La riduzione a un solo giorno di apertura al posto di cinque per la farmacia dell’ospedale marino, noncuranti dei disagi alle persone più  fragili, è la goccia che fa traboccare il vaso nell’ambito dello smantellamento in atto della sanità del territorio. Lo denunciamo sistematicamente da anni, assistiamo al disastro sanità e riceviamo in cambio dal centrodestra che governa Regione e Comune solo vuote rassicurazioni e tanti selfie di presidente del consiglio regionale e sindaco. Non si può continuare con sole riunioni di commissione, passerella di politici e dirigenti, fiumi di parole senza fatti. Crediamo sia giunto il momento di un consiglio comunale aperto a Cagliari, sotto il Consiglio Regionale, per dimostrare l’unità del territorio, senza distinzioni di calori politici, come nel passato, sul diritto alla Sanità.

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Siamo chiamati a rappresentare unitariamente e con forza al Presidente della Regione Sardegna e all’Assessore Regionale della Sanità la necessità di rispettare il piano di razionalizzazione della rete ospedaliera approvato dal Consiglio Regionale il 25.10.2017 che prevede l’apertura di una terapia intensiva polispecialistica e postoperatoria nell’ospedale civile di Alghero, in via definitiva e nell’ambito di una programmazione fondamentale per rendere Alghero DEA di I livello e l’istituzione di una lungodegenza per malati cronici che libererebbe dalle barelle in cui vengono ospitati i pazienti anche nei nostri reparti.

Dobbiamo insieme richiedere il potenziamento dei medici ospedalieri, dotare di personale medico il pronto soccorso per evitare file interminabili anche per chi si trova in situazioni gravi, fornire finalmente  gli anestesisti in grado di reggere la terapia intensiva del Civile e le sale chirurgiche.

Dobbiamo pretendere risposte da parte dell’Azienda Ospedaliera Universitaria in merito ai tempi biblici di ristrutturazione e riapertura delle sale operatorie dell’ospedale Marino, per la cui messa in sicurezza occorrerebbero circa 30 milioni di euro. Altro che abbonamenti Sky nei reparti come recentemente ha fatto l’AOU.

Vogliamo fare luce sul destino dell’ospedale Regina Margherita, passato all’AOU di Sassari,  in merito all’attività delle discipline di ortopedia e traumatologia, riabilitazione funzionale e fisioterapia, ma anche per oculistica, pneumologia, diabetologia, dermatologia, radiologia, per il quale ospedale  anche esponenti autorevoli del centrodestra chiedono il ritorno alla Asl territoriale.

Vogliamo rappresentare con determinazione la volontà unanime del Consiglio Comunale di Alghero di voler dedicare risorse adeguate per la realizzazione del Nuovo Ospedale di Alghero, come previsto dal Piano Sanitario vigente e portare nelle sedi deputate del Consiglio Regionale l’imprescindibile pronunciamento del Consiglio Comunale, quale istituzione rappresentativa della città di Alghero. 

Basta timidezze, è ora di farci rispettare.

Gabriella Esposito

Mario Bruno

Pietro Sartore

Beniamino Pirisi

Raimondo Cacciotto

Ornella Piras

Valdo Di Nolfo