Di Fausto Farinelli
In previsione della fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia, nascerà Nord Sardegna Aeroporti S.p.A. (NSA), un’entità unica che mira a potenziare il sistema aeroportuale del nord della Sardegna. L’obiettivo principale è quello di valorizzare la complementarità tra gli aeroporti di Alghero Fertilia Riviera del Corallo e Olbia Costa Smeralda, puntando su una pianificazione integrata delle attività, dei servizi e degli investimenti. Questa operazione promuoverà lo sviluppo e la creazione di ricchezza per l’intero territorio del Centro-Nord Sardegna, migliorando l’occupazione, il turismo, il PIL, il benessere sociale e la sostenibilità ambientale. La nascita di NSA anticipa la creazione di un unico polo industriale per i tre aeroporti sardi, volto a rafforzare la connettività dell’isola a livello nazionale e internazionale, e prevede un incremento significativo del traffico passeggeri, passando dai 4,7 milioni del 2022 a 7 milioni nel 2030. Inoltre, sono previsti ingenti investimenti infrastrutturali per entrambi gli scali, al fine di sfruttare al meglio le potenzialità dei due aeroporti in termini di capacità, sicurezza, sostenibilità e innovazione
La finalità di questo articolo è di informare e fornire un quadro completo dell’imminente fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia, evidenziando le implicazioni e i benefici per il territorio del Centro-Nord Sardegna. Per garantire un’analisi approfondita e imparziale, abbiamo raccolto le opinioni di esponenti di primo piano nel settore politico e imprenditoriale.
I pareri dei professori. Roberto Devoto e Gianfranco Fancello
Nella questione Alghero-Olbia, l’unico operatore italiano in Sardegna, si discute l’opportunità di affidare la gestione degli aeroporti al settore privato. Nonostante non ci siano obiezioni a priori all’intervento del privato nella gestione delle infrastrutture aeroportuali, è importante considerare la situazione specifica della regione.
In Italia ed Europa esistono vari modelli di gestione aeroportuale, dagli aeroporti completamente privati come quelli di Torino e gran parte degli aeroporti tedeschi e greci, ai casi spagnoli in cui il controllo è totalmente pubblico. Il vero dilemma riguarda la peculiarità della Sardegna: la sua natura insulare e la presenza di un unico operatore per la creazione di aeroporti.
Il timore principale è che un unico gestore privato possa, per ragioni personali o economiche, influenzare i flussi di traffico o stipulare contratti con vettori preferendo un aeroporto rispetto a un altro. Se da un lato questa situazione potrebbe sembrare una mossa strategica, dall’altro potrebbe penalizzare quegli aeroporti che non beneficiano di un certo numero di traffico.
Pertanto, è fondamentale prestare attenzione alle possibili conseguenze di mettere nelle mani di un unico privato la gestione degli aeroporti della Sardegna. Prof. Roberto Devoto
Sul tema della fusione delle due società aeroportuali non c’è, a parere mio, molto da aggiungere, anche perché era “nelle cose” ed, in realtà, molte sinergie erano già evidenti già da prima.
Essendo due società con la stessa proprietà, governando due aeroporti entrambi stagionale quindi con le stesse problematiche, che operano sullo stesso bacino di traffico ( ancora di più ciò avverrà con il completamento della Quattro corsie Sassari Olbia ed la quattro corsie Sassari Alghero) la sinergia si rende necessaria per una omogenizzazione gestionale-commerciale, un’analisi della domanda integrata e un contenimento dei costi. Ben altra problematica viceversa si porrà eventualmente nel caso in cui si dovesse parlare di società unica regionale dove invece i ragionamenti sono di tutt’altro tenore. Prof. Gianfranco Fancello
Stefano Lubrano già Sindaco di Alghero: fusione Geasar- Sogeaal mette Alghero a terra
La fusione della Geasar e della Sogeaal, le società che gestiscono rispettivamente l’aeroporto di Olbia e di Alghero, non coglie certo di sorpresa e conferma il piano strategico della F2i, società di investimento controllata da Banche, Fondazioni bancarie e dalla società pubblica Cassa Depositi e Prestiti, per gli aeroporti del Nord Sardegna. La creazione di un’unica società che controlli la gestione dei due aeroporti del Nord Sardegna viene presentata con la necessità di razionalizzare i processi amministrativi e commerciali con l’idea di poter competere sul versante dei costi e aumentare la capacità di attrarre e di meglio contrattare con le compagnie aeree.
In realtà questa fusione non è altro che un ulteriore tassello di una più ampia strategia legata al controllo dell’attività aeroportuale in Sardegna che andrà a concludersi con l’acquisizione anche della Sogaer, società di gestione dell’aeroporto di Cagliari che è, per questo motivo, oggetto da alcuni anni di furibondi scontri in seno all’attuale proprietà.
Nel frattempo, si formalizza con questa operazione la strategia di F2i che non è solo dettata da aspetti meramente economici ma è ben influenzata da chiari indirizzi politici. Non è infatti un caso che dal 2020, da quando cioè F2i ha acquisito la maggioranza della Geasar, l’aeroporto di Olbia abbia avuto l’opportunità non solo di ampliare il proprio traffico dal punto di vista stagionale ma ha visto crescere la qualità dei passeggeri trasportati con numerose rotte dal Nord Europa. Alghero, acquisita da F2i nel 2016, ha visto invece una progressiva contrazione della propria stagionalità e una quasi scomparsa di collegamenti con paesi europei ad alta capacità di spesa a favore di rotte dai paesi dell’est la cui disponibilità economica non è oggi, purtroppo, comparabile con quella di altre realtà in Europa.
Sebbene alcuni ritengono che nessuna azienda privata voglia affossare una propria attività, ricordiamo che non è raro vedere aziende che acquistano concorrenti per chiuderle oppure per ridimensionarle in funzione di un più ampio disegno strategico. Trattandosi di infrastrutture credo che oltre all’aspetto economico vi sia una più ampia strategia politica che punti a valorizzare gli scali di Olbia e Cagliari, tenendo quello di Alghero come ruota di scorta, in uno stato al limite della sopravvivenza.
Questa partita, tutta politica, vede la Regione immobile, senza esercitare influenza nonostante la propria presenza nel capitale della Sogeaal di quasi il 30% del capitale azionario.
Credo sia ben chiaro come questa fusione vedrà l’organizzazione dei due aeroporti con Olbia che sarà trasformato da aeroporto ad elevata stagionalità ad aeroporto annuale, mentre Alghero verrà relegato ad una attività stagionale giugno-settembre. Le dinamiche di questi ultimi due anni servono a preparare il tutto in attesa del completamento della Sassari-Olbia; una volta completati i lavori di questa arteria stradale ci sarà un cambio immediato con il bacino di utenza del sassarese che diverrà appetibile per l’aeroporto di Olbia.
Restando sul tema dei collegamenti stradali, mentre avviene tutto questo, non si sente nulla da parte del Commissario Straordinario Christian Solinas per il primo lotto della Sassari-Alghero, tratto di strada che guarda caso arriverebbe a collegarsi con la strada che conduce all’aeroporto di Alghero. Si dice che forse finalmente siano stati trovati dei soldi ma per certo è chiaro che ancora una volta Alghero resta sempre fuori dagli interessi politici regionali e che ogni cosa che è diritto avere, dalla sanità ai trasporti, per gli algheresi si trasforma sempre in richiesta di elemosina.
AEROPORTI DI ALGHERO E OLBIA, TEDDE: NO AD ATTEGGIAMENTI PRECONCETTI. FUSIONE POSITIVA SE RILANCIA SCALO ALGHERESE.
Cagliari, 22 marzo 2023 –Guardiamo in modo laico alla fusione degli scali di Alghero e Olbia e alla imminente creazione del polo aeroportuale sardo, con l’inserimento di Cagliari. Ma la politica vigili affinché l’operazione non crei un arretramento dei flussi dello scalo algherese-. Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta l’operazione di fusione delle gestioni dei due aeroporti del Nord Sardegna e l’imminente integrazione del polo aeroportuale con lo scalo di Cagliari. “Non mi iscrivo fra i pregiudizialmente favorevoli o contrari all’operazione. E’ evidente che F2I Ligantia Spa, fondo che detiene la maggioranza azionaria del capitale sociale, e che sull’aeroporto di Alghero ha investito, ha interesse a sostenere lo sviluppo dei tre aeroporti e creare ricchezza. Ma è altrettanto evidente che questi benefici non debbono essere prodotti penalizzando l’aeroporto di Alghero, che nel futuro sistema aeroportuale sardo assume la configurazione di un vaso di coccio tra vasi di ferro –sottolinea l’ex sindaco di Alghero-.” Secondo l’esponente politico in questa operazione di prospettiva il ruolo della Regione è essenziale. Come lo era nella precedente legislatura allorché la Giunta di centrosinistra decise di cedere la maggioranza delle quote della società di gestione dello scalo catalano fra le proteste del territorio. Essenziale non solo nella sua veste di socio, seppur di minoranza, della società che gestisce l’aeroporto di Alghero. Ma anche, e soprattutto, come regolatore politico e soggetto istituzionale che finalmente si avvia a creare un nuovo sistema del trasporto aereo finanziando nuove rotte e mettendo in campo importanti risorse per operazioni di comarketing e per aiuti sociali. Nuovo sistema delineato di recente in un convegno ad Alghero e in un incontro della Regione e dell’Università con l’ENAC, che dovrà comunque essere rafforzato da fitte interlocuzioni con F2I Ligantia. “Oggi si apre una nuova stagione. Che potrà essere proficua se la Regione e la politica tutta saranno capaci di ottenere e sostenere per l’aeroporto di Alghero l’affidamento di una “mission” che possa incrementare i flussi e creare ricchezza. Obbiettivo che diventerà più facile da raggiungere se nel futuro polo aeroportuale sardo ai due scali del Nord sarà consentito fare fronte comune per far valere il loro peso nei confronti dell’aeroporto di Cagliari. Operazione che dovrà necessariamente essere inserita in una nuova coesione politica del territorio del Nord Sardegna, che sappia fare massa critica per contrastare le politiche regionali che oggi lo vedono soccombente nei confronti del Sud dell’isola, anche in termini di perequazione delle risorse finanziarie regionali –chiude Tedde-.
Intrieri, Aeroitalia: Fusione tra aeroporti con stessa proprietà: un passo verso l’efficienza e l’ottimizzazione dei servizi
Credo che questa fusione aiuterà a efficientare i servizi trai due aeroporti visto che , tra l’altro, hanno la stessa proprietà di maggioranza. Da un punto di vista del Business e del management le integrazioni sono sempre positive per un maggiore efficientmento dei processi e quindi devono essere accolte con favore. Gaetano Intrieri AD di Aeroitalia
Mario Bruno: bene la fusione, ma sia egualitaria. Ora il piano dei trasporti.
L’avvio del percorso di fusione tra Sogeaal e Geasar può essere una buona notizia, soprattutto laddove l’operazione si associa alle finalità dichiarate su incremento del turismo, dell’occupazione, della sostenibilità sociale, economica e ambientale. La bontà dell’iniziativa è misurabile: si pone obiettivi quantitativi di traffico passeggeri davvero ambiziosi, che dovranno essere distribuiti con equità tra i due scali. E vanno perseguiti nel breve e nel medio termine. Gli investimenti annunciati sui due scali, rientrano poi in quella ricerca di qualità e attrattività che possono far bene soprattutto ad Alghero, anche in ottica di una espansione della parte commerciale dello scalo e di crescita dei ricavi e degli utili no aviation. La solidità del network aggiungerà capacità contrattuale nei rapporti con i vettori. Almeno, questo è l’auspicio. Ciò che caratterizza una operazione di fusione di due soggetti economici in una realtà nuova, capace di sinergie, economie di scala, specializzazioni e rispetto delle peculiarità, è l’uguaglianza sostanziale. E dovrà esserci, come condizione imprescindibile, tra le due porte d’accesso alla Sardegna centro settentrionale tutta, nella reciprocità tra gli scali. E’ un percorso che apre la strada ad altre sinergie tra territori non concorrenziali, ma assolutamente complementari. Un’operazione che non nasconde – ed è un bene – l’auspicata creazione di un unico polo con i tre aeroporti sardi, tale da realizzare il sistema aeroportuale sardo, da decenni agognato. Cosa manca? Manca l’apporto della Regione in termini di garanzie pubbliche e di interventi infrastrutturali. Serve un piano regionale dei trasporti che assicuri una missione – in sintonia con le società di gestione – per ciascuno scalo: business, turistico, affari o low cost, e una diversificazione di rotte e vettori; occorre studiare e investire ancora nel co-marketing, utilizzando ciò che si può fare nelle pieghe della normativa europea per garantire maggiore traffico; serve completare senza ulteriori indugi la strada Sassari-Alghero e la strada Sassari-Olbia, al fine di creare una continua connessione attraverso la principale arteria stradale del nord Sardegna, eterne incompiute; servono alleanze immediate con le comunità del centro Sardegna. Una buona notizia, dunque, da seguire con cura, senza pregiudizio, con la lungimiranza che è dote fondamentale per programmare e per unire il pubblico e il privato nel raggiungere l’interesse collettivo. Che sia la volta buona.
Giancarlo Acciaro: ” la regione deve poter contare di più nella nuova società”
Giancarlo Acciaro, esponente della Regione Sardegna nel CDA di SOGEAAL, ha dichiarato di essersi astenuto dal voto nel consiglio di amministrazione, in linea con le indicazioni del suo partito e del Presidente Solinas. Acciaro sostiene che la Regione Sardegna dovrebbe avere maggiore peso all’interno della nuova società, pur non esprimendosi al momento su possibili aumenti di quote azionarie. Inoltre, l’esponente regionale ritiene che sarebbe preferibile la creazione di una holding che gestisca le tre società di gestione degli aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari. Pur accogliendo favorevolmente l’intervento del privato, Acciaro sottolinea l’importanza di garantire alla Regione un ruolo significativo nelle scelte politiche riguardanti gli aeroporti sardi.
Di Gangi FDI attende il piano industriale per valutare obiettivi e impatti
Marco Di Gangi, esponente di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo punto di vista sulla fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia. Di Gangi sottolinea che il successo dell’operazione dipende dagli obiettivi perseguiti, quali risparmiare sui costi del personale o efficientare la gestione del sistema dei trasporti. Tuttavia, l’esponente politico evidenzia l’importanza di valutare il piano industriale, che al momento non è ancora noto. Pertanto, Di Gangi invita a mantenere un atteggiamento prudente, aspettando di comprendere meglio cosa accadrà prima di trarre conclusioni sul futuro della fusione tra le due società aeroportuali.
Andria: Fusione dei due aeroporti sardi: tra soddisfazione e scetticismo
La fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero suscita reazioni contrastanti. Da un lato, c’è chi esprime soddisfazione per il processo già avviato, sottolineando l’importanza della collaborazione tra i sindaci del territorio interessato. Dall’altro, emergono dubbi sulla reale efficacia dell’intervento, con richiami a precedenti esperienze negative, come la gestione delle risorse idriche e la Chimica Verde. In attesa degli Stati Generali, si sollecita serietà e rispetto per le aspettative del territorio.
Sandro Usai: “Fusione Aeroportuale in Sardegna: Opportunità di Sviluppo o Rischio per i Territori?”
Un amico mi ha chiesto il mio parere sulla fusione di Sogeaal e Geasar, le società che gestiscono gli aeroporti di Alghero e Olbia, in una nuova entità chiamata Nord Sardegna Aeroporti Spa. Due diverse prospettive mi vengono in mente: una “sistemica” e una “anti-sistema”.
La visione sistemica vede vantaggi nella gestione unitaria sotto F2i Ligantia, poiché permetterebbe alla Sardegna di superare il suo sviluppo basato sul sistema aeroportuale regionale. L’anti-sistema, invece, teme che un soggetto privato, pur con partecipazione pubblica come Cassa Depositi e Prestiti, possa esercitare un controllo cannibalistico sui centri cruciali per lo sviluppo e l’economia dell’isola.
I sostenitori della visione sistemica ritengono che un’unica società di gestione potrebbe avere maggiore potere di acquisto con i vettori aerei e pianificare più razionalmente i flussi di passeggeri. Tuttavia, la visione anti-sistema teme che un unico gestore possa diventare talmente potente da agire in modo non allineato con le esigenze dei residenti e dei non residenti.
Per analizzare la situazione, propongo alcune domande per capire se le scelte aziendali coincidono con le esigenze della Sardegna e dei sardi:
A) La gestione unitaria dei tre aeroporti porterà benefici ai residenti in termini di miglioramento dell’accesso alla mobilità verso gli aeroporti nazionali e internazionali?
B) La gestione unitaria è la soluzione migliore per lo sviluppo dei territori senza indebolire o fagocitare uno di essi?
C) È preferibile per i vettori aerei trattare con una società di gestione unitaria o con singole società che si occupano dei singoli aeroporti?
D) La fusione consentirà a Ryanair di operare anche da Olbia?
E) A quale centro di potere risponde la società di gestione unica nelle sue scelte strategiche e di investimento?
F) È possibile prevedere un sistema di contrappesi nella struttura societaria per proteggere i residenti da politiche di gestione che puntano al mero profitto?
G) La società di gestione ha sede legale in Sardegna?
H) Come sono rappresentate le aree metropolitane intorno ai tre aeroporti nel CdA della società di gestione?
Trovare risposte a tutte queste domande non è facile. Tuttavia, è importante che i territori esigano un ruolo responsabile nel CdA e non delegare la rappresentanza alla Regione Sardegna, poiché spesso si rivela il peggior nemico dei sardi. Un esempio potrebbe essere l’acquisizione di azioni riservate ai soggetti territoriali da parte della Città Metropolitana di Cagliari.
Per Alghero e Olbia, l’unificazione della gestione attraverso la fusione societaria sembra una conseguenza naturale
Daga: Fusione Aeroportuale in Sardegna: Una Svolta per il Settore e un’Opportunità per i Territori
Sono tempi di cambiamento per il settore aeroportuale in Sardegna, mentre la politica fatica a trovare soluzioni sulla continuità territoriale, creando difficoltà negli spostamenti per i sardi. Tuttavia, c’è chi dimostra con i fatti di avere il giusto approccio al mercato: la fusione tra gli aeroporti di Alghero e Olbia nel Sistema Aeroportuale del Nord Sardegna, gestito da F2i, si profila come una svolta per il settore.
Questa scelta rivoluziona i rapporti di forza tra vettori e territorio, permettendo alla Sardegna di presentarsi sul mercato con maggiore forza e coordinamento. F2i, infatti, mantiene gli impegni con il territorio e con la Sardegna, dando vita al sogno di una regia unica per la gestione degli aeroporti.
Tuttavia, Cagliari, per ora, non cede le quote, ritenendo di essere autosufficiente. Ma è probabile che, nel tempo, anche Cagliari comprenda che per competere in un mercato in cui esiste un avversario forte come il Sistema Aeroportuale del Nord Sardegna, non bastano campanilismo, orgoglio e mire di autosufficienza.
Nella situazione precedente, a rimetterci erano i sardi e i turisti che desiderano volare con agibilità da ogni “porta” della Sardegna, senza dover affrontare territori scoperti ed altri iper collegati. Ora, con la fusione, si prospetta la fine dell’era degli aeroporti e territori in concorrenza al ribasso, dove invece di guidare il mercato da una posizione di forza, si combattevano con colpi bassi e con la connivenza della politica, come dimostrano le crisi passate con Ryanair.
Grazie al nuovo soggetto regolatore, nei tavoli di negoziazione sarà possibile agire con maggiore incisività per incentivare il traffico aereo, nel rispetto delle vocazioni di ciascun territorio. La fusione aeroportuale in Sardegna segna quindi una svolta per il settore e un’opportunità per i territori coinvolti, aprendo un capitolo di speranza e crescita per la regione.
Dario Balotta, pres. osservatorio nazionale sui trasporti: Razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia: F2i punta a un approccio unificato”
F2i, il fondo di investimento che gestisce già numerosi aeroporti italiani tra cui Trieste, Torino, Napoli e partecipa al 50% nella gestione degli aeroporti di Milano, ha deciso di avviare un’operazione di razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia. La decisione era prevedibile, considerando che entrambi gli scali, in particolare quello di Alghero, stanno attraversando un periodo di crisi.
Il fondo di investimento mira a ottenere un profitto da queste attività e per farlo, è necessario che la Regione chieda un piano industriale, al fine di verificare se esso possa rispondere alle esigenze territoriali e sociali attuali del nord della Sardegna. Con la gestione unificata, F2i avrà la responsabilità di un traffico di 4,5 milioni di passeggeri, di cui 1,5 milioni ad Alghero e 3,1 milioni a Olbia.
La razionalizzazione è necessaria soprattutto considerando che la gran parte degli aerei che operano nel nord della Sardegna appartengono a compagnie low cost, note per la loro attenzione ai costi. In prospettiva, sarà interessante capire quali funzioni F2i intende attribuire ad Alghero e quali ad Olbia.
L’urgenza di questa decisione è accentuata dal ritiro del Principe Aga Khan, un importante investitore, dalla gestione dell’aeroporto di Olbia attraverso la sua compagnia di bandiera italiana. Le incertezze che hanno caratterizzato la situazione fino a qualche anno fa sono ora scomparse, lasciando un fondo privato a gestire queste incombenze senza che la Regione abbia alcuna voce in capitolo e, soprattutto, senza proposte concrete da avanzare.
La razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia rappresenta una sfida importante per F2i e per il territorio, che dovranno collaborare per garantire la sostenibilità e il successo di entrambi gli scali nel panorama aeroportuale italiano.
Umberto Borlotti: Fusione tra aeroporti sardi: un gioco di strategie e interessi tra F2i e la Regione
Se io fossi F2i cercherei di acquisire la maggioranza di tutto il pacchetto azionario dei tre aeroporti sardi
Se io fossi Regione:
Non cederei mai le chiavi delle tre porte d’ingresso rimanendo subalterno alle politiche per favorire la mobilità dei residenti e l’accesso dei turisti
È chiaro questa
fusione/annessione
di Alghero con/a Olbia è la mossa del cavallo per conquistare Cagliari.
F2i non ha, ovviamente, ancora reso noto il piano industriale con il quale ha acquistato Alghero; quindi non si saprà mai se avevano intenzione di potenziare lo scalo in sana concorrenza con Cagliari e Olbia.
Oggi si capisce il perché.
Divrersi anni fa quando l’aeroporto di Brescia aveva deciso di investire pesantemente sul cargo in concorrenza con Malpensa la SEA se l’è comprato e il progetto è morto.
L’aeroporto di Alghero in questo scenario avrà sempre di più un ruolo marginale e si potrà tenere in vita sempre e solo con i soldi di mamma RAS
Nulla verrà più deciso qui.
Se andrà in porto fra qualche anno assisteremo alla vendita dal Fondo ad altri con il taglio delle aziende meno interessanti
Spero che la Regione non faccia lo stesso errore del 2016














