L’avvento della tanto attesa “Fase 2”porterà ora ad un graduale allentamento delle restrizioni imposte dal periodo di quarantena. Diventa dunque ancora più urgenteper enti, associazioni ed istituzioni pubbliche e private adottare ogni cautela pertutelare i propri dipendenti e gli utentiche riprenderanno a frequentare (in base alle norme sul distanziamento sociale) le varie strutture.
Ma quale potrebbe essere una soluzione efficaceda adottare tempestivamentein materia di sicurezza sanitariaper enti pubblici e privati? A suggerire una possibile strada è il presidente del Conservatorio Canepadi Sassari Ivano Iai,avvocato penalistae docente di procedura penale. “Il Governo dovrebbe pensare ad una sorta di estensione del già sperimentato “modello 231”– spiega Iai – dettando con urgenza nuove norme che includano la materia della sicurezza sanitaria e ne estendano l’applicazione anche agli enti pubblici, così come avviene per le società private limitatamente ad alcune materie”. Il modello previsto dalla legge 231 del 2001 è uno schema di organizzazione e gestione, adottabile dalle persone giuridiche, volto a prevenire la responsabilità penale degli enti. Se correttamente applicato, il modello prevede l’attivazione di un “organismo di vigilanza”,chiamato ad assicurare un’attività di monitoraggio costantesulle iniziative intraprese dagli enti e sulle misure di prevenzione adottate o in corso di attuazione e, in caso di inerzia, stimolare le misure di adeguamento.
“L’applicazione di un modello analogo a quello c.d. 231 – conclude Iai – consentirebbe alle istituzioni di alta formazione, alle scuole e agli uffici pubblici, di adottare protocolli comportamentali omogenei che studenti, dipendenti, utenti dovranno osservare al fine di scongiurare i rischi di contagio o diffusione del virus, con l’utilità ulteriore di prevenire, in generale, altre malattie e infezioni nei luoghi di lavoro. L’auspicata disciplina – che dovrebbe favorire l’adozione di una sorta di “modello organizzativo umanitario” – costituirebbe inoltre un’efficace garanzia anche dal punto di vista delle responsabilità per le strutture che applicano la normativa giacché, ove si verifichino casi di Covid-19, darebbe modo ai legali rappresentanti degli enti di dimostrare di aver adottato, applicato e fatto osservare le regole nelle rispettive istituzioni sia dai dipendenti che, nel caso di scuole, università e conservatori, anche dagli studenti”.
27-04-2020
La Redazione




