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COMUNICATO STAMPA

 

La Regione Sardegna nella giornata odierna ha dato ufficialità allo stanziamento e trasferimento nelle casse di ERSU Sassari di 485 mila euro, fondi necessari per poter coprire il 100% delle borse di studio per gli idonei nella graduatoria 2019/2020. Nei prossimi giorni gli uffici preposti di ERSU Sassari potranno procedere con lo scorrimento della graduatoria e rendere quindi beneficiari del contributo regionale anche gli ultimi 152 studenti, fino ad oggi in attesa di borsa per assenza di fondi. Promessa mantenuta, quindi, dall’Assessore regionale alla pubblica istruzione Biancareddu, che a dimostrazione che sia la Regione Sardegna, l’assessorato in prima linea e i suoi apparati amministrativi, oltre che gli Enti per il diritto allo studio, lavorano incessantemente a tutela degli studenti iscritti negli atenei sardi.

Ma ancora una volta l’Università di Sassari rivolge al nostro ente un attacco strumentale, utilizzando la prima pagina del quotidiano La Nuova Sardegna.

Prima il Rettore Carpinelli e pochi giorni fa anche il prorettore Luca Deidda hanno continuato a fare sensazionalismo, utilizzando numeri che non corrispondono alla realtà.
Facciamo chiarezza, una volta per tutte, in primis sui più volte declamati 600 studenti idonei che – secondo UNISS – fino a ieri non avevano ancora ricevuto la borsa di studio da parte di ERSU: nella realtà, e come più volte ribadito da ERSU, sono 152 gli studenti idonei che per ultimi godranno del beneficio economico a causa di un stanziamento successivo, promesso ed arrivato quest’oggi dalla Regione, ma che nell’attesa hanno usufruito ugualmente dell’alloggio e del servizio mensa.
Per garantire anche a loro la borsa di studio, come già più volte da noi sottolineato, è stato sufficiente il pronto intervento della Regione Sardegna che ha individuato e trasferito le risorse necessarie (485 mila euro), così come promesso a suo tempo e mantenuto dall’Assessore Biancareddu.

IL CASO GIURISPRUDENZA: Uniss – non ultimo il Prof. Deidda nella sua missiva al giornale – continua a ripetere erroneamente che gli studenti iscritti in Giurisprudenza che sarebbero stati “ingiustamente” esclusi dalle borse per motivi di merito sarebbero 50. All’ennesima provocazione pubblica, ci domandiamo perchè un rappresentante istituzionale possa continuare a gettare del discredito nei confronti del nostro ente e dei suoi dipendenti, che operano nel pieno rispetto delle norme.
Per la precisione, ecco ad oggi qual è la situazione: gli studenti in Giurisprudenza esclusi dal beneficio sono 66, di cui 32 sono stati esclusi perché in possesso di un reddito eccedente il limite massimo prestabilito e solo 34 perché privi del requisito di merito, ovvero perché non hanno conseguito il numero minimo di crediti per accedere alla borsa. Solo 6 di tali studenti esclusi hanno presentato ricorsi in autotutela al nostro Ente per richiedere il riconoscimento dell’idoneità, uno dei quali è stato accolto. Dei Ricorrenti in Giurisprudenza, quindi, restano non idonei per merito solamente 5 studenti.
Alla base dell’esclusione dalla borsa per mancanza di merito dei 5 ricorrenti di Giurisprudenza ci sono i cosiddetti “crediti liberi” che gli studenti hanno inserito nella domanda di borsa ma che, da una verifica mediante l’applicativo “ESSE 3”, non risultano certificati da UNISS come “attività proveniente da piano carriera”.
I crediti liberi sono, infatti, dei crediti che si conseguono seguendo seminari, convegni o laboratori ma che per essere considerati utili al fine dell’ottenimento della borsa di studio, così come previsto dal bando e come ci impone il DPCM di riferimento, devono essere inseriti nel piano di studi di ciascuno studente e questo deve essere certificato nel gestionale digitale delle carriere universitarie degli studenti, “ESSE 3”, in uso all’Università. L’ERSU, come previsto nel Bando, accede a questa piattaforma digitale per le verifiche sui dati relativi al merito contenuti nelle autocertificazioni degli studenti, così come accede al portale dell’INPS per la verifica delle dichiarazioni ISEE. Tali verifiche vengono eseguite nel lasso di tempo tra la pubblicazione della graduatoria provvisoria e quella definitiva, quest’anno avvenuta il 31 ottobre 2019.
Stabilire se uno studente ha diritto o meno ad un beneficio economico pubblico non sta dunque alla discrezionalità o alla libera interpretazione dei dati del sistema ESSE 3. Le borse devono essere concesse su dati oggettivi, verificabili, privi di anomalie e immutati nel tempo: se non risulta che quei crediti siano relativi ad attività del “piano di studi”, significa che quelli non possono essere considerati utili per l’accesso alla borsa di studio. Inoltre in più di un’occasione, proprio con riguardo ai cosiddetti “crediti liberi”, si sono rilevate nel gestionale ESSE 3 schermate che differivano tra un primo e un secondo controllo relativamente ad una stessa carriera.

Questa anomalia si è verificata esclusivamente con il Dipartimento di Giurisprudenza e non con gli altri nove presenti in UNISS, che hanno una gestione sicuramente più chiara e lineare in merito ai “crediti liberi”. Perché, quindi, il problema deve essere imputato a ERSU Sassari che ha il solo compito di garantire – come ha sempre fatto e sempre farà – il diritto allo studio a chi ha i requisiti di reddito e di merito per ottenerlo?

Vogliamo ricordare che il nostro Ente regionale opera, nel rispetto delle norme, a tutela delle fasce più svantaggiate della popolazione e che ha sempre regolamentato le procedure selettive e strutturato i propri bandi in modo tale da garantire la massima possibilità di partecipazione ed accesso ai benefici. Si consideri, da ultimo e a titolo esemplificativo, la mancata previsione nel Bando 2019-2020 di un termine perentorio, a pena di esclusione, per le comunicazioni delle immatricolazioni, stanti le numerose proroghe disposte da UNISS per diversi corsi.
L’affermazione del Prof. Deidda che vorrebbe far tornare nelle mani dell’Università il pieno controllo dell’erogazione dei sussidi è oltremodo irriguardosa nei confronti dell’Ente e critica rispetto al modello organizzativo adottato dalla Regione Sardegna. La Regione infatti, nel rispetto dei LEP determinati a livello statale, esercita piena competenza nella materia del diritto allo studio, disciplinando e promuovendo i necessari interventi la cui attuazione affida a propri, specifici enti strumentali, gli ERSU appunto, istituiti uno per ciascuno dei due comuni sedi degli atenei sardi. La regione stabilisce le risorse e le destina in maniera equa ai due enti.
Il compito degli enti regionali di diritto allo studio, così come da statuto, è dunque garantire a chi non potrebbe altrimenti, di potersi sostentare durante il percorso universitario attraverso benefici economici, alloggi e mensa.
Invece la mission delle Università deve essere la didattica, offrire e garantire la migliore offerta formativa possibile.
Se dessimo retta ai desiderata del Prof. Deidda e, ragionando per assurdo, se questi benefici dovessero essere gestiti direttamente da Uniss per essere assegnati ai propri studenti, cosa cambierebbe? Be, crediamo che anche l’Università si troverebbe a fare i conti con l’applicazione della norma nel pieno rispetto del DPCM ministeriale.
Forse per UNISS sarebbe più opportuno concentrarsi sul sapere e sul futuro dei nostri studenti, lasciando agli enti per il diritto allo studio di svolgere il proprio lavoro al meglio, nel pieno rispetto della norma.
Dicendo che Uniss non si sente rappresentata da ERSU nella gestione del diritto allo studio sta sminuendo la funzione di ben due consiglieri di amministrazione su cinque – che proprio l’Università di Sassari esprime e che rappresentano l’ateneo – che partecipano proficuamente alle attività del CdA dell’ente, dimenticando inoltre che la nomina del Presidente di ERSU è stabilita dal Presidente della Giunta Regionale in pieno accordo con il Rettore dell’Università di Sassari.
Ci auguriamo che si lascino da parte i discorsi demagogici e ci si occupi di garantire ai nostri studenti e studentesse la migliore esperienza possibile in città, collaborando tra enti anziché, come è successo negli ultimi tempi, continuando ad attaccarci ingiustamente.

 

Il Presidente e Il Direttore Generale di Ersu Sassari
Massimo Sechi e Antonello Arghittu

 


Rachele Falchi
Freelance Journalist – Press Agent
Food and travel writer