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Da Ruda a Trieste passando per la Sardegna le mille voci di un festival che unisce popoli e culture

PORTO TORRES. “Perché non smettono di combattere?! Perché non smettono di combattere?!”. Le parole di Ernest Hemingway tuonano come fulmini a ciel sereno tra le navate della Basilica di San Gavino a Porto Torres, impattando contro il pubblico di “Voci D’Europa” come cannonate a salve. È un invito alla pace esternato dal Coro Polifonico di Ruda, la prestigiosa formazione maschilediretta da Fabiana Noro, che chiude la serata turritana del festival con un brano di forte suggestione. Un’opera di Giovanni Sollima tratta dai “Canti Rocciosi”, che reinterpreta il testo di “Addio alle Armi” con voci gridate che pesano come macigni, per rivolgere un invito al silenzio delle armi in un momento forse mai più attuale di questo: “La guerra non si vince con la vittoria, una delle due parti deve smettere di combattere”.

Il saluto finale dell’ensemble friulano è stato un omaggio alla Sardegna, con la versione per violoncello e coro di “No potho reposare” riarrangiata dal maestro Valter Sibilotti, in cui una veste originale è riuscita a emozionare il pubblico senza tradire il modello classico.

Petra Grassi dirige Vikra. In alto il coro di Ruda

Altra grande sorpresa della serata è stata l’esibizione del Coro sloveno Vikra diretto da Petra Grassi, un vero fuoriclasse tra le formazioni polifoniche, che ha stupito gli ascoltatori con le sue modulazioni sorprendenti, posizionando i membri del gruppo in modi inconsueti all’interno dell’edificio religioso, talvolta in formazione classica, talvolta a corona tra le colonne, quasi a rivolgere un abbraccio simbolico agli spettatori, nell’intento di sfruttare nel modo più sublime l’acustica della struttura. Il repertorio ha spaziato dal Rinascimento al Romanticismo senza trascurare il contemporaneo, stimolando il pubblico con nuovi linguaggi musicali dal fascino sperimentale.

Vikra opera sotto l’egida della Glasbena Matica, ente di formazione musicale e di promozione culturale della minoranza slovena in Italia, che incarna una profonda riconciliazione tra le comunità che la storia aveva diviso, trasformando un confine segnato da antiche ferite in un crocevia di armonie e rispetto reciproco.

Il Coro de Iddanoa Monteleone sul sagrato di San Gavino

La serata ha preso il via sul sagrato della basilica con un’anteprima all’aperto a cura del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, in omaggio alle radici e al patrimonio identitario della Sardegna. Quindi è stata la formazione padrona di casa, il Coro Polifonico Turritano diretto da Laura Lambroni,

ad impreziosire di armonie un’eccellenza del Romanico come la chiesa di San Gavino, per poi lasciare spazio agli artisti ospiti.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con il Coro de Iddanoa Monteleone, il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e all’interno della chiesa di Sant’Antonio il Coro Hic et Nunc di Cagliari, Vikra e il Coro Polifonico di Ruda. Domenica 6 settembre appuntamenti al mattino all’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta e nel pomeriggio alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Voci D’Europa” è organizzato dal “Coro Polifonico Turritano”, è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Il coro di Ruda canta “No potho reposare”