A partire dal 21 ottobre dieci appuntamenti con la regia di Mauro Fancello, la voce narrante di Daniele Monachella e la partecipazione straordinaria di Maria Giovanna Cherchi: la nuova trasmissione in lingua sarda va in onda tutti i mercoledì alle 21 su CatalanTV
Dieci appuntamenti in lingua sarda tutti i mercoledì alle 21 su CatalanTV, a partire dal 21 ottobre, per scoprire curiosità e misteri legati alla Sardegna a partire dalle vicende che caratterizzarono il popolo guerriero degli Shardana. Si chiama “Raighinas” la nuova trasmissione ideata e condotta dal giornalista Salvatore Taras, che andrà in onda sul canale 15 (del digitale terrestre) mettendo insieme uno staff d’eccezione che si avvale della voce narrante di Daniele Monachella e la partecipazione straordinaria di Maria Giovanna Cherchi.
Sotto la regia di Mauro Fancello sono coinvolti Gianni Muroni alle traduzioni e al doppiaggio, Edoardo Fancello alle spettacolari immagini dal drone, Cristina Cossu, Paolo Fancello, Giovanni Cherosu ed Eugenio Unida alle riprese e al montaggio.
Il 21 ottobre saranno proprio gli “Shardana dae su coro rebelde” – i mitici popoli del mare che imperversarono nell’antico Egitto più di tremila anni fa – al centro di un’indagine che attraversa tutto il Mediterraneo per capire, assieme all’archeologo Giovanni Ugas, se siano ipotizzabili o meno legami e analogie tra questa comunità di guerrieri e l’antica civiltà nuragica.
«È uno dei temi del momento – afferma Taras – tanto affascinante quanto rischioso e controverso. Se ne parla fin troppo ma se ne conoscono pochissimo i particolari. Da un punto di vista giornalistico ritenevamo doveroso cercare di fare chiarezza e portare l’argomento all’attenzione del grande pubblico, accostando serietà e approccio scientifico al linguaggio semplice e diretto peculiarmente documentaristico. L’obiettivo è quello di evitare polemiche sterili, letture fantasiose e improvvisate e, nondimeno, fin troppo facili istigazioni sardo-centriche, nel tentativo di realizzare un prodotto di qualità senza timori reverenziali verso le grandi produzioni nazionali, e incrementare l’interesse per le trasmissioni televisive in lingua sarda».
Tra gli ospiti della puntata, il produttore Francesco Cheratzu, che ha realizzato il lungometraggio “Cast in bronze” diretto da Mario Giua Marassi, in cui l’ipotesi della corrispondenza tra Shardana e antichi Sardi acquisisce riscontro in un mix di narrazioni sospese tra mito, testimonianze storiche e spettacolari ricostruzioni grafiche e scenografiche. Tra gli specialisti intervistati trovano spazio l’archeologo e giornalista Nicola Dessì e nientemeno che Zahi Hawass, una vera autorità del settore a livello mondiale e uno dei massimi egittologi viventi.
Le ricostruzioni degli armamenti e del vestiario sono affidate all’archeologo e scrittore Alessandro Atzeni e a Sandro Garau, presidente dell’associazione “Impronte di storia” di Quartu. Tantissimi i temi trattati nel corso del programma. Solo per citarne alcuni: la vita sorprendente del Giudice Gonario di Torres, lo scontro tra Domenico Millelire e Napoleone, le repressioni dei moti antifeudali, le tracce lasciate a Parigi da Angioy e dai suoi compagni. La puntata del 28 ottobre andrà invece “alla scoperta dell’enigma di Ardara”: tutto ruota intorno all’indagine dell’epigrafista Giuseppe Piras sul significato di un’iscrizione che Enrico Costa ipotizzava fosse appartenuta al giudice Barisone. Si scoprirà che la storia dell’epigrafe è molto più antica. La trasmissione è prodotta dalla DB Video Management con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna.





