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Dal piano asfalti agli impianti sportivi, il monitoraggio incrocia dichiarazioni, scadenze e atti pubblici. Alcuni risultati sono arrivati, altri lavori procedono più lentamente del previsto. Per diverse opere manca ancora un riscontro conclusivo.

Come testata giornalistica abbiamo deciso di seguire con continuità l’attività dei politici che governano Alghero, monitorandone dichiarazioni, impegni e promesse. Metteremo a confronto gli annunci con gli atti amministrativi, le scadenze indicate e i risultati concretamente verificabili, distinguendo sempre la comunicazione politica dai fatti documentati. Non si tratta di formulare giudizi preventivi né di alimentare contrapposizioni, ma di offrire ai cittadini gli strumenti necessari per valutare, insieme e con trasparenza, l’operato di chi amministra la città.

Il monitoraggio sulle opere annunciate o rivendicate dall’assessore Enrico Daga nasce da qui. Non per negare ciò che è stato fatto, né per attribuire automaticamente ogni ritardo a una sola persona.

Un’opera pubblica attraversa molte fasi. Prima viene annunciata, poi finanziata, progettata, messa a gara e affidata. Soltanto dopo arrivano il cantiere e, alla fine, la consegna.

Sembra una distinzione scontata. Non lo è, soprattutto quando la comunicazione politica tende a raccontare nello stesso modo un finanziamento ottenuto, un progetto approvato e un lavoro realmente terminato.

Il quadro che emerge non è uniforme. Esistono cantieri avviati e risultati raggiunti. Ci sono, però, anche scadenze superate, date spostate e lavori indicati come prossimi alla conclusione per i quali non risulta ancora disponibile una certificazione finale.

Il piano asfalti: il bando esiste, ma i tempi annunciati sono saltati

Il caso più importante riguarda il piano da 1,4 milioni di euro destinato alla manutenzione straordinaria di 22 strade cittadine.

Nel settembre 2025 il progetto venne presentato con un cronoprogramma piuttosto preciso: approvazione del progetto esecutivo entro la metà del mese, procedura negoziata e aggiudicazione entro dicembre, conclusione dei lavori entro luglio 2026. Le risorse previste erano 710 mila euro provenienti dal bilancio comunale e altri 700 mila euro di finanziamento regionale.

A gennaio il calendario era già cambiato. L’Amministrazione annunciava l’affidamento tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio, con l’apertura dei cantieri nel mese di marzo.

Il procedimento è poi andato avanti, ma molto più lentamente. Il 14 maggio la Luppu Srl di Orgosolo risultava aggiudicataria provvisoria. L’aggiudicazione definitiva è arrivata il 5 giugno 2026, con il CIG B976031392, ed è stata pubblicata sul portale comunale degli appalti il 9 luglio.

Il bando, quindi, non è scomparso. È stato aggiudicato definitivamente. Ciò che al momento non risulta pubblicamente documentato è il passaggio successivo: la consegna del cantiere e l’effettivo avvio delle asfaltature.

Il ritardo è evidente. L’aggiudicazione definitiva è arrivata circa 110 giorni dopo la previsione di metà febbraio. I cantieri, annunciati per marzo, non risultano ancora avviati attraverso una comunicazione ufficiale verificabile. Anche il termine indicato inizialmente per la conclusione dell’intervento — luglio 2026 — è ormai trascorso.

Le strade inserite nel piano sono distribuite tra centro, periferie e Fertilia. Nell’elenco figurano via Vittorio Emanuele, via Mazzini, via Sebastiano Satta, via IV Novembre, via Brigata Sassari, via Caravaggio, via Cagliari e via Catalogna. A nord sono previste asfaltature in viale Burruni, via Molise, via dell’Ostro, via Pacinotti, via degli Orti e via Oristano. A sud gli interventi riguardano viale Giovanni XXIII, via Fratelli Kennedy, via Anne Frank e via Enrico Mattei. A Fertilia sono compresi l’ingresso della borgata, via Zara, via dell’Istria e via Parenzo.

È corretto precisare che la delega ai Lavori pubblici appartiene all’assessore Francesco Marinaro. Daga, titolare del Bilancio e della Programmazione, non può quindi essere considerato l’unico responsabile politico dell’intero procedimento. Il piano entra comunque nel monitoraggio perché riguarda la programmazione finanziaria dell’Amministrazione e il racconto complessivo delle opere pubbliche portato avanti dall’assessore.

Palestra geodetica: il traguardo si sposta alla fine dell’anno

La nuova palestra geodetica di via XX Settembre rappresenta un altro caso nel quale i tempi sono cambiati.

Il primo lotto venne consegnato il 3 giugno 2025. Il contratto prevedeva sei mesi per realizzare il campo polivalente coperto, con un investimento iniziale di 525 mila euro.

Successivamente è stato aggiunto un secondo lotto da circa 800 mila euro. Il valore complessivo dell’opera ha così superato 1,3 milioni.

In un post pubblicato il 19 agosto, Daga ha indicato la fine del 2026 come nuova scadenza per avere la palestra completa di parquet e spogliatoi.

Il cantiere è reale e l’intervento sta procedendo. Resta il fatto che il termine originario del primo lotto è stato abbondantemente superato e che anche l’ipotesi di apertura prima dell’estate non si è concretizzata. Rispetto a quest’ultima previsione, al 19 agosto erano trascorsi almeno 59 giorni.

La nuova data da segnare sul calendario è quindi il 31 dicembre 2026. Sarà quello il momento nel quale verificare se l’intera struttura, compresi parquet, spogliatoi e accesso, sarà realmente pronta.

Tennis Club: il ritardo viene ammesso, ma manca una nuova data

I lavori di riqualificazione del Tennis Club di Maria Pia sono iniziati nel dicembre 2025. Il progetto, finanziato con oltre 300 mila euro, comprende la copertura di un campo, due campi da pickleball, nuove pavimentazioni e una pista destinata alla preparazione atletica.

Daga ha riconosciuto che i tempi si sono allungati. La spiegazione fornita riguarda una modifica richiesta dal Tennis Club durante l’esecuzione dell’opera: l’inserimento di sedute al coperto avrebbe reso necessari nuovi calcoli e ulteriori verifiche.

Può accadere che un progetto venga modificato mentre il cantiere è aperto. È una possibilità normale, soprattutto quando emergono nuove esigenze. Manca però un elemento fondamentale: una nuova data di consegna.

Il lavoro risulta avviato, ma il ritardo non può ancora essere quantificato con precisione. Finché non verrà comunicata una scadenza aggiornata, il completamento dell’opera resterà sospeso in un tempo indefinito.

Campo del Carmine: impresa annunciata a febbraio, avvio ancora da verificare

Per la riqualificazione del campo del Carmine sono stati previsti 675 mila euro. Il progetto comprende il nuovo manto in erba sintetica, la sistemazione degli spogliatoi, l’efficientamento energetico e il rifacimento dell’illuminazione.

All’inizio di gennaio era stato annunciato l’ingresso dell’impresa aggiudicataria nel mese di febbraio. Ad agosto l’intervento è stato definito «in dirittura d’arrivo».

Tra le fonti pubblicamente consultabili non è stato però individuato un riscontro aggiornato che certifichi l’effettiva apertura del cantiere. Non significa necessariamente che nulla si sia mosso. Significa, più semplicemente, che non ci sono ancora elementi sufficienti per presentare l’intervento come avviato o prossimo alla conclusione.

Rispetto alla fine di febbraio sono trascorsi almeno 172 giorni. Il prossimo passaggio da verificare sarà la consegna formale dei lavori o la presenza dell’impresa sul posto.

Stadio Mariotti: superato il cronoprogramma di 90 giorni

Il cantiere dello stadio Mariotti è partito il 17 febbraio 2026. Il primo intervento prevede la riqualificazione degli spogliatoi, la sostituzione degli infissi, il rifacimento dei servizi igienici sotto la tribuna, la messa in sicurezza delle parti esterne e il rinnovamento degli impianti.

Il cronoprogramma stabiliva 90 giorni per completare questo primo passaggio.

La scadenza cadeva intorno al 18 maggio. A fine giugno risultavano ancora in corso interventi sul terreno di gioco e sulle strutture. Ad agosto il Mariotti è stato inserito tra le opere «in dirittura d’arrivo», ma non risulta ancora pubblicata una certificazione conclusiva.

Il termine iniziale è stato superato da oltre 90 giorni. Il cantiere, dunque, è avviato e documentato; la conclusione deve ancora essere confermata.

Piscina scoperta: il risultato verificabile c’è

Non tutte le verifiche portano a un ritardo consistente. La piscina comunale scoperta di Maria Pia è stata effettivamente riaperta.

Ad aprile l’obiettivo dichiarato era rendere disponibile l’impianto entro la prima settimana di maggio. L’apertura è stata poi comunicata dal gestore il 15 maggio 2026.

Il risultato è arrivato con uno scostamento di circa otto giorni rispetto alla previsione, ma l’opera può essere classificata come conclusa e verificata. È uno dei casi nei quali all’annuncio è seguito un esito concreto e riscontrabile.

Diversa resta la vicenda della piscina coperta. Per quell’impianto è stato affidato a Sinloc Spa un percorso di accompagnamento destinato a individuare il modello per completare l’opera e renderne sostenibile la futura gestione. Al momento si tratta di una fase preparatoria: non esiste ancora un nuovo cantiere per il completamento.

Via Tramontana e PalaManchia: due situazioni differenti

Per viale Tramontana, nella cittadella sportiva di Maria Pia, è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’installazione di 25 punti luce. Il finanziamento ammonta a 125 mila euro.

Il progetto esiste ed è finanziato. Devono però essere completati il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori. Non si può quindi parlare di opera già avviata.

Sul PalaManchia, invece, diversi interventi sono stati effettivamente realizzati. Nel gennaio 2025 vennero annunciati come conclusi i lavori sul parquet, sull’area di gioco e sulle tribune, con la riapertura dell’impianto per basket e calcio a cinque. Successivamente sono emersi altri problemi, in particolare sulla copertura e sull’impermeabilizzazione.

Daga oggi definisce il PalaManchia «sostanzialmente a posto» e riferisce che l’ultimo quadrante è stato pitturato. È un aggiornamento da registrare, ma l’espressione “sostanzialmente” non equivale a una certificazione di conclusione di tutti gli interventi. La verifica finale resta quindi aperta.

Non una pagella, ma un metodo

Il quadro complessivo non consente giudizi semplicistici. Sarebbe scorretto sostenere che nulla sia stato fatto. Diversi cantieri sono aperti, alcuni finanziamenti sono stati ottenuti e la piscina scoperta è tornata realmente disponibile.

Sarebbe altrettanto sbagliato, però, presentare ogni progetto approvato come un’opera realizzata. Il piano asfalti è stato aggiudicato, ma non risulta ancora avviato. La palestra geodetica ha una nuova scadenza. Il Tennis Club procede senza una data conclusiva. Carmine e Mariotti devono ancora superare la prova della consegna o della certificazione finale.

Il monitoraggio continuerà seguendo un criterio molto semplice: annotare ciò che viene promesso e confrontarlo, nel tempo, con ciò che accade davvero.

Senza pregiudizi. Senza sconti.

Perché un finanziamento non è ancora un cantiere, un cantiere non è automaticamente un’opera finita e una promessa diventa un risultato soltanto quando può essere verificata.