Camillo Bellieni, grande soddisfazione dell’Is.Be per il riconoscimento voluto dall’Università di Sassari

Maria Doloretta Lai e Michele Pinna

SASSARI. Il nome di Camillo Bellieni è stato troppo spesso dimenticato o relegato in un cantuccio della storia dei grandi intellettuali sardi del Novecento, malgrado sia stato una delle massime espressioni filosofiche del suo tempo. L’intitolazione dell’Aula del Consiglio d’amministrazione dell’Università di Sassari proclamata nei giorni scorsi dagli organi di governo dell’Ateneo turritano, è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici dell’istituto sassarese che da trent’anni porta il nome di questo straordinario uomo di cultura, filosofo e tra i principali ideologi del Partito Sardo D’Azione.

A esprimere profondo compiacimento e un pizzico di commozione sono Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari, e Maria Doloretta Lai, presidente Is.Be, che sottolineano l’importanza di questa iniziativa nell’indicare Camillo Bellieni non solo come il fondatore del Psd’Az  (di cui quest’anno ricorre il primo centenario della sua costituzione, avvenuta a Macomer nella primavera del 1921), ma anche come infaticabile studioso e scrittore politico, oltre che storico della Sardegna antica e medievale.

«È stato un filosofo che ha rinnovato l’idealismo italiano attraversandolo dall’interno, conferendogli una connotazione speciale ed originale – ha affermato Michele Pinna, scrittore e docente di Storia e Filosofia –. Bellieni ha assunto la Sardegna come il grande laboratorio e la grande officina di un autonomismo moderno, mediterraneo, europeista, coniugato con la tradizione del federalismo democratico otto-novecentesco».

Nelle parole di Pinna, il riconoscimento da parte dell’Ateneo sassarese è oltremodo opportuno in quanto Bellieni si laureò in Giurisprudenza proprio in questa università, discutendo una tesi in Filosofia del diritto. Solo successivamente si trasferì a Roma per laurearsi in Filosofia con Giovanni Gentile.

Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi del presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, e del Magnifico Rettore Gavino Mariotti, che hanno contribuito a dare maggiore solennità all’evento.

«La targa dedicata dall’Università a Bellieni come filosofo, storico e politico – ha commentato Maria Doloretta Lai – per noi giovani che lavoriamo nell’associazione fondata oltre trent’anni fa dal professore Michele Pinna, è motivo di ulteriore prestigio e di rinnovata fiducia. Attraverso l’azione di ricerca, di promozione e di valorizzazione della cultura e della lingua sarda che portiamo avanti nel nome di Camillo Bellieni, ne seguiamo l’ispirazione e l’insegnamento affinché la coscienza dei sardi possa giungere a quei valori di autodeterminazione e di consapevolezza civile che sono propri delle società costituite da uomini e donne liberi».

Camillo Bellieni



Presentati i corsi di laurea 2021-2022 dell’Università degli studi di Sassari

Presentati i corsi di laurea dell’Università di Sassari 

per l’anno accademico 2021/2022

14 luglio 2021

SASSARI. L’Università degli Studi di Sassari propone per l’anno accademico 2021-2022 59 corsi di laurea: 31 triennali, 23 magistrali, 6 corsi di laurea magistrale a ciclo unico.

Di questi, 36 corsi sono ad accesso libero e 23 ad accesso programmato, nazionale o locale.

La nuova offerta formativa è stata presentata oggi durante una conferenza stampa dal Rettore Gavino Mariotti assieme al Prorettore vicario Andrea Piana, Eraldo Sanna Passino Prorettore didattica, il Prorettore alla Ricerca Giuseppe Pulina,  Antonietta Mazzette Prorettrice ai rapporti con il territorio,  Paola Pittaluga Prorettrice Formazione e Alta formazione, Angela Spanu Prorettrice aspetti medico sanitari, Ciriaco Carru Prorettore al Personale .

In tutto sono 8 i corsi internazionali di cui 3 interamente in lingua inglese.

L’elenco dei corsi disponibili, suddivisi per aree del sapere, è pubblicato sul sito istituzionale nella pagina https://www.uniss.it/didattica/offertaformativa.

Quest’anno verranno riattivati i Corsi di Laurea Triennale in Logopedia e Fisioterapia entrambi abilitanti alla professione. Non si tratta in realtà di nuovi corsi, infatti erano già presenti nell’Offerta Formativa dell’Ateneo in precedenti di accademici.

La riattivazione dei corsi è stata fortemente voluta dagli stakeholders e sostenuta dall’Assessorato Regionale alla Sanità dalla Regione Sardegna, che hanno evidenziato opportunità di lavoro per queste figure professionali.

In particolare, si evidenzia che non sono presenti in Sardegna altri Corsi di Studio in Logopedia, nonostante le pressanti esigenze del Sistema Sanitario Regionale che necessita di figure professionali che operino in questo specifico ambito di cura e assistenza.

Il Logopedista è un professionista sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo dei disturbi del linguaggio, della comunicazione, delle funzioni orali e della deglutizione in età evolutiva, adulta e geriatrica. In particolare, si occupa dell’educazione e della rieducazione dei disturbi della voce, dell’articolazione verbale, del linguaggio orale e scritto, della comunicazione, della deglutizione, conseguenti prevalentemente a disfunzioni comunicativo-sociali, cognitive, prassiche, a deficit uditivi, a traumi, lesioni cerebrali o interventi chirurgici. Per quanto concerne gli sbocchi occupazionali, il laureato in Logopedia trova collocazione nell’ambito del Sistema sanitario nazionale e Regionale in qualità di dipendente o di libero professionista, sia nelle strutture ospedaliere ed extra-ospedaliere, sia nelle analoghe strutture private ed istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

A Sassari verranno banditi 23 posti, più 2 riservati ai cittadini non comunitari residenti all’estero (bando https://www.uniss.it/sites/default/files/bando/bando_cdl_professioni_sanitarie_-_a.a._2021-2022_.pdf).

Con riferimento al Corso di Laurea in Fisioterapia, i laureati dopo il percorso triennale potranno praticare autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche anche mediante presidi medici.

I laureati in questa classe di laurea possono svolgere la loro attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche, accreditate dal SSN regionale o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.

35 i posti riservati invece a tale Corso più 3 per cittadini non comunitari residenti all’estero (bando https://www.uniss.it/sites/default/files/bando/bando_cdl_professioni_sanitarie_-_a.a._2021-2022_.pdf). Le domande per entrambe i bandi scadono il 26 agosto.

Si torna in presenza

Finalmente l’Ateneo – che durante la pandemia ha comunque portato avanti la propria mission formativa – può riaprire le porte delle aule e accogliere nuovamente in presenza gli studenti e le studentesse. Questo rientro è possibile grazie al miglioramento del quadro epidemiologico e alle misure adottate dall’Ateneo per contrastare la diffusione del virus, quali ad esempio la campagna vaccinale condotta in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria, rivolta al personale e a oltre 8.000 studenti e studentesse dell’Ateneo.

A ottobre le lezioni ripartiranno quindi in presenza, con la possibilità di un collegamento da remoto attraverso gli strumenti informatici ormai noti.

Iscrizioni e immatricolazioni

Le immatricolazioni e le iscrizioni ai corsi ad accesso libero e anni successivi al primo, saranno aperte dal 1° agosto al 15 ottobre. Le indicazioni per i futuri studenti sono contenute in questa pagina: https://www.uniss.it/studenti#102

Corsi a numero programmato nazionale

Scuola estiva gratuita Unisstest

E’ partito ufficialmente il 12 luglio all’Università di Sassari il percorso Unisstest, prima scuola estiva gratuita per la preparazione dei test d’ingresso ai corsi di laurea a numero programmato nazionale che si svolgeranno a settembre: Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Professioni Sanitarie. L’iniziativa dell’Ateneo ha riscosso particolare successo con numerose adesioni.

Tra luglio e agosto, i corsisti frequenteranno 80 ore di lezioni teoriche con i docenti dell’Università di Sassari e di alcuni istituti scolastici.

L’iniziativa Unisstest è stata resa possibile anche grazie ai fondi europei erogati dalla Regione Sardegna.

Iscrizioni, scadenze, test

Per i corsi ad accesso programmato nazionale, valgono scadenze diverse: entro le ore 15.00 del 22 luglio su www.universitaly.it per Medicina (143 posti) e Odontoiatria (35 posti), con test nazionale il 3 settembre; anche per Veterinaria (46 posti) la scadenza è il 23 luglio alle 15.00 su www.universitaly.it, mentre il test in tutta Italia si svolgerà il 1° settembre;  per Scienze dell’Architettura e del progetto (70 posti tra Architettura e Design) la scadenza è il 20 luglio alle ore 12.00 su https://uniss.esse3.cineca.it/Home.do, con test nazionale il 29 luglio e in seconda battuta il 16 settembre, qualora non venissero coperti tutti posti disponibili; le iscrizioni alle Professioni sanitarie, sempre dal sito di Uniss https://uniss.esse3.cineca.it/Home.do, scadono invece il 26 agosto e il test nazionale si terrà il 7 settembre.

Questi i posti disponibili: Infermieristica 187, Logopedia 25, “Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia” 30, Tecniche di laboratorio biomedico 31. I bandi per i corsi a numero programmato sono pubblicati su su https://www.uniss.it/didattica/offerta-formativa/prove-di-accesso-ai-cor… .

Corsi a numero programmato locale

Sono in fase di pubblicazione i bandi per i corsi a numero programmato locale, quasi tutti già disponibili in questa pagina: https://www.uniss.it/didattica/offerta-formativa/prove-di-accesso-ai-corsi-di-studio/corsi-numero-programmato/corsi-numero-programmato-locale-20212022.

Le diverse scadenze sono indicate nei singoli bandi. Tutte le informazioni saranno pubblicate su www.uniss.it.

Benefici per gli studenti atleti

Nell’anno accademico 2021/22 troverà la sua prima applicazione il nuovo “Regolamento sulla doppia carriera Studente-Atleta”, che ha l’obiettivo di tutelare il diritto allo studio degli studenti che praticano attività sportiva agonistica. 

L’obiettivo del progetto è quello di sostenere, conciliare lo studio e lo sport a livello agonistico e garantire allo “Studente-Atleta” un percorso formativo di qualità che possa assicurare allo studente un futuro professionale al termine della carriera sportiva agonistica. 

Corsi internazionali

Sono 8 i corsi di laurea internazionali, tutti magistrali: Economia (con l’Università di Bordeaux), Scienze chimiche (assieme all’università di Wroclaw), Architettura (con Lisbona e Alcalà de Henares) e Pianificazione, politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio (con Barcellona, Girona e Lisbona), il corso in Wildlife Management offerto totalmente in lingua inglese, Scienze delle produzioni zootecniche e i due di nuova istituzione “Gestione dei flussi migratori” e “Innovation Management for sustainable tourism” (con la Mother Teresa University di Skopje).

I numeri

Per il terzo anno di fila, si conferma il superamento della soglia delle 4mila matricole: sono 4394, con un incremento del 5,2% (immatricolazioni degli anni accademici precedenti: 4178 nel 2019/2020, 4060 nel 2018/2019; 3879 nel 2017/2018; 3577 nel 2016/2017; 3122 nel 2015/2016).
Anche il numero degli iscritti totali è in aumento, attestandosi a 13865 studenti, mentre l’anno scorso erano state registrate 13765 iscrizioni (si ricorda che nel 2015/201616 erano 12765).

Orientamento

Ancor più quest’anno, i nostri studenti verranno affiancati dai servizi dell’Orientamento Uniss che si conferma strategico nel supporto degli studenti durante le diverse fasi del loro percorso formativo.

Diverse le iniziative in al senso:

–          ciclo di webinar “FuturOra”, attraverso il quale tutti i Dipartimenti hanno potuto presentare i propri corsi di studio 2021/22.

–          servizio di Coaching e Counseling Orientativo e Psicologico del Progetto di Orientamento POR FSE 2014-2020 dal titolo “La scelta futura. Perché e come scegliere il proprio corso di laurea”. I prossimi appuntamenti sono in programma il 20 e 27 luglio dalle 16.00 alle 17.00 (informazioni e iscrizioni https://www.uniss.it/uniss-comunica/unisspress/la-scelta-futura-perche-e-come-scegliere-il-proprio-corso-di-laurea).

–          ciclo di webinar dedicato all’accesso programmato (https://www.uniss.it/uniss-comunica/unisspress/laccesso-programmato-tutto-cio-che-ti-serve-sapere).

–          servizio di orientamento a cura dei tutor (https://www.uniss.it/uniss-comunica/unisspress/orientamento-online-insieme-connessi) e il servizio di counseling orientativo e psicologico (https://www.uniss.it/didattica/servizi-agli-studenti/il-servizio-orientamento/counseling-psicologico-distanza) Gli incontri si potranno svolgere, su appuntamento anche in presenza.

–          corsi “UNISCO”, corsi universitari di ambito scientifico e umanistico, organizzati ormai da sette anni dall’Ateneo di Sassari, che permettono agli studenti di “familiarizzare” con la realtà universitaria e anche di acquisire crediti formativi. 

–          attività di potenziamento dei SAPERI MINIMI, che prevedono lezioni e interventi specifici – da parte di docenti della scuola incaricati dall’Ateneo e da parte di docenti universitari – finalizzati a colmare le lacune in alcune discipline (in particolare: logica, matematica, comprensione del testo…).

Video promozionale #Futurora

Per la realizzazione del video promozionale #futurora, si ringrazia il professor Antonio Varcasia e tutti gli studenti e le studentesse che hanno partecipato.

Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=YTtdGVCg2so




Giornata mondiale contro la desertificazione
Le iniziative dell’Università di Sassari
14 giugno 2021

Il 17 giugno, in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, l’Università di Sassari organizza due eventi on line con inizio alle 10.00 su Unisstube, il canale Youtube di Uniss.
La Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita dalle Nazioni Unite, promuove dal 1994 la consapevolezza pubblica degli sforzi internazionali per combattere la desertificazione, un processo graduale di perdita di produttività del suolo dei sistemi agrari e di degrado delle risorse naturali causati dalle attività umane (inquinamento, eccessivo sfruttamento delle terre, sovrapascolamento, deforestazione, incendi, irrigazione con acque saline). La giornata è un momento unico per ricordare che il contenimento del degrado dei suoli è ottenibile attraverso un forte coinvolgimento e cooperazione delle comunità a tutti i livelli.

Il focus scelto per questa edizione è il recupero di suoli degradati. Evitare, rallentare e invertire la perdita di suoli fertili e di agro-ecosistemi sani è urgente e importante anche per una rapida ripresa dalla pandemia: è un investimento virtuoso perché contribuisce alla creazione di posti di lavoro e migliora la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.

Il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione dell’Università di Sassari ha previsto per giovedì 17 giugno un webinar online in due sessioni.

La prima, intitolata Dal degrado al recupero dei suoli (dalle 10.00), chiede a esponenti delle istituzioni ed esperti di fare il punto sulle bonifiche di zone industriali e minerarie, alla luce dei risultati di ricerche che dimostrano la praticabilità di interventi mirati, diffusi e a basso costo. Tra questi verrà illustrato il progetto Rizobiorem, che attraverso un approccio transdisciplinare mira a sviluppare nuovi protocolli, ecocompatibili e socialmente accettabili per la gestione sostenibile, anche dal punto di vista economico, dei suoli contaminati, ripristinando così i servizi ecosistemici di aree oggi completamente degradate. Al progetto partecipano il CNR e le Università di Napoli, Bari e Sassari. In programma interventi di Federico Araneo (ISPRA), Paolo Littarru e Alessandro Murgia (RAS, Assessorato Ambiente), Massimo Mulas (Sindaco di Porto Torres), Paola Castaldi (NRD Università di Sassari), Massimo Fagnano (Università Federico II, Napoli).

La seconda sessione in inglese dal titolo Science meets the Great Green Wall Initiative (dalle 14.00) riunirà un tavolo di esperti internazionali per discutere il potenziale contributo delle comunità scientifiche al recupero di suoli degradati e alla “ripresa verde”. Gli esperti illustreranno esempi di cooperazione e ricerca scientifica interdisciplinare e internazionale orientati a rispondere alle sfide globali: cambiamento climatico, insicurezza idrica e alimentare, povertà, conflitti, migrazione forzata. Tra questi verranno illustrati la Great Green Wall Initiative, la grande muraglia verde che attraversa per 8000km la regione africana del Sahel, rappresentando un simbolo di lotta globale al degrado ambientale; il progetto EWA-BELT, una cintura di collaborazione tra 6 Paesi dell’Africa orientale e occidentale per l’intensificazione sostenibile dei sistemi agricoli; il Dottorato di Ricerca Internazionale su Desertificazione e Degrado del Territorio, che promuove lo scambio di esperienze tra giovani ricercatori dell’ Università degli Studi di Sassari (Italia), due Università del Burkina Faso e una Università dell’Etiopia. Parteciperanno Jorge Batlle-Sales (FAO-INSAS), Nora Berrahmouni (FAO Regional Office for Africa), Robin Duponnois (Com.Scient.Français Désertification), Ahmed Elmekass (AU SAFGRAD, African Union Comm.), Elvis Paul Nfor Tangem (GGW for Sahara and Sahel), Rosa Maria Poch (ITPS FAO Global Soil Partnership), Pierpaolo Saporito (OCCAM), Giovanna Seddaiu (NRD Università di Sassari).

La diretta web andrà in onda sul canale YouTube dell’Università di Sassari (unisstube)e sulle pagine facebook @desertnetinternational, @nrd.uniss e @desertificazione.




Università di Sassari, seminario on line su comunicazione turistica




COMUNE DI ALGHERO,FONDAZIONE, PARCO E UNIVERSITÀ PER LA PROGRAMMAZIONE STRATEGICA

Accordo di partenariato sulla programmazione comunitaria e sullo sviluppo e rafforzamento della presenza dell’Università ad Alghero.

Incontro oggi a Porta Terra con il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari prof. Gavino Mariotti, il Direttore Generale prof. Marco Breschi e il prof. Emilio Turco, direttore del Dipartimento di Architettura Design e Urbanistica, l’Assessore Marco Di Gangi, per una serie di tematiche sulle quali Comune e Università stanno lavorando in stretta sinergia. 

Alghero, 6 maggio 2021 – Il rapporto tra Amministrazione e Università di Sassari prende corpo, con il rafforzamento delle relazioni con la città di Alghero e la crescita della collaborazione per una più efficace integrazione con il tessuto sociale ed economico del territorio. L’avvio di azioni concrete della Facoltà di Architettura si traduce con  la creazione del percorso per l’istituzione del Corso di Design ad Alghero, per ampliare l’offerta formativa del Dipartimento; con l’avvio delle azioni comuni per la realizzazione della Casa dello Studente in città, servizio ormai essenziale per rendere sempre più adeguata l’offerta dell’Università ad Alghero.  

Gli accordi con il Comune di Alghero, che il Sindaco Mario Conoci e il rettore Gavino Mariotti hanno affrontato, vertono anche sulla programmazione.  Comune  e Università, con il Dumas, Dipartimento delle Scienze Umanistiche, intendono rafforzare le attività di programmazione dell’amministrazione comunale. A questo scopo verrà costituito un gruppo operativo composto da Comune, Fondazione Alghero, Parco di Porto Conte, Università. Il progetto è basato sulla governance a più livelli istituzionali e va nella direzione del rafforzamento dello sviluppo territoriale integrato, anche al fine di affrontare più efficacemente le sfide strategiche che si presenteranno. 



  

“La collaborazione con l’Università e la creazione di una rete di competenze è essenziale per la partecipazione ai programmi comunitari, soprattutto se contiene alti livelli di autorità scientifica che si basa sulle esperienze e capacità progettuale dell’Università di Sassari”, afferma il Sindaco Mario Conoci, che aggiunge: “a breve convocherò il tavolo della programmazione per favorirne al più presto l’operatività, che va nel solco della preparazione alle fasi di rilancio post pandemia alla quali ci dobbiamo far trovare pronti, anche facendo nostri gli importanti suggerimenti che pervengono da parte della nostra coalizione sull’istituzione dell’Ufficio Europa”. Alghero è già coinvolta nella programmazione con l’Università di Sassari anche nel recente progetto di Integrazione Reti Cittadine, progetto presentato in Regione per l’’innovazione e l’estensione dei servizi digitali. Il programma di intervento consiste in uno studio di fattibilità per la realizzazione della infrastruttura di collegamento in fibra ottica per le sedi dell’Università di Sassari. 

Nell’ottica del rilancio della Facoltà con la facilitazione all’accesso ai corsi di studi, con il progetto che rafforza anche dal punto di vista tecnologico la Facoltà di Alghero, c’è anche l’accordo per l’avvio di una nuova stagione in tema di servizi agli studenti, accessibilità, inclusività e fruibilità degli spazi. Alghero, questo è l’accordo, lavorerà per mettere a disposizione un nuovo “Student Hub”, un sistema di spazi studio funzionali alle attività degli studenti. Nell’incontro si è parlato anche della gestione delle biblioteche, universitaria e comunale, ospitate al Santa Chiara.  Il prof. Mariotti tornerà presto in città per un incontro allargato con gli amministratori interessati ai settori di collaborazione individuati.




Alghero al centro del patto tra Università di Sassari e Università catalane per lo sviluppo del progetto del Day Service Pilota  per la promozione della salute comunitaria 

Alghero, 23 febbraio 2021 – La rete di relazioni con la Catalogna si consolida e produce progettualità che coinvolgono le istituzioni per affrontare l’emergenza e costruire azioni concrete per lo sviluppo sociale ed economico del territorio. L’unione tra Università di Sassari, l’Universitat Oberta de Catalunya, la Xarxa Vives d’Universitat e Comune di Alghero promuove l’attuazione del progetto pilota “Avamposti di prevenzione primaria”. Sono i modelli innovativi di promozione della salute che vedranno protagoniste le istituzioni scolastiche cittadine in primis l’Istituto Superiore E. Fermi di Alghero che farà da apripista del modello innovativo per il miglioramento della salute comunitaria. Pratica sportiva, svago e socialità saranno anche centri di promozione della salute e di formazione, con attività di ascolto e misurazione della salute sociale, psicologica e alimentare e qualità della vita, seminari, eventi, telepresenziali di educazione alla salute. L’unione progettuale tra Università di Sassari e della Catalogna coniuga l’esigenza di affrontare le conseguenze sociali dell’epidemia con la necessità di migliorare i modelli organizzativi tra discipline e professionalità. Il programma di cooperazione tra Università, Xarxa ( rete ) e Comune di Alghero è stato illustrato venerdì scorso a Porta Terra nell’incontro del Sindaco Mario Conoci con Salvatore Fadda, PhD dell’Università di Sassari, Mario Peretto, dirigente scolastico dell’istituto superiore E.Fermi. Il progetto pilota vede Alghero al centro della collaborazione tra istituzioni scolastiche per l’attuazione delle attività di contrasto agli effetti della pandemia, derivati dallo stress cronico che si manifesta con indicatori di alto rischio per la salute emozionale, la salute mentale, la “salute organizzativa” , la salute comunitaria e sociale. L’obbiettivo è quello di creare Day Service Pilota di Algheo e Sassari per tirocini e pratica professionale dell’Università e della Xarxa Vives d’Universitats . L’istituzione catalana senza scopo di lucro rappresenta e coordina l’azione congiunta di 22 Università allo scopo di rafforzare le relazioni tra le istituzioni universitarie dei Països Catalans della Catalogna, Comunità Valenciana, Isole Baleari, Andorra, Perpignan e Alghero. L’obbiettivo è quello di creare uno spazio universitario che consenta il coordinamento di attività didattiche , di ricerca scientifica e di promuovere l’uso della propria lingua. Previsto, nell’ambito della programmazione comune, un master di salute planetaria e salute comunitaria da tenersi online a cura dell’Universitat Oberta de Catalunya. “Un progetto altamente innovativo che ci mette al centro delle attività concrete della Catalogna nell’ambito della formazione universitaria e studentesca ad Alghero. Questo importante passo avanti nelle relazioni istituzionali con la Catalogna è certamente da attribuire alla rinnovata e stretta collaborazione avviata con il Rettore Gavino Mariotti, che dimostra concretamente di essere una figura amica legata ad Alghero per proseguire nel rapporto positivo instaurato con l’Università e per delineare prospettive di crescita e di sviluppo comuni”, commenta il Sindaco Mario Conoci. 




Ricerca dell’Università di Sassari pubblicata su Cancers

L’importanza della diagnosi precoce nella prognosi del tumore colon-rettale

17 febbraio 2021

SASSARI. Un gruppo internazionale di studiosi, coordinato dall’Università di Sassari, ha pubblicato una ricerca sul cancro colon-rettale sulla rivista Cancers. Lo studio si inserisce in un progetto più ampio avviato dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari. Lo scopo del progetto è duplice: la caratterizzazione fenotipica e molecolare delle cellule staminali tumorali e l’ampliamento della comprensione clinica e molecolare del cancro colon-rettale. Hanno collaborato alla ricerca le università di Granada e di Linz.

Dopo le malattie a carico del sistema cardiocircolatorio, il cancro è la seconda causa di morte. Tra questi, il tumore colon-rettale riveste un triste primato, essendo tra i primi tre tumori sia per letalità che per incidenza.  “Sebbene la sua incidenza stia aumentando nell’ultimo periodo, la ricerca ha compiuto passi importanti, rendendolo un tumore curabile, se diagnosticato tempestivamente”, afferma Roberto Madeddu, professore di Istologia all’Università di Sassari e coordinatore del gruppo di ricerca. “È proprio la diagnosi precoce, unita a trattamenti mirati, il segreto di una buona prognosi”. A tal fine la ricerca scientifica intende trovare approcci sempre più precisi e predittivi, che consentano di diagnosticare nelle fasi più precoci questa patologia che, il più delle volte, comincia a dare segni evidenti anche anni dopo il suo esordio e in alcuni casi solo negli stadi più avanzati. 

Lo studio pubblicato su Cancers è stato condotto su cellule staminali tumorali del cancro colon-rettale, che sembrano avere un ruolo decisivo nello sviluppo e nella recidiva della patologia. Realizzata sul doppio binario in vivo e in vitro, nei pazienti e in laboratorio, la ricerca ha evidenziato alcuni markers (cioè molecole segnale) che potrebbero essere d’aiuto nella diagnosi precoce. “Lo studio ha permesso di identificare il ruolo di una particolare molecola regolatrice (miR-486-5p), che da queste prime analisi sembrerebbe essere coinvolta nello sviluppo delle cellule staminali del cancro colon-rettale” – spiega ancora Roberto Madeddu – Questo studio, sebbene preliminare, ha permesso di evidenziare come il miR-486-5p possa incrementare il potere diagnostico quando analizzato insieme ad altri marcatori comunemente utilizzati. Ciò potrebbe, con ulteriori studi, rappresentare un valido alleato per la scelta del trattamento terapeutico, nella prospettiva della sempre più auspicabile terapia personalizzata”.

Il gruppo dell’Istologia del Dipartimento di Scienze Biomediche diretto dal prof. Roberto Madeddu è composto dai dottori Cristiano Farace, Andrea Pisano, Grazia Fenu, Riccardo Oggiano, Angela Sabalic, Federica Etzi e Simone Lintas. Con loro, lavorano a stretto contatto gli specialisti di Patologia Chirurgica dell’Azienda ospedaliero-universitaria, diretti dal prof. Fabrizio Scognamillo e, per la parte statistica, la prof.ssa Giuliana Solinas e il Dott.  Giovanni Fiorito sempre dell’Università di Sassari

Hanno collaborato inoltre, con i rispettivi gruppi di ricerca, il prof. Juan Antonio Marchal dell’Università di Granada, uno dei più eminenti studiosi al mondo sulle cellule staminali tumorali, e il prof. David Bernhard della Facoltà di Medicina dell’Università di Linz in Austria.




Università di Sassari e WAUniversity insieme per preparare gli studenti
ai test di accesso ai corsi universitari a numero programmato

Sassari, 12 febbraio 2021 

L’Università di Sassari lancia UNISSTEST, una piattaforma e-learning sviluppata appositamente dalla startup WAUniversity per la preparazione ai test d’accesso ai corsi universitari a numero programmato. 

La piattaforma, completamente gratuita, è a disposizione di tutti gli studenti della Sardegna, che possono accedervi attraverso il portale www.uniss.it. La piattaforma UNISSTEST sarà inoltre presentata agli studenti delle scuole superiori in occasione degli incontri di orientamento organizzati in via telematica dall’Ateneo, in programma per questa primavera.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto “Orientamento all’Istruzione Universitaria o Equivalente”, finanziato dal POR FSE Regione Sardegna 2014-2020 – Asse III Istruzione e Formazione – Azione 10.5.1 – “Azioni di raccordo tra scuole e istituti di istruzione universitaria o equivalente per corsi preparatori di orientamento all’iscrizione universitaria o equivalente, anche in rapporto alle esigenze del mondo del lavoro”. 

“La piattaforma è pensata per gli studenti delle scuole superiori che vogliono prepararsi a superare i test di ingresso per i corsi di studio a numero programmato in area medica e sanitaria, ma è anche un importante strumento di autovalutazione e di esercitazione, fondamentale  per l’accesso a tutte le tipologie di corsi” – ha commentato Il Rettore dell’Università di Sassari prof. Gavino Mariotti – “Riteniamo fondamentale che tutti gli studenti sardi possano avere gli strumenti indispensabili per affrontare queste prove, e questa iniziativa rappresenta un importante supporto per garantire una preparazione adeguata. La nostra attenzione e il nostro impegno verso gli studenti del nostro territorio è prioritario”.

Attraverso quest’iniziativa l’Ateneo punta ad agevolare e supportare il passaggio dalla scuola secondaria al mondo dell’Università, momento fondamentale del percorso di formazione e di vita degli studenti. 

L’Università di Sassari mette in campo numerose attività volte ad orientare gli studenti delle scuole superiori alla scelta del corso di Studi.  Anche quest’anno sono stati attivati i corsi Unisco, questa volta in versione telematica. Si tratta di corsi universitari studiati appositamente per gli studenti delle scuole superiori, che potranno così sostenere esami che saranno automaticamente riconosciuti al momento dell’iscrizione all’Università di Sassari. 




Siglato accordo di collaborazione scientifica tra Università di Sassari e CRS4

SASSARI. Il CRS4 – centro di ricerca del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna coordinato da Sardegna Ricerche – e l’Università degli Studi di Sassari nei giorni scorsi hanno siglato un accordo quadro triennale per lo svolgimento di attività congiunte di ricerca scientifica, formazione e consulenza tecnico-scientifica nei settori della sanità animale e umana, delle scienze delle filiere agroalimentari e delle scienze umane. Ulteriori tematiche di interesse generale potranno essere di volta in volta individuate.

I ricercatori del CRS4 e dell’ateneo di Sassari, nelle rispettive strutture, potranno contare su spazi di laboratorio, uffici e aree idonee alle attività da portare avanti in modo congiunto.

Gavino Mariotti, rettore dell’Università di Sassari, sottolinea: “Questo accordo costituisce un importante tassello del sistema Sardegna, che richiede massima cooperazione tra istituzioni. In questo caso, condivideremo le nostre competenze e i nostri strumenti con uno dei maggiori centri di ricerca della Sardegna, che come è noto era inizialmente guidato dal Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia. Scopo di questa collaborazione è accrescere il potenziale hi-tech delle nostre attività di ricerca scientifica in un’ottica di sviluppo del territorio”.

Giacomo Cao, amministratore unico del CRS4, afferma: “Siamo consapevoli che solo attraverso un paziente e meticoloso gioco di squadra che veda coinvolti tutti gli attori che operano a vario titolo nell’isola nel settore della ricerca e sviluppo si possono raggiungere importanti traguardi scientifici e tecnologici. La sottoscrizione di questo accordo si inserisce naturalmente in questo scenario che, costantemente supportato sotto il profilo politico e finanziario, può continuare a rappresentare un fiore all’occhiello per la nostra terra di Sardegna su tematiche sempre più numerose”.




“La Sardegna verso l’Unesco” con le università – COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

Il mondo accademico con l’Unesco

Le università di Cagliari e Sassari in campo

per la candidatura dei nuraghi a patrimonio dell’umanità

12 gennaio 2020

Il polo universitario della Sardegna, attraverso la voce dei Rettori delle Università di Cagliari e di Sassari e del rispettivo corpo docenti, scende in campo a sostegno dell’iniziativa volta al riconoscimento della rete dei nuraghi quale patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Del progetto, ritenuto di rilevanza strategica sul piano culturale e scientifico, hanno parlato oggi gli stessi Rettori Maria Del Zompo (Cagliari) e Gavino Mariotti (Sassari) nella conferenza stampa introdotta dal Presidente dell’Associazione ‘Sardegna verso l’Unesco’ Michele Cossa.

“Siamo vicini a una data che riteniamo possa segnare il punto di svolta nelle politiche future dell’Isola – spiega Cossa – Il 31 marzo, quando l’Unesco deciderà, verrà scritta una nuova pagina di storia, legata alle nostre origini e alla nostra cultura ed espressione dell’unicità che rappresentiamo come popolo nel mondo. Abbiamo la possibilità di immaginare un futuro diverso – continua il Presidente dell’Associazione – che partendo dal nostro patrimonio storico-culturale riesca a tutelare l’identità sarda (di cui i nuraghi sono espressione) integrandola in quelle che saranno le future linee di sviluppo dell’Isola. La candidatura della rete dei nuraghi – conclude Cossa – va intesa come occasione per combattere problemi atavici quali l’isolamento e lo spopolamento dei territori e creare i presupposti per una crescita economica duratura, che garantisca autosufficienza alla Sardegna. Il sostegno del mondo accademico rappresenta un formidabile aiuto per portare a casa un risultato straordinario”.

Secondo Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari, “La Sardegna conserva in buono stato un patrimonio archeologico e monumentale ricchissimo (centinaia di cavità naturali a valenza abitativa, cultuale e funeraria; oltre tremilacinquecento ipogei artificiali a domus de janas; un migliaio di monumenti megalitici tra dolmen e menhir; più di ottomila tra nuraghi, templi a pozzo e tombe di giganti; centinaia tra centri urbani e cultuali di età punico-romana, castelli, villaggi, centri religiosi e monumenti medievali e post-medievali).

È necessario e urgente rinforzare i ranghi dei ricercatori, svuotati da anni di mancato turn-over, cronicamente del tutto insufficienti per portare avanti la ricerca più avanzata su un patrimonio così ampio e far fronte alla richiesta di formazione di personale altamente specializzato sia nel settore pubblico sia nel settore privato. Bisogna puntare a creare lavoro e valore culturale ed economico diffuso nella comunità, disseminare una conoscenza del patrimonio scientificamente fondata e qualificata presso i cittadini, contribuire ad alimentare le risorse finanziarie per la cura e la preservazione dei siti, attraverso un parziale reimpiego dei proventi, contribuire a creare un’offerta turistica di alto profilo qualitativo che competa in ambito nazionale e internazionale valorizzando gli aspetti di assoluta originalità del suo patrimonio archeologico.

Secondo Gavino Mariotti, Rettore dell’Università di Sassari, “l’ Università ha il dovere di essere di supporto al territorio sotto il profilo scientifico e sociale, sostenendo le iniziative come questa, funzionali alla crescita e allo sviluppo del sistema Sardegna. Oggi sentiamo che si sta pensando di portare le scorie nucleari in Sardegna, ma noi abbiamo bisogno di difendere l’ambiente e le peculiarità identitarie della nostra Isola che ha un patrimonio archeologico ricchissimo. So che non è un cammino semplice quello del riconoscimento Unesco, ma le università sono a completa disposizione”. Per l’Università di Sassari è intervenuta alla conferenza stampa anche la professoressa Anna Depalmas, archeologa, componente del comitato scientifico dell’associazione “Sardegna verso l’Unesco”. “Si tratta di un’occasione importante per mettere in atto un’auspicata specifica sinergia tra le Università, la Regione, il Ministero competente, le associazioni di cittadini e tutta la compagine territoriale rappresentata dai tanti comuni che già hanno dato segnali di adesione, per un obiettivo fondamentale quale la corretta restituzione e la manifestazione del valore intrinseco del patrimonio archeologico della Sardegna e, in particolare, dei nuraghi – ha dichiarato Anna Depalmas –
Questa è un’opportunità per mettere a sistema tutti i dati raccolti nel tempo dall’Università di Sassari attraverso le tesi di laurea e gli studi dei nostri studenti e ricercatori, perseguendo la finalità della conoscenza, nostra missione primaria, in questo campo in cui si è già tanto operato, lasciando certamente molte lacune, che solo le nuove ricerche possono colmare.
Per fare questo occorrono risorse che consentano ai giovani archeologi formati dalle nostre università di completare le indagini territoriali e di procedere con le ricerche di scavo e di redazione dei repertori per fare sì che si giunga finalmente anche alla definizione dell’entità numerica e alla classificazione tipologica dei nuraghi sardi, opera auspicata e intrapresa all’alba dell’Unità d’Italia e non ancora portata a compimento”.

“L’interesse di UniCa per la protostoria è ben conosciuta, e ha antiche radici – ha detto Riccardo Cicilloni, docente di Preistoria e Protostoria all’Università di Cagliari – Il maestro è stato Giovanni Lilliu che ha iniziato una tradizione proseguita negli anni con Enrico Atzeni, che tanti scavi ha fatto, Giuseppa Tanda, che ha promosso studi molto importanti sulla civiltà nuragica, fino ai giorni nostri con il sottoscritto e Carlo Lugliè. Come Università di Cagliari uniamo le varie missioni, dalla ricerca alla didattica. Tanti studenti si formano negli scavi che seguiamo, conoscendo dal vivo questa civiltà importantissima per tutto il Mediterraneo. Una serie di nostre iniziative parlano di ‘archeologia pubblica’, tipiche di un Ateneo che si apre: è uno degli obiettivi su cui il Rettore Del Zompo ha puntato da subito nel suo mandato. L’Università che si apre e mette a disposizione del grande pubblico le conoscenze che man mano si consolidano”.


 
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