Pubblicità
image_pdfimage_print


PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA DOMANDA VERSO LOIRI, TELTI E MONTI

L’Osservatorio Brili-Brilas: la crescita della città potrebbe diventare un’opportunità

 contro lo spopolamento

La casa si cerca sempre più fuori dalla città. È una tendenza che interessa da tempo le grandi aree urbane italiane e che comincia a delinearsi anche intorno a Olbia, dove prezzi elevati, disponibilità limitata di immobili e difficoltà di accesso agli affitti stanno progressivamente allargando il perimetro della domanda residenziale. Loiri Porto San Paolo, Telti e Monti diventano così alternative per chi continua a lavorare e ad avere nella città il proprio principale punto di riferimento, ma cerca altrove una casa compatibile con le proprie esigenze e capacità di spesa. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio dell’agenzia immobiliare Brili-Brilas di Olbia, che ha messo a confronto l’andamento della popolazione residente nei comuni della cintura olbiese con le dinamiche del mercato immobiliare.

NUOVI RESIDENTI OLTRE I CONFINI DI OLBIA

A indicare che qualcosa sta cambiando sono innanzitutto i numeri della popolazione residente. Tra il 2022 e il 2024 Loiri Porto San Paolo è passato da 3.689 a 3.800 abitanti: 111 residenti in più, pari a una crescita del 3,01%. Nello stesso periodo Monti è salito da 2.334 a 2.383 residenti, con un incremento del 2,10%, mentre Telti è passato da 2.231 a 2.248 abitanti, +0,76%. Complessivamente i tre comuni considerati guadagnano 177 abitanti, ma quasi il 63% dell’incremento netto si concentra a Loiri Porto San Paolo.

 Un dato ancora più significativo arriva proprio da Loiri: nel 2025 il Comune ha dichiarato di aver accolto 68 nuovi residenti provenienti da Olbia. Un numero che rafforza l’indicazione di una progressiva redistribuzione della popolazione nell’area che gravita intorno alla città.

“Stiamo assistendo a un allargamento del mercato residenziale olbiese – spiega Lino Mura, titolare delle agenzie immobiliari Brili-Brilas –. I confini amministrativi contano sempre meno nelle scelte di chi cerca casa. Si può abitare a Loiri o a Telti e continuare a lavorare a Olbia, utilizzare ogni giorno i servizi della città e mantenere sostanzialmente invariato il proprio centro economico e professionale. È il concetto stesso di periferia che sta cambiando”.  Loiri Porto San Paolo rappresenta, in questo senso, il caso più evidente: la vicinanza a Olbia, al porto e all’aeroporto consente di vivere fuori città senza rinunciare alla possibilità di raggiungere facilmente il luogo di lavoro, i servizi e le principali infrastrutture.

OLBIA MOTORE ECONOMICO, UN’OPPORTUNITÀ CONTRO LO SPOPOLAMENTO

Nel caso di Olbia il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a formare con il centro urbano un sistema sempre più integrato. Si può scegliere di vivere a Loiri Porto San Paolo, Telti o Monti continuando a lavorare a Olbia e mantenendo nella città il proprio principale riferimento economico e professionale. Una dinamica che, secondo l’Osservatorio Brili-Brilas, apre anche una prospettiva più ampia. La capacità attrattiva di un centro economicamente dinamico può produrre effetti positivi anche sui comuni vicini, offrendo nuove opportunità residenziali a territori che possono così intercettare una parte della domanda proveniente dalla città. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può generare opportunità anche oltre i confini comunali – conclude Lino Mura –. Se vivere a pochi chilometri dalla città consente di continuare a lavorare e a mantenere lo stesso centro di riferimento, la ricerca di una casa fuori Olbia può diventare anche un’opportunità per i comuni vicini. È una dinamica che, nel tempo, potrebbe contribuire a contrastare lo spopolamento dei centri più piccoli, riportando residenti e domanda abitativa in territori che restano strettamente collegati alla città. I numeri che abbiamo analizzato non consentono ancora di parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che merita di essere osservata”.

PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA RICERCA FUORI CITTÀ

Alla base del fenomeno c’è anche il mercato immobiliare. Negli ultimi anni i valori delle abitazioni a Olbia sono cresciuti sensibilmente, mentre all’aumento della domanda si sono aggiunti i maggiori costi di costruzione e, più in generale, quelli legati alla produzione di nuove abitazioni. Per molte famiglie, soprattutto quando il reddito deriva prevalentemente dal lavoro dipendente, la distanza tra capacità di spesa e prezzi richiesti è diventata considerevole. A questo si aggiunge il nodo degli affitti annuali: la disponibilità limitata di abitazioni destinate alla locazione stabile rende più complessa la ricerca di una casa per residenti, lavoratori e famiglie. Una pressione che contribuisce a spostare l’attenzione verso un territorio più ampio rispetto ai soli confini di Olbia. “Acquisto e locazione sono due facce dello stesso problema – osserva Mura –. Quando trovare una casa in città diventa più difficile o il prodotto disponibile non corrisponde alla capacità di spesa e alle esigenze della famiglia, la ricerca si allarga. Non significa necessariamente allontanarsi da Olbia: significa cominciare a considerare come parte dello stesso mercato residenziale anche i comuni che si trovano a pochi chilometri”. A spostarsi verso i comuni vicini è anche la domanda di abitazioni indipendenti e semi-indipendenti, soprattutto da parte di chi cerca metrature maggiori, spazi esterni o una maggiore autonomia abitativa difficili da trovare in città a condizioni compatibili con il proprio budget. A pochi chilometri di distanza aumentano invece le possibilità di trovare immobili capaci di rispondere a queste esigenze.

OLBIA MOTORE DI UN SISTEMA RESIDENZIALE PIÙ AMPIO: I COMUNI CINTURA.

La dinamica osservata in Gallura si inserisce in una tendenza più ampia: dopo anni nei quali vivere nel centro urbano rappresentava quasi automaticamente un vantaggio, una parte della domanda immobiliare attribuisce oggi maggiore valore allo spazio, alla tranquillità, alla disponibilità di aree esterne e a una dimensione urbana meno congestionata. Nel caso di Olbia, però, il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a diventare parte di un unico sistema residenziale. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può produrre effetti sui territori circostanti – conclude Lino Mura –. La crescita dei prezzi, la difficoltà di trovare determinate tipologie di immobili e la pressione sul mercato degli affitti possono portare una quota crescente della domanda a guardare qualche chilometro più in là. I dati demografici non sono ancora sufficienti per parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che il mercato immobiliare deve cominciare a osservare con attenzione”.