COLDIRETTI. PRIMO DOSSIER VINO SULLE CONSEGUENZE DELL’EMERGENZA COVID

Gli oltre due mesi di lockdown sono costati cari al settore vitivinicolo sardo che ha ridotto le vendite di circa il 70%, con punte del 100%, in quantità rispetto all’anno precedente (65% in valore) e ne prevede il 65% per i prossimi sei mesi.

E’ quanto emerge dal primo Dossier in tempo di Covid sul settore elaborato da Coldiretti Sardegna, frutto di un report approfondito su un campione significativo di cantine, 52, distribuite uniformemente su tutto il territorio regionale di dimensioni variabili, espressione di una produzione di 193.463 ettolitri di vino (oltre il 55% del totale prodotto nell’Isola nella annata 2019) e circa 21 milioni di bottiglie.

“È un’indagine dal basso con le aziende protagoniste – spiega il presidente di Coldrietti Sardegna Battista Cualbu – che consente di avere una radiografia del settore vitivinicolo dopo l’esplosione del Coronavirus e l’adozione delle limitazioni da parte del Governo. Ne emerge un quadro completo, con produzioni e mercati di rifermento, perdite dovute al lockdown per concludersi con le proposte sugli strumenti da adottare per attutire il pesante colpo e poter ripartire”.

I  NUMERI. Il Coronavirus sta costando caro alla viticoltura sarda, uno dei settori più dinamici e innovativi della nostra agricoltura che seppur rappresenti circa l’1,5% della produzione italiana (prima produttrice al mondo di vino) si distingue per l’altra qualità del vino, con circa l’80% della produzione a marchio Doc e Igp.

E’ uno dei settori agricoli più colpiti dall’emergenza sanitaria del secolo dovuta soprattutto alla chiusura di uno dei mercati di riferimento, l’Horeca, ed in generale dall’isolamento forzato delle persone, fattore antagonista del consumo del vino che nella nostra cultura si ama bere in compagnia.

I MERCATI. Dal report di Coldiretti Sardegna emerge che il 47% del mercato di riferimento del vino sardo è rappresentato dal settore HoReCa, cui segue il canale delle enoteche e wine bar (20%), della vendita diretta (17%) e della GDO (16%).

 

Principali mercati di riferimento in termini di valore ultimi 3 anni (%)
HORECA: 47%
GDO: 16%
Enoteche/wine bar  20%
Vendita diretta 17%

 

 

L’area geografica di riferimento per le vendite è principalmente il mercato isolano (56%), seguito dal mercato nazionale continentale (23%).

 

Aree geografiche di riferimento in termini di valore ultimi 3 anni (%)
Sardegna 56 %
Continente Italiano 23 %
Paesi Europei 11 %
Paesi Extra Ue (specificare sotto) 10 %

 

IL CROLLO. Le perdite per i mesi di lockdown rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è del 68% in bottiglie e del 65% in valore, maggiormente accentuato nelle aziende che si rapportano principalmente con il canale HoReCa dove si registrano cali del 90% e 100%.

Buie sono anche le previsioni per i prossimi sei mesi, anche se difficilmente determinabili in quanto legate all’andamento del virus e alle decisioni che saranno assunte dal Governo Italiano e Regionale in particolare per il periodo delle ferie estive. Le aziende, infatti, stimano, per i prossimi sei mesi perdite di circa il 64% rispetto allo stessi mesi del 2019.

 

Tipologia Riduzione % vendite

marzo 2020

Previsione riduzione % vendite Apr – Set. 2020
DOC/DOCG Rossi 68% 64%
DOC/DOCG Bianchi 65% 64%
IGT Rossi 64% 61%
IGT Bianchi 60% 58%
Vini da tavola rossi 63% 61%
Vini da tavola bianchi 60% 60%

 

 

LE SOLUZIONI. Intervistate sulle possibili soluzioni da adottare per resistere all’emergenza economica, le proposte delle aziende coinvolte nell’indagine si possono sintetizzare in richiesta di liquidità, meno burocrazia e conseguente velocità nell’attuazione degli interventi e promozione dei vini nei mercati interni ed esteri.

La misura maggiormente attesa dalle aziende è sicuramente quella che garantisce immediata liquidità con strumenti finanziari a tassi ridotti o azzerati per far fronte ai minori o mancati incassi e alle spese che le aziende stanno sostenendo per le attività colturali in vigna e per programmare la nuova annata ormai alle porte.

Ma chiedono anche aiuti a fondo perduto e l’accelerazione nella spesa dei fondi comunitari e regionali per le domande di sostegno già presentate per diverse annualità. Ma chiedono pure investimenti per migliorare i trasporti e la mobilità da e per la Sardegna sia delle persone che delle merci, oltre a programmi di promozione dei vini sui mercati esteri ed interni e sul turismo.

“Anche in questo momento cosi difficile in cui la viticoltura è messa a dura prova, i vignaioli si dimostrano maturi e lucidi dando uno spaccato della crisi dovuta all’emergenza e proponendo delle soluzioni finalizzate al mercato con aiuti diretti ed indiretti – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -.  Ciò che chiediamo alla Regione, insieme alle aziende attraverso il report che abbiamo presentato, è sburocratizzazione e immediatezza nell’attualizzare gli interventi per non vanificare un lavoro importante portato avanti negli ultimi decenni, che grazie agli investimenti e all’innovazione ci hanno consentito di ritagliarci una fetta di mercato, sebbene piccola, di altissima qualità”.

 

PROPOSTE COLDIRETTI SARDEGNA. “Alla Regione – spiega il presidente Batista Cualbu – stiamo presentando un pacchetto di interventi di 8 milioni di euro necessari per non perdere fette importanti di mercato, non deprezzare il prodotto e garantire allo stesso tempo le condizioni minime per poter programmare e lavorare nella prossima annata”

Le proposte sono di maggiori fondi per il Pns investimenti; l’integrazione cospicua dei fondi per la distillazione rispetto a quelli previsti dal Governo, da destinare a circa il 30% dei vini bianchi e rosati consentendo di svuotare le cisterne da utilizzare nella imminente nuova annata, non far crollare il prezzo con le sovrapproduzioni e allo stesso tempo sperimentare anche un alcool 100% sardo; aumentare la percentuale di taglio consentita oltre il 15% dando la possibilità alle cantine di riversare nella nuova annata parte del prodotto invenduto a causa del Covid; il pegno rotativo per affinamento dei vini e una campagna di comunicazione per promuovere il vino nei mercati esteri e locali.

 

Michele Arbau

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




GUARDIA DI FINANZA: EMERGENZA SANITARIA COVID-19. SEQUESTRATE IN PROVINCIA OLTRE 65MILA MASCHERINE PRIVE DEI REQUISITI DI CONFORMITÀ E SICUREZZA

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari, nell’ambito delle attività inerenti le misure straordinarie per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, hanno eseguito diversi controlli nei confronti di alcuni esercizi commerciali presenti in provincia di Sassari finalizzati a garantire l’osservanza della normativa in materia di prezzi e di sicurezza prodotti connessi alla grave emergenza epidemiologica in corso.

L’attività ispettiva, condotta dai Baschi Verdi della Compagnia di Sassari, è stata sviluppata attraverso la valorizzazione delle risultanze investigative emerse nell’ambito di un’attenta analisi di rischio e di contesto nonché di un completo monitoraggio dei dati acquisiti che ha permesso di appurare, attraverso controlli sul posto, che alcuni esercizi commerciali disponevano, ancora imballati e da stoccare, di dispositivi di protezione pronti per essere posti in vendita. Gli accertamenti hanno preso spunto da alcune segnalazioni che informavano di una vendita massiccia, presso alcuni centri commerciali della città, di mascherine di protezione prive di qualsiasi segno di riconoscimento o provenienza. In tre distinti interventi, le Fiamme Gialle turritane hanno sequestrato complessivamente – prima che venissero vendute al pubblico – oltre 65mila mascherine chirurgiche prive di ogni segno di provenienza, sprovviste di indicazioni nella lingua italiana nonché dei previsti requisiti di sicurezza che ne potessero garantire la sicurezza ultima del consumatore.

Per tali condotte, i rivenditori dei prodotti sequestrati sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria, alla locale Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura e sanzionati per le diverse violazioni amministrative mentre i dispositivi sequestrati, all’esito dell’iter amministrativo e di opportuni specifici accertamenti sulla conformità, potranno, previo nulla osta delle Autorità competenti, essere distribuiti nell’ambito del quadro esigenziale correlato all’emergenza epidemiologica. Le operazioni di servizio condotte testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza a tutela della salute dei cittadini e dell’economia nazionale nel particolare momento che sta vivendo il Paese, schierandosi in prima linea nel concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e del contrasto alle frodi ed alle pratiche commerciali illecite.




Emergenza coronavirus, Campus: «Una cura immediata per l’economia e un progetto per la Sardegna che vogliamo»

Terza riunione del tavolo straordinario delle Attività produttive per fronteggiare l’emergenza economica causata dall’epidemia coronavirus, questa mattina nella sala Langiu del Comando. Un incontro «realmente costruttivo», come ha commentato il sindaco Gian Vittorio Campus, che l’ha coordinato, dal quale è emerso un impegno da parte dell’assessore alla Programmazione e Bilancio Giuseppe Fasolino a portare le istanze del territorio in Regione, un territorio che «è stato il primo ad attivarsi per affrontare la crisi economica». E che, come ha concluso il sindaco «ha bisogno per la sua economia di una cura immediata, di una riabilitazione e di una prevenzione», mutuando i termini dalla medicina e paragonando la situazione del Nord Sardegna all’emergenza sanitaria ancora in corso. Valutare dunque l’accesso a crediti a fondo perduto, intesi però in senso ampio: una riduzione o cancellazione di imposte comunali, ad esempio, attraverso cui l’Amministrazione sostiene le attività senza chiedere nulla in cambio; ma questo può essere utile solo nel breve periodo, poi servono politiche che consentano al territorio di ripartire e di non ricadere in nuove crisi. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità che anche il mondo della finanza intervenga nel Tavolo straordinario, includendo quindi anche le banche, voce mancante nel dibattito ma fondamentale per tracciare la strada da seguire. E così, rivolto all’assessore Fasolino è stato sancito un impegno: «Noi proseguiremo con questo spazio di confronto, anche con gli istituti di credito, e l’assessore porterà in Regione le esigenze del nostro territorio».

«Siamo pronti – ha concluso il sindaco – a essere la cavia su cui lavorare, visto che siamo stati i primi ad attivarci e a partire in tutta l’Isola con un Tavolo delle Attività produttive per affrontare l’emergenza e considerata la nostra economia diversificata. Da questo territorio bisogna discutere il futuro dell’economia di tutta la Sardegna e decidere che Sardegna vogliamo costruire insieme».

Al Tavolo hanno partecipato il rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli, parlamentari del territorio, consiglieri regionali e comunali di maggioranza e opposizione, una rappresentanza della Giunta comunale,della Coldiretti, della Camera di Commercio, Confcommercio, Confagricoltura, Confapi e Confidi, Confartigianato, Confindustria, Cia, Coldiretti, Atp, Cna, esponenti del tessuto imprenditoriale locale e rappresentanti dei centri commerciali naturali.

Numerosi gli interventi: dal consigliere Piero Maieli, presidente della commissione regionale delle Attività produttive, al rettore Massimo Carpinelli, a seguire Achille Carlini di Confidi Sardegna, Marco Porqueddu di Pensa, Gavino Sini della Camera di Commercio, Battista Cualbu della Coldiretti, Matteo Luridiana di Confagricoltura, i consiglieri comunali Fabio Pinna, Daniele Deiana e Laura Useri, Giuseppe Canu delegato territoriale di Confcommercio, Antonio Paoni in rappresentanza dei centri commerciali naturali e Valerio Scanu del Consorzio industriale provinciale di Sassari.

Tanti gli spunti su cui continuare a lavorare: il ruolo fondamentale dell’Università per lo sviluppo del territorio, con un nuovo modello che sfrutti l’innovazione tecnologica e digitale per la produzione, trasformazione e commercializzazione di tutti i prodotti sardi; la necessità da parte delle piccole realtà di conoscere i protocolli di sicurezza per essere pronte a riaprire quando sarà il momento; da tutte le parti l’esigenza di una sburocratizzazione e di uno snellimento delle procedure; valutare la possibilità di prevedere forme di credito a fondo perduto ed eventualmente da quali voci attingere del bilancio pubblico ma anche di immaginare interventi strutturali a favore delle attività produttive per renderle competitive con le sfide di un futuro che ancora non conosciamo.

«Importante momento di confronto quello odierno dove sono emersi spunti importanti- ha dichiarato l’assessore regionale al Bilancio, Giuseppe Fasolino- ora parallelamente alla fase di sostegno, e di “cura” del nostro sistema imprenditoriale, dobbiamo lavorare per far tornare grande la Sardegna, imparando anche dalle criticità che sono emerse a seguito della pandemia e per tutto questo serve che il Governo nazionale sia concretamente al fianco della Regione perché solo così le misure messe in campo potranno realmente essere efficaci».

«Le imprese hanno bisogno di essere aiutate e supportate – ha concluso Fasolino- non soltanto in questa fase, ma dobbiamo avere la capacità di guardare oltre e ripensare a cosa fare nel lungo termine per rendere nuovamente competitive le nostre imprese. Da Sassari deve partire un Tavolo permanente con il mondo delle imprese, le istituzioni, l’università per programmare una nuova ripartenza».




Emergenza, Sardex apre in Sardegna il crowdfunding in crediti.

Emergenza, Sardex apre in Sardegna il crowdfunding in crediti.  E s’agiudu torrau diventa realtà.  A centinaia di gesti di spontanea solidarietà nati in questi giorni nel Circuito, Sardex aggiunge il lancio ufficiale del crowdfunding in crediti: 4mila imprese e oltre 35mila consumatori possono donare per supportare operatori sanitari e aziende in difficoltà

Oltre 4mila imprese, più di 35mila consumatori. I donatori in sardex sono pronti, il crowdfunding è aperto, il tempo dell’azione è maturo. D’altronde nel Circuito la solidarietà è di casa. È nel suo sistema di valori, che nel 2009, in piena crisi economica, si formava attorno alle parole reciprocità, mutuo soccorso, collaborazione, cooperazione. È quotidianità del Circuito, perché anche senza raccogliersi intorno ad un crowdfunding nei momenti difficili,  la rete fa già del bene a se stessa, ogni giorno: le imprese sanno che stare in Sardex è qualcosa di più che chiedere un prestito, ricevere e spendere denaro, ampliare il proprio mercato. È responsabilità collettiva, redistribuzione quotidiana del benessere.
E questo spirito solidale, “di comunità”, è diventato poi abitudine in tutti contesti emergenziali che hanno visto la Sardegna lottare per risollevarsi. Durante l’alluvione olbiese del 2013, dopo l’emergenza incendi del 2017, e in tanti altri micro contesti d’aiuto: davanti a imprese iscritte e in difficoltà, la rete si è sempre attivata, a volte del tutto spontaneamente, mettendo in moto la macchina della solidarietà in crediti.
Un circolo virtuoso di sostegno al territorio che anche questa volta, fin dai primissimi giorni dell’emergenza Covid19, ha visto le imprese aderenti a  Sardex mettersi a disposizione con piccoli e grandi gesti in un connubio vincente di competenze e generosità: dalla spesa sospesa, idea della Pizzeria Regina Margherita di Tortolì, alla donazione di migliaia di mascherine dello studio dentistico quartese Cocco, fino alla produzione di dispositivi di protezione – ancora mascherine, bene prezioso – che il Ghiro Materassi di Bonorva ha prodotto a migliaia trasformando a tempo zero la propria fabbrica.

L’apertura del crowdfunding Sardex vuole dare un segnale ancora più forte di vicinanza del Circuito al territorio. I sardex raccolti verranno impiegati su due versanti: per supportare la comunità degli operatori sanitari impegnati nella lotta incessante al virus, e per sostenere quelle imprese che a causa della contrazione economica avranno necessità di aiuti concreti per rimettersi in moto e per riaprire le porte della loro attività.
La platea dei potenziali donatori questa volta comprende tutti, imprese iscritte – oltre 4mila in Sardegna – e i più di 35mila possessori di carta Sardex Bisoo: i cittadini potranno quindi donare i crediti accumulati nella propria carta, dando una mano alle attività della propria città: quelle che ieri li hanno premiati con una ricarica in sardex per una spesa effettuata in euro, oggi potrebbero aver bisogno di loro. E s’agiudu torrau diventa realtà.

Il Circuito Sardex consente ad imprese, liberi professionisti e associazioni di scambiare beni e servizi su una piattaforma innovativa grazie ad un conto digitale dove un sardex è uguale ad un euro. Ad oggi oltre 10 mila aziende in tutta Italia hanno messo a disposizione 200 milioni annui di beni e servizi da scambiare in moneta complementare dentro il Circuito. Supportati dalla forza della rete, i partecipanti risparmiano preziosa liquidità, attraggono nuovi clienti e trovano nuovi fornitori che fanno parte del network e sono interessati ad allargare il proprio giro d’affari.

Per ulteriori informazioni: www.sardex.net //  [email protected]

Se sei un’impresa iscritta al Circuito o hai la carta Sardex Bisoo, dona subito, accedi al Conto Sardex con le tue credenziali:

ID del Conto: 19677438

Nome del Conto: Emergenza Coronavirus – raccolta fondi
3-04-2020
La Redazione



Olbia: Emergenza Coronavirus. Spesa solidale.

Comunicato stampa_2 aprile 2020_spesa solidale

In queste ore, l’Assessorato alla Politiche Sociali del Comune di Olbia, sta promuovendo una
interessante iniziativa chiamata “Spesa Solidale”.
La proposta è partita dal Coordinamento dei Comitati di Quartieri insieme alle Associazioni del
Tavolo della Solidarietà della Città, in collaborazione con le attività commerciali.
«L’iniziativa ha lo scopo di sostenere le famiglie della nostra città che si trovano in difficoltà
economica a causa delle conseguenze dell’emergenza sanitaria, rifornendole di beni di prima
necessità a lunga scadenza (ad esempio pasta, zucchero, latte, farina, tonno, pelati, legumi,
biscotti, acqua, olio, alimenti per l’infanzia, prodotti per la cura e l’igiene personale e della
casa).
Ci proponiamo in questo modo di creare un fondo di solidarietà permanente che possa
continuare ad esistere anche dopo questo periodo d’emergenza, una grande opportunità per
tutti noi di condividere e camminare insieme in un percorso di solidarietà» affermano i
partecipanti all’iniziativa.
Si potranno donare generi alimentari sia all’atto dell’acquisto presso i punti vendita, online,
oppure dell’ordine eseguito telefonicamente.
All’interno dei punti vendita verranno predisposti alcuni spazi dove le persone potranno lasciare
i prodotti.
Gli acquisti frutto di donazione saranno convogliati nel Centro di raccolta e verranno distribuiti
a domicilio alle famiglie in difficoltà, grazie ai servizi delle Associazioni di volontariato che
partecipano all’iniziativa.
Il numero di telefono di riferimento è: 349 4341654, contattabile tutti i giorni dalle ore 9 alle
13, sia dai nuclei familiari che necessitano di generi alimentari che dai punti vendita che
desiderano aderire all’iniziativa.

 

2-04-2020

La Redazione




L’Editoria sarda rischia il collasso. Simonetta Castia: “La Regione intervenga”

L’AES lancia l’allarme chiedendo misure di carattere eccezionale

L’associazione è anche firmataria di un appello rivolto dalle associazioni regionali all’ADEI, per portare in sede nazionale le emergenze dei territori

 

Simonetta Castia, presidente AES

CAGLIARI. L’editoria libraria sarda è in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria, i cui effetti si riverberano pesantemente sul mondo del libro da circa un mese e non accennano a diminuire. Sono ferme la produzione, la promozione, la distribuzione e la vendita dei libri con la chiusura totale delle librerie, come il rischio crediti finora maturati appare un’incognita insostenibile: il calo del fatturato è stimato oltre l’80 per cento per il solo mese di marzo, mentre la produzione è pressoché bloccata (ad oggi la totalità del comparto è ricorsa al sistema della cassa integrazione ordinaria), senza considerare la perdita di immagine sul mercato.

L’Associazione editori sardi lancia l’allarme: se non saranno prese immediate misure di sostegno del settore (escluso dalle misure del Decreto “Cura Italia”), il rischio di un collasso per l’intero comparto sarà forse inevitabile.

«Sono numeri agghiaccianti con i quali bisognerà fare i conti e sui quali vorremmo confrontarci anche con la Regione Sardegna, cui abbiamo indirizzato, in tempi diversi, una richiesta d’intervento straordinario a favore del comparto, senza avere ancora risposta», afferma Simonetta Castia, presidente dell’AES, che riunisce 26 editori, corrispondenti al 90 per cento della produzione libraria dell’isola.

«Se non si interviene subito per programmare in anticipo il riavvio dell’attività – spiega – è molto probabile che sarà inutile farlo dopo, in assenza di imprese. Chiediamo lungimiranza, attenzione e consapevolezza del ruolo che riveste il libro per la nostra isola e per la cultura in genere, così come per le numerosissime professionalità coinvolte».

Le aziende editrici proseguono laddove possibile la propria attività, ma è evidente che la produzione sia ferma e che per i lavori già andati in stampa non ci sarà la possibilità di fare alcuna promozione, sia diretta che indiretta, data la sospensione degli eventi culturali e la cancellazione progressiva delle più importanti fiere di settore.

Le istanze presentate alla RAS arrivano in concomitanza con l’appello rivolto all’ADEI (Associazione degli editori indipendenti) da parte delle associazioni regionali (firmataria l’AES), per promuovere le esigenze dei comparti territoriali a livello nazionale.

A fronte dei disagi che rischiano di compromettere la prosecuzione dell’attività per molte imprese locali nel 2020, la richiesta è quella di mettere urgentemente in atto delle misure di carattere eccezionale, anche in deroga alla legge regionale 22 del 1998, così come di porre in pagamento immediato i contributi del settore.

«Più in particolare – specifica Castia – ci attendiamo una dotazione straordinaria di risorse aggiuntive rispetto al magrissimo capitolo di spesa di bilancio e il ripristino, dopo tanti anni di sospensione, di un fondo per l’acquisto copie, ai sensi dell’articolo 4, da destinarsi alle biblioteche sarde».

È richiesto inoltre il potenziamento delle risorse destinate a riconoscere incentivi per l’acquisto di beni e servizi (articolo 5), abolendo le limitazioni di legge, che fissano paletti fuori mercato e impongono le restrizioni del regime de minimis, di cui si chiede l’abbattimento o l’ampliamento nella misura di 500mila euro.

Sarebbe questa l’occasione, tra l’altro, per giungere a una semplificazione, attesa da troppi anni, della normativa di legge, vincolata nel testo e nei criteri al rispetto di prassi incostituzionali. L’aspettativa è che la Regione Sardegna, in virtù anche della sua specialità, favorisca l’introduzione, ove non considerato dal DCPM, del tax credit; l’individuazione di un bonus per i dipendenti o collaboratori esterni delle case editrici e delle librerie; l’estensione alla nostra categoria delle misure adottate per tutto il settore della Cultura, al fine di colmare questo grave squilibrio.

Infine se nel 2020 dovesse saltare l’intera agenda di promozione garantita dagli eventi su scala nazionale e internazionale, è chiesta con effetto immediato la riconversione delle spese sul fondo emergenze a supporto dell’editoria libraria locale.

A questo si aggiunge la proposta di finanziamento di una campagna di promozione o pubblicità su vasta scala del libro sardo, da svolgersi in collaborazione e in coordinamento con le associazioni di categoria e i soggetti della filiera.




Emergenza economica – risorse dal Fondo di Solidarietà Comunale –

Il Comune di Alghero, con i Settori Servizi Sociali e Sviluppo Economico, sta procedendo in queste ore con celerità alla predisposizione del piano di riparto delle risorse del Fondo di Solidarietà comunale per l’emergenza economica e sociale dovuta al Coronavirus. Questo fondo è alimentato con 300.000 euro di fondi comunali. Le disposizioni del Governo consentono, quindi, di utilizzare fondi già presenti nelle casse del Comune, ma saranno sufficienti per poche settimane. I Comuni aspettano, quindi, interventi con risorse dirette del Governo, sia per l’emergenza che per un sostegno vero e concreto alle imprese, senza il quale la crisi rischia di assumere risvolti rispetto ai quali i Comuni da soli non potranno dare risposte. Si sta lavorando, dunque, all’individuazione della platea dei beneficiari a cui andrà il contributo, composta dai nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivati dall’emergenza. Verrà data priorità a quei nuclei non già assegnatari di contributi pubblici. In queste ore gli uffici stanno procedendo alla formalizzazione delle procedure che verranno a brevissimo ultimate e comunicate attraverso ogni canale istituzionale. “La priorità è fare presto e bene, il nostro impegno è rivolto a far arrivare gli aiuti nel più breve tempo possibile nelle case dei cittadini che ne hanno necessità”, spiega il Sindaco Mario Conoci. Le modalità di attribuzione delle misure di solidarietà alimentare saranno le più semplici e dirette possibile. Oltre agli interventi già in atto, effettuati tramite il numero diretto per le emergenze, attraverso cui si stanno assistendo i cittadini in difficoltà, l’Amministrazione amplia, quindi, la platea delle risorse da destinate a questo scopo. In via di apertura un apposito conto corrente bancario presso la tesoreria del Comune di Alghero dove far confluire donazioni frutto di solidarietà da parte di tanti cittadini che intendono rendersi partecipi in maniera concreta. Le donazioni dei cittadini contribuiranno all’incremento delle risorse attraverso le quali procedere all’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco che si sta costituendo e che verrà pubblicato, nelle prossime ore. “Il senso di comunità unito a quello della solidarietà e dell’attenzione verso chi è in difficoltà  – aggiunge il Sindaco di Alghero – sono ancora la leva più forte per affrontare e superare questo momento”.




Alghero: numeri utili emergenza coronavirus

Comune di Alghero – Numeri Utili




RANDAGISMO: L’EMERGENZA E I NUMERI NEL COROS. IL PRESIDENTE SOTGIU SCRIVE AL GOVERNATORE SOLINAS

Con una lettera datata 27 dicembre 2019 il presidente dell’Unione dei comuni del Coros Carlo Sotgiu ha scritto al presidente della regione Sardegna Christian Solinas e all’assessore alla sanità Mario Nieddu, per segnalare le numerose difficoltà relative al fenomeno del randagismo. Negli ultimi anni, la problematica ha assunto una piega preoccupante e sempre più insostenibile per i comuni. Le amministrazioni, spiega Carlo Sotgiu nella missiva, hanno scarse risorse per affrontare l’emergenza e i numeri parlano chiaro: solo nel territorio del Coros, nel quale gravitano dodici comuni, vengono spesi circa 300 mila euro per il sostentamento di 400 cani ospiti canili convenzionati. Visti i numeri in continua crescita rispetto agli anni scorsi, si ipotizza una spesa che entro pochi anni, possa superare i 400 mila euro , con picchi oltre la tollerabilità, come nel comune di Ossi, che potrebbe richiedere oltre 100 mila euro di finanziamento necessario. E’ chiaro, evidenzia ancora il presidente dell’Unione, che questi numeri non sono esclusivi dell’Unione del Coros ma sono lo specchio di ciò che sta accadendo in tutti i comuni della Sardegna. Il focus sul randagismo, nonostante gli sforzi fatti sin’ora ,dev’essere riportato in primo piano, in virtù del fatto che sono ancora troppo alte le spese a carico dei comuni e sono ancora troppo poche le sterilizzazioni necessarie ad arginare il fenomeno. C’ è ancora tanto da fare nel lungo processo culturale, ma la Sardegna deve rispondere ad una società che  sta cambiando approccio agli animali d’affezione  e ha necessità di trovare nella Regione un supporto e una guida. “Come comuni aderenti all’unione del Coros – sottolinea il presidente Sotgiu –  crediamo che il quadro normativo attuale, riguardo il contrasto al randagismo, non sia sufficiente per governare una problematica di questa portata. Troppo spesso i sindaci vengono lasciati soli, occorrono nuove misure strutturali da parte della Regione per limitare il fenomeno come abbiamo spiegato nella lettera, e aiutare i comuni a fronteggiare in modo adeguato un problema i cui costi crescono anno dopo anno.”




Emergenza idrica, le azioni del Comune

In questi quattro giorni di emergenza idrica, l’Amministrazione comunale è in stretto e continuo contatto con Enas e Abbanoa, sollecitandoli ad avere non solo frequenti aggiornamenti, ma soprattutto ad avere soluzioni celeri.

L’Amministrazione, che non è competente nella gestione del servizio idrico, ha sollecitato e sollecita una veloce soluzione del problema all’ente gestore, fornendo alla cittadinanza ogni informazione disponibile. Inoltre, ha fatto tutto il possibile per mitigare il disagio, per quanto nelle sue possibilità, grazie anche alla Protezione civile comunale. «Sono rimasto in stretto collegamento anche con gli altri sindaci del territorio che stanno vivendo la stessa situazione, coordinandoci e confrontandoci. Ho sentito costantemente l’assessorato regionale ai Lavori pubblici. La prefetta Maria Luisa d’Alessandro, con cui ci siamo tenuti in costante contatto, stamattina ha autorizzato i vigili del fuoco a supportare con le loro autobotti la nostra Protezione civile» ha spiegato il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus, che ha aggiunto che « l‘assenza di dichiarazioni all’esterno, che in alcun modo potrebbero risolvere la situazione, non sono certo sintomo di assenza di attività. Non inseguiamo sterili polemiche né intendiamo attaccare Abbanoa,che non ha responsabilità in questa emergenza e con cui ci stiamo sentendo costantemente».

La Protezione civile comunale in questi giorni ha fornito acqua alle comunità e alle strutture sanitarie, alle case di riposo e alle residenze sanitarie assistite, riuscendo a far fronte a tutte le richieste. L’Amministrazione ha valutato di volta in volta le azioni che, anche confrontandosi con gli altri sindaci, si ritenevano più utili. Tramite i canali di comunicazione istituzionale, sono diffuse tutte le informazioni alla cittadinanza che Enas e Abbanoa forniscono. Sono diramate tempestivamente e ufficialmente, solo quando queste sono certe.

«Ci siamo già attivati – conclude il primo cittadino –, insieme agli altri sindaci, per chiedere un impegno concreto e immediato da parte della Regione per fare fronte alla drammatica e non più accettabile situazione della condotta idrica».

Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari