Variante al PAI – Piano di assetto idrogeologico

La proposta del Comune è stata approvata. Si apre alle osservazioni dei cittadini

Arzachena (SS), 15 marzo 2024.  La variante al PAI – Piano di assetto idrogeologico adottata nel 2022 dal consiglio comunale di Arzachena è stata approvata dalla Regione Sardegna e pubblicata ieri sul bollettino ufficiale a seguito delle verifiche effettuate nel 2023 dall’Adis – Autorità di Bacino. Si apre ora la fase delle osservazioni da parte dei cittadini, che potranno inviare le proposte tecniche di modifica agli elaborati entro il 15 aprile 2024. 

“Il PAI è uno strumento propedeutico al PUC e l’approvazione della sua variante costituisce un tassello fondamentale per arrivare alla definizione del documento di pianificazione territoriale generale di Arzachena – spiega l’assessore all’Urbanistica, Alessandro Malu -. Questo passaggio tecnico di apertura alle osservazioni dei cittadini è basilare per mettere a punto uno strumento veramente calato nella realtà del territorio. Le proposte che riceveremo verranno analizzate e, se ritenute congrue, serviranno a puntualizzare ancor più in dettaglio il lavoro svolto dai tecnici specializzati che hanno redatto il piano. L’obiettivo è quello di circoscrivere le zone di potenziale pericolo in termini di rischio idrogeologico e, allo stesso tempo, con il PAI avremo certezze su quali interventi edilizi potranno essere ammessi e quali rigettati, garantendo sicurezza e un più efficace governo del territorio”.

Scaduti i termini di presentazione delle osservazioni all’Ufficio Protocollo del Comune di Arzachena, verrà avviata la verifica delle proposte per l’eventuale integrazione del PAI comunale affinché l’Adis possa procedere con la validazione definitiva. Gli elaborati e i dettagli sono disponibili nella home page del sito www.comunearzachena.it




La variante Omicron prevalente in Sardegna con il 70 per cento dei positivi. Prima di Capodanno erano il 25 per cento. I dati elaborati dai Laboratori dell’Aou di Cagliari

Cagliari 10 gennaio 2022. La variante Omicron è ormai prevalente in Sardegna ed è presente in oltre il 70 per cento dei pazienti positivi. Sono i dati elaborati dai Laboratorio analisi del Policlinico Duilio Casula e del San Giovanni di Dio e che spiegano anche come si stia sviluppando il virus nell’Isola. Ma che rivelano anche quanto abbiano influito le feste di Capodanno: nella rilevazione precedente, quella del 29 dicembre, i pazienti affetti da Omicron erano appena il 25 per cento.
«I dati di sequenziamento del sud Sardegna – spiega Ferdinando Coghe, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari e direttore del Laboratorio del Policlinico – certificano che Omicron ha sostituito Delta diventando la variante prevalente, con il 70% di casi rilevati nell’ultima flash-survey disposta dall’ISS alla quale ha partecipato il laboratorio di riferimento regionale per il centro sud Sardegna. Neanche una settimana prima il dato ottenuto nel sud dell’isola evidenziava 25% di Omicron e il 75% di Delta. È evidente che le imprudenze dell’ultimo Capodanno hanno prodotto gli effetti temuti».

Come aveva previsto l’Ecdc (il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie), prosegue Coghe, «Omicron sta diventando la variante di coronavirus dominante nell’UE ed è destinata a consolidare questo risultato entro metà gennaio 2022. La variante Omicron ha dimostrato di avere una trasmissibilità maggiore dal 25% al 50% rispetto alla variante Delta e di conseguenza può diffondersi più facilmente. Un fenomeno già osservato con la variante Delta, il 50% più contagiosa della variante Alpha, la quale è stata a sua volta il 50% più contagiosa del ceppo SARS-CoV-2 originale. Pertanto, sottoporsi a vaccinazione è più che mai necessario, proprio perché Omicron potrebbe contribuire a un aumento significativo del numero di casi, con conseguente incremento dei ricoveri ospedalieri e dei decessi, incidendo soprattutto nella popolazione con bassi livelli di vaccinazione e di immunità acquisita».

La situazione è molto seria, conclude Coghe che assieme al professor Germano Orrù, responsabile della Servizio di Biologia e Microbiologia molecolare dell’Aou, lavora al sequenziamento: «I dati parlano chiaro: l’elevata diffusione della Omicron conferma l’estrema contagiosità di questa variante. E ormai, a causa del grande numero di contagiati, anche gli ospedali stanno tornando sotto pressione. Dunque è opportuno essere estremamente cauti e accorti».

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Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari