Sassari, integrazione tra i popoli nel segno della danza:“Corpi in movimento” abbatte le frontiere dell’arte

Nella Sala concerti del Verdi “Minority party” di Ariella Vidach ha esplorato nuova gestualità e forme di una dimensione interculturale. Grande spettacolo anche con “Ascent” e “Hunger and Grace” della prestigiosa Spellbound Contemporary Ballet

 

SASSARI. L’arte della danza non può esimersi dall’interpretare i cambiamenti sociali, laddove culture ed etnie diverse si incontrano e si aprono all’accoglienza di nuove fisicità, e a nuove sensibilità nel percepire il movimento. Nasce così “Minority party” di Ariella Vidach, il racconto coreutico di un momento epocale della storia del mondo, dove si abbattono le frontiere dando vita a nuovi scenari artistici. Un lavoro presentato martedì sera di fronte a un pubblico inaspettato nella Sala Concerti del Teatro Verdi per il festival “Corpi in movimento” di Danzeventi, a conclusione di una serata memorabile inaugurata con

“Ascent” e “Hunger and Grace” della prestigiosa Spellbound Contemporary Ballet.

“Minority Party” ha portato in scena quattro danzatrici di origini giapponesi, venezuelane, avoriane e ucraine. «È importante che il segnale dell’integrazione tra i popoli venga raccolto, elaborato e compreso anche da un punto di vista tersicoreo – ha spiegato Vidach –. Penso che l’artista debba avere il compito di dare una visione di ciò che accade nella società».

Negli intenti dell’autrice, la danza contemporanea è un’arte di ricerca del momento, esplorazione delle questioni del presente. Quindi “Minority party” rappresenta non tanto lo studio di una nuova forma d’arte, ma soprattutto di un corpo che nel mondo occidentale sta prendendo nuove forme e gestualità, e non è più esclusivamente bianco.

Le danzatrici hanno interpretato inoltre un canto del Burkina Faso, tratto da narrazioni pragmatiche di donne richiedenti asilo, con le quali la stessa Vidach ha lavorato per comprendere il loro vissuto. A dare un tocco di magia in più all’applauditissimo lavoro, è stato non a caso l’ambiente non convenzionale della Sala concerti, dove la prima parte della serata ha goduto delle due sensuali composizioni della Spellbound Contemporary Ballet, compagnia romana seguitissima e tra le più gettonate in Europa.

In una dimensione scenografica di chiaroscuri condensati in un contesto illuminotecnico semplice ed essenziale, i movimenti leggiadri dei due danzatori hanno ricamato le trame coreografiche di Mauro Astolfi, sulle note nel primo caso di Nils Frahm e nel secondo di Fryderyk Chopin. Uno spettacolo dalle tinte suggestive dove la separazione scena-platea si è in qualche modo annullata all’interno di un’atmosfera più intima e partecipata. L’ultimo appuntamento del festival della danza per il 2019 sarà il 19 ottobre al Teatro Verdi, alle 21, con la compagnia Arabesque, che assieme a Danzeventi porterà in scena “Leonardo 1519/2019”.




Estemporada regala emozioni al Verdi di Sassari: lo spettacolo di Livia Lepri incanta il pubblico del festival

Al suo debutto in prima assoluta per la kermesse di “Corpi in movimento”, “Lo stato della materia #ilmutaforme” si è rivelato un’opera intensa, emozionante e coinvolgente, ma soprattutto un lavoro di forte carica esperienziale

 

SASSARI. Danzatrici quasi prive d’anima alla ricerca del loro lato più umano e vitale, la penombra di una Sala concerti tra lunghi teli calati come cascate di luce e il pubblico protagonista all’interno dello spazio scenografico. Sabato sera, al suo debutto al Teatro Verdi di Sassari, il nuovo spettacolo della compagnia Danza Estemporada si è rivelato un’opera intensa, emozionante e coinvolgente, ma soprattutto un lavoro di forte carica esperienziale.

Nato dal genio artistico della coreografa Livia Lepri, “Lo stato della materia #ilmutaforme” si è presentato all’appuntamento del festival “Corpi in movimento” di Danzeventi come un’installazione artistica fatta di luci, videomapping e suoni in surround. Un percorso che a partire dall’ingresso ha trascinato il presenti verso la rappresentazione di un mondo ultraterreno.

Oltre al portale d’accesso, il portamento e l’espressione quasi aliena di tre danzatrici. I loro corpi aggraziati e volteggianti, avvolti in tute color carne aderentissime, hanno lasciato intravedere una vibrante sensualità, semicelata all’interno di buste trasparenti indossate come costumi. Strofinati contro il corpo, gli involucri di plastica hanno prodotto una sorprendente ritmica di suoni perfettamente a tempo di musica.

Le giovani interpreti della compagnia sassarese si sono mosse in una dimensione ultra-onirica, calibrata sullo spazio scenico della Sala concerti. Uno spazio intimo e avvolgente che ha reso l’opera unica e irripetibile, anche grazie al disegno luci curato da Adriano Marras e al videomapping realizzato da Pipe Studios di Pavlo Hanatenko e Andrea Lupi.

«Lo spettacolo è veramente ricercato affinché il pubblico possa scegliere se lasciarsi catturare dal suono, dalle immagini o dai corpi – ha spiegato Livia Lepri –. Ognuno può vedervi qualcosa di diverso a seconda della sensibilità e della capacità di percezione».

Lunghi teli calati in sala hanno arricchito la scenografia di un senso di magnificenza, rifrangendo i chiaroscuri dei fasci luminosi appositamente studiati, e mostrandosi a tratti come alte cascate d’acqua. E proprio l’acqua, sostanza purificatrice per eccellenza, è stato uno degli elementi chiave dell’intera rappresentazione.

Spogliatesi delle buste, le protagoniste sono rimaste all’apparenza senza veli, quasi a mettere a nudo il vero aspetto del lato umano, di una personalità fino ad allora nascosta dentro un involucro soffocante. E la riscoperta del lato umano, di un mondo carico di emozioni, è il più profondo messaggio dell’opera. Le buste sono state consegnate agli spettatori affinché potessero decidere se indossarle o meno.

Il prossimo appuntamento di “Corpi in movimento” al Teatro Verdi, il 10 ottobre alle 21 sarà “Dancing Heritage”, il tributo a Diaghilev e Nijinsky della compagnia Daniele Cipriani Entertainment.




Teatro Verdi, Estemporada con una prima assoluta per “Corpi in Movimento”

Sabato 5 ottobre lo spettacolo “Lo stato della materia #ilmutaforme” sarà una vera e propria installazione danzata, fatta di luci, videomapping e suoni in surround. Livia Lepri: “Per trentasette minuti il pubblico deve vivere un’esperienza”

SASSARI. La compagnia Danza Estemporada ritorna al Teatro Verdi sabato 5 ottobre alle 21 con “Lo stato della materia #ilmutaforme”, una prima assoluta dal forte impatto spirituale e artistico. L’appuntamento, inserito nel calendario del festival della danza d’autore “Corpi in movimento” organizzato da Danzeventi, sarà presentato nella Sala concerti dello storico teatro di via Politeama, e rappresenterà un’esplicita esortazione alla ricerca dell’essere “umani”.

Lo spettacolo è una vera e propria installazione danzata, fatta di coreografie, luci, videomapping e suoni in surround in cui il pubblico si ritrova partecipe e coinvolto.  “#ilmutaforme” nasce da una profonda rielaborazione de “Lo stato della materia”, collaudata composizione in cui la regia e le coreografie di Livia Lepri indagano il mistero del passaggio dalla vita alla morte.

Sempre partendo dalla materia, questo nuovo studio è un folgorante ritornare alla vita, un riappropriarsi del gioco delle sensazioni, dei piccoli gesti della quotidianità, e desiderio di innescare un meccanismo virtuoso per smuovere le coscienze verso il concetto di responsabilità.

“Per trentasette minuti la gente deve vivere un’esperienza – ha spiegato Livia Lepri –. La performance coinvolge il pubblico fin dall’ingresso al botteghino, per intraprendere un percorso luminoso e corredato di immagini fino all’ingresso in un nuovo mondo, una nuova dimensione della vita rappresentata dal concreto spazio scenico”.

L’iniziativa si presenta come un unicum, anche per via dell’ambientazione, e non sarà più riproposta nello stesso modo. Allo scopo si presta perfettamente il carattere intimo e riservato della Sala concerti.

La partitura musicale è una composizione ad hoc. Mette insieme suoni e rumori, elementi della natura e della quotidianità lasciando spazio ad alcuni dei motivi lirici più noti nella tradizione coreutica, dal Lago dei cigni di Tchaikovsky a L’Uccello di fuoco di Stravinskij, melodie composte nell’Ottocento e a inizio Novecento per la danza storica.

Una parte dei suoni proviene dai costumi delle danzatrici ricoperte di sacchi di spazzature industriali, che attraverso i movimenti creati dalla Lepri saranno in grado di generare singolari sonorità. Le performer si collocheranno nello spazio come singoli atomi, capaci di ritornare infine esseri umani. La ricostruzione di un mondo ideale è alimentata oltremodo dall’intervento di un bambino, il quale attraverso una ragnatela, quasi nel voler diventare spiderman, ricostruisce il mondo donandogli ossigeno.




La danza della Fattoria Vittadini e di Estemporada al Teatro Verdi con “Janas” e “Vanitas”

Domenica e lunedì la compagnia milanese sarà a Sassari per due spettacoli di forte caratterizzazione spirituale al festival Corpi in movimento organizzato da Danzeventi

Francesca Penzo e Livia Lepri

SASSARI. Domenica 29 e lunedì 30 settembre il festival della danza d’autore “Corpi in movimento” di Danzeventi accoglie al Teatro Verdi di Sassari due spettacoli della compagnia milanese Fattoria Vittadini.

Il primo è “Janas”, realizzato in coproduzione con Danza Estemporada di Sassari,

Il lavoro, che prenderà il via alle 21 nella Sala concerti dello storico teatro sassarese, trae spunto dal percorso creativo “Yes, I’m a witch” di Francesca Penzo, in cui le “witches” (le streghe) sono trasmutate in Janas sarde. Attraverso pratiche sul corpo di diversa tradizione, quali release technique, chakra meditation, pranayama, floor work, twerk, il laboratorio ha l’obiettivo di lasciar andare e liberare il proprio potenziale sia fisico che spirituale, per intravedere le identità possibili celate in ognuno di noi.

Lasciarsi trasportare dalle “janas” significa entrare in un rituale collettivo in cui si perdono i confini del proprio corpo e della propria percezione per esplorare un nuovo modo di essere gruppo, superficie tattile, forma mutevole e sensuale, celebrazione viva di un respiro comune. Il work lascerà il posto all’opera curata nella sua parte compositiva da Francesca Penzo e Livia Lepri.

Lunedì al Verdi, alle 21 la Fattoria Vittadini propone invece “Vanitas”, originale composizione ispirata al Bardo Thodol (Il Libro Tibetano dei Morti), che sarà portata in scena con le coreografie di Francesca Penzo e il “visual concept” di Jacques-André Dupont. Come in un programma di simulazione, lo spettacolo conduce pubblico e artisti attraverso diversi stadi di un processo in cui ognuno può prepararsi alla propria fine temporale. I performer diventano i canali di un cambiamento in atto, fisiologico, sensoriale e di coscienza, coinvolgendo lo spettatore in un viaggio quasi visionario.




Luciana Savignano al Verdi di Sassari con “Bolero” per il Festival della Danza

Lunedì 9 settembre alle 21 per “Corpi in movimento” la grande artista presenta con Padova Danza uno spettacolo di forte impatto emotivo

SASSARI. “Corpi in movimento – Festival della Danza d’autore” si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più importanti della XVI edizione. Quello con la grande artista Luciana Savignano, una vera icona della danza considerata al pari di personaggi come Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Lunedì 9 settembre alle 21, sul palcoscenico del Teatro Verdi, l’Étoile Internazionale Luciana Savignano con Padova Danza presentano il “Bolero, prigionia di un amore”: uno spettacolo in cui la versione di Bejart rappresenta il punto di partenza dove sensualità ed erotismo gridano libertà.

In questo lavoro quel grido di libertà diventa urlo di prigionia. Emerge il racconto della segregazione di un amore malato, un mantra che “urla dentro il silenzio immerso in una società martoriata dal femminicidio”.

Interpretato dalla Savignano con i solisti di Padova Danza diretti da Gabriella Furlan Malvezzi, lo spettacolo sarà impreziosito dagli interventi dell’attore Matteo di Girolamo, al quale saranno affidate le voci di vittime e carnefici. Voci che appaiono distinte ma come parte di una medesima natura.

Malgrado la tematica sia indirizzata inevitabilmente verso il tessuto emotivo femminile, colpito in modo più atroce, la voce e il corpo sono affidate volutamente a un uomo poiché la violenza di genere non ha confini, e perché nella visione degli ideatori, il dramma dei maltrattamenti sulle donne è anche quello degli uomini che restano.

Le note del Bolero di Maurice Ravel fanno da colonna portante a tutta l’opera, per ritrovarsi come echi della dimensione emotiva attraverso gli interventi del musicista Enrico Gabrielli. Nell’incontrare la coreografia, il soggetto e i testi di Milena Zullo, il brano musicale racchiude in sé una magia, una forza capace di ipnotizzare. Appare come un mantra che conduce lentamente e inesorabilmente nella caverna della nostra intimità.

«La presenza di Luciana Savignano – sostengono gli autori – regala ancor più a questo lavoro il desiderio umile di continuità. La straordinaria danzatrice, limpido gioiello dell’arte tersicorea, racchiude in sé l’iconografia del femmineo più nobilmente inteso. È il simbolo dell’anima e della carne dell’essere donna, quanto più di prezioso altra donna e la società tutta possa mai partorire».

L’artista diverrà qui il racconto di una mortificazione che pesa sull’incapacità, ancora oggi, di proteggere la laica sacralità della Bellezza. Il festival è organizzato dall’Associazione Danzeventi con il sostegno del Comune di Sennori e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna, Mibact e Ras. Per la campagna abbonamenti e tutte le info rivolgersi a [email protected] o chiamare il 340 6517531.




Comunicato stampa – Pulizia delle aree verdi nel complesso sanitario San Giovanni Battista e nel poliambulatorio Andriolu

SASSARI, 19 GIUGNO 2019 – Pulizia delle aree verdi nel complesso sanitario San Giovanni Battista e nel poliambulatorio Andriolu

L’ATS Sardegna – ASSL Sassari ha eseguito la pulizia delle aree verdi attorno al complesso sanitario San Giovanni Battista a Ploaghe e al poliambulatorio Andriolu a Porto Torres. L’importante attività di manutenzione è stata resa possibile anche grazie all’intervento volontario dell’Agenzia Forestas che ha supportato il Dipartimento Area Tecnica nelle diverse fasi dei lavori.

La pulizia delle aree verdi ha la duplice finalità di prevenire e ridurre il rischio incendi e di garantire l’igiene e la salute pubblica.

Il prossimo intervento di pulizia delle aree verdi è programmato a Sassari presso il poliambulatorio ex Conti.




AL VERDI: IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI

Prosegue al Teatro Verdi martedì 7 maggio alle 20,30 la stagione organizzata dalla cooperativa Teatro e/o musica dedicata alle scuole con lo spettacolo “Carnevale degli animali” tratto all’opera omonima di Camille Saint-Saëns. I testi di Emanuele Floris rivivono le musiche originali di Camille Saint-Saëns con gli arrangiamenti di Giovanna Dongu, e Massimiliano Demartis e i Costumi di Maria Vittoria Zazzu. Lo spettacolo che vede sul palco Emanuele Floris e Marco Demartis è organizzato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Pasquale Tola. L’ Orchestra degli alunni delle classi 3^A e 3^H ad indirizzo musicale sarà diretta da: Angela Caria, Giovanna Dongu, Silvio Nappi, Loredana Pitzalis. Luci Marcello Cubeddu, Regia Alfredo Ruscitto.

Attraverso questa raffinata e divertente “fantasia zoologica”, che Saint Saens ha composto illustrando ambienti e personaggi con un’acutezza percettiva straordinaria, bambini e ragazzi verranno accompagnati in un mondo musicale completamente a loro misura.

La suite di Saint-Saents, composta da quattordici brani di breve durata, ispirati da animali o personaggi, possiede caratteristiche comunicative davvero sorprendenti che spaziano dall’ironia, al grottesco, al gioco, allo scherzo.

Il giovanissimo pubblico potrà conoscere la variopinta brigata di animali descritti attraverso i timbri e i ritmi dei vari strumenti musicali, suonati dagli allievi delle classi ad indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo P.Tola.Camille Saint-Saëns (Parigi Algeri 1921) studiò al conservatorio di Parigi. La sua prima esibizione in pubblico avvenne all’età di cinque anni, quando accompagnò al pianoforte una sonata per violino di Beethoven. Per guadagnarsi da vivere, Saint-Saëns lavorò come organista in diverse chiese di Parigi. La sua attività di compositore produsse una mole vastissima di opere: più di 160 di esse sono state pubblicate e coprono ogni genere musicale, dal teatro d’opera alla musica sacra; dalla sinfonia a quella da camera.
La composizione è formata da 13 brani che descrivono in modo ironico le caratteristiche di alcuni animali e alcuni personaggi: i pianisti e i critici musicali. Alcuni temi musicali non sono suoi ma provengono da brani di altri musicisti come il celebre can can di Offenbach (rallentato di molto nel brano “Tartarughe”), La danza delle Silfidi di Berlioz (nell’Elefante), La Canzonetta di Mozart, Au clair de lune (melodia popolare francese) e un’aria tratta dal barbiere di Siviglia (in Fossili). Fu composto nel 1886 in occasione di una festa di carnevale tra amici musicisti.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi dai 6 ai 14 anni.




Al Verdi un giovane fuoriclasse del concertismo internazionale: Jan Liesiecki

SASSARI
STAGIONE   2019 

TEATRO   VERDI

I  GRANDI  INTERPRETI  DELLA  MUSICA

Sul palco

Jan Lisiecki

fuori classe del concertismo internazionale

all’età di 24 anni è già riconosciuto come uno dei più grandi pianisti contemporanei

di seguito comunicato e link al video

https://www.youtube.com/watch?v=sXmAmQDE_l0

Gran finale sabato 27 aprile al teatro Verdi con il grande concertismo internazionale. La stagione “I Grandi Interpreti della Musica” organizzata da Teatro e/o musica chiude la sua decima edizione con un giovanissimo talento di fama mondiale il pianista Jan Lisiecki Impegnato al Verdi in un repertorio che mette insieme: Chopin, Schumann, Ravel, Rachmaninoff, Lisiecki canadese di genitori polacchi è già riconosciuto come uno dei più grandi pianisti del nostro tempo. La sua storia è quella di un autentico bambino prodigio che ha cominciato ad esibirsi in contesti artistici importanti già all’età di dieci anni. Conquistata subito notorietà internazionale a 16 anni Jan Lisiecki sigla un contratto discografico in esclusiva con la Deutsche Grammophon  (DG) e pubblica il suo album di debutto con la prestigiosa etichetta tedesca. Ora all’età di 24 anni dopo aver bruciato tutte le tappe si esibisce in più di 100 concerti all’anno nei più importanti teatri del mondo.

Acclamato per la sua straordinaria maturità interpretativa, suono distintivo e sensibilità poetica, è stato descritto come “un pianista che sa fare in modo che ogni nota conti” (New York Times). Le sue interpretazioni penetranti, la sua tecnica raffinata e la sua naturale attrazione artistica gli consentono di avere uno spessore musicale che va oltre la sua giovane età.

Nel 2017, Jan Lisiecki ha ricevuto l‘Echo Klassik, il più importante riconoscimento di musica classica in Germania, e il Juno Award, il riconoscimento più prestigioso nell’industria musicale canadese, in onore della sua quarta registrazione per DG, contenente opere di Chopin raramente eseguite per pianoforte e orchestra con la Elbphilharmonie Orchester e Krzysztof Urbański.

Il suo ultimo album per l’etichetta DG appena pubblicato nel febbraio 2019, presenta sia i concerti di Mendelssohn con la Orpheus Chamber Orchestra, sia opere solistiche selezionate.

Jan Lisiecki si esibisce in tutto il mondo con le orchestre più prestigiose e sui più rinomati palcoscenici e ha lavorato a stretto contatto con importanti direttori quali Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Daniel Harding e Claudio Abbado .

Gli impegni più recenti includono un tour di recital in Europa e Asia e il debutto nelle serie principali delle Orchestre Sinfoniche di Boston e Pittsburgh, dei Wiener Symphoniker e della Sächsische Staatskapelle Dresden, per citarne alcune.

Jan Lisiecki ha ottenuto un grande successo con il suo acclamato programma di recital ‘Night Music’, che sta presentando in questi mesi.

Prossimamente tornerà alla Carnegie Hall di New York per una performance con la Philadelphia Orchestra, terrà un tour con la Orpheus Chamber Orchestra attraverso l’Europa e con la Filarmonica della Repubblica Ceca in Germania.

Il suo recente ciclo di Concerti di Beethoven al Konzerthaus di Berlino con l’Academy of St Martin in the Field è stato accolto con entusiasmo sia dal pubblico sia dai media.

Nel 2013 Jan Lisiecki è diventato il più giovane vincitore dello Young Artist Award di Gramophone ed ha ricevuto anche il Leonard Bernstein Award al Festival Musicale dello Schleswig-Holstein. Jan Lisiecki registra in esclusiva per Deutsche Grammophon.

Nel 2012, Jan Lisiecki è stato nominato Ambasciatore dell’UNICEF in Canada.

Per info e prenotazioni Tel 079-236121




IN SCADENZA: Grandi interpreti -tre star del concerTismo sul palco del Verdi: Duo Baldo e Maria Luigia Borsi

Ritorna a Sassari il grande concertismo internazionale con la stagione “I Grandi Interpreti della Musica” organizzata da Teatro e/o musica che per la decima edizione si ripresenta al pubblico con un cartellone di sette titoli per tre mesi di programmazione dedicato alle giovani stelle del firmamento internazionale. L’iniziativa culturale  è realizzata grazie al patrocinio del Comune di Sassari, al riconoscimento del Ministero dello Spettacolo MIBACT, dell’Assessorato della Cultura della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna .

Dopo il successo del Quartetto d’archi “Van Kuijk” si prosegue venerdi  1 marzo con una serata frizzante e insolita proposta dal “Duo Baldo” composto da due musicisti virtuosi e originali nella loro proposta artistica: Brad Repp al violino e Aldo Gentileschi al pianoforte. Il duo presenta il concerto “Musiche variopinte” insieme ad un’altra grande artista della scena internazionale il soprano Maria Luigia Borsi  raffinata interprete dal timbro inconfondibile considerata una delle cantanti più interessanti della sua generazione.  Il duo Baldo ha avuto il suo primo importante successo il 24 aprile 2004 quando è stato invitato dalla “Fondazione Arpa” per accompagnare il tenore Andrea Bocelli. In seguito si è esibito, in Italia e all’estero, calcando palcoscenici prestigiosi tra i quali il Festival di Salisburgo, il Musashino Cultural Foundation di Tokyo, la Shanghai Concert Hall, il Teatro Grande di Brescia, i concerti dell’Associazione Musicale Lucchese e quelli della Società dei Concerti di Trieste. Il duo si è esibito durante il maxiconcerto “Pax Mundi” in ricordo di Papa Giovanni Paolo II trasmesso da RAI2 e nella trasmissione “Tu Si Que Vales” su Canale 5. Una curiosità Brad Repp suona un prestigioso violino di Testore del 1736. “Il nostro progetto nasce da due grandi amori: la musica e il teatro -dice Repp- e dal desiderio di avvicinare un pubblico sempre più ampio alla musica cosiddetta colta”. L’ironia e il gusto per l’intrattenimento uniti ad altissimi standard performativi sono la peculiarità del duo che da qualche tempo grazie alla presenza del soprano Maria Luigia Borsi regala al pubblico ad ogni esibizione anche le più famose arie del repertorio operistico. “ La musica classica e il bel canto sono purtroppo considerati generi di nicchia -dice Borsi- eppure sono nati per la gente comune, sono sempre stati amati dal popolo. Il nostro intento è quello di contribuire a colmare questo gap, di riportare questo repertorio meraviglioso fra la gente, di incuriosire i giovani, i bambini che tanto si divertono ai nostri spettacoli, con la speranza che il nostro lavoro li porti sempre più spesso in teatro e faccia scoprire loro la meraviglia di un concerto sinfonico e di un’opera lirica”.

VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=srE29-74k1U

https://www.youtube.com/watch?v=Dgep-DPvhPs

Altri appuntamenti

Giovedi 14 marzo salirà sul palco del Verdi il duo Chiesa- Baglini affiatato e dalla forte personalità. Silvia Chiesa violoncellista si é imposta nel panorama concertistico internazionale debuttando come solista al Barbican Hall di Londra e successivamente negli USA, in una tournée con la Royal Philarmonic Orchestra. Il pianista Maurizio Baglini è stato premiato giovanissimo nei più importanti concorsi (Busoni di Bolzano, William Kapell del Maryland), a 24 anni vinse con consenso unanime della giuria il World Music Piano Master di Montecarlo.

Venerdi  22 marzo grande attesa per il concerto del violinista Kristof Barati noto  nel panorama internazionale come musicista dalle straordinarie qualità che emergono nelle sue intense esibizioni eseguite con tecnica impeccabile e una gamma espressiva abbagliante. Baráti considerato un autentico virtuoso del violino sarà accompagnato al piano da Rina Harasowa. Nel programma musiche di Bach, Brahms,Čajkovskij , Ravel.

ll violinista ungherese nel 2014, all’età di 35 anni ha ricevuto il Kossuth Prize, il più alto riconoscimento ungherese, concesso in passato ad artisti quali Sir András Schiff, György Ligeti e Iván Fischer. Nelle stagioni passate, Baráti si è esibito con le principali orchestre del mondo e ha al suo attivo un’estesa discografia che include i cinque concerti per violino e orchestra di Mozart, l’integrale delle Sonate di Beethoven e Brahms con Klára Würtz, le Sonate per violino solo di Ysaÿe per Brilliant Classics e le Sonate e Partite per violino solo di Bach per Berlin Classics. Di un suo recente album di “bis”, la rivista “Gramophone” ha scritto: “per coloro a cui piace ascoltare il violino suonato al meglio per dolcezza e acrobazie, Baráti rappresenta il non plus ultra”. Baráti suona uno Stradivari ‘Lady Harmsworth’ del 1703, gentilmente concessogli dalla Stradivarius Society di Chicago.

Venerdi  29 Marzo salirà sul palco del Verdi un’artista originale e virtuoso che da qualche tempo con le sue esibizioni al mandolino affascina il mondo musicale: Avi Avital accompagnato dall’ Orchestra di Venezia. Il programma prevede musiche di Vivaldi, Bach, Mendelssohn, Bartok.

Avi Avital classe 1978 è considerato tra i massimi interpreti di tutti i tempi del mandolino. l suo strumento non aveva cittadinanza nella musica colta prima che Avital con la sua attività rendesse il mandolino una star delle sale da concerto. Avi Avital nato a Be’er Sheva nell’Israele meridionale all’età di 8 anni ha iniziato a studiare mandolino facendo parte di un’orchestra giovanile fondata e diretta dal suo carismatico insegnante, di origine russa, Simcha Nathanson. Dopo il diploma al conservatorio di Gerusalemme, Avital ha continuato i suoi studi in Italia da Ugo Orlandi al conservatorio Cesare Pollini di Padova. A La discografia di Avital include vari generi musicali come la musica Klezmer, la musica barocca e contemporanea. Avital è ormai al suo secondo album per Deutsche Grammophon e le sue esibizioni hanno conquistato il pubblico dei più grandi teatri del mondo come il Lincoln Center di New York, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonica di Berlino, il Konzerthaus di Vienna, il Kultur- und Kongresszentrum di Lucerna, l’auditori um della Città Proibita di Pechino, i festival di Tanglewood, Spoleto e Ravenna. “Appassionato, esplosivo, carismatico” così lo ha definito il “New York Times” in una delle sue esibizioni dal vivo. Avital è primo violinista di mandolino ad essere nominato per un Grammy classico.

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Venerdi  5 Aprile ritorna nel cartellone de “I grandi Interpreti” la serata dedicata ai giovani concertisti dei conservatori della Sardegna. Inserito perfettamente nella filosofia della stagione 2019 dedicata ai nuovi talenti internazionali questo concerto suggella un appuntamento ormai tradizionale con i giovani musicisti sardi rappresentati da i migliori allievi dei due conservatori sardi di Sassari e Cagliari. Una vetrina artistica importante e molto attesa con programmi studiati per dare risalto alle capacità degli esecutori.  

Sabato  27 Aprile gran finale della stagione 2019 con il pianista Jan Lisiecki   impegnato in un repertorio che mette insieme: Chopin, Schumann, Ravel, Rachmaninoff. Autentico bambino prodigio Lisiecki inizia ad esibirsi all’età di dieci anni conquistando subito notorietà internazionale A 16 annisigla un contratto discografico in esclusiva con la Deutsche Grammophon  e pubblica il suo album di debutto con la prestigiosa etichetta tedesca. Nel 2013 Riceve una nomination ai “Juno Award” come artista giovane e il premio Leonard Bernstein al Festival dello  Schleswig-Holstein. Nel 2012 è diventato ambasciatore Unicef per il Canada. Ora all’età di 24 anni dopo aver bruciato tutte le tappe si esibisce in più di 100 concerti all’anno nei più importanti teatri del mondo. Tutti i concerti inizieranno alle 21 per info e prenotazioni Tel 079-236121

Ufficio stampa e comunicazione

Monica De Murtas




Teatro Verdi: Conferenza stampa ” I Grandi Interpreti della musica”

mercoledì 30 gennaio alle 10,30 nella sala concerti del Teatro Verdi si terrà la conferenza stampa di presentazione della stagione concertistica “I grandi interpreti della musica” organizzata dalla cooperativa Teatro e/o Musica.
All’incontro  saranno presenti: l’assessora alle Politiche Culturali e Turismo del Comune di Sassari Manuela Palitta e il direttore artistico di Teatro e/o Musica Stefano Mancini.