No alla cultura del rifiuto verso il turismo: ad Alghero si alimenta un clima pericoloso e irresponsabile

Guardo con forte preoccupazione ai volantini comparsi ad Alghero che annunciano un corteo accompagnato dallo slogan “Tourists Get Out”, un messaggio già di per sé grave, ma reso ancora più inquietante dai contenuti che lo accompagnano.

Nel manifesto si mette infatti sullo stesso piano il turismo di massa, la gentrificazione, la mafia e addirittura il cosiddetto “turismo sionista”, in una miscela ideologica tanto confusa quanto pericolosa che finisce per attribuire al turismo una responsabilità indistinta per fenomeni sociali, economici e perfino criminali tra loro profondamente diversi.

Da Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna ritengo questa impostazione profondamente sbagliata.

Si può discutere, ed è giusto farlo, di come governare i flussi turistici, di sostenibilità urbana, di accesso alla casa, di tutela delle comunità residenti e di modelli di sviluppo più equilibrati. Ma qui non siamo davanti a una riflessione seria sul futuro del turismo.

Qui siamo davanti a una narrazione ideologica che individua nel turismo il capro espiatorio di ogni problema contemporaneo, arrivando persino ad accostarlo a fenomeni gravissimi come la criminalità organizzata o a questioni geopolitiche internazionali, in un cortocircuito culturale che ha un unico effetto: alimentare ostilità verso chi visita i nostri territori e verso chi dal turismo trae lavoro, reddito e opportunità.

È un messaggio irresponsabile soprattutto in una regione come la Sardegna, dove il turismo rappresenta uno dei principali motori economici e garantisce occupazione diretta e indiretta a migliaia di famiglie.

Ancora più grave è constatare come in questi anni si sia progressivamente diffuso, anche in alcuni ambienti politici e amministrativi, un atteggiamento di crescente ostilità verso il turismo, verso l’accoglienza, verso chi investe nel settore ricettivo e verso un comparto che invece andrebbe governato con intelligenza e non demonizzato per convenienza ideologica.

La Sardegna ha bisogno di regole, programmazione e qualità dell’offerta. Non di campagne di odio contro i turisti.

E allora la domanda finale credo debba essere rivolta soprattutto a quegli amministratori pubblici che condividono, legittimano o alimentano questo clima culturale: se davvero considerate il turismo un problema al punto da accostarlo alla mafia, alla speculazione e persino a conflitti ideologici internazionali, siete pronti a dire con altrettanta chiarezza ai cittadini sardi — a chi lavora negli hotel, nei ristoranti, nei trasporti, nelle case vacanza, nel commercio e nei servizi — quale alternativa economica concreta proponete per sostituire uno dei pochi settori che oggi garantisce benessere e futuro alla nostra isola?

Marco Di Gangi

Responsabile Regionale Dipartimento Turismo Sardegna
Fratelli d’Italia




“Salario minimo regionale, la legge di Desirè Manca verso il binario morto? La Sardegna rischia il destino della Toscana”.

La legge sul salario minimo regionale voluta dalla maggioranza Todde e sostenuta con forza dall’assessora al Lavoro Desirè Manca rischia di seguire una strada già percorsa da altre Regioni italiane. E proprio i precedenti nazionali rendono oggi particolarmente pesante l’impugnazione annunciata dal Governo.

Non si tratta infatti di un caso isolato. Negli ultimi anni diverse Regioni hanno tentato di introdurre forme di tutela salariale negli appalti pubblici, scontrandosi però con i limiti imposti dalla Costituzione e dalla competenza esclusiva dello Stato in materia di concorrenza e rapporti di lavoro.

Il precedente della Toscana

Il caso più eclatante è quello della Toscana. La Regione guidata da Eugenio Giani aveva approvato una norma che introduceva negli appalti pubblici un criterio premiale per le imprese che garantivano ai lavoratori almeno 9 euro lordi all’ora.

Il Governo impugnò la legge e la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 60 del 2026, ha dichiarato illegittima la norma, stabilendo che una Regione non può introdurre autonomamente criteri che incidano sulla disciplina della concorrenza negli appalti pubblici.

In sostanza, secondo la Consulta, la materia appartiene allo Stato e non può essere regolata singolarmente dalle Regioni.

La Sardegna era davvero impreparata?

Ed è qui che nasce la domanda politica.

Quando il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la legge sul salario minimo da 9 euro negli appalti pubblici regionali, il precedente toscano era già noto e il contenzioso costituzionale era già in corso.

Per questo le opposizioni avevano parlato fin dall’inizio di una norma destinata a finire davanti alla Consulta.

Michele Pais oggi rivendica quella posizione e sostiene che l’impugnazione del Governo fosse ampiamente prevedibile. Secondo l’ex presidente del Consiglio regionale, si sarebbe trattato di una legge costruita più per lanciare un messaggio politico che per produrre effetti concreti sui lavoratori.

Non tutti i precedenti sono uguali

Esiste però anche un caso differente.

In Puglia una legge regionale sul salario minimo negli appalti pubblici è riuscita a superare alcuni rilievi costituzionali e la stessa Corte, nel 2025, ha dichiarato inammissibili alcune questioni sollevate dal Governo. Ciò non significa che il modello pugliese sia stato pienamente promosso, ma dimostra che la materia è complessa e che molto dipende dalla formulazione concreta delle norme.

La questione politica

Al di là degli aspetti giuridici, resta il nodo politico.

Se una legge viene presentata come una svolta storica per migliaia di lavoratori e pochi mesi dopo viene impugnata dal Governo sulla base di principi costituzionali già noti, è inevitabile che si apra un interrogativo sulla qualità dell’istruttoria legislativa svolta prima dell’approvazione.

La Sardegna rischia oggi di trovarsi nella stessa situazione già vissuta dalla Toscana: una norma simbolo trasformata in un contenzioso giuridico, mentre i lavoratori che avrebbero dovuto beneficiarne restano in attesa di capire se quelle promesse potranno mai diventare realtà.




Trasporto aereo in Sardegna: verso un nuovo modello per garantire mobilità e concorrenza

Un confronto a più voci al T Hotel di Cagliari ha messo al centro il futuro della continuità territoriale e le proposte per migliorare la mobilità aerea isolana. Tra le novità illustrate, il “modello misto” elaborato dal Think Tank Trasporto Aereo, che punta a coniugare tariffe accessibili, concorrenza e certezze per i residenti.

Un tavolo di confronto sul futuro dei cieli sardi
Venerdì 23 gennaio, nella sala T4 del T Hotel di Cagliari, si è tenuto il convegno “Lo stato del trasporto aereo: criticità e proposte per imprese e passeggeri”, organizzato dalle principali associazioni imprenditoriali sarde. L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, compagnie aeree e studiosi del settore per discutere il tema della mobilità aerea da e per la Sardegna, nodo cruciale per l’economia e la vita quotidiana dei cittadini dell’isola.
Dopo i saluti di Giorgio Del Piano, presidente di Confapi Sardegna, e di Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria Sardegna, sono intervenuti i rappresentanti dei vettori come Lorenzo Lagorio (EasyJet), Rosa Pastena (Ryanair) e Valeria Rebasti (Volotea), insieme ad esperti come Andrea Giuricin, Pierluigi Di Palma (Enac) e Barbara Manca, assessora regionale ai Trasporti.
I lavori, introdotti e conclusi dall’onorevole Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, sono stati moderati dall’avvocato Paolo Angius.

Il “modello misto”: equilibrio tra garanzie e mercato
Durante l’incontro, il professor Roberto Devoto ha presentato il documento del Think Tank Trasporto Aereo, realizzato insieme a Gianfranco Fancello e Sandro Usai, che propone un modello misto per la mobilità aerea dei residenti sardi.
Questo sistema si basa su una combinazione tra una “quota garantita” (posti, frequenze e orari minimi assicurati) e l’offerta libera dei vettori sul mercato. In questo modo, la Regione potrebbe garantire continuità e accessibilità senza rinunciare alla concorrenza tra compagnie, favorendo tariffe più equilibrate e un servizio più flessibile.
Il finanziamento pubblico verrebbe destinato sia alle compagnie che partecipano con una manifestazione d’interesse, sia ai passeggeri residenti sotto forma di sconto sulla tariffa.
La novità principale riguarda proprio questa “manifestazione di interesse” — una formula che permetterebbe di coprire le rotte principali mantenendo però la libertà tariffaria, nel rispetto delle regole dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Tariffe calmierate e accesso equo ai voli
Il modello presentato prevede tariffe scontate per i residenti comprese tra 37,50 euro per Alghero e 50 euro per Cagliari e Olbia, già comprensive di tasse e IVA.
Secondo le stime del Think Tank, la platea complessiva dei passeggeri residenti che viaggiano in Italia sarebbe di quasi 3 milioni di persone, di cui circa 1,2 milioni utilizzano le rotte in continuità territoriale verso Roma e Milano.
Il piano prevede inoltre un finanziamento complessivo tra 91 e 158 milioni di euro all’anno per coprire l’intero sistema, con una media di contributo per passeggero residente variabile tra i 25 e i 63 euro, a seconda dell’aeroporto di riferimento.
L’obiettivo dichiarato è creare un equilibrio stabile tra esigenze sociali e sostenibilità economica, riducendo le distorsioni di mercato e garantendo ai sardi la certezza di poter viaggiare a costi ragionevoli in tutto il territorio nazionale.

Una nuova visione per la mobilità dell’isola
“Applicando il modello misto – ha sottolineato il professor Devoto – la Regione potrà tornare a occuparsi della pianificazione del servizio di mobilità aerea, favorendo un ecosistema virtuoso tra domanda e offerta e assicurando ai residenti certezza negli spostamenti e tariffe accessibili”.
L’incontro al T Hotel ha confermato la volontà condivisa di superare le criticità dell’attuale sistema di continuità territoriale, aprendo la strada a soluzioni più dinamiche e orientate ai cittadini.
Una sfida cruciale per la Sardegna, dove la connessione con il resto del Paese non è solo una questione economica, ma un diritto di cittadinanza e un pilastro dello sviluppo futuro dell’isola.




Gli Aeroporti del Nord Sardegna verso una stagione record

SEI MILIONI DI POSTI E 154 COLLEGAMENTI DA E PER GLI AEROPORTI DI ALGHERO E OLBIA

20 marzo 2025 – Gli aeroporti del Nord Sardegna si preparano alla Summer IATA 2025, al via il 30 marzo prossimo, che si annuncia come la migliore stagione di sempre. Con sei milioni di posti disponibili – un aumento del +3% rispetto al 2024 – e un network di 89 destinazioni e 154 collegamenti, di cui 105 internazionali e 49 domestici, Alghero e Olbia continuano a crescere anche nel 2025. Il programma presentato oggi prevede undici nuove destinazioni e due nuove compagnie aeree, con un totale di 43 vettori partner che collegheranno il Nord Sardegna a 26 Paesi.
Aeroporto di Alghero
Il Riviera del Corallo si appresta alla miglior stagione della sua storia con 36 collegamenti: 15 nazionali e 21 internazionali, che lo uniranno a 15 Paesi europei oltre all’Italia.
Sul fronte domestico, Ryanair collegherà Alghero a Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pescara, Pisa e Venezia.
Volotea offrirà i collegamenti per Torino, Verona e inaugurerà la nuova rotta per Firenze.
ITA Airways, vettore operante i voli in continuità territoriale per Roma Fiumicino e Milano Linate, garantirà dall’aeroporto di Alghero un’efficace e comoda connessione tra i diversi aeroporti italiani, le principali città europee e le destinazioni intercontinentali del proprio network.
Per quanto riguarda il segmento internazionale, Ryanair volerà verso Bruxelles (Belgio), Francoforte e Monaco (Germania), Londra Stansted (Regno Unito), Cork e Dublino (Irlanda), Katowice (Polonia), Bratislava (Slovacchia), Barcellona e Madrid (Spagna) e Budapest (Ungheria).
Volotea introdurrà la rotta per Bordeaux e quella per Parigi Orly (Francia), offrendo interessanti opportunità di collegamento e di sviluppo turistico da/per la Francia, il secondo mercato turistico internazionale della Sardegna per numero di arrivi.
La low cost Wizz Air arricchirà l’offerta con collegamenti per Bucarest (Romania), Budapest (Ungheria) e inaugurerà il primo collegamento in assoluto per la Sardegna verso la capitale bulgara Sofia.
Ulteriore novità per il Riviera del Corallo è il collegamento diretto con Belgrado (Serbia) offerto dal nuovo vettore Air Serbia, che collegherà la Sardegna verso questo interessante mercato.
I voli charter arricchiscono l’offerta: JetTime per Copenaghen (Danimarca), TUI per Stoccolma (Svezia), Norwegian per Oslo (Norvegia) e Air Horizont per Bratislava (Slovacchia).
Aeroporto di Olbia
Il Costa Smeralda continua a crescere e consolida il proprio network di 118 collegamenti, di cui 84 internazionali e 34 domestici, operati da 40 compagnie aeree per/da 22 Paesi.
Sei le nuove rotte che verranno inaugurate in questa Summer: il vettore easyJet, prima compagnia aerea per numero di posti in vendita ad Olbia, amplierà l’offerta con Regno Unito e Svizzera, attivando le nuove rotte Edimburgo e Zurigo.
Altra novità dal Regno Unito il nuovo collegamento con London City della sussidiaria di British, Ba Cityflier. La compagnia tedesca Condor attiverà il collegamento con Norimberga, arricchendo l’offerta da/per la Germania, primo mercato turistico del Nord Sardegna.
Infine, grazie alla compagnia Air Corsica per la prima volta Olbia e la Corsica saranno collegate con voli di linea diretti con un volo da/per Figari.
I collegamenti con la penisola verranno ampliati grazie ad Ita Airways che nel picco estivo collegherà Olbia con Torino, rafforzando così l’offerta annuale del vettore Volotea su questa rotta.
Tutti i principali vettori partner confermano il loro operativo, prevedendo incrementi di frequenze ed estensioni del periodo di operatività, come ad esempio il vettore Lufthansa che quest’anno ha anticipato l’inizio delle operazioni da/per Monaco e Francoforte all’inizio del mese di marzo.




L’Hermaea Olbia fa rotta verso Trento

L’Hermaea Olbia fa rotta verso Trento
Penultimo turno della regular season per le aquile tavolarine, a caccia di una vittoria per accorciare sulla zona Pool Promozione

Comunicato stampa del 24 gennaio 2025

Due giornate al termine della regular season, quattro punti da rimontare sul quinto posto che varrebbe l’ingresso in Pool Promozione. L’Hermaea Olbia fa rotta verso Trento, dove domenica sarà ospite dell’Itas di coach Davide Mazzanti nell’8° turno di ritorno della Serie A2 Femminile.

Rinfrancate dal bel successo casalingo contro Melendugno che ha permesso di salire a quota 23 punti in classifica, le aquile tavolarine vanno a caccia di un’impresa contro la vice capolista del Girone B, capace fin qui di vincere 13 gare su 16. Ma nel match d’andata, disputato al Geopalace lo scorso 24 novembre, le biancoblù seppero comunque imporsi in 4 set guidate da una super prestazione dell’opposta Piia Korhonen (30 punti messi a terra).

Attrezzata e completa in ogni reparto, l’Itas Trentino può contare su un roster di prim’ordine, nel quale spiccano le individualità dell’opposta Weske, della banda Kosareva e della centrale Molinaro, tra le altre. Il sestetto di Mazzanti è inoltre secondo nella categoria per punti realizzati (1162), primo per muri (203), e tra i migliori per ace (90).

Dino Guadalupi, coach dell’Hermaea Olbia: “Le ultime gare della Regular Season stanno dicendo che ormai le squadre hanno trovato stabilità di rendimento e qualità più definite negli aspetti del gioco, al di là del rendimento del singolo. Nell’ultima gara di campionato siamo riusciti ad avere un chiaro piano tattico e ad applicarlo efficacemente e questo è un aspetto importante di crescita di cui facciamo tesoro per i prossimi impegni. Sappiamo di affrontare a Trento una squadra con grosse individualità, una rosa ampia e con una filosofia di gioco molto aggressiva nei fondamentali da punto, cosa su cui, per vari motivi, la nostra squadra è globalmente indietro rispetto all’avversario. Per giocarci le nostre chance di risultato sarà quindi fondamentale rendere complicato il loro gioco con le buone armi che invece noi sappiamo di avere e allo stesso tempo aggiungere la giusta dose di rischio sul servizio e sull’attacco, cosa che ci è ben riuscita domenica scorsa. Del
resto, la forza dell’avversario ci induce a cercare il massimo rendimento affrontando la partita senza pressioni eccessive di risultato. Nonostante qualche difficoltà legata ad alcune problematiche fisiche che non ci hanno permesso di lavorare sul gioco in forma agonistica, la settimana di allenamento si è svolta con qualità e continuiamo a crescere su alcuni importanti aspetti tecnici che stanno diventando più stabili e disponibili per aumentare la nostra qualità in gara”.

Fischio d’inizio domenica 26 gennaio alle 17 al Sanbapolis di Trento. Arbitreranno i signori Laghi e Galletti, al videocheck Miggiano. La gara sarà visibile in live streaming sul sito Volleyball World.

Photo credits: Luigi Canu

Ufficio Stampa

Volley Hermaea Olbia




VERSO UN TESTO UNICO DELL’EDILIZIA REGIONALE: ASSESSORE SPANEDDA, LA LEGGE SALVA CASA NON RISOLVE LA CRISI ABITATIVA.

C agliari, 23/01/2025

COMUNICATO STAMPA

“Il “Decreto Salva Casa”, convertito in Legge 105/2024, è una modifica al Testo Unico dell’Edilizia, il DPR n. 380/2001. La Regione Sardegna, che ha potestà legislativa primaria in materia urbanistica ed edilizia, ha una sua norma sulla stessa materia, la Legge Regionale n. 23/1985.

“Finora il coordinamento tra le due norme era, di fatto, affidato alla prassi. Il recepimento del “Salva Casa” passa perciò attraverso un’operazione di collegamento tra le due norme che costituisca un quadro unitario, evitando che professionisti e amministrazioni debbano ogni volta interpretare leggi che si sovrappongono”, dichiara l’Assessore Spanedda.

Per questa ragione, l’integrazione dei due testi normativi, per quanto possa apparire complessa, è necessaria.

“Un recepimento acritico del Salva Casa non è utile perché, sotto alcuni aspetti, il quadro normativo regionale corrisponde meglio alle esigenze di semplificazione della norma nazionale.”

L’applicazione immediata nelle Regioni a Statuto ordinario ha portato in alcuni casi a contenziosi che hanno vanificato l’orientamento alla semplificazione della norma. La Regione Sicilia, che pure a differenza della Sardegna aveva già una norma di collegamento col Testo Unico nazionale, pur avendo emesso nell’immediato una circolare per il recepimento del Salva Casa, a fine novembre ha comunque legiferato per chiarire il quadro normativo”, prosegue l’Assessore.

Stiamo lavorando quindi per offrire ai cittadini, ai professionisti, alle imprese e alle amministrazioni locali uno strumento robusto, chiaro e immediatamente utilizzabile.

È un primo passo verso un nuovo Testo Unico dell’Edilizia regionale che permetterà di offrire un quadro chiaro delle norme che regolano il settore in Sardegna.

Il Disegno di Legge verrà portato in Giunta, discusso in Commissione Consiliare e in Aula, ma non mancheranno momenti di confronto con le associazioni di categoria e con quanti saranno interessati a contribuire ad una legge snella e facilmente leggibile.

“I tempi lunghi segnalati sono solo i tempi naturali delle Istituzioni”, aggiunge.

“Pensare di risolvere la questione abitativa e il tema della legge urbanistica attraverso una norma edilizia è poi quanto meno improprio: la crisi abitativa si risolve con una seria politica della casa, tema che infatti la Giunta sta affrontando. Le regole dell’edilizia e la necessità di offrire a tutti un’abitazione sono cose diverse, temi ugualmente importanti nel governo del territorio, che però richiedono soluzioni su piani differenti. A meno che non si pensi di risolvere la questione della dignità dell’abitazione trasformando garages in abitazioni da 20 metri quadri, una prospettiva che potrebbe esser resa possibile da un recepimento affrettato del “Salva Casa””, conclude.

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Ufficio Stampa Regione Sardegna
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Inizio Lavori per il Miglioramento della Viabilità verso l’Aeroporto di AlgheroAl via i lavori per l’illuminazione del tratto stradale di 2,9 km: 111 pali di ultima generazione garantiranno sicurezza e prestigio.

5/30/20241 min read

Il 30 maggio 2024 è una data importante per la viabilità verso l’aeroporto di Alghero. In questo giorno, presso il cantiere sulla strada dell’aeroporto verso Alghero, sono iniziati i lavori per l’installazione dell’illuminazione lungo un tratto di 2,9 km. Un’opera significativa che assicurerà prestigio e sicurezza alla viabilità, riconoscendo l’aeroporto di Alghero come una struttura di carattere ormai internazionale.

I lavori, con un budget di 870.000 euro, dovranno essere completati entro 120 giorni. La ditta che ha vinto l’appalto è la Tilocca Srl di Burgos, in provincia di Sassari. Alla cerimonia di inizio lavori erano presenti il commissario straordinario della provincia di Sassari, Pietrino Fois, l’architetto Milia, responsabile del servizio viabilità della provincia di Sassari, e il Sindaco di Alghero, Mario Conoci.

“Siamo convinti che, una volta terminati i lavori, l’aeroporto avrà un ingresso all’altezza del prestigio che oggi ricopre”, ha dichiarato Pietrino Fois. L’opera prevede la posa di 111 pali di illuminazione di ultima generazione, progettati per garantire la massima sicurezza. “E’ una sorta di palo trivellato. In caso di urto, il palo si piega, evitando di causare danni gravi,” ha spiegato l’architetto Milia.

Durante la presentazione del progetto, è stato chiarito che non sono previsti marciapiedi, ma solo la rimozione delle vecchie strutture. “Questa è una fondazione utile per il palo, perché è una sorta di palo trivellato. In caso di urto, il palo si piega, evitando di causare danni gravi,” ha spiegato l’architetto Milia.

L’inizio di questi lavori rappresenta un passo avanti per la città di Alghero, che potrà vantare un’infrastruttura moderna e sicura, in linea con lo sviluppo e l’importanza crescente del suo aeroporto.




 LA PIANA DI CHILIVANI VERSO UNA STAGIONE IRRIGUA MIGLIORE DEL 2023

 A BREVE I LAVORI PER AUMENTARE CAPACITA’ DELL’INVASO DEL LERNO

Un mese di maggio che porterà due importanti novità per i consorziati del distretto irriguo di Chilivani. Le circa 670 aziende, dislocate nei 13.200 mila ettari del distretto quest’anno potranno contare su una disponibilità idrica maggiore rispetto all’anno scorso. Nel mese di maggio, con l’assegnazione dell’appalto, vedranno inoltre la luce i lavori di messa in sicurezza della diga sul rio Mannu di Pattada a Monte Lerno, invaso da cui attinge la rete irrigua del distretto. Saranno lavori che permetteranno dopo tanti anni di raddoppiare la capienza autorizzata, ossia a circa 70 milioni di metri cubi d’acqua (attualmente è autorizzata fino a un massimo di 34 milioni).

“La campagna irrigua nel distretto irriguo della piana di Chilivani quest’anno sarà meno difficoltosa rispetto all’anno scorso – è quanto comunica ai consorziati del distretto irriguo di Chilivani, il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, tramite il vice presidente Francesco Pala -. Abbiamo in diga un milione di metri cubi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e questo ci regala un po’ più di tranquillità. Inoltre è attesa una perturbazione che potrebbe far aumentare i livelli di risorsa presenti in diga. Se pensiamo che fino a qualche mese fa c’era il rischio di non dover proprio irrigare perché l’acqua era pochissima, ora possiamo solo vedere alla stagione con maggiore tranquillità”. 

L’acqua attualmente invasata, a fronte di una capacità massima autorizzata di 34 milioni di metri cubi, è di 23,2 milioni di metri cubi (al 67%). Un mese fa il bollettino regionale sulla situazione degli invasi indicava una percentuale di riempimento al 45%, mentre un anno fa era di 22,2 milioni di metri cubi (65%).

“Un milione di metri cubi che fanno la differenza – commenta Toni Stangoni, presidente dell’ente consortile con sede a Chilivani – dal momento che l’autorità di bacino si riunirà nei primi dieci giorni di maggio per stabilire le assegnazioni di risorsa da destinare al comparto irriguo: fra qualche giorno infatti avremo l’ufficialità”. 

Ma la notizia tanto attesa da tutto il territorio riguarda invece i lavori di messa in sicurezza della diga sul rio Mannu di Pattada, lavori importantissimi in capo a Enas Sardegna, che a breve appalterà i lavori. Un intervento che gode dell’attenzione governativa nazionale per il tramite della Commissaria competente su Dighe e infrastrutture idriche Angelica Catalano. Con un costo stimato in 7 milioni di euro finanziati dal Piano operativo Infrastrutture Fsc 2014-20.

“Una notizia attesa che aumenta le possibilità di incamerare risorsa importantissima. È bene che da parte del Governo l’attenzione per le dighe sia alta, e la situazione del Lerno a metà delle proprie capacità rappresenta un limite alla capacità produttiva di uno dei territori più importanti dal punto di vista agricolo – spiega infine Giosuè Brundu, direttore del Consorzio -, ma non possiamo che continuare a rivolgere l’attenzione alla rete di distribuzione idrica. Come spiegato durante l’incontro di qualche giorno fa a Valledoria, durante il quale si è affrontato la drammatica situazione causata dalla rottura della paratia sulla diga del Coghinas, occorre al più presto programmare una piano di interventi sulle reti. Sono reti vecchie dove si perde oltre il 40% della risorsa idrica. Basti pensare che dal 2015 ad oggi il Consorzio ha eseguito ben 13 mila interventi di riparazione. Un numero enorme che con una radicale manutenzione delle reti che ci porti a non inseguire l’emergenza, rappresenterà un risparmio per le casse regionali, oltre che dei consorzi e quindi dei nostri consorziati”.




Italia alla Svolta: Libertà Economica e il Cammino Verso la Prosperità

Tra le sfide interne e le riforme necessarie, l’Italia si confronta con l’Index of Economic Freedom. Un’analisi approfondita rivela come la libertà economica possa essere la chiave per il rilancio del Belpaese nel contesto globale.


La libertà economica, principio cardine per la crescita e lo sviluppo sostenibile delle nazioni, trova nel suo studio e analisi una bussola per orientare le politiche globali verso un orizzonte di benessere e prosperità. Un elemento chiave in questa esplorazione è l’Index of Economic Freedom, pubblicato annualmente dalla Heritage Foundation in collaborazione con il Wall Street Journal fin dal 1995. Questo indice offre uno strumento analitico per valutare il grado di libertà economica nei paesi di tutto il mondo, basandosi su principi di economia di mercato e valori liberali.

La genesi dell’Index si colloca in un periodo di trasformazioni globali, seguito alla caduta del muro di Berlino e al termine della Guerra Fredda, epoche che hanno visto il dibattito sull’economia di mercato versus le economie pianificate raggiungere l’apice. L’obiettivo era di fornire un quadro empirico che potesse dimostrare la correlazione tra libertà economica e benessere, stimolando così le nazioni a intraprendere riforme verso maggiore apertura e competitività economica.

Attraverso l’analisi di vari fattori, quali il rispetto dei diritti di proprietà, la libertà di commercio, la regolamentazione del lavoro, la fiscalità, e l’efficienza del sistema giudiziario, l’indice classifica i paesi in cinque categorie, da “liberi” a “repressi”. La metodologia adottata si è evoluta nel corso degli anni, adattandosi alle dinamiche economiche globali, ma il fulcro dell’analisi rimane invariato: misurare l’efficacia con cui le politiche e le istituzioni di un paese promuovono la libertà economica.

La Situazione Italiana alla Luce della Storia dell’Index of Economic Freedom

Nel contesto dell’Index of Economic Freedom, l’Italia si presenta come un caso di studio peculiare. Nonostante la sua ricca storia culturale e il potenziale economico, l’Italia occupa una posizione che suscita riflessioni. Con un punteggio di 60,1, si posiziona al confine tra le nazioni “moderatamente libere” e quelle “per lo più oppresse”, evidenziando una serie di sfide interne che frenano il suo slancio verso una maggiore libertà economica.

Questo posizionamento riflette non solo gli ostacoli burocratici e regolamentari che caratterizzano il sistema italiano ma anche l’importanza di un impegno costante verso riforme efficaci. Iniziative come il PNRR e i tentativi di stimolare l’economia attraverso incentivi fiscali sono passi nella direzione giusta, ma la discesa del punteggio dell’Italia sottolinea la necessità di un’azione più incisiva e di una visione a lungo termine.

La storia dell’Index of Economic Freedom mostra che la strada verso il benessere attraverso la libertà economica è un percorso progressivo, spesso ostacolato da resistenze interne e complessità burocratiche. Tuttavia, le lezioni tratte dalle edizioni passate dell’indice evidenziano che i paesi capaci di intraprendere riforme coraggiose e di promuovere un ambiente più aperto e competitivo non solo migliorano la propria posizione nell’indice ma avviano anche un circolo virtuoso di crescita e sviluppo.

Verso un Futuro di Libertà e Prosperità

L’Italia, con il suo patrimonio di conoscenze, competenze e capacità imprenditoriali, ha tutte le carte in regola per rivoluzionare il proprio approccio economico e scalare le classifiche di libertà economica. Il cammino può essere tortuoso e richiedere sacrifici e riforme strutturali profonde, ma gli esempi di successo internazionali e la stessa storia dell’Index of Economic Freedom dimostrano che la posta in gioco è alta e vale la pena di essere perseguita.

In questo contesto, l’Italia è chiamata a riflettere sul proprio percorso economico e politico, ispirandosi ai principi di libertà che hanno guidato le nazioni più prospere verso l’apice dello sviluppo umano e economico. Solo attraverso un impegno collettivo e visionario sarà possibile superare le sfide attuali e abbracciare un futuro di libertà, innovazione e prosperità.




Polemiche in Sardegna: l’accusa dell’Assessore Doria verso l’ex Assessore Arru

Carlo Doria, Assessore della Sanità, critica le decisioni pre-elettorali di Arru, evidenziando una presunta amnesia selettiva riguardo alle nomine e atti amministrativi.

Carlo Doria, attuale Assessore della Sanità in Sardegna, ha rivolto pesanti accuse all’ex Assessore Arru, sottolineando una serie di decisioni pre-elettorali che, secondo lui, dimostrerebbero una certa negligenza e amnesia selettiva da parte di Arru. Tra le azioni contestate, Doria ricorda l’approvazione di una programmazione per il triennio 2019-2021 riguardante le Residenze Sanitarie Assistite (RSA), la selezione di 1252 strutture private accreditabili, e la rideterminazione dei tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie private. Inoltre, menziona l’approvazione di un programma di investimenti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, con un impegno di oltre 136 milioni di euro. Doria conclude la sua dichiarazione con un riferimento ad un antico adagio, suggerendo che forse sarebbe stato meglio per Arru mantenere il silenzio.