CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–08-06-22–EDILIZIA – Ennesima rivoluzione per imprese edili arriva obbligo SOA

EDILIZIA – Ennesima rivoluzione per le imprese edili: arriva l’obbligo
della certificazione SOA. Nell’Isola rischiano di non poter lavorare
più di 20mila realtà. Confartigianato Sardegna scrive ai Parlamentari:
“Intervenite con urgenza per bloccare la norma: il settore rischia la
catastrofe”. Da tecnici e Amministratori in arrivo le prime revoche
alle imprese per lavori di ristrutturazione. Nell’Isola superato il
miliardo di euro di investimenti nel bonus110%: ecco i dati al 31
maggio.

“Abolire l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione SOA per
operare nel mercato dei bonus edilizi”.

E’ questo ciò che, attraverso una lettera, Confartigianato Imprese
Sardegna ha chiesto ai Parlamentari sardi per ribadire l’allarme per
le continue modifiche alle norme sugli incentivi in edilizia che
rischiano di bloccare definitivamente i lavori di riqualificazione
degli edifici e di tagliare fuori dal mercato oltre il 90% delle
imprese.

Infatti, a complicare un quadro legislativo già intricato, poche
settimane fa è arrivata la norma del decreto legge “Taglia prezzi” che
impone, anche per le imprese che operano in subappalto, il possesso
delle attestazioni SOA, l’Attestazione di qualificazione per la
partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici
di lavori, per i lavori che danno diritto alle detrazioni edilizie di
importo superiore ai 516mila euro.

“Se la norma sarà approvata, entrerà in vigore fra otto mesi ma
consentirà di lavorare solo a chi lavora già. Se teniamo conto che su
28mila imprese edili sarde, meno di 2.300 hanno l’attestazione SOA,
incluse quelle del restauro, possiamo capire il danno che si sta per
fare al mercato – commenta Maria Amelia Lai, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – e se teniamo conto che l’importo
medio dei lavori nei condomini in Sardegna è di 849mila euro, il
rischio gravissimo è che tutte le imprese, artigiane e non, che oggi
lavorano con le ristrutturazioni con lavori oltre la soglia saranno
impossibilitate a lavorare”. “Il paradosso è che invece di agevolare
l’iter dei bonus, soprattutto il superbonus 110%, per imprese e
cittadini già alle prese con un coacervo di rincari, burocrazia e
difficoltà nelle cessioni del credito, il Governo tira fuori
l’ennesimo “coniglio dal cilindro” che penalizza ulteriormente tutto
il comparto, con ovvie ripercussioni sui clienti e filiera”. “Una
disposizione che, pur ispirata al condivisibile principio di garantire
sicurezza, trasparenza e qualità dei lavori – continua la Lai – di
fatto si è rivelata una barriera anticoncorrenziale. Infatti, negli
ultimi 20 anni, il mero possesso delle attestazioni SOA non ha
garantito, negli appalti pubblici, la qualità e la sicurezza dei
lavori”.

L’Organizzazione Artigiana ricorda come l’accesso ai bonus edilizi sia
già subordinato a una serie di controlli molto stringenti e, per
contrastare efficacemente il fenomeno delle imprese “fantasma”,
servano piuttosto serie verifiche dei requisiti di accesso al mercato,
come l’auspicata legge di regolamentazione del settore edile, e
strumenti già operativi come il DURC, la congruità e
l’intensificazione dei controlli.

“A mettere in crisi il mercato delle riqualificazioni edilizie –
rimarca Giacomo Meloni, Presidente degli Edili di Confartigianato
Sardegna – è anche il blocco del sistema della cessione dei crediti a
causa della stretta adottata dalla maggior parte delle banche e degli
intermediari finanziari; da mesi continuiamo a ricevere chiamate da
aziende bloccate dalla cessione dei crediti”. “Non bastava questa
“tegola” – continua Meloni – adesso, arriva anche questa nuova
possibile situazione che sta facendo pensare a tanti professionisti e
tecnici, Amministratori di condominio e clienti di revocare gli
incarichi già assegnati alle ditte sprovviste di Soa per mettersi al
riparo dall’ennesimo cambio di normativa e, così, tutelarsi dalla
possibile scarsità di aziende che da gennaio potrebbero essere in
grado di fare i lavori perché dotate di Attestazioni”. “Il risultato
di questa continua e inarrestabile stretta – rimarca il Presidente
degli edili – è che le imprese non riescono a recuperare i crediti
presenti nei propri cassetti fiscali per lavori già eseguiti e non
possono pagare dipendenti, fornitori, tasse e contributi. Così il
settore è sull’orlo del precipizio, si moltiplicano i casi di
fallimento che potrebbero coinvolgere migliaia di imprese in tutta
l’Isola, e centinaia di migliaia in tutto il resto del Paese”

Confartigianato Sardegna ricorda come tutto questo sia ancora più
paradossale se si considera come il settore delle costruzioni sia il
driver della ripresa economica e, in questo drammatico periodo di
congiuntura negativa, abbia giocato un ruolo anticiclico.

“I bonus edilizia – concludono la Lai e Meloni – che avrebbero potuto
favorire la ripartenza post Covid dell’economia, dopo aver generato
un’enorme aspettativa in cittadini e imprese, sono frenati
dall’atteggiamento ondivago del decisore pubblico che ne ha
volutamente depotenziato l’efficacia”.

Per questo, Confartigianato, sollecita un rapido intervento per
salvare un’idea vincente di riqualificazione green del Paese che
rischia di naufragare nel mare della burocrazia legislativa.

Secondo i dati rilasciati da Enea sull’utilizzo del Superbonus 110% e
relativi al 31 maggio, in Sardegna le asseverazioni sono state
complessivamente 5.952 per un totale di investimenti pari a 1miliardo
e 039 milioni di euro e investimenti lavori conclusi di 708 milioni di
euro. I condomini registrano 449 asseverazioni per 381 milioni di
detrazioni (investimento medio di 849 mila euro), per le unifamiliari
le asseverazioni sono 3.959 per 483 milioni di investimenti
(investimento medio 122 mila), mentre per le case indipendenti le
asseverazioni sono 1.544 per 174 milioni di investimenti (investimento
medio 122mila).

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT
Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna

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