Uso delle mascherine, la Polizia locale vigila, sensibilizza e quando necessario sanziona

È stato un fine settimana di controlli sul corretto uso della mascherina quello degli agenti della Polizia locale di Sassari. Le attività si sono concentrate soprattutto al centro, nelle aree dove persone di tutte le età, e soprattutto i giovani, si incontrano. Sabato sera sono stati sanzionati due locali: in uno c’erano due tavoli con dieci e otto persone e nel secondo la tavolata era di quindici persone. In tutti e tre non era rispettato il distanziamento interpersonale, in particolare quello tra le sedute, necessario per contrastare il coronavirus. I clienti erano molto vicini, e non indossavano la mascherina, nonostante in quel momento non stessero né mangiando né bevendo. I due esercizi ora rischiano, oltre alla sanzione pecuniaria, anche la misura accessoria della chiusura fino a 30 giorni, che può essere disposta sia dalla Prefettura sia da sindaco.

I controlli si sono svolti anche in piazza d’Italia dove, durante il grande spettacolo che si è tenuto sabato sera, tutti hanno indossato correttamente la mascherina, anche chi si limitava a passare o ad ascoltare e assistere dalle zone vicine.

Capillare è stata anche l’azione di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovanissimi. Gli agenti della Polizia locale durante tutto il fine settimana, tra venerdì e domenica, si sono fermati a parlare con i gruppi di ragazzi, spesso minorenni, per spiegare l’importanza dell’uso corretto della mascherina. Uno strumento fondamentale per proteggere se stessi e chi si ama, ricordando che il virus viaggia attraverso le persone, che è contagioso anche quando non si sa di averlo contratto e che tramite noi, oltre a trasmetterlo agli amici, si porta nelle abitazioni, dove ci sono anche persone che potrebbero avere un sistema immunitario debole o compromesso.

In generale la Polizia locale ha potuto registrare, nei controlli a campione svolti tra la popolazione, un uso diffuso della mascherina e una consapevolezza dell’importanza di questo dispositivo per abbattere i contagi. Le attività proseguiranno anche durante la settimana, nei luoghi di aggregazione e in tutto il territorio, dove è più facile che si creino assembramenti.




Appalto portierato, l’Aou vigila sul rispetto della clausola sociale

Questa mattina la direzione aziendale ha incontrato sindacati e lavoratori che avevano allestito un sit-in di protesta per il mancato inserimento di alcune unità lavorative nel nuovo appalto.

Sassari 26 novembre 2018 – «Siamo vicini ai lavoratori, sia personalmente che come istituzione. Il nostro impegno è quello di vigilare e controllare che sia tassativamente rispettato quanto contenuto nella clausola sociale. Lo abbiamo fatto in questi mesi e continueremo a farlo con impegno ed attenzione, anche attraverso controlli a campione che, nel caso dovessero far emergere irregolarità, potranno portare a contestazioni formali». Così questa mattina la direzione aziendale dell’Aou di Sassari ha rassicurato alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali che sono stati ricevuti nei locali al secondo piano della palazzina Bompiani di viale San Pietro. Alla base della protesta dei lavoratori il mancato inserimento di alcuni ex dipendenti Secur da parte dell’Ati aggiudicatrice del nuovo appalto di guardiania e portierato realizzato dal Cat Sardegna.


I lavoratori questa mattina avevano allestito un sit-in proprio nel cortile delle cliniche di viale San Pietro, ai piedi della palazzina che ospita la sede della direzione dell’Azienda ospedaliero universitaria sassarese.


La direzione dell’Aou, nell’incontro, ha ricordato di aver effettuato le necessarie analisi sulla dimensione qualitativa e quantitativa delle risorse impiegate nel vecchio appalto e in quello nuovo. È emerso che l’impresa aggiudicataria ha assunto, compatibilmente con le condizioni che derivano dal nuovo appalto, un numero di dipendenti armonizzabile con la nuova organizzazione aziendale. Nel passaggio dal vecchio al nuovo appalto le unità coinvolte nell’attività di portierato sono passate da 55 a 44. Risulta che 11 unità che prima svolgevano l’attività di portierato sono state sostituite da guardie armate. Si aggiunga che 30 unità, prima destinate a una attività straordinaria e temporanea a titolo di ronde antincendio, non sono state occupate dalla nuova ditta perché l’attività di antincendio non rientra tra quelle previste nel nuovo appalto.


Inoltre –
è stato detto – non risultano assunti nuovi lavoratori con la mansione di portieri al di fuori del rispetto della clausola sociale.


«Abbiamo garantito l’impegno per far fronte alle carenze socio occupazionali del territorio –
ha ribadito la direzione – ed emerge che sono aumentate le ore appaltate, le risorse coinvolte che sono passate da 60 (55 portieri e 5 vigilanti) a 65 (44 portieri e 21 vigilanti). Ribadiamo il nostro impegno a fare quanto possibile per ridurre gli effetti negativi del cambio d’appalto, ad attuare i controlli e le verifiche sull’operato della ditta aggiudicataria. Confermiamo, infine, la disponibilità a un confronto sul tema assieme a Cat, Ats e prefetto».

All’incontro erano presenti il direttore generale dell’Aou Antonio D’Urso, il direttore sanitario Nicolò Orrù, il direttore amministrativo Lorenzo Pescini e il dirigente responsabile del procedimento Giuseppe Carassino. La delegazione rappresentativa era composta dai sindacalisti Mariangela Campus e Antonio Oscar Campus della Fsi-Usae quindi Federica Bandinu vicesegretario Ugl sicurezza civile e da tre lavoratori impiegati nell’appalto precedente.