Il Premio Enoletterario celebra 10 anni al Vinitaly e traccia nuovi sentieri narrativi

C’è un momento, nel rito della degustazione, in cui il vino smette di essere solo un prodotto per farsi memoria, racconto e visione. È in questo spazio sospeso che, dieci anni fa, nasceva una scommessa ambiziosa della Camera di Commercio del Nord Sardegna: il Premio Enoletterario. In questi giorni, nella prestigiosa cornice del Vinitaly 2026, quel progetto celebra la sua decima edizione, confermandosi non solo come un concorso, ma come un rivoluzionario strumento di divulgazione che fonde sapientemente “cultura” e “coltura”.

La presenza del Premio a Verona non è stato un semplice atto di rappresentanza, ma una dichiarazione d’intenti. In un mercato globale sempre più affollato, la Camera di Commercio ha compreso che per distinguersi è necessario parlare linguaggi nuovi. Il vino prende così una colorazione diversa: diventa un oggetto da meditare, un pretesto per esplorare, anche, e perché no, differenti percorsi antropologici e sociali.

“Essere qui, dopo dieci anni, significa aver vinto la sfida della narrazione,” è il messaggio che emerge dal cuorer dell’Area Sardegna con il presidente della Camera di Commercio e della giuria del Premio, Stefano Visconti. “Abbiamo capito che il consumatore moderno non cerca solo un calice, ma una storia in cui rispecchiarsi. Il Premio Enoletterario ci ha permesso di individuare strumenti di divulgazione inediti, capaci di portare i territori nelle librerie, nei caffè letterari e nelle case di chi ama la capacità di farsi raccontare.”

Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza l’impegno costante dell’Ente Camerale che ha sostenuto il progetto con una visione di lungo periodo. Un decennio di investimenti, di scouting di talenti e di promozione che ha visto la partecipazione corale di tutti i partner.

A testimoniare la crescita e la solidità di questo cammino è anche Maria Amelia Lai, presidente di Promocamera, che ha guidato il Premio come presidente della giuria fino alla passata edizione:”Vedere il Premio tagliare il traguardo della decima edizione al Vinitaly è una gioia profonda. È stato un percorso di semina costante, durante il quale abbiamo visto il Premio crescere in autorevolezza, diventando un modello di riferimento che ha saputo dare voce all’anima più autentica del nostro sistema produttivo e culturale.”

Un legame indissolubile è quello con “Benvenuto Vermentino”, la manifestazione di Olbia che ha nel Premio la sua anima intellettuale. La sinergia tra la kermesse gallurese e il concorso letterario ha creato un ecosistema unico, dove il Vermentino non è solo il bianco d’eccellenza, ma il protagonista, insieme ad altre uve, di pagine scritte da autori che sanno cogliere l’essenza di ciò che la terra è in grado di donare.

“La decima edizione rilanciata al Vinitaly 2026, dopo Roma, guarda avanti come una nuova partenza che cerca insieme nuovi traguardi e arrivi. Il vino è un viaggio che parte dalla terra e arriva all’incontro con l’uomo, ma è anche un invito a scoprire orizzonti che prima non esistevano,” rafforza le radici e le visioni del Premio il segretario generale della Camera di Commercio, Pietro Esposito.

Il Premio Enoletterario invita proprio a questo: a considerare la bottiglia come un porto di partenza per esplorare le identità e un punto di arrivo dove la produzione incontra la sensibilità poetica. Grazie al supporto dei partner e a una visione sempre proiettata al futuro, il Nord Sardegna dimostra che la coltura della terra e della vite è la più alta forma di cultura possibile.




Vinitaly, al via a Verona la 58ma edizione della quattro giorni dedicata al vino con oltre 110 aziende sarde.

L’assessore Agus: “Una vetrina internazionale per confermare la qualità dei nostri prodotti e progettare il futuro del settore”

Verona, 12 aprile 2026 – Al via questa mattina a Verona la 58ma edizione del Vinitaly che vede, tra i protagonisti, la Regione Sardegna che nel suo padiglione ospita 80 aziende sarde, a cui si aggiungono altre 32 cantine dell’Isola negli altri spazi della manifestazione. L’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus, ha partecipato alla cerimonia d’apertura nel pala Expo di Verona Fiere a cui hanno preso parte la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e i ministri dello Sviluppo economico Adolfo Urso, del Turismo Gianmarco Mazzi e della Cultura Alessandro Giuli, insieme agli esponenti delle più importanti istituzioni del mondo del vino. “In un contesto che mette in luce le peculiarità dei nostri prodotti il primo dato è quello dei tanti accordi commerciali siglati tra i nostri produttori e i buyer di tutto il mondo – evidenzia l’assessore Agus – il Vinitaly è una vetrina di livello mondiale, è ancora la fiera principale sul vino in tutto il mondo e la Sardegna si presenta con tante realtà produttive, alcune molto grandi e consolidate nel tempo, altre nate da pochi anni ma già alle prese con mercati di livello internazionale. La volontà della Regione è quella di sostenere questa spinta da parte dei produttori ma anche quella di mettere a sistema questo mondo variopinto e fare in modo che non si tratti di un episodio isolato o semplicemente della partecipazione a una fiera, ma si ragioni su come creare un sistema economico attorno al vino”.

L’Assessorato ha curato per la Collettiva regionale composta da 80 aziende, regolarmente ammesse secondo la graduatoria pubblicata sul sito della RAS, sette eventi istituzionali per promuovere talk, approfondimenti e degustazioni sui vini prodotti dal territorio, con l’obiettivo di puntare i fari sul posizionamento della Sardegna come regione leader nella biodiversità vitivinicola e, oltre ai grandi numeri, evidenziare il valore aggiunto del “modello Sardegna” con le caratteristiche di longevità, territorio incontaminato e vitigni autoctoni unici. Tra gli eventi di oggi anche “Cannonau: il vino giovane” curato da Sardegna Ricerche: “Il tema dei giovani e del vino, del bere consapevole e del bere sano è al centro di qualunque ragionamento – spiega Agus – e come Regione Sardegna abbiamo voluto fare un esperimento, anziché parlare dei giovani, abbiamo dato la parola ai giovani e attorno al vitigno principe, il Cannonau, si è realizzata una ricerca che oggi viene presentata dai ragazzi e ragazze che l’hanno portata avanti”

Il vino della Sardegna a Verona, in dialogo con le più prestigiose realtà vitivinicole delle altre regioni d’Italia, in un contesto unico, con uno spazio di 100 mila metri quadrati e oltre 4 mila espositori, uno scambio privilegiato per le aziende dell’Isola: “Stiamo parlando del prodotto italiano più esportato e più conosciuto nel mondo – sottolinea Agus – e anche un prodotto che contribuisce a rinforzare l’unità nazionale, perché non c’è momento di unità maggiore nel nostro paese come al Vinitaly. È realmente il contesto in cui le regioni si confrontano e i produttori si scambiano best practices tra realtà diverse. Adesso è arrivato il momento di ragionare su una maturità della viticoltura in Sardegna e capire tutti insieme, in un tavolo di filiera o comunque in un ragionamento collettivo, dove vogliamo arrivare nei prossimi anni”.

L’assessore Agus ha partecipato a diversi eventi nel padiglione Sardegna e visitato tutti gli stand degli espositori sardi. Nel pomeriggio ha partecipato inoltre alla Cerimonia del Premio “Angelo Betti” dove ha consegnato il riconoscimento a Giuseppe Gabbas, dell’omonima azienda ai piedi del Supramonte, tra le più apprezzate e premiate.




COLDIRETTI SARDEGNA: DAL VINITALY CONFERME IMPORTANTI PER LE CANTINE E I PRODUTTORI DELLA SARDEGNA: GRANDE QUALITÀ E PRODUZIONI IN FORTE AUMENTO

Dal Vinitaly 2024 arrivano conferme importanti per i settori dell’agroalimentare italiano e sardo. Se la giornata dedicata al Made in Italy aveva detto che il cibo rappresenta la prima ricchezza del Paese e della regione, grazie a un valore della filiera agroalimentare allargata che ha superato i 600 miliardi di euro su base nazionale, (analisi Coldiretti su dati centro studi ‘Divulga’), dall’altra è emerso che le tipicità regionali rappresentano una spinta propulsiva e la Sardegna non è da meno grazie alle sue peculiarità di eccellenza. Produzioni Dop e Igp, ma anche filiere e settori di eccellenza come il vitivinicolo che proprio a Verona ha gli occhi puntati da tutto il mondo. Dal Cannonau al Vermentino, passando per le tipicità storiche, autoctone e senza dimenticare una importante new entry: la Birra artigianale.

IL SETTORE. La folta partecipazione delle aziende del settore vitivinicolo e brassicolo di Coldiretti Sardegna sta confermando il grande fermento dei due comparti isolani che riescono a produrre grande qualità. Si tratta di settori sempre più a tinte giovani grazie alla spinta propulsiva delle aziende guidate dagli under 40 come hanno dimostrato a Casa Coldiretti alcune delle realtà più vitali dell’isola tra cui l’azienda “Fratelli Pusceddu” di Bosa con i suoi vitigni autoctoni e la malvasia o la Cantina sociale del Mandrolisai grazie ai suoi vini biologici. Fermento dimostrato dai numeri che vedono la crescita delle coltivazioni a 27.579 ettari (nel 2022) di cui il 43% destinata a uve Dop e Igp (rilevamento Coldiretti Sardegna su ultimo report Laore) e 546 mila ettolitri di produzione di vino (di cui 284 mila bianchi e 262 mila rossi con 403 mila di vini Dop (74%) e 86 mila di Igp(16%)) su 733 mila quintali di uve prodotte, tornati a livelli simili alle annate storicamente più produttive dai primi anni duemila a oggi. Un export che premia ancora l’Europa (57%), seguita dall’America (31%), poi Asia (10%) e il restante 2% in Oceania.

“Il vino sardo si è dimostrato ancora una volta un autentico messaggero della Sardegna nel mondo, trasmettendo la sua reputazione in maniera positiva, fresca e dinamica pur rimanendo fedele alle radici della nostra identità, celebrando le tradizioni e la storia millenaria dell’isola – sottolinea Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna – questo settore non solo produce eccellenze enologiche ma si distingue per la sua capacità di chiudere il ciclo produttivo e conquistare i mercati esteri con successo. L’impulso innovativo è evidente nel boom delle cantine, molte delle quali sono gestite con passione da giovani imprenditori e donne – conclude – dimostrando che stiamo abbracciando una nuova cultura agricola che merita di essere supportata e seguita come modello di successo”.

BIRRE ARTIGIANALI. Ma nell’edizione 2024 uno spazio importante lo hanno rivestito anche le birre artigianali, grazie alla presenza del Consorzio Birra Italiana e alle aziende aderenti, anche targate Sardegna. Dal birrificio Marduk di Irgoli a quello Bam di Mogoro, passando per il 4Mori di Guspini, ancora una volta il comparto ha dimostrato fermento come emerso dall’incontro tenuto al padiglione uno per la presentazione su scala nazionale del progetto di filiera portato avanti da Coldiretti Sardegna con il sostegno del Consorzio Birra Italiana, dall’alto della sua esperienza a livello nazionale e non solo, la cooperativa Isola Sarda che riunisce 23 cerealicoltori isolani, ma anche i birrifici artigianali, i produttori di malto e quelli di luppolo dell’isola. 

“Crediamo molto in questo progetto che in breve tempo ha permesso di coltivare circa 70 ettari di orzo che saranno trasformati da un maltificio partner per una birra 100% sarda – sottolinea Luca Saba, direttore Coldiretti Sardegna, intervenuto alla presentazione del progetto – Coldiretti sta portando avanti da tempo questo percorso grazie anche a un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro della Regione Sardegna che è stato messo a disposizione e che speriamo possa arrivare sia ai produttori di orzo che ai birrifici – conclude – per poter chiudere la filiera e avere una birra totalmente quattro mori”. 

Un progetto che si basa su solidi numeri come dimostra la produzione isolana, arrivata a generare circa 4 milioni di litri grazie ai circa 60 produttori (sui 1.182 birrifici artigianali in Italia) fra birrifici artigianali e “beer firm” (aziende che non dispinendo di un impianto di produzione realizzano le proprie birre presso altre aziende). Numeri di eccellenza anche per le 21 realtà che fanno parte del Consorzio di Promozione e Tutela della Birra Artigianale Italiana da Filiera Agricola (18 birrifici più 3 aziende agricole che coltivano orzo e luppolo) che nel 2022 hanno contribuito a produrre 10 mila ettolitri di birra anche grazie al malto usato per circa 3 mila quintali (Da un quintale di orzo si ottengono circa 75 chili di malto con una resa dello 0,75%).

Matteo Piga

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




VINITALY. COLDIRETTI SARDEGNA. UN GIOVANE VIGNAIUOLO SARDO TRA NOVE ITALIANI DEI VINI GENERAZIONE Z

E’ sardo di Dorgali uno dei nove giovani vignaioli che hanno rappresentato l’Italia nell’iniziativa “Vini Generazione Z” promossa nel padiglione Casa Coldiretti del Vinitaly, dove è stato protagonista anche il vermentino, vino che vede la Sardegna leader nella produzione insieme al cannonau.

Gabriele Fronteddu, 18 anni della cantina Ziu Andria, insieme ad altri 8 colleghi under 25 dell’Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia, ha presentato il proprio cannonau doc davanti ad una  delegazione di giornalisti/buyer accompagnata da ICE/Vinitaly. 

“Ancora una volta la Coldiretti valorizza i giovani agricoltori aprendo vetrine internazionali per una generazione quella di noi agricoltori under 35 che si sta prendendo spazi importanti innovando il comparto con attività multifunzionali ed attenta alla sostenibilità – afferma il delegato regionale dei Giovani Coldiretti Frediano Mura -. Il settore vitivinicolo, che si sta distinguendo anche in Sardegna per dinamicità e innovazione, è particolarmente fecondo per i giovani, ed infatti, secondo una analisi della Coldiretti, 1 agricoltore under 35 su 10 (in Italia) ha una vigna”. 

Il comparto vitivinicolo italiano, tra i settori che ha maggiormente sofferto le limitazioni dovute al Covid, nel 2021 ha registrato un record storico per le esportazioni di vino che registrano un balzo del 12% in valore (per 7,1miliardi).

Complessivamente l’ultimo anno fa segnare un incremento del 2,1% in valore delle vendite di vino nella Grande distribuzione, secondo l’analisi Coldiretti su dati Iri Infoscan Census, trainato soprattutto dagli spumanti che mettono a segno un balzo del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Non solo. La speciale top ten, emersa dall’analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census relativi all’anno terminante a gennaio 2022, diffusa in occasione del Vinitaly, evidenzia che in tempo di pandemia e tensioni internazionali i consumi di vino premiano le produzioni legate al territorio. La classifica dei primi dieci vini, infatti, è composta dai soli made in Italy. E tra questi spicca il vermentino di Sardegna che nel 2021 ha registrato un incremento delle vendite del 22%.