Da venerdì l’editoria sarda in mostra a Tempio Pausania con la prima giornata della rassegna “Qui c’è aria di Cultura”

Il primo dei tre giorni della kermesse ospiterà allo Spazio Faber dalle 17.00 Isabella Mastino, Alberto Capitta, Gian Nicola Cabizza, Angela Antona e Nicola Castangia

Tempio Pausania. I temi caratterizzanti la terza edizione di “Qui c’è aria di cultura” saranno tutti presenti sin dal primo giorno della rassegna. Domani (10 dicembre) allo Spazio Faber, dopo i saluti del sindaco, Gianni Addis, dell’assessore comunale alla Cultura e all’Istruzione, Monica Liguori, e della presidente Aes, Simonetta Castia, avrà inizio, alle 17.15, la serie di incontri con gli autori inseriti nel cartellone della manifestazione che verranno coordinati da Salvatore Tola.

Toccherà a Isabella Mastino il compito di rompere il ghiaccio con il suo “Omaggio a Grazia Deledda”. Il suo è un ritorno sulle scene della kermesse organizzata a Tempio da Aes, reso ancor più gradito e interessante dalla coincidenza con gli eventi del 150° anniversario della nascita del Nobel nuorese, della cui opera Isabella Mastino è da anni studiosa prolifica e brillante divulgatrice.

Seguirà la presentazione del libro di Alberto Capitta, “Il cacciatore”, edito da Imago Multimedia. L’ultimo libro dello scrittore sassarese, che si fregia delle belle illustrazioni di Elda Broccardo, è incentrato sulla storia di un ragazzo che acquisisce dal padre la capacità di seguire orme, fiutare odori, riconoscere versi e sparare con grande precisione. Il teatro delle sue gesta è la Sardegna, con i suoi campi e i suoi altipiani esposti al vento del mistero. La loro vita è una caccia senza sosta, e lo sarà sino a quando, facendo ritorno da una delle loro battute, non sentiranno il canto di un muflone levarsi verso il cielo.

Nel giorno delle ricorrenze importanti non poteva mancare ovviamente Dante. A parlarne sarà Gian Nicola Cabizza con “Lo zodiaco nella Divina Commedia” (Mediando). Il Dante “stellare” viene raccontato in un libro bilingue che si avvale della traduzione in sardo di Giovanni Muroni. Il volume sui molteplici riferimenti astrali presenti nel capolavoro dantesco. Così numerosi che Cabizza ha dovuto selezionare quelli pertinenti l’astronomia sferica, seguendo una pista narrativa che ha consentito a Dante di coniugare poesia e astronomia in un libro senza tempo.

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