Michele Pais, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, diventa Coordinatore Regionale della Lega: Le opinioni di Elias Vacca; Marco Tedde; Gianfranco Ganau; Marco Di Gangi.



La figura del Presidente del Consiglio Regionale dovrebbe essere super partes, ma la nomina di Pais mette in luce un possibile conflitto di interessi.

Michele Pais, attuale Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, ha recentemente assunto un incarico politico attivo all’interno della Lega, diventando Coordinatore Regionale per il partito. Questa mossa ha sollevato dubbi e polemiche riguardo al delicato equilibrio tra il ruolo istituzionale e l’impegno politico.

Così il Presidente Michele Pais:

“Sono onorato. Ringrazio Matteo Salvini per la grande fiducia e farò di tutto per ripagarla. In questo senso, sarà fondamentale il lavoro di squadra, a partire dalla grande comunità di amministratori locali e di militanti che hanno sempre portato avanti con determinazione le idee della Lega.

Sono fortunato perché posso contare su un grande leader nazionale, che da Vicepremier e Ministro sta dimostrando quanto sia decisiva la politica del fare, e su un eccezionale gruppo di donne e uomini. Vogliamo coinvolgere un sempre maggior numero di persone che abbiano voglia, capacità ed entusiasmo da mettersi a disposizione della nostra Sardegna. È stato un privilegio lavorare con Dario Giagoni negli ultimi due anni, lo ringrazio per lo sforzo che ha proferito per proteggere e promuovere i diritti di tutti i sardi e spero di poter fare altrettanto in questo ruolo”

Il Presidente del Consiglio Regionale ha il compito di rappresentare l’organo istituzionale e di garantire il corretto svolgimento delle attività del Consiglio stesso. In quanto figura super partes, il Presidente dovrebbe essere al di sopra delle parti politiche, mantenendo un atteggiamento imparziale e neutrale. Ciò è fondamentale per garantire che il Consiglio Regionale possa svolgere il proprio ruolo nel rispetto dei principi democratici e della rappresentanza delle diverse forze politiche presenti.

La nomina di Pais come Coordinatore Regionale della Lega ha messo in discussione questa imparzialità. In particolare, si teme che l’incarico politico possa compromettere la capacità di Pais di svolgere il suo ruolo istituzionale in modo equo e senza favorire gli interessi della Lega.

Non è la prima volta che una situazione simile si verifica in Italia. In passato, altre figure istituzionali hanno ricoperto contemporaneamente incarichi politici, sollevando preoccupazioni riguardo a possibili conflitti di interesse. Ad esempio, nel 2018 il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Mauro Laus, era anche membro attivo della Lega e della giunta regionale, suscitando polemiche simili a quelle che oggi riguardano Pais.

Si era appena dimesso Dario Giagoni dal ruolo di coordinatore della lega in Sardegna dichiarando:

«Questa scelta sofferta è condizionata dal continuo sovrapporsi di incarichi istituzionali sempre più impegnativi ed assorbenti»

L’importanza di essere al di sopra delle parti per svolgere il ruolo di Presidente del Consiglio Regionale è evidente: senza una posizione neutrale, il Consiglio potrebbe essere influenzato da interessi politici e partitici, minando il buon funzionamento delle istituzioni e la fiducia dei cittadini nella democrazia.

In questo contesto, la nomina di Pais come Coordinatore Regionale della Lega solleva interrogativi sulla capacità del di mantenere la necessaria imparzialità. Sarà fondamentale monitorare l’evolversi della situazione e valutare se l’incarico politico di Pais avrà un impatto sulle sue funzioni istituzionali e, in ultima analisi, sulla qualità della democrazia nella regione.

Queste le dichiarazioni. in ordine: Marco Di Gangi, di fratelli d’Italia. Marco Tedde, di Forza Italia. Di Gianfranco Ganau, presidente del consiglio regionale della scorsa legislatura. Di Elias Vacca, già deputato del parlamento Italiano con i comunisti Italiani.




Sardegna Press lancia “La notizia che si ascolta”: il podcast che dà voce ai protagonisti della notizia

La società editoriale Media Web Channel, sempre attenta alle esigenze del suo pubblico e alle nuove tendenze nel mondo dell’informazione, ha introdotto una novità nel suo portale Sardegna Press, online dal Dicembre 2017. A partire da Febbraio 2023, è disponibile “La notizia che si ascolta”, un innovativo podcast che racconta le notizie direttamente dalle voci dei protagonisti coinvolti.

Sardegna Press, già noto per essere un punto di riferimento nel panorama dell’informazione locale, si arricchisce con questa nuova funzionalità che permette di avvicinare ulteriormente i lettori alle storie che li interessano. “La notizia che si ascolta” porta l’esperienza dell’utente ad un livello superiore, offrendo l’opportunità di ascoltare in prima persona le voci di coloro che sono al centro delle notizie.

I vantaggi offerti da questa novità sono molteplici, sia per il pubblico che per i protagonisti delle notizie:

  1. Autenticità: ascoltare direttamente dalle voci dei protagonisti delle notizie permette di cogliere le emozioni, i pensieri e le intenzioni in maniera autentica e genuina, eliminando il filtro dell’interpretazione giornalistica.
  2. Empatia: il podcast favorisce l’empatia tra l’ascoltatore e il protagonista della notizia, creando un legame più profondo e coinvolgente rispetto alla lettura di un articolo scritto.
  3. Accessibilità: il formato audio è facilmente fruibile in diverse situazioni, come durante il tragitto per lavoro, mentre si pratica attività fisica o in momenti di relax, permettendo così di rimanere aggiornati sulle notizie anche quando non si ha la possibilità di leggere.
  4. Inclusività: “La notizia che si ascolta” è uno strumento inclusivo, in quanto offre un’alternativa per coloro che hanno difficoltà nella lettura, come ad esempio persone con dislessia o problemi di vista.
  5. Visibilità: il podcast offre ai protagonisti delle notizie un’opportunità unica di raccontare la propria storia, dando loro la possibilità di diffondere il proprio messaggio e di farsi ascoltare da un pubblico più ampio.

“La notizia che si ascolta” rappresenta una significativa innovazione nel panorama dell’informazione, che conferma l’impegno di Media Web Channel nel creare prodotti sempre più vicini alle esigenze del suo pubblico. Con questo nuovo podcast, Sardegna Press consolida la propria posizione come punto di riferimento per l’informazione locale e si pone all’avanguardia nell’evoluzione del settore.




Eolico offshore. Opportunità o problemi per la comunità locale?…Parliamone.

Si è svolto Venerdi 2 Aprile ad Alghero un’importante iniziativa promossa dall’associazione MAREVIVO e LIONS CLUB di Alghero sul progetto del parco eolico al largo di Capocaccia.

Sotto la moderazione di Giovanni Congiu hanno alternato i loro interventi marco Di Gangi, Giorgio Culazzu delegato marevivo Sardegna, Emanuele Beccu capo di gabinetto dell’assessorato all’ambiente della RAS, Il Prof. A. Slis dell’UNISS, l’Ing. Luigi Severini dello studio Severini, Il Dott. De Falco del CNR, Mario Conoci Sindaco di Alghero e Mariano Mariani direttore dell’ente parco di Porto Conte.

Tanti spunti interessanti che sicuramente troveranno altri momenti di dibattito su un tema che vede per la sardegna ben 18 Progetti presentati.

Qui il link dove trovare tutti gli interventi dei relatori:




Marino di Alghero, Protocollo di intesa per il trasferimento insoddisfacente. Marco Tedde e opposizione in consiglio comunale.

QUEL PROTOCOLLO E’ UN ATTO VUOTO

Una presa in giro per gli algheresi. Lo schema del protocollo d’intesa tra il Presidente della Regione ed il Rettore dall’Università di Sassari è un atto inutile e vuoto. Doveva servire a due cose: assicurare il DEA di primo livello per il Civile di Alghero e indicare le risorse finanziarie necessarie per la costituzione e gestione del polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie ortopediche innovative nel campo della robotica. Niente di tutto questo. L’unica cosa che sancisce è che la Regione a guida centrodestra ha deciso di regalare l’Ospedale Marino. Eppure, una legge regionale, la 24/2020, all’articolo 18 comma 3, afferma chiaramente che tale protocollo e le relative convenzioni dovevano essere redatte “anche ai fini del mantenimento dei requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio Ospedaliero Civile di Alghero”. Ma quel protocollo sul punto, elude e rimanda. Gli atti aziendali già approvati prevedono una sola unità di ortopedia in capo all’AOU. Ciò significa che occorre garantire – per mantenere i requisiti del DEA di primo livello – che la struttura universitaria operi formalmente in ortopedia anche per la Asl, altrimenti la mancanza di questa unità specialistica renderebbe il civile solo un ospedale di base. Ma la Regione rimanda ancora. E rimanda sui fondi, posto che le risorse non sono disponibili. Una beffa su tutti i fronti: la Giunta Regionale annulli la delibera con cui approva lo schema e lo riscriva, riempiendolo di contenuti e di risorse.

QUEL PROTOCOLLO E’ UN ATTO VUOTO

Per Alghero, Futuro Comune, Sinistra in Comune e PD

TEDDE, FI: Marino di Alghero, Protocollo di intesa per il trasferimento insoddisfacente.  Non previste risorse finanziarie. Attendiamo delibera per il nuovo Ospedale

Alghero, 21 aprile 2023 – Il  Protocollo di intesa fra Regione e Università approvato dalla Giunta regionale non è soddisfacente. Attendiamo la decisione per la realizzazione del nuovo ospedale di Alghero-. Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta lo schema del Protocollo di intesa che ai sensi della legge regionale di riforma del sistema sanitario il Presidente della Regione e il Rettore dovranno sottoscrivere per il trasferimento dell’Ospedale Marino all’Università.  Secondo Tedde è uno schema approvato con ritardo  e piuttosto “asfittico”, che peraltro rinvia “sine die” ad ulteriori convenzioni attuative fra l’ASL e l’AOU la disciplina delle attività necessarie al mantenimento dei “requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero”. E lo stesso rinvio “sine die” viene fatto relativamente agli aspetti che attengono al trasferimento del personale, agli acquisti, ai contratti e al quadro organizzativo più in generale. “Ma ciò che più preoccupa –sottolinea l’ex sindaco di Alghero-  è che per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la costituzione e gestione del polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie ortopediche innovative nel campo della robotica, che è uno dei due  motivi su cui la legge regionale basa il trasferimento, di fatto si fa un laconico riferimento a risorse oggi non disponibili. Mentre, in altra precedente bozza del Protocollo, diramata attraverso la stampa a febbraio, era previsto un finanziamento annuale  specifico per l’AOU per un quinquennio. Ed era previsto anche un finanziamento all’AOU,  aggiuntivo rispetto a quello di 4,5 milioni per il ripristino delle sale operatorie,  necessario per “l’ammodernamento strutturale e tecnologico delle altre aree del Marino.” Finanziamenti che scompaiono  nell’attuale schema. A ciò –secondo il consigliere regionale- debbono sommarsi i problemi che riguardano la reperibilità nei due stabilimenti del Marino e del Civile che oggi non sono affrontati. Ma che auspichiamo vengano affrontati nelle convenzioni attuative.” Ma il consigliere regionale algherese non dimentica che ad agosto del 2019 il Presidente Solinas annunciò la realizzazione del nuovo ospedale che Alghero attende da qualche lustro. “Attendiamo nel brevissimo termine la firma del Protocollo di intesa per il trasferimento del Marino, che auspichiamo venga corroborato da significativi e tangibili impegni finanziari, e delle convenzioni attuative fra l’ASL e l’AOU. Ma attendiamo anche la delibera per la realizzazione del nuovo Ospedale che costituisce un chiaro impegno del Presidente della Regione che non può essere disatteso –chiude Tedde-.” 




Inflazione: un vantaggio per le aziende che aumentano i prezzi e si “dimenticano” di abbassarli – numeri e percentuali alla luce del sole

L’editoriale di Fausto Farinelli

L’inflazione è come un palloncino che si gonfia lentamente nel tempo. Immagina l’economia come un palloncino pieno d’aria. All’inizio, quando il palloncino è piccolo e non molto gonfio, tutto sembra funzionare bene e il valore del denaro rimane stabile. Tuttavia, man mano che il palloncino si gonfia, le cose iniziano a cambiare.

Il palloncino che si espande rappresenta la crescita dei prezzi dei beni e dei servizi nel tempo. Come un palloncino che diventa più grande e teso, l’economia inizia a sentire la pressione dell’inflazione. Il denaro perde valore, e ciò che un tempo poteva essere acquistato con una certa somma di denaro ora richiede una quantità maggiore per essere ottenuto.

Se il palloncino si gonfia troppo e troppo rapidamente, diventa instabile e a rischio di scoppiare, proprio come un’economia con inflazione elevata e incontrollata può portare a crisi finanziarie e instabilità. Al contrario, se il palloncino si mantiene a una dimensione moderata e controllata, l’economia può continuare a funzionare senza problemi e il valore del denaro rimane relativamente stabile.

L’inflazione è simile al processo di gonfiaggio di un palloncino: se controllata e mantenuta a un livello sostenibile, l’economia può prosperare, ma se si lascia che il palloncino si gonfi eccessivamente, può portare a problemi e instabilità nel sistema economico.

Economisti di tutto il mondo hanno espresso pareri diversi sulla lotta all’inflazione. Ecco alcuni dei loro pensieri:

  1. Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia, sostiene che una moderata inflazione può essere utile per l’economia, in quanto stimola la spesa e l’investimento. Tuttavia, avverte che l’inflazione elevata e incontrollata può avere conseguenze negative e che i governi dovrebbero essere pronti ad agire per controllarla.
  2. Thomas Piketty, economista francese e autore del best-seller “Il capitale nel XXI secolo”, afferma che per combattere l’inflazione è necessario affrontare le disuguaglianze di reddito e di ricchezza. Secondo Piketty, una distribuzione più equa della ricchezza può aiutare a ridurre l’inflazione e promuovere una crescita economica più sostenibile.
  3. Christine Lagarde, ex direttrice del Fondo Monetario Internazionale e attuale Presidente della Banca Centrale Europea, enfatizza l’importanza di una politica monetaria prudente e responsabile nella lotta all’inflazione. Sottolinea che le banche centrali devono bilanciare attentamente le misure di stimolo economico con il controllo dell’inflazione per garantire la stabilità dell’economia.
  4. Raghuram Rajan, ex Governatore della Reserve Bank of India, sostiene che una combinazione di politiche monetarie e fiscali è necessaria per combattere l’inflazione. Rajan afferma che i governi devono concentrarsi sulla promozione della crescita economica e della produttività, oltre a mantenere la stabilità dei prezzi.
  5. Janet Yellen, ex Presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti, ritiene che una politica monetaria accomodante possa essere utile per combattere l’inflazione, purché sia monitorata attentamente e non provochi bolle speculative. Yellen sottolinea l’importanza della comunicazione chiara da parte delle banche centrali riguardo alle loro intenzioni e alle loro azioni per gestire l’inflazione.

Gli economisti mondiali concordano sulla necessità di combattere l’inflazione e di mantenere la stabilità dei prezzi. Tuttavia, vi sono diverse opinioni su quali strumenti e politiche siano più efficaci per raggiungere questo obiettivo. Le strategie proposte spaziano dalla promozione della crescita economica e della produttività alla riduzione delle disuguaglianze, e dall’utilizzo di politiche monetarie e fiscali prudenti alla comunicazione chiara da parte delle banche centrali.

Una storiella per spiegare cosa sta accadendo….

L’economia, illuminata dalla luce del sole, mostrava chiaramente la cruda realtà dell’inflazione. Le imprese approfittavano dell’aumento dei prezzi e si “dimenticavano” di ridurli quando la situazione economica migliorava.

Nel corso dell’ultimo anno, l’inflazione era aumentata del 4,5%, un dato preoccupante se si considera che il tasso di crescita ideale si aggira intorno all’1-2%. Alcuni settori, come i beni di prima necessità e i servizi essenziali, erano più colpiti, con aumenti dei prezzi fino al 6%. Le famiglie si trovavano a dover affrontare un calo del potere d’acquisto del 3%, mettendo a dura prova la loro capacità di far fronte alle spese.

Le grandi aziende che alzavano i prezzi beneficiavano di un aumento dei profitti del 10-15%. Al contrario, le piccole imprese e gli imprenditori indipendenti si trovavano spesso a lottare, con una diminuzione del fatturato del 5-10%.

I governi e le autorità monetarie erano consapevoli di questa situazione e avevano introdotto politiche e misure per contrastare l’inflazione, come l’aumento dei tassi d’interesse al 2,5% e la riduzione del deficit pubblico del 4%. Tuttavia, queste soluzioni spesso si rivelavano temporanee, e la lotta contro l’inflazione proseguiva.

Per adattarsi a questa realtà, i cittadini cercavano di ridurre le spese non essenziali del 7-10% e di risparmiare il 5% del reddito disponibile. Alcuni optavano per l’autoproduzione o il baratto, aumentando queste pratiche del 3%, mentre altri cercavano opportunità di guadagno supplementari, con un incremento del 2% nelle attività secondarie.

La speranza, tuttavia, non era perduta. In mezzo alla tempesta, alcuni individui e organizzazioni cercavano di trovare soluzioni innovative e sostenibili per affrontare l’inflazione. Se avessero lavorato insieme con determinazione e creatività, forse avrebbero potuto trovare un modo per domare il mostro dell’inflazione e garantire un futuro più stabile per tutti, con un tasso di inflazione più vicino al desiderato 1-2%.




Ruota Panoramica a Alghero: il Sindaco e la Giunta alla Riscoperta del Degrado Urbano dall’Alto

Fate salire Conoci sulla ruota panoramica!

Sono iniziati i lavori per il montaggio della ruota panoramica e quindi a breve la città di Alghero avrà quella ruota su cui l’Amministrazione comunale ha profuso tutte le sue residue energie.

A questo punto per dare un minimo di senso alla cosa sarebbe necessario far fare subito un giro sulla ruota al sindaco e alla sua giunta, per consentire loro di vedere in quale stato hanno ridotto la città, tralasciando le cose concrete e interessandosi solo di quelle effimere e futili e dei loro bisticci da cortile.

Dall’alto potrebbero osservare meglio quello che continuano a non vedere o a far finta di non vedere: le strade strapiene di fossi, l’immondizia sparsa, le erbacce, il cantiere della piscina fermo da due anni, quello dell’ex cotonificio e quello del palazzo comunale anch’essi bloccati, il parco della Merenderia lasciato al degrado, i campi da tennis della Mercede e il Parco Tarragona in abbandono, il parco Manno con tutti i giochi rotti, il divieto di balneazione a San Giovanni, i parcheggi che non ci sono (a iniziare da quelli sottratti per mettere la ruota girevole…), la viabilità impazzita, eccetera, eccetera. 

Chissà magari una visione panoramica di quanto hanno prodotto in questi anni potrebbe riportarli a terra per iniziare a lavorare sulle vertenze realmente utili per la città e non solo sulle futilità, su cui continuano a impiegare tutto il loro tempo.

Per Alghero, Futuro Comune, Sinistra in Comune e PD




Olbia dà il benvenuto alla spettacolare nuova torre panoramica di 40 metri

Olbia, una vivace città sulla costa nord-orientale della Sardegna, in Italia, si prepara a svelare la sua ultima attrazione: una torre panoramica mozzafiato di 40 metri. Progettata per affascinare allo stesso modo i turisti e la gente del posto, la torre offrirà una vista impareggiabile della città e dei suoi pittoreschi dintorni.

Con la sua ricca storia e la straordinaria bellezza naturale, Olbia è stata a lungo una destinazione popolare per i viaggiatori che cercano un assaggio del famoso fascino costiero italiano. L’aggiunta della torre panoramica mira a elevare lo status della città come luogo imperdibile

foto tratta dal sito olbiapuntoit.



Rincari Energetici in Arrivo: Rammarico e Preoccupazione per le Bollette degli Italiani

Con profondo rammarico, le bollette energetiche degli italiani potrebbero presto subire nuovi rincari. Dopo un periodo di calo nei primi mesi dell’anno, ora si delinea la possibilità di significativi aumenti a partire dall’estate. “I mercati sono volatili e le quotazioni in rialzo”, ha dichiarato ieri Stefano Besseghini, durante un’audizione alla Commissione Finanze della Camera. Si prevede un aumento fino al 15% per il gas e fino al 25% per la corrente elettrica nel quarto trimestre rispetto ai livelli attuali.

È davvero preoccupante che il prezzo del gas naturale stia aumentando di nuovo. Con gli stoccaggi a livelli rassicuranti, il gas liquido proveniente dagli Stati Uniti e le nuove forniture dall’Algeria, si sperava che la corsa di questa materia prima potesse rallentare. “Purtroppo non è stato fatto abbastanza”, afferma con disappunto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A salvarci in questi ultimi mesi è stato solo un evento fortuito e fortunato, ossia il fatto che quest’inverno è stato il secondo più caldo di sempre in Europa. Questo ha consentito di far scendere la domanda di gas, ha permesso di avere a fine inverno gli stoccaggi ancora ben forniti (siamo al 57%)”.

Il tetto al prezzo del gas? “È l’unica cosa che è stata fatta”, dice Dona, “Peraltro non è mai scattato”. Per l’esperto, sarebbe stato necessario fare molto di più. L’elenco di ciò che era richiesto è lungo: un mercato alternativo a quello di Amsterdam, il disaccoppiamento del prezzo della luce da quello del gas, un ripensamento del meccanismo delle aste Ets (il sistema europeo di acquisto dei permessi per emettere CO2), e altre misure a livello europeo e nazionale.

La speculazione svolge anche un ruolo cruciale, spingendo i prezzi in avanti come ha fatto nel corso dell’ultimo anno e mezzo. “I prezzi dell’energia stanno salendo per una concomitanza di fattori”, spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Tra questi, la siccità, la guerra in Ucraina, lo stop del gas russo e la crescente domanda da parte della Cina. Ma vi sono anche le ben note speculazioni sui mercati, dove i grandi player dettano legge.

L’allarme è già alto e si attende un intervento da parte dell’esecutivo. “Di certo il Governo non deve farsi trovare impreparato”, avverte Rienzi, “e deve studiare già da adesso misure in grado di intervenire sui possibili rialzi delle tariffe di luce e gas”. Anche l’Unione Nazionale Consumatori esprime preoccupazione e speranza in un intervento del Parlamento per ripristinare gli sconti su luce e gas aboliti dal Governo Meloni. Altrimenti, le conseguenze per i consumatori e l’economia nazionale potrebbero essere gravi.




Alghero, tra passato glorioso e rinascita: la riqualificazione dell’ex Cavall Marì come simbolo di un’era d’oro. I pareri di Tedde, Lubrano, Barbieri, Costantino, Sechi.

L’editoriale di Fausto Farinelli



L’amministrazione guidata dal sindaco Conoci ha recentemente manifestato l’intenzione di riqualificare e mettere a bando i locali dell’ex Cavall Marì, l’antico chalet sul lungomare Dante ad Alghero. Questa decisione rientra in un progetto più ampio di valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città, puntando sulla rivalutazione di un’area che un tempo era fulcro dell’intrattenimento e del turismo locale.

Il passato di Alghero è costellato di momenti di prestigio e di grande vitalità turistica. Tra gli anni ’50 e ’70, la città era considerata la punta di diamante del turismo sardo, grazie alla sua vivace economia e alle strutture alberghiere di qualità. In quel periodo, numerosi locali notturni e di intrattenimento sorsero per rendere il soggiorno dei turisti ancora più piacevole e interessante.

Uno dei luoghi simbolo di quell’epoca è il lungomare Dante, con il suo storico chalet “Al Cavallino Bianco”, trasformato negli anni ’50 in “la Casa del forestiero”. Questa struttura, realizzata dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Alghero, mirava a sostenere la crescita turistica e a incentivare l’imprenditoria locale.

Fu negli anni ’60 che il locale cambiò ancora volto, diventando il noto night club “El Fuego”. Grazie all’intuizione di un imprenditore turistico sanremese Nereo Truffo, questo locale divenne un simbolo dello svago e del divertimento, richiamando visitatori da tutta la Sardegna e oltre. Alghero by night divenne un fenomeno tanto amato dai giovani algheresi e dai turisti, che affollavano i locali più rinomati come la Siesta, la Bardana, il Whisky a Go-Go, il ManPea e pochi altri.

Tuttavia, nel tempo, vicende finanziarie e controversie giudiziarie portarono alla chiusura di “El Fuego” e alla fine dell’era d’oro del turismo ad Alghero. Oggi, il rudere del lungomare Dante testimonia un passato glorioso, ma anche un presente di abbandono e degrado.

Sardenya i Llibertat nel 2019, intervenendo sulla questione, proponeva l’abbattimento del manufatto e il ripristino della “Rotonda” come unica soluzione possibile, per riqualificare un luogo identitario per gli algheresi e restituirlo ai cittadini e ai visitatori.

Nel 2018, Pier Luigi Alvau, figura di spicco nel panorama culturale e politico algherese, ha avanzato una proposta interessante. Alvau suggerisce l’elaborazione di un piano ragionato di dismissioni e riutilizzo di aree e manufatti comunali o comunque pubblici, coinvolgendo la cittadinanza in costruttivi momenti di discussione pubblica per valorizzare il patrimonio storico e culturale della città.

Ricordando con nostalgia quei tempi passati, gli algheresi conservano ancora vivide immagini di serate indimenticabili e di un’epoca in cui la città era il fulcro del turismo sardo. È importante, dunque, riportare alla luce questo patrimonio storico e culturale, per permettere alle nuove generazioni di scoprire e apprezzare un Alghero che, un tempo, brillava come una stella nel firmamento turistico del Mediterraneo.

La riqualificazione dell’ex Cavall Marì rappresenta un’opportunità unica per la città di Alghero di recuperare un pezzo della sua storia e di restituire alla comunità un luogo di aggregazione e di condivisione. È importante che tale processo avvenga tenendo conto delle esigenze e delle aspettative di tutti gli algheresi, poiché il bene in oggetto è un patrimonio di tutti e non solo delle amministrazioni di turno. Coinvolgere la cittadinanza nella decisione su come riqualificare e affidare i locali a privati potrebbe essere un passo fondamentale per garantire che la rinascita dell’ex Cavall Marì sia veramente al servizio della comunità, rispettando e valorizzando la sua memoria storica e culturale. In questo modo, si riafferma il principio che i beni collettivi appartengono a tutti e che la loro gestione e cura devono essere condivise nell’interesse del bene comune.

Delibera di Giunta del 2022.




Sassari, Andria: Interpellanza sulla SABA, sulla riqualifcazione di Piazza Mons. Mazzott e aree limitrofe.