L’America premia la Sardegna: a Giovanni Murgia il Silver Design Award IAA di New York

 

SASSARI. Giovanni Murgia si conferma ancora una volta uno dei migliori designer italiani per il packaging del vino: l’art director dell’agenzia Redfish Adv di Sassari nei giorni scorsi ha conquistato il Silver Design Award al concorso MUSE Creative and Design Awards di New York promosso dalla IAA (International Award Association) per la categoria “Packaging Design Wine”.

Un argento prestigiosissimo quello ricevuto da Murgia su circa 6300 lavori in concorso pervenuti da tutto il mondo, grazie al design realizzato per gli ultimi due vini della Cantina di Calasetta, i “932”, che celebrano i novant’anni di storia dell’azienda. Il primo è un Vermentino di Sardegna DOC affinato in botti di rovere e il secondo un Carignano del Sulcis DOC Superiore anch’esso affinato in barrique di rovere francese.

Due vini iconici  che si posizionano, per caratteristiche e prestigio, in una fascia alta di mercato.
Lo stesso prestigio e qualità che viene trasmessa dal progetto di packaging design che i giudici hanno apprezzato e premiato. Il tema è quello del mare, elemento identitario molto forte e radicato sia nella storia di questa località, sia nella storia di vita di questa comunità (Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco, è un enclave ligure/tunisina fondata nel 1769).
«Abbiamo realizzato due etichette eleganti e raffinate, dallo stile classico ma dai particolari innovativi e contemporanei, in grado di rappresentare al meglio la storia contenuta in queste due bottiglie – ha affermato l’autore – un modo per dare onore e riconoscimento a quei 13 vignaioli che nel lontano 1932 hanno dato vita alla cantina sociale. Ogni progetto di packaging design per il vino è un percorso creativo che deve mettere insieme le esigenze di marketing dell’azienda, il posizionamento del prodotto e l’aspetto visivo. Tre elementi la cui sintonia definisce un design funzionale e identitario, creato ad hoc per rappresentare ed anticipare la qualità del prodotto».
Una scelta che ha premiato l’azienda di Calasetta dentro e fuori dalla bottiglia, dimostrando come anche il design possa essere un valido ambasciatore del vino sardo nel mondo.

A valutare gli oltre seimila candidati ai premi Platino, Oro e Argento, è stato un panel di cinquantuno giudici internazionali, tra esperti di design e creatività, alcuni dei quali lavorano in grandi agenzie di comunicazione o in grosse multinazionali.

Il MUSE Creative and Design Award si tiene ogni anno nella Grande Mela per onorare, promuovere e incoraggiare la creatività fornendo un nuovo standard di eccellenza per la valutazione della produzione e della distribuzione del miglior design in tutto il mondo. Il Silver Design Award va a sommarsi a una lunga serie di importanti riconoscimenti portati a casa da Giovanni Murgia, che hanno fatto della Redfish una delle agenzie di settore più titolate a livello nazionale.




Sassari, da Cile e Giappone a Primavera a Teatro per danzare la ribellione

SASSARI. Due cappucci neri sul volto e un cartello con la scritta “50 milioni”, come il numero dei morti di tutte le occupazioni e di tutte le dittature in America Latina. Immagini forti, in cui la drammatica forza del movimento coreografico diventa rappresentazione simbolica della tortura e del grande dolore ancora vivo in tutto il continente. Ma anche un’immagine dei sentimenti, solidi, della voglia di libertà e dell’amore che provano l’una per l’altro i due danzatori cileni Barbara Hernandez e Lukas Lizama, che sabato hanno presentato in Sala Estemporada a Sassari, per Primavera a Teatro, il loro spettacolo-denuncia “Human – Figli della dittatura”, assieme alla compagnia partenopea ArtGarage.

Tutto questo in una serata in cui anche l’emozionante “Butterfly” proposta da Ersiliadanza, interpretata in apertura dall’artista giapponese Midori Watanabe, si sottrae con un sussulto di ribellione a un destino apparentemente inevitabile e diventa un simbolo di riscatto della condizione femminile.

Barbara Hernandez e Lukas Lizama (27 e 24 anni) hanno studiato in due diverse università di Santiago e hanno subito iniziato una collaborazione in vari spettacoli. Si sono sposati e poi trasferiti in Italia dove ora concentrano la propria attività: «Spesso si fugge dal proprio paese per necessità – hanno spiegato entrambi – perché si è stanchi della condizione di vita, e noi volevamo esprimere queste sensazioni nel modo che sappiamo fare meglio, cioè ballando».

Efficaci coreografie si sono succedute quali metafore della sofferenza, della morte, della ricerca di fuga, in un chiaroscuro tra luci e ombre dove ai cappucci e alle maschere di Anonymous si sottraggono due semplici volti di esseri umani. Voci di poeti e scrittori si intrecciano a una musica che diventa sempre più forte, quasi a voler camuffare le urla dei prigionieri torturati.

«Di solito le persone cercano di dimenticare il dolore, ma la tortura è una cosa che sta nella nostra società, è intrinseca – hanno affermato ancora –. Conosciamo genitori, zii, cugini di tanti nostri amici che sono stati torturati dal regime di Pinochet». Nel pomeriggio i danzatori latinoamericani hanno presentato una masterclass negli spazi di Elledance di Luciana Temussi.

Molto apprezzata è stata anche l’esibizione portata in scena da Midori Watanabe, che ha condotto gli spettatori in un’atmosfera quasi fiabesca, profondamente nipponica, rivisitando in “Butterfly” una delle opere più intense di Giacomo Puccini. La presenza di un kimono sospeso, rivolto al pubblico come uno stendardo, è stata fin dall’inizio un catalizzatore verso un mondo di tradizionalismi che sembra rimarcare il passato, ma non troppo: «Una cosa strana è che appena metto il kimono, il mio atteggiamento cambia, in automatico, anche se vivo in Europa da tanti anni – ha spiegato Watanabe – non so come dire, sento che devo rispettare il vestito. Anche il mio modo di muovermi, di sedermi, cambia. Mi succede anche all’interno dello spettacolo».

Nella composizione, Butterfly segue il suo destino, si suicida facendo harakiri. Ma subito dopo, a sorpresa, in un vero e proprio “rewind” da videoregistratore, nel quale i movimenti della danzatrice ripercorrono a ritroso le ultime scene a grande velocità, la protagonista riesce a tornare indietro nel tempo e a decidere da sé il proprio futuro, combattendo e tentando di scardinare una cultura di sottomissione.

Primavera a Teatro è organizzata da Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Il prossimo appuntamento si terrà il 3 giugno con la compagnia Mandala Dance, che direttamente da Roma porta a Sassari il suo “Crossover” affiancata dai danzatori del Liceo Coreutico Azuni.




Sassari, Ersiliadanza e ArtGarage a Primavera a Teatro

SASSARI. “Questa è una danza per il capo della compagnia, per il politico corrotto, per l’assassino in giacca e cravatta. Siamo latinoamericani che annegano mentre i politici siedono a guardare”. Sono le parole di fuoco che i danzatori cileni Barbara Hernandez e Lukas Lizama di ArtGarage dedicano ai contenuti dello spettacolo “Human”, che sabato 29 aprile, alle 20, li vedrà coprotagonisti di Primavera a Teatro, in Sala Estemporada a Sassari assieme Midori Watanabe di Ersiliadanza, che presenterà una rivisitazione di “Butterfly”.

La serata prenderà il via con la rievocazione del capolavoro intramontabile di Giacomo Puccini, reinterpretato a passo di danza contemporanea dalla Watanabe, che ha curato anche le coreografie al fianco di Laura Corradi.

Dell’opera pucciniana restano profondi sentimenti viscerali, il patos e il senso dell’attesa che sembra bruciare il presente, rendendolo insignificante. Tutta l’attenzione e la tensione sono spostate in avanti, spasmodicamente concentrate sull’evento che si attende.

«Abbiamo lavorato sul “dare forza a Butterfly”, sul “dare un senso più consapevole alla sua attesa”, alla storia amara di un desiderio cullato a lungo nell’immaginario ma che non trova apertura finale», ha affermato la Corradi. Il linguaggio della danza moderna è invece supportato attraverso scritti ispirati ai “Frammenti di un discorso amoroso” dello scrittore strutturalista francese Roland Barthes.

La nuova “Butterfly” reagisce diversamente rispetto all’originale: gli è stato riservato un epilogo di giusta ribellione.

Lo spettacolo di ArtGarage è invece “Human – Figli della dittatura”, una produzione ideata e interpretata dai danzatori cileni Barbara Hernandez e Lukas Lizama, dedicata alle manipolazioni e al malaffare che regna nei governi dell’America Latina.

«Abbiamo governi corrotti, abbiamo poliziotti corrotti, abbiamo dittature che tutti dicevano fossero scomparse – sostengono i coreografi –. Abbiamo persone scomparse, persone torturate. Siamo un popolo messo a tacere ma con la volontà di urlare e raccontare la nostra storia». Nel pomeriggio, dalle 15 alle 16.30, i danzatori cileni terranno una masterclass da Elledance di Luciana Temussi, mentre a conclusione degli spettacoli, nello Spazio Estemporada si terrà il consueto “Aperitivo con l’artista”. Primavera a Teatro è organizzata da Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o chiamare il numero 079/281129. Il programma completo è visionabile su www.estemporada.com.




Sold out a Sassari per Déjà Donné ed Estemporada: “Così la danza diventa metafora del combattere”

James Uchenna Lavery di Déjà Donné

SASSARI. Le compagnie Déjà Donné di Milano e Danza Estemporada di Sassari sabato sera hanno dato il meglio di sé al secondo appuntamento di Primavera a Teatro, portando la Sala Estemporada di via Venezia a un soldout per due intensi lavori presentati in prima nazionale.

A dare il via alla serata è stato il performer James Uchenna Lavery nell’interpretazione di “Mandibola”, una composizione ispirata al pugilato in cui la danza diviene metafora del combattimento. Lavery ha messo in evidenza le sue doti di danzatore plastico, mostrando una grande versatilità in questa assoluta novità nel panorama delle sperimentazioni della compagnia diretta da Virginia Spallarossa. Nell’opera si legge tutto il patos dovuto a una grande sofferenza fisica, al portarsi sempre al limite.

«Sono contenta di aver portato questo lavoro a Sassari, dove mi sento ormai di casa – ha affermato la coreografa Spallarossa –. Alla rassegna sarda ho voluto concedere la prima di un progetto creato appositamente per James, artista dalle doti atletiche molto pronunciate. Mi piaceva uscire dalla mia zona di comfort e trovare quella forza istintiva del corpo che esprime resistenza, sofferenza, plasticità dinamica, aspetti fondamentali del pugilato ma anche del danzatore».

La dimensione percepita sta in bilico costante tra potenza e debolezza, mettendo in luce nella tensione il massimo desiderio di sopravvivenza. Un desiderio in qualche modo assimilabile a quello della “generazione Z”, la generazione dei giovani che non interagiscono più con il mondo reale, magistralmente interpretata da Livia Lepri in “Genzee”.

Compagnia Danza Estemporada

Nello spettacolo di Estemporada, da questo disagio giovanile emerge a sorpresa tanta positività, che la coreografa sassarese ha saputo cogliere nel dietro le quinte di un fenomeno che colpisce tanti giovani, i quali avrebbero voglia di gridare al mondo le loro potenzialità dal chiuso di una stanza.

«Questi ragazzi della “generazione z” partono da un’idea di solitudine che è in parte ereditata dal triennio pandemico e post pandemico, all’interno di un limite che è sostanzialmente psicologico – ha affermato Lepri –, sono bombardati mediaticamente da sofferenze, da input che li isolano, e cercano di uscirne attraverso una reazione che è sempre legata ai feedback ricevuti».

Quindi ecco comparire lo stereotipo del videoclip, del glitterato, di quell’idea di superficialità alla quale i giovani si aggrappano. Però in realtà attraverso quel tipo di feedback creano valore, niente resta sterile. Una fertilità che difficilmente riesce a essere compresa e portata a galla.

Lo stesso giorno Virginia Spallarossa ha proposto una masterclass negli spazi della scuola ElleDance di Luciana Temussi, mentre nel dopo spettacolo “L’aperitivo con l’artista” è stato ancora una volta occasione per avvicinare il pubblico ai protagonisti dell’evento tersicoreo.

Primavera a Teatro è organizzata da Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.




Sabato a Sassari la danza di Déjà Donné ed Estemporada: Primavera a Teatro tra pugilato e alienazione giovanile

Nel pomeriggio Virginia Spallarossa presenta una masterclass nella scuola ElleDance di Luciana Temussi

Livia Lepri, direttrice artistica di Primavera a Teatro

SASSARI. Doppio appuntamento sabato 22 aprile per la 12esima edizione di “Primavera a Teatro” che, alle 20, nella Sala Estemporada di via Venezia a Sassari, accoglie la compagnia milanese Déjà Donné di Virginia Spallarossa con lo spettacolo “Mandibola”, e la sassarese Danza Estemporada con una prima nazionale dal titolo “GenZee”.

“Mandibola” è un progetto ideato dalla coreografa Virginia Spallarossa per la regia di Gilles Toutevoix, creato per un giovane danzatore dalle spiccate doti atletiche, ispirato al pugilato inteso come disciplina romantica e sintesi estrema della vita, come desiderio massimo di sopravvivenza. “Se lo sport è epica e teatro, il pugilato per le sue caratteristiche di individualità, fisicità e prova di resistenza è l’immagine del dramma”, affermano gli organizzatori: “Il ring svela i contrasti nella loro crudezza e immediatezza, concentra le tensioni della vita e le rappresenta”.

In questo spettacolo interpretato da James Uchenna Lavery convergono creatività, concretezza e passione, in una dimensione in bilico costante tra potenza e debolezza. L’arte coglie nella lotta non solo un soggetto da rappresentare, ma anche un modello di espressione drammatica, intensa e coinvolgente.

ll desiderio è quello di cogliere il senso del “tempo”, ovvero il valore dell’entropia generato dall’aumento del disordine complessivo di un corpo che fatica nello stordimento, corpo che diventa certezza sconvolta in frantumi.

Combattere è una danza contro qualcosa che in fondo è dentro ad ogni uomo, è immateriale, è un’idea, è un misurarsi con la vita e con i suoi limiti che porta a non essere del tutto vinti o del tutto vincenti.

Una disciplina umana, assolutamente umana. A differenza di ogni guerra.

La compagnia Estemporada presenta invece per la prima volta una nuova creazione della direttrice artistica Livia Lepri, “GenZee”, ispirata a un fenomeno delicato che coinvolge sempre più spesso gli adolescenti. Lo spettacolo prende il nome dal fenomeno dei Neet, acronimo di “not in employment education or training”, cioè i giovani che non lavorano, non studiano, non interagiscono con il mondo reale. La coreografia e la regia della Lepri sono affiancate da Adriano Marras per il light design.

I due spettacoli saranno anticipati nel pomeriggio, dalle 15 alle 16.30 da una Masterclass con Virginia Spallarossa negli spazi della scuola ElleDance di Luciana Temussi in via Cardinal Fossati 16/a. È possibile accedere alla masterclass acquistando il biglietto per lo spettacolo. Primavera a Teatro è organizzata da Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o chiamare il numero 079/281129. Il programma completo su www.estemporada.com.

Gilles Toutevoix



Sassari, Iara Solano vince il primo Premio “S’Empatia”

SASSARI. «Nello Spazio per Artist* S’ALA ci si cura delle persone, ed è la cura delle persone che ha fatto la differenza». Con queste parole l’artista basca Iara Solano, visibilmente commossa, ha salutato in diretta streaming da Vitoria-Gasteiz, in Spagna, l’assegnazione del primo Premio Internazionale per Arti performative S’Empatia, attribuitole dalla giuria «per le sue performance comunicative ed empatiche e per una carriera artistica con un forte sguardo comunitario».

Il riconoscimento è stato conferito sabato nel corso di una serata fortemente partecipata presentata da Moreno Solinas, direttore artistico di S’ALA, al fianco della danzatrice Margherita Elliot, nello Spazio di via Asproni a Sassari.

Classe 1985, Solano è un’artista, produttrice e curatrice indipendente con una laurea in Arti Teatrali Europee e un master in Pratiche Sceniche e Cultura Visiva. Tra le sue qualità sono state riconosciute “la cura e il supporto per gli altri”, aspetti fondamentali perché profondamente radicati nel percorso di vita di Carlo Solinas, alla cui memoria è dedicato il premio: imprenditore, titolare dello storico negozio di tessuti “Viale” di Sassari, già presidente del Teatro Verdi e filantropo scomparso nel 2021, Solinas è stato per tanti anni promotore di giovani artisti e di realtà performative emergenti.

«Vogliamo che la qualità del prodotto artistico sia affiancata alla capacità di connettersi con il pubblico e le persone, creando nella relazione reciproca un effetto farfalla» – ha dichiarato Moreno, che è il figlio minore di Carlo. Nelle parole della giuria, essere simpatici significa «ricordarsi della comunità e del considerare che le nostre azioni dentro S’ALA e dentro i teatri hanno importanti ripercussioni sugli altri».

Sia da remoto che di persona, hanno presenziato tutti i 15 artisti candidati, di provenienza non solo sarda o italiana, ma anche spagnola, inglese, sudamericana e internazionale, selezionati tra gli artisti in residenza nello Spazio S’ALA nel corso del 2022.

La premiazione è stata affidata a Tonito Solinas, fratello di Moreno, e alla drag queen ‘La Trave nell’okkio’, che al cospetto di un pubblico folto e caloroso hanno annunciato il nome della vincitrice.

Solano ha ricevuto un premio in denaroe un trofeo iconico di un paio di forbici d’oro, simbolo dell’intensa attività imprenditoriale di Carlo e della moglie nel negozio di tessuti di famiglia. La manifestazione è proseguita fino a tarda notte con i ritmi house del dj set di MGH e le sonorità della sound system culture.

“S’ALA Spazio per artist*” è nato a Sassari tra il 2016 e il 2018, come centro di residenze artistiche, sperimentazione e formazione ma anche come casa di produzione della compagnia Igor x Moreno. Tra i sostenitori ci sono la Regione Autonoma della Sardegna, il Ministero della Cultura, Fondazione di Sardegna ed enti privati internazionali. Con il premio “S’Empatia”, S’ALA inaugura una stagione di eventi che nel 2023 porterà a Sassari spettacoli, teatro, danza e musica.




Sassari, Andria: Interpellanza sulla SABA, sulla riqualifcazione di Piazza Mons. Mazzott e aree limitrofe.




Sassari, primo Premio internazionale S’Empatia per arti performative

È dedicato alla memoria dell’imprenditore e mecenate Carlo Solinas

SASSARI. Debutta sabato (15 aprile) alle 20, nei locali dello Spazio per artisti S’ALA in via Giorgio Asproni 17 a Sassari, una novità assoluta per il capoluogo turritano: la prima edizione del Premio internazionale di arti performative S’Empatia. Presentato stamattina in conferenza stampa, l’evento è intitolato alla memoria di Carlo Solinas, imprenditore e mecenate sassarese già presidente del Teatro Verdi, per decenni promotore instancabile di forme d’arte e dei suoi interpreti, in particolare di giovani emergenti.

Scomparso nel 2021, oltre a essere titolare dello storico negozio di tessuti “Viale” in via Roma, che gestiva in continuità con il nonno Tommaso, Carlo aveva avuto in eredità una quota della proprietà del Teatro Verdi, e si era sempre battuto con passione affinché la struttura mantenesse il suo ruolo di tempio della cultura.

«Il suo spirito e il suo entusiasmo ci hanno sempre sostenuti – riferisce il figlio Moreno, direttore artistico di S’ALA – il premio é un modo per onorare e proseguire questa eredità speciale, generosa ed incredibilmente comunitaria». 

«Carlo ci ha anche messo nelle condizioni di utilizzare uno spazio perfetto per il progetto che resta permeato dalla sua figura e dai suoi principi di apertura, curiosità, accoglienza»,ha aggiunto Anna Paola Della Chiesa, docente e coreografa di S’ALA.

Lo Spazio per artisti è nato a Sassari tra il 2016 e il 2018 come centro di residenze artistiche, sperimentazione e formazione, e come casa di produzione della Compagnia Igor x Moreno, sostenuta da Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna, Ministero della Cultura ed enti privati internazionali.

Sono 15 le nomination dei concorrenti al Premio S’Empatia: performer d’origine sarda e intercontinentale, che vanno da Sassari al Venezuela passando per la Spagna e l’Inghilterra, scelti perché hanno frequentato S’ALA in qualità di artisti e artiste in residenza nel 2022 e si sono distinti nel loro lavoro.

Come già si intuisce dal nome del premio, un gioco di parole in lingua sarda, i protagonisti «non sono stati scelti solo per le doti creative di compositori, coreografi, visual artist – spiega Moreno Solinas – ma anche per qualità raramente riconosciute, come la capacità di integrarsi e la cura. Vogliamo premiare la simpatia e l’empatia, il desiderio genuino di forgiare nuove relazioni, l’apertura ad una permeabilità fra vita sociale e lavoro artistico, la curiosità e la capacità d’ascolto».  Al vincitore andrà la somma di 1500 euro.

I candidati sono Alessandro Carta, Claudia Adragna, Collettivo Trifoglio, Compagnia Pietro Pireddu, Donatella Martina Cabras & Giulia Cannas, EM+ Emanuele Rosa & Maria Focaraccio, Elizabeth Johnson e Simon Ellis, Geneviève Costello & Hamish MacPherson, Iara Solano, Ivonne Carolina Bello Tovar, La Antigua, Livia Massarelli, Monica Serra/Microfratture Teatro, Noemi Ravot & Elena Masia, Senza Confini Di Pelle.

La cerimonia di S’Empatia è aperta a tutti e richiede soltanto, a chi vorrà assistere, un abbigliamento formale e per i più nottambuli anche un sacco a pelo. La serata prenderà il via con un aperitivo ed entrerà nel vivo alle 21 con la premiazione del vincitore. Dalle 22.30 proseguirà con i ritmi house del dj set a cura di MGH con le sonorità della sound system culture.




A Sassari con l’Is.Be la filosofia è accessibile a tutti: Ritorna l’OffilaFi dell’Istituto Camillo Bellieni

SASSARI. L’Istituto Camillo Bellieni di Sassari riprende le attività dell’Officina filosofica che tanto interesse hanno suscitato a partire dal 2015, con l’idea di permettere a chiunque, attraverso seminari e laboratori accattivanti e di facile comprensione, di avvicinarsi a una materia spesso considerata inaccessibile ai più. Sabato 15 aprile alle 17.30 nella Sala al piano terra di Via Maddalena 35, la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai, presenta il nuovo percorso che porterà, il 25 maggio, alla presentazione del libro “Poetosofia” di Michele Pinna, e quindi a ottobre verso la giornata mondiale del dono.

Subito dopo, a dare inizio al nuovo ciclo di appuntamenti, con l’incontro dedicato a “La Poesia come istituzione linguistica del mondo”, sarà Daniela Masia Urgu, che guiderà i partecipanti verso un simposio di riflessioni che si concluderà con una cena filosofica al sacco.

 “Riprendiamo ora un tema legato all’esplorazione dei fondamenti del linguaggio” – ha spiegato Masia, che oltre a essere fondatrice dell’iniziativa assieme al compianto Michele Pinna, è operatrice Is.Be da oltre vent’anni e docente di Storia e Filosofia: “Attraverso il processo del conosci te stesso, dopo esserci accostati alla comprensione degli elementi fondativi del linguaggio filosofico, riteniamo che un filone da seguire sia quello che approda alla poesia, alla sua funzione  performativa, inesauribile generatrice di mondi e di sguardi dentro le tante articolazioni della realtà, che ci porterà alla dimensione del dialogo tra pensiero e poesia e alla funzione rivelatrice del pensiero poetante”.

Il tema di riflessione inquadra la poesia come svincolata dai limiti costitutivi della ragione e, per questo, ritenuta capace di accedere liberamente a tutte quelle dimensioni che permettano un contatto più intimo con l’essere. Detto in altre parole, la parola della poesia diventa elemento rivelatore del mondo e della sua essenza, laddove non riesce ad accedere il pensiero critico razionale.

In questi anni l’OffilaFi (Officina filosofica laboratori di Filosofia pratica) ha esplorato diverse tematiche della vita quotidiana, sempre ispirandosi alla dimensione comunicativa e al dialogo. Sono stati costruiti percorsi approdati alle tematiche del bello, del sacro, del dono e della morte, solo per citarne alcune, facendo registrare un interesse diversificato per generazione, sesso, estrazione sociale e culturale. In particolar modo, l’attenzione è stata rivolta, come elemento fondativo della ricerca, al concetto socratico del conoscere se stessi.

“Siamo molto felici di ripartire con l’Officina filosofica, e di proseguire sul solco tracciato da Michele Pinna anche in questo settore – ha specificato ulteriormente Maria Doloretta Lai –. L’obiettivo primario è rendere la filosofia uno strumento di pensiero e di ragionamento critico per tutti, senza difficoltà o imbarazzo, senza il limite pregiudizievole di immaginare la filosofia come qualcosa di impenetrabile”. Dopo Sassari, l’appuntamento successivo sarà il 14 maggio a Villa Piercy di Bolotana. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o contattare il numero 079230268 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.




Aperture straordinarie per Monte d’Accoddi

L’area archeologica di Monte d’Accoddi sarà aperta ai visitatori il giorno di Pasquetta, lunedì 10 aprile, dalle 10 alle 18. Il Comune di Sassari garantirà ai turisti appassionati di cultura e archeologia l’apertura straordinaria dell’area archeologica di Monte d’Accoddi, principale monumento archeologico del Comune di Sassari e unico in Sardegna e in tutto il Mediterraneo occidentale.
Nello stesso sito sono previste aperture straordinarie anche martedì 25 aprile, lunedì 1 maggio, venerdì 2 giugno.
Le visite guidate saranno effettuate ogni ora e mezza circa: 10/11.30, 11.30/13, 13/14, 14/15.30, 15.30/17. L’ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
In città, nella centrale piazza d’Italia, è attivo il punto informativo del Comune. L’Infopoint è aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19, la domenica dalle 10 alle 14. Il giorno di Pasquetta, il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno sarà garantita l’apertura straordinaria dalle 10 alle 14.
Per tutte le informazioni è possibile scrivere a [email protected]