Pubblicità
image_pdfimage_print

La sindaca Claudia Sedda: “La società in Sardegna è matricentrica”

GAVOI. “Né patriarcale e né matriarcale, sarebbe più giusto parlare della società sarda come matrilineare o matricentrica”, con queste parole Claudia Sedda, sindaca di Gavoi, prima donna a ricoprire l’incarico nel centro barbaricino, ha concluso la Summer school “Pensare il femminile, pensare al femminile, a cinquant’anni dal conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda”, che si è svolta dal giovedì al sabato della scorsa settimana a Gavoi.
L’affermazione riprende un’intuizione che Giuseppe Dessì propose negli anni Cinquanta del secolo scorso, magistralmente illustrata nelle sessioni aventi come tema principale la peculiarità del “femminile” in Sardegna.
Una cinquantina di studiose e studiosi hanno avuto occasione di confrontarsi su autrici spesso ingiustamente trascurate e su tematiche di estrema attualità come il femonazionalismo e il post-umano, tra un omaggio alla figura di Bachisio Bandinu e le analisi del pensiero di Luce Irigaray e Alba de Cespedes, Virginia Woolf e Ali Smith, Ildegarda di Bingen e Anna Maria Ortese.
Ideata e organizzata dalla Società Filosofica Italiana universitaria di Sassari, col contributo finanziario della Fondazione di Sardegna, il supporto logistico dell’associazione Malik di Gavoi, il sostegno dell’ateneo turritano e di diverse associazioni del Nord Sardegna, la Summer school, come ha affermato Sedda, potrebbe diventare un appuntamento fisso nella programmazione dell’amministrazione, ribadendo così un’attenzione particolare verso le tematiche di genere.