da Tunisia, Palestina, Giordania, Spagna e Italia, si pone l’obiettivo di promuovere l’utilizzo delle acque non-convenzionali in agricoltura, adottando tecnologie di trattamento terziario innovative e a basso costo, sistemi efficienti di irrigazione adattati all’uso di acque non convenzionali e rafforzando le capacità tecniche di agricoltori, tecnici e istituzioni coinvolte nella gestione delle risorse idriche.

Durante la sessione del 21 settembre, sono stati presentati gli esempi dei progetti MENAWARA e RE-WATER (finanziato dall’Agenzia Svedese per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale). È seguito un dibattito, finalizzato ad approfondire i legami tra ricerca, cooperazione e governance delle risorse idriche mediante la partecipazione di importanti rappresentanti delle Istituzioni dei vari paesi.

Tra le raccomandazioni emerse, che saranno portate all’attenzione dei rappresentanti istituzionali partecipanti al World Water Forum in programma a Dakar a marzo 2022, la necessità di garantire che le politiche internazionali integrino il riciclo dell’acqua nelle diverse strategie di gestione delle risorse idriche e una maggiore collaborazione tra le istituzioni anche attraverso la creazione di partenariati per promuovere la partecipazione a progetti internazionali.