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CUORE DELLA DEVOZIONE ALLA MADONNA REGINA DI GALLURA

FOLLA DI FEDELI PER IL RITO CHE HA SEGNATO LA 798ª FESTA MANNA DI GADDURA

Agostino Pirredda, sindaco di Luogosanto. “È in momenti come questo che si comprende

il vero significato della Festa Manna: l’accoglienza, il ritrovarsi, l’aprire il paese 

ai popoli della Gallura”.

Foto, video apertura Porta Santa, video Festa Manna e videointerviste sono disponibili a questo link

Sette anni di attesa, poi la Porta Santa della Basilica di Nostra Signora di Luogosanto si è aperta nuovamente davanti a un grandissimo numero di fedeli. È stato il momento più intenso e simbolico della 798ª Festa Manna di Gaddura, che tra il 7 e l’8 settembre ha riportato nel paese gallurese pellegrini, comunità, confraternite e gruppi provenienti da diverse parti della Sardegna per rendere omaggio alla Madonna Regina di Gallura. Una Porta che si apre soltanto ogni sette anni e che per Luogosanto va ben oltre il rito. Attraversarla significa entrare in una storia di devozione che scorre lungo le generazioni e che, ancora una volta, ha trasformato il piccolo centro gallurese in uno dei luoghi di riferimento della spiritualità dell’Isola. La stessa Festa Manna, che da quasi otto secoli riunisce idealmente la Gallura, ha assunto quest’anno un significato ancora più profondo proprio per la coincidenza con l’apertura settennale. 

Per il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda, l’edizione 2026 ha restituito ancora una volta la dimensione sovracomunale della Festa Manna e, con l’apertura della Porta Santa, ha reso ancora più evidente il ruolo di Luogosanto come luogo di incontro per fedeli e comunità provenienti da tutta l’Isola. 

”L’8 settembre per Luogosanto – dichiara Pirredda – non è un giorno come gli altri. È il giorno nel quale ritroviamo le nostre radici, la nostra fede e il senso più profondo dell’appartenenza alla nostra comunità. La Festa Manna è un patrimonio di fede, di storia e di identità che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto e che abbiamo il dovere di custodire, tutelare e tramandare. È sempre emozionante vivere la Festa dedicata a Maria Bambina e quest’anno abbiamo avuto ancora una volta il grande privilegio di assistere all’apertura della Porta Santa nella nostra Basilica. È in momenti come questo che si comprende fino in fondo il vero significato della Festa Mannal’accoglienza, il ritrovarsi, l’aprire il paese ai popoli della Gallura. 

Nei secoli – ricorda il sindaco – i popoli della Gallura raggiungevano Luogosanto per le celebrazioni e vi rimanevano per diversi giorni, fino alla loro conclusione. Si diceva in gallurese: “andemo a spunì a Locusantu”. Era l’espressione con cui gli abitanti degli stazzi indicavano proprio questo: andare dai parenti e fermarsi a Luogosanto per tutta la durata della festa, Novena compresa”.

LA PORTA SANTA, IL RITO CHE SI RINNOVA DOPO SETTE ANNI

Il momento più atteso è arrivato nella serata di lunedì 7 settembre, al termine di un percorso iniziato alle 18 dalla Chiesa di San Quirico con il Rito del Fuoco e la processione penitenziale delle Confraternite, presieduta dal vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, Roberto Fornaciari e accompagnata dalla banda musicale Città di Tempio e dai gruppi folk ‘Accademia Tradizioni Popolari’ di Tempio Pausania e Civitas Mariana di Luogosanto. Alle 19.15 la messa solenne nella basilica e, subito dopo, l’apertura della Porta Santa.  Davanti alla basilica, il rito ha riunito una folla di fedeli arrivati a Luogosanto per assistere a un gesto che conserva intatta la sua forza simbolica: il passaggio attraverso quella Porta che la tradizione lega al pellegrinaggio, alla riconciliazione e alla devozione alla Madonna.

“La festa della natività di Maria è la più importante e la celebriamo proprio come regina della Gallura, la prima festa mariana dell’anno pastorale, quando si raduna intorno all’immagine della Madonna tutta la devozione dei galluresi – sottolinea Dom Roberto Fornaciari, vescovo della diocesi di Tempio Ampurias -. L’apertura della Porta Santa rappresenta un motivo in più per venire a mostrare in questo luogo la propria fede, in un momento di riconciliazione con il Signore. Luogosanto è un posto di preghiera intorno al quale si riscopre il valore del pellegrinaggio e della partecipazione dei fedeli”. 

Un significato che alla vigilia della Festa era stato ricordato anche dal parroco, don Roberto Aversano: “Attraversare quella Porta significa ripercorrere le orme della fede di migliaia di pellegrini, che hanno scelto il nostro paese per deporre ai piedi della Madonna Regina di Gallura preghiere, suppliche, desideri e ringraziamenti”. 

L’8 SETTEMBRE, LA SARDEGNA RENDE OMAGGIO A NOSTRA SIGNORA DI LOCUSANTU

Dalla Porta Santa alla Festa Manna. L’8 settembre Luogosanto ha rinnovato il legame tra il paese, la Gallura e Nostra Signora di Locusantu. Le celebrazioni sono iniziate alle 8.30 nella Basilica con la Santa Messa officiata dal vescovo della diocesi di Ozieri, Corrado Melis. Alle 9.30 la tradizionale consegna dei vessilli di Nostra Signora di Locusantu e San Simplicio, patrono della Gallura, ai cavalieri di Luogosanto per il rito di Lu Caracolu. Dal bivio di San Trano si è quindi mosso il corteo dei cavalieri, dei gruppi folk e delle bande musicali che ha preceduto, alle 10.30, la grande processione di Nostra Signora di Luogosanto. Un lungo corteo di fede e tradizione nel quale alla dimensione religiosa si sono affiancati gli elementi che da generazioni accompagnano la Festa Manna: i cavalieri, gli abiti tradizionali, le bande, i gruppi folk e i vessilli delle comunità. Un rito che continua così a parlare non soltanto a Luogosanto ma all’intera Gallura, che nella Madonna di Locusantu riconosce uno dei propri riferimenti religiosi e identitari.

“Noi ci mettiamo il nostro impegno, è la festa più importante del paese. Collaboriamo con i Fidali 1982, con il parroco e l’amministrazione per fare in modo che sia una Festa Manna per tutti, non solo per noi ma anche per tutti gli ospiti che vengono dagli altri paesi – spiega Angelo Cuccu, presidente della Pro Loco di Luogosanto -. Appena finisce la Festa si inizia a lavorare per l’anno successivo, chiunque arrivi qui deve sentirsi come a casa, cerchiamo di fare il possibile perché questo avvenga”.

Una partecipazione che ha accompagnato anche il lavoro del Comitato Festa Manna di Gaddura – Fidali 1982, presieduto da Alice Mannoni, protagonista dell’organizzazione di un’edizione preparata nell’arco di un intero anno, insieme alla parrocchia e all’amministrazione comunale, alla Pro Loco e con il coordinamento artistico di Alessandro Secchi. Il percorso dei dodici componenti del Comitato era iniziato il 15 settembre 2025 con il passaggio della bandiera della Madonna ed è proseguito tra questue, offerte, sponsor e organizzazione degli appuntamenti. 

LA FESTA MANNA CONTINUA

La giornata dell’8 settembre è proseguita nel pomeriggio con gli appuntamenti religiosi e le esibizioni legate alla tradizione. Alle 22, in Piazza Incoronazione, si è svolto il concerto di Ermal Meta, uno degli eventi più attesi del programma al quale ha assistito un pubblico numeroso proveniente da tutta l’isola. Ancora Festa mercoledì 9 settembre con la giornata dedicata a San Giuseppe: con la processione in onore del Santo, dalle 10.30 dalla Piazza della Basilica, accompagnata dai Portantini con la partecipazione della banda musicale Michele Columbano di Calangianus, del Gruppo Folk Civitas Mariana e delle autorità civili e religiose e la Messa solenne delle 11.30; nel pomeriggio, giochi e animazione per i bambini e, alle 19, il concerto della banda Michele Columbano. Alle 22 in Piazza Incoronazione ancora musica con i Tazenda. Il lungo calendario arriverà, infine, al 15 settembre con la Festa di L’Ottu, ultimo atto della 798ª edizione. Dopo le celebrazioni religiose, la serata sarà dedicata alla chiusura della manifestazione e al passaggio di consegne dai Fidali 1982 ai Fidali 1983, che segnerà simbolicamente l’inizio del cammino verso la prossima Festa Manna.