Sassari, Silvano Fuso smonta i miti del vivere “secondo natura”

Il 26 maggio, il noto divulgatore scientifico sarà ospite degli “Incontri ravvicinati con la scienza” per esplorare in modo critico il binomio “naturale=buono”

SASSARI. Nell’opinione comune tutto ciò che è “naturale” viene associato spesso a qualcosa di buono o qualitativamente superiore. Ma è proprio così? A fare chiarezza sulla questione, di forte attualità nella società contemporanea, è il saggista e divulgatore scientifico Silvano Fuso, che il 26 maggio alle 17.30, sarà ospite a Sassari degli “Incontri ravvicinati con la scienza”, per un appuntamento imperdibilenell’Aula Lorenzo Mossa del Centro didattico del Dipartimento di Giurisprudenza (viale Mancini 3). L’ingresso è libero gratuito.

Il noto chimico, traendo spunto dal suo lavoro di ricerca dal titolo “Naturale=buono? Miti e leggende del vivere secondo natura” edito da Carocci, guiderà il pubblico in un’analisi rigorosa e critica, scardinando slogan commerciali e preconcetti ideologici per restituire centralità al metodo e al pensiero scientifico.

Al giorno d’oggi, infatti, complice la nostalgia per un passato idealizzato e il desiderio diffuso di uno stile di vita più sano, l’aggettivo “naturale” è diventato un richiamo irresistibile, un vero e proprio sinonimo di salute, sicurezza e genuinità applicato indistintamente all’alimentazione, all’agricoltura, alla medicina e alla cosmesi. Ma siamo davvero sicuri che tutto ciò che è biologico o spontaneo sia intrinsecamente benefico per l’uomo? E quanto c’è di autentico in ciò che il mercato ci propone come tale?

Queste domande troveranno risposta nell’appuntamento di martedì, inserito nella più ampia cornice degli “Incontri ravvicinati con la scienza”, la rassegna di letteratura e divulgazione scientifica promossa e organizzata dal Circolo Culturale Aristeo e dalla Società Astronomica Turritana, in rete con il festival Mediterranea. Culture, scambi, passaggi e il Muniss di Sassari.

Dottore di ricerca in Scienze chimiche, Fuso può vantare una lunga esperienza come docente e divulgatore scientifico. Già membro del Consiglio Scientifico del Festival della Scienza di Genova (2016-2023), è socio emerito del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e fa parte del Comitato di Redazione della prestigiosa rivista “La Chimica nella Scuola” (organo della Società Chimica Italiana).

È noto, inoltre, per la sua attività di saggista e conferenziere. Ha curato nel 2012 la rubrica “Le parole della Scienza” su laRepubblica (insieme a Piergiorgio Odifreddi e Carlo Rovelli), è stato ospite in studio in 11 puntate del programma Nautilus su Rai Scuola e cura un seguito blog sulla testata MicroMega. Per maggiori informazioni contattare il numero 347 6841647 o inviare un’email a [email protected].




L’equilibrio del vivere nella danza di Estemporada

“Corpi in movimento” chiude tra gli applausi al Verdi di Sassari

Successo per la prima assoluta presentata da Livia Lepri per la XX edizione del festival della danza d’autore

SASSARI. Una potente riflessione sulla vita mediata da danza e tecnologia ammalia gli spettatori. È “In Equilibrio”, ultimo spettacolo della XX edizione di Corpi in Movimento, il festival della danza d’autore, andato in scena al Teatro Verdi con una prima nazionale assoluta della Compagnia Estemporada. «Si tratta di un’indagine creativa che, dopo alcuni progetti in cui abbiamo anche usato l’intelligenza artificiale, vuole tornare alla naturalezza dell’origine, dei colori, all’essenziale», ha affermato la coreografa Livia Lepri, ideatrice dell’opera.

Notevole l’entusiasmo degli spettatori coinvolti fin dal prologo della performance nel foyer del teatro. A due a due, sono stati introdotti da una “dottoressa” in una piccola costruzione bianca, quasi un’incubatrice emotiva o clinica dell’equilibrio, dove immagini, parole e domande hanno creato le suggestioni per accedere al clima dell’esibizione successiva. «È un progetto che parte dalla ricerca dei contrasti, ha preso ispirazione dal fotografo Herb Ritts e rappresenta essenzialmente la ricerca di un equilibrio del vivere».

Immersiva anche la resa scenica di “In Equilibrio” che fa dialogare i sensi del pubblico, prima con le immagini di alcuni video, montate ad arte, accompagnate da una colonna sonora pop e riconoscibile, quindi con la danza dal vivo dei ballerini solisti della compagnia.

Lo spazio viene scrutato e vissuto tra simmetrie e lontananze in una continua ricerca del bilanciamento, all’insegna dei contrasti dei corpi, esaltati da movimenti, da luci e suoni techno, per un lavoro a cui hanno collaborato anche Alessandro Spanu, Fabio Loi e Adriano Marras.

Ora “In Equilibrio”, concluso il debutto sassarese, si appresta a muovere i propri passi oltre i confini isolani. «A breve cominceremo un tour che interesserà la penisola e, in seguito, anche l’Europa», ha dichiarato Livia Lepri.

Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari con il sostegno del Mic, della Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna e Fondazione Alghero, dei comuni di Alghero, Ittireddu e Sennori, e il Baretto eventi di Porto Ferro. Per maggiori informazioni visionare il sito www.danzeventi.com, oppure contattare [email protected] o il numero 340 6517531.




Spazi da vivere per il quartiere e 18 appartamenti di housing sociale: ecco la nuova vita dell’ex Turritania

Diciotto appartamenti da destinare ad altrettante famiglie, con spazi comuni e polivalenti di quartiere, tra cui giochi per i piccoli, palestra, sala studio, un giardinetto, sedi per associazioni e molto altro. È il futuro dell’ex Turritania, che inizia a muovere i suoi passi per diventare realtà. Tutti i particolari del progetto sono stati presentati oggi, 30 dicembre, durante la conferenza stampa di fine anno del sindaco Nanni Campus e di tutta la Giunta. L’Amministrazione comunale, nell’ambito del programma PinQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), intende infatti destinare l’edificio a edilizia abitativa, con l’obiettivo di riqualificare e ripopolare il centro storico. Il futuro dell’ex hotel si inserisce in una visione più ampia che interessa tutto il quartiere, con un intervento di housing sociale diffuso nel perimetro della antica città murata, attraverso il recupero di un insieme di immobili attualmente in stato di abbandono e di degrado. L’obiettivo è rispondere alle esigenze urgenti e pressanti di rinnovo urbano e sociale di questa parte della città e contemporaneamente cercare di dare una risposta all’emergenza abitativa, con nuove residenze destinate ad affitti calmierati, rivolte a quelle categorie sociali intermedie che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato per ragioni economiche o per assenza di un’offerta adeguata, e che non hanno i requisiti per l’assegnazione di alloggi pubblici. Tale categoria comprende un’ampia fascia della popolazione: giovani coppie a basso reddito, famiglie mono-genitore, anziani, studenti, impiegati fuori sede, immigrati.
L’importo su cui può contare il Comune è di oltre 5.550.000 euro, a cui si aggiunge un bonus del 20 percento, ottenuto grazie alla celerità con cui l’Amministrazione ha dato l’avvio all’iter per far partire l’appalto. Secondo le regole del Pnrr, avviando la procedura entro il 31 dicembre è possibile godere di questo ulteriore benefit, che porta così il budget totale a oltre 6 milioni e mezzo. L’Amministrazione aveva affidato allo studio associato Mossa De Rosa l’esecuzione del progetto di fattibilità tecnico-economica, sulla base del quale ha potuto bandire la gara d’appalto secondo la procedura dell’appalto integrato complesso. Questo prevede che l’impresa aggiudicataria dovrà completare l’iter progettuale, per poi procedere con i lavori. Per poter usufruire di questo iter più snello era necessario partire entro la fine del 2022. Nei giorni scorsi sono state trasmesse le lettere di invito a operatori economici che ora hanno tempo fino a metà marzo per presentare le loro proposte.
Il progetto. Il progetto riqualifica l’edificio e lo adegua alla nuova destinazione d’uso residenziale e alle esigenze contemporanee dell’abitare, nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie e con la necessaria attenzione alla collocazione particolarmente sensibile dell’immobile tra importanti edifici storici, centro visuale della prospettiva dal lungo corso Vittorio Emanuele e quinta scenica lungo il percorso dei Candelieri. Sulla facciata di ingresso, per abbattere le barriere architettoniche, uno dei due piani ai lati dell’ingresso sarà sostituito da una rampa inclinata, mantenendo la particolare articolazione della scala a doppia rampa con pareti rettilinee o leggermente curve, intonacate o in pietra a vista. La parete trapezoidale che delimita le rampe di scale di accesso dalla piazza Sant’Antonio sarà rivestita con lastre di trachite simili a quelle che formano l’attuale zoccolatura, e saranno ripristinate le piccole fioriere originali ora danneggiate. Sulle altre tre pareti, non caratterizzate architettonicamente dalla maglia quadrata a rilievo ai piani della seconda fase di completamento, alcune delle aperture saranno ampliate verticalmente e trasformate in portefinestre, con il duplice obiettivo di aumentare la superficie finestrata per gli ambienti residenziali e di frammentare la composizione ora eccessivamente compatta e ripetitiva. Il progetto prevede la realizzazione sulla copertura piana, di un tetto-giardino, con sistemazione a verde di gran parte della superficie perimetrale mentre al centro e sul retro si realizzerà un’area pavimentata, coperta da una pergola con moduli fotovoltaici semitrasparenti che, oltre al pregio estetico, hanno il vantaggio di far filtrare la luce naturale nello spazio sottostante, realizzando in tal modo una veranda luminosa e contemporaneamente ombreggiata in grado di garantire protezione dalle intemperie per l’ampia area di soggiorno all’aperto a disposizione dei residenti. Anche il cortiletto interno al piano primo, vicino allo spazio gioco, sarà sistemato con sedute intorno a due fioriere in cui saranno piantate due piante di limone per offrire ai residenti un’ulteriore area di incontro all’aperto. La distribuzione interna ai vari piani è stata invece radicalmente ridisegnata, con esclusione del piano interrato con gli ambienti con volte a crociera o a botte, che saranno conservati nella configurazione originaria. Al piano rialzato e ai piani superiori si prevede la demolizione delle pareti divisorie e la ricostruzione secondo il nuovo disegno che prevede la creazione di diciotto unità immobiliari, costituite da due, tre o quattro vani più servizi, per circa cinquantaquattro residenti. Al piano seminterrato e al piano rialzato sono previsti i servizi integrativi per l’abitare e servizi urbani. Ci saranno locali comuni e spazi polivalenti di quartiere, uno spazio conferenze-riunioni, un ufficio, officine per la casa e sedi di associazioni, palestra e gioco bimbi, uno spazio studio, e una cucina condivisa. Gli alloggi saranno realizzati al primo, secondo e terzo piano.




Festival Vivere la Terra. Sabato 1 e domenica 2 ottobre appuntamento a Vallermosa.

Giro di boa per il Festival Vivere la Terra. Sabato 1 a domenica 2 ottobre, a Vallermosa, avranno inizio gli appuntamenti autunnali della seconda Edizione del Festival Vivere la Terra. 

La manifestazione è un evento promosso con convinzione dall’Unione dei Comuni “I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris”, che comprende i Comuni di Decimoputzu, Siliqua, Vallermosa e Villaspeciosa, sostenuto della Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla P.I. BB. CC ed è organizzato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

“La scorsa edizione, la prima per il Festival Vivere la Terra, si è dovuta svolgere, causa covid, durante il periodo invernale – afferma Francesco Spiga, presidente dell’Unione dei Comuni di Monte Idda e Fanaris e Sindaco di Vallermosa – ma per il 2022 abbiamo scelto di riportare l’evento all’interno del suo contenitore originale e inserirlo tra le grandi manifestazioni turistiche che accompagnano turisti e cittadini dalla stagione estiva al periodo delle sagre autunnali”.

Vivere la Terra, per il 2022 si presenta con un programma ricco d’iniziative e di novità “l’idea – continua spiga – è quella di comunicare a turisti, visitatori e abitanti i valori della nostra tradizione ma con un format diverse e più giovanile” 

Il Territorio compreso nell’Unione dei Comuni di Monte Idda e Fanaris è un comprensorio ricco di tradizioni secolari e di bellezze naturali ed etnografiche, “l’obiettivo che ci ha spinto a organizzare un evento simile – puntualizza il primo cittadino di Vallermosa – è proprio quello di dare un immagine giusta e in linea con la realtà di ciò che accade nelle nostre comunità. A Vallermosa, Siliqua, Villaspeciosa, Decimoputzu, vogliamo continuare a vivere la terra, a tramandare le nostre tradizioni, ma vogliamo farlo con un piglio moderno e proiettato al futuro”.

Sabato 1 ottobre alle 16:30 a Casa Montis con le attività del laboratorio didattico per adulti e bambini. Organizzato e curato dall’Associazione Terras per conto di Città della Terra Cruda il laboratorio vuole accompagnare i partecipanti a scoprire l’essenza stessa della terra, a toccare con mano questa importante materia prima. Alle 19:30 appuntamento con l’arte e con i suoi protagonisti. L’artista Lorenzo Muntoni inaugurerà il murale realizzato a Vallermosa con la collaborazione dei ragazzi del territorio.

Nella centrale via Salvo D’Acquisto, durante la sera, esposizioni di prodotti enogastronomici e artigianali del territorio con degustazione di prodotti e vini locali. Dalle ore 21:00 spazio all’intrattenimento musicale con alcune tra le band giovanili emergenti più interessanti. Sul palco il gruppo folk blues White Fang, a seguire i Malignis Cauponibus e l’imperdibile DjSet conclusivo.

Arte, innovazione e modernità che faranno capolino anche nella giornata di domenica 2 ottobre quando a partire dalle ore 18:00 il centro storico di Vallermosa sarà animato dagli spettacoli circensi degli artisti di strada. Durante la serata esposizioni di prodotti enogastronomici e artigianali del territorio con degustazione di prodotti e vini locali. Alle ore 20:00, nella Sala Teatro, cinema all’aperto con la proiezione del Film Documentario “Capo e Croce” di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni. Al termine della proiezione Andrea Deidda, direttore di Istorias,  dialogherà e si confronterà con Alonso Crespo e Pierpaolo Piludu. 

I prossimi appuntamenti in programma per il Festival Vivere la Terra saranno quelli in calendario a Decimoputzu sabato 8 ottobre e domenica 9 ottobre con le giornate conclusive del festival 2022. 

Ufficio Stampa Festival Vivere la Terra