TRENINO VERDE, CON LA FIRMA DEI SINDACI NASCE LA FONDAZIONE. L’ASSESSORE MORO: “UNA GIORNATA STORICA PER UNA GRANDE RISORSA TURISTICA E CULTURALE DELLA SARDEGNA, VEICOLO DELLA NOSTRA IDENTITÀ”

Sassari, 5 dicembre 2023 – Con il sì dei sindaci nasce la “Fondazione Trenino verde storico della Sardegna”. L’adesione è stata formalizzata oggi a Sassari, nell’Aula Magna dell’Università, nel corso del convegno “Il treno ad altra velocità”, con la firma dell’atto costitutivo della Fondazione da parte dei sindaci dei primi 43 Comuni – sul totale di 58 interessati dal tracciato, tre Comuni stanno perfezionando l’adesione e la faranno successivamente – che entrano nella Fondazione in qualità di soci fondatori con Regione Sardegna e Arst. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro, e i vertici dell’Arst, l’amministratore unico Roberto Neroni e il direttore centrale Carlo Poledrini. 

“Oggi è una giornata storica”, ha detto l’assessore Moro. “Firmiamo l’atto costitutivo della Fondazione per rilanciare questa straordinaria risorsa dell’intera Isola, un simbolo e un veicolo della nostra identità, e per valorizzare i nostri territori, soprattutto quelli dell’interno, che hanno maggiore bisogno di sostegno e di aiuti da parte della Regione”. Per sostenere il progetto, ha spiegato l’esponente della Giunta Solinas, “ci sono le risorse già stanziate e ci sono i lavori sulla rete ferroviaria più antica d’Europa, più importante d’Europa. È un patrimonio che doveva trovare un meccanismo di gestione efficiente che garantisse ai Comuni e ai territori di essere protagonisti e regalasse alla Sardegna un ulteriore strumento per favorire la crescita turistica e il suo sviluppo economico”. 

La Fondazione – come prevede la delibera della Giunta regionale del 17 novembre 2023, in attuazione dell’articolo 138 della legge regionale 9 del 23 ottobre 2023 – ha come organi il presidente (nel corso dell’ultima seduta la Giunta ha nominato il commercialista Elso Rei), la giunta esecutiva (composta dal presidente, da due componenti scelti dall’assemblea di partecipazione tra quattro rappresentati delle tratte ferroviarie individuati dai Comuni territorialmente competenti e due componenti nominati dall’Arst), l’assemblea di partecipazione (composta dai membri fondatori) e il revisore dei conti. Possono ottenere la qualifica di “partecipanti”, senza diritto di voto in assemblea, le persone fisiche e giuridiche, pubbliche e private, gli enti e le associazioni che contribuiscono agli scopi della fondazione. 

Hanno già annunciato la loro adesione Fai Sardegna, Università di Sassari, Provincia di Sassari, Fondazione Maria Carta, Consorzio Costa Smeralda, Fasi, la federazione degli emigrati sardi, Fondazione Mont’e Prama e Associazione Enti locali per le attività culturali e di spettacolo.

Ecco l’elenco dei 43 Comuni fondatori: Aritzo, Arzana, Belvì, Bortigiadas, Bosa, Calangianus, Chiaramonti, Elini, Flussio, Gairo, Girasole, Ilbono, Isili, Jerzu, Laconi, Laerru, Lanusei, Luras, Macomer, Magomadas, Mandas, Martis, Meana Sardo, Modolo, Nulvi, Nurallao, Osilo, Osini, Perfugas, Ploaghe, Sadali, Sassari, Seui, Sorgono, Suni, Tempio Pausania, Tinnura, Tonara, Tortolì, Tresnuraghes, Ulassai, Ussassai, Villagrande Strisaili. I tre Comuni che aderiranno nei prossimi giorni sono Desulo, Sant’Antonio di Gallura e Serri. 

Al convegno sono intervenuti anche il rettore Gavino Mariotti, il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus, il commissario straordinario della Provincia di Sassari, Pietro Fois, il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, Giovanni Pruneddu, docente di Diritto della navigazione e del turismo dell’Università di Sassari, e la direttrice del mensile “Dove” (Rcs-Corriere della Sera), Simona Tedesco




Giorgia Meloni a sindaci: “Istituzione più vicina ai cittadini”

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentato all’evento della Nuvola dell’Eur di Poste Italiane per il lancio del progetto “Polis-Casa dei servizi digitali”. Ha parlato alla vasta platea di sindaci, composta principalmente da rappresentanti di Comuni sotto i 15.000 abitanti, dichiarando che “i sindaci sono l’istituzione più vicina ai cittadini”. Meloni ha espresso l’impegno del governo a supportare i sindaci nella loro missione attraverso la semplificazione, la digitalizzazione e la riduzione dell’abuso d’ufficio. Ha affermato che l’obiettivo è un’Italia unita e con gli stessi diritti per tutti, senza distinzioni tra cittadini, aree e servizi. Meloni ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme con lealtà e responsabilità, e di non lasciarsi distrarre da personalismi e beghe politiche. Ha dichiarato di avere l’ambizione di dare all’Italia un governo che durante cinque anni fornisca risposte efficaci, e che l’Italia possa essere ancora un esempio per il mondo.

Roma, 30 Gennaio 2023 – la redazione




I SINDACI A PALAZZO SCIUTI PER RIBADIRE IL DIRITTO ALLA MOBILITA’.  PIETRO FOIS: “NON DEVE PIU’ DECIDERE NESSUNO A NOME NOSTRO, SI VA UNITI A BRUXELLES”.

I SINDACI A PALAZZO SCIUTI PER RIBADIRE IL DIRITTO ALLA MOBILITA’. 

PIETRO FOIS: “NON DEVE PIU’ DECIDERE NESSUNO A NOME NOSTRO, SI VA UNITI A BRUXELLES”.

ANTONIO MORO: GIORNATA IMPORTANTE PER LA SARDEGNA, SERVE UN MODELLO SARDO DI CONTINUITA’”

I sindaci della Provincia di Sassari, di Oristano, di Nuoro hanno risposto all’appello lanciato dall’amministratore straordinario Pietro Fois e hanno affollato la sala Angioy di Palazzo Sciuti, per incontrare l’assessore regionale ai trasporti Antonio Moro e ribadire l’emergenza del fallimento della continuità territoriale da e per la Sardegna, in particolare nel nordovest. Dopo il bando sulla andato deserto all’aeroporto di Alghero, tutto il territorio si è mobilitato per scongiurare quello che potrebbe rivelarsi un vero dramma, sociale ed economico, che metterebbe in ginocchio i sardi e cancellerebbe di fatto il diritto non solo alla mobilità ma il diritto stesso di pari dignità sancito nell’articolo 3 della Costituzione. Ribadendo l’importanza che il presidente Mattarella da alla Costituzione l’amministratore Fois rimarca un concetto fondamentale: “Non abbiamo bisogno di citare l’art. 19 sul principio di insularità, dobbiamo ribadire che ogni cittadino ha pari diritti dignità sociale ed è uguale all’altro davanti alla legge, come sancisce il succitato art.3.” Il caso Alghero ha davvero lasciato sgomento un territorio che da anni lotta per la mobilità e costruisce una reti di trasporti che risponda alle esigenze dei sardi. Il messaggio che oggi viene lanciato dalla Provincia e ribadito dalla voce degli amministratori è chiarissimo: le infrastrutture per noi sardi sono i trasporti aerei e navali. Se dobbiamo chiedere continui interventi per vedere garantito il diritto di spostarci dall’isola in regime di continuità territoriale, se non diamo gambe a dei bandi studiati sul nostro modello economico, non saremo in grado di garantire alla Sardegna gli stessi diritti che hanno il resto dei cittadini italiani. La questione dei trasporti e dei collegamenti aerei, da troppi anni viene tamponata da provvedimenti che non risolvono alla radice il problema della mobilità ma tamponano una situazione non più accettabile per le esigenze dei sardi. Il traffico aereo sulla Sardegna è pari al 5% del traffico aereo nazionale. Secondo il piano nazionale Enac, l’Italia avrà, tra qualche anno circa 302 milioni di passeggeri, il che significa che se la Sardegna copre il 5% del traffico, la Sardegna aumenterà il suo traffico di circa 10 milioni di passeggeri, confermando una crescita esponenziale che dev’essere supportata da una gestione ottimale dei suoi aeroporti.

Dopo gli interventi dei sindaci arrivati da gran parte dei comuni della Provincia di Sassari e da altre province e comuni come Bosa, Macomer, Nuoro e Oristano per citarne qualcuno (a dimostrazione di un territorio unito nella battaglia per la mobilità) l’assessore Antonio Moro, che questa sera sarà in commissione a Cagliari, e domani in videoconferenza al Ministero, ha ribadito la sua totale condivisione e preoccupazione in merito al caso Alghero rimarcando sostanzialmente due concetti fondamentali: da un lato l’esigenza di creare un modello sardo di continuità basato sulle esigenze del nostro territorio, e dall’altro la disponibilità della Regione ( la Sardegna è la regione che ha fatto più gare in Europa) che ha convocato la conferenza di servizi per mettere in atto la procedura d’emergenza.

“Io credo che non ci saranno ostacoli da parte del Ministero per risolvere  nell’immediato la criticità della mobilità sullo scalo algherese.”- ha poi sottolineato l’Assessore Moro. Nel nuovo bando che utilizzeremo è doveroso rimarcare alcuni aspetti importanti: per quanto la gara sia stata redatta secondo regole imposte da Bruxelles, verrà garantita una tariffa agevolata che non supererà i 50 euro di bigliettazione, e verranno garantiti il doppio dei posti disponibili, utilizzando degli aeromobili più grandi anche se non verranno aumentate le tratte. La certezza del potenziamento degli aerei e dei collegamenti significa mettere in sicurezza il sistema dei trasporti sardo.”

Unanime l’appello dei sindaci che confidano nell’Assessore Moro e nell’unità di un territorio scippato dei propri diritti. “ Sono fermamente convinto – ha concluso l’amministratore della provincia Pietro Fois- che oggi con la presenza forte di tanti amministratori, si stia scrivendo una pagina importante per il futuro dei trasporti nell’isola e nel nordovest. Non deve più decidere nessuno a nome nostro. Contiamo- e mi rivolgo al nostro assessore- che ci rappresenti con forza e determinazione a Roma e che riesca a sbloccare una situazione che ristagna da troppi anni.”




DIRITTO ALLA MOBILITA’. L’AMMINISTRATORE FOIS CONVOCA I SINDACI DELLA PROVINCIA DI SASSARI




lettera ex sindaci a Draghi: «I territori siano protagonisti della ripresa sostenibile»

Signor Presidente,

gli ex Sindaci firmatari di questa lettera sono i primi a essere consapevoli dello sfor- zo che le istituzioni ad ogni livello stanno facendo per affrontare la più grave crisi sanitaria, economia e sociale che ci sia stata in Italia dal secondo dopoguerra. In particolare la nostra solidarietà va ai Sindaci delle città (metropolitane, medie, piccole e piccolissime) che ogni singolo giorno sono chiamati in prima persona a rispondere alle esigenze sempre più com- plesse dei loro concittadini.

A un anno dall’inizio della pandemia, siamo tuttavia alla vigilia di un evento storico. L’Unione Europea ha finalmente adottato una linea di ripresa per tutti i Paesi membri fatta di indirizzi condivisi e di risorse per investimenti paragonabili solo a quelle del cosiddetto “Piano Marshall”. Il Governo italiano sta elaborando in coerenza con il Recovery Plan e il Next Generation EU un suo proprio documento programmatico (PNRR) per dare applica- zione coerente agli indirizzi europei. Siamo certi dell’impegno di tutte le istituzioni nel non perdere l’occasione di rilanciare e riformare il Paese in una logica di innovazione, di soste- nibilità (ambientale, sociale ed economica) e di riduzione delle diseguaglianze.

Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, per esprimerLe un timore, che, per la nostra esperienza temiamo sia ancora attuale. Il timore è che la filiera della “Governance istituzio- nale” italiana non sia all’altezza della condivisione e coesione richieste per una scrittura e un’applicazione coerente ed efficace del PNRR. Troppe volte abbiamo visto negli ultimi anni, anche quando eravamo protagonisti della vita pubblica delle nostre città, i Comuni che non si confrontano fra loro, le Regioni che non dialogano con le Città Metropolitane e che ad ogni occasione (spesso fittizia) si distinguono dalle indicazioni del Governo Nazionale. Per non dire dei piccoli Comuni abbandonati a se stessi (senza risorse né tecniche, né eco- nomiche) per la cancellazione, colpevole, di un Ente di Area Vasta.

A noi non piace, Signor Presidente, parlare in astratto della seppur necessaria riforma della Pubblica Amministrazione, tantomeno accettare l’idea che in Italia vi sia ovunque i- nefficienza e incompetenza perché sappiamo che non è così, sia nel settore pubblico che in quello privato, anzi. Il problema è che quelle competenze vengono spesso inutilizzate e se- parate fra loro da norme di legge e abitudini culturali desuete, che antepongono il rispetto di se stesse, il controllo, il diritto di veto, la logica della sospensiva, all’efficacia dell’azione e alla sua verifica. Proprio per questo pensiamo che l’applicazione del PNRR sia l’occasione

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non perdibile per rendere più efficiente la governance amministrativo-istituzionale del Pae- se: da Roma fino a tutte le città, i paesi, i territori che, con le persone che li abitano, devono diventare i veri protagonisti della ripresa e della resilienza. Chi altrimenti?

La pandemia ha accentuato contraddizioni e discriminazioni più antiche: una cre- scente diseguaglianza sociale ed economica, una disoccupazione giovanile e femminile che ci priva delle migliori risorse e competenze, una troppo scarsa integrazione e omogeneità delle condizioni di benessere tra i territori, un mondo dei servizi pubblici essenziali arretrato e non omogeneo (basti pensare ai 20 diversi sistemi sanitari italiani), la mancanza di molte infrastrutture fisiche e digitali indispensabili alla coesione territoriale e sociale. A queste ca- renze ormai croniche la pandemia ha aggiunto il nuovo bisogno dei cittadini, divenuto sem- pre più urgente per anziani, donne, bambini, di avere servizi efficienti di prossimità. A tutto ciò il PNRR dovrà saper rispondere ripensando il sistema delle città e dei territori, se non lo si vuole ridurre all’ennesimo aiuto distribuito erga omnes (sui soggetti piuttosto che sui pro- getti), peraltro in netto contrasto con le scelte europee. Il PNRR seguirà una logica di sussi- diarietà, progettando soluzioni il più vicino possibile a dove i bisogni si manifestano, o una logica di direttive nazionali forti e uguali per tutti? Noi pensiamo che sia indispensabile ap- plicare il principio della “Sussidiarietà verticale” (come da Trattato della Comunità europea) e che le politiche nazionali saranno tanto più forti ed efficaci quanto più potranno articolar- si, declinarsi, adattarsi alle tante diverse realtà territoriali italiane. Realtà che compongono ormai un quadro molto variegato di difficoltà e potenzialità diffuse ovunque, facendoci su- perare, come molti studiosi sostengono, la storica netta separazione tra Nord e Sud, rispetto a una realtà composta di “tanti Nord e tanti Sud” presenti ovunque sul territorio nazionale.

Su questi temi abbiamo aperto un confronto con valenti ed esperti giuristi italiani e ne è emersa una “proposta” che viene illustrata in dettaglio nel documento che Le alleghia- mo e che qui possiamo sintetizzare come segue.

I territori italiani saranno o non saranno i veri protagonisti di una ripresa sostenibile del Paese. Perché lo siano è necessario che i loro rappresentanti partecipino da subito alla elaborazione e definizione del PNRR, altrimenti si produrrà una distonia dannosa alla sua efficace applicazione. Nello stesso tempo, è difficile e sbagliato pensare che, senza una Ca- bina di Regia unica e nazionale si possa garantire la necessaria coerenza realizzativa delle linee guida europee e delle priorità italiane. La coniugazione tra coerenza e articolazione, tra responsabilità e partecipazione, dovrebbe essere il valore aggiunto del PNRR nei prossimi

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mesi. Questa “partecipazione” deve coinvolgere le Regioni ma non può limitarsi al solo confronto con le Regioni, che spesso hanno rappresentato un diaframma anziché un agente facilitatore della filiera istituzionale. Non immaginiamo che debba essere ulteriormente moltiplicata l’esperienza, non sempre positiva, della figura del “Commissario straordinario” con pieni poteri, né nazionale né territoriale. Al contrario, noi riteniamo che nella presenta- zione dei progetti sia necessario e doveroso (anche costituzionalmente) responsabilizzare i Sindaci che sono di fatto i portavoce dei bisogni delle loro comunità e i registi delle risposte che vengono fornite dall’amministrazione pubblica ai cittadini. In una parola, Signor Presi- dente, noi pensiamo che possa essere utilmente replicato ed esteso un modello simile a quel- lo applicato a Genova nella vicenda della ricostruzione del Ponte Morandi. Quel modello prevede che i Sindaci e le “Conferenze di servizio” siano i responsabili dei progetti da rea- lizzare, che non possano intervenire sospensive mentre i lavori sono in corso, che vi sia una certificazione pubblica e trasparente della coerenza tra il progetto approvato e la sua realiz- zazione. Siamo consapevoli dei rischi di infiltrazione malavitosa che la sussidiarietà può comportare, non solo nel Mezzogiorno. Ma senza questo allentamento del controllo ex ante, bilanciato da maggiori responsabilità penali ex post, riteniamo sia impossibile, fuori dal set- tore delle grandi opere pubbliche nazionali, estendere ai territori l’innovazione dei servizi, la transizione ecologica e la crescita economica sostenibile che l’Europa ci chiede.

La ringraziamo davvero, Signor Presidente, per l’attenzione che ci ha riservato e le auguriamo, nel pieno rispetto e apprezzamento del ruolo che ha svolto e che sta svolgendo, un buon lavoro.

FIRME DEGLI EX SINDACI: Giuliano Pisapia (Milano) Nicola Sanna (Sassari)
Sergio Cofferati (Bologna) Enzo Bianco (Catania)

Mario Bruno (Alghero)

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Marco Alessandrini (Pescara) Gianfranco Burchiellaro (Mantova) Enrico Campedelli (Carpi) Valentino Castellani (Torino) Monica Chittò (Sesto San Giovanni) Massimo Cialente (L’Aquila)

Paolo Corsini (Brescia)
Sergio Daniel (Varedo)
Simeone Di Cagno Abbrescia (Bari) Antonella Ferrario (Ceriano Laghetto) Lillo Firetto (Agrigento)
Daniela Gasparini (Cinisello Balsamo) Oriano Giovanelli (Pesaro)
Marco Mairaghi (Pontassieve)
Giuseppe Manni (Bresso)
Vidmer Mercatali (Ravenna)
Carlo Novarino (Moncalieri)
Paolo Perazzoli (San Benedetto del Tronto) Massimo Pironi (Riccione)
Claudio Pistoni (Sassuolo e Fiorano) Roberto Poli (Casalfiumanese)
Francesco Prina (Corbetta)
Maurizio Roi (Lugo)
Gaetano Sateriale (Ferrara)
Roberto Scanagatti (Monza)
Luigi Spagnolli (Bolzano)
Fabio Sturani (Ancona)
Tiziano Tagliani (Ferrara)
Elena Torri (Lizzano in Belvedere)
Walter Vitali (Bologna)
Paolo Zanotto (Verona)

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I Sindaci del distretto pronti ad azioni clamorose per difendere la sanità oristanese

I Sindaci del Distretto di Sanitario di Oristano sono pronti ad azioni clamorose. Stanchi della mancanza di risposte concrete alle tante emergenze dell’assistenza sanitaria, la settimana prossima decideranno quali azioni assumere per difendere un territorio da anni esposto a una crisi senza fine.

“Chiediamo unità a tutti, politici, sindacati, comitati, ordini professionali, ma è finito il tempo degli impegni espressi solo a parole. Occorrono atti concreti per invertire la rotta, restituire dignità al territorio e capacità di azione al sistema sanitario” ha detto il Sindaco di Oristano Andrea Lutzu che da Presidente del Distretto sanitario stamattina ha riunito i sindaci del Comitato, il Commissario straordinario dell’ARES Massimo Temussi e il commissario straordinario dell’ASSL di Oristano Antonio Cossu, accompagnato dal Direttore del Dipartimento di prevenzione dell’ATS zona centro Roberto Puggioni.

Il Commissario Temussi ha chiesto ai Sindaci l’elenco delle priorità della sanità oristanese e aggiornato sul piano delle vaccinazioni. Nei prossimi giorni si partirà con gli ultraottantenni che saranno avvertiti tramite sms o attraverso prenotazioni e giornate vaccinali.

 “Da 3 anni e mezzo inviamo documenti alla Regione e alle istituzioni sanitarie – ha replicato il Sindaco Lutzu -. Abbiamo inviato delibere, documenti, dossier, il Patto della Salute. Abbiamo avuto incontri a Oristano e Cagliari. Oggi ci viene chiesto di mandare un nuovo documento. Lo facciamo, è chiaro, ma la situazione della sanità a Oristano dovrebbe ormai essere più che nota a tutti”.

“È offensivo sentire che non si conosce la mappa delle necessità e delle emergenze della sanità oristanese. È inaccettabile – gli ha fatto eco il Sindaco di Allai Antonio Pili –. La gravità di quanto sta accadendo è sotto gli occhi di tutti”.

“Quando la politica arriva a ricorrere alla magistratura vuol dire che si è arrivati al fallimento – ha aggiunto il Sindaco di Solarussa Mario Tendas -. Non è possibile che oggi ci venga chiesto una sintesi delle richieste per la sanità del territorio. Il livello di insoddisfazione dei cittadini è crescente e sta diventando preoccupante”.

“Almeno dal 2017 il Comitato di Distretto dice cosa vuole esercitando i suoi compiti di indirizzo – ha sottolineato il Sindaco di San Vero Milis Luigi Tedeschi -. Le linee di indirizzo rispetto agli ospedali e all’assistenza territoriale sono state espresse e sono note a tutti”.

“A due mesi dalla manifestazione di Cagliari i consiglieri regionali non hanno fatto niente. Lanciamo un atto di accusa anche nei loro confronti” ha proseguito il Sindaco di Nurachi Renzo Ponti.

Per il Sindaco di Cabras “siamo prossimi al collasso. Francamente avevo qualche aspettativa in più dalla riunione di oggi. Invece, assistiamo all’ennesima delusione”.

 “Io sono pronto alle dimissioni da Presidente del Comitato di Distretto – ha detto il Sindaco Andrea Lutzu invitando l’intero comitato di distretto a riunirsi nuovamente nei prossimi giorni per valutare azioni forti -. La riunione di oggi è scoraggiante e credo che ormai serva un atto eclatante che metta con le spalle al muro chi deve prendere decisioni e ci consenta finalmente di arrivare a risultati concreti. Consegnare le fasce tricolori nelle mani del Prefetto, dimetterci dal Comitato di Distretto Sanitario? Nei prossimi giorni ne parleremo, ma è evidente che la sanità oristanese e i cittadini non possono più attendere”.

Il Commissario della ASSL di Oristano Antonio Cossu ha preso atto della posizione dei Sindaci e ha risposto alle sollecitazioni sui tanti temi sul tavolo: “Le vaccinazioni proseguono in linea con il piano strategico nazionale e regionale, ma sono condizionate dalla disponibilità di vaccini. Si sta procedendo con le case di riposo, gli appartenenti alle forze armate e di polizia e nei prossimi giorni con gli ultra ottantenni”. Rispondendo al Sindaco di Simaxis ha annunciato interventi per i medici di base con la pubblicazione del bando, la nomina di un nuovo medico e la ricollocazione degli assistititi per una serie di centri scoperti dal servizio. Per l’Ospedale San Martino, rispondendo al Sindaco Lutzu, ha annunciato la prossima firma della convenzione tramite accordi con altre aziende sanitarie per due professionisti di emodinamica.




I SINDACI DELLA RETE METROPOLITANA CHIEDONO LA NOMINA DEL COMMISSARIO PER LA 4 CORSIE

Il Commissario straordinario per la 4 corsie, la Rete Metropolitana del Nord Sardegna si rivolge  al  Governo.

Giungere alla nomina del Commissario per arrivare nel minor tempo possibile alla realizzazione del completamento della strada 4 corsie che collega Sassari ad Alghero e la nuova circonvallazione. I Sindaci della Rete Metropolitana hanno deliberato ieri all’unanimità quanto è nella volontà di un intero territorio in relazione al completamento della strada.  La Rete Metropolitana, su proposta del Sindaco Mario Conoci, si esprime formalmente conferendo  mandato al Presidente della Rete, il Sindaco di Sassari Nanni Campus,  “ad assumere tutte le iniziative istituzionali nei confronti della Regione Autonoma della Sardegna e del Consiglio dei Ministri, accompagnandole con le azioni politiche di sostegno ritenute più opportune, al fine di ottenere una rapida applicazione del Decreto Semplificazioni del 16 luglio 2020 n. 76, convertito con legge n. 120/2020, nella parte in cui all’art. 9 consente al Presidente del Consiglio dei Ministri con proprio Decreto, adottato previa intesa con il Presidente della Regione interessata, di consentire la nomina di un commissario Straordinario per la realizzazione degli interventi infrastrutturali della strada a quattro corsie Sassari-Alghero”.  Gian Vittorio Campus (Sindaco di Sassari) Mario Conoci (Sindaco di Alghero) Antonio Maria Capula (Sindaco di Castelsardo) Massimo Mulas (Sindaco di Porto Torres) Nicola Sassu (Sindaco di Sennori) Fabrizio Demelas (Sindaco di Sorso) Marco Muretti (Sindaco di Valledoria), Antonio Diana  ( Sindaco di Stintino ),  sottolineano  “che la strada a quattro corsie Sassari-Alghero  costituirà infrastruttura moderna e strategica per la mobilità dei cittadini sardi nonché opera di fondamentale importanza ai fini della ripresa economica e turistica dell’interro territorio regionale. Ed è proprio ai sensi e per gli effetti della norma – spiegano in delibera i Sindaci –  i Commissari Straordinari, nell’esecuzione degli interventi, possono essere abilitati ad assumere direttamente le funzioni si stazione appaltante, operando in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici e provvedendo ad esercitare le loro funzioni anche a mezzo di ordinanze”. La rete Metropolitana ha avuto un ruolo fondamentale nello sblocco della procedura della 4 corsie, con l’ampia mobilitazione dei Sindaci dei Comuni del territorio, oltre a quelli facenti parte della Rete, in merito al completamento dell’intervento che si concretizzò il 25 gennaio 2020, presso il Teatro Civico di Alghero, unitamente ai rappresentanti dell’Amministrazione Regionale e del Consiglio Regionale della Sardegna, ai Parlamentari del territorio, al rappresentante della Provincia di Sassari, ai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali e di Categoria.   Il percorso si è poi consolidato con la deliberazione del n. 67 del 16.10.2020 con la quale il Consiglio comunale di Alghero (Comune aderente alla Rete) demanda al Sindaco ed alla Giunta di assumere tutte le iniziative istituzionali nei confronti della Regione Autonoma della Sardegna e del Consiglio dei Ministri, al fine di ottenere una rapida applicazione del Decreto Semplificazioni, e con la successiva nota del  Sindaco di Alghero,  trasmessa il 22 ottobre scorso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per le Infrastrutture ed al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, con la quale lo stesso, nel ribadire ed evidenziare l’importanza strategia dell’opera e le conseguenti ricadute economiche sul territorio regionale legate alla realizzazione della medesima, richiede con forza la nomina di un Commissario Straordinario. 




L’emergenza sanità è stata al centro dell’incontro tra i Sindaci del Distretto di Sanitario di Oristano e il nuovo commissario straordinario dell’ASSL di Oristano Antonio Francesco Cossu.

Riuniti nel Centro sociale di Simaxis, i sindaci hanno esposto al nuovo responsabile della sanità oristanese i tanti problemi che da anni caratterizzano questo territorio e che, con l’esplodere dell’emergenza da coronavirus, sono deflagrati definitivamente mandando in crisi il sistema sanitario e assistenziale locale.

“L’incontro di oggi serviva per una prima presa di contatto con il nuovo commissario della ASSL Cossu – ha spiegato il Sindaco di Oristano Andrea Lutzu che è il Presidente del Distretto socio sanitario di Oristano -. Purtroppo le risposte che aspettiamo da mesi sono arrivate solo in piccola parte. Allora abbiamo ritenuto corretto aprire un tavolo di confronto con il nuovo commissario della ASL per individuare insieme in che modo procedere per dare una risposta concreta e veloce alle tante emergenze del sistema sanitario”.

“Uno dei problemi più sentiti dalle comunità di questo Distretto riguarda l’assistenza di base – è stato detto nel corso dell’assemblea -. Mancano i medici ed occorre un piano di interventi per garantire la piena funzionalità degli ambulatori per i quali occorre un dettagliato piano di recupero edilizio”. In prima fila su questo versante i sindaci di Allai Antonio Pili, Baratili Alberto Pippia, San Vero Milis Luigi Tedeschi e Simaxis Giacomo Obinu, ma il problema è comune a tanti centri, non escluso Oristano con la popolosa frazione di Silì priva del medico di base già da qualche mese. Grande preoccupazione è stata espressa anche dai Sindaci di Nurachi Renzo Ponti, Ollastra Giovanni Cianciotto e Zeddiani Claudio Pinna.

Al centro dell’attenzione i sempre più gravi problemi dell’Ospedale San Martino e del suo Pronto soccorso, ma anche le modalità di organizzazione della prossima campagna di vaccinazione dal Covid. Temi sui quali il Commissario Cossu ha garantito il massimo impegno.

“La preoccupazione più grande – è stato detto – riguarda la capacità di incidere con risposte concrete alle tante emergenze. È un dovere per noi Sindaci che siamo le autorità sanitarie dei comuni che amministriamo, ma lo è anche per chi a più alto livello governa la sanità”.

“Purtroppo ci ritroviamo a fare i conti sempre con gli stessi problemi in un meccanismo circolare che non trova soluzione. Per questo chiediamo che si metta un punto fermo e si inizi a risolvere qualcosa con immediatezza” ha detto il Sindaco di Cabras Andrea Abis che ha anche chiesto chiarimenti sulla prossima campagna di vaccinazioni.

Per questo motivo d’intesa con il Commissario Cossu è stato programmato un nuovo incontro da tenersi entro poche settimane per individuare gli interventi a cui è possibile dare pronta attuazione.

Il Distretto Sanitario ha approvato il documento che, integrato dal Patto per la salute, sarà inviato ai consiglieri regionali che, in attuazione di quanto deciso all’inizio di dicembre in occasione della manifestazione di Cagliari, sia messo all’ordine del giorno del Consiglio regionale attraverso una mozione che esprima una precisa volontà politica a sostegno della sanità oristanese. Il Comitato di Distretto ha concluso i lavori auspicando un prossimo confronto con gli atri due Distretti sanitari della provincia per un’azione congiunta a tutela del sistema sanitario del territorio.




UNIONE COROS: I SINDACI CHIEDONO RIAPERTURA AMBULATORI IGIENE PUBBLICA DI OSSI E ITTIRI

Con una lettera indirizzata all’Assessore regionale alla sanità Mario Nieddu, al Commissario straordinario dell’ Ares Massimo Temussi e agli uffici territoriali competenti, i sindaci dell’Unione del Coros chiedono la riapertura degli ambulatori di igiene pubblica di Ossi e Ittiri. Da alcune settimane il servizio di igiene pubblica di Ossi è stato chiuso comportando un notevole disagio per le comunità del territorio. Alla sede di Ossi infatti fanno riferimento anche i cittadini dei comuni di Ploaghe, Codrongianos, Florinas, Muros, Cargeghe, Usini e Tissi, costretti ora a recarsi a Sassari con conseguenti difficoltà su vari fronti, non ultimo il problema degli assembramenti che invece l’esistenza stessa delle sedi periferiche dei servizi tende a limitare. Stesso discorso vale per la sede di Ittiri, cui fanno riferimento anche gli abitanti di Uri e Putifigari, ( oltre ad altri comuni  non compresi nell’Unione del Coros)                                            la cui funzionalità è limitata a soli due giorni a settimana e solo per le vaccinazioni. I sindaci interesati ritengono che la progressiva riduzione dei servizi territoriali non solo aumenti il disagio per i cittadini, già sottoposti a notevoli difficoltà per via della pandemia, ma incida anche in modo negativo sulle fasce socialmente più fragili. Per questo motivo, in nome e per conto degli undici comuni citati, tutti appartenenti all’Unione del Coros e che contano un bacino di utenza di 30mila abitanti,  il Presidente dell’Unione Carlo Sotgiu chiede la riattivazione delle sedi di Ossi e Ittiri e il ripristino completo dei servizi.




4 corsie – la volontà dei sindaci a rafforzare la richiesta al Consiglio die Ministri

Incontro sulla 4 Corsie, il Sindaco Mario Conoci : “volontà univoca del territorio e della Regione. Accelerazione che aumenta le aspettative, ma necessario vigilare affinché agisca la politica nazionale “

La parola al Consiglio dei Ministri, a cui verrà rappresentata la richiesta dei Sindaci della Rete

Alghero, 26 giugno 2020 – Incontro oggi per la 4 corsie in video collegamento del Sindaco Mario Conoci con il Sottosegretario delle Infrastrutture e Trasporti Roberto Traversi, la deputata Paola Deiana, con la segreteria del Mit, Anas, con Regione, Provincia di Sassari.  La volontà univoca del territorio e della Regione sulla conclusione dell’iter è chiara ed indirizzata ora al Consiglio dei Ministri.  Un incontro interlocutorio, quello svoltosi oggi nelle videoconferenza che ha messo insieme i rappresentanti istituzionali coinvolti nella pratica del completamento della strada Alghero Sassari.   Ci sarà una espressione formale da parte dei sindaci della rete metropolitana per rafforzare la volontà dell’intero territorio, ribadita anche oggi sia dal Sindaco Mario Conoci che dall’Amministratore della Provincia di Sassari Pietrino Fois, con cui si chiede  il completamento dell’opera a 4 corsie e la realizzazione della circonvallazione nord,  per dotare il territorio di un infrastruttura fondamentale ma anche per mettere fine alla pericolosità di una strada nella quale ogni anno si registrano gravi incidenti e perdite di vite umane.  L’informativa al Cipe di ieri rimanda la parola al Consiglio dei Ministri, il quale dovrà decidere di superare i pareri negativi espressi finora e dare il via libera all’opera cosi come richiesto dal territorio. “L’accelerazione di questi giorni aumenta le nostre aspettative – commenta il Sindaco di Alghero Mario Conoci –  ma allo tesso tempo dobbiamo vigilare affinché la politica nazionale dia la risposta necessaria al completamento dell’opera”.

si allega uno scatto della videoconferenza

NB nel riquadro in grigio c’è Mario Bruno