Pubblicità
image_pdfimage_print

Svelato sul lungomare il monumento in bronzo dedicato al mitico pugile algherese. Una cerimonia densa di emozione, tra rievocazioni storiche, ostacoli burocratici superati e le vibranti note de “Lo Pais meu”.

ALGHERO – La città ha finalmente saldato il suo debito di riconoscenza con uno dei suoi figli più illustri. Nel tardo pomeriggio di sabato 26 settembre 2026, una grande folla si è radunata sul lungomare cittadino per assistere allo svelamento della statua dedicata a Salvatore “Tore” Burruni, indimenticato campione di pugilato.

L’evento, intitolato “Una statua per Tore”, ha alternato momenti di profonda commozione a spunti di riflessione sul valore educativo dello sport, unendo l’intera comunità nel ricordo sportivo e umano. La cerimonia si è aperta con la proiezione su un maxischermo di un emozionante filmato d’epoca che ha ripercorso le gesta del campione. Tra le immagini in bianco e nero scorse sul display, a riaccendere l’orgoglio cittadino, anche i fotogrammi della storica conquista del Titolo Europeo dei Pesi Mosca, vinto proprio ad Alghero il 29 giugno 1961 contro il finlandese Risto Luukkonen.

A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva è stato il tributo musicale: un duo chitarra acustica e voce ha eseguito dal vivo “Lo Pais meu”, celebre e amatissimo brano di Antoni Cau, regalando ai presenti un momento di grande intensità e forte appartenenza identitaria.

Dal palco, le istituzioni e i promotori hanno sottolineato non solo la grandezza dell’atleta Burruni, ma anche la sua statura di uomo. Il sindaco, intervenuto in fascia tricolore, ha evidenziato come l’esempio di Tore continui a vivere oggi nelle palestre algheresi, dove la “nobile arte” della boxe svolge tuttora un ruolo educativo fondamentale: insegna ai ragazzi a superare le difficoltà, a conoscere i propri mezzi e ad acquisire consapevolezza delle proprie capacità, sia sul ring che fuori.

L’iter burocratico e “la battaglia fuori dal ring”

La realizzazione del monumento non è stata un percorso privo di ostacoli. Carlo Branca, esponente dell’associazione promotrice, ha ripercorso dal palco i tre lunghi anni necessari per portare a termine l’ambizioso progetto. Una vera e propria “battaglia fuori dal ring” fatta di intralci burocratici e discussioni per i permessi della Soprintendenza volti a ottenere l’autorizzazione per il posizionamento esatto sul lungomare. Un iter complesso, che ha visto l’avvicendarsi di due diverse giunte comunali, ma che alla fine, grazie alla tenacia degli organizzatori, ha trovato il suo felice epilogo.

Lo svelamento

Il culmine della cerimonia, accompagnato dal canto corale dell’inno intonato da tutto il pubblico al suono della banda, ha visto sventolare decine di bandiere con i colori della Senyera. A svelare l’opera, liberandola dal drappo giallorosso, sono stati il sindaco, i vertici dell’associazione e Gianfranco e Pierpaolo Burruni, figli del campione.

La scultura, interamente in bronzo e del peso di circa 450 chili, poggia su un imponente basamento in trachite di oltre 4 tonnellate. L’opera raffigura Burruni nella sua classica posizione di guardia, pronto a combattere. Un’immagine fiera, rivolta verso la sua città, che da oggi e per sempre ricorderà a cittadini e visitatori la determinazione, il coraggio e il cuore di un algherese che ha conquistato la vetta del mondo.